Pasta con pesce spada, melanzane e pomodorini e Giorgio Morandi a Roma

Pasta con pesce spada, melanzane e pomodorini e Giorgio  Morandi a Roma

Per me non vi è nulla di astratto; però ritengo che non vi sia nulla di più surreale e nulla di più astratto del reale…

Intervista per “The Voice of America”, incisa il 25 aprile 1957

E' in corso al Complesso del Vittoriano a Roma fino a giugno 2015 una mostra dedicata ad un grande artista bolognese, Giorgio Morandi : le opere esposte, circa 150 fra dipinti ad olio, incisioni ed acquarelli (e una sezione dedicata anche alla corrispondenza con due grandissimi storici dell'arte, Longhi e Brandi.), provengono da musei da grandi musei, dal centro Pompidou a Parigi, agli Uffizi, alla Pinacoteca di Siena, oltre che dal Museo Morandi di Bologna e da importanti collezioni private. 

Vi riporto, di seguito, alcuni cenni sulla vita del grande Maestro, tratte da un articolo dedicato alla mostra:

Giorgio Morandi nacque e morì a Bologna (1890-1964) in un’apparente solitudine che tuttavia non gli impedì di entrare in contatto con altri artisti e di misurarsi con la loro esperienza. La mostra dà conto della sua attenzione per i grandi maestri italiani, da Giotto e Masaccio a Piero della Francesca e Caravaggio, fino alla scoperta della moderna pittura francese, e in particolare di Cézanne: a partire dalle sue “Bagnanti” Morandi si cimentò nella rappresentazione della figura umana, che poi abbandonò ben presto limitandosi a qualche raro autoritratto.

La primissima e personale adesione al Futurismo e la conoscenza delle illustrazioni di opere di Picasso e Braque si riflette in alcune sue rarissime opere degli anni d’esordio che saranno presenti in mostra. Nel 1917 conosce de Chirico e Carrà. Incontro che lo porta a elaborare, tra il 1918 e il 1919,una sua personalissima “metafisica degli oggetti comuni”. Subito dopo anche Morandi partecipa a Valori Plastici, movimento caratterizzato dalla ricerca di un nuovo plasticismo. Già a partire dal 1920 si assiste a un suo ritorno alla realtà e a una ricerca più autonoma e ormai svincolata dalle avanguardie. Negli anni Trenta riceve i primi importanti riconoscimenti critici. Nel 1930 ottiene per chiara fama la cattedra di tecnica dell’Incisione all’Accademia di Belle Arti di Bologna, che manterrà per 26 anni. In questo quarto decennio del secolo si dedica assiduamente alle acqueforti e, nei suoi dipinti, alla ricerca sulla materia pittorica. Risalgono a questo momento le tele ricche di pastosità, opere che, come scrisse l’amico e letterato Giuseppe Raimondi, “guardate in controluce, aggiungono alla superficie di un dipinto la densa trama di un tessuto”. Nel decennio successivo, quello attraversato dalla Seconda guerra mondiale, Morandi continua a rielaborare i temi consueti della sua arte: Nature morte, Paesaggi e Fiori. Temi a cui si dedicherà, in una ricerca costante, fino agli ultimi anni della sua attività, in opere caratterizzate da un processo di rarefazione e di spoliazione dei dati del visibile e da un colore che diventa sempre più sofisticato.

Il successo internazionale attestato dal premio per la pittura ottenuto alla Biennale di San Paolo del Brasile nel 1957, precedendo Marc Chagall, e l’interesse crescente per la sua pittura da parte di importanti collezionisti si riverbera nella presenza di sue opere nei set della Dolce vita di Federico Fellini nel 1960 e de La notte di Michelangelo Antonioni nel 1961. 
Da questo momento l’attenzione per la pittura di Morandi non farà che crescere attirando l’attenzione di un pubblico sempre più numeroso e internazionale. Interesse stimolato dall’attenzione e da sottolineature di rilievo da parte di pittori, registi e letterati che ne riconoscono l’attualità. La sua capacità di “abitare il Tempo” è testimoniata, tra gli altri, dagli scritti di Pier Paolo Pasolini, Paul Auster, Don De Lillo e dalle parole dell’artista Giulio Paolini, che nel suo testo (in catalogo) scrive: “Un quadro di Morandi è piuttosto un "quadrante" che registra e riferisce le ore, la luce e le ombre di ogni giorno, posate sugli oggetti che di quel tal giorno si fanno muti ma sapienti testimoni tra le pareti silenziose del suo studio.” Di un “miracolo della condivisione di un sogno” parla il regista Ferzan Ozpetek, osservando come la naturalezza quotidiana degli oggetti o dei brani di paesaggio di Morandi divenga “universale” e si trasformi “in una cosa nostra”.

 

La mostra, che chiuderà il 21 giugno, è al Complesso del Vittoriano, in via di San Pietro in Carcere a Roma.

Pasta con pesce spada, melanzane e pomodorini e Giorgio  Morandi a Roma
Pasta con pesce spada, melanzane e pomodorini e Giorgio  Morandi a Roma
Pasta con pesce spada, melanzane e pomodorini e Giorgio  Morandi a Roma
Pasta con pesce spada, melanzane e pomodorini e Giorgio  Morandi a Roma
Pasta con pesce spada, melanzane e pomodorini e Giorgio  Morandi a Roma
Pasta con pesce spada, melanzane e pomodorini e Giorgio  Morandi a Roma
Pasta con pesce spada, melanzane e pomodorini e Giorgio  Morandi a Roma
Pasta con pesce spada, melanzane e pomodorini e Giorgio  Morandi a Roma
Pasta con pesce spada, melanzane e pomodorini e Giorgio  Morandi a Roma
Pasta con pesce spada, melanzane e pomodorini e Giorgio  Morandi a Roma

Il successo internazionale attestato dal premio per la pittura ottenuto alla Biennale di San Paolo del Brasile nel 1957, precedendo Marc Chagall, e l’interesse crescente per la sua pittura da parte di importanti collezionisti si riverbera nella presenza di sue opere nei set della Dolce vita di Federico Fellini nel 1960 e de La notte di Michelangelo Antonioni nel 1961. 
Da questo momento l’attenzione per la pittura di Morandi non farà che crescere attirando l’attenzione di un pubblico sempre più numeroso e internazionale. Interesse stimolato dall’attenzione e da sottolineature di rilievo da parte di pittori, registi e letterati che ne riconoscono l’attualità. La sua capacità di “abitare il Tempo” è testimoniata, tra gli altri, dagli scritti di Pier Paolo Pasolini, Paul Auster, Don De Lillo e dalle parole dell’artista Giulio Paolini, che nel suo testo (in catalogo) scrive: “Un quadro di Morandi è piuttosto un "quadrante" che registra e riferisce le ore, la luce e le ombre di ogni giorno, posate sugli oggetti che di quel tal giorno si fanno muti ma sapienti testimoni tra le pareti silenziose del suo studio.” Di un “miracolo della condivisione di un sogno” parla il regista Ferzan Ozpetek, osservando come la naturalezza quotidiana degli oggetti o dei brani di paesaggio di Morandi divenga “universale” e si trasformi “in una cosa nostra”.

 

La mostra, che chiuderà il 21 giugno, è al Complesso del Vittoriano, in via di San Pietro in Carcere a Roma.

 

Pasta con pesce spada, melanzane e pomodorini

Pasta con pesce spada, melanzane e pomodorini e Giorgio  Morandi a Roma

400 g di tranci di pesce spada

350 g di pasta integrale

1 melanzana rotonda grande

un grappolo di pomodori ciliegini o datterini

1 scalogno

1/2 bicchiere di vino bianco

sale

pepe, meglio se bianco

2 rametti di maggiorana fresca

olio evo

 

PicMonkey Collage 

Lavate e asciugate i tranci di pesce spada e tagliateli a dadini.

Fate lo stesso con le melanzana. Cercate di preparare dei dadini il più possibili uniformi.

In una padella fate dorare uno scalogno e unite le melanzane. Fatele cuocere per qualche minuto. Quando i dadini sono morbidi, toglieteli dal fuoco e metteteli da parte.

Fate lo stesso con i dadini di pesce spada: solo, appena fatti dorare, bagnateli con mezzo bicchiere di vino bianco. Fatelo evaporare e terminate velocemente la cottura.

Mettete da parte anche loro.

Cuocete in abbondante acqua salata la pasta, meglio se integrale, ma naturalmente va bene anche la classica.

PICT2138 

Quando mancano pochi minuti alla cottura della pasta, mettete in una padella grande la melanzana, il pesce spada, unite i pomodorini tagliati a metà o ad un quarto, secondo la loro dimensione e le foglioline di maggiorana appena tritate.

Fate saltare il tutto, affinchè i sapori si amagamino e poi, una volta scolata, unite la pasta e fatela saltare per un attimo.

Servite subito. Profumata, colorata e saporita, oltre che leggera!!

Buona giornata

Daniela

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