Per il piatto storico, dalla Romania (e non solo), un dolce tradizionale natalizio: il Cozonac

L'idea è quella di proporvi un'altra ricetta storica e insieme tipica delle feste natalizie, che provenga però da qualche altro luogo, in Europa o del mondo, per invogliarci ad un assaggio anche solo un po' diverso dal nostro amatissimo e tradizionale panettone.

In questo caso vi propongo un dolce che viene dall'europa dell'est, di tradizione antichissima, che ha, come quasi tutti i dolci delle feste, un'evoluzione dall'iniziale e semplice pane dolce, magari preparato con prodotti di uso comune, come il miele o le uova, per terminare in un prodotto ancor più goloso e ricco, con frutta secca, cacao e canditi, per augurare abbondanza e fortuna ai propri commensali.

Dall'Egitto, su su, attraverso i greci e naturalmente i romani, ecco arrivare fino a noi dolci squisiti, che in ogni paese con qualche differenza, si preparano nel tempo di Natale, alcuni come lo Stollen o il Christmas Pudding con grande anticipo; altri come i biscotti scandinavi Peppakakor o gli Oaks Cookies, sempre scandinavi e sempre natalizi, o come il Kugelhopf soltanto poche ore prima della festa più bella dell'anno. E sempre, legata alla lloro preparazione c'è qualche rito antico, o semplicemente qualche ricordo dolce che aiuta a regalare a questi dolci un sapore speciale.

Quindi, vi lascio alla ricetta del Cozonak, dolce morbido, profumato e, perchè no, anche bello: al taglio delle prime fette, infatti, si rivela la sorpresa... il suo interno è "disegnato" da linee di cacao, noci e uvetta.

Siete giusto in tempo per provarlo: di norma si prepara l'antivigilia di Natale....

Cozonac (dolce tradizionale natalizio)

Per il piatto storico, dalla Romania (e non solo), un dolce tradizionale natalizio: il Cozonac

Come vi dicevo, l'ideale è prepararlo un paio di giorni prima di Natale, per dargli il tempo di "respirare" e di arrivare alla sua resa di sapore migliore. La ricetta l'ho trovata qui, e ho solo leggermente ritoccato le quantità per il ripieno, aumentandole e variato la metà della farina da 00 a 0.

Ovviamente, essendo un dolce tradizionale, ognuno ha la sua personale ricetta di famiglia, tramandata dalla passate generazioni, che ne aumenta ancora il fascino...

Ingredienti

farina 00 500 g
farina 0 (manitoba) 500 g
burro  125 g
olio d'oliva 125 g
tuorli  3
uova 1
sale 15 g
latte 1/2 l
lievito di birra 30 g
buccia di arancia grattugiata  
zucchero  200 g
   
Per il ripieno  
cacao amaro 20 g
uvetta 80 g
noci sgusciate e tritate 80 g
latte 80 ml
rum o liquore alla vaniglia  
   

natale 

Sciogliete il lievito con 2 cucchiaini di zucchero, 100 gr farina 0 e 100 ml latte e copritelo con uno canovaccio e poi lasciatelo lievitare per 30-40 minuti. 

Riscaldate  il resto del latte e la quantità di zucchero rimasti; nel frattempo si separano i 4 tuorli e si sbattono con il sale, tenendo da parte un albume. 

Travasate tutto in una grande ciotola aggiungendo la farina, il latte tiepido, i tuorli, l'albume e il lievito. Adoperate un frullatore per mescolare il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungete il burro e l'olio poco a poco e impastate fino a quando l'impasto si stacca da solo dalle mani e dalla ciotola. Se vi piace, potrete a questo punto aggiungere la scorza grattugiata dell'arancio o del limone. Ora coprite la ciotola con un canovaccio e lasciate lievitare in un luogo caldo per raddoppiare il volume. L'impasto risulta troppo duro, aggiungete un po' di latte, mentre se è troppo morbido riparate con poca farina.

PicMonkey Collage

Trascorso il tempo necessario dividete l'impasto in 2 parti, ognuna delle quali va stesa con il mattarello a 1,5 cm. Ora siamo pronti per spargere l'uvetta (precedentemente ammorbidita in rhum o in liquore di vaniglia) e le noci tritate, arrotolando progressivamente l'impasto. Per il ripieno ho trovato in altri siti che si può anche procedere così : mescolate 2 cucchiai di zucchero, 20 di cacao, 80 ml di latte in una piccola casseruola sulla fiamma fino quando comincia a bollire, togliete dal fuoco e versate sopra i gherigli di noce tritati finemente e l’uvetta ammollata nel rhum, per poi spalmarlo sull'impasto: scegliete voi quale versione preferite; personalmente ho adottato la seconda. Inoltre, come vi ho segnalato al'inizio, ho aumentato di poco le dosi per il ripieno, ma confesso che se ce ne fosse stato ancora un po' non sarebbe stato male.  

PICT1090 

Mettiamo i 2 rotoli in 2 teglie diverse: il formato giusto per il cozonac è simile alla teglia per plum-cake. Ciascuna teglia deve essere imburrata o coperta con la carta da forno. L'altezza dell'impasto nella teglia non deve superare 1/3 o 1/2 della altezza della teglia.

Ora ricoprite le teglie con un canovaccio e lasciate lievitare per un altro quarto d'ora; l'impasto dovrà aver raggiunto il bordo della teglia ed essere spennellato con un uovo sbattuto, con dello zucchero o con della granella di zucchero, o, ancora, con il latte prima di essere infornato.Se preferite dare una forma più aggraziata al vostro cozonac, potete dividere una metà del composto in tre parti diverse, procedendo come detto prima, cioè creando tre sfoglie con il mattarello e farcendo ognuna con la noci uvetta e cacao (facoltativo) e poi intrecciandole; oppure in due parti che riempirete come al solito e arrotolerete fra loro (io ho scelto questo).

d.Natale

Infornate con il forno a 180/200° (dipende dal vostro forno, 180° per me) per circa 10 minuti, fino a quando il dolce sarà "salito" oltre la teglia, poi abbassate a 170°C e proseguite la cottura per circa 50 minuti. Una volta pronto, il "cozonac" va tolto dalla teglia, avvolto in un canovaccio e coperto con un altro telo, lasciandolo raffreddare lentamente.

Buono, profumato e classico negli accostamenti: una variazione sul tema Natale molto invitante.

Buona giornata a tutti

Daniela

Condividi post

Repost 0
Commenta il post

franci 01/13/2015 09:19

A Natale ho preso chili e mi sono messa a dieta ieri, ma.....la volontà vacilla per forza se vedo una squisitezza del genere :-)

Daniela 01/13/2015 20:41

non dirmi nulla...... :-)

francy 12/24/2014 08:37

ricorda molto la gubana...probabilmete gli influssi culinari si sono mescolati...complimenti per il blog. lo leggo tutti i giorni

Daniela 12/26/2014 23:15

Hai ragione, hanno molto in comune... e grazie per la tua gentilezza: mi fa infinitamente piacere! :-)