La Mostra "Liberty, uno stile per l'Italia moderna" e il Melon frappè au Port (e al Rum) di A Escoffier

 

Stava quasi per sfuggirmi, ma per fortuna, all'ultimo momento l'ho agguantata al volo: si tratta di una splendida mostra in corso a Forlì ancora per pochi giorni (termina il 15 giugno), che affronta uno dei periodi più appassionanti, eleganti, delicati e luminosi della pittura del secolo passato, il periodo del Liberty. 

Lo stile Liberty, il Fiorato, l'Art Nouveau che dir si voglia, ha toccato tutte le arti, a cavallo tra la fine dell'800 e l'inizio del '900: ha coinvolto filosofia, pittura, architettura, design, grafica, poesia, letteratura, moda e musica, pervadendole della stessa grazia e sinuosità incantata, grazie anche all'utilizzo di nuove tecniche e di materiali dieversi. 

G Chini, la Primavera Classica,  1914, tempera, olio, inserti metallici e pastiglia su tela. Montecatini Terme, Fondazione Credito Valdinievole

E di molte di queste espressioni artistiche si occupa la mostra in questione: 

Nell’Italia da poco unificata, questo movimento, volto a superare le ancora troppo presenti identità regionali, si fa interprete dell’aspirazione al raggiungimento di un linguaggio artistico nazionale comune e adeguato a rappresentare il progresso e la modernità. Il sogno di una bellezza che fosse in grado di interpretare il mondo trasformato dal progresso scientifico e tecnologico venne celebrato dalle grandi Esposizioni, come quella nazionale di Palermo nel 1891-1892, quelle dell’arte decorativa moderna di Torino nel 1902, e di Milano nel 1906, che celebrava il traforo del Sempione.

[...]Una mostra originale, intessuta di incontri e relazioni inattese, per raccontare in maniera avvincente l’idea di un’arte totale che ha trionfato in quella stagione dell’ottimismo e di incondizionata fiducia nel progresso e che va sotto il nome universale di Belle Époque. Come confermano le relazioni con la letteratura, il teatro e la musica, evocate attraverso la grafica e i libri illustrati, ma anche attraverso gli stessi dipinti e le sculture, nell’esperienza artistica del Liberty serpeggiava sotto quell’incontenibile slancio vitale un’inquietudine e un malessere sociale ed esistenziale che di lì a poco si sarebbero manifestati tragicamente. Il sogno progressista e la magnifica utopia di una bellezza che avrebbe dovuto cambiare il mondo erano destinati a infrangersi simbolicamente, una prima volta, nella tragedia del Titanic nel 1912 e, definitivamente, due anni dopo, nella Grande Guerra.

Gli artisti in mostra? Solo alcuni nomi : Segantini, Previati, Boldini, Sartorio, De Carolis, Longoni, Morbelli, Nomellini, Kienerk, Chini, Casorati, Zecchin, Bistolfi, Nonni, Canonica, Trentacoste, Andreotti, Baccarini, Palanti e Issel, cioè il meglio dell'arte italiana in quel periodo in ogni campo. 

L'esposizione presenta opere splendide, dominate, per la maggior parte, dalla figura femminile, mostrata in ogni sua sfumatura: dai ritratti di donne celebri e conosciute

Cesare Tallone, Ritratto di Lina Cavalieri, 1905

o nobildonne belle e celebrate come la signora in rosa di Boldini (ritratto di Olivia de Santiago-Concha y Valdés) del 1916

all'utilizzo di figure femminili che rappresentano un'ideale, come qui di seguito Le Ore di Previati, del 1899 in un grande olio e tempera su tela,

o il Fiore di Vita del 1902 di vita di GB Carpanetto,

o mostrate all'interno di splendide realizzazioni del design artigianale, come questa porta di mogano e pasta di vetro di Luigi Fontana & C. del 1902 ca.

o questo vaso Vaso liberty con nudi di donne e mascheroni, primi del XX secolo in bronzo di A. Cataldi

Ma sono in mostra anche disegni di progetti audaci

Antonio Sant’Elia, Edificio monumentale con pannelli decorativi, 1911-12, matita nera, inchiostro nero e pastelli grigio e arancio su carta. Como, Pinacoteca Civica

o ceramiche delicate, come questo vaso di Chini (1900 circa) in maiolica lustrata,

o il Paravento (1902-05), di C. Bugatti e G. Segantini in legno, metallo, avorio, rame sbalzato e olio su pergamena: un autentico capolavoro di sapienza tecnica e di visione artistica.

Vi ho incuriosito almeno un po'? Se siete in zona allora (beati voi) fate un salto ad ammirare tanta eleganza e bellezza. Le informazioni necessarie le troverete qui.

Le immagini che vi ho mostrato vengono da qui

 

Per concludere degnamente questo post sull'arte Librty che ne dite di una velocissima ricetta di aperitivo perfettamente in tono? Si tratta innfatti di una ricetta del grande A. Escoffier, maestro tra gli chef di sempre, vissuto a cavallo dei due secoli. Si tratta del 

 

Melone ghiacciato al Porto

da Recettes de Hors-d'oeuvre (La cuisine d'Auguste Escoffier) (French Edition) 

 

 

 

La Mostra "Liberty, uno stile per l'Italia moderna" e il Melon frappè au Port (e al Rum) di A Escoffier

Segliete un melone (Escoffier suggerisce della qualità cantalupo, maturo al punto giusto. Dividetelo a metà e tagliatene la parte stondata per farlo rimanere in piedi e utilizzarlo come una ciotola.

Scavate la polpa del melone con uno scavino o con un cucchiaio, dopo aver eliminato semi e filamenti. Mettete i pezzetti di melone in una boule e cospargeteli con un po' di zucchero (io l'ho omesso: il melone era dolcissimo) e irrorateli con del buon Porto.

Rimettete nel melone la polpa con il vino e mettete a raffreddare il tutto in frigo per almeno un paio d'ore

Servitelo a tavola adagiato in una coppa con del ghiaccio tritato e lasciate che ognuno si serva da sé. Se vi piace, potete servirlo con una quenelle di gelato all'arancia.

melone 

Ps. Giuro, non è affatto male, senza zucchero ancora, preparato con del rum!!

Buona giornata

Daniela.

Condividi post

Repost 0
Commenta il post

virjaja 06/01/2014 10:37

superbe! bon dimanche. cathy

Daniela 06/01/2014 12:50

Merci Virjaja!