Passare dall'ultima riga di un libro alla prima di un post non è sempre positivo, per chi lo deve recensire: non sempre, cioè, il flusso delle emozioni non ancora decantate è garanzia di un giudizio completo, equilibrato, rispettoso dell'opera e del sentire del lettore. E meno che mai lo è se il libro in questione è La Cena di Koch, che è un'opera devastante, sotto ogni aspetto: nel contenuto e nel messaggio, anzitutto, sorretti da una scrittura che, dalla metà del racconto in poi, si libera dela pesantezza di un ritmo lento e dispersivo, per ingranare la marcia forsennata e travolgente della follia. Non è un caso che , questa volta, abbia bisogno di un po' di tempo, prima di riprendermi da una lettura davvero sconvolgente, nel senso più vero del termine, dandovi appuntamento ai prossimi giorni, quando un maggiore distacco mi consentirà di guardare le cose con obiettività maggiore. Vi lascio però le prime due impressioni di Silvia e di Mapi, che danno entrambe la misura della potenza di un libro di spessore, che coinvolge e travolge e che non si dimenticherà facilmente.

Agghiacciante.
Ho letto solo un altro romanzo che ha avuto il potere di annichilirmi in questo modo: 'l'errore di Platini' di Recami.
E' agghiacciante la totale assenza di valori, di espressioni di emotività affettiva, la supremazia della superficialità del sembrare rispetto alla profondità dell'essere.
L'aspetto educativo, o meglio, l'assenza dell'aspetto educativo, è qui volutamente esasperata, ma ho paura sia ormai una quasi normalità: qualche anno fa, ad una riunione della 3a elementare frequentata da mia figlia, i genitori cui venne fatta presente l'eccessiva insolenza ed arroganza dei loro pargoletti, risposero orgogliosamente: "i nostri figli sono molto svegli e questa aggressività ne è l'inevitabile rovescio della medaglia" ...
C'è infine un aspetto-sorpresa che si rivela poco a poco: infatti fin dall'inizio il raccontare pacato e distaccato del protagonista narrante non fa per nulla presagire il suo carattere violento, ma solo alla fine, mettendo insieme tutti gli episodi, finché poi emergono anche esami genetici, si arriva alla possibilità della patologia mentale - forse si riferisce ad un disturbo bordeline di personalità?
Ma non è un'attenuante, perchè ben si capisce che lui stesso, col sostegno della moglie, ha sempre rifiutato di curarsi.
La moglie, apparentemente così dolce e paziente, si rivela la vera anima nera del gruppo, con un rapporto diabolicamente edipico con il figlio (è lei che dice 'in fondo era solo una barbona'...).
La conclusione è amara e ci predisporrebbe ad un pessimismo inevitabile.
Ma per me la domanda cruciale non deve essere:
Cosa avremmo fatto noi? come avremmo agito noi al posto di quei genitori?
Vorrei invece che chi legge questo libro arrivi a chiedersi: cosa possiamo fare noi per evitare una tale evoluzione del sistema famiglia-società...

silvia - piacenza


Mapi

"Comincio a postare qui il mio commento perché ho paura di perderlo; quando sarà aperto il thread di discussione, lo copierò anche lì.

Molto bello e forte questo libro dove nulla è come appare, che è un pugno nello stomaco e allo stesso tempo spinge a riflettere su se stessi, sui valori che si è tentato di trasmettere ai figli e sulla libertà dei figli medesimi, che a un certo punto fanno le loro scelte personali.
Fin dall’inizio la sensazione è strana: si percepisce uno strano distacco, un certo non so che di irreale, che si delinea e chiarisce a mano a mano che si prosegue con la lettura.

Il libro si apre con la citazione dell’incipit dell’Anna Karenina e l’accenno alla famiglia felice si ripete come un refrain lungo tutta la narrazione.

A fare da contrappunto alla storia vi è il menù del ristorante, dall’aperitivo alla mancia, con il Maître che è quasi la controfigura di Paul: quel suo dito mignolo che si avvicina fastidiosamente agli ingredienti che compongono le varie pietanze quasi fosse una lente d’ingrandimento, che li dettaglia ad uno ad uno rivelandone le incongruenze (olive del Peloponneso, olio dalla Sardegna e rosmarino olandese) senza riuscire a coglierne l’unità, richiama i flashback di Paul, che richiama alla memoria spezzoni del suo vissuto per cercare di capire come le cose siano potute giungere al punto a cui sono giunte. E come il Maître, neanche Paul riesce a trovare un nesso tra i vari spezzoni, che dia unità alla sua vita. Togliendo la lente d’ingrandimento che cerca di studiare il singolo episodio, quello che prevale è il vuoto (come il vuoto del piatto), un vuoto beffardo che sembra dirti “tanto lo so che non hai il coraggio di andare a fondo”.

Nulla è come appare: Serge, che sembrava egoisticamente preso dalla sua carriera politica, si rivela invece più corretto e morale degli altri, con la sua decisione di dimettersi; Babette, all’apparenza un’ambiziosa arrampicatrice che mira allo status di First Lady e che sembra avere adottato Beau per mere questioni di immagine, in realtà ama veramente il ragazzo. Claire, che sembrava la persona più equilibrata del quartetto, risulta la più ferocemente egoista, pronta a tutto pur di mantenere lo status quo, compresa la complicità nell’omicidio del nipote adottivo e l’attacco fisico al cognato. Paul è un personaggio stranito, smarrito, che cerca di raccapezzarsi tra i vari episodi della sua vita, in una evidente dissociazione della personalità che pensa alla sua vita come a una serie di episodi staccati e senza senso, a cui manca un filo conduttore. Il personaggio più coerente in assoluto è Michel, con i suoi occhi sinceri: soffre dello stesso disturbo del padre, ma non ha avuto un’educazione che cercasse di contrastare le sue tendenze violente e quindi tutti i suoi atti sono assolutamente logici e non gli creano nessun conflitto interiore.

Chiudendo il libro viene in mente l’opposto dell’incipit dell’Anna Karenina: “Tutte le famiglie infelici si assomigliano, ma ogni famiglia felice è felice a modo suo.”

E gli altri, cosa ne pensano?
Ale

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di Alessandra

tiramisu alla fragola

Ho due caviglie, ma due caviglie, ma due caviglie che, al confronto, Dumbo è la Audrey Hepburn... E ora sono le 06.45, ho già litigato con la creatura che ha dormito dai nonni, portandosi dietro tutto il necessaire per la Notte e il Mattino ma dimenticandosi - toh, che caso- lo zaino con i libri di scuola("potevi dirmelo prima, che devo andare in autobus, ora come faccio????) e fatto il primo Atto di Coerenza dalle mattina ("domani, dormi un po' di più, altro che in ufficio alle otto/ a che ora è che vai in ufficio? no, perché la Carola etc etc"). E, buon ultimo, ho acceso il forno, da cui devono uscire due Stupendissime prima delle dieci, ora in cui, invece, devo uscire io, se voglio salvarmi il posto di lavoro, almeno per oggi.
Al di là delle lamentazioni quotidiane, comunque, ieri mi sono divertita più del previsto. L'evento-tutto-maiuscolo era la chiusura della stagione di un'associazione concertistica genovese, organizzato dalla suocera: per cui, più che di un dopocena, si trattava di una specie di "prima dell'alba", visto che quando finalmente abbiamo potuto iniziare a far sul serio mancavano pochi minuti a mezzanotte. Non a caso, in un primo momento si era detto "solo dolci". E lo si era anche fatto, ad essere precisi, con una produzione di biscotti e pasticcini che non finiva più. Poi, però, tant'è, abbiamo cominciato a pensare che magari, un piatto caldo, almeno per i musicisti, sarebbe stato meglio farlo e da lì ad aprire con un aperitivo il passo è stato breve.
Alla fine, il menu è stato questo (per 30 invitati)
Aperitivo
Bollicine- cocktail analcolico- cocktail di rum e anguria (rigorosamente nell'anguria)
Olive al Martini
Mini croissant con burro salato, soncino e salmone affumicato
Polpette di carne
Polpette di melanzane
Spiedini tricolori (i soliti pomodorini/mozzarella/basilico, che personalmente sono 40 anni che non ne posso più ma mai una volta che ne avanzasse mezzo)
Kiwi/prosciutto crudo; ananas/prosciutto affumicato

Trofie al pesto con fagiolini

Crema meringata alle fragole
Mandorlata
Truffle Cake (pure con le candeline sopra, era il compleanno di mio suocero)

a seguire, col caffè
Canestrelli
Brutti ma Buoni della Suocera
Tartufi al cioccolato e qualcosa
Tartufi al cioccolato e qualcos'altro
Dolcetti di marzapane

A parte che, tolto qualche dolce "a seguire" non è avanzato nulla, la palma del "più apprezzato del buffet" va alla crema meringata di fragole, a cui è stato dato un vero e proprio assalto.

tiramisu alle fragole


A questo punto, uno normale si aspetterebbe, qui di seguito, la ricetta della suddetta crema- come minimo. Che invece non c'è. Perchè uno normale, come minimo, si sarebbe portato dietro la macchina fotografica. Come minimo. Oppure, l'avrebbe trovata in casa della suocera.
E invece, niente. L'attrezzatura da reporter d'assalto è rimasta nela libreria dello studio, la digitale tutto fare chissà dov'era finita e, tolto un cellulare d'altri tempi, con cui per altro ho immortalato solo gli aperitivi, non c'era nulla che potesse servire allo scopo.
E così, recuperiamo un vecchio tiramisu alle fragole, un classico delle porche figure, giurando e spergiurando che la prossima crema meringata mi troverà attrezzatissima, con tanto di cavalletto, set di obiettivi e pannelli per la luce e maritoshop al fianco, che tanto, ormai, i nostri ospiti ci si stanno abituando, a queste performance. E se in cambio "se magna", questo ed altro...



TIRAMISU ALLE FRAGOLE

tiramisu alle fragole

per venti bicchierini- 10 persone

500 g di mascarpone BUONO
500 g di fragole
4 uova (tuorli e albumi)
150 g di zucchero
liquore alla fragola (avevo una grappa del Trentino, fra i souvenir) oppure Cointreau
savoiardi, qb- una trentina circa, dipende dalla larghezza della teglia

In primis, ormai son secoli che per il tiramisu pastorizzo le uova- tuorli e albumi- con lo sciroppo di zucchero. Una pate a bombe da una parte, una meringa italiana dall'altra- ed ecco qui che il rischio salmonella o altri virus è annientato.
Quindi, si inizia con lo sciroppo di zucchero: 150 g di zucchero e 75 g di acqua e ho lasciato ridurre fino alla temperatura di 121 gradi. A occhio, quando inizia a diventare denso, ci siamo
Si montano i tuorli con metà dello sciroppo: si inizia montando semplicemente i tuorli, poi si versa a pochissimo per volta lo sciroppo, sempre montando, per evitare che l'uovo "si cuocia": alla fine, otterrete una pasta liscia e vellutata, che i pasticceri chiamano pate à bombe.
Lo stesso dicasi per gli albumi: prima, li si monta a neve fermissima, e poi si aggiunge lo sciroppo, sempre montando e continuando a montare, fino ad ottenere una specie di meringa, liscia e compatta.
In ultimo, si monta il mascarpone da solo, per pochi minuti; poi si unisce la pate a bombe, montando e, in ultimo, la meringa: in questo caso, incorporatela con una spatola, facendo attenzione perchè non smonti
Preparate una bagna per i savoiardi con acqua e liquore: le proporzioni variano, a seconda del tasso alcolico dei destinatari, per cui fate voi. SE volete eliminare del tutto l'alcool, del succo d'arancia, sempre diluito con acqua, va benissimo.
Inzuppate i savoiardi e disponetene uno strato sul fondo della teglia o nei biccierini, se fate delle monoporzioni (è evidente che qui "uno strato" sarà costituito da un quarto del biscotto. Potete anche sbriciolarlo a secco e bagnarlo con due cucchiaini di sciroppo, se preferite)
Spalmatevi sopra la crema, in uno strato bello spesso, su cui poi adagerete la metà delle fragole, mondate, lavate e tagliate a pezzetti.
Secondo strato di savoiardi e ultimo strato di crema: a chiudere, l'altra metà delle fragole, sempre tagliata a pezzettini e qualche fogliolina di menta per decorare.
In frigo fino al momento di servire.
I tiramisu della foto risalgono alla festa della creatura e, per bieche ragioni scenografiche, sono stati arricchiti di colorante rosso. Non siete tenuti a questo scempio.
Buona giornata
Ale



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Comincia , con questa, una serie di Cartoline, quelle proprio vere, spedite tramite posta, decisamente datate, inviate quasi tutte intorno agli anni 20 alla madrina di mia mamma, amica intima della mia nonna, da suo fratello , in quel periodo imbarcato e di stazione in oriente.
Sono cartoline bellissime che ci richiamano alla mente un periodo elegante e un po' sofisticato, che sa di cappellini sulle 23, sigarette fumate con un bocchino lunghissimo e fatali abiti da charleston!
Sciangai, situata sul fiume Huangpu, è la più popolosa città della Cina e una delle città più popolose del mondo. Il suo sviluppo è iniziato proprio negli anni venti e trenta del secolo scorso, quando era nota anche per la sua corruzione, il traffico di droga e la prostituzione. Shanghai è vista come capitale economica della Cina ed è conosciuta come "La Parigi d'oriente", "La regina d'oriente" o "Perla d'oriente".
Questa mia prima cartolina è appunto datata 1926 e riprende Foochow road, con alcuni splendidi risciò... Sperando vi piaccia, vi auguro buona serata
Dani

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Di Daniela
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Il caldo sta ormai cominciando a farsi sentire, come è normale che sia, e con lui, per ciò che mi riguarda, una scarsa voglia di cucinare costantemente. Eccolì che cerco di recuperare in questo frangente piatti che si possano preparare con buon anticipo e magari già porzionati, da poter congelare e tirare fuori in giornate di "pigrizia globale culinaria" quando, dopo aver magari lavorato in giardino per un bel po', mi ritrovo con la voglia di mangiare qualcosa di goloso , e la scarsissima voglia di prepararlo... oppure quando, non so, sono inginocchiata per terra e mi sto picchiando con una stupida pianta infestante che non vuole saperne di farsi sradicare, e mi si presenta la microba col suo sorriso radioso dicendo: "scusa Memy (scritto proprio così, mi ha spiegato) , non si potrebbe mangiare qualcosa di squisitissssimo? Magari non nella dose da blog però eh? " non so se a voi capita ;-) .
Comunque di questo goloso classico della cucina italiana, preparato con gli zucchini invece delle melanzane, ho cucinato 2 versioni: una più golosa, seguendo pedissequamente la ricetta e una invece più light. Varia in pratica la cottura delle verdure che da fritta , passa ad essere cotta alla griglia, con un buon risparmio di calorie e di unto in casa!!! E devo dire che in casa una parte dei miei commensali ha preferito proprio la versione light.
Scegliete la preferita e fatemi sapere il vostro parere..... Diana, hai visto che ti ho pensato?
PARMIGIANA DI ZUCCHINE
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Ingredienti per 4 abbondanti porzioni:
  • 10 zucchine circa piuttosto grandi
  • 2 mozzarella
  • 6 pomodori maturi
  • 2 uova
  • farina
  • parmiggiano grattuggiato
  • 2 spicchi d' aglio
  • olio di semi di girasole
  • olio evo
  • sale
Preparazione:
Versione l' olio in un tegame, aggiungete 2 spicchi d' aglio tritati e fate soffriggere per 2 minuti. Unite poi i pomodori sbucciati e tagliati a filetti, salate e cuocete per 7 minuti. Tagliate le zucchine a fette, infarinatele e passatele nell' uovo sbattuto.
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Fatele friggere in abbondante olio bollente finchè non saranno dorate, poi scolatele su carta assorbente. Continuate fino ad esaurimento delle zucchine.
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In alternativa, fate cuocere le stesse fette su di una griglia facendole ammorbidire e colorare.
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Procedete poi in entrambi i casi nel seguente modo.
In una teglia fate uno strato di zucchine, spolverizzatelo con il parmigiano, aggiungete 2 cucchiai di sugo di pomodoro, coprite con delle fettine di mozzarella.

Fate cuocere in forno per 15 minuti a 180°, poi gratinate per 3/4 minuti.
Buon appetito
Daniela


Parmigiana with zucchini
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Ingredients for 4 :
  • 10 big zucchini
  • 2 mozzarella
  • 6 ripe tomatoes
  • 2 eggs
  • Flour
  • Grated Parmesan
  • 2 cloves' garlic
  • Sunflower seed oil
  • Extra virgin olive oil
  • Salt
Preparation:
Put the evo oil in a pan, add 2 chopped garlic cloves' and fry for 2 minuti. Add the peeled tomatoes cut into strips, salt and cook for 7 minutes. Cut the zucchini slices, flour them and pass in beaten egg.
Fry in hot sunflower seed oil until they are golden brown, then drain on paper towels. Go on until all the zucchini are fried. Alternatively, cook the same slices on a grill, making them soften and coloured.
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Then proceed in both cases as follows.In a pan make a layer of zucchini, sprinkle with the Parmesan, add some tablespoons of tomato sauce, cover with slices of mozzarella.
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Bake for 15 minutes at 356 F°, then baked for 3 /4 minutes using grill.
Bon appetit
Dani

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di Alessandra


brioches

Tolte le incombenze familiari, per quale motivo cucinate, voi?
Io, ultimamente, sempre più per rilassarmi. Anzi, a pensarci bene, solo per quello. Anzi, a pensarci bene due, mi viene il sospetto che dietro tutto lo stress che accumulo, ci sia un piano preciso, ordito da marito&capo&creatura per poter godere di una robusta razione del pane quotidiano, visto che, altrimenti, mi dedicherei ad attività se non più amene sicuramente meno dannose per il giro vita, con buona pace dei loro desiderata, dalla torta a strati in poi.
In ogni caso, la cucino-terapia, qui da noi, funziona, e pure da anni, tanto che ho pure elaborato una sorta di tabella delle corrispondenze a due colonne, con tutta la casistica da una parte e i relativi rimedi dall'altra
Per esempio: avete appena finito di programmare 19 giorni in Irlanda, battendo a km il Paese, incastrando al nano secondo luoghi da vedere-cose da fare-robe da mangiare e imparando a memoria i nomi di tutte le pecore, nessuna esclusa e vostro marito risponde, con aria annoiata, che tutto sommato, lui preferisce la Scozia? Fruste e planetaria, in quel caso: perchè le meringhe magari ci mettono un po' di più a montare, della carogna, ma vuoi mettere una scofanata di spumette, contro un'indigestione di fiele????
Oppure: avete avuto in sorte una figlia che nel compito in classe di greco del lunedì, alla domanda sul participio congiunto, risponde beata "gliel'ho già detto sabato, quando mi ha interrogato" e, non paga di cotanto oltraggio, si ostina a sostenere con voi che la risposta è valida "perchè sabato gliel'ho detto giusto, il participio congiuto"? Ratatouille, tartare, mirepoix e tutto quanto fa coltello: anche perchè con un colpo di spugna, il piano della cucina è pulito.. Mentre lavare il sangue, è sempre una gran rottura di pelotas
E ancora: pensate di trovare riscatto in ufficio, dove lì sì che avete un Ruolo e lì sì che vi devono rispettare tutti, per contratto, e trovate che il vostro posteggio riservato è occupato dal furgone del giardiniere? E se, quando lo fate presente al portinaio, dicendo oltretutto che il parcheggio era completamente libero, e che bisogno c'era di farli mettere proprio lì, vi sentite rispondere "perchè lì ci sanno posteggiare tutti, se ci entri tu", in barba a ruoli e rispetti, contrattuali e non, meglio, molto meglio ricorrere a questi spiedi qui, piuttosto che ad altri analoghi strumenti. non foss'altro per non stropicciare il tailleur.
Potrei andare avanti per ore, ma il risultato sarebbe sempre lo stesso: che per me, cucinare, funziona e che, più di tutto, funzionano i lievitati. E se poi la ricetta è tratta da un libro tutto dedicato ai Tiramisù, beh, allora, la forumla è infallibile...
brioches montersino


PAN BRIOCHE
(Luca Montersino)
1 kg di farina 00
160 g di latte intero fresco
30 g di lievito di birra
360 g di uova intere
140 g di zucchero semolato
30 g di miele
15 g di rum
1,5 g di buccia di limone (ne ho grattugiato un po')
1 bacello di vanigli Bourbon
360 g di burro
15 g di sale
per spennellare
50 g di tuorli
50 g di panna
brioches

Mettere in planetaria la farina con il lievito sciolto nel latte a temperatura ambiente, le uova, lo zucchero semolato, il miele, il rum, la buccia di limone e i semi di vaniglia, impastare per 8 minuti a velocità ridotta. Unite il burro ammorbidito, incorporandolo poco per volta all'impasto, terminate con il sale ed impastate per altri 5 minuti, fino ad ottenere un risultato liscio ed omogeneo. Coprite con la pellicola e lasciate lievitare a temperatura ambiente, fino a che il volume sarà raddoppiato, quindi impastate con le mani e riponete, sempre coperto con la pellicola, in frigo per 3 ore. Trascorso tale tempo, formate delle palline con la pasta e disponetele sulla teglia a lievitare, fino a che il volume sarà raddoppiato, possibilmente in un ambiente tiepido (30 gradi) e con un tasso di umidità elevato (80%). Se non ci fosse sufficiente umidità, coprite le teglie. Una volta lievitate, spennellate con i tuorli e panna ben amalgamati e cuocete in forno a 180 gradi per 25 minuti
Nota mia: non preoccupatevi troppo del tasso di umidità e della temperatura, perchè l'impasto lievita bene. Se non ci credete, date un'occhiata qui...

DSC_1552

Buona giornata
alessandra

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prova fiori 019

So che molti di voi, oggi, si aspettano il resoconto della festa di sabato scorso: mi avete scritto in posta, mandato messaggi su facebook, qualcuno mi ha anche telefonato per sapere come era andata. A tutti, ho dato appuntamento a martedì, cioè a oggi, quando avrei pubblicato foto, flash e ricette di una serata allegra e spensierata come solo i compleanni dei quindicenni sanno essere. Invece, non ce l'ho fatta. Ci ho provato, credetemi, ma non ci sono riuscita. Perchè è da ieri che gli stessi ragazzi di sabato sera piangono straziati il papà di una di loro, strappato alla vita in un modo assurdo, improvviso, ingiusto. Daniela e io siamo sgomente ed attonite ed oggi è la prima volta, da che esiste il nostro blog, che il nostro farci coraggio a vicenda si sgretola di fronte all'incredulità e al dolore. Piangiamo una persona perbene, disponibile, gentile, un vuoto che gela, un destino crudele, risposte che non sappiamo dare a domande che non avremmo mai voluto che ci venissero poste, di fronte alle quali restiamo in silenzio.
Un silenzio che è fatto di cordoglio, di dolore e di impotenza e che oggi estendiamo anche a queste pagine di diario, certi che possiate capirci e scusarci.
A domani
Alessandra


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lubecca
Tra chiese gotiche e stradine medievali e splendidi castelli Lubecca ci regala un'atmosfera magica dove la storia si sposa con la cultura e la bellezza. Scriveva il suo figlio forse più illustre, Thomas Mann: «Per ereditare bisogna anche essere in grado di capire. Ereditare: questa è in fondo la cultura». E sembra che a Lubecca la lezione sia stata assorbita perfettamente
Buona serata
Dani

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Di Daniela
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Oggi sono qui in veste di rapprentante ufficiale del blog per ringraziarvi tutti. Si proprio ringraziarvi e non solo per la vostra assidua lettura del nostro "lavoro" e neppure per i numeri a dir poco insperati che ci avete fatto raggiungere, ma per aver trasformato il nostro "condominio" virtuale in un magnifico salotto in piena regola, dove tutti si sentono liberi di ridere, di condividere, di prendersi un po' in giro e di chiacchierare a ruota libera, a dispetto del fatto che stiamo spesso in luoghi molto lontani uno dall'altro. Siete diventati per noi presenze praticamente indispensabili nel nostro quotidiano, persone delle quali e con le quali si parla, come con amici e soprattutto ci si libera da strutture pesanti e si da libero sfogo a tutta la "belinaggine", direbbero a Genova, di cui siamo capaci.....Basta leggere ogni tanto la parte dei commenti per farsi una risata e le sciocchezze che noi scriviamo, le condividiamo come si farebbe con un bel caffè. Perciò, per le gratificazioni che ci date, per gli scherzi, gli sfottò, i sorrisi, le ghignate e i complimenti GRAZIE di cuore!!!!
Per festeggiare il vostro affetto e la nostra fortuna abbiamo pensato di riproporvi ogni tanto qualcuno dei nostri primi post, quelli di quando ancora non immaginavate neppure che ci fossimo, e ci sentivamo al settimo cielo se raggiungevamo 50 visitatori al giorno.....
Cominciamo con una ricetta a cui sono particolarmente affezionata e che è anche splendidamente di stagione: le empanadas. Premetto, come ho fatto nel post originario che è una ricetta personale, donatami da una signora che mi è sempre piaciuta moltissimo, cilena verace, con tutta la brillantezza, la gioia di vivere e il cuore che spesso chi viene da quella parte del mondo ha.
Perciò vi ripropongo fedelmente la sua squisitissima ricetta :

EMPANADAS
empanadas 031
Eccomi con il mio primo intervento diretto: sono Daniela, l’altra faccia della medaglia di questo blog, quella che cerca di occuparsi principalmente di trovare chi spieghi ad Alessandra e a me come funziona questa “cosa” a cui abbiamo dato vita e che prova a mettere in pratica, con dubbio successo, i consigli.
Amo anche la fotografia e , appena posso mi occupo di fotografare le nostre creazioni. Apro le danze con una ricetta che a me piace moltissimo: le Empanadas
E’ un piatto semplice , che mi è stato insegnato un po’ di anni fa , da una deliziosa signora cilena che, scoperto il mio piacere per i piatti a base di carne , mi ha voluto far assaggiare questa ricetta del suo paese (anche se credo l’origine sia argentina), che lei mi ha raccontato viene preparata in tutta l’America latina, anche per strada, un po’ come, in quella del nord capita con gli hot dogs. Anzi ho addirittura avuto il piacere di gustare direttamente quelli che lei ha preparato per me e le mie bimbe e che ci hanno subito conquistato, insieme alla sua cadenza ancora un po' "spagnoleggiante" nonostante gli anni in Italia e la sua travolgente simpatia latina. Dunque la ricetta, così come lei me l’ha scritta (si sa che queste ricette tradizionali hanno 10000 variazioni e ogni famiglia ha la sua, speciale), prevede l’uso, per circa 22/24 empanadas, di :
Per il ripieno
. 500 gr. di carne trita di manzo
. 500 gr di cipolla bianca (approssimativamente 5 cipolle di media grandezza)
. una confezione di olive nere ( denocciolate o da denocciolare per evitare odiose sorprese ai nostri molari)
. 5 uova
. sale
. pepe
. maggiorana
. paprica
. strutto ( o olio e burro)
Per la pasta
. 500 gr di farina
. 4 cucchiai olio
. acqua tiepida ( 2,1/2 dl. , dipende dalla farina)

. sale
Collage di Picnik
La realizzazione è la seguente. Innanzi tutto la pasta: preparatela come sempre, lavorandola fino a che non sia ben compatta e liscia.
Lasciatela riposare coperta da un panno mentre voi procedete con la preparazione degli ingredienti.
Tritate quindi le cipolle o se preferite tagliatele a fettine sottili, e fatele appassire in un po’ di strutto ( o olio e burro, ma anche solo l’olio va benone) finché non siano ben dorate. Avvertenza d’obbligo : non passate il livello doratura per evitare uno spiacevole sapore amaro!
Aggiungete a questo punto il macinato , fatelo rosolare con tutti gli aromi e cuocete il tutto per 35 / 40 minuti . La quantità di spezie che metterete, naturalmente, varierà a secondo dei vostri gusti, ma tenete conto che un certo tono piccante qui è proprio indispensabile…..
Nel frattempo fate rassodare le uova (8 minuti e sono perfette) , lasciatele raffreddare e tagliatele a fettine.
Ora tornate ad occuparvi della pasta. Stendetela allo spessore delle lasagne , cioè non troppo spessa ma neppure sottilissima. Ritagliatela in quadrati regolari (per 24 empanadas, 12 per12 cm)e mettete al centro di ognuno una cucchiaiata di macinato (deve essere freddo), una fettina di uovo e un’oliva nera.
Ripiegate su se stesso il rettangolo, badando a sigillare bene i bordi e, se volete, dategli una forma più aggraziata a mezza luna.
Ora disponeteli su una pirofila oliata o con carta forno, stando attente a NON sovrapporli, per evitare fastidiose “appiccicature”.Volendo potete lucidarli con uovo sbattuto.
Lasciate in forno per una ventina di minuti a 200°, finché non risultano ben dorati.
Si possono anche friggere, se lo si desidera, ma diventano, naturalmente, un po’ più pesanti, anche se forse più golosi.
Sono perfetti accompagnati da un’insalata di pomodoro con qualche foglia di basilico o con maggiorana e sono squisiti appena sfornati , ma ottimi anche a temperatura ambiente.
A questo punto non mi resta che ringraziare ancora di tutto cuore la Signora Dina e augurare a tutti buon appetito.
Daniela


Today I am here as the representing of the official blog to thank you all. We just thank you and not just for your careful reading of our "work" nor for the unexpected numbers that you have made us reach, but for turning our virtual "building" in a magnificent living room, where everyone feels free to laugh, to share, and to talk freely, despite the fact that we are often in places far away from each other. You have become virtually indispensable presence for us in our daily lives, people whom and with whom we speak as friends..... Just read any of the comments to get a laugh and the silly things we write, share it with you as a good coffee. Thus, for the rewards that you give us, for the jokes, the teasing, smiles, grin and compliments thanks!!
To celebrate your love and our luck we thought to
show you forward again, occasionally, some of our first posts, when you not yet even imagine that we exist, and we were in heaven if we reached 50 visitors a day .....
Let's start with a recipe which I am particularly fond of and which is also perfect for the Season: empanadas. I just want to tell you, as I did the original post, that this is a personal recipe, given to me by a lady who I always loved very much,
Chilean, with all the brilliance, joy of life and heart that often those who come from that part of the world have.
Therefore, I propose again her exquisite recipe:

EMPANADAS
empanadas 027
"Here I am with my first direct intervention: I'm Daniela and I'm the other side of this blog, one that tries to find someone explaining to Alessandra and me how works this "thing" that we have created and trying to put into practice, with dubious success, advice.
I also love photography and as soon as I can I am taking photographs of our "creations". I begin with a recipe that I like very much: the Empanadas
It 's a simple dish, that I had some years ago, from a delicious Chilean lady who wanted me to try this recipe of her country (although I think the source is Argentina). She told me this dish is a street food prepared throughout Latin America. When I had the pleasure to taste directly what she has prepared for me and for my girls , we have been conquered. So the recipe as she wrote to me (you know that these recipes have 10,000 variations and each family has its own, special), is for about 22/24 empanadas.
Ingredients:
For the filling
. 500 gr. of minced beef
. 500 grams of white onion (about 5 medium sized onions)
. a pack of black olives (pitted or stoned in order to avoid surprises odious to our molars)
. 5 eggs
. salt
. pepper
. marjoram
. paprika
. lard (or oil and butter)
For the dough
. 500 grams of flour
. 4 tablespoons oil
. warm water (2.1 / 2 dl. depends on the flour)
. Salt
Collage di Picnik2
First the dough: Prepare it as usual, working all the ingredients, until the dough is well compact and smooth.
Let stand covered with a cloth while you proceed with the preparation of ingredients.
Then chop onions or if you prefe, cut them into thin slices and sauté in a little 'lard (or oil and butter, but even the oil should be just fine) until they are golden. Warning not to pass the gold level to avoid an unpleasant bitter taste!
Add to this the minced beef, let it brown with all the spices and cook for 35 / 40 minutes. The amount of spices can change according to your taste, but of course, a little bit hot here is really necessary ... ..
Meanwhile let the eggs harden (8 minutes and are perfect), let cool and cut into slices too.
Now go back to take care of the dough. Roll out to the thickness of lasagna, not too thick nor thin. Regular crop it into squares (for 24 empanadas, 12 x 12 cm) and put in the center of each a spoonful ofminced beef (must be cold) a slice of egg and a black olive.
Fold the rectangle on himself, taking care to seal the edges well and if you like, give it a more graceful crescent shape.
Now arrange on an oiled baking dish or baking sheet, being careful not to overlap. Polish them with beaten egg.
Leave in oven for twenty minutes at 200 ° until they are golden brown.
You can also fry if you wish, but they become naturally a bit 'heavier.
They are perfect with a salad of tomatoes with some basil leaves or marjoram . They are delicious freshly baked, but also excellent at room temperature.
Now I just have to thank again Mrs. Dina and wish everyone a good appetite.
Daniela

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tortilla di patate

Fra i tanti debiti di riconoscenza che menuturistico ha contratto in questo primo anno di vita, uno dei più grossi riguarda la Spagna. Perchè, se è vero che tutto è cominciato da qui, è anche vero che la pista di lancio è stato il famigerato invito del Principe delle Afturie e tutta l'euforia che ne è derivata: surreale, subito dopo, quando qui sopra si parlava Efpagnol, e reale, di lì a poco, quando il reportage galiziano, imboccando strade che ancora non ci sono note, si è aggiudicato la pubblicazione su Saveur Travel e la nomination nella lista dei loro siti preferiti.
Al di là di queste gratificazioni, che ora ricapitolo compostamente seduta alla scrivania ma che l'estate scorsa mi /ci hanno fatto fare veri e propri salti di gioia, è fuori di dubbio che la Spagna ci abbia portato fortuna: e così, quando si è trattato di decidere la ricetta con cui dare inizio al nostro gioco, non abbiamo avuto dubbi: ci voleva qualcosa di spagnolo, che sapesse di estate, di divertimento, di voglia di giocare con allegria e leggerezza e che, nello stesso tempo, fosse per noi sinonimo di buon augurio

tortilla di patate

Diciamo subito che propriamente leggera, la Tortilla di Patate non è. Però, diteci voi se non la associate al tirar tardi la sera, al dolce far niente, alla libertà di un tapear che non vuol sentir parlare di agende e scadenze, di obiettivi e di impegni, di fili di perle su tailleur gessati. Lo stesso che, per me e la Dani, è questo blog, dove facciamo tardi la sera, dove incontriamo gli amici, dove facciamo a gara a chi ne spara di più. E visto che la nostra sfida non vuol essere nulla, ma proprio null di diverso, bando alle ciance, e che tortilla di patate sia

tortilla di patate


Ricetta classica

per 6 persone
5 o 6 patate a pasta bianca e a buccia fine
1 cipolla grande
6 uova
sale

il segreto : 2 padelle...

Sbucciare le patate, lavarle, asciugarle e tagliarle a fette sottili: 2-3 mm di spessore. Farle andare in una padella, in olio caldo, mescolando ogni tanto e, quando iniziano ad essere più morbide, unite la cipolla, anch'essa affettata sottilmente. Salare e continuare la cottura, fino a quando saranno quasi cotte.
Nel frattempo, sbattere bene le uova in una terrina e unire le patate e le cipolle. Amalgamare bene e aggiustare di sale.
Prendere un'altra padella, a bordi alti e ungerla d'olio. Appena quest'ultimo è caldo, versare il composto di uova e patate e fate cuocere, come per una normale frittata. Gli Spagnoli la girano due volte: la prima per completare la cottura, la seconda per aggiustare i bordi e dare la tipica forma rotonda.
Si serve tiepida o fredda.

tortilla ingre

E ora, la sfida.
Potete interpretarla come volete: potete seguire la ricetta classica, potete arricchirla con altri ingredienti, potete destrutturarla, scomporla e ricomporla come vi pare e piace. L'essenziale è che siano presenti le patate e le uova
La ricetta va pubblicata sul vostro blog NON PRIMA del 13 giugno, pena squalifica (e torture annesse, ovviamente) e non dopo il 27, con indicazione del banner e del link a questa pagina del nostro blog.
Appena ci comunicherete la pubblicazione della ricetta- nei commenti a questa pagina- la linkeremo in homepage e lì resterà almeno fino alla proclamazione del vincitore
Il vincitore verrà proclamato il 1 luglio e dovrà comunicare la ricetta della sfida successiva alla Dani e a me entro il 5 luglio, giorno in cui la pubblicheremo su menturistico.
Per iscrizioni, chiarimenti, domande di senso etc etc rispondiamo su mtchallenge@gmail.com
Vi aspettiamo
Ale&Dani



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Di Daniela
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DSCF4290
Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita. Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura!
Direi che questo è il più famoso incipit della letteratura italiana . La sua chiarezza è assoluta e sa descrivere perfettamente lo stato d'animo di chi si trova al'improvviso perso in un ambiente ostile, reale o immaginario..... Ora, lungi da me l'idea di insozzare cotanta arte con un banale paragone reale , ma ormai , ogni volta che guardo fuori dalla finestra della mia camera, non posso fare a meno di pensarci!!! Tutta questa pioggia, tutta questa umidità che ci ha annacquato nella scorse settimane, ha infatti favorito una crescita incredibile dell'erba, che ormai sta raggiungendo livelli di guardia.... le mie povere tartarughe, sembrano animali preistorici persi in antiche savane e si muovono perplesse in tanta abbondanza di verde (che d'altra parte consente loro di acchiappare qualche preda prelibata in più) e i miei amati merli ogni tanto, saltellando, comparedo a tratti tra i fili verdi, fanno capolino per controllare gli spostamenti degli abitanti di taglia extra del giardino.
Quindi non ci rimane che prepararci ad una bella e drastica tagliata, non appena 2 o 3 giorni di sole consecutivi avranno asciugato un po' il giardino... Intanto mi godo questi nuovi colori e, in previsione dell'immane sforzo "pulitorio", mi e vi preparo qualcosa di rinfrescante che aiuti ad affrontare meglio il lavoro: si tratta di un piacevole
LASSI' ALLA CANNELLA E MIELE e ALLE FRAGOLE E VANIGLIA
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Domanda assolutamente lecita: che cosa diavolo è un lassì? Per chi come me ne ignorava l'esistenza fino ad un attimo fa, ecco una spiegazione. Il lassì è una bevanda a base di yogurt dalle tantissime proprietà benefiche. Vado ad elencarvene qualcuna : favorisce la digestione, rafforza la flora intestinale, apporta fermenti lattici vivi, enzimi, calcio, proteine, vitamine del gruppo B, soprattutto la B12. Aiuta il sistema immunitario intestinale da cui spesso dipende la salute dell'intero dell'organismo. Così almeno ci assicura il Dott. F. Perugini Billi. E' ottimo anche in casi di..... ma di questo è meglio non scrivere :-))))
Per prepararlo, ho utilizzato lo yogurt che faccio in casa, con i fermenti lattici vivi da latte intero, ma anche quello in vasetti, basta che sia di ottima qualità è perfetto.
Passo a darvi le mie dosi per 6
500 gr di yogurt
1 e 1/2 tazze d'acqua freddissima
3 cucchiai di miele
1/2 cucchiaino di cannella
qualche cucchiaino di cacao amaro
qualche cubetto di ghiaccio (facoltativo)
oppure
1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia
6/7 fragole (tagliate a pezzettini) più qualcuna intera per la decorazione
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La preparazione è veeeeeeeeeeeeramente complicata: mettete tutti gli ingredienti insieme in una ciotola e frullate energicamente a mano o con la frusta elettrica.
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Quando inizia a montare leggermente, formando una morbida schiuma, versate in un bicchiere e servite subito, bello freddo, spolverato con il cacao amaro, se vi va!.
Questa è la ricetta che ho seguito io: va da se che potrete aggiungere alla vostra base di acqua e yogurt qualunque altra spezia desideriate (dai chiodi di garofano alla noce moscata, piuttosto che cumino o coriandolo o qualunque altra cosa vi suggerisca la vostra fantasia). Si può anche aggiungere frutta fresca (io un bicchiere l'ho preparato con fragole e vaniglia) o secca o addirittura usare già direttamente yogurt aromatizzati, giocando così sui colori oltre che sui sapori. Piccola aggiunta: il lassì è più digeribile se bevuto a temperatura ambiente, ma, secondo me, risulta un po' meno dissetante.
Manca solo una curiosità: nella medicina ayurvedica, l'utilizzo adeguato delle spezie conferisce ai cibi e alle bevande qualità terapeutiche specifiche per le singole costituzioni. Per esempio, aggiungendo il coriandolo, il lassi va bene per i tipi i Pitta (Fuoco-Acqua), aggiungendo cannella, pepe nero e cumino, il lassi è ottimo per i tipi Kapha (Acqua-Terra) e, infine, aggiungendo cumino e limone, il lassi è indicato per i tipi Vata (Aria e Etere). Se volete sapere qual'è la vostra costituzione Ayurvedica, o se siete semplicemente curiosi, potete sempre dare un'occhiatina qui
Godetevi la vostra fresca e salutare bevanda
Dani
Lassì yogurt, honey, cinnamon and vanilla and strawberry
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An absolutely legitimate question: what is a lassì? He is an easy explanation. The lassì is a drink made of yogurt with many beneficial properties. I'm going to list a few: promotes digestion, strengthens the intestinal flora, add lactic ferments, enzymes, calcium, protein, B vitamins, especially B12, to our body . Help the intestinal immune system which often depends on the health of the whole organism. At least that tells us Dr. F. Perugini Bill. And 'is useful also in case of..... but about this is better not to write :-))))
To prepare it, I used yogurt that I do at home, with whole milk, but also in pots, if they're high quality is perfect. Step to give you my serves 6
500 g yogurt
1 e 1 / 2 cups cold water

3 tablespoons honey

1 / 2 teaspoon cinnamon

few teaspoon unsweetened cocoa

few ice cubes (optional)
or
1 / 2 tsp vanilla essence
6 / 7 strawberries (chopped) plus some whole for decoration


The preparation is
veeeeeeeeeeeery complicated : Place all ingredients in a bowl and beat vigorously by hand or with electric mixer. When it begins to fit slightly, forming a soft foam, pour into a glass and serve immediately, looking cold, dusted with cocoa powder, if you like!. This is the recipe I have followed: obviously you can add to your water-yogurt based drink, any other spices you want (from cloves to nutmeg, cumin and coriander rather than anything else suggest your imagination) . You can also add fresh fruit (I a glass I made with strawberry and vanilla) or dry, or even use flavored yogurt, so playing on the colors as well as on flavor. Small addition: the period is more digestible when drunk at room temperature, but in my opinion is a little 'less refreshing. Let me add only a curiosity: In Ayurvedic medicine, the proper use of spices give the food and drink therapeutic qualities specific to individual constitutions. For example, adding the coriander, lassì is good for the types Pitta (Fire-Water), add cinnamon, black pepper and cumin, types lassì is good for Kapha (Water-Land) and, finally, adding cumin and lemon juice, lassì is indicated for types Vata (Air and Ether). If you want to know what your Ayurvedic constitution, or if you're simply curious, you can always have a look here
Enjoy your fresh, healthy drink

Dani

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