Pomegranate Glögg (grog analcolico alla melagrana) e la Melagrana nell'Arte


Di Daniela

La melagrana e il melograno nell'arte
La villa di Livia o villa di Primaporta è un sito archeologico di Roma, che corrisponde all'antica villa di Livia Drusilla, moglie dell'imperatore Augusto. 40-20 a.C.

Particolare dei melograni
Il frutto di cui parleremo oggi è antichissimo,
Stetuetta in bronzo IV sec a.C.
bello e carico di storia e di significati. La sua origine è asiatica in particolare sembra provenga da Persia e Afghanistan, e si perde nel tempo, ma considerate che già gli egizi 4000 anni fa ne conoscevano le virtù e le proprietà medicinale in particolare per le sue proprietà rinfrescanti, diuretiche, toniche e ottime contro le tenie, oltre ed ad essere utilizzata nelle cerimonie funebri. Melagrane sono raffigurate in tombe egizie del 2500 a.C., citate nelle iscrizioni di Tutmosi I (1547 a.C.) e ritrovate nella tomba di Ramses IV (1145 a.C.). I fenici ne erano grandissimi estimatori e produttori tanto che il suo nome a Roma era proprio “malum punicum” (mela fenicia). Presso i greci la pianta e il suo frutto erano sacri presso Era, Persefone e Afrodite. Fu Afrodite, nel mito a piantare un melograno, pianta nata dal sangue di Dioniso nella sua Cipro e Persefone, fu stregata da sei chicchi di melagrana offertale da Ade per farle dimenticare sua madre Demetra e poterla portare con se nell’Ade per 6 mesi all’anno. Era, madre di tutti gli dei, era considerata la protettrice del matrimonio e della fertilità e quindi rappresentata spesso , con una melagrana nella mano destra. Omero ne parla descrivendo il giardino di Alcino re dei Feaci "…crescono tra gli alberi verdi il pero e il Melograno…" (Odissea, VII , v.115), mentre Ibico, poeta lirico del VI sec a.C. nella sua ode “Violenza di Eros” scrive “A primavera frondeggiano i meli cidoni e i melograni irrigati dai fiumi”

Madonna Strozzi , Filippino. Lippi, 1485, Metropolitan Museum of ar
Anche per i romani era simbolo di fertilità e prosperità, tanto che le giovani spose si intrecciavano rami di melograno tra i capelli. Ma veniva anche usata ridotta in polvere come medicinale o come tintura. I greci aromatizzavano con questa polvere i loro vini rossi, mentre i romani seccavano la sua buccia per conciare la pelle (ancora oggi , in Marocco, nelle concerie di Fès si utilizza questo antico sistema!).
Per gli ebrei oltre a questi significati, è simbolo di fratellanza così importante da essere presenti all’interno del meraviglioso Tempio di Salomone: “Il re Salomone fece venire da Tiro un certo Hiram, […] artefice in lavori di pietra e di bronzo, di grande capacità tecnica e pieno di talento, esperto in ogni genere di lavoro in bronzo. Egli venne presso Salomone ed eseguì tutti quei lavori. Fuse due colonne di bronzo […]. Fece pure due capitelli di bronzo fuso da collocare sulla sommità delle due colonne. ]…]. Fuse pure due reti, lavoro d'intreccio con fregi e festoni a modo di catenelle, per ornare i due capitelli posti in cima alle colonne: una rete per ciascun capitello.
Filippo Lippi: Madonna col Bambino e Storie della vita di sant’Anna, 1452-1453.
Galleria Palatina di Palazzo Pitti
Madonna della Melagrana, Botticelli 1487 Uffizi
Fece anche delle melagrane in due ordini, l'uno al di sopra dell'altro, attorno alla rete di ognuno dei due capitelli.”[dal I Libro dei Re, 7,13-22] Ancora nella Bibbia, nel Cantico dei Cantici il richiamo alla melagrana compare più volte, come allusione alla fecondità , alla procreazione, ed all’amore terreno, sensuale, dell’uomo per la donna, che è dono di Dio .(Cantico 6, 7 “Dietro il velo le tue guance son rosse come spicchi di melagrana” Cantico 7, 13 “Di buon mattino andremo nelle vigne; vedremo se germoglia la vite, se le gemme si schiudono, se fioriscono i melograni: là ti darò il mio amore!” Cantico 8, 2 “Ti condurrei, ti introdurrei nella casa di mia madre; tu mi inizieresti all’arte dell’amore. Ti farei bere vino aromatico e succo del mio melograno.”) Infine la citazione forse più antica (vi-v sec. a.C. trascritto da tradizioni orali molto più antiche) di una melagrana come simbolo e decoro ancora dalla Bibbia: “Farai sul suo lembo ( del mantello ) melagrane di porpora viola, porpora rossa e scarlatto, intorno al suo lembo e in mezzo ad esso, all’intorno, campanelli d’oro, un campanello d’oro e una melagrana, un campanello d’oro e una melagrana intorno al lembo del mantello.” [Esodo, 28 “gli abiti sacri”].
Anche Maometto nomina la melagrana, come simbolo di purificazione “dalla gelosia e dall’odio” ed ancora, nel Corano, è ricordato il melograno tra le cose belle create [6:99, 6:141, 55:68]. Inoltre nei quattro giardini del paradiso [55:068], sempre nel Corano, sono presenti anche melograni. La sua simbologia è presente anche nella religione musulmana in cui i semi divengono le lacrime di Fatima.
Proserpina, G. Rossetti, 1872,
Tate Britain, London
Anche i Buddisti considerano frutto benedetto la melagrana insieme a il limone e la pesca. In Cina i giovani sposi mangiano una melagrana durante la prima notte di nozze per avere i doni della fertilità e prosperità; le spose Turche lanciano per terra una melagrana per contare quanti figli avranno dal numero di semi che usciranno dal frutto, mentre in Vietnam è indicata come simbolo della nascita di nuove generazioni, in una legenda racconta che "una melagrana si aprirà e da essa usciranno cento bambini". In Dalmazia la tradizione vuole che lo sposo trasferisca dal giardino del suocero al suo una pianta di melograno, come promessa di ricchezza e fertilità, mentre di origine indiana e' la credenza che il succo di questo frutto combatta la sterilità. Il melograno è uno dei simboli della Armenia, rappresenta fertilità, abbondanza e matrimonio.
Natura morta con brocca Delft, 1653, Kalf, Alte Pinakoteke (Munich)
Per i cristiani il rosso della melagrana era simbolo di carità e del sangue dei martiri. Nella mistica cristiana, questo simbolismo si fa ricco di significato spirituale, sino a ritenere la melagrana espressione della perfezione divina. In epoca cristiana divenne l’allegoria della Chiesa che accoglieva a sé i fedeli. Per la simbologia cristiana e cattolica, il melograno rappresenta l’energia vitale, espressione dell’abbondanza della vita, simboleggia fecondità, amore ardente, umiltà, carità, unione di tutti i figli della Chiesa.
Molti tappeti e tessuti preziosi, in particolare i tappeti Samarcanda e gli antichi elegantissimi velluti rinascimentali, destinati alle più lussuose cerimonie di corte riportano il disegno beneaugurante di melagrane.
Madonna Dreyfus , Leonardo ( o L. Di Credi), 1469, National Gallery Chicago
Moltissime poi sono le opere d’arte che in tutti i secoli e direi i millenni hanno rappresentato questo frutto, in particolar modo moltissimi pittori lo hanno messo nelle mani del Gesù bambino, in braccio alla Madonna, o alla Madonna stessa a simboleggiare il dono della vita che viene elargito agli uomini. Basta che scorriate le foto che ho messo a “decoro” di questo post, per farvene solo una vaga idea… Anche nella cultura massone il melograno ha un suo preciso significato : “La melagrana è infatti un frutto al cui interno sono racchiusi, e strettamente connessi fra loro, innumerevoli semi, che tutti insieme costituiscono il frutto e la sua rigogliosa esuberanza. […] Nell'iconografia massonica, la melagrana è in parte sbucciata per lasciare vedere la coesione interna, mentre la parte coperta significa la capacità di difendere i propri ideali dalla profanità che potrebbe intaccarli”.
Bodegón ochavado con racimos de uvas, Juan Espinosa1646. El Prado


Molti poeti ne scrissero o utilizzarono l’albero di melagrano o il suo frutto come simbolo: su tutti l’immenso Shakespeare in Romeo e Giulietta (atto III scena V) "…il giorno non è ancora vicino: era l'usignolo e non l'allodola, quello che ti ha ferito col suo canto l'orecchio trepidante; esso canta tutte le notti su quel melograno…" Anche D’Annunzio scrive ne L'Allegoria dell'Autunno: “[…]in cima al muro ornato dai licheni biondi il frutto del melograno gonfio di maturità si fendeva subitamente come una bella bocca sforzata dall’impeto di un riso cordiale…”
Madonna della Melagrana Jacopp della Quercia , 1408, Ferrara, Museo della Cattedrale

E' da ricordare anche una bella favola di origine abruzzese,  che poi Calvino ha saputo così ben riprendere nella sua raccolta  Fiabe Italiane (1956). Si intitola L'amore delle tre melograne, e richiama ancora la figura della melograna nel parlare di una desiderata sposa : -Un figlio di Re mangiava a tavola.Tagliando la ricotta, si ferì un dito e una goccia di sangue andò sulla ricotta. Disse a sua madre: "Mammà, vorrei una donna bianca come il latte e rossa come il sangue". "Eh, figlio mio, chi è bianca non è rossa, e chi è rossa non è bianca. Ma cerca pure se la trovi"-.
Ma forse la poesia che tutti ricordiamo di più è quella impregnata el dolore più assoluto e profondo di Carducci, Pianto antico, che inizia proprio nominando il melograno : L'albero a cui tendevi la pargoletta mano, il verde melograno da' bei vermigli fior...
Perché anche questo è il melograno : non solo fecondità, ricchezza, passione, fortuna, ma anche morte mitigata spesso però dal senso della resurrezione. La pianta infatti durante l’inverno si secca completamente, fino a sembrare morta: ma in primavera ritorna alla vita riempiendosi di un fogliame verde intenso.
Ovviamente come tutti sapete  Granada, la spendida città "moresca" spagnola si chiama così per via del melograno, che compare anche nel suo stemma, come pure è presente nello
stemma di molte città Turche.
Ancora due piccole curiosità, una culinaria e una storica. La prima riguarda un uso particolare dei semi della melagrana, fatto in Messico, per preparare particolari chili, a cui conferiscono un colore rosso intenso. L'altra è quasi un pettegolezzo che riguarda due regine e la loro plebeissima gelosia. Racconta infatti che un melograno era presente nella decorazione dell'emblema della regina Caterina di Aragona (1485 – 1536), che fu la prima moglie del Re Enrico VIII (quello delle 6 mogli, per capirci, il papà di Elisabetta I), in seguito alla incapacità di dare un figlio maschio al Re fu ripudiata, ed il re sposò in seconde nozze Anna Bolena. Non appena regina, questa ultima come primo decreto cambiò la decorazione del blasone con un falcone bianco che becca i grani del melograno. Quando si dice che le emozioni non hanno limiti ne confini di età, levatura sociale o latitudine!!

Artista sconosciuto, Incoronazione di Enrico VIII d'Inghilterra e Caterina d'Aragona, con i loro simboli araldici, la Rosa dei Tudor e il Melograno di Spagna, XVI sec., xilografia, Biblioteca dell'Università di Cambridge
Hera Argiva, V sec. a.C. (Museo
errante di Hera Argiva, Capaccio, Sa).









Madonna del magificat, Botticelli 1481, Uffizi












Sogno del melograno. F Casorati 
(1913, Torino, collezione Forti)

Rose e garofani in un vaso d'argento con uva e melograne su sfondo di paesaggio 

A. Brueghel 1631-1697










Madonna in trono col Bambino e angeli musicanti

 Gentile da Fabriano, 1405-1410,

 Galleria nazionale dell'Umbria, Perugia











 Antico tappeto orientale da The Pomegranate in Textiles
Philadelphia museum



















Madonna con Bambino, Lorenzetti,1340
Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco e Collezione Perkins
















Sogno causato dal volo di un'ape intorno a un melograno, un secondo prima del risveglio, Salvador Dali 1944,  Museo Thyssen, Fondazione Thyssen-Bornemisza, Lugano Castagnola
http://astronavepegasus.forumattivo.com/t2186-il-melograno-nella-storia
http://ilblogdisaverio.blogspot.com/2008/11/i-simboli-nellarte.html
http://www.diwinetaste.com/dwt/it2007037.php
http://www.omega3-web.com/index.php?id=22
http://www.fotocommunity.it/pc/pc/display/18676581
http://www.lapelle.it/alimentazione/melograno.htm
http://www.ilcerchiodellaluna.it/central_Simboli_melograna.htm
http://student.bennington.edu/~ewisker/fiabe/tre_1.html


In cucina la melagrana è estremamente versatile e può essere utilizzata per salse, ripieni, insalate, dolci, gelatine, bevande dissetanti, granite, come decorazione, oppure per aromatizzare l’aceto bianco come ripieno e per mille preparazioni diverse dalle dolci alle salate. 
Oggi, col fresco che c’è fuori potrete godervi questo ottimo
Se volete avere qualche altra notiza tecnica date una bella occhiatina dalla nostra amica Dana : non rimarrete delusi !


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Pomegranate Glögg (grog analcolico alla melagrana)
da un'idea di Scandi foodie

DSCF9509 

Ingredienti per 2 tazze
250 g di semi di melograno freschi (o, se non li avete, anche surgelati) 
2 tazze di acqua 
1 stecca di cannella 
un pezzetto  zenzero fresco (o 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere)
5-7 semi di cardamomo 
3-5 chiodi di garofano 
1 anice stellato 
1 cucchiaio di zucchero di canna 

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1. Mettere tutti gli ingredienti in una casseruola, portare a ebollizione e lasciate sobbollire per 20 minuti.

MELAGRANA

2. Versate il composto attraverso un colino in 2 tazze.
Il profumo che invaderà la vostra cucina, specialmente in una fredda giornata autunnale o invernale, vi darà una splendida sensazione di calore  e di "casa"! :-)
Piccola osservazione : ho aggiunto alla fine mezzo bicchiere di succo di melagrana "crudo" per ravvivare un pochino il colore, altrimenti leggermente più smorto.
Servite caldo.

Buona giornata
Dani


Pomegranate Glögg 
DSCF9499

 (serves 2) 
250g frozen pomegranate seeds (or fresh seeds)
2 cups water 
1 cinnamon stick 
knob of fresh ginger
5-7 cardamom pods 
3-5 cloves 
1 star anise 
1 tablespoon rapadura sugar 

DSCF9504


1. Place all ingredients in a saucepan, bring to boil and let simmer for 20 minutes.
2. Drain the mixture through a sieve into 2 mugs. Before serving I added 1 / 4 cup "raw" pomegranate juice, to brighten up the glögg color.  
Serve hot. 

Have a nice day
Dani

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Daniela 11/29/2011 08:03

Grazie Susanna! Ma qui da noi saresti be accetta anche senza aver lai preso un mestolo in mano!!! Grazie per i complimenti, sempre graditissimi e ti aspettiamo ancora prestissimo
PS complimnti anche a te per le foto

Riyueren 11/28/2011 23:45

Un frutto che amo molto per il suo gusto e ..anche perché è molto fotogenico. Bellissimo blog..in cui mi vergogno ad entrare perchè non so cucinare così bene (ho dato un'occhiata alle ricette...)Mi sono "persa" nelle cartoline (splendide pure quelle)invidiando molto i vostri viaggi...Ripasserò. A presto.

Saretta 11/25/2011 13:20

Io amo tantissimo la melarana, ed attendo ogni anno la maturazione dei frutti dell'albero dei miei...ora leggo con calma questo bellissimo post e..magari avere tra le mani una tazza di questo favoloso Grog!

Daniela 11/25/2011 11:09

Aggiornato! Grazie ancora Patty e a presto!

Daniela 11/25/2011 11:00

@ Patty che piacere leggere il tuo commento! Si, hai ragione sulle tre melagrane : è una favola bellissima che ricordavo bene anche io, ma che poi , nel volume esagerato di tutto ciò che ho letto sul tema , mi è sfuggito di mente!! Rimedierò perchè vale assolutamente la pena di ricordarla. Un bacione e ti confesso, mi fa piacere di aerti suscitato ricordi così dolci! Un bacione e buona giornata

Patty 11/25/2011 10:50

Cara Daniela, ho letto con grande piacere questo escursus sulla Melagrana e mi sono commossa anche un pochino ricordando che quel passo del Cantico dei Cantico è stato letto al mio matrimonio. E' veramente un frutto pieno di fascino e mistero e racchiude nella sua forma e peculiarità interna, un senso di antico, di lontano nel tempo. Questo week end darò fondo alle mie melagrane israeliane seguendo ispirandomi alle tue proposte. Un grande bacio e buon weekend. Pat
PS - Aggiungo al tuo viaggio nel tempo, anche una fiaba tradizionale italiana, L'amore delle tre melagrane (di origine abruzzese)e riportata in auge da Calvino con le sue Fiabe Italiane.

Daniela 11/25/2011 10:43

...e non devi neppure preoccuparti della guida poi, visto che è senza alcool!!!! :-)) Bacioni

cristina b. 11/25/2011 10:40

una meraviglia! non vedo l'ora di prepararmene una bella tazzona. per me così freddolosa questo è un toccasana!!!

Daniela 11/25/2011 09:27

Anche a te! :-)

chiarina-ina 11/25/2011 08:32

Buongiorno care :)