Verso Monet, la storia del paesaggio dal 600 al 900, a Verona

Linea d'Ombra presenta in questi giorni la grande mostra che si inaugurerà il 26 0ottobre a Verona al Palazzo della Gran Guardia e che sarà aperta fino al 9 febbraio per poi prosegiire dal 22 febbraio 2013 a Vicenza nella splendida Basilica Palladiana.

Verso Monet, la storia del paesaggio dal 600 al 900, a Verona

La mostra ci racconterà, come dice già il suo titolo, la storia del paesaggio dal '600 al '900. Vi lascio ad un estratto della introduzione ufficiale all'evento, tratto dal sito di Linea d'Ombra e dalle parole dello stesso Marco Goldin.

[...] Facendo ricorso a oltre novanta dipinti e a dieci preziosi disegni provenienti come sempre da alcuni tra i maggiori musei del mondo, e da alcune preziose collezioni private, la mostra sarà divisa in cinque sezioni, che descriveranno i momenti fondamentali legati alla narrazione della natura come fatto autonomo e indipendente rispetto all’inserimento delle figure. Insomma, quella sorta di emancipazione dell’immagine quando il paesaggio non è più visto come semplice fondale scenografico, ma campeggia quale divinità assoluta e dominante.

Per questo motivo la mostra prenderà in esame i punti di snodo di una vicenda che diventerà sempre più centrale nella storia dell’arte, fino a giungere all’Ottocento, che a buon diritto è stato denominato “il secolo della natura”. Quindi, senza allargarsi a innumerevoli e frazionate esperienze, starà piuttosto stretta ai cardini fondamentali. E in questo senso il titolo dell’esposizione sancisce l’idea dell’enorme cambiamento attuato da Claude Monet a partire dalla seconda metà degli anni sessanta del XIX secolo, lui impegnato in quel momento a dipingere nella foresta di Fontainebleau e sulle coste della Normandia sulla scia di Boudin. Monet che trapassa dal senso pur nobile della realtà, che a Corot prima di lui giungeva da una tradizione secolare – evidenziata in questa mostra –, e si spinge con le ninfee finali, ma già con le “serie” dell’ultimo decennio dell’Ottocento, verso il campo aperto di un paesaggio che non dimenticando appunto la realtà si appoggia quasi totalmente ormai sull’esperienza interiore. Aprendo così ad alcune delle manifestazioni più belle e nuove della natura dipinta nel corso del Novecento [...].

Cinque sono quindi le sezioni esposte e precisamente:

.1.    IL SEICENTO. IL VERO E IL FALSO DELLA NATURA

Foto da qui

Si parte con un quadro di Annibale Carracci e uno di Domenichinoper sottolineare, tra fine Cinquecento e inizio Seicento, le derivazioni dalla scuola veneziana soprattutto di Tintoretto, nella considerazione di una natura che comincia ad assumere un ruolo autonomo e non solo immaginata come fondale scenografico

2.    IL SETTECENTO. L’ETA’ DELLA VEDUTA

Bernardo Bellotto, L'Arno verso il ponte di Santa Trinità, Firenze, 1742

Poi la seconda sezione, quella sul Settecento con numerose e bellissime vedute dei veneziani, da Canaletto a Bellotto a Guardi, ancora sul rapporto, come in Olanda nel secolo precedente, tra arte, scienza ed empirismo. Venezia giganteggia qui in tutto il suo splendore.

3.    ROMANTICISMI E REALISMI

Joseph Mallord William Turner, L'eruzione delle Souffrier Mountains 

Quindi le tante sale sull'Ottocento, il cosiddetto secolo della natura: dapprima l'ambito romantico con i sublimi Friedrich e Turner e poi la mediazione con il realismo attraverso Constable. E nella grande parte sul realismo le combinazioni, con date identiche, per esempio tra i pittori americani e quelli scandinavi, e poi ovviamente CorotCourbet Millet in Francia, i loro rapporti con i pittori dell'est Europa, a segnare le molte strade della descrizione della realtà a metà secolo.

4.    L’IMPRESSIONISMO E IL PAESAGGIO

Paul Cézanne, La montagna Sainte-Victoire, 1885-1887

Infine, la epocale novità impressionista, dapprima con i quadri degli anni sessanta e inizio settanta (PissarroSisleyCaillebotteManet), poi gli anni ottanta. Su questo decennio insisto molto nel percorso espositivo che ho creato, con quadri molto belli e famosi di CézanneRenoirVan GoghGauguinDegas per indicare la caduta del dogma del plein-air e l'entrare nella modernità, quando il paesaggio diventa anche una proiezione della mente.

5.    MONET E LA NATURA NUOVA

Claude Monet, Ninfee, 1907

L'esposizione si chiude con le 25 opere di Monet, vera e propria mostra nella mostra, per dire che dalla tradizione legata alla realtà (l'Olanda seicentesca, la foresta di Fontainebleau) in lui si passa alla dissoluzione della materia attraverso l'abbandono del plein air totale. Monet, che aveva teorizzato negli anni sessanta e settanta del XIX secolo la necessità assoluta di stare davanti, e in mezzo, alla natura per dipingerla, alla fine della sua vita, prima con le Cattedrali e poi con le Ninfee (tutte presenti in mostra), ritorna a una contaminazione tra vero della natura e artificio. A chi gli chiedeva se dipingesse ancora dal vero, rispondeva che questo non era interessante, perché "il risultato è tutto".

Informazioni varie su biglietti e aperture qui

Buona giornata

Daniela

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Pepi Carlo 10/23/2013 14:11

E' inammissibile la mancanza in mostra de I MACCHIAIOLI i quali furono i più innovativi ed all'avanguardia della loro epoca. Speravo che fossero maturati i tempi, dopo oltre 150 anni per far cessare questo ostrascismo ! Carlo PEPI

Daniela 10/23/2013 20:21

concordo, i macchiaioli sono stati meravigliosamente innovativi . Grave davvero la loro assenza.

elena 10/18/2013 14:35

Caspita che carrellata... quest'anno ci si sbizzarrisce con gli impressionisti, se non sbaglio c'è qualcosa in corso anche a Pavia, vero?
Grazie per l'interessante notizia!

Daniela 10/18/2013 16:50

si, c'è Monet au cœur de la vie come vi ho anticipato qui http://www.menuturistico.com/mostre-monet-au-c%C5%93ur-de-la-vie Sarebbero proprio da vedere entrambe!

merida 10/18/2013 13:29

grazie per la segnalazione, che mi piace molto, un giro a verona si fa sempre volentieri, ma con una mostra così ancora di più ciao merida

Daniela 10/18/2013 16:48

Fa venir voglia di una gita al solo scopo di vederla vero? Certo per me è un po' fuori mano, ma non dispero! Grazie Merida.