MTC- la Torta Pasqualina di Flaminia



flaminia
E chiudiamo qui, con un finale da cardiopalma, anche questa puntata dell'MTC, che ha ritrovato ritmo e smalto dopo la partenza in sordina da chiari postumi del riposo vacanziero. Fra le buone abitudini, si torna a Flaminia a cui spetta da tempo immemorabile il compito di chiudere la sfida: lo fa anche stavolta, con una ricetta che ricapitola lo spirito che ha contraddistinto la gara di questo mese- un grande rispetto per la tradizione, una abilità tecnica altrettanto grande e un travolgente entusiasmo per una ricetta che, probabilmente, aveva bisogno di essere ricondotta ai suoi ingredienti originali per essere apprezzata fino in fondo. Flaminia afferma, convinta, che da oggi Pasqua non sarà più la stessa- e qualcosa ci dice che non è la sola, a pensarla così....
A domani, dalle 9.00 in poi, per i premi!



DA OGGI PASQUA NON SARA’ PIU’ LA STESSA!!!

DA OGGI PASQUA NON SARA’ PIU’ LA STESSA!!!
Cari tutti dell’MTChallenge
Eccomi ancora in extremis ma ce l’ho fatta!!!
E’ veramente incredibile quante cose si apprendono con questo gioco.
Certo ripeto cose già dette ma qui a Roma mai sentito parlare di prescinseua e per quanto riguarda la Pasqualina sempre mangiato una torta di verdure ricotta e spinaci frullati insieme in una specie di miscuglio con la pasta sfoglia (“ORRORE!!!”)… in genere pure surgelata ;-))) in rigoroso Parodi style.

Figuratevi la mia libidine nel leggere il meraviglioso post della Vitto.
Non ho resistito ho dovuto farla come dicono a Roma “paro paro” senza cambiare neppure una virgola e nel tentativo di emulazione pedissequa mi sono anche ingegnata seguendo qualche tutorial su internet a riprodurre la mitica  “prescinseua”
Per la ricetta vi rimando quindi a quella della Vitto invece per la prescinseua fatta in casa:

Da mangiare genovese
Come si fa
Ci vogliono 3/4 di litro di latte crudo,  ¼ di litro di panna fresca,  5 grammi di caglio (acquistabile in farmacia o presso le erboristerie). Versate il latte in una pentola e lasciatelo riposare per 48 ore. Trascorso questo tempo versate un quarto di questo latte,  in un altro contenitore e portatelo alla temperatura di 40-50° C. A questo punto sciogliete il caglio e mescolate molto bene. Unite il latte e caglio al restante latte e lasciate riposare per 4 ore. La cagliata che si formerà non sarà compatta, ma a fiocchi molto piccoli: estraetela con una schiumarola a trama fine e mettetela a scolare in una fuscella per circa 1/2 ora. Trasferitela in una ciotola ed aggiungete la panna mescolando.

Note mie: la mia cagliata era abbastanza compatta ma una volta estratta dal siero si è subito divisa in fiocchi.

Il risultato non è stato male anche se mancandomi il metro di paragone non ho modo di valutare. Invito perciò ufficialmente qualche amica genovese a cimentarsi e farmi sapere ;-)
E per chi volesse approfondire

Per il resto è  storia vecchia credo…
  1. una pasta fenomenale che si stende con facilità; elastica e resistente al tempo stesso, devo dire una vera meraviglia anche per chi come me non ha grosse dimestichezze con il mattarello
  2. la verdura tagliata a striscioline prima della cottura permette di avere la giusta grana
  3. la cannuccia una “genialata” di cui però avevo letto su un libro di ricette (la cucina di casa del Gambero Rosso) ma che non immaginavo potesse arrivare a certe altezze!!
  4. la maggiorana un tocco di classe !!!

Inutile dirvi l’ovazione di consensi dei familiari!!!
Cari saluti a tutti
Flaminia
Ps come già detto confermo che il giorno dopo è ancora più buona, se ci arriva !!!!

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