Rodin. Il marmo, la vita. A Milano

Eccomi con una nuova segnalazione di una mostra estremamente interessante, già da qualche tempo in corso a Milano, per la precisione a Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi, in Piazza Duomo.

La mostra, intitolata Rodin. Il marmo, la vita, presenta oltre 60 sculture del maestro francese, di tanta importanza e sostanza da poter essere considerata una delle più complete mai organizzate sulla sua opera.

Rodin. Il marmo, la vita. A Milano

Le opere, esposte con una particolare studio delle luci create appositamente per metterne in risalto la purezza del colore e le forme sono divise in tre sezioni:  L’illusione della carne 1871-1895, La figura nel blocco 1895-1905, Verso l’incompiutezza 1905-1917.

Nella prima sezione "sono raccolte alcune opere giovanili di impronta classica. Fra queste il celeberrimo Homme au nez cassé, omaggio al grande genio di Michelangelo, rifiutato al salon parigino del 1864, e Il bacio, la scandalosa scultura che fece scalpore nella Francia di fine ottocento"

Homme au nez cassé, Museo Rodin
 
La seconda sezione, "propone alcune fra le sculture più conosciute di Rodin. Accanto a ritratti di grande intensità, lontani dalla fredda precisione d’inizio carriera, come il busto dedicato alla compagna di una vita Rose Beuret, si alternano richiami all’eros e alla disinibita ricerca formale ed estetica del maestro. Qui le bellissime Mains d’amant sono un richiamo lirico all’amore e alla sensualità, ma lasciano già pienamente comprendere il lavoro di recupero della tradizione che Rodin conduce insieme all’affermazione di una nuova idea di scultura". 
 

 

Auguste Rodin, Rose Beuret / 1898 circa
 

Mains d’amant

Nella terza sezione invece  " si rappresenta il trionfo del “non finito”, l’artificio linguistico che rimanda immediatamente a Michelangelo e che Rodin svolge in una chiave di assoluta modernità. Qui sono esposti alcuni fra i più bei ritratti eseguiti dall’artista, tra cui quello celebre a Victor Hugo e quello meno noto a Puvis de Chavannes, il grande “decoratore di muri” molto in voga all’epoca".

«Victor Hugo» 1883

«Pierre Puvis de Chavannes» 1891

Per tutte le informazioni necessarie guardate qui. Avete tempo fino al 26 gennaio 2014 per visitarla.

Buon we a tutti

Daniela

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Ravecca Massimo 11/30/2013 14:20

Il “non finito” è la caratteristica del genio. Come il “non luogo”, il “non nome”, il “non tempo”, ecc… L’astuto Ulisse crea un “non nome”, Nessuno, per ingannare Polifemo, e un “non luogo”, il cavallo di legno, per ingannare i troiani. Queste entità frutto di processi ricorsivi, giochi di specchi, sono state usate, anche da Gesù e Leonardo da Vinci. Michelangelo nella scultura, la sua arte preferita è ancora insuperato. Michelangelo uso “giochi di specchi” anche negli affreschi della Cappella Sistina, e per rimandi tra Volta e Giudizio. Cfr. Ebook (amazon) di Ravecca Massimo: Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.

cristinag 11/23/2013 12:43

Bello! Vado su dai miei prossimamente, una capatina a Milano non me la leva nessuno :-)
Grazie Dani
Ciao
CrisG

Daniela 11/23/2013 14:45

Cris, ottima idea!! Come sempre spero di farcela anche io :)
Un bacione