Masterchef Italia- Seconda Puntata

MasterChef
E' presto per dirlo, ma da quel che si è visto l'altra sera, specie nella seconda parte, sembra che lo tsunami di lacrime che ha inondato lo studio nella puntata iniziale si sia fermato. E che si comincino a riparare i danni, con l'arma di una sana severità che crea scompiglio fra i concorrenti, specie fra gli eliminati. Stavolta, sto dalla parte dei cattivi, rei di interpretare un ruolo che dovrebbe essere la regola, in un programma che ricerca l'eccellenza e che mette in palio centomila euro, oltre ad un contratto con una casa editrice. Era questa assenza, quella che lamentavo la scorsa volta e che temevo avrebbe prevalso sullo spirito del format originale, vittime come siamo dello spirito tutto italiano del "tengo famiglia" e della lacrima facile. Ma stavolta, la musica è cambiata e la chiave in cui si suona è quella della ricerca della capacità, della resistenza fisica, della padronanza della tecnica e dei guizzi dell'invettiva. Certo, restano i dubbi sui criteri di selezione dei concorrenti, molti dei quali sono lontani anni luce dal poter reggere a questi parametri: ma se la direzione resta questa, e magari si incanala in un percorso sempre più delineato e consapevole, abbiamo buone speranze di vedere un Masterchef di tutto rispetto, sia in sè che nel confronto con le edizioni degli altri Paesi. 
Ed ora i commenti, a bocce ferme



Joe Bastianich stacca tutti, perchè è il più televisivo e il meno chef , recuperando i panni che nelle precedenti puntate sembrava avesse dimenticato sul tapis roulant dell'aereoporto, dagli USA all'Italia. E' pronto nella replica, tranciante nei giudizi, padrone del mezzo in modo disinvolto e sicuro. Padroneggia anche gli eccessi , peraltro (ancora?) contenuti e nonostante l'assenza di quell'altro immenso animale da palcoscenico di Gordon Ramsay riesce comunque a portare a casa il risultato e pure a punteggio pieno. 

Bruno Barbieri: Barbieri fa Barbieri-e questo basta e avanza. Che sia a più agio in una cucina, anzichè in uno studio televisivo, lo si nota dall'impaccio delle prime riprese, per nulla aiutato da un trucco che, anzichè abbellirlo, lo imbruttisce. (parentesi: ma in camerino, lo sanno, che si gira Masterchef e non la saga degli avi di Gianni Morandi?). Ma basta che i concorrenti inizino a lavorar di coltello, ed eccolo venir fuori, sempre immenso. L'impressione è che dei tre, sia il più sottovalutato, dagli sfidanti: il che, per certi versi, la dice lunga sul loro grado di impreparazione generale. Ed è sottovalutato anche dal trailers iniziale, che enfatizza i riconoscimenti di Cracco (i gamberi son due) e sminuisce i suoi, in presentazioni generiche più da spot pubblicitario che da sunto biografico. Errori gravissimi, sia in generale che nel caso specifico. L'avversario non si sottovaluta mai. E se di nome fa Bruno Barbieri, ancora meno. 

Carlo Cracco: prima o poi, bisognerà che qualcuno glielo dica, che a noi signore di mezza età lui ci piace, così com'è, senza bisogno che perda tempo a ripassare le pose davanti alle telecamere, lui e il suo sguardo 'sassino che la volta scorsa aveva suscitato la ola dei nostri ormoni e che stasera ti fa venire in mente un guazzetto di triglie. D'altronde, anche se è bello come un attore (bello), di professione fa tutt'altro e si vede: non a caso, dà il meglio quando si dimentica del cameraman e ritorna a fare lo chef, davanti ad una brigata di apprendisti pasticcioni, a cui tenta di insegnare molte volte uno stile che lui ha innato- e che gran parte di questi concorrenti si sogna: dal gesto quasi automatico e stavolta represso, di tacere, di fronte ai giudizi della giuria, alla spontanea attenzione all'eleganza e al dettaglio. Nel piatto e altrove...

Concorrenti: la massa indistinta che ci aveva consegnato la regia della scorsa volta, colpevole del sacrificio della parte migliore delle selezioni sull'altare delle lacrime, inizia a prendere sempre più forma: c'è l'ingegnere che elucubra anche nel piatto, la prima della classe, la madre di famiglia (attenzione a questa: a Masterchef australia, sono stati tutti battuti da una mamma), il padre giovane, l'ossequioso, lo strafottente, la palestrata rasta, il Pantagruel che non si è ancora capito quanto lo faccia o quanto lo sia per davvero, l'Elton John de noartri e, infine, la nobildonna. Sin dal primo trailer, ci aveva edotti sulla sacralità dei lombi di tutta la sua famiglia, lasciandoci intuire che un conto son due uova al tegamino preparate nell'angolo cottura del bilocale dell'interland genovese, un altro spadellare nell'equivalente della cucina del Castello di Fratta. Ma stavolta, però, dilaga: il piatto creativo è un tributo a non so quale illustre parente siciliano e laddove chiunque avrebbe pensato a nomi confortevoli, che intanto "con le lasagne della nonna" non si sbaglia mai, lei zittisce tutti, presentandolo come "Discendenza". Da che, lo aveva spiegato prima, discettando di principesse d'Ungheria e di quarti nobiliari doc. " Sono duchessa per un quarto", lo informa sussiegosa. D'altronde, in una sfida culinaria, un tributo al grande chef d'oltralpe ci sta, no? Duchessa... Ducasse... Du ball....



Masterchef-italia


Lacrime & sangue: se questo è il messaggio da far arrivare ai concorrenti, la scelta di affettare cipolle per tre ore è eloquentissima. Il primo sangue che scorre è quello emiliano verace di Bruno Barbieri, che chiede un "taglio alla Giuliana",preludio a ben altre ferite: scorre il sangue, nella cucina di Masterchef- e neppure mancano le lacrime dei primi eliminati, che si arrabbiano per l'assurdità dei criteri prescelti. "quando mangio le cipolle, mica guardo come son tagliate!", sbotta una delle prime ad uscire, gettando alle ortiche grembiule e fondamentali della tecnica di cottura. Di nuovo, frangette spioventi sugli occhi e capelli al vento, che attenuano il rimpianto per un camion di cipolle sprecate. Per l'ultimo posto, restano i due piagnoni della volta scorsa, l'aviatore e l'orfana e in qualsiasi modo vada, saremo contenti. O scontenti, fate voi. Passa Alberico (ok), insieme ad altri ventisette, per la seconda prova.

Prima l'uovo o la gallina? In fondo, è come ai tempi dell'Università. Se in commissione hai il prof fissato sul Giansenismo, è facile che prima o poi te la facciano, una domanda sull'argomento. Idem qui, con Carlo Cracco nella terna: per cui, nessuna sorpresa, almeno nella scelta dell'ingrediente. Gli interrogativi, semmai, sono ben altri: il primo riguarda le quintalate di uova che arrivano in studio, a fronte di un solo uovo messo a disposizione per ogni concorrente. Cosa ne faranno, dove finiranno e soprattutto era il caso?- non è dato saperlo. Il secondo, più inquietante, è la scelta dei nomi dei piatti dati dai singoli concorrenti alle loro creazioni. Ci tocca sentire di tutto, dalle cremosità, alle croccantezze, fino ai cuori spezzati del napoletano ossequioso, che non si è ancora reso conto in che trappola è andato a inflarsi, con 'sti tre: " Vedremo se lo sarà il tuo cuore, alla fine della gara", dice Cracco- e lo amo, immensamente di più. Il clou lo tocca Anna dai Capelli Rossi, che per la sua creazione sciorina un  "Prima l'uovo dal mare o la gallina dal cielo?". Prontissimo Cracco con un "vedremo"- e pronta la supplica dalle nostre case, che almeno i figlioli si chiamino Giovanni e Maria...



Mistery Box: orzo, quaglie, birra scura, uovo, farina, burro, limone, zucca ed acciughe. La nostra chat impazzisce sul cosa preparare con questi ingredienti, mentre nella cucina di Masterchef i diciotto sfidanti si danno da fare per combinarli nel piatto. Tre sono i selezionati, Luisa con una quaglia in salsa di birra con chips di zucca, Denny con dei ravioli di quaglia e la Quaglia curiosa perchè ha mangiato le acciughe di indovinate un po' chi. E mentre io sono curiosa di sapere di che cosa si nutre, la fantasia di questa concorrente, i Giudici decretano il vincitore: è Denny, l'ingegnere, a cui spetta il compito di scegliere l'ingrediente per la seconda prova

Invention test: cicerchie, fichi d'india e mandorle, per sviluppare un piatto che parli della cucina del Sud. Io avrei scelto le cicerchie, Denny scivola sulle insidie della banalità e punta il dito verso le mandorle. Morale, mezz'ora persa a sgusciarle e addio alla focalizzazione sul tema. Vediamo di tutto, dalla frisella col lime ("i Sud"- "no, il Sud, quello italiano") alle mandorle in pummarola, dal tortino di patate fino ad una terrificante "folla di vongole", immediatamente ribattezzata follia dal giudice di turno ecchissenefrega, se ti sei ispirato a Requiem for a dream.. Il momento più alto si tocca grazie al sosia di Elton John, che presenta un piatto di "pene in alto mare". Dice proprio così, perchè è straniero e mangia le vocali, ma l'unico che non nota le attenuanti è Joe Bastianich che, somiglianza con sir Reginald a parte, ha la stessa pronuncia del concorrente. Barbieri rincara la dose ("prepara dei piatti che ti somiglino") e si fnisce in gloria, con la vittoria delle polpette della mamma (cosa avevamo detto???) e l'eliminazione di Fred, che intona il suo Requiem for a Dream, prima di slacciarsi il grembiule. 
E noi, ci vediamo venerdì prossimo
ciao 
ale

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alessandra (raravis) 10/02/2011 17:50

Marisa, come hai ragione... e penso proprio a certi chef che si sono montati la testa e che discettano come se fossero filosofi... mai sopportati in vita mia...
ciao
ale

alessandra (raravis) 10/02/2011 17:49

risposta a caldo: ... e mi ci manca anche questa!!!!
risposta a freddo: magari avessi il tempo! Perchè a me questa avventura di MT coinvolge sempre di più- ma in modo sempre diverso. Finiti i passi incerti dei primi mesi e gli sbandamenti di quelli successivi (da contatore, classifiche, seduzioni di finti marketing e di vere marquetting) abbiamo deciso di fare scelte diverse, più personali ed autonome. Per cui, oggi, MT non è la vita che vorrei, ma è il tempo libero che vorrei. Un otium contemporaneo, a cui mi dedico quando sono fuori dall'ufficio, ho sentito la figlia ripetere Donna de'Paradiso e ho finito di stirare tutte le lavatrici della settimana. Ma, conoscendomi, mi impegna più di un lavoro: perchè io mi rilasso e mi diverto se metto carne al fuoco-e più ce n'è e meglio è. D'altronde, l'ho sempre detto, anche in gioventù, quando le soddisfazioni da togliermi erano infinite, rispetto ad oggi: se mai vincessi alla lotteria, metto su una fondazione. E lavoro e faccio lavorare un sacco di gente. una tragggedia, insomma :-)
In più, la Dani non ha sky :-))))

Altra cosa, seria: o gioco per davvero, o niente. Cioè, da casa non ci sarebbe storia. Sei nella tua cucina, con i tuoi attrezzi, il tuo forno e i tuoi fornelli e hai tempo per pensare -e nessuno che ti soffia sul collo. Se anche riuscissimo nell'impresa di qualcosa di decente, non avrebbe proprio senso.

Però, siccome tu sei una strega :-) e più conosco te e teua sorella e più credo alle affinità da web, vorrei sapere come hai fatto a sentire che ho proposto alla dani una cosa simile per un contest che gira sul web. Me lo spieghi, eh, come hai fatto??????? :-))))))))))
ciao e grazie per tutto
ale

Virò 10/02/2011 17:34

Le selezioni mi avevano annoiato ma prima la tua presentazione e poi la prima vera puntata mi hanno coinvolto.

Sono una voce un po' fuori dal coro perchè insensibile al fascino del fratello cuoco dei Bee Geese ma quando ho visto gli ingredienti della mistery box un sussulto l'ho avuto: il mio ultimo neurone sveglio si è infatti domandato quale sarebbe stata l'interpretazione stile MT...

Ed allora ho una riflessione cialtrona ed indecente: perchè con la pagella del venerdì non proponete anche il vostro piatto con gli ingredienti della gara?

Altro che un quarto di duchessa: siete le regine del web ed ideare una preparazione di un'ora con quaglia, zucca, alici, fagioli & c. per voi sarebbe un gioco da ragazze!

i5mondi 10/01/2011 21:17

Alessandra, hai ragione da vendere, professionisti non si nasce, si diventa con tanti sacrifici e, soprattutto tanta umiltà.l'umiltà dovrebbe continuare però, anche e soprattutto dopo aver conquistato il successo e...spesso non succede questo!
un bacio
Marisa

alessandra (raravis) 10/01/2011 14:04

Patty, vado un po' fuori tema, ma con te posso permetterlo. La Dani ed io siamo mamme di "musiciste" (ora c'è anche la sua piccola, che è entrata quest'anno, di violoncello). Sono anni che vediamo i loro sacrifici quotidiani, per acquisire le basi di una discilpina che non è soggetta alle mode del momento e che non perdona. Mia figlia suona il violino; basta un dito fuori posto di un micron- ed hai stonato. Tutti i santi giorni, questi ragazzi suonano per ore. E al mattino se ne vanno a scuola, dove incontrano professori a cui non importa se il pomeriggio prima hai dovuto seguire tre ore di lezione o la sera sei tornato tardi da un concerto. E quello che suonano, sono delle gran scale. Scale, scale, scale- soprattutto gli archi: perchè sarà solo quando avrai la piena padronanza della tecnica, che potrai affrontare una partitura seria. Ma prima, vai di kreuzer e di esercizi a corde doppie. Il tutto, per cosa? Per studiare almeno dodici anni e poi finire a sbattersi come pazzi per poter racimolare qualcosa per vivere. Perchè è inutile che ci facciamo illusioni: mala tempora currunt- e per la musica classica ancora di più.
Senza contare i sacrifici che facciamo noi familiari: economici in primis e su tutti i fronti, per tutto il resto: facciamo le taxiste, li aiutiamo nei compiti, cerchiamo di riservare a loro tutta la pazienza che non abbiamo nell'ascoltarli, nel rincuorarli, nel seguirli nella fatica di perseguire una enorme passione. E questo vale per noi e per tutti i genitori dei ragazzi che hanno scelto di suonare uno strumento e di modellare su quello la loro vita di bambini prima e di adolescenti poi.
Quello che vorrei che passasse da Masterchef è proprio questa impostazione: per imparare a cucinare ci vuole impegno, umiltà, sudore e fatica. Non si può pensare di maneggiare un sifone, se non si sa fare una bechamelle. Magari ti verrà una splendida mousse, lì per lì, ma cucinare è un'altra cosa. Così come lo è cantare, recitare, ballare e tutte quelle arti meravigliose che la nostra televisione ha ridotto a mercificazione, facendo del Grande Fratello l'anticamera a professioni che una volta richiedevano anni e anni di studio e di sacrificio.
Quindi, tornando a MC,io mi aspetto solo questa cosa qui- indipendentemente dai criteri di selezione e dagli scotti da pagare al mezzo: che si insegni a questi ragazzi che anche la cucina, al pari qualsiasi professione, si impara. E per imparare ci vuole sì talento, ma anche tanto studio e tanto sacrificio. Se passerà questo messaggio, per me sarà stato un programma ben fatto. Altrimenti, altra spazzatura, in una direzione che mi demoralizza e mi intristisce
ciao
ale

alessandra (raravis) 10/01/2011 13:49

Libera, anche a me dà fastidio un atteggiamento del genere e mai nella vita mi sarei sognata di dover vedere queste cose in televisione. Non c'è tanta differenza d'età fra noi e io ricordo benissimo una TV che prima di tutto educava e poi faceva intrattenimento e tutto quanto il resto. Son cresciuta a sceneggiati con Alberto Lupo, a Quartetto Cetra che rifaceva i classici mettendoli in musica e quando, d'estate, hanno la bontà di replicare spezzoni dei vecchi varietà, mi incanto a guardarli e li rimpiango.
Però, da un po' di tempo a questa parte, le cose sono cambiate e questi programmi di cucina sono i più stravolti di tutti. "Colpa" di Ramsay e di Hell's Kitchen, probabilmente, dove gli sputi nel piatto sono diventati da eventi eccezionali (prima serie) una sorta di iniziazione obbligata (ultime serie). Bastianich appartiene a questa scuola e di conseguenza non fa eccezione. Ma io sono convinta che questo sia un tributo allo "spettacolo" (lo metto fra virgolette, sia chiaro) e, quel che è peggio, che i concorrenti ne siano pienamente consapevoli. Son quasi tutti ragazzi giovani, cresciuti a questo tipo di programmi e sono certa che, almeno da casa, abbiano messo in preventivo qualche eccesso del genere.
Anzi, a me ha fatto specie che si risentano più per i giudizi verbali che non per quelli "gestuali".
Poi, ripeto, sono la prima io a cui queste cose non piacciono: ma trovo che presentarsi alla cucina di Masterchef con piering e capelli al vento sia un andarsela quasi a cercare, una roba così...e in questo, mi spiace, ma non provo nessuna pena. in qualsiasi modo vada, sono dei privilegiati: hanno l'opportunità di vincere centomila euro con la loro passione, di crescere professionalmente, di giocarsi un'opportunità che è stata riservata a pochi eletti (e per molti di loro, non si è ancora capito dove siano i meriti culinari). Senza contare che possono permetterselo: hanno dei contratti che prevedono aspettative, o dei datori di lavoro consenzienti o una situazione familiare che consente loro di stare lontani da casa per parecchie settimane. c'è gente che ha dovuto rinunciare a priori, proprio perchè non aveva queste agevolazioni. Giocarsi un'opportunità del genere, per non essersi allenati un po' a casa a maneggiare un coltello o non essersi vestiti in modo decoroso, mi sembra un atto di presunzione bell'e buona... ma, si sa, io son quella cattiva :-)

accantoalcamino 10/01/2011 12:57

Cara Alessandra, forse tu hai capito che sono una "pigliancula", nel senso che mi fanno pena tutti e se vedo che qualcuno è "maltrattato" m'infervoro. Probabilmente questo mio modo di essere risulta "out e demodè" (vedi il post dove racconto dei "maroni" ;-) ),ma non sono proprio una sprovveduta (vedi "altro" ;-) )e non mi garbano le "acconciature" dei/delle concorrenti. Ho anche avuto il piacere in un periodo della mia vita di fare "l'aiuto-cuoca" e so che pearcing, orecchini al naso, unghie lunghe e laccate, capelli a mò di criniera leonina (in dotazione ad una concorrente del format), barbe lunghe incolte ed aspetto, diciamo, "cragnoso" (e qui cito senza nominare un altro concorrente) erano negativamente determinanti quando richiedevi il libretto sanitario.
Per me Cracco rimane un "bonazzo" e lì in mezzo, postura compresa ristabilisce l'equilibrio.
Forse sarò antica, ma la mandorla sputata col "sonoro" rimane un gesto deplorevole, si può sputare una mandorla semplicemente appoggiandola sulla mano gettandola poi nel cestino (come per i noccioli dell'oliva per capirci).
Questo è il mio pensiero, forse da "signora di mezza 3/4 età anche un pò tonta" ma così è...se vi pare, per citare Pirandello...

Patty 10/01/2011 10:29

Uno: sono probabilmente l'unica "resistente" in Italia a non avere FB e la convinzione comincia a traballare solo per il fatto di non poter essere lì a commentare con voi a bollore. Due: a ghiaccio è, se possibile, ancora più entusiasmante. Se proprio devo essere onesta, credo che continuerò a guardare Master Chef solo per leggere le tue meravigliose recensioni ed i commenti delle amiche, perché è davvero un piacere intellettuale. Tre: la cosa che ho mal tollerato della trasmissione è l'evidente presenza di una sceneggiatura. I giudici seguono una parte e purtroppo quello che ha la minore capacità attoriale e mi dispiace dirlo, è proprio Carlo Cracco che ogni volta che apre bocca sembra che stia cercando di leggere la battuta. Ti do ragione quando dici che i momenti migliori sono proprio quando si dimentica di essere in trasmissione e rientra nei panni del cuoco, perché lì, allora, sono momenti belli. La sua oggettiva bellezza non lo riscatta dalle espressioni esilaranti elargite attraverso uno sguardo smalocchiante. Maddechè? Roba che se lo facesse a me non potrei che ridergli in faccia e allora forse mi farebbe un cazziatone e si risveglierebbe nell'onore.
Bastianich e Barbieri mi convincono di più, fanno spettacolo, il primo con cattiveria e leggero sadismo, il secondo con il piglio di un maestro d'altri tempi, capace di usare il bastone e la carota. Si, mi ha gelato lo sputo della mandorla nel piatto, ma non lo trovo un gesto eccessivo in un programma di cucina, dove la maggior parte dei concorrenti dimostrano di avere più presunzione che talento. Ecco, questo è il punto, e poi mi cheto. Ho adorato il fatto che l'ultima sfida sia stata vinta da una mamma e dalle sue polpette perché (e forse mi sbaglierò), è anche la persona che mi è sembrata la più umile un un branco di "soffaretuttoio". Mi provoca l'orticaria ascoltare le mini interviste ai partecipanti e sentire "io ce la posso fare perché sono il migliore". Io sarò sbagliata, ma ritengo valore assoluto nella qualità di una persona ed nei suoi talenti, una sana e vera umiltà. Attraverso l'umiltà emerge il genio. Ti abbraccio. Pat

i5mondi 10/01/2011 10:10

io non avevo mai visto questo programma ma, secondo il mio , se pur misero,parere,tutto viene exraesaltato per fare spettacolo!
la cucna dovrebbe essere passione, calma, rilassamento, perchè esasperare le persone!
va bene ci sono i maledettisseimi soldi che rovinano tutto!anche le passioni!!!!!!
e i giudici!? tutti degli snob!!!!
un bacio!

alessandra (raravis) 10/01/2011 09:25

lagonzi, grazie per la richiesta di amicizia. Sono su twitter, ma non lo so usare :-) se ti va, possiamo commentare su Fb, nel gruppo che abbiamo fondato.
ciao
ale

alessandra (raravis) 10/01/2011 09:25

Libera, io sono per la severità educativa. O meglio: per la severità, a mali estremi. Prima, viene la regola. dovrebbe valere sempre, ma ci sono alcune professioni in cui questo vale di più. Ti faccio un esempio da un altro format televisivo di successo che è American Top Model: sono severissimi. Educati, ma implacabili nei loro giudizi. Anche se in apparenza fare la modella è il lavoro più facile del mondo. Idem per la cucina. Qui a Genova, anni fa, il preside dell'istituto alberghiero era finito sul giornale, denunciato da alcuni genitori, perchè aveva preteso che i suoi studenti avessero i capelli corti e non portassero l'orecchino. Apriti cielo: "limita la creatività dei nostri figli", "metodi repressivi da impero austroungarico" e cose varie. In realtà, lui voleva solo che si abituassero da subito ad una disciplina globale, che implica anche la cura del proprio aspetto fisico, per banali motivi di igiene. Quindi, io capisco che chi fa il cuoco da una vita- e da una vita si massacra con orari assurdi, senza sabati nè domeniche nè festività comandate, senza poter mai seguire la sua famiglia (ti sei mai chiesta perchè le chef siano pochissime?)- si infuri parecchio, quando si trova di fronte a ragazzetti arroganti, che si presentano ad un talent di cucina con i capelli sugli occhi. Poi, ovviamente, la maleducazione non ha scuse e anch'io trovo Gordon Ramsay unico nel suo genere, proprio per questa sua capacità di gridarti di tutto- e poi consolarti subito (Fra l'altro, il figlio di un nostro amico lo conosce e assicura che nella vita di tutti i giorni è così, anzi: è uno con la scorza, ma che sa intenerirsi, anche troppo).
Sul resto, vedremo: qualcuno bravo c'è, altri non lo sono per niente. Bisognerà vedere cosa succede nelle prossime puntate, se i talenti usciranno per davvero o se son solo tributi all'audience...

alessandra (raravis) 10/01/2011 09:13

parto dal fondo, perchè a Barbieri son sensibilissima, come ben sanno i miei amici delle strenne, la cui chat in questi giorni è intasata da panegirici che la sottoscritta tesse a questo piccolo grande cuoco. Noi proveniamo dalla scuola di Igles Corelli, nel senso che il suo ristorante è stao il nostro primo vero approccio all'alta cucina "consapevole" (scarto la milano da bere dei miei anni Ottanta, quando scoprivo di aver cenato in un trestelle solo al momento del conto). Sempre parlando di Corelli, ci siamo innamorati della sua bravura e della sua umiltà: ti basti che il mattino dopo ha voluto preparare personalmente la cioccolata calda a mia figlia. Detto tutto. Barbieri, in questo senso, è l'allievo che supera il maestro. Perchè di Corelli ha l'affabilità, l'umiltà e- se mi permetti- la classe e i fondamenti: ma secondo me ha fatto un passo avanti in cucina, valorizzando le materie prime come mai nessuno in Italia, senza ricorso a tecniche astruse o ad arie fritte. Altra cosa: è uno chef che sta in cucina. Vai e lo trovi e si ferma a chiacchierare e si fa pure fotografare con i clienti. Non è un marchio di fabbrica, un divo della tv, o un semplice maleducato come altri suoi colleghi, che a fronte di conti spaventosi neanche si degnano di venire al tuo tavolo per sapere come va.
Insomma, io lo amo, senza se e senza ma- e infiniatamente più di Carlo Cracco, la cui cucina è per me troppo intellettuale e troppo al di là delle mie concezioni in merito. Purtroppo, non ho la possibilità di ricredermi in tempi brevi, perchè in lista ci sono altre priorità, su tutte il nuovo risotrante di Barbieri a Londra, di cui però non vedo traccia.
Poi, qui sopra, si scherza sempre ;-) ma sia chiaro che il B.B. non si tocca :-)))

acquaviva 10/01/2011 08:57

posso ribadire il concetto "Barbieri forever"?! Che è cuoco verissimo ed insegnante serio e pure chef televisivo anche nella sua vita vera, anche se non ha mai voluto trasformare tutto ciò in personaggio. E soprattutto gli importa poco di fama ed immagine e molto di sostanza e coerenza di percorso. Ma sì, che lo trucchino come vogliono, non è lì per cercare il deliquio delle fan femminili ed il suo fascino, cerone o meno, sta proprio in questo.

accantoalcamino 10/01/2011 07:30

Ciao Ale, finalmente l'ho guardato anch'io e dalla mia postazione terra-terra mi domando i criteri di selezione perchè nella presentazione si "recita" i migliori cuochi non professionisti d'Italia", io allora mi domando: ed il resto? Siamo rovinati? Condivido la "rivolta ormonale" di noi donne di mezza età (parlo per me ;-))alla vista del Cracco con tanto di postura a gambe larghe e braccia conserte con quel meraviglioso modo di parlare tranquillo,capace di pronunciare frasi sibilline.
Un Cracco che, fuori dal suo ristorante immagino mentre sussurra frasi d'amore su lenzuola di seta grigia :-)
Invece pollice giù per quel tale Joe Bastianich che non ho il "dispiacere" di conoscere.
L'umanità l'ha dimenticata al suo paesello e lo dico perchè un Gordon Ramsay che dice parolacce a tutto spiano e maltratta i concorrenti ha quella dote innata della "non-volgarità" e può dire quello che vuole anche perchè poi la "pacca sulla spalla" ristabilisce gli equilibri.
Diciamo che lui è soltanto Maleducato ed arrogante ed anche se suppongo debba esserlo per "contratto" non credo faccia una gran fatica.
Sputare la mandorla è stata la goccia...
Purtroppo io non sono della scuola "cattivi per educare", secondo me ci vuole anche un pò di umanità perchè il confine tra la "cattiveria educativa" e la "volgare maleducazione" è sottile e quel "bruttimbusto"di Joe Bastianich è andato davvero oltre...
Ovviamente sono pro-Barbieri che riesce comunque a dire la sua con determinazione ma rimanendo educato.
Conosco di "vista" il Paolo Vidoz, pugile Goriziano e conosco i suoi trascorsi e mi domando ancora con che criterio...?
Stella nel suo post ha detto che tra i concorrenti c'erano mostri di bravura, io dico soltanto mostri.
Mi ritiro per deLIBERAre :-D

lagonzi 09/30/2011 23:48

no ma dico ho letto tutto e mi è piaciuto tantissimo!!
ho appena finito di guardare anche io la replica su skyuno e con un'altra amica foodblogger abbiamo passato la serata su twitter a commentare!
ci siamo divertite, se ci siete anche voi la prossima volta ci divertiamo.
cmq devo solo dirti cara alessandra che hai fatto una recensione che non fa una piega! brava.

alessandra (raravis) 09/30/2011 18:53

Simonetta, provo con qualche trailers... ti inserisco nel gruppo della chat, così te li vedi con calma :-)

L'acqua 'dorosa: mi dici niente, dalle 7 alle 15...sul resto, quoto e condivido, anche in merito alle crescite individuali. Il programma punta tantissimo su questo, per cui, staremo a vedere

L'acqua 'dorosa 09/30/2011 18:49

Che dirvi!!?? Io non ero particolarmente agitata e non sono proprio alle prime armi in cucina. Col senno di poi certo avrei preparato altro e con una migliore presentazione. Nel mio caso il tortino era stato preparato alle 7 del mattino e lo hanno degustato alle 15 del pomeriggio. Lo chef - che ha ancora tutta la mia comprensione - aveva già provato di tutto: dolci, pesce, pasta, verdure... con un'alternanza assolutamente casuale!!! L'ho riscaldato tre volte al microonde col risultato finale che al servizio era comunque freddo e la salsa di base troppo densa. Ai provini c'erano tante persone brave e creative, io almeno ne ho incontrate. Ma è anche spettacolo: c'è bisogno di storie, di persone che si emozionino, motivazione, la voglia di vincere a tutti i costi, qualcuno che dica alla camera: questo programma mi cambierà la vita... Io non ero così determinata. Tuttavia credo che se gli chef fanno il loro mestiere, vedremo crescite individuali e buone proposte.

alessandra (raravis) 09/30/2011 18:33

Gianni, mi fai morire dal ridere :-))) e comunque: preoccupati :-))

gunther, ecco, Tu dovresti proprio guardarlo. Tanto per dare un parere come si deve...

L'acqua 'dorosa... oh, finalmente eccone un'altra! Però, qui transitano solo le escluse obiettive e sportive, com'è? Seriamente: io credo che tantissimo possa giocare l'inesperienza e l'emozione. Ho letto che dalla fine della preparazione del piatto alla presentazione agli chef in certi casi passava parecchio tempo, quindi un piatto ottimo, appena pronto, diventava un disastro, al momento del giudizio. Per non parlare poi della famigerata regola per cui la cosa che ti viene ad occhi chiusi mille volte, non riesce nel momento in cui è richiesta la porca figura... succede solo a me, di cannare piatti collaudatissimi, quando ho a cena la suocera o il capo?
Forse, la ragione di una selezione che non mi ha soddisfatto va cercata anche in questi fattori...
Un bacione alla nonna
ale

Glu.fri 09/30/2011 18:32

Come farei senza menu turistico ??..Come fa una poveretta a sud del mondo a essere aggiornata sull'evento mediatico italiano dell'anno senza di voi ?...Grazie di esistere !! ..e mettete foto...vorrei vedere 'ste facce da master chef..

Bacioni, Simonetta

L'acqua 'dorosa 09/30/2011 18:19

E io ai provini c'ero!!!! Scartata... malgrado la nonna di 101 anni, che ormai ne ha 102. Per qualche istante mi ha regalato la speranza di un lasciapassare... ma poi non me la sono sentita di assicurare alla produzione che poteva venire in trasmissione!!! Per onestà devo però ammettere che: la julienne di zucchine fatta lì per lì era davvero pessima... e il tortino di ciauscolo...beh... forse era la cosa meno indicata da scegliere (ma ho visto di peggio). Insomma per dirla tutta non avrei superato la prova della cipolla. MAI :) Mi resta il rimpianto di non aver potuto urlare come un marines in missione "SI CHEF" al bel Cracco, guardandolo negli occhi.

Günther 09/30/2011 17:50

io non l'ho ancora mai visto ma il tuo racconto mi piace moltissimo :-)

alessandra (raravis) 09/30/2011 16:44

StarAcademy è una boiata pazzesca. La pessima copia di XFacor - e chi se ne importa se il format è nato prima, come va sostenendo Facchinetti da un po' di tempo in qua. Il format non va, perchè è troppo confuso e non è un'ipotesi tanto peregrina che XFactor sia nato proprio per correggerne il tiro. In più, noi Italiani ci mettiamo i soliti carichi da undici, scegliendo come coach cantanti finiti, che cercano un'occasione per tornare alla ribalta e una giuria completamente strampalata, dove, al solito, l'unico davvero competente finisce per essere travolto dai "mi sei entrato in pancia" di venturiana memoria. A peggiorare il tutto, la scelta del conduttore. Ci sarebbe voluto un pezzo da novanta, per reggere le fila di un programma che ha la confusione nel DNA (giudici diversi dai coach e cantanti che si esibiscono in contemporanea su uno stesso pezzo, con un meccanismo di valutazione farraginoso e poco chiaro): su due piedi, mi viene in mente solo la Carlucci. Ma Facchinetti, proprio no: e meno che mai dopo aver assistito alle sue debacle ad XFactor, incapace di tener testa agli sprolo-soliloqui di Morgan o alle esternazioni della Maionchi. Tempo dieci minuti ed è travolto dal suo stesso programma, mandando tutto alla deriva. Il cameo è quel che resta di Ornella Vanoni che contesta il meccanismo della gara, dopo aver accettato di fare il giudice... detto tutto, mi pare..
quindi: no pagelle, XFactor basta ( e avanza..)

per quanto riguarda la chat, ci vediamo su FB, in un gruppo che eccelle per sobrietà e moderazione, a cominciare dal nome- che non scrivo qui, per biechi motivi legati alla censura (del marito e della mamma). Su FB sono Alessandra Gennaro: se mi chiedete l'amicizia, vi invito.

Roby, Kitchen Confidential è fintissimo. Ma lo guardiamo anche qui...;-)

ciao a tutti
ale

alessandra (raravis) 09/30/2011 16:35

Sul fatto che sia tutto combinato, non so. Di sicuro, come dicevo, mi dispiaccio per le selezioni: ad un gruppetto di concorrenti di talento, corrisponde un numero elevato di gente che non dimostra alcuna competenza. Lo dico sulla base delle proposte culinarie, alcune delle quali erano davvero strampalate- e sulla base della prova del taglio, per cui rinvio alle considerazioni del commento precedente. Però, questo è un programma dove si cresce alla distanza: e dove si hanno oportunità straordinarie (pensate solo al premio della vincitrice di questa puntata: un'ora di lezione di cucina con Barbieri... quanto si migliora, se si è predisposti ad imparare???). Per cui, voglio essere fiduciosa e godermi lo spettacolo
ps qualche resoconto dei dietro le quinte in rete c'è già, prevalentemente a firma degli esclusi. Quello che emerge, al di là delle valutazioni soggettive, è che comunque la prova sotto pressione è stata devastante, che le tre ore in cui si sono affettate le cipolle sono state reali e che nello stesso giorno è stata proposta la prova dell'uovo... allo sfinimento, insomma. Di nuovo, non so dire se sia proprio un meccanismo giusto. ma di certo qui non hanno barato

alessandra (raravis) 09/30/2011 16:28

Eccomi- e scusate il ritardo con cui vi rispondo, ma ogni tanto lavoro per davvero :-)

dunque, parto dal fondo e prendo sul serio la provocazione. Prescindendo dai casi singoli, da chi se la tira di più e da chi se la tira di meno, ma se la tira comunque: io penso che in linea teorica il food blogger dovrebbe avere competenza sul cibo tout court, non essere uno chef. Premesso che si tratta di una figura in fieri, io lo vedo più come anello fra la parte teorica legata alla sfera della comunicazione e la parte pratica, legata a quella della ristorazione. Un po' carne e un po' pesce, per capirci, ma nessuno dei due in modo completo. E questo, per quanto riguarda la risposta diretta alla tua domanda. La partecipazione a masterchef, però, è un'altra cosa: nel senso che qui sono richieste solide competenze di base. e questo è il motivo per cui avevo consigliato ad un'amica che sembrava intenzionata a partecipare di prepararsi sui fondamentali- libri e tecniche. Per dirti, io non sono brava nel taglio e, in generale, in tutta la parte legata al lavoro di fino: non ho mai disossato un pollo, mi mette l'ansia sfilettare il pesce. Supplisco a queste carenze con l'inventiva, l'originalità e una passione sostenuta da anni e anni di approfondimenti e di un'educazione al gusto durata anni-ed ancora in corso, che è quello che mi permette di proporre piatti che incontrano il favore delle persone a cui li propongo. Ma se avessi deciso di partecipare a Masterchef, avrei disossato polli e sfilettato pesci e affettato cipolle per tutti i mesi precedenti la convocazione. Questo è quello che più mi infastidisce di alcuni concorrenti: la prosopopea, l'arroganza con cui avrebbero preteso la qualificazione senza sapere come si fa una bechamelle o come si taglia "alla giuliana". Ed è questo quello che mi piace dei giudici: il costante richiamo all'umiltà, al silenzio, alla testa bassa e pedalare- che, per me, è l'unico modo per arrivare da qualche parte :-)

Gianni Senaldi 09/30/2011 16:15

Non vedevo l'ora di leggere i tuoi commenti.
Non so se essere lusingato o preoccupato visto che la penso esattamente come te e ti sono grato di esporlo in questo modo così divertente.
Ah, voglio solo precisare che i miei ormoni guadando Master chef sono stabilmente a riposo.
Ti abbraccio

fabiola 09/30/2011 15:20

una sola domanda provocatoria: ma secondo voi tutti questi blogghisti/blogghiste scrittori/scrittrici esperte/esperti che sono ovunque in TV a blaterare di cucina come se la sarebbero cavata con tutte quelle tonnellate di cipolle da affettare?

Claudia 09/30/2011 13:08

troppo forte sei!!! la prima puntata me la sono persa abbiamo preferito la squadra del cuore la seconda l'ho vista e l'ho trovata molto artefatta niente di spontaneo certo "il pene in alto mare" è stato delirante...anche io nel vorrei sapere come hanno fatto le selezioni

Stefania 09/30/2011 12:07

Visto che io non riesco a vedere questo canale, mi tocca accontentarmi (!?) del tuo post del venerdi e cercare di farmi un'idea attraverso gli occhi tuoi ... leggerti è sempre un piacere e un gran divertimento

sulemaniche 09/30/2011 10:49

cavolo la seconda puntata non l'ho vitsa ma tanto ci sono le repliche...ma io concordo con magico bruno..come si fa la besciamella...dico io sifoni, arie..profumi e chissà quale diavoleria solo x fare bella figura e poi non c'è base e soprattutto forse cucinano da 1 anno, mi sembra assurdo...come si fa a dare credito a certe persone...cmq un paio di galline bianche mi sembra di averle viste...vedremo!

cristina b. 09/30/2011 10:28

è veroooooooo!! è il sosia di elton john!! ecco chi mi ricordava... :D
sono contenta anch'io che il fiume di lacrime sia (per il momento) cessato e sicuramente questa puntata mi è piaciuta molto di più.
però non riesco a togliermi di dosso la sensazione che sia tutto combinato... mi sembra che certi dialoghi siano stati scritti a tavolino, che la decisione finale insomma sia già stata presa... spero di sbagliarmi e mi piacerebbe moltissimo se qualcuno ci raccontasse il dietro le quinte.
comunque: ale, grazie di esistere!