Di Alessandra (raravis)
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rillette di salmone al laphroig

Ricetta canonica: tre ore di tempo: salmone fresco (cotto al forno con vino bianco e spezie) creme fraiche, uno o due cucchiai di panna, aneto, limone
Ricetta mia: 10 minuti di tempo: creme fraiche, uno o due cucchiai di panna, aneto, limone e salmone sotto'olio.
Siccome tengo coscienza, ho aggiunto del salmone affumicato scozzese, tanto per ravvivare il gusto dell'omologo di serie B, senza accorgermi che, invece del vasetto "normale", ho preso quello del salmone sott'olio affumicato.
E mentre stavo lì, accasciata sulla sedia, stesa dallo sconforto e dalle zaffate, mi è venuta in soccorso la solita, vecchia, fedele bottiglia del nostro caro Mr. Laprhoaig
Affumicato + affumicato + affumicato, con una spruzzata di scorza di limone al momento, servito su pan brioche leggermente tostato. Una figata mai vista- anzi, mai sentita...

Sta' a vedere che ho inventato il sesto gusto...;-)

Rillette di Salmone al Laphroaig

rillette salmone laphroig

. 1 confezione di filetti di salmone sotto'olio affumicato
. 100 g di salmone affumicato
. 250 g di creme fraiche
. panna per ammorbidire
. la scorza grattugiata di mezzo limone
. mezzo bicchierino di Laphroaig
. sale
. aneto e pepe rosa per decorare

Passare al mixer prima i filetti di salmone, aggiungetevi il salmone affumicato e tritate di nuovo, fino a ridurre il tutto in poltiglia. Aggiungete la creme fraiche, qualche cucchiaino di panna per ammorbidire, la scorza di limone e, in ultimo, il Laphroig. Aggiustate di sale e fate riposare 24 (dicasi ventiquattro) ore in frigo. Spalmate la rillette su crostini tostati, decorate con aneto e pepe rosa e servite.
Buon Appetito

Alessandra



Classical recipe three hours of time: fresh salmon (baked with white wine and spices) creme fraiche, one or two tablespoons of cream, dill, lemon
My prescription: 10 minutes Time: creme fraiche, one or two tablespoons of cream, dill, lemon and in oil salmon Because I want awareness, I added smoked Scottish salmon, just to revive the taste of approval of series B, without realizing that instead of the potty "normal", I took the smoked salmon oil. And while I was there, slumped in his chair, stretched out by anxiety and whiffs, I came to the rescue as usual, old, faithful bottle of our dear Mr. Laprhoig + + Smoked smoked smoked, with a sprinkle of lemon zest at the time, served on brioche bread lightly toasted. An ever-cool indeed, never heard ... Maybe I invented the sixth taste ..;-)
SALMON Rillette with Laphroaig

rillette di salmone al laphroig

. 1 package of smoked salmon fillets in oil
. 100 g smoked salmon
. 250 g creme fraiche
. cream to soften
. the grated rind of half a lemon
. half glass of Laphroaaig
. salt
. dill and pink pepper to decorate

Go to the first mixer fillets of salmon, add the smoked salmon and chopped again, to reduce everything to mush. Add the creme fraiche, a few spoonful of cream to smooth, lemon zest and, finally, the Laphroaig. Season with salt and let rest 24 (applies twenty-four) hours in refrigerator. Spread the rillette on toasted crostini, decorated with dill and pink pepper and serve.

Buon Appetito

Alessandra

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Di Daniela

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A me piacciono le cose un po’ piccantine, non proprio quelle che ti fanno rimanere a bocca aperta, annaspante, mentre non riesci neppure a respirare e aneli solo, come nei cartoni animati, a cacciare la testa dentro un barile d’acqua per berlo in 20 secondi!!!!!!! Però qualcosa di vivace, che ti dia un senso di calore e di energia, si ! Ho assaggiato qualche tempo fa a casa di un’amica, una salsa, che lei ha adoperato per condire la pasta, veramente buonissima: piccante, ma non troppo saporita e colorata. Lei l’aveva acquistata, ma ci è piaciuta così tanto che ci siamo intestardite a voler scoprire gli ingredienti che la componevano e a cercare di riprodurla quanto più simile possibile. Dopo mature riflessioni , prove varie e tentativi non sempre perfetti ecco quello che ne abbiamo ricavato :
SALSA DI SABRINA

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Ingredienti per 300 gr circa di salsa piccante:
· 50 gr. di peperoncino piccante
· 60 gr di melanzane
· 60 gr di peperone rosso o giallo
· 50 gr di funghi freschi o una manciata abbondante di secchi (meglio se porcini)
· ½ carciofo
· 5 o 6 cucchiai di salsa (o di passata) di pomodoro
· olio extra vergine di oliva
· sale

Questi sono gli ingredienti e le quantità che sono piaciute a noi due. Il risultato è piuttosto piccante, ma non è detto necessariamente che debbano essere queste le vostre proporzioni : ognuno può scegliere di aumentare l’uno o l’altro degli ingredienti a seconda del suo gusto personale o della sua inclinazione verso un sapore o l’altro.
Il procedimento è semplicissimo: pulite le verdure, lavatele, togliete fili e semini al peperone, e mettete a rinvenire i funghi in acqua tiepida se sono secchi. (A proposito di funghi secchi per utilizzarli al meglio vi rimanderei qui, per qualche suggerimento). Quando tutte le verdure sono pronte tagliatele a pezzetti piccoli: non occorre una grande precisione, basta che siano tutti piu o meno della stessa dimensione. Metteteli ora in una capace padella con un filo d’olio evo e fateli leggermente soffriggere per pochi minuti. Aggiungete un mestolo d’acqua, mescolate con cura salate e portate a cottura : occorreranno pochi minuti. Aggiungete ora la passata di pomodoro, o la polpa, se più vi piace, quanto basta per dare un po’ di morbidezza alla salsa. Io qui aggiungo sempre una punta di cucchiaio di zucchero per correggere l’acidità del pomodoro. Lasciate insaporire per pochi minuti e togliete dal fuoco.

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Se volete usare la salsa per condire la pasta (io ho scelto delle molle, che raccolgono bene il sugo) non vi rimane che cuocerla a parte in abbondante acqua salata, scolarla al dente e farla saltare in padella con la salsa e qualche cucchiaiata di acqua di cottura. Ma, se invece lo preferite, potreste ridurre leggermente la quantità di pomodoro e utilizzala come ottimo e appetitoso antipasto, mettendone un po’ su crostini di pane.

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Buon appetito a tutti


Daniela



I like things a little 'hot, not just those that make you stand open-mouthed, fumbling, when you cannot even breathe and yearn only, as in cartoons, to drive your head into a barrel of water to drink in 20 seconds !!!!!!! But something vibrant to give you a sense of warmth and energy, yes! I tried some time ago at a friend's house, a sauce, which she has used on pasta, really very good: spicy, but not too tasty, and colorful. She had bought it, but we liked it so much that we insist on wanting to discover the ingredients that made it up and try to reproduce it as close as possible. After mature reflection, testing, various attempts not always successful, that's what we made:

SABRINA SAUCE
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Ingredients for about 300 grams of sauce:

  • 50 gr. chili peppers
  • 60 grams of eggplant
  • 60 grams of red or yellow bell pepper
  • 50 grams of fresh mushrooms or a handful plenty of buckets (preferably porcine)
  • ½ artichoke
  • 5 or 6 tablespoons of tomato sauce
  • Extra virgin olive oil
  • salt
These are the ingredients and the quantities we liked. It's a bit hot, and so these are not necessarily your proportions: everyone can choose to increase one or the other ingredients depending on your personal taste or the inclination to flavor or another. The process is simple: clean the vegetables, wash and remove wires and pepper seeds, and put to revive the mushrooms in warm water if dry. (By the dried mushrooms to make the best use we refer here, for some suggestions. When all the vegetables are ready, cut them in small pieces. Do not need great precision, just give them all, more or less, the same size. Put hours in a large pan with a little oil and fry lightly fry for few minutes. Add a ladle of water, season with salt, mix well and cook: it will take a few minutes. Now add the tomato puree, or the flesh, if you like, just enough to give a little 'soft to the sauce. Here I always add a bit of a spoon of sugar to correct the acidity of the tomato. Cook for a few minutes and remove from heat. If you want to use the sauce on spaghetti or on "molle" (that I used tis time), just cook them in salted water, drain them al dente and toss it in a pan with the sauce and a few tablespoons of cooking water. Serve immediately.

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But if instead you prefer, you may slightly reduce the tomatoes and use the sauce as very good and tasty appetizer, putting a little 'over croutons.


Bon appetit

Daniela

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Di Alessandra (raravis)
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BACI DI DAMA SALATI
Come da titolo.

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per una quarantina di baci di dama, grandi come l'unghia di un pollice

100 g di burro freddo
100 g di farina di mandorle
100 g di farina 00
70 g di parmigiano reggiano
un tappo di brandy
una presa di sale

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Tutto nel mixer, fino a quando la pasta non forma delle briciole, poi trasferite sulla spianatoia e lavorate velocemente a mano. L'anatema è lo stesso della frolla- guai a voi se bruciate il burro.
Mettete l'impasto in frigo per una mezz'ora se è ancora piuttosto sodo, tutta la notte, se lo avete lavorato troppo ed è troppo morbido

Prendete una teglia a bordi bassi ( quelle da biscotti vanno benissimo) e ricopritela con un foglio di carta da forno.
Riprendete l'impasto e prendetene quel tanto che basta per formare una pallina. Fatelo velocemente , disponendo via via le varie palline sulla teglia, adue dita di distanza l'una dall'altra. Accendete il forno a 150 gradi e fate cuocere per 15- 17 minuti max: dovete tirarli fuori quando sono appena appena compatti e non preoccupatevi se si sbriciolano, a toccarli. Al contatto con l'aria, si induriranno, senza per questo perdere nulla della loro fragranza

Quando sono freddi, farciteli così
- al pesto: 250 g di philadelphia, 2 o 3 cucchiai di pesto
- al salmone: preparare una mousse al salmone (io uso la robiola, la trovo più delicata del burro o di altri formaggi), secondo la vostra ricetta.

Di norma, più stanno lì, più sono buoni: il consiglio è di tirarli fuori dal forno, farli ben raffreddare e poi metterli in una scatola di latta, ermeticamente chiusa.
Reggono bene anche da farciti: potete prepararli comodamente anche 3 o 4 ore prima di servirli, senza bisogno di tenerli in frigo (il che non significa, ovviamente, posarli sul calorifero)

Sono l'equivalente della Stupendissima, sul fronte salato, sia per bontà che per paternità.

buon appetito
Alessandra

LADY KISSES
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for forty lady kisses, great as a thumbnail
  • 100 g cold butter
  • 100 g almond flour
  • 100 g flour 00
  • 1 spoon of brandy
  • a pinch of salt

Everything in the mixer until the dough does not form the crumbs, then transferred on board and worked quickly to hand. The curse is the same pastry-woe to you if you burn the butter. Put the dough in the fridge for half an hour if it's still pretty hard, all night, if you've worked too hard and too soft Take a baking pan with low sides (those biscuits are fine) and cover with a sheet of baking paper. Pick up the dough and just get just enough to form a ball. Do it quickly, having gradually the various balls on baking pan, one step away from each other's fingers Turn oven to 150 degrees and cook for 15 - 17 minutes max: you have to get them out when they are barely compact and do not worry if they crumble, to touch them. Contact with air, it hardens, without losing any of their fragrance

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When they are cold, stuffed this way- Pesto: 250 g of Philadelphia, 2 or 3 tablespoons of pesto - Salmon: Prepare a salmon mousse (I use the robiola, I find it more delicate than butter or other cheeses), according to your recipe. Normally, the more there are, the more good: the advice is to get them out of the oven, cool them well and then put in a tin box, sealed. Hold up well even to make us: You can also easily prepare 3 or 4 hours before serving, without the need to keep them in the fridge (which does not mean, of course, put them on a radiator) Are the equivalent of "stupendissima", on the salty front, both for goodness and for paternity
Bon Appetit
Alessandra

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Di Daniela
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Eccovi la seconda torta che ho preparato per il compleanno di Gaia : è una Minnie con tanto di fiocco di raso e rossetto; va da se che se fose per un maschietto, basterebbe togliere il fiocco e disegnare la bocca con un po' di cioccolato per avere un perfetto Topolino!!!
E' stata anche questa molto apprezzata, soprattutto perchè la base era una Sacher, che alla festeggiata piace moltissimo. La realizzazione non è difficile: occorre solo un po' di pazienza e un po' di tempo, ma il risultato da un sacco di soddisfazione!

TORTA MINNIE ( o Topolino)

Ingredienti:
  • 1 torta del tipo che preferite : vanno bene dalla torta di yogurt alla Sacher
  • 1 tavoletta di cioccolato fondente (io ne ho usato un tipo al 70 %)
  • 200 gr di zucchero a velo
  • 1 chiara d'uovo
  • qualche goccia di succo di limone
  • colorante alimentare rosso
  • carta forno
  • forbici, matita e foglio di carta
  • opzionale per Minnie un nastro rosso

Si incomincia con il disegnare su un foglio di carta un cerchio, utilizzando la base della tortiera, se possibile, all'interno del quale realizzerete il viso di Minnie

Collage di Picnik

Ritagliate poi la parte esterna come ho fatto nella foto e tutte le parti che devono essere nere. Adagiate la forma così ritagliata sulla vostra torta e , con la cioccolata fusa a bagnomaria riempite tutti i "buchi" della vostra forma e i contorni della torta oltre che i bordi....

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A questo punto lasciate indurire il cioccolato e nel frattempo preparate le orecchie, ritagliando 2 cerchi di carta forno, della dimensione e con l'aiuto di un piattino della tazzina da caffè e ricoprendoli di cioccolato.....

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Preparate quella che il Talismano della felicità di A. Boni chiama la "glassa reale....mettendone da parte un cucchiaio che colorerete con il colorante alimentare rosso. Riempite con la bianca gli spazi vuoti, intorno al cioccolato ormai perfettamente asciutto

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Lasciate asciugare molto bene anche questa glassa e appena è pronta, bagnate la punta di uno stuzzicadenti nella glassa rossa e disegnate la bocca sorridente. Se avete tempo e siete brave a disegnare (io no nel modo più assoluto) potrete sbizzarrirvi con i particolari più minuti, altrimenti, come me, vi potrete accontentare del risultato così ottenuto.
A questo punto non resta che fare una piccola incisione nel bordo del dolce per infilarci le due orecchie, anche loro ben asciutte, mettere il fiocco del colore che preferite al centro e..... voilà Minnie in tutto il suo fascino !!!!! (o un bel Topolino, senza il rosso per labbra e senza fiocco!!)

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Buon appetito a tutti


Dani


MINNIE (OR MICKY MOUSE) CAKE


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Here is the second cake I made for the birthday of Gaia: Minnie is complete with satin bow and lipstick, or if it is for a boy, take out the bow and draw the mouth with a little 'chocolate to have a perfect Mickey!And 'it was also much appreciated, especially because the cake was a Sacher torte, and my baby likes that very much. The realization is not difficult: you need just a little 'patience and a little' time, but the result gives a lot of satisfaction!


. 1 cake of the type you prefer: it could be a Sacher or a simple yogurt cake
. 1 bar of dark chocolate (I have used a type to 70%)
. 1 3/4 cup of icing sugar
. 1 egg white
. few drops of lemon juice
. red food coloring
. greaseproof paper
. scissors, pencil and paper
. optional (for Minnie) a red ribbon


Start painting on a sheet of paper a circle, using the base of the pan, if possible, where you can draw the face of Minnie
then cut the outside like I did in the photo and all pieces that must be black. Put the form on your cake, and, with the melted chocolate filled all the "holes" of your shape and contours of the cake over the edge ..
At this point let the chocolate harden: in the meantime, prepare your ears, cut out 2circles of greaseproof paper, sized with the help of a little dish, and cover them with chocolate .....
Prepare the royal icing .... putting aside a spoon and stain with it with red food coloring. Fill in the blanks with the white, round chocolate now completely dry
Let dry very well and when this frosting is ready, wet the tip of a toothpick in red icing and draw a smiling mouth. If you have time and you're good at drawing (not me in the strongest terms) you can pick any number of the most minute details, otherwise, like me, you can be happy with the result thus obtained.
At this point, you need to make a small incision in the edge of the cake for both ears, even their well dry, put the ribbon color in the middle and.... voila Minnie in all its charm is ready!!!!! (or a nice Mickey Mouse, without the red lip and without bow!)

Bon appetit

Daniela

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red wine choc cake

Partiamo con la ricetta, stavolta: intanto perché gli autori del libro di oggi hanno avuto già il loro momento di gloria su queste pagine e poi perché la torta di oggi è di quelle che meritano un po' di attenzione, visto che gode dei seguenti pregi:
1. è una torta per uomini duri: niente "troppo dolce", niente "troppo morbido", niente "troppo cioccolato", una di quelle torte, insomma, che non intacca la virilità dei nostri mariti, neppure dopo la terza fetta. Anzi, semmai la nobilita
2. è una torta per casalinghe accorte, stanche di dover pasteggiare a fondi di vino rosso lievemente inacidito e a spumante sgasato. Qui, siamo nell'olimpo dell'arte del riciclo, con la solita appendice della "porca figura" che, come sapete, non guasta mai
3. infine ( e qui son seria) è una torta insolita, prima ancora che originale. Ha un vago sentore di vin brulè, un bel contrasto caldo/freddo, una consistenza spugnosa che la rende adattissima per chiudere una cena

La fonte è questo bel libro, Indulge : 100 Perfect Desserts by Claire Clark


CHOCOLATE RED WINE CAKE

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125 g di burro a temperatura ambiente
125 g di zucchero
2 uova edie, leggermente sbattute
150 ml di vino rosso, a temperatura ambiente
125 g di farina 00
1 cucchiaino di cannella
1/4 di cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
1 cucchiaino di cacao (io ne ho messo un cucchiaio)
1 cucchiaino di lievito ( una bustina- e secondo me ci vuole tutta)
65 g di cioccolato fondete al 70%, grattugiato

Per lo sciroppo
50 ml di acqua
30 g di zucchero
125 ml di vino rosso

Accendere il forno a 170 gradi e ungere una teglia di 24 cm di diametro ( ci vorrebbe una teglia speciale, la bund pan: io ho usato uno stampo a cerniera e mi sono trovata bene lo stesso. L'ideale sarebbe uno stampo a cerniera a forma di ciambella).
Montare il burro con lo zucchero e poi aggiungere le uova, uno alla volta. Aggiungere il vino, mescolare bene, e poi tutti gli altri ingredienti secchi, setacciati. In ultimo, unire il cioccolato grattugiato. Versare nella teglia e infornare per circa 35 minuti.Non è una di quelle torte che crescono, quindi non preoccupatevi se non succede.
Lasciatela raffreddare benissimo, poi sformatela diretamente su una teglia più grande, rivestita di un foglio di carta da forno che sbordi un po' ai lati.
Preparate lo sciroppo al vino
Mettete acqua e zucchero sul fuoco - fornello più piccolo, fiamma media- e fate bollire fino a quando si raggiungerà la densità di uno sciroppo. Dopodichè, aggiungete il vino e lasciate restringere un po' sul fuoco.
Bagnate la torta con lo sciroppo caldo, versandolo direttamente dal casseruolino dove lo avrete preparato. Procedete senza paura, perché la torta lo assorbirà bene, senza perdere nulla della sua compattezza. Dopodichè, lasciate assorbire ancora un po' e poi, servendovi della carta da forno come appoggio, trasferite al torta su un piatto da portata. Lasciate raffreddare, sfilate via la carta da forno e decoratea piacere. Io ho fatto fondere del cioccolato e l'ho usato come colla per attaccarci i quadretti che vedete nella foto.
Anche se la ricetta non lo dice, ho ripetuto il rito dell'aspersione direttamente in tavola, davanti ai commensali. La torta ci guadagna- e la vostra fama di eccellenti cuochi pure (la tovaglia un po' meno, ma ora che ve l'ho detto, cercate di stare attenti, almeno voi...)

Ed ora, la recensione
Maj Sjowall- Peer Walhoo- Roseanne, in I primi casi di Martin Beck, Sellerio Editore, 20,00

Vi ricordate quello che avevo scritto su Un assassino di troppo, qualche tempo fa? Bene, dimenticatevi tutto, a cominciare dal paragone con Mankell e Larssen, perchè in Roseanna, opera prima di Maj Sjowall e Per Walhoo non c'è nulla, ma proprio nulla, delle caratteristiche che avevo rilevato in quella sede. Intanto, se si fa eccezione per le ultime pagine, l'azione è totalmente sacrificata alla lentezza: lento è il tempo dell'indagine, lenta è la ricomposizione del mosaico, lenta è l'atmosfera che pervade l'intera storia. Anche la componente di denuncia sociale, che a ben guardare costituiva la spina dorsale dell' altro libro, qui non solo non c'è, ma neppure si intuisce: lo scenario è uniforme, impermeabile al passare delle stagioni, in una perfetta integrazione fra l'ambiente e i personaggi che, per quanto ben connotati, stanno tutti inequivocabilmente dalla parte dei buoni. Non a caso, il colpevole è il non integrato, sia sotto l'aspetto esteriore delle scelte di vita che sotto quello delle deviazioni mentali: ma, fatto ancora più rilevante, è non integrata anche la sua vittima, i cui costumi divergono in modo palese da quelli che connotano le donne cosiddette perbene. Eppure, guai a non leggere Roseanne: vi perdereste la chiave di lettura degli altri 9 romanzi, di cui questo costituisce nello stesso tempo il primo e la summa di tutto quello che verrà dopo: la pazienza di Martin Beck, la sua malinconia, il suo basso profilo e, sullo sfondo, un'atmosfera di stanchezza, di precarietà, di nostalgia per un mondo passato che non tornerà più, che in Roseanne è un rapporto coniugale ormai privo di ogni slancio e di ogni emozione, metafora di una crisi più grande, che investe ogni angolo di una società algida in superficie, ma tormentata e torbida nelle sue profondità.
Rompete il Porcellino
Alessandra

English Version

CHOCOLATE RED WINE CAKE
(from: Indulge : 100 Perfect Desserts by Claire Clark)

red wine choc cake


125 g butter at room temperature
125 g sugar
2 medium eggs, lightly beaten
150 ml of red wine at room temperature
125 g flour 00
1 teaspoon cinnamon
1 / 4 teaspoon powdered cloves
1 teaspoon cocoa (I have put a spoon)
1 teaspoon of yeast (one packet-it's better)
65 g of dark chocolate (70%), grated
For the syrup
50 ml of water
30 g sugar
125 ml of red wine
Turn the oven to 170 degrees and grease a baking tray measuring 24 cm in diameter (we would need a special pan, the bund pan: I used a springform pan and it was fine. Whip butter with sugar and then add eggs, one at a time. Add wine, stir well, and then all the other dry ingredients, sifted. Finally, add the grated chocolate. Pour into baking pan and bake for about 35 minutes. Let it cool very well, then remove from the mold directly on a larger baking pan, covered with a sheet of baking paper that transshipment on the sides. Prepare the wine syrup Put sugar and water on the stove - cooker smaller-medium heat and boil until it reaches the density of a syrup. Then, add the wine and let it shrink a bit on fire. Wet the cake with hot syrup, pouring it directly from sauce pan in which you have prepared it . Proceed without any fear, because the cake will absorb it well, without losing any of its compactness. Then, let absorb a little 'and then, using the baking paper as support, transfer the cake on a serving plate. Let cool, throw away the baking paper and decorate the cake. I melted the chocolate and I used it as a glue to attack the squares you see in the picture.Although the recipe does not say, I repeated the rite of the table directly in front of my guests. The cake gets better-and you'll increase your reputation as excellent cooks ( maybe, get the worst of it, the cloth , but now that I told you, try to be careful, at least you ...)

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Di Daniela
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Quando ci sono compleanni di piccoletti in vista, o qualche festività adatta a loro, alle feste e occasioni di gioco, cerchiamo sempre qualcosa di carino e semplice che possa piacere, come gusto, e farli sorridere per l'originalità della torta preparata. Con le mie figlie mi sono sbizzarrita in tutti i modi possibili e mmaginabili, ho creato torte buffe, colorate, strane o semplicemente un po' diverse dal solito: loro hanno apprezzato i miei sforzi, non sempre coronati da un successo assoluto, e hanno riso con me anche di quelle torte che nella mia immaginazione dovevano risultare splendide e che nella realtà erano stentatamente guardabili....
Questa volta, per la mia piccoletta ho pensato ad una forma semplicissima: quella di un tucul africano, composto di tante deliziose dolcezze semplicemente da assemblare...

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TUCUL DI CIOCCOLATO

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Ingredienti per due tucul
  • 1 confezione di prodotto per budino al cioccolato
  • 1/2 litro di latte
  • 1 confezione di lingue di gatto (ma potrete utilizzare qualunque biscottino vi suggerisca la fantasia)
  • 2 confezioni di "mikado" latte o fondente come preferite
  • qualche cucchiaiata di zucchero di canna (o di farina di nocciole, o di mandorle o di noci ecc)
  • 20 gr di burro

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L'esecuzione è estremamente semplice. Preparate, seguendo le istruzioni sulla confezione, un budino al cioccolato. Appena pronto, mettetelo a raffreddare in due stampi unti con il burro e cosparsi di zucchero, che abbiano una forma cilindrica e siano alti più o meno come le lingue di gatto. Una volta freddi, rovesciate i due cilindri su un piatto di portata dove avrete sparso qualche cucchiaiata di zucchero di canna (o di farina di mandorle, o di nocciole, o di cacao, insomma ciò che preferite o che avete sottomano) per simulare la sabbia del deserto. Appoggiate intorno ai budini le lingue di gatto, che simuleranno la paglia delle pareti, e poi con i micado, leggermente intrecciati in alto, preparate e posizionate il tetto del vostro tucul. Se vi semplifica l'operazione, potreste legare i mikado all'estremità con un giro di rafia o di spago da cucina, o come ho fatto io, appoggiarli su un pezzetto di biscotto bagnandoli con la cioccolata fusa.
Visto? facilissimo e carino.....
Buon appetito a voi e buon compleanno alla mia Microbina!
Dani

English version

When there are birthdays of children in sight, or any holiday for them, we always try something nice and simple to please their taste, and make them smile for the originality of the cake prepared. With my daughters, I have created cakes funny, colorful, bizarre, or just a little 'different: they appreciated my efforts, not always crowned with absolute success, and laughed with me of those cakes that had to be beautiful in my imagination and that in reality were painfully watchable. This time, for my little one I thought of a simple form: an African chocolate tucul, consisting of many delicious sweets simple to assemble

CHOCOLATE TUCUL (hut)
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1 box of product for chocolate pudding
1 box of cat language (but you can use any cookie to suggest the fantasy )
2 packages of "Mikado" milk or dark chocolate as you prefer
few tablespoons of sugar cane
20 g butter
1 pair of strands of raffia or kitchen twine

The preparation is extremely simple. Prepared by following the instructions on the package, a chocolate pudding. Once ready, put it to cool in two molds greased with butter and sprinkled with sugar, which has a cylindrical shape and are high, more or less like the languages of the cat. Once cool, put down the two cylinders on a platter where you shed a few tablespoons of brown sugar (or flour and almonds, or walnuts, or cocoa, in other words what you like or have on hand) to simulate the desert sand. Place the cat languages around puddings, to simulate the straw walls, and then with the mikado, slightly twisted up, prepare and place on your tukuls the roof. To simplify the operation, you could tie the mikado end with a tour of raffia or kitchen twine.
Easy and cute .....
Bon appetit to you and happy birthday to my youngest one!
Dani

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E' ovvio che il titolo sia solo una constatazione e si limiti a registrare il numero degli invitati alla cena di ieri sera. Così come spero vi sia ovvio che una mente illuminata, che trasuda cultura da tutti i pori come quella della sottoscritta non sia stata neanche sfiorata dalla benché minima parvenza di superstizione ed abbia anzi apparecchiato un'unica tavola, facendo citazioni dotte, da Huizinga in giù. D'altro canto, se mai ce ne fosse stato bisogno, la cena di ieri è stata la dimostrazione di quanto siano infondate certe credenze, per cui si millantano disgrazie dietro l'angolo, pronte a piombarti addosso appena alzato da tavola: e quindi, forte di quest'esperienza, posso dire con certezza che non è vero che si è vittime della malasorte dopo aver condiviso il desco con 12 persone. Lo si è prima...


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Mia figlia è di quelle che in casa non aiuta. Sia chiaro: non lo fa per prgriza, ma solo per una sua profonda convinzione personale, che difende con dotte argomentazioni e con spirito accorato. Un po' come quando sostiene che a scuola SI DEVE chiacchierare, per esempio: e siccome è persona coerente e tutta d'un pezzo, soffre le pene dell'inferno, facendo violenza sulla sua natura servizievole e taciturna, e passa le sue ore d'aria in un porcile che io ho arredato come una camera da letto, ad esercitare l'altrimenti indolente il muscolo della lingua, con amiche reali o virtuali che siano (spesso, anche a tempo: ora usa così)
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All'una di ieri, quell'animo materialista e gretto di sua madre l'ha costretta alla capitolazione, con un vile ricatto, dicendole senza mezzi termini che o andava a portar giù la rumenta o col cavolo che si sarebbe connessa a Face Book. Dopodichè, la traggedia. Si è imbertuelata per terra- e come ciò sia potuto accadere, in un tratto di 5 metri, per giunta in un viale spianato, resta ancora avvolto nel mistero: " mi sono inciampata nei miei piedi" è la versione ufficiale e a questa ci atteniamo, senza approfondimento alcuno. Il problema è che, oltre ad escoriazioni varie, si è fatta un bello strappo nei jeans e un taglio profondo al ginocchio, che a me è stato annunciato in questo modo : "AAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH IL SANGUEEEEEEEEEEEEE IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIHHHHHHHHHHHHH LA FERITAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA..................AAAAAAAAAAAAAAAAAAAA ....... OCCHIO".
Nei 30 secondi impiegati da mio marito per rendersi conto della situazione, io avevo capito che si fosse squarciata l'occhio. E, vi giuro, ho avuto un mezzo mancamento, lungo la parete del bagno, mentre cercavo garze che non ho, medicinali che non trovo, disinfettanti non scaduti e tutto quanto fa diploma di primo soccorso.
E' finita con una bella puntura di anestetico nella gamba, due punti sul ginocchio e sei giorni di antibiotico- e una bella cena, a coronamento dell'avventura. Ma in tavoli e stanze separate, però...
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Vi metto il menu, che sono di corsa
Aperitivo
Mini tramezzini di pumpernickel con burro al ginepro e prosciutto di cervo
Mini bruschette di lardo, con vinaigrette ai lamponi e lamponi freschi
Old Fashionable Pork Pies (gordon ramsey)
Mini quiches finocchi e roquefort

Antipasto
Sforamti di topinambour con salsa all'aglio e alle mandorle

Brasato al Barolo con polensa e gnocco boemo

Degustazione di Gorgonzola con miele di corbezzolo e panini alle noci

Zabaione di Altamura con Nocciolini di Chivasso
Dark Chocolate /Red Wine Cake
Lemon Tart

e i soliti "vini-divini" di Paolo ( che dopo questa mi toglie il saluto, ma chissenefrega: tanto, lui legge solo le ricette, mica le cavolate che scrivo...)

ciao
Ale

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English Version Below

Premessa: i signori che stanno per leggere la recensione che segue sono cortesemente pregati di convincersi di quanto segue- e cioè che un certo signor Jerome K. Jerome non sia mai esistito o, al limite, che non abbia mai scritto nulla su tre uomini che andavano in barca lungo i canali del Tamigi o a zonzo per le strade della Germania....

Bill Bryson, Una passeggiata nei boschi - Tea editore, 8,60 euro

A me, Bill Bryson piace. Anzi, faccio ancora un passo avanti e azzardo che, fra tutti gli scrittori che parlano di viaggi, è di gran lunga quello che preferisco. E sapete perché? Perche mi ci identifico, in un sacco di cose. La prima, in assoluto, è che entrambi abbiamo lo stesso modo di concepire il viaggio: in un mondo di turisti fai da te, dove il viaggio è diventato la sublimazione dell'ignoranza del parvenu e la patetica soddisfazione di frustrazioni macroscopiche, siamo rimasti in pochi a rispettarne la statura e a riconoscerne la dignità, al di là delle frasi fatte, degli stereotipi, delle mode. Nessuna meta ai margini dell'universo, nessun rischio mortale, nessun coltello fra i denti ma, piuttosto, la consapevolezza che la più grande avventura sia quella della conoscenza, qualsiasi strada essa prenda- e se magari non si incocciano orsi affamati lungo il nostro percorso o raduni di food blogger cannibali, siamo anche più contenti.
La seconda cosa, invece- che poi a ben guardare è quella che mi fa correre in libreria ad ogni nuova uscita di un suo libro- è lo stile con cui Bryson racconta i suoi viaggi: distaccato, ironico, dissacrante, minimal, umoristico e terribilmente coinvolgente. Il che, se è una qualità di per sè, diventa un pregio al confronto con l'enfasi e l'ampollosità dei suoi colleghi. Prova ne è, fra le tante, il titolo di questo libro, dove il percorso in prevalenza a piedi dell'Appalachian Trail, il sentiero montano più lungo del mondo, viene scanzonatamente definito "una passeggiata nei boschi" e dove si inizia a ridere sin dalle prime pagine, quando Bryson si affanna a spiegare di aver voluto intraprendere questa avventura per non sentirsi "la solita mammoletta, la prima volta che dei tizi in tuta mimetica e in cappellaccio da cacciatore, seduti a un tavolo del Four Aces Dinner, si fossero messi a parlare di spaventevoli imprese all'aperto. Desideravo almeno un po' di quella sbruffoneria che viene dal poter scrutare l'orizzonte con occhi che sembrano frammenti di granito e dire in un unico respiro lento e virile: 'Ebbene sì, anch'io ho cagato a cielo aperto".
E così, le descrizioni dei paesaggi e dei posti visitati, non sono mai esercizi di stile fine a se stessi o excursus nozionistici che ridondano autocompiacimento, tutt'altro. Ogni cosa viene filtrata attraverso gli occhi, la mente e il punto di vista dell'autore il quale, essendo un tipo che pensa e anche bene, riesce a rendere attuale il passato e critico il presente, tanto che quello che di solito si dice, quando si commenta in positivo un libro di viaggio- e cioè " mi sembra di essere lì", nei libri di Bryson si arricchisce di un ulteriore tassello: perché non solo ci sembra di essere lì, ma di esserci con lui. E quando il "lui" è un compagno di viaggio colto, intelligente, arguto e con un senso del'umorismo da paura, si finisce per perdonargli tutto, anche quei momenti di stanca in cui cade ogni tanto, ma che non intaccano per niente la qualità dei suoi racconti.
Orsù, rompete il porcellino


OSSIBUCHI ALLA MILANESE

ossobuco

...O "ossobuchi"? oppure "ossibuco"?
Boh, sentite, quale che sia la grafia corretta, qui si parla di un gran piatto, di quelli che, se fatti bene, ti spediscono dritti dritti in paradiso, con buona pace della fusgion, delle tendenze e dell'aria fritta.
Di ricette ce ne sono un'infinità, ma l'essenziale è che gli ossibuchi siano di vitello: "un ossobuco di vitellone è una delle peggiori disgrazie che possano capitare", sentenzia Allan Bay- e noi gli crediamo sulla fiducia

ossobuco

Ricetta tratta da Robert Carrier, I Grandi Piatti del Mondo

per 4 persone
4 ossibuchi tagliati spessi
farina
sale e pepe nero macinato al momento
2 cucchiai d'olio d'oliva
30 g di burro
2 spicchi d'aglio tritato finemente
mezza cipolla tritata finemente
1 bicchiere di brodo leggero o acqua
1 bicchiere di vino bianco secco
2-4 cucchiai di concentrato di pomodoro
4 filetti di acciuga tritati finemente
4 cucchiai di prezzemolo tritato
la scorza grattugiata di 1/2 limone
risotto alla milanese per servire

Scegliete 4 ossibuchi con molta carne, alti circa 5 cm l'uno. Spolverateli con farina, sale e pepe nero e fateli dorare in olio e burro. Unite uno spicchio d'aglio e mezza cipolla tritati finemente.
Bagnate con il vino bianco e il brodo caldo, in cui avrete sciolto il concentrato di pomodoro. Coprite la casseruola, abbassate la fiamma e lasciate sobbollire per un'ora e mezzo. Quindi,aggiungete i filetti di acciuga e l'altro spicchio d'aglio, tritato finemente. Mescolate, fate scaldare ancora e servite dopo aver spolverato il tutto con la gremolata, preparata mescolando il trito di prezzemolo con la scorza di limone grattugiata. Accompagnate con risotto alla milanese

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Note mie
Più che altro, un appello: le mie vene contengono solo poche gocce di sangue lombardo, per cui oltre il sacro testo non vado. So che esistono disquisizioni dotte sull'uso del pomodoro, dell'acciuga, dell'aglio nella gremolata e così via: per cui, se qualcuno ne sa qualcosa, è il benvenuto

Buon Appetito
Alessandra

English Version

OSSOBUCO ALLA MILANESE

Recipe by Robert Carrier, The Great Dishes of the World

ossobuco

SERVING 4

4 thick cut ossibuchi
flour
salt and freshly ground black pepper
2 tablespoons olive oil
30 g butter
2 cloves garlic, finely chopped
onion, finely chopped
1 cup light broth or water
1 cup dry white wine
2-4 tablespoons tomato paste
4 anchovy fillets, finely chopped
4 tablespoons chopped parsley
the grated rind of 1 / 2 lemon
Risotto alla Milanese to serve

Choose 4 ossibuchi with a lot of meat, about 5 cm tall each. Sprinkle with flour, salt and black pepper and fry brown in oil and butter. Add one garlic clove and onion finely chopped.
Pour the white wine and hot broth , in which you have dissolved the tomato paste. Cover the casserole, lower the heat and simmer for an hour and a half. Later, add the anchovy fillets and one garlic clove, chopped finely. Stir, and serve immediately, after sprinkling of Gremolata, prepared by mixing the chopped parsley with the grated lemon zest. Serve with risotto alla Milanese
Buon Appetito
Alessandra

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Di Daniela
 

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Da www.colonnata.com

Colonnata è un antico paesino, adagiato sulle pendici delle alpi Apuane, in provincia di Carrara, a 550 mt sul livello del mare, circondato da boschi bellissimi di castagni e cerri. E’ un luogo un po’ remoto, paese di cavatori e di cave, che sono già citate nel I sec a.C., come produttrici di un marmo chiamato “azzurro variegato” . Le origini di Colonnata risalgono all'insediamento, qui sorto intorno al 40 a.C., per l'alloggio degli schiavi destinati allo sfruttamento delle cave per l'impiego a Roma del marmo locale (il "marmo lunense" dalla vicina colonia di Luni,), in sostituzione ai più costosi marmi bianchi greci Il suo nome potrebbe derivare da “collis” o da “columen”che vuol dire sommità, o forse da columna, perché qui si estraevano le colonne di marmo da mandare a Roma: comunque, il legame con queste montagne e il loro bellissimo marmo risulta evidente e costante nel tempo. Si raccontano leggende sul lardo di Colonnata che attraversano i secoli: si sa che era il companatico degli schiavi cavatori al tempo dei romani e si racconta che Michelangelo ne fosse goloso e ne facesse incetta ogni volta che andava a scegliersi i blocchi di marmo per le sue opere.

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Dopo i moti del 1849, i rifugiati in montagna sopravvissero grazie al lardo (il “cibo degli anarchici”) e per anni è stato il nutrimento povero, ma eccellente, di coloro che vivevano in quelle terre ricchissime “solo” di marmi, e che dovendo stare lontani da casa parecchio tempo : si preparavano,allontanandosi per il lavoro, questo prezioso alimento che tagliavano a fette, insieme al pomodoro fresco, alla pagnotta fatta in casa e ad un fiasco di vino. La ricetta più o meno è ancora oggi quella delle origini : naturalmente all’inizio, i maiali erano quelli allevati in paese, mentre ora si usano maiali, comunque esclusivamente italiani, ma non solo locali. Le spezie poi erano estremamente costose e difficili da reperire : così l’abilità dei produttori di Colonnata, era quella di andare a cercare nei boschi delle montagne li intorno, delle erbe dai profumi decisi che potessero creare un aroma unico per il loro lardo. La particolarità e la bontà del lardo però è dovuta soprattutto alla stagionatura. Il suo “segreto” risale all’anno 1000.

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Cito qui di seguito la seguito la spiegazione che ne danno su uno dei molti siti ufficiali : ".... il lardo, che si ottiene prendendo lo strato grasso della schiena del maiale ripulito della parte più grassa (detta "spugnosa") viene posto in una vasca scavata in un blocco di marmo ("conca") poche ore dopo la macellazione. Per prima cosa la conca viene vigorosamente strofinata con aglio e aromi ("camicia") quindi si adagia il primo pezzo di lardo sul fondo su uno strato di sale naturale in grani, pepe nero appena macinato, aglio fresco sbucciato, rosmarino e salvia spezzettati; la conca viene poi riempita a strati alternando il lardo al sale e agli aromi per essere poi coperta da una lastra di marmo. Il lardo rimane nella conca per un periodo che va dai sei ai dieci mesi per la stagionatura: il sapore della sua bontà è tutto in questa stagionatura e ad arricchire il sapore vengono anche aggiunti tra gli aromi cannella, coriandolo, noce moscata, chiodi di garofano, anice stellato e origano".

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Ultima notazione pratica: la seconda domenica dopo il ferragosto a Colonnata si tiene la "Sagra del lardo"….. Che dite, vale una visitina, se siete in zona?
Ora vorrei darvi un paio di consigli su come doperare questo squisito salume. Le idee le ho prese da un piccolo ricettario che mi hanno consegnato quando ho acquistato il mio pezzo di lardo in parte, e in parte da idee nate dall'uso che ne facciamo in famiglia. Per ora è un anticipo.......
 

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Vi servo quindi, per un godurioso inizio di giornata, tre idee velocissime per 1 antipasto sfizioso:

crostini al lardo e noci, crostini al lardo e acciughe e crostini al lardo e pomodoro

Per 4 persone

  • 15 fette di pane caldo
  • 3 etti di lardo di colonnata
  • erba cipollina
  • acciughe sott'olio
  • gherigli di noci
  • dadolata di pomodoro fresco
  • origano

Abbrustolite le 15 fette di pane e disponetele in un vassoio. Adegiate su ogni crostino ancora caldo, una fetta di lardo e poi su 5 fette, poggiate un pezzetto di acciuga e un filo di erba cipollina per guarnire, su altre 5 fette un gheriglio di noce spezzettato. Le ultime 5 le coprirete con qualche cucchiaino di dadolata di pomodoro fresco e un pizzichino di origano.
Servitele subito, ancora calde e profumate.

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Qualche consiglio ora, sempr dal mio mini ricettario:
1. il lardo è coperto sulla parte superiore,dal composto di sale e spezie: prima di tagliarlo a fettine è una cosa assai saggia raschiarlo via. Potrete utilizzarlo ottimamente per gli arrosti, o per insaporire delle fettine di filetto o qualunque altra cosa suggerisca la vostra fantasia.
2. una volta aperta la confezione, per conservarla potreste avvolgerlo in un canovaccio di cotone inumidito, conservandolo nella parte bassa del frigorifero.
Buon appetito a tutti
Daniela

The lard of Colonnata (igp)
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Colonnata is an old village, nestling on the foothills of the Apuan Alps, near Carrara, 550 meters above sea level, surrounded by beautiful woods of chestnut and oak. It 'a place a bit' remote village of quarrymen and quarrying, which are already mentioned in the first century BC, as producers of a marble called "blue variegated". Colonnata's origins date back to the establishment, built here around 40 BC, for the accommodation of the slaves destined for the exploitation of quarries for the use of local marble in Rome (the "Luni marble" from the nearby colony of Luni,), replacing the most expensive Greek white marble His name may derive from "collis" or "columen" that means top, or perhaps "columna", because we are quarried marble columns to send to Rome, however, the link with these mountains and their beautiful marble clear and constant in time. They tell legends about the lard of Colonnata that span centuries: we know that it was the bread of slaves in Roman quarry and it is said that Michelangelo Buonarroti was greedy and did buy up every time he went to choose the marble blocks for its work. After the riots of 1849, refugees in the mountains survived thanks to the lard (the "food of the anarchists") and for years was the food poor, but excellent for those who lived in those lands rich "only" marbles, and that having to be away from home a lot of time preparing, moving away for work, this precious food that cut into slices, along with fresh tomatoes, with homemade bread and a bottle of wine. The recipe is still more or less that of the country: at the beginning of course, the pigs were those bred in the country, but now we use pigs, however, exclusively Italian, but not just local. Then the spices were extremely expensive and hard to find: thus the ability of producers to Colonnata, was to go look in the forests of the mountains around them, decided by the scents of herbs that could create a unique flavor for their fat. The peculiarity and the goodness of the fat but is mainly due to aging. His "secret" dates from the year 1000.

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I quote below the following explanation to them by one of the many official sites ".... lard, which is obtained by taking the fatty layer of the back of the pig stripped of most fat (called "spongy") is placed in a bathtub carved from a block of marble ( "hollow") a few hours after slaughter. First, the basin is vigorously rubbed with garlic and herbs ( "shirt") then lies the first piece of bacon on the bottom on a layer of natural salt in beans, freshly ground black pepper, fresh garlic, peeled, chopped rosemary and sage, the basin is then filled with alternating layers of lard salt and flavorings to be then covered with a slab of marble. The fat remains in the basin for a period ranging from six to ten months for aging: the taste of his goodness and everything in this maturing and enrich the flavor of the spices are also added cinnamon, coriander, nutmeg, cloves, star anise and oregano. "
Last notation practice: the second Sunday after the Assumption in Colonnata is held the" Festival of lard "... .. You say, is worth a little visit, if you're in the area?
Now let me give you a few tips on how doper exquisite charcuterie. The ideas I took from a little cookbook that I have delivered when I bought my piece of bacon in part and in part from ideas generated by the use we make of it at home. There are also, just for a sweet-toothed start of the day, three fast and easy ideas for starters: croutons with bacon and walnuts, croutons with bacon and anchovies and croutons with bacon and tomatoes
Serves 4
  • 15 slices of warm bread
  • 10 oz. of lard of Colonnata
  • anchovies in olive oil
  • walnuts
  • diced fresh tomato
  • oregano

Toast the 15 slices of bread and arrange on a platter. Adega on each toast is still hot, a slice of bacon and then 5 slices, place a piece of anchovy and a touch of chives for garnish, other 5 slices a chopped walnut kernels. The last 5 to cover with a few teaspoons diced fresh tomatoes and a pinch of oregano. Serve immediately, still warm and fragrant.
Any advice now, ever since my mini cookbook:

 

  1. bacon is covered on top, from the compound of salt and spices before cutting into slices is a very wise thing scrape it off. You can use it great for roasts, or to flavor of the slices of tenderloin or whatever your imagination suggests.
  2. Once you open the package in order to keep you wrapped in a wet cotton cloth, so it keeps the bottom of the refrigerator.

Bon appetit to all
Daniela

 

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Ideona: visto che ormai mi avete messo in riga e ritorno a parlare di libri, che ne direste se cambiassimo la classifica e mandassimo in pensione i libri "da leggere assolutamente", quelli "così e così" e quelli da buttare? Ora vi spiego. L'altro giorno, mentre ero alla cassa da Feltrinelli, per non so quale malsana ragione, mi è venuto in mente di dare un'occhiata allo scontrino. Di solito, pago mentre già leggo e quando arriva il resoconto della carta di credito, non associo certe cifre a certi libri. Ma l'altro giorno non ho potuto farne a meno e mi è venuto un colpo. Intanto perché, pur essendo praticamente nata con un libro in mano, non ho mai speso, in precedenza, quanto sto spendendo in questi anni, a parità di acquisti fatti (grosso modo, dai 5 ai 10 al mese- esclusi quelli di cucina e di scuola e di lavoro); ma soprattutto perché, per quante illusioni mi faccia ogni volta, già so che la quantità di delusioni et bidonate dietro l'angolo sarà sicuramente maggiore delle belle sorprese. E così, mi è venuta l'IDEONA, vale a dire di modificare le categorie in qualcosa del tipo "rompi il porcellino- fatti un mutuo" per quelli che vanno comprati, "aspettiamo la brossura" per quelli così e così e "diamoli in beneficenza" per le schifezze emerite. Cosa ne dite? Mentre ci pensate su, godetevi questo FIGERFOOD- che è davvero una gran figata...


polpette di granchio con maionese al wasabi


POLPETTE DI GRANCHIO CON MAIONESE AL WASABI


La ricetta delle polpette risale a qualche anno fa, a quando salvavo le ricette dal Web senza indicare l'autore: butto lì la fonte che mi sembra più probabile, vale a dire Cookaround, ma sono disposta a serbare gratitudine eterna per chiunque si faccia vivo e ne rivendichi la paternità*.

*trattasi di Stefania, l'Araba Felice:  e ora che ci penso, potevano esserci dubbi?

Ovviamente, nel tempo, sono subentrate parecchie modifiche, a cominciare dalla crosta di sesamo e per finire con l'abbinamento alla maionese al wasabi, di cui invece, rispondo da sola.

L'incommensurabile pregio di queste polpette è che si possono friggere fino a quattro- sei ore prima e poi scaldare nel forno, per riacquistare la loro freschezza. Non a caso, è l'unico fritto che preparo nei buffet e che servo a cuor leggero, senza il timore di odori sgraditi dalla cucina. E, che ci crediate o no, per quanti ne prepari, finiscono sempre in cinque minuti.

MAIONESE AL WASABI


maionese al wasabi

Semplicissima: basta che voi prepariate una maionese, con la vostra solita ricetta, e ci aggiungiate del wasabi, a piccole dosi per volta. Il mio consiglio è di procedere poco a poco, assaggiando via via, anche se di fatto poi finisco sempre per "andarci giù dura", visti i gusti dei miei amici.
Se non vi piace il gusto del Wasabi, aggiungete qualche goccia d'arancio alla fine della preparazione e servite con una bella spolverata di zeste, sempre di arancio, naturalmente.
Quella delle foto, invece, è una maionese allo yogurt rigorosamente industriale, a cui ho aggiunto del wasabi: a buon intenditor...

polpette di granchio- maionese al wasabi


Polpette di granchio / gamberetti
Versione col granchio
polpa di granchio BUONA (circa 200 g)
una bechamelle molto solida ( 50 di burro, 50 di farina, 250, max 300 di latte)
1 albume
1 cucchiaio e mezzo di maizena
coriandolo
sale
semi di sesamo

olio per friggere

Scolare la polpa di granchio dal liquido di conservazione e farla asciugare rapidamente in padella, con un po' di sale. Lasciatelo raffreddare e aggiungetelo alla bechamelle, insieme all'albume e alla maizena e al coriandolo tritato. Mescolate bene, aggiustate di sale e lasciate riposare in frigo da un minimo di due ore a tutta la notte.

Formate poi delle palline un po' più piccole di una noce e passatele nel sesamo. se avete tempo, fatele riposare in frigo ancora un po.

Dopodiché friggetele in abbondante olio e servite


Note mie

Nella versione al gamberetto, basta sostituire la polpa di granchio con 200 g di gamberetti lessati e tagliati a coltello. Al posto del coriandolo, aggiungere il prezzemolo

Pur essendo finger food, le polpette non devono essere piccolissime, perché il rischio che si sfaldino in cottura c'è, specialmente se dovete girarle o quando dovrete scolarle. Quindi, fatele al minimo della grandezza di mezzo pollice, al massimo di mezzo cm di più.

Più l'impasto riposa e meglio è.

Buon Appetito

Alessandra




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