Paul Klee. Mondi animati (a Nuoro) e un pane semplice e fragrante con il lievito madre

L'’iniziale disorientamento di fronte alla natura si spiega con ciò, che si comincia con lo scorgerne soltanto le ultime ramificazioni, senza risalire alla radice. Una volta però che uno se ne sia reso conto, può riconoscere anche nella più lontana fogliolina la manifestazione dell’'unica legge che regola il tutto e trarne vantaggio”.

Paul Klee, Diari, n. 536

 

30.10.2015  -  14.02.2016 

Dopo la mostra dedicata al rapporto tra l’opera di Alberto Giacometti e la statuaria arcaica, il MAN_Museo d’Arte della Provincia di Nuoro prosegue la propria programmazione rivolta ad analizzare aspetti poco indagati della produzione dei più importanti artisti del XX secolo con una mostra dedicata a Paul Klee (1879-1940). 

Inedito in Sardegna, Klee è uno degli autori più complessi e originali del secolo scorso. Con questa rassegna, realizzata dal Museo MAN con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Provincia di Nuoro e della Fondazione Banco di Sardegna, con il patrocinio dell'Ambasciata di Svizzera in Italia, curata da Pietro Bellasi e Guido Magnaguagno, con il coordinamento scientifico di Raffaella Resch, si intende esplorare un elemento fondamentale nell’opera dell’artista, ovvero la percezione della presenza di un principio vitale, generativo, insito nella materia delle cose. 

In senso specifico Klee non ha mai parlato di “animismo”, tuttavia la sua opera appare permeata di uno spirito animato avvertito in tutta larealtà materiale ed evocato dall’azione creativa dell’artista. “Creatura superiore” (Diari, n. 660), l’artista, attraverso il proprio sguardo vivificatore, porta alla luce l’elemento generatore presente nei diversi mondi che popolano il cosmo, nascosto sotto la superficie delle cose. Che siano uomini, bambini, animali, oggetti, paesaggi o architetture, i mondi di Klee obbediscono tutti alla medesima legge della natura, che l’artista indaga e imita. 

Un unico principio vitale governa l’intero ordine naturale, dalle cose grandi a quelle infinitesimamente piccole. Questo principio sembra palesarsi in molte opere dell’artista, in particolare nei disegni e negli acquarelli degli anni Venti e Trenta. Opere come Feigenbaum (Fico), del 1929, o Im Park (Nel parco), del 1940, presenti in questa mostra, o ancora l’importante dipinto Wohin? (Dove?) del 1920, proveniente dalle collezioni della Città di Locarno, esposto nel 1937 all’interno della mostra “Arte degenerata”, organizzata dal regime nazionalsocialista tedesco. 

La rappresentazione del mondo animale offre una serie di parabole, di favole morali, dove l’animale è innalzato al ruolo di essere umano, nei suoi vizi e nelle sue virtù. Ecco che nel disegno Tierfreundschaft (Amicizia tra animali) del 1923, ad esempio, un cane e un gatto si accompagnano bonariamente in una tranquilla passeggiata, incarnando il senso di amicizia che può nascere tra due esseri umani. 

Lo studio delle opere architettoniche rivela l’interesse di Klee verso la percezione della forma e la comprensione dell’elemento organico, vivo, dentro di essa, evidente in alcuni acquarelli come Americanisch - Japanisch (Americano - giapponese), realizzato nel 1918, dove a svettanti palazzi stilizzati è affiancata l’icona dell’occhio. “Una volta che si è compreso l’elemento numerico del concetto di organismo”, scrive Klee, “lo studio della natura procede più spedito e con maggiore esattezza” (Diari 536). 

Immagini da www.zoemagazine.net
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Ma il principio generativo insito in tutte le cose è ravvisabile soprattutto in quelle opere che, in maniera dichiarata, evocano o imitano ilmondo dell’infanzia, come in Hier der bestellte Wagen! - Ecco la carretta richiesta, del 1935, ma anche nel finissimo dipinto Getrübtes – Turbato, del 1934, proveniente dalle collezioni della GAM di Torino, o ancora in quei lavori dove le figure sono rappresentate con tratti semplici, stilizzati, alla maniera dei bambini, come nel dipinto Gebärde eines Antlitzes (Espressioni di un volto), del 1939, proveniente dalla collezione del Museo del Territorio Biellese. 

Forme di vita organiche e spiriti della materia animano i diversi soggetti presenti nelle opere di Klee. Un’immagine che sembra trovare una sintesi formale in un’opera come Figurale Blätter (Foglie figurate), un lavoro del 1938 dove alcune figure antropomorfe, come piccoli feti, vivono rannicchiate all’interno di foglie–incubatrici. 

Artista immerso nello spirito del suo tempo, dove si avvicendano eclatanti scoperte scientifiche, Kleerecepisce gli sconvolgimenti provocatidalle teorie della relatività e della fisica quantistica, così come le evoluzione degli studi psicoanalitici, rielaborandoli in maniera indipendente all’interno di una visione magico-fenomenica dell’universo. 

Dalla sito Ufficiale della mostra www.museoman.it dove potete trovare tutte le informazioni utili.

 

Pane semplice con il lievito madre

Paul Klee. Mondi animati (a Nuoro) e un pane semplice e fragrante con il lievito madre

Ingredienti

Per il preimpasto

20 g di lievito madre

100 g di acqua

100 g di farina

Sciogliete il lievito madre nell'acqua, aggiungete la farina, amalgamate e lasciate riposare per tutta la notte.

Per il pane

tutto il preimpasto (220 g circa)

400 g di farina

1 cucchiaino di miele o malto

150/180 g di acqua ca

12 g di sale

pane5 

Preparate il preimpasto come detto sopra e lasciatelo riposare al riparo tutta la notte.

Mettete il preimpasto in una bacinella, unitevi 130 g di acqua e scioglietela mescolando con una frusta. 
Aggiungete la farina, il sale e il malto (o il miele) , lavorate bene il tutto, aggiungendo acqua fino a che l'impasto non diventi morbido e liscio: la quantità può variare, a seconda della farina e di altri fattori esterni. Io ne ho adoperata un totale di 180 g.

Lavorate l'impasto energicamente  fino a quando non sarà liscio e ben lavorato, o, se usate la macchina, fino a quando l'impasto non si incorderà: deve risultare una pasta morbida ma che non si attacchi alle dita. Incidete la superficie con un taglio a croce, coprite con un panno umido e lasciate lievitare il tutto in ambiente tiepido e lontano dalle correnti, per almeno 3 ore (io l'ho lasciato 4 ore e mezzo).

Riprendete l'impasto e rovesciatelo su una superficie foderata con carta forno, dando la forma arrotondata di una pagnotta, praticando quattro incisioni sulla superficie e spolverando di farina.

Lasciate lievitare ancora per 2 o 3 ore, sempre in luogo tiepido e riparato. 

Preriscaldate il forno a 220°C. e, prima di infornare il pane, inserite un tegamino con due dita di acqua bollente sulla base del forno per umidificarlo.

Trascorso il tempo, fate scivolate la pagnotta con la carta forno sulla leccarda che avrete lasciato riscaldare nel forno,  e infornate subito il pane per circa 40 minuti. 

Io ho fatto fare la seconda lievitazione, pensando non crescesse così bene, all'interno di un cerchio in acciaio di 20 cm... questo è il risultato :-) Alto, con la crosta croccante fuori e dentro morbidissimo!!! Una delizia fragrnte che è sparita nel giro di 10 minuti, appena uscita dal forno! Squisito!!!! :-)

Buona giornata

Daniela

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