Van Gogh, l'uomo e la terra, a Milano e il pane ricco alla farina di segale e fiocchi d'avena.

Van Gogh, l'uomo e la terra, a Milano e il pane ricco alla farina di segale e fiocchi d'avena.

Siamo sul finire ormai di un'altra meravigliosa esposizione in corso a Milano, a Palazzo Reale, intitolata Van Gogh, l'uomo e la terra, che ha avuto e continua ad avere un enorme successo di pubblico. La mostra, che chiuderà l'8 marzo, riceve ancora un tale afflusso di visitatori che, collegandosi al sito ufficiale , appare subito questo messaggio, che vi giro:

van gogh 

Nel sito potrete trovare, come sempre, anche tutte le indicazioni necessarie. Qui di seguito invece, eccovi un piccolo "estratto" delle meraviglie esposte, contenute anche nel ricco catalogo, provenienti da qui

Van Gogh, l'uomo e la terra, a Milano e il pane ricco alla farina di segale e fiocchi d'avena.
Van Gogh, l'uomo e la terra, a Milano e il pane ricco alla farina di segale e fiocchi d'avena.
Van Gogh, l'uomo e la terra, a Milano e il pane ricco alla farina di segale e fiocchi d'avena.
Van Gogh, l'uomo e la terra, a Milano e il pane ricco alla farina di segale e fiocchi d'avena.
Van Gogh, l'uomo e la terra, a Milano e il pane ricco alla farina di segale e fiocchi d'avena.
Van Gogh, l'uomo e la terra, a Milano e il pane ricco alla farina di segale e fiocchi d'avena.
Van Gogh, l'uomo e la terra, a Milano e il pane ricco alla farina di segale e fiocchi d'avena.

La rassegna, a cura di Kathleen Adler, presenta una lettura dell’opera di Van Gogh del tutto inedita e si focalizza sulle tematiche legate a Expo 2015: la terra e i suoi frutti, l’uomo al centro del mondo reale, la vita rurale e agreste strettamente legata al ciclo delle stagioni.

http://www.vangoghmilano.it/la-mostra/

"In un’epoca in cui la maggior parte degli artisti rivolgeva lo sguardo al paesaggio urbano, frutto dell’industrializzazione europea della fine del XIX secolo – come accadeva appunto per i neoimpressionisti Seurat e Signac – Van Gogh sposta la sua attenzione verso il paesaggio rurale e il mondo contadino. La vita e le mansioni della tradizione agreste diventano per lui materia di studio, considerando questa come soggetto dalla nobile e sacra accezione e i lavoratori della terra figure eroiche e gloriose: dai primi disegni realizzati in Olanda fino agli ultimi capolavori dipinti nei pressi di Arles, Van Gogh esprime la propria affinità verso gli umili, immedesimandosi con loro e rappresentando il loro dignitoso contegno.

 

Il lavoro curatoriale ha permesso di costruire un percorso che accompagnerà il visitatore attraverso oltre 50 lavori dell’artista, alla scoperta di opere note e di altre mai viste prima, per comprendere ed esplorare il complesso rapporto tra uomo e natura, tra fatica e bellezza, rivivendo gli stati d’animo che Vincent Van Gogh ha trasferito nelle sue creazioni.

Il corpus centrale della mostra è costituito, come per l’esposizione del 1952, da opere provenienti dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, a cui si aggiungono lavori provenienti dal Van Gogh Museum di Amsterdam, dal Museo Soumaya-Fundación Carlos Slim di Città del Messico, dal Centraal Museum di Utrecht e da collezioni private normalmente inaccessibili: un’occasione unica per approfondire, attraverso gli occhi dell’artista, il complesso rapporto tra l’essere umano e la natura che lo circonda.

Tra i capolavori concessi dal Kröller-Müller Museum alla mostra milanese, citiamo L’autoritratto del 1887, il Ritratto di Joseph Roulin del 1889, Vista di Saintes Marie de la Mer del 1888, la Testa di pescatore del 1883 e Bruciatore di stoppie, seduto in carriola con la moglie del 1883.

L’esposizione godrà di una mise en scène d’eccezione: l’archistar giapponese Kengo Kuma, classe 1954, curerà il progetto di allestimento della mostra."

Rye, ale and oat bread

da Bread, di P Hollywood

pane Hollywood 

Questo pane dal sapore deciso, così diverso dal pane bianco che di solito prediligo, mi ha incuriosito proprio per gli ingredienti particolari. L'ho scelto, quando ci siamo occupate del libro con lo Starbook, per provare a distaccarmi dalle abitudini giornaliere. E' un pane certo non per la tavola di tutti i giorni, ma si sposa splendidamente, ad esempio con la mia crema di gorgonzola, uvetta e noci, o come accompagnamento a formaggi dal sapore deciso.

Per la pagnotta

350 g farina di segale

150 g di farina , più extra per infarinatura

10 g sale

10 g  lievito disidratato

50 ml  melassa nera (il link c'è , nel caso abbiate qualche curiosità)

140 ml acqua

250 ml birra

Per la pastella di birra (rivestimento)

150 ml birra

100 g  farina di segale 

un pizzico di zucchero

manciata di fiocchi d' avena

Van Gogh, l'uomo e la terra, a Milano e il pane ricco alla farina di segale e fiocchi d'avena.

 

Una piccola precisazione. Sul testo originale è scritto instant yeast, ma ho letto che può essere utilizzato un uguale peso di lievito attivo disidratato (tipo Mastrofornaio della Paneangeli) sciolto in un piccolo quantitativo dell'acqua richiesta dalla ricetta, tiepida e così ho fatto.

Mescolate le farine, il sale e il lievito in una ciotola. Aggiungete la melassa, 100 ml dell'acqua e 150 ml di birra.

Usando le mani, mescolare gli ingredienti insieme fino a quando tutta il composto si stacca dai lati della ciotola.

Aggiungete poco a poco la birra rimanente e l'acqua se necessario - l'impasto deve essere morbido e la ciotola deve essere completamente pulita.

Mettete la pasta su una superficie leggermente infarinata e impastate per 5-10 minuti. L'impasto sarà bagnato inizialmente ma diventerà liscia una volta lavorato. Quando la pasta ha una aspetto liscio e compatto mettetela in una ciotola leggermente unta. Coprite con un panno pulito e lasciate riposare per due ore.

Per la copertura, mescolare la birra con la farina di segale e un pizzico di zucchero per formare una pastella densa.

Appoggiate l'impasto su una superficie infarinata e formate una mezza sfera. Stendete la pastella alla birra e appoggiatela sopra il pane e cospargete il tutto con una bella manciata abbondante di fiocchi d'avena.

Mettete il pane su una teglia rivestita di carta forno. Lasciare lievitare per un'ora e mezza.

Preriscaldate il forno a 220°C.

Cuocete in forno per 25 minuti. Ridurre la temperatura del forno a 200°C e cuocere per altri 10 minuti.

Il pane cotto avrà un bel colore marrone dorato e suonerà sordo se battuto sulla base.

Lasciate raffreddare su una gratella.

Buona giornata

Daniela

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