MTC book club- Il Circolo Pickwick, di cui ho perso il conto...

MT book club

..perchè ho bello che capito che sono capace a leggere in un solo modo, e cioè tutto di fila. E difatti, son tre giorni che giro col mattonazzo in borsa e macino km e capitoli e non solo mi sono trionfalmente messa in pari, ma se va avanti così, per la settimana prossima ho finito. D'altronde, mi diverto: ma questo, mi sa che lo si fosse già capito...



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Difficile parlarne, però: perchè a dispetto della lunghezza della trama e dell'abilità dell'autore di mantenere sempre desta l'attenzione del lettore, le tematiche di discussione non sono molte- o meglio: sono tante quanti sono gli aspetti della società che Dickens decide di prendere di mira e spaziano ora dalle feste paludate di vacui interessi culturali agli ameni discorsi dei giovani studenti di medicina. Ma tutte vengono affrontate con un piglio sempre uguale, che oscilla fra la bonarietà e l'ironia pungente, con uno spirito scanzonato che non risparmia nessuno, vedove e svenimenti femminili in modo particolare. E' per questo che la lettura scorre senza un momento di noia: perchè, per quanto la trama possa non essere granchè coinvolgente, sempre acuto è lo sguardo con cui vengono colti gli ambienti, i personaggi e i loro comportamenti e sempre pronta la penna a tenergli dietro. Il risultato è che, a ben guardare, si finisce per essere travolti da questa tacita complicità e la lettura è scorrevole,quasi frenetica, scandita da sane risate, piuttosto che da profonde riflessioni. Gli spunti non mancherebbero, ovviamente: ma la direzione presa dall'autore è un'altra- e a noi non resta che tenergli dietro.

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Lo sapevate che uno dei disturbi del sonno, la "sindrome delle apnee ostruttive", è anche detta "sindrome di Pickwick"? E non perchè il libro induca al sonno,come già immagino che potrebbe dire qualcuno a caso: ma per via di Joe,il servo grasso di Wardle, che si addormenta di continuo. lo stesso per il "wellerismo", termine tecnnico per indicare un motto o una frase attribuita a persone reali o immaginarie: l'ispiratore è Sam Weller , che è solito attribuire ad altri le frasi più assurde che gli passano per la testa: " bel colpo d'occhio, come disse il padre quando tagliò la testa al bambino per curarlo dallo strabismo". Copio dalla prefazione, sia chiaro, perchè se di wellerismo posso aver sentito vagamente parlare, non so assolutamente nulla di sindromi del sonno. Ma il dato è interessante, perchè dà la misura non solo del successo del romanzo, ma dell'efficacia descrittiva e narrativa di Dickens, capace come pochi di inchiodare un personaggio ad una sua caratteristica  e di renderlo memorabile per quello.

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E già che ci siamo: Il Circolo Patchwork, l'ho già detta? Lo chiedo perchè mi furlla in testa sin dalle prime pagine, e siccome son sensibile ai giochi di parole è probabile che ve l'abbia già proprinata. In ogni caso, lo trovo un sottotitolo azzeccato: tanti, tantissimi personaggi, tutti così ben caratterizzati, pur se in fugaci apparizioni, da dar vita ad un romanzo mosso, colorato, costituito da tante microstorie, legate insieme da un filo narrativo evidente, che l'autore dipana con grande maestria, senza nè perderlo, nè farlo perdere al lettore. Un po' come una coperta fatta con gli avanzi della lana, tanto più bella quanto più magistralmente lavorata. E su questa, vi abbandono, stremata da un massacrante tour de force fra lavoro ed impegni vari. Tolgo la moderazione ai commenti, in modo che possiate chiacchierare anche senza una di noi- e ci riaggiorniamo domani, col neurone più fresco
buona serata
ale

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Chiara Picoco 03/28/2012 21:31

Hey anche io il libro lo finisco!
A Firenze mi son sparata ben 200 pagine e mi sono pure fatta un sacco di risate.
Ho fatto il giro di boa, tra un tentato omicidio quasi in mia presenza
http://www.lapresse.it/foto/cronaca/sparatoria-in-strada-tra-fratelli-a-firenze-1.141330
e un sacco di buon cibo, sono passata al 2° tomo!
Vi prego assistetemi su Eco, l'ho iniziato 4 volte e non sono arrivata oltre alla 100° pagina, ho bisogno di incentivi e scadenze, scadenze e incentivi!

alessandra (raravis) 03/26/2012 14:56

Nora, ti sei tradita!!!! se vedete una signora inchiodata al sedile della linea rossa col picwick in mano...E' leiiiiiiiiiiiiiiii!!!

alessandra (raravis) 03/26/2012 14:55

quella del monaco tibetano flambè me l'ero persa...:-D :-D :-D

alessandra (raravis) 03/26/2012 14:54

Striano, messo ora in lista per amazon- e il tempo di risponderti e poi procedo all'acquisto.
Tabucchi sì, dai... anche perchè, per ovvi motivi, tutto ieri che penso a dove ho messo il mio "Sostiene Pereira"..

Mi complimento per la prova di wellerismo. Togli il "mi sembra" e "mi sbaglio?" e sei l'incarnazione di Sam Weller :-)

La collega l'abbiamo persa... si è pure aperta il blog :-)))

Sul resto: ti aspetto in fondo- e poi ne riparliamo :-)

Gambetto 03/26/2012 13:08

Partiamo dalla fine. Propongo due libri...
Enzo Striano "Il resto di niente" e\o Tabucchi "Sostiene Pereira".
Il primo non puoi non leggerlo (almeno tu una volta fai un atto di fede...) il secondo un dovuto omaggio a chi ha scelto la periferia per capire meglio, per vivere meglio...
La parte propositiva termina qui, passiamo a quanto invece accennavi sopra.
"Se mollo lo scettro, è in testa a te" mi sembra che fosse la stessa frase che disse ironicamente Elisabetta I rivolgendosi a Maria Stuarda nel mentre si decideva di decapitare la regina cattolica o sbaglio?! :P ahahahhahaha

PS
Mi do fuoco come i monaci tibetani se dopo lo 'sforzo' Pickwick dovesse arrivare Eco...e scherzo poco sull'affermazione...
PS2
Per la tua collega invece l'approccio è corretto, pur di rifuggire al ciclone "Raravis" cercherebbe qualsiasi alternativa...e quindi anche una seconda scelta quale il sottoscritto vale sempre qualcosa...metti poi che l'esternazione pone la Raravis dubbiosa davanti ad una macchinetta delle bevande a drogarsi di latte scremato in polvere...vuoi mettere la soddisfazione! :DDDDDD

@TataNora
Probabilmente sono stato poco chiaro, in ogni caso più seriamente non penso che il Circolo Pickwick sia un brutto testo, tutt'altro, altrimenti non sarei qui a finirlo (spero presto...però! :P ehehehehehe).
E'una letteratura molto distante da noi, da un punto di vista letterario e non etico\morale, altrimenti cadrei nuovamente nell'equivoco, ecco perchè quel quid oggi tanto cercato in giro è difficile ritrovarlo in questo "romanzo a puntate".
A modo mio cercavo una prospettiva più ampia per valutarlo, partendo dalla premessa (e qui mi riferisco ad altre lettrici) che se nulla aveva potuto il Gattopardo in termini di denuncia sociale ma come poteva farlo il piccol grande Pickwick...
In questo mi sbagliavo...probabilmente i versi alle rane morenti piacciono di più o si capiscono meglio! :P ahahahahahah
Sono comunque contento che qualcuno insieme a me proceda oltre...magari alla fine dico che è un capolavoro solo per 'farmi bullo' dicendo che sono arrivato all'ultima pagina :)))

TataNora 03/25/2012 21:30

Mi permetto di contraddire l'Esimio Sig. Gambetto! A me il libro piace, e pure tanto! Ne vedo riflesse le miserie (tante) umane di ogni tempo e le (poche) virtù oggi quasi dimenticate.
Il fatto di essere *restata indietro* è colpa di queste giornate strane... di solo 24 ore (!) e di mille impegni, più o meno cercati, e delle primavere... e basti questo!
..ma arriverò alla fine del libro! Anche a costo di farmi la linea della Metropolitana rossa di Milano, avanti ed indietro, per un giorno intero! (Provate a salirci nelle ore di punta e troverete tanti ma tanti di questi personaggi pickwickiani..precisi!)
'Notte,
Nora

alessandra (raravis) 03/24/2012 06:34

sulle ginocchia.
E grattandomi, perchè COME BEN SAI ci sono alcune parole che mi provocano l'orticaria- e una di queste è "democraticamente".

Cito, dal De Menuturistico
"Due sono le forme di governo ammesse nella comunità di questo blog. La Democrazia e il Despotismo Illuminato. La prima, è sommamente giusta, quando la maggioranza è d'accordo con la Raravis. Altrimenti, è insana e fallace. Bella e buona è invece la seconda, e veramente illuminati sono i sudditi che scelgono me come loro despota"
mi chiedo com'è che ti fosse sfuggito...


...che poi, se c'è un picwickiano, quello sei tu :-)))))) Il Circolo di Gambetto, potrebbe essere il nome più adatto per il tuo blog. Sei osannato pure dalle mie colleghe, in ufficio- e precisare che io non c'entro è del tutto superfluo. Ma immaginati la mia faccia, quando la più insospettabile di tutti i signori avvocati che ruotano attorno alla mia scrivania, in una pausa caffè, mi ha confessato di essere una tua assidua lettrice. Nonchè ammiratrice. Nonchè seguace. Mi hanno ritrovata mezz'ora dopo, avvinta alla macchinetta delle bevande, a chiedermi dov'è che avessi sbagliato..:-P Non solo mi tocca sorbettarmi la madre e la suocera, un giorno sì e uno anche, col Gambettus dixit, Gambettus, fecit ( e lì, passi: può sempre tornar utile, per la richiesta della 104)... ma pure le colleghe, capito???
Novelle Tupmann, Snodgrass, Weller and so on.

Se mollo lo scettro, è in testa a te :-)))

ps la Chiara, qui sopra, propone Il Nome della Rosa. L'ho amato a sedici anni, odiato a 30 e ora potrebbe essere il momento buono per rileggerlo. Saramago è troppo bravo (son letture che mi distruggono), De Luca troppo breve (almeno tre settimane deve durare, sennò che Book Club è??), il terzo che avevi detto me lo son dimenticata :-). Proponi e si vota con quella parola là :-)

Gambetto 03/23/2012 23:35

Sui gomiti. A quest'ora dormo già da tempo eppure la curiosità di sapere cosa avresti risposto era tanta. Troppo poco lucido per essere "cattivo" mi sono infervorato solo sulla frase "mini votazione...tre autori"....
Cioè capiamoci, io arriverò all'ultima pagina, da solo, ripeto da solo, perchè a parte te, le altre lettrici\ori hanno preferito il gas piuttosto che continuare in questa lenta follia e tu avresti il coraggio di fare una votazione?!
Come minimo dovresti fare foto di grazia ricevuta se un "fesso" ancora c'è e dargli almeno il premio della scelta successiva cara Raravis, perchè se mi sono piegato alla letteratura anglosassone non vedo perchè tu non possa "democraticamente" passarmi il testimone per una volta...
Insomma non ho mai vinto l'MT Challenge almeno un modo per vendicarmi....ops per rifarmi volevo dire :P ehehehehehehe dovresti concedermelo :P
Non pensare nemmeno per un momento che abbandoni Pickwick a metà viaggio...vedi di non cancellare l'ultima motivazione che mi tiene lontano dal cannello del gas...scegliere il prossimo "tomo"!! :D ahahahahahahaahaha (risata folle ed insana!)
Adesso vado a tentare di soffocarmi con il cuscino...se non ci riesco...e se non ci riesce MissD...."molla sto scettro per una volta please!!" ahahahahahaha

Notte :)

Chiara Picoco 03/23/2012 22:09

io propongo un altro grande classico: Il nome della rosa
Ma adesso che ho un we lungo a disposizione cerco di finire Pickwick. Bacioni

alessandra (raravis) 03/23/2012 18:54

Sentite, vi faccio una proposta: arriviamo fino alla prossima settimana, per chi ce la fa e chi ha voglia di seguire. Io lo finisco, perchè mi piace e sono quasi alla fine. E poi passiamo ad altro, magari con mini votazione fra tre autori, cosa ne dite?

..che poi, comunque, anche quando "non prende", gli spunti ci sono. Per esempio, il modo tutto inglese di affrontare tematiche "sociali", senza alcuna concessione al paternalismo e semmai con quella capacità, altrettanto tutta ingelese, di inchiodare chiunque ai propri vizi e ai propri difetti con una penna pungente, a tratti feroce. In questo senso, sono perfettamente d'accordo con Mario, anche sul paragone con Manzoni di cui io non sono una detrattrice ma che, stavolta, ci sta. noi siamo paternalisti, i francesi hanno lo spirito di denuncia, i tedeschi son troppo intellettuali per curarsene, i russi ne fanno un prestesto per scandagliare un animo umano universale, insomme, ci sarebbe da parlare per ore, di questo argomento.

Perchè "non prende", poi, potrebbe essere un altro tema di discussione. Troppo datato? Forse sì. E' un po' l'incipit con cui ho dato l'avvio alla chiacchierata di stasera. di grandi tematiche, non ce ne sono. tutto si ricapitola in questo gusto per il bozzetto, per la battuta, per un ambiente ben determinato- che è nel contempo la grandezza e il limite di questo grande narratore.
In ogni caso, io sto fra quelli a cui il libro piace, oggi: ma mi rivedo nei vostri commenti, anni fa, quando di fatto avevo piantato lì, a un terzo del romanzo. ..
ci riaggiorniamo la settimana prossima, con un po' di proposte- e poi giovedì, per l'ultima puntata
ciao

paola 03/23/2012 09:32

Ciao! Anch'io ho mollato il libro: alla sera sono troppo stanca e non riesco a concentrarmi anche perchè la trama non mi entusiasma. Raramente mi arrendo ma questa volta prorprio non ce l'ho fatta a continuare. Spero in futuro di avere un'altra occasione per riprenderlo. Intanto continuo a seguire i vostri commenti e resto in attesa del prossimo libro da legegre insieme. Bacioni

alessandra (raravis) 03/23/2012 08:10

vi rispondo in mattinata (e l'ultimo commentatore, che non si illuda di potersela cavare così ;-)))
ciao

Gambetto 03/23/2012 07:45

Capitolo XXV, non oltre.
Non faccio fatica a leggerlo devo ammetterlo eppure c'è qualcosa che non mi torna. Sia chiaro, quanto dici è sacrosanto soprattutto in merito alla capacità dell'autore di rendere l'ambiente, le storie ed i personaggi eppure ripeto, mi chiedevo cosa c'è in quelle pagine che non mi affascina.
Concretamente è prima di tutto essenziale calarsi nel periodo storico altrimenti non si va da nessuna parte. Con questa premessa quindi e facendo leva sui caratteri dei singoli protagonisti il vero godimento nasce su un doppio fronte, da una parte il valore assoluto di certi comportamenti umani colti con acume unico, dall'altra parte la mancanza di paternalismo.
E' chiaro che Dickens si rivede negli occhi scaltri di Weller junior ma non disdega all'occorrenza di prendere per se i tratti piagnoni-e-furbi di Job Trotter per attrarre i lettori per poi ritagliarsi con i "racconti sporadici" un momento più intimo. Quello che amo della letteratura inglese è che il tratto "snob" della cultura non si tinge di paternalismo come in quella italiana (Manzoni in testa!) ma resta fine a se stessa, un occhio compassato ed ironico che crea un divertissement per la propria anima, non altro. Questo è un valore intrinseco non da sottovalutare considerando l'uso strumentale della nobile arte altrove.
Gli stessi tempi narrativi sono una bella lezione di "tempificazione diversa", noi così calati nella società del real-time dovremmo ancor più far tesoro di questa lezione alternativa, per arricchirci di una visione finalmente diversa.
Eppure dicevo c'è un quid che non me lo fa amare del tutto. Devo ancora capire cosa e quindi non sbilancio.
Nel frattempo sono contento di questo percorso personale che mai avrei affrontato se non per l'insania della Raravis che prima o poi ringrazierò scrivendole un "te possino" sulla portiera dell'auto...tanto so che lei così inglese inside non potrà che sorridere ed accettare in modo anglosassone l'apparente torto :P ehehehehe

Chiara Picoco 03/22/2012 23:02

Eccomi, stasera in ritardo, ma ci sono anche io.
Nonostante un inizio travolgente mi sono un po' arenata, nella mia giornata trovo difficilmente tempi di silenzio assoluto per leggere (di solito lo faccio in ambienti con accanto mille persone che parlano)e per me sto libro ha bisogno di quello, il silenzio, per farmi concentrare, altrimenti non riesco ad entrare nella storia e spesso mi accorgo che leggo 10 pagine ma non mi ricordo assolutamente di cosa si stava raccontando e qui trovo grandi difficoltà a seguire il filo del discorso, ad immedesimarmi. So che non mollerò,perché raramente l'ho fatto in fatto di libri, ma la lettura si fa pesante.
Kika

TataNora 03/22/2012 22:03

Sai che non mi ricordo a che capitolo dovevamo arrivare oggi??? Io sono al XXIsimo capitolo e, se consideri che leggo solo in metropolitana, sull'autobus, in coda al super e in anticamere mediche... sono stata quasi brava.
Ho riso come una matta con il poema della rana e, tra l'altro, ho fatto la figura della matta più di una volta, accorgendomi della fermata solo all'ultimo momento e fiondandomi fuori dalla carrozza del metrò tutta scarmigliata... ridendo!
Mi piace, mi diverte, mi fa dimenticare l'ambiente un po' troppo greve dove lavoro... (assomiglia un poco alla descrizione dell'ufficio degli avvocati)... e questo mi basta!
Proseguo la lettura, capitolo dopo capitolo, con la curiosità di vedere quale personaggio Dickens dipingerà nel procedere del racconto... e cercando, inutilmente, una fine sensata che spero proprio non ci sia!
Per il momento riesco ancora a tener dietro agli impegni anche se non puntualmente. Quindi corro a vedere di ottimizzare i *tempi morti* di una tinta per vedere di avanzare nella lettura.
A più tardi (se riuscirò a ricollegarmi)....
Nora

Loredana 03/22/2012 21:43

Cara Ale, purtoppo , lo confesso, ho mollato.

Anche io lo trovavo ironico, divertente, pungente, ma non sono riuscita ad andare avanti, praticamente mi addormento ogni sera sulla stessa pagina e il giorno dopo mi tocca ricominciare, e ti assicuro che non è che mi ha contagiato Joe, ma è proprio stanchezza cronica arretrata.
Sono perdonata?
Spero di si, intanto ti ringrazie perchè almeno ho provato aleggere un autore che non avrei mai affrontato nella mia vita e poi perchè, nonostante non sia riuscita a terminarlo, ho scoperto un romanzo leggero e piacevole a dispetto della mole.

Passerò ugualmente a leggere cosa scrivi e scrivono gli altri...al prossimo romanzo.

Buona serata

loredana