Per il piatto storico : le Uova di Enrico VIII

Lo so, lo so è un personaggio chiacchierato che possiede tutti i requisiti perfetti per rendersi odioso a parecchie categorie di persone, iniziando dalle donne per finire ai cattolici osservanti o ai salutisti o agli oppositori della caccia. Insomma diciamo che non è un personaggio su cui si siano appuntate le simpatie generali. Era un uomo di grandi appetiti sotto ogni punto di vista e dalle passioni irrefrenabili. Egocentrico, come solo un sovrano assoluto può essere, egoista, crudele, spietato, ha attraversato la sua esistenza con ben pochi riguardi per chi lo circondava, tanto che molti di loro per lui hanno ... perso la testa.

Ritratto di Henry VIII (1491-1547) Hans Holbein il Giovane  Galleria Nazionale di Arte Antica, Roma

Mangiatore oggi diremmo compulsivo, ma di gran classe, quasi un gourmet e non un generico gourmande (prendetevela con  Brillat-Savarin e il suo La fisiologia del gusto (1825) per la distinzione :-)), grande appassionato dell'unica carne a suo tempo ritenuta nobile, ossia la cacciagione e in particolare quella di piuma (e di conseguenza sofferente di gotta), era noto per il carattere irascibile e violento, che sembra non sia migliorato con il suo progressivo ingrassare, fin quasi all'obesità e alla conseguente scarsa mobilità. Questo cancellò anche la sua fama di bell'uomo, prestante e inguaribile tombeur de femmes, che lo aveva sempre accompagnato...

Ne sanno qualcosa le sue celeberrime sei mogli delle quali solo l'ultima la ricca e protestante Caterina Parr, e la prima Caterina di Aragona, non furono uccise: la prima solo perché Enrico le premorì e la seconda perché ebbe il buon gusto di morire presto, di malattia per conto suo.

Nonostante tutto questo, Enrico VIII è una figura di grande spicco nel panorama storico Inglese e non solo perché avrebbe fatto la felicità di qualunque tabloid scandalistico Britannico, se all'epoca fossero esistiti, ma per la sua condotta politica, certo per la sua Terra di gran peso, con il distacco dalla Roma del Papa o per la sua stretta parentela con la grande Elisabetta I, o per altro, su cui non è nostro interesse ora soffermarci. Ma del suo proverbiale appetito si, possiamo parlare.

Innanzitutto dobbiamo chiarire un particolare comune alla vita del signore del '500 (e non solo): ogni volta che si spostava, quale che fosse la motivazione del viaggio, era abituato ad essere seguito da tutti i possibili comfort dell'epoca, ad iniziare dalla servitù per terminare a tutte le necessità legate al cibo, dal pranzo e la cena, agli improvvisi spuntini.

Enrico VIII non faceva eccezione: per un forte mangiatore, anche una semplice battuta di caccia poteva necessitare di una pausa per rifocillarsi.  Sembra che in una di queste occasioni la Sua Altezza Reale avesse manifestato il desiderio di un spuntino : così il cuoco gli preparò al volo, su due piedi, un veloce intermezzo per soddisfare la sua "voglia di qualcosa di buono" ;-). Piacque alla Maestà Sua e rimase sempre uno dei suoi piatti favoriti. Ve lo ripropongo.

Uova di Enrico VIII

da Taccuini Storici 

Per il piatto storico : le Uova di Enrico VIII

Anche in questa occasione perdonate la foto, anzi la foto, ho una influenza fastidiosa e non riesco a far nulla bene...

Ingredienti per 2

4 Uova fresche,
1/2 bicchiere di latte,100 ml
aglio,
1 cucchiaio di strutto (è possibile usare 40 g burro),
cannella,
mollica di pane raffermo (circa 25/30)
sale quanto basta

e viiiSgusciate le uova e adagiatele in una coppa o altro recipiente. Calcolate due uova intere per commensale. Sbattetele con un frustino sino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungete il latte, la mollica di pane sbriciolata e amalgamate il tutto usando un mestolo di legno. Spolverate con un pizzico di cannella, salando con avarizia. Sistemate sul fuoco una padella di ferro con un po’ di strutto (o burro) e portate a temperatura. Unite un paio di spicchi di aglio (io uno solo), rosolateli, prestando attenzione a non farli bruciare, quindi toglieteli e metteteli da parte. Introducete il composto mescolando a fiamma allegra. Ci vorranno pochi minuti perché le uova si rapprendano, rimanendo cremose. Quando raggiungeranno il punto di cottura desiderato, assaggiatele ed eventualmente accomodate di sale. Servite le uova ben calde, accompagnate con fette di pane imburrate.

PicMonkey Collage 

Il sapore è particolare, arricchito dal profumo della cannella, appena accennato e il piatto è reso più corposo dalla mollica sbriciolata... Piacevolissimo pranzo rapido e nutriente, semplicemente accompagnato, magari, da una fresca insalata.

L’abbinamento l’ideale per esaltare questa vivanda antica dai profumi particolari, è una birra doppio malto.

Buona giornata a tutti

Daniela

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Pellegrina 01/27/2014 15:02

Le uova: una passione da perdere la testa! Grazie per la ricetta.
P.S.: Caterina d'Aragona fu ripudiata da Enrico, ecco perché gli sopravvisse, ma esiliata in un castello lontano, privata a un certo punto della figlia (la futura Mary la sanguinaria), rimpiangendo il marito e il posto da regina perduti. Non poteva dargli altri figli e lui volle separarsi. Quella che morì di malattia mentre erano sposati fu Jane Seymour, apprentemente mentre il matrimonio era ancora felice. Sul patibolo finirono Anna Bolena e Catherine Howard per preteso adulterio: entrambe erano figlie di nobili inglesi e non parenti del re di Spagna come Caterina, parentela che la protesse, in qualche modo. Ci fu poi Anna di Clèves, di un piccolo principato protestante tedesco: divorzio dopo otto mesi per matrimonio non consumato e testa rimasta salda, prese il titolo di sorella del re e rimase in Inghilterra.

Daniela 01/27/2014 16:06

perfetto, ragazza... vedo che il caro Enrico ancora suscita passione..... :-)

Francesca 01/23/2014 13:14

la cannella è davvero inusuale per una frittata, da provare. Sempre interessanti i tuoi piatti storici!

Daniela 01/23/2014 20:40

Grazie Francesca, la storia è una delle mie passioni :-)

Giulietta | Alterkitchen 01/22/2014 21:15

Alla faccia di Enrico VIII! Proprio un uomo dai molteplici appetiti, anche in fatto di uova!

Mario 01/23/2014 09:16

Ahahahahahahahahah :DDDD

Daniela 01/22/2014 22:50

Quando si esagera , bisogna farlo fino in fondo... e lui, modestamente, lo sapeva fare ;-)

Mario 01/22/2014 11:07

A Napoli avrebbero detto "è nu puorc in tutt'e manere" (è un affiliato della famiglia dei suini in ogni sua espressione, intellettuale e fisica). Certo la cannella nobilita...ma questa volta passo e non per il cattivo Enrico quanto perchè la cannella con le uova...proprio nunglielafò :) PS Perdona l'uso del dialetto, ma certe considerazioni trovano una propria vitalità solo con l'acccento e le inflessioni della grammatica dialettale che tra l'altro indegnamente scimmiotto perchè manco so come si scrive....

Mario 01/23/2014 09:17

Ahahhahaahahahhaahha :DDDD

Daniela 01/22/2014 15:06

Sono pienamente d'accordo sull'uso del dialetto: pur non conoscendo bene il tuo, devo dire che il senso della frase mi era assolutamente chiaro!!!! :-))) La cannella ad onor del vero devo dire che regala più profumo che sapore: considerala insieme ad un robusto bicchiere di doppio malto.... Comunque è Enrico l'affascinante plurimarito che le gustava: ricordati che tu a questione di mogli devi stare MOOOOOOOOOOOOlto attento :-))))))))))))))))))))))))))) Un super bacione

FedeB. 01/22/2014 09:48

Hai capito quel viziatello di Enrico VIII??
Se i tempi storici lo permettessero io sarei tale e quale a lui....ghigliottine a parte per carità! :-P
Il piatto preferito del sovrano me lo trascrivo, perché potrebbe diventare anche uno dei miei :)
Ciao Daniela!!

Daniela 01/22/2014 14:59

ahahahah sarebbe il sogno di parecchi!!!!! Buona scelta : viziato, potente, ghiotto e viveur :-))) Ciao Fede e a presto !!!!

Pillow 01/22/2014 09:07

invece, oltre alla storia affascinante e ben riportata, la foto è bellissima (come il piatto)

Daniela 01/22/2014 14:56

Ma grazie, mi fanno piacere le tue parole: ho voluto proprio sfiorare con leggerezza la vita di un personaggio così "ingombrante" sotto ogni punto di vista....Grazie ancora :-)