Med Diet Camp, Cagliari- 27/29 settembre e addio, menuturistico!

Sono cresciuta nei famigerati anni Settanta, quelli che segnarono il trionfo dei surgelati, delle merendine, dei dadi da brodo, degli oli di semi e dei prodotti industriali tutti. Erano gli anni in cui le sigarette erano ancora  un simbolo di emancipazione e le femministe, nei cortei, rivendicavano uno spazio nel mondo che passava inequivocabilmente attraverso il rifiuto di certi ruoli tradizionali, primo fra tutti quello della casalinga relegata in cucina, a tirare la sfoglia e a far quadrare i conti della spesa.

E sono stata adolescente nei favolosi anni Ottanta, quelli del master alla Bocconi, della donna in carriera, della terresa del PSI,  dell'alberello sulle scarpe a rivendicare un'identità che trovava solo nel gruppo l'unica forma di espressione di un sè che, a quanto pareva, o era collettivo o nulla. Erano gli anni delle feste allo Yacht Club, della cumpa di fighetti, del liceo della Genova -bene e della Genova -bene tout court, con gli inverni a Curma e le estati a Santa e la parca mensa a fare da filo conduttore. Mangiare, a quei tempi, era proletario, incivile, di serie B. E confessare di amare il cibo era peccato grave, secondo solo ad ammettere, forzatamente e sottovoce, che ti piaceva cucinare.

med diet camp

In tutti questi anni, ne abbiamo dovute combattere, di battaglie, noi che amavamo il cibo sano: ricordo le smorfie di disgusto, quando mia nonna diceva che in casa nostra si friggeva con l'extravergine, perchè altri olii non erano concepiti; o le condanne, più o meno esplicite, riservate a mia madre, che nonostante le dodici ore di lavoro, da donna emancipata e moderna, si ostinava a voler preparare i pasti per tutta la famiglia e a presentarli anche in modo elegante e sfizioso, come gesto di amore globale che comprendeva anche quello che c'era nel piatto. E le espressioni incredule delle mie compagne di classe, condite anche da qualche interrogativo ("ma allora, siete poveri?") quando dicevo che noi i pomodori li prendevamo dall'orto nel giardino, anzichè dal fruttivendolo. Per non parlare delle riviste di cucina lette di nascosto dalle amiche, delle prime torte fatte in casa e presentate come comprate nel forno dietro l'angolo, per timore della presa in giro, di una tesi di laurea contro tutto e contro tutti, in antropologia del cibo, che mi fruttò per anni il soprannome di Ave Ninchi, con buona pace dei signori autori dei sacri testi su cui avevo studiato e il cui messaggio sembrava essere stato travolto da una società di palati atrofizzati e di cibi privi di sapore.

Gli anni Novanta, mi hanno visto da sola, a combattere contro lo scempio delle mense scolastiche della mia città. La mia colpa era quella di aver cresciuto una figlia a cui l'odore dei precotti chiudeva lo stomaco e a nulla erano valse le mie battaglie per far capire che qualsiasi cibo, anche buono, se messo in una vaschetta alle 4 del mattino e consumato sette ore dopo, non poteva essere buono: che uscisse da Buckingham Palace, la creatura, e si abituasse a mangiare quello che mangiavano gli altri.

Con il Terzo millennio, mi sono illusa di un cambiamento: i forum di cucina, la tessera di Slow food in tasca, i primi programmi in TV che parlavano di cibo in quel modo che tanto mi era mancato nei miei primi quarant'anni, tutto mi faceva sperare in un approccio finalmente rispettoso nei confronti della cucina e di quanto le gravitava attorno. Da lì, il primo timido passo di un'iscrizione ad un forum e, successivamente, l'apertura di un blog.

med diet camp

Nei primi tempi, mi sembrava di vivere in un sogno- o meglio: nella realizzazione di un sogno. Era un andare tutti nella stessa direzione, pur con le diversità di ciascuno, un parlare tutti lo stesso linguaggio, un tendere tutti verso la stessa mèta. Poi, all'improvviso, qualcosa si è rotto: e, dall'oggi al domani, son ritornata a cantare fuori dal coro. Scrivevo ad un'azienda, chiedendole gentilmente di non mandarmi una tavoletta di cioccolato, ma informazioni sui suoi prodotti- e veniva giù il mondo, a botte di ingrata e di snob. Mettevo su un gioco in cui si chiedeva come regola base la stagionalità degli ingredientii e il fatto in casa- ed ero tacciata di dettare regole assurde e troppo impegnative. Sostenevo che chi scrive un blog di cucina- cioè un diario pubblico- non può esaltare il dado da brodo o la sfoglia del supermercato- e la replica era "che il blog è mio e faccio quello che voglio". In parallelo, la cucina in TV soccombeva alle regoledello show bizz e un libro che strizzava l'occhio alle pseudo massaie, invitando a cucinare con precotti e surgelati scalava tutte le classifiche di vendita. Ovunque, si inneggiava alla cucina veloce, al trucco da furbetto del quartierino e se mai c'era un riscatto era per prodotti di pessimo gusto, che si scopriva dall'oggi al domani che facevano bene alla salute ed erano migliori del burro, dell'olio e di qualsiasi altro grasso la natura ci forniva.

E quando stavo per gettare la spugna, è arrivato il Med Diet Camp

med diet camp

 

Scrivo questo post in ritardo, rispetto alle amiche che hanno condiviso con me questa esperienza e il rischio di ripetere quel che già è stato detto è dietro l'angolo. Con loro condivido la soddisfazione e la gratitudine per l'opportunità che ci è stata offerta, di un confronto così a largo raggio, con esperti del calibro dei professionisti che sono intervenuti. Di mio, però, aggiungo un fatto personalissimo, che si ricollega alla lunga premessa- e cioè, la sensazione- rigenerante e per ciò stesso bellissima- di essere tornata a non sentirmi più sola, nell'ostinarmi a difendere un concetto di cibo che va oltre quello che si vede. Un concetto che lega indissolubilmente il cibo all'uomo, che vede nel passaggio dal crudo al cotto la prima grande rivoluzione dell'umanità, che vuole che il modo stesso in cui i singoli popoli si sono appropriati del cibo, rendendolo "cosa loro" nella manipolazione, nella cottura, nella conservazione, nella ritualità dei pasti, sia un veicolo principe di una comunicazione che corre attraverso i millenni e ha contribuito a scolpire in modo chiaro quello che siamo oggi- e quello che saranno i nostri figli domani. La Dieta Mediterranea non è solo l'esaltazione dei prodotti tipici di quest'area: è l'esaltazione della Cultura che nasce dalla coltura, da un legame a doppio filo fra ciò che siamo e ciò che mangiamo e, ancor prima, ciò che produciamo e che si è definito, nel tempo, in una identità che travalica i confini politici per imprimersi nei profili di un paesaggio, nei gesti di una tradizione, nel rinnovarsi di sapori antichi che ci fanno sentire parte di uno stesso tutto.

E' questa la grande lezione che ci è stata impartita a Cagliari e che abbiamo condiviso in trenta irriducibili appassionate, uscite da quest'esperienza rafforzate nelle loro convinzioni e, se possibile, ancora più motivate ad andare avanti per questa strada. Potete trovare qui i loro resoconti, se vi va di condividere più nel dettaglio questo messaggio:

 

Il MedDiet Camp è il primo dei cinque grandi eventi pianificati daMedDiet, progetto strategico finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma ENPI CBC Bacino del Mediterraneo 2007-2013. Con un budget complessivo pari a circa 5 milioni di euro e una durata di 30 mesi, il progetto mira a promuovere e valorizzare la Dieta Mediterranea, riconosciuta Patrimonio immateriale dell’Umanità Unesco nel 2010.  Oltre all’Italia, che partecipa con Unioncamere in qualità di capofila, il Centro Servizi per le imprese della Camera di Commercio di Cagliari, il Forum delle Camere di Commercio dell’Adriatico e dello Ionio e l’Associazione nazionale Città dell’Olio quali partners, il progetto coinvolge altri 5 Paesi del Mediterraneo (Egitto, Grecia, Libano, Spagna e Tunisia).

 

Con questo post, si conclude la mia avventura su Menuturistico. Siccome non son tipa da cerimonia degli addi, preferisco sintetizzare in poche righe quello che alcuni di voi sanno e che molti altri hanno intuito, vista la mia pressochè totale sparizione dalle pagine di questo blog. Le ragioni son tante, alcune le ho esposte nelle righe precedenti, altre attengono alla svolta che la mia vita reale ha preso qualche tempo fa e che mi impedisce di continuare a scrivere qui sopra con lo stesso entusiasmo di un tempo. Chiudo questa parentesi immensamente più ricca di quando l'ho  aperta e devo tutto al calore, all'affetto, all'amicizia che voi lettori mi avete dimostrato in questi anni, che sono state un serbatoio preziosissimo, anche per andare avanti nelle salite di ogni giorno. Resta ovviamente la Dani, saldissima al timone di questo meraviglioso blog, con l'entusiasmo e la bravura di sempre, pronta a riservarvi tante ricette, tante notizie e tante, tantissime sorprese. Un grazie di cuore a tutti

Ale

Condividi post

Repost 0
Commenta il post

Anna Gentile 11/04/2013 12:06

Scusa, Alessandra, ti ho appena conosciuta e già mi scappi via??? non vale...
Io che con calma avrei voluto continuare a parlare con te, ovviamente succubi dei tempi biblici delle donne, con tutti i nostri pensieri e impegni.
Confido comunque nelle strade che si incrociano per caso così come è successo a noi a Cagliari. Sono sicura che ci ritroveremo.
Come sono sicura che le ragioni che ti hanno spinta a questa decisione siano maturate lentamente e siano di tutto rispetto.
A volte anche a me capita di voler tirare i remi in barca perchè ho la sensazione che in questa piazza che è il web ci siano troppe voci che gridano, e non riesco a sentire nemmeno più la mia voce.
Ma ancora resisto.
Ancora ho voglia di esserci....
Ti abbraccio e, quando vuoi, io ci sono.
Anna

vaty 10/22/2013 18:22

Carissima Alessandra,
avevo letto questo post dal cellulare, presa dalla fogo di sentire le tue parole, di vedere le tue foto e di "rivederti" anche solo attraverso il blog perchè per me è stato un grande piacere averti conosciuta a Cagliari.
Un post emozionante che ha descritto bene gli ultimi decenni della "storia del cibo" italiano, se cosi possiamo chiamarlo. E non posso che condividere il tuo pensiero in merito a quest'esperienza, da cui anch'io personlamente, mi sento rafforzata nelle mie convinzioni e ancora più motivata.
Anche grazie a te.
Poi ho letto le conclusioni..
ed ho letto i commenti dei tuoi lettrici sotto..
e, anche se raramente ho commentato,concordo con chi scrive che tu, per molti, sei un mentore.
Io so che è solo un arrivederci. Perchè so che presto ti rivedrò, cara Alessandra. :-)

lara 10/22/2013 16:07

tu non sei tipa da adii, ma a me questo puzza di addio. Capisco un po' tutto ma in realtà non capisco molto, perché alla fine ti considero per me una mentore insieme a Dani, perché questo blog per me è un po' la mamma che ti insegna a tenere il mestolo, perché anche io sono stata bimba nei 70, adolescente negli 80, persa nei 90 e senza una famiglia come la tua stavo cominciando a ritrovarmi solo ora, in questo splendido blog foriero di consigli e in quella meravigliosa scuola di vita e cucina che è l'MTC, quindi anche se ti ho di là, mi mancherai di qua. Buona fortuna per tutti i tuoi progetti.

Elisa 10/18/2013 14:08

Grazie mille di tutto.

Paola 10/17/2013 15:14

Sono una delle tante lettrici di blog che studia e poi ogni tanto cerca di replicare in pieno "anonimato casalingo" qualche ricetta. La mia famiglia in primis (che negli anni 80 mi mandava a scuola con la fetta di torta e non con la merendina), ma poi anche letture varie e internet mi hanno insegnato a mangiare in un certo modo e ora se posso condivido con gli altri le cose che ho imparato. La maggior parte della gente ignora quello che dico perchè "se si trovano le zucchine a gennaio vuol dire che sono buone", ma forse rispetto agli anni 80 a certe cose si comincia a far attenzione. Tutto questo per dirti che i semini che si trovano nel web certe volte germogliano e che molti blogger fanno un ottimo lavoro. Tu inoltre sei stata preziosa anche rispetto alle mie letture dunque mi mancherai doppiamente. Se decidi di intraprendere la strada di un blog letterario fammelo sapere:-) Buon proseguimento!! Paola

alessandra 10/18/2013 07:36

Ringrazio tutti, perchè siete stati davvero molto cari e molto affettuosi. E scusate i toni "asciutti", ma il rischio di bagnare di lacrime di commozione tutto il resto è molto più reale di quanto si creda. Ma la vita virtuale offre milioni di opportunità per rimanere in contatto: cerchiamole e sfruttiamole! grazie ancora!

fabiola 10/17/2013 11:15

Cara Ale non ho capito un'acca, azzardo quindi 3 ipotesi sul razionale che ti spinge a chiudere con il blog:

1) "Nei primi tempi, mi sembrava di vivere in un sogno- o meglio: nella realizzazione di un sogno. Era un andare tutti nella stessa direzione. Poi, all'improvviso, qualcosa si è rotto":
Boh, secondo me non si può piacere a tutti e non tutti ci piacciono. A volte non piacere può essere un'occasione di riflessione e di crescita, altre un 'occasione per dire chissenefrega-del-tuo.parere-per- quello-che-conta

2) i tuoi impegni professionali/familiari sono diventati troppi: chapeau per tutto quello che hai fatto fino ad ora, da quello che scrivevi mi sembravi wonder woman. Ti do il benvenuto fra gli umani che stramazzano al suolo come me :-)

3) Hai una nuova opportunità aperta magari dal Med Diet Camp molto più stimolante: evviva, sono contenta per te e chissà se scriverai da qualche altra parte come mi auguro.

In ogni caso grazie di tutto, buona fortuna e buon lavoro alla Dani, che sarà a questo punto la super-wonder-woman che porta avanti tutto da sola

Baci

alessandra 10/18/2013 07:34

la risposta esatta è la quarta :-)
semplicemente, si cambia. E in questi anni sono cambiata moltissimo, volente o nolente. Per esempio, stramazzo al suolo sempre più spesso :-)

Mapi 10/17/2013 08:35

Ale, stamattina ho letto una frase che ti descrive alla perfezione e che mi ha illuminata sul perché il tuo resoconto sul MedDiet Camp sia così perfettamente vero: "Una presenza è originale quando scaturisce dalla coscienza della propria identità e dall'affezione ad essa, e in ciò trova la sua consistenza."

Grazie, perché sei come sei. <3

loredana 10/17/2013 07:09

Sicuramente sentiremo la tua mancanza da Menù Turistico, ma "sento" che non ci lascerai sole!! ;)
Alle volte occorre fare dalle scelte, anche se sofferte, buon proseguimento di tutto quello che verrà!
baci

loredana

antonella 10/16/2013 19:57

uff..... mi spiace davvero tanto,anche se è per una buona causa¨! Non ti faccio tanti discorsi,ne hai già sentiti tanti e tanti ne sentirai....ogni momento della nostra vita è messo davanti a decisioni piu' o meno importanti.Questa è una di quelle evidentemente.Che dirti....un grande abbraccio,un grande in bocca al lupo,mi spiace non averti conosciuta di persona,o vulcanica donna! E se passi da Milano,fai un fischio che un caffè insieme ce lo possiamo gustare¨ciaooooo e grazie!!!!

sabrina 10/16/2013 18:41

abbiamo cominciato insieme ricordi?
quante risate che abbiamo fatto!
io ho mollato mille volte e tu mai e il motivo lo sai qual è. tu ci sei portata per tutto questo, sei tenace, una roccia e condivido al centoi quello che dice la Mapi, tu sei un km avanti a tutti, c'hai stoffa ragazza.
ti abbraccio forte

ps: dani...mica t'abbandono sai? tu credi che io non ci sia, ma ci sono sempre, silente, ma ci sono. baci

Sonia 10/16/2013 18:02

un abbraccio a te!

elena 10/16/2013 17:55

Capisco come ti sentivi parli con chi nascondeva la Guida Cucina in Casaviva nel viaggio in treno di ritorno dall'Università, mi spiace che tu esca da questo blog, ma so anche che hai effettivamente tantissimi altri spazi e impegni... in bocca al lupo!

Sabina 10/16/2013 17:09

Bellissimo leggerti, anche se ora ho un po' di magone e mi viene da dire...continua, continua, come fanno i bambini quando vogliono che la storia non finisca mai. Quindi faccio un grande in bocca a chi resta, ma anche a chi va, perché ho ancora voglia di ascoltare quanto hai da dire.
Un abbraccio
Sabina

Rosi 10/16/2013 17:00

ho sempre letto con grande interesse tutte le tue riflessioni, mai banali, sempre "alte" ma mai dall'alto fatte cadere - sempre con un taglio non banale, che fossero di cucina, di cultura, di vita vissuta.
Il valore degli esseri umani è difficile da intuire, con uno schermo a fare da barriera, ma il tuo valore ha superato questa barriera; mi spiacerà non leggerti più, ti ringrazio molto per tutto quello che mi hai dato, in bocca al lupo per le tue nuove avventure.

Enrica 10/16/2013 16:41

Ti seguo dai tempi del forum la cucina italiana, quante ricette favolose ho fatto grazie a te? Tante e ti ringrazio per tutto quello che hai condiviso con noi, per la tua grande cultura che hai sempre divulgato con semplicità e ti faccio tanti auguri per nuove avventure.
Un abbraccio
Enrica

Gianly 10/16/2013 16:28

Troppo pochi due giorni per conoscere e approfondire il viaggio di ognuna di noi, ma mi sono bastate poche parole per coglierne l'essenza! Good luck
Gianly

rosaria 10/16/2013 16:22

ma dai?? davvero??? che peccato ! sono sicura che è stata una scelta ponderata e che Dani manterrà la rotta segnata da entrambe da tanto tempo....che dire Ale...ad majora!

FrancyBurroeZucchero 10/16/2013 14:30

Con l’ottimismo che mi (ci) contraddistingue credo che l’epoca della cucina fondata sul dado pronto e prodotti industriali sia finita o relegata in casa di qualche irriducibile (come dici tu) furbetto di quartierino. Mi piace pensare che il futuro della cucina (mediterranea e non) si baserà sempre più sul rispetto delle materie prime , sulla scelta di prodotti sani, sulla diffusione del concetto che siamo veramente ciò che mangiamo, che va esteso anche e soprattutto ai bambini. Penso spesso a loro come il veicolo per cambiare il modo di mangiare del futuro, e la responsabilità che abbiamo è quella di insegnarglielo ora, pasto dopo pasto, merendina dopo merendina.

Cagliari è stato un importantissimo passo nella direzione giusta, ho letto cose meravigliose, sia qui da te che negli altri blog. E’ bello vedere quante persone hanno a cuore valori che sembravano dimenticati (rispetto per il cibo, stagionalità, e qualità, su tutti) e condividono la stessa visione riguardo al cibo.
No, non sei più sola ,Ale! A te però il merito sicuramente di aver spianato la strada con tutte le difficoltà che comporta il pionierismo in certi campi.
Ora che per te finisce questa avventura e ne iniziano tante altre, un augurio da parte mia di tante altre soddisfazioni e successi.
Con affetto, Francy

Daniela 10/16/2013 14:05

Oh no, mi dispiace tanto :-(
Ti auguro tanta felicità per questa nuova svolta nella tua vita e spero di leggerti di nuovo, chissà!
Ciao
Daniela

merida 10/16/2013 13:29

probabilmente avrai altro da fare nella vita reale,ma sono sicura che MT sarà sempre nel tuo cuore, perchè è come i figli, ad un certo punto vanno per la loro strada, ma si continua ad amarli: Daniela continuerà a scrivere su uno dei blog più belli in assoluto, merida

Stefania 10/16/2013 11:36

sono sicura che hai in serbo almeno un milione di idee e che non ci abbandonerai del tutto. Così come sono sicura che menuturistico andrà avanti alla grande con Daniela. In bocca al lupo ad entrambe!

Tatanora 10/16/2013 11:00

Peccato perderti... mi auguro un ripensamento. :-/
Nora

Giulietta | Alterkitchen 10/16/2013 11:00

Un bellissimo racconto, non di un evento, ma di una vita vissuta e condotta all'insegna dell'amore per il cibo e per la cucina.
Grazie per il tuo lavoro e in bocca al lupo per qualsiasi sia la svolta che la tua vita reale (non che questa non lo sia, ma ci siamo capite) abbia preso.

Un abbraccio e a presto
Giulia

sara b 10/16/2013 10:26

Ho letto tutto d'un fiato: i ggiovani direbbero "ci sto dentro".
:-)
baci cara

cristiana 10/16/2013 10:15

Nata e cresciuta in una famiglia in cui il cibo è stato sempre considerato la base, motivo di unione, di condivisione, di scambio...famiglia agiata, profondamente borghese ma anrchica allo stesso tempo, in cui anarchia è stato anche l'avere l'orto, cucinare e sedersi a tavola tutti insieme senza tv a pranzo, merenda (il te delle cinque sul lettone la domenica è un rituale che è stato invidiato da tutti gli amici) e cena. Ho sempre vissuto male la femminilità che era in voga negli anni ottanta (anche se non posso non ringraziare tutte le donne venute prima di me per avermi permesso di vivere come vivo) perchè da sempre non ho avuto che uno scopo: l'essere madre e moglie con tutto il bllo che c'è dietro queste due parole. Tutto questo per dirti che condivido al 100% quello che hai scritto nella tua premessa, perchè fa parte del mio essere.
E dopo questa premessa giusto una nota di delusione sulle righe sul MedDiet Camp...come se mancasse qualcosa...
Son sicura che la fine dell'MT non ti fermerà! Un abbraccio a te e alla Dani che resta cri

alessandra 10/16/2013 16:44

la sintonia che abbiamo, evidentemente, arriva anche dove non immagino ;-)
Sì, manca qualcosa: ed è quello su cui stiamo lavorando in questi giorni. Stay tuned, come dicono quelli che sanno comunicare- e fra poco sarà tutto completo!

Serena 10/16/2013 10:09

Mi spiace, tanto. Non solo per i tuoi appassionanti, ironici e competenti interventi gastronomici, ma anche per i tuoi post "collaterali", le recensioni di libri - anche perché abbiamo gusti molto simili (e a tale proposito, peccato non poter sapere il tuo parere su Doctor Sleep di Stephen King!) -, le tue riflessioni. Non conosco le tue motivazioni e so bene che non mi riguardano, ma ti auguro ogni bene. Ti abbraccio virtualmente, Serena

Maria Chiara 10/16/2013 10:04

Ma noooooooooooo !! sono rimasta di ... "sale"... ho pensato di aver capito male e mi sono riletta tutto daccapo... Egoisticamente ti chiederei di ripensarci e cambiare idea... ma so che sai ben tu quello che fai e mi fido. Però mi mancherai da morire ! Grande abbraccio... Maria Chiara

cristinag 10/16/2013 08:55

SONO IMPIETRITA!!! Allora avevo capito bene leggendo qua e là frasi su fb! Abbandoni MT?? Oh Gesù! Crolla un mito lo sai! Chissà in quanti te l'hanno scritto, non ho tempo di leggere i commenti...ma abbandoni anche l'emmetichallenge? :-(
Scusa se snobbo tutto il resto relativo al MedDiet, forse perché rosico per non essere stata invitatta :-D, scherzo...è bellissimo il tuo resoconto della manifestazione di Cagliari ma la "notiziola" finale per tutti noi tuoi affezionati lettori è troppo più importante. Un abbraccio forte e grazie per gli stimoli che ci hai dato in questi anni, averti conosciuta di persona è stato fantastico!! Ora basta, mi sto commuovendo....baci, CrisG

Isabel 10/16/2013 08:46

L'ho letto, sbocconcellando il mio dolce fatto in casa. Ripenso a quando facevamo la salsa di pomodoro in casa, 10000 °C in cucina e noi giù a bollire, passare e sterilizzare. Abbiamo ancora molto da dare e insegnare alle nuove generazioni: che non si vive di sandwich nella plastica e telefonino
Quando si chiude una porta, se ne apre sempre un'altra
Ciao
Isabel

Annarita Rossi 10/16/2013 08:44

Sarà anche l'ultimo resoconto di Cagliari ma, come al solito, riesci a rendere tutto interessante ...leggerti è sempre un gran piacere. Che sia anche l'ultimo posto di MT mi dispiace ma le cose cambiano e si va avanti. Grazie di tutto. Continuerò a seguirti altrove e continuerò a seguire Daniela qui.