Per il piatto storico, Magellano e la dadolata di pesce spada

 portrait of Ferdinand Magellan, 16th or 17th century (The Mariner's Museum Collection, Newport News, VA)

Non parliamo di un rude marinaio dal cuore grande, ma rozzo e poco colto, che casualmente, navigando, scoprì un passaggio o un luogo diverso: parliamo di un giovane e nobile portoghese, di antico lignaggio, ma di poca sostanza, orfano in giovane età di entrambi i genitori, ma educato con grande larghezza di mezzi alla corte di re Giovanni II di Spagna. Carattere intraprendente ed irrequieto, mandato in India a servire sotto il Viceré, si appassionò alla navigazione tanto da dedicarsi ad uno studio approfondito delle carte nautiche, fino al punto di mettersi in mente di voler raggiunger le ricchissime isole delle spezie circumnavigando l'America, invece dell'Africa. 

la mappa del viaggio di Magellano

Un piano audace, un percorso ritenuto impossibile, che realizzò con l'appoggio del re Carlo I di Spagna: partì con 5 navi e più di 200 uomini a settembre del 1519, affrontò terribili inverni,  costeggiò regioni praticamente sconosciute (esplorò minuziosamente il Rio de la Plata, ad esempio), attraversò lo stretto che lui chiamò de Todos Santos e che da allora diventò di Magellano, battezzò le terre a nord dello Stretto “Terra dei Patagoni (dei "piedoni", pare per via delle grandi orme che lasciavano i loro piedi, data l'alta statura)” e quelle a sud “Terre di Fumi” (Terra del Fuoco). 

Scoprì inoltre la vastità dell'oceano Pacifico e confutò definitivamente la visione di Tolomeo di una grande penisola a sud est dell'Asia; dovette subire un naufragio, un ammutinamento, che soffocò, l'abbandono da parte di una delle sue navi e morì durante uno scontro con gli indigeni, in un'isola delle Filippine. 

replica de la Nao Victoria de Hernando de Magallanes en la ciudad de Punta Arenas

La sua flotta, già decimata, subì poi un'ulteriore riduzione, perché una nave venne bruciata ed un'altra catturata: alla fine solo una ventina, tra tutti i compagni partiti con lui, riuscirono a tornare in patria su un'unica nave, la Victoria, nel settembre 1522 . Furono i primi a poter raccontare di aver circumnavigato il globo. 

Fino a quando il Canale di Panama fu terminato nel 1914, lo Stretto di Magellano è stato l'unico modo sicuro per spostarsi tra l'Atlantico e il Pacifico. Protetto dalla Terra del Fuoco a sud e dal Sud America, a nord, le navi riuscivano ad attraversarlo con relativa facilità, senza i pericoli del Passaggio di Drake. Il Passaggio di Drake è il tratto relativamente stretto di mare che separa il Sudamerica dall'Antartide, le cui acque sono notoriamente turbolente, imprevedibili e spesso attraversate da iceberg. Nell'immagine insolitamente chiara, qui sotto, si può ammirare l'intero Stretto. L'apertura orientale è l'ampia baia sul confine tra Cile e Argentina. Ad ovest, invece, ci sono una serie di punti di accesso dal Pacifico, anche se il più visibile è approssimativamente di 200 km di ampiezza e va dall'Arcipelago della Regina Adelaide (Isola Desolaciòn, al centro a sinistra) fino al cuore dello stretto (al centro in basso). Le isole e le montagne sono evidenziati dalla brillante neve bianca, mentre le terre meno elevate a nord e a est ne sono libere

lo stretto di magellano (immagine acquisita dal satellite Aqua il 27 agosto 2003) .

Ma tra i pochi superstiti del suo viaggio, erano presenti anche due italiani, uno dei quali, Antonio Pigafetta, Cavaliere di Rodi, rampollo di una delle più importanti famiglie nobili di Vicenza, era uno studioso di matematica e astronomia, che si era imbarcato come "criado" (addetto alla persona) nella nave stessa del comandante. Date le sue notevoli conoscenze, fu spinto da molti, compreso il duca di Mantova, Federico II Gonzaga, a scrivere un resoconto dettagliato del viaggio, che terminò nel 1525 con il titolo Il primo viaggio intorno al globo e che è stato considerato un testo fondamentale nella storia delle esplorazioni geografiche e ci ha fatto conoscere ogni aspetto dell'affascinante viaggio.

la nube grande di Magellano

Tra le spettacolari scoperte che Magellano, o meglio la sua piccola flotta, portò indietro, ci sono, oltre allo Stretto, alla Patagonia e alla Terra del Fuoco, di cui abbiamo parlato, le Nubi di Magellano, due galassie nane visibili ad occhio nudo dall'emisfero australe, che l'esploratore Portoghese notò durante la sua spedizione verso occidente e che orbitano intorno alla nostra Via Lattea: oltretutto le due galassie sono unite tra loro da un flusso di materia, noto come Ponte Magellanico!

Ma al nostro ammiraglio e al suo viaggio dobbiamo anche la prima descrizione di un bellissimo pinguino, avvistato dalla spedizione al largo delle coste argentine e fino ad allora sconosciuto.

Il pinguino di Magellano fotografato vicino a Punta Arenas, in Cile, fotografato nel suo habitat naturale durante la campagna della NASA AirSAR 2004,  il 13 marzo 2004.

 
Fonti:
http://it.wikipedia.org/wiki/File:StraitOfMagellan.jpg
http://www.treccani.it/enciclopedia/ferdinando-magellano/
http://www.australis.com/site/ita/files/2011/07/Stretto_di_magellano1.pdf
http://www.treccani.it/enciclopedia/patagonia/
 

Dadolata di pesce spada

rielaborazione da una ricetta di Taccuini storici

Per il piatto storico, Magellano e la dadolata di pesce spada

Ingredienti per 4 persone

500  g di tranci di pesce spada

2 spicchi d'aglio

1/2 cipolla

fumetto di pesce (facoltativo)

4/5 filetti di acciuga dissalati

il succo di 1 limone 

4 cucchiai di aceto bianco (40ml ca)

2 cucchiaini di zucchero

qualche foglia di timo (o di basilico)

dadolata pesce spada 

Ricavate una dadolata grossolana da 500 g tranci di pesce spada. In una casseruola di terracotta fate appassire aglio e cipolla triti con olio d’oliva extravergine. Unite qualche filetto d’acciuga tagliuzzato e insaporitelo nel fondo. Continuate aggiungendo i cubetti di pesce spada.

Mescolate con cura, spolverate con la noce moscata grattugiata e poco pepe; aggiungete un po’ d’acqua o fumetto di pesce. Cucinate il tutto a fiamma mite per circa dieci minuti, avendo cura di scuotere la casseruola onde evitare che il pesce si attacchi al fondo della casseruola.

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A cinque minuti dalla fine, unite del succo di limone filtrato, poco aceto di vino bianco e dello zucchero. Lasciate insaporire sul fuoco per un paio di minuti. Alla fine accomodate di sale e pepe e colorate con foglie di timo: la ricetta originale prevedeva il basilico, ma ho preferito utilizzare il timo, che mi piace molto unito al gusto e al profumo del limone e con il pesce: ma se lo desiderate potete utilizzare tranquillamente le foglie di basilico.

Servite su crostoni di pane leggermente tostato e aromatizzati all’aglio con un filo d’olio d’oliva extravergine.

dadolata pesce spada 

Saporito, particolare ed invitante... una delizia assoluta.

Buona giornata 

Daniela

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Mario 01/31/2014 09:19

"Non parliamo di un rude marinaio dal cuore grande, ma rozzo e poco colto, che casualmente, navigando, scoprì un passaggio o un luogo diverso".
Sembro io al supermercato che scopro una corsia ulteriore...per poi morire alle casse in uno scontro con gli indigeni-della-fila! :P ahhahahaahhahhaahah Sono una bestia lo so, ma almeno il piatto quello lo so apprezzare, il naso ed il gusto con il triplo mento sanno il fatto loro :D

Daniela 01/31/2014 11:11

concordo!

Mario 01/31/2014 11:07

Si confermo, un po' per come sono stati riportati, un po' per come sono stati ripresi dalla cultura popolare solitamente siamo omologati nel caratterizzare personaggi storici con il medesimo ruolo. Un po' come per i grandi combattenti o generali, ma detto con il senno di poi chi avfrebbe mai immaginato che tanti erano gay e quindi raffigurarli sotto luci diverse da quelle della scenografia tipica machista. Meno male che esistono le età dei ripensamenti e delle valutazioni più approfondite...

Daniela 01/31/2014 09:28

bravo è vero! è l'immagine che a volte da piccoli si crea dell'esploratore dell'epoca.... e invece sono ben altre figure, vero? Del tuo naso non dubito minimamente, ma il triplomento non è dato vederlo!! :-)
Buona giornata ragazzo ;-)