Viva, viva, viva l'Inghilterra! I migliori libri di cucina al 50% di sconto!

Che io ami il popolo britannico, è cosa arcinota e non sarà certo questaprovvidenziale campagna di sconti su Amazon.co.uk a favorire dichiarazioni d'amore dell'ultima ora. Conferme, semmai: perchè ogni volta che spingo lo sguardo Oltremanica, finisco sempre per constatare che, spesso e volentieri, fregarsene di tutto e di tutti paga e anche bene. E' il caso delle ultime politiche sul prezzo dei libri, a cui la Gran Bretagna non si è allineata, continuando a praticare sconti, in barba alla tutela delle piccole librerie, agli incentivi alla motivazione alla lettura e a qualsiasi atra delle emerite cavolate che ho sentito, a difesa di una delle leggi più scellerate che siano state partorite negli ultimi anni. e così, in attesa che qualcosa si sblocchi sul fronte italico, corriamo ai ripari anche qui, proponendovi i titoli più scontati che abbiamo trovato nelle nostre incursioni su Amazon.co.uk. Al quale, ovviamente, ci siamo affiliate: per cui, se acquistate direttamente dal link, ci sostenete e ci aiutate. 
Ed ecco i libri selezionati per questa settimana



Cominciamo con l'evento editoriale del prossimo autunno, in uscita giovedì 29 settembre. Si tratta dell'ultima fatica letteraria di Jamie Oliver che stavolta ritorna a casa, con un libro dedicato tutto alla cucina del suo Paese d'origine. Checchè se ne dica, a me lui continua a piacere, ancor più dopo l'esperienza al Fifteen di quest'inverno: dove non abbiamo mangiato granchè bene, ma siamo usciti commossi ed emozionati (per chi non lo sapesse, il Fifteen è una scuola di cucina con ristorante annesso, a cui sono ammessi ogni anno quindici ragazzi presi dalla strada o comunque in stato di bisogno. Da qui il nome, "Quindici", anche se negli anni sono diventati diciotto, con tre "panchinari" pronti a sostituire chi abbandona. Resta fisso il personale di sala e gli chef che insegnano a cucinare a questi ragazzi che, allo scadere dell'anno, lasciano il posto ad altri quindici e possono iniziare ad inserirsi nella società, forti di un mestiere imparato ad altissimi livelli. Tutti i proventi del ristorante- quindi anche la nostra cena- vanno alla Fondazione Jamie Oliver che finanzia questo ed altri progetti, tutti accomunati dalla sua personale convinzione che il cibo possa essere uno strumento di unione, di dialogo e di fratellanza. Fossimo in Italia, avrei alzato entrambi i sopraccigli, sospettando chissà quali mastrussi. all'Inghilterra, invec,e concedo tutta la mia fiducia e a Jamie Oliver tutta la mia crediblità, visto che comunque avrebbe potuto svoltare in altre direzioni, mentre è rimasto fermo su quella dell'educazione al cibo e al mangiar sano. E mi sa che ho messo una parentesi, da qualche parte, ma me la son persa per strada... In ogni caso, per chi prenota la sua copia entro giovedì, c'è uno sconto di oltre  50%, 14.50 sterline (16.70), contro le 30 del prezzo di copertina. Non male, direi, per un libro più che nuovo...






Sulla scia di Masterchef Italia, non può mancare il riferimento al primo- e finora inimitabile- Masterchef, quello targato BBc, in onda ininterrottamente dal 1990 ad oggi. Negli oltre vent'anni di programmazione si sono succeduti diversi giudici, gli ultimi dei quali, Greg Wallace e John Torode, sono i curatori di questo volume, una raccolta delle più significative ricette dei partecipanti alla gara, dal 2005 al 2009: 250 piatti da mmozzare il fiato, suddivisi in Starters (sezione molto ampia: gli Inglesi includono anche la pasta), Vegetables and Fish, Poultry, Meat, Game (selvaggina) e Dessert. Per darvi l'idea della qualità dei contenuti, basti dire che è il mio libro da comodino: ci dò un'occhiatina tutte le sere, da oltre un anno e sogno ad occhi aperti ogni volta. Il rezzo di copertina è di 20 sterline, oggi è venduto a 12,28 (39% di sconto): non pochissimo ma, credetemi, ne vale davvero la pena. 

Dove invece si spende davvero poco è in questa sezione, dedicata al cake design. Pur non amandolo molto, riconosco che gli Inglesi sono i veri maestri di quest'arte e non è un caso se nella mmia biblioteca i testi su questo argomento siano tutti editi in Gran Bretagna e risalgano tutti ad oltre vent'anni fa, quando ancora avevo delle illusioni: intendo dire che è da mo' che gli Inglesi ricoprono con glasse spesse un metro le loro fruit cake e quindi, se proprio dobbiamo ispirarci a qualcuno, è a loro che bisogne guardare. Prova ne è una fittissima scelta di titoli dedicati all'argomento, anche a prezzi davvero stracciati, come questo corso in tre volumi, vendibili singolarmente, che insegnano prima le basi, poi le procedure più avanzate e infine gli aggiornamenti sulle ultime tendenze.













A prezzi ancora più bassi e con la possibilità di sfogliarli on line, ecco altri due titoli, sempre sullo stesso argomento (vi preannuncio che il secondo l'ho ordinato: non riuscirò a stendere una glassa perfetta neanche se piango in turco,ma tant'è, non ho saputo resistere...)





Per finire, il "caso" editoriale dell'anno: il libro di cucina di Gwyneth Paltrow che ha lasciato tutti piacevolmente sorpresi. Ci si aspettava la classica operazione pubblicitaria e invece- toh, sorpresa- la Paltrow non solo sa cucinare, ma propone anche delle bellissime ricette. E ha pure un blog delizioso , oltre che un marito fighissimo, due figli bellissimi e la taglia 40. Io, sia chiaro, non contribuirò alla soddisfazione di vedere che pure col suo libro schizza in cima alle classifiche delle vendite, ma se avete un carattere migliore del mio, a questo prezzo (col 48% di sconto) non vi capita più..




Ultimissima per davvero (ma ormai dovreste saperlo, che se attacco a parlare di libri non la finisco più). la Mary Berry. Sarò breve, anche se mi riprometto di parlarvene come merita nelle prossime volte. Una biblioteca di cucina senza almeno un libro di Mary Berry è come un tavolo con tre gambe: manca qualcosa, insomma. Se non la conoscete, ptete iniziare da questo libro qui, che è una semplicissima introduzione alla cucina di questo pilastro del food britannico, grandiosa nei dolci e nella pasticceria in genere, e che qui spazia un po' in tutti i campi, dandovi un assaggio della sua bravura. Il prezzo è davvero irrisorio, per 100 ricette di sicura riuscita - e da porca figura, of course...




ciao
ale

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alessandra (raravis) 09/28/2011 12:14

sì, Roby, devi farne un altro, ma puoi usare lo stesso indirizzo e mail e la stessa password, per dire. Così non ti confondi. L'ESSENZIALE E' CHE TU ACCEDA DA QUI :-))))))))))))
l'inlisc approssimatif ce l'abbiamo tutti, qui sopra, ma ti assicuro che ce la si fa
ciao
ale

laroby 09/28/2011 11:16

scusate l'incompetenza...io ho l'account su amazon.it ma non su co.uk...devo farne un altro?
credo di si perchè ho guardato gli stessi libri su .it e i prezzi sono diversi...
la mery berry la voglio e ho scoperto che "my kitchen table" è una sorta di "serie"...bella! il mio english è "very approsimativs" :-) ma...lo prenderò lo stesso!!!grazie!p.s.anche il jamie mi piace un sacco....

alessandra (raravis) 09/27/2011 19:55

E' su tutto, vale: noi selezioniamo i libri di cucina, perchè ormai anche se non abbiamo più un inglese fluente, sappiamo raccapezzarci fra moulds e pans: ma tutti i libri sono scontati, alcuni anche pesantemente

'povna: sono d'accordo. Ne abbiamo già parlato, a suo tempo, ma ci tornerò su, perchè se prima ero furiosa, ai tempi della discussione della legge, ora ho il sangue agli occhi, di fronte all'ipocrisia di chi la difende. Mi calmo :-) e se ne riparla

ciao a tutti e grazie
ale

giowall 09/27/2011 18:56

Lo sconto è solo sui libri di cucina? Devo andare a vedere, malgrado la deblacle di agosto...
Valeria

Ros 09/27/2011 13:21

interessanti andrò a dare un'occhiatina grazie :-)

Alessandra 09/27/2011 10:34

Si' Ale, magari un giorno ne riparliamo :-).

'povna 09/27/2011 10:21

There will always be an England... con tutto quel che ne segue. Questa legge è indegna, e riguardo a chi la difende, molto semplicemente citerò il mio professore di Hogwarts: "non si sa dove finisce l'improntitudine e comincia la demenza". Con l'aggiunta (per tutti gli addetti ai lavori più o meno espliciti) di un bel tocco di mala fede. Io ho continuato a comprare su amazon.co.uk alcune cose anche quando è uscito il .it, e continuo a farlo con enorme soddisfazione della tasca e dell'intelletto.

๓คקเ ☆ 09/27/2011 08:24

Lo sapevo che non dovevo aprire questo post... :-D Adesso spendo altri soldi e - quello che è più grave - non ho più posto in libreria e mi tocca ordinarne una nuova!!! :-D

alessandra (raravis) 09/26/2011 22:47

alessandra, ne parliamo la prossima volta, se ti fa piacere. Concordo sui guadagni- io ci ho sempre rimesso, pensa te... ma tanto fanno anche le promozioni delle case editrici e la distribuzione... già essere su Amazon è un bel passo avanti...

Stefania, non ci crederai, ma ho pensato a te, mentre davo voce alla parte più indegna della mia coscienza... quando dico che siamo uguali, mica scherzo...:-)
i libri sulla pasta da zucchero sono ok. Curiosa in quello al cioccolato, che è quasi completamente on line...

fantasie 09/26/2011 22:43

Rosico di invidia per la Paltrow, alla quale vorrei anche assomigliare, per cui non lo comprerò mai... ma come vorrei curiosare...

Alessandra 09/26/2011 22:29

Ho visto che hanno gia' scontato anche il mio http://www.amazon.co.uk/Party-Food-Girls-Alessandra-Zecchini/sim/1869662997/2
di poco pero', visto che e' appena uscito a Settembre... comunque peccato che gli autori come me prendano pochissimi centesimi a libro, ma le quantita' via Amazon possono essere considerevoli (per quelli conosciuti come Jamie Oliver e company ;-).