La Lucia di Lammermoor al Carlo Felice di Genova e un incontro interessante con Dario Argento.

La prof. L. Codignola, Dario Argento e il prof R. Iovino

La prof. L. Codignola, Dario Argento e il prof R. Iovino

In questi giorni al teatro Carlo Felice, qui a Genova, è in scena fino al 1 marzo, la Lucia di Lammermoor (qui, se volete leggerne la trama),opera in 3 atti di Gaetano Donizetti, su libretto di Salvatore Cammarano, tratto dal romanzo The bride of Lammermoor di Walter Scott, per la regia di Dario Argento.

Devo dire che l'evento per me aveva decisamente fascino, perchè mi incuriosiva scoprire come il Maestro del Brivido poteva aver immaginato la messa in scena di quest'opera, che spazia dalla pazzia, all'amore, alla fiaba, all'omicidio e naturalmente alla morte.  

Cosa poteva quindi esserci di meglio che ascoltare la genesi di questa realizzazione proprio da chi l'aveva concepita? E' stato perciò un piacere ed un onore avere l'opportunità di incontrare il Maestro Argento al Conservatorio Paganini, dove si è offerto ad una intervista, condotta dal direttore e dalla prof. Codignola, in cui ha espresso il suo punto di vista, ha raccontato il perchè delle sue scelte e ci ha fatto entrare per qualche momento nel mondo del suo lavoro di regista, nel suo rapporto con cantanti ed attori, ma anche della sua sensibilità e capacità interpretativa 

Così, abbiamo scoperto per esempio che per i costumi ha pensato ad un'ispirazione preraffaellita, innamorato della ricchezza degli abiti e delle stoffe e dalle affascinanti capigliature color del rame dorato,

abiti Luciacosì come abbiamo compreso la scelta di mostrare per la prima volta in scena il fantasma (senza veli) di una giovane uccisa per gelosia anni prima, che nel libretto compare solo nel racconto della protagonista,

o quella di far vedere e non più immaginare, sempre per la prima volta, l'omicidio che Lucia commette contro Arturo, suo marito o della scelta di uno spettacolare cambio a vista tra il terzo ed il quarto atto, tra il palazzo di Ashton con la sua scalinata marmorea e la scena del cimitero dei Ravenswood con la quale si chiude il dramma.

lucia di lammermoor 

Ha parlato anche del suo desiderio di chiudere l'opera con un pensiero quasi positivo, in mezzo a tanta tragedia, nel momento in cui lo spirito di Lucia si presenta nell'attimo supremo del suicidio di Edgardo ed attende la sua anima, proteggendola, cosicchè al momento del trapasso gli spiriti dei due innamorati si tengono stretti, quasi come per affrontare il futuro insieme.

Ma oltre a questo, nella chiacchierata con Argento, hanno fatto capolino aneddoti divertenti e piacevoli, quasi uno spiraglio sulla sua vita. In breve, è stato un'incontro rapido, durato poco più di un'ora, ma interessante e piacevolissimo, che ha aumentato il desiderio di vedere l'opera e ci ha regalato un'immagine con sfaccettature assai  diverse del celebre regista.

Per chi fosse interessato, qui, sul sito ufficiale del Carlo Felice, gli orari e le repliche.

Buona giornata

Daniela

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