Grecia 2007 071

La Porta dei Leoni è l'entrata monumentale della rocca di Micene in Argolide. Risale al 1300 a.C. circa, e fa parte del sistema di fortificazioni delle mura ciclopiche. Non venne mai sepolta, anzi indicava il luogo dei resti di Micene quando l'archeologo tedesco Heinrich Schliemann scavò con successo la rocca e la necropoli. La sua bellezza e la sua possenza sono sempre state fonti di meraviglia per chiunque le veda. Potenza e bellezza...

Buona serata

Dani

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Laddove il rispetto per la musica, per i concorrenti, per la natura di un talent dedicato ai cantanti, per quei poveracci che lavorano anche per pagare il canone e devono alzarsi presto al mattino ha fallito, sono i diritti televisivi della Champions a fare il miracolo della quarta serata della quarta edizione di XFactor: si chiude alle 23.30, tassativo- e quindi edizione compatta, tutta dedicata ai cantanti e alle canzoni. Che poi è quello che un talent di questo tipo dovrebbe essere, senza tante ospitate inutili o "volevamo-stupirvi-con-effetti-speciali", ma tant'è, questo abbiamo e questo ci teniamo: anche perchè, da un'Italia che ti manda ai primi posti della classifica certe schifezze di canzoni, da sessant'anni, cos'altro ti puoi aspettare????

Elio è vestito da Maraja, la Maionchi sembra la versione maschile di Elton John, se non fosse che lui lo smalto intonato col colore dell'anello a forma di iguana non lo mette, Ruggeri non pervenuto e ditemi vi prego come si chiamava quel cartone animato degli Anni Venti che mi veniva in mente ogni volta che guardavo la pettinatura della Tatangelo, perchè è da ieri sera che sto uscendo di testa.

Davide, Novembre (Giusy Ferrè). Moscia la prima, ma poi si riprende e si mangia pure questo brano, con tutta che è indigesto, e pure parecchio. La Tatangelo parte con un "indiscutibilmente" che lascerebbe presumere un'affermazione certa e a cui invece segue l'annosa domanda che ci perseguita dalla prima canzone della prima puntata- e cioè se il brano sia adatto a questo ragazzo così giovane. Propongo UFO Robot, la prossima volta- ma solo per vedere se la signora ha altri argomenti. Vince lui, l'ho già detto? voto 7

Manuela, Bring Me To Life degli Evanescence. Che noi diciamo Evanescens, dice Elio, ma si dovrebbe dire Iv'niss'ns, o Iviness'ns o Ivenniss'ns... Ci pensa la Tatangelo, a salvarlo dall'empasse ("si dice Evanescenc") e così finalmente si comincia. E si può anche spegnere subito, per conto mio, perchè la ragazza toppa- e pure alla grande. Parte troppo bassa, poi infila una serie di stecche da paura, si risolleva nella parte urlata (ma per me non è un pregio) e, insomma, conferma quello che aveva detto la Genny qui, la settimana scorsa- e cioè che Elio sa bebn quel che fa e se non le aveva ancora dato il brano che lei voleva, una ragione c'era. Voto: 5----

Effetto Doppler , E' la pioggia che va ( Sal Shapiro). Vederli e pensare al mio ultimo candeggio è tutt'uno- e ciò propriamente non mi ben dispone, nei confronti dell'esibizione. Ai Giudici piace- il che significa che buttar via una maglietta, per loro, non è un problema. Voto 4

Dorina- The Best (Tina Turner). Vestita come un Pierrot vestito da Kiss o come un Kiss vestito da Pierrot, ci lascia la sua migliore esibizione e, finora, la migliore della serata. Bisognerà vedere se aver finalmente cantato in modo "onesto", senza stravolgimenti della melodia o urla 'sassine si debba intendere come un atto di sospirata modestia o se sia invece solo un caso. La sua presenza sulla scena è comunque ancora troppo da "ma chi ti credi di essere????" per rendermela simpatica, ma siccome sono un giudice onesto, senza virgolette, le dò un bell'otto- e pazienza se mi sto strozzando con la barretta dietetica... confido ancora nelle ingiustizie del televoto.

Stefano- Lady Marmalade. Quando realizzo che è "vulevucoscèavecmuà/se suar" trattengo il fiato. Un po' perchè penso a cosa ne avrebbe fatto Marco Mengoni, di un pezzo così, e un po' perchè temo che Stefano lo massacri. Invece no e, anzi, a me piace più che le volte precedenti. Una tantum, sono d'accordo pure i giudici, problemi di intonazione compresa. "Lavora su quella", dice Elio, ma la Maionchi replica "è l'emozione", col tono di chi non ammette repliche: mica vorranno trasformarglielo in un "vero" cantante, no? Voto 7

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Nathalie- Pazza Idea. Trattengo il fiato due e penso che Elio si fidi troppo di questa ragazza: prima la Mia Martini, ora la Patty Pravo-e Pazza Idea, oltre tutto. E stavolta, a me non convince del tutto. Manca qualcosa, che secondo la Maionchi è la carica erotica. E tanto basta a Facchinetti per rispolverare il Diploma di Bravo Presentatore e chiedere a Natalie com'è la sua carica erotica. Bastava guardarle i calzettoni... Voto 7-----


Kymera- Breathe (Midge Ure): L'ultima trovata è quella di farli cantare mentre oscillano, avanti e indietro: la qual cosa basta e avanza per firmare una petizione e chiedere a Ruggeri di dare fiducia a questo gruppo, perchè ora lo hanno capito che non devono guardarsi negli occhi. Anche perchè a me vien nausea se vedo un bambino sull'altalena (per il movimento dell'altalena, sia chiaro, non per il bambino- precisazione superflua, ma non si sa mai...): quindi al ritornello già masticavo travelgum. In ogni caso, va bene. Di nuovo, curerei un po' di più gli aspetti vocali, specialmente il falsetto del lungochiomato, ma a questi la finale non gliela toglie nessuno: Voto 7+

Cassandra- You can't Hurry Love (The Supremes). Ok, faccio outing. Siete pronti? Questo è uno dei brani che preferisco, in assoluto, di tutta la storia della musica mondiale, da Pan in poi. La sento e ballo. Letto bene: non "mi vien voglia di ballare", ma ballo proprio. Se poi si considera che io la musica la ascolto prevalentemente quando guido, se vedete una mini ch ballonzola per le strade di Genova, al volante ci sono io e alla radio c'è You Can't Hurry Love. Quindi, o la Cassandra me la faceva divinamente, o spaccavo il televisore. Ci sono andata vicinissima e se non l'ho fatto è perchè non si può far cantare la Diana Ross a Cassandra. Intendo dire che già Phil Collins, che non mi sembra proprio uno da quattro risate davanti a una birra, l'aveva presa per i fondelli, la daiana, rifacendo questa canzone in modo ironico e dissacrante, figuriamoci questa ragazza qui che già gli astri vogliono fidanzata di Nevruz. Io le avrei dato la versione delle Dixie Chicks- ma forse a quest'ora sarei senza televisore... Voto 5

Ruggero- Per Te (Jovanotti). Per me, Ruggero è essenziale al programma. Perchè se non ci fosse la sua esibizione non riuscirei nel'ordine a 1. fare la pipì; 2. recuperare qualcosa per lo spuntino di mezzanotte; 3. controllare i commenti sul blog; 4. darmi la crema anti rughe. Anzi, se posso permettermi, la prossima volta proporrei qualcosa tipo la Locomotiva o la versione integrale di Miss American Pie- che così, magari, riesco anche a smaltire la posta. Voto: non pervenuto.

Nevruz- Ragazzi di oggi (Luis Miguel). Se mai i Miti avessero bisogno di conferme, Elio lo fa con la scelta di questa canzone: io avevo vent'anni e volevo cambiare il mondo con la mia musica- e al primo posto della Hit c'era Luis Miguel. L'incitamento a distruggere questa canzone è superfluo, trattandosi di Nevruz, ma anche Tommasini ce la mette tutta. Bandiera biana, flebo, lui vestito da soldato che si arrende e altre cose che non ricordo perchè, confesso, a un certo punto ho perso il filo, ipnotizzata (?) dal vello di questo personaggio che, ad ogni esibisione, mi convince sempre di più. Che lo è- e non che lo fa.
La migliore della serata, comunque, è di Ruggeri: ho visto i Sex Pistols, 20 cm.

Alla sfida finale vanno Manuela e gli Effetto Doppler che, confermando nei fatti quanto hanno sempre negato a parole, cantano (?) Don't stop me now e Ti vorrei sollevare, entrambe imparate a XFactor. Il che legittima un'inchiesta di Chi l'ha visto, dato che un gruppo vero dovrebbe avere un repertorio collaudato, di cui invece qui non c'è traccia.
Manuela 3 a 1 e (stavolta) un plauso alla Tatangelo, che ne ha riconosciuto la superiorità, senza tante manfrine.

INSALATA DI RISO ALLA CANTONESE

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Azzardo un Simone Rugiati, ma non trovo più il libro da cui è tratta questa ricetta, dall'originalissimo titolo de Le Insalate. In ogni caso, altro non è che un riso alla cantonese, fatto raffreddare e servito con salsa di soia, al momento. Alla faccia della non ricetta....

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Di Daniela
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Ora, non è per voler essere noiosi a tutti i costi, ma, se uno ha degli amici, si aspetta che questi gli diano una mano !!! Non per dire, ma l'anno scorso verso la fine dell'estate, ho cercato in tutti i modi di muovere a pietà le mie deliziose amiche "del mare", nella maggior parte eccellenti cuoche, per riuscire ad avere qualche ricetta carina da potervi raccontare sul blog: nulla di complicato, proprio quel tipo di ricette di cui chiacchieri volentieri in riva a questo mare,

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mentre pigramente aspetti l'ora per sguazzare un po' nell'acqua o per la solita partitina a Burraco (non si può giocare ad altro ultimamente!) o semplicemente per passare il tempo piacevolmente. Devo dire che qualche risultato l'ho anche ottenuto: Patrizia e Gianna mi hanno raccontato le cose semplici e piacevoli che fanno quando sono in vena di coccolare un po' la famiglia e ve le ho ritrasmesse esattamente come loro le hanno passate a me. Anche altre mi hanno dato suggerimenti piacevoli: con Giulia ho cucinato, con Luciana è stato tutto uno scambio di suggerimenti (lei è bravissima).... ma poi c'è Luisa. Lei professa la sua imperizia in cucina, con un candore dettato solo dal fatto che, non avendo creature da sfamare giornalmente, nessuno le addenta la giugulare quando confessa che, se può, ricorre con gioia alla rosticceria o, nei fine settimana alla sua mamma. Fin qui nulla di strano. Solo che io le ho chiesto quale tra le cose sfiziose che la sua mamma, eccellente cuoca, le prepara, preferisca : mi ha risposto che va in brodo di giuggiole per le pesche "come le fa lei!". "Bene" dico io, "e come le fa lei?" E qui Luisa mi dice che proprio non ne ha idea e che lo chiederà alla mamma e me lo farà sapere... ma certo le pesche "Come le fa lei, sono una squisitezza!!!" E così ... DA DAN! Non è passato NEPPURE :-))) un anno che GIA' mi ha passato il prezioso foglietto con la ricetta!!! E non oso pensare quanto mi ci vorrà (e ci vorrà di conseguenza a voi) per conoscere le altre preparazioni della signora F. che Luisa mi ha fatto baluginare davanti agli occhi!!!! Quindi per ora godetevi questo dessert di fine estate che io ho preparato utilizzando pesche "saturnine" (quelle un po' schiacciate che chiamano anche "tabacchiere" a pasta bianca, buonissime!!), pesche settembrine e amaretti con un po' di cacao e con un grande GRAZIE LUISA, partiamo con la preparazione.
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Il risultato è veramente eccellente e mi scuso con tutto il cuore con la signora in questione per tutte le imprecisioni che commetterò: ma tra me e Luisa facciamo a chi è più distratto...

PESCHE "COME LE FA LEI!" DELLA LUISA
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Premetto che essendo una ricetta "di famiglia" non ci sono dosi precise: vi indico più o meno le quantità...
Ingredienti per 4
4 pesche Saturnine o qualunque altro tipo di pesca vi piaccia
4/5 cucchiai di zucchero di canna abbondanti
3 cucchiai di cacao amaro
8 amaretti
un paio di bicchieri di vino bianco secco

Prendete le vostre pesche, pelatele, tagliatele a metà (nel caso delle saturnine, se sono piccole, lasciatele intere e consideratene 1 a testa come porzione), togliete il nocciolo e disponetele in una padella antiaderente non troppo attaccate le une alle altre, con la parte concava rivolta in su.
A questo punto versate nella vostra padella il vino in modo che le pesche risultino immerse per 3/4. (La padella deve essere antiaderente, ma se così non fosse fate prima scaldare leggermente il vino e poi disponete le pesche, per evitare che si attacchino al fondo.) Mettete su ogni mezza pesca 1/2 cucchiaio abbondante di zucchero di canna (o un po' di più se dovessero essere un pochino "aspre").
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Prendete ora un amaretto per ogni mezza pesca, toglietegli un po' di base, se è troppo grande e mettetelo al centro dell'incavo di ogni frutto.
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Sbriciolate finemente un paio di "avanzi di amaretti" se ne avete o uno intero, aggiungetelo alle pesche e spolverizzate il tutto abbondantemente con il cacao amaro. Mettete la padella sul fuoco basso e fate cuocere per 30 minuti circa, irrorando spesso la parte superiore della pesca con il sughetto di vino e cacao, finchè quest'ultimo non si riduce ad una densa cremina scura. A questo punto togliete dal fuoco e servite le mezze pesche su piattini, accompagnate da una spruzzatina di panna montata e, se vi va, un amaretto.
Buon appetito
Dani
PEACHES "As she prepares them!"
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I state that as a recipe for "family" there are no precise doses: pointing you to more or less amount o ...
Serves 4
Saturnine 4 peaches or any other type of peach you like
4 / 5 tablespoons of sugar cane abundant
3 tablespoons unsweetened cocoa
8 amaretti cookies
a couple of glasses of dry white wine

Take your peaches, pell them, cut them in half (if you use the saturnine don't cut them, and use one peach for person), remove the core and place them in a pan not too near to each other, with the concave side facing up. Now, pour the wine in your pan so that the peaches are dipped for 3 /4. Place on each half about 1 / 2 tablespoon of brown sugar (or a little 'more if they were to be a bit "sour"). Now take 1 amaretto for each half peach . Take off a little bit, if it is too big and place it at the center of each half fruit. Crumble finely 1 amarett0, add it to peaches and sprinkle everything with cocoa. Put the pan on very low heat and cook for about 30 minutes basting frequently the top of the peaches with the sauce of wine and cocoa, as long as it becomes a thick creamy
dark sauce . Remove from heat and serve the half peaches on plates, accompanied by whipped cream and, if you like, a amaretto.
Bon appetite
Dani

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millionaire shortbread con caramello al rosmarino

La scelta della ricetta non è casuale, vista l'ultima disavventura di questi giorni, quando con un amico incontrato per caso mentre stavo andando al bar per il caffè- della - mattina (il primo fuori, il terzo della giornata) abbiamo deciso di fare due passi in più e di andarcene in uno dei locali storici più famosi della città. Con tutta che è vicinissimo al mio ufficio- e con tutta che la succursale di quest'ultimo ormai è in pianta stabile ai tavolini dei caffè- questo non rientra fra i miei punti di ristoro preferiti: ufficialmente perchè ne preferisco un altro, ufficiosamente perchè mi mette una tristezza infinita vedere che le signore di una certa età che prendono il tè e che, per tutti gli anni della mia gioventù, sono state le eponime del soprannome del locale- il noto "bar della Menopausa", ora sono tutte mie amiche, se non addirittura coetanee.
Ma tant'è, ogni tanto ci vado- e l'altro giorno non ha fatto eccezione, nonostante i minuti contati e la pila di pratiche sulle scrivanie di entrambi. Ma a un caffè non si dice mai no- e a un caffè veloce, ancor meno.
Poco meno di dieci minuti ad un tavolino e due caffè, serviti senza niente- nè un bicchier d'acqua, nè un cioccolatino, nè un pezzetto della pasticceria di cui questo bar si gloria- ci sono costati 5,40 euro.
Per quanti tentativi abbia fatto per farmene una ragione, non ci sono riuscita...


caramello salato al rosmarino

Tormentone anglosassone, già sperimentato qui con tutt'altra ricetta ma con identico successo. Dicono che, se conservati in frigo in un contenitore ermetico, durino un sacco di tempo. Dicono.....

Millionaire's Shortbread al Caramello Salato al Rosmarino
da Gizzi Erskine, Gizzi's Kitchen Magic,


per 16 pezzi
tempo di preparazione 15 minuti
tempo di cottura: 35 minuti
tempo di raffreddamento: 1 ora

225 g farina 00
85 g zucchero
315 g burro
400 g di latte condensato
4 cucchiai di melassa (potete sostituirla con l'equivalente in sciroppo di acero)
2 rametti di rosmarino fresco
1 cucchiaino di sale (io ho usato il fleur de sel)
200 g di cioccolato fondente al 70%

Preriscaldare il forno a 170 gradi.
Rivestire con carta da forno uno stampo quadrato di 23 cm di lato
Preparare un impasto con tutto lo zucchero, tutta la farina e 200 g di burro, stenderlo ad uno spessore di circa 1 cm e rivestirvi in fondo dello stampo, premendo con le mani in modo da farlo aderire bene. Bucherellarlo con una forchetta e infornare per 5 minuti: abbassare poi la temperatura a 150 e far cuocere ancora per altri 30 minuti o fino a quando l'impasto apparità leggermente dorato. Lasciar raffreddare in teglia

Scaldare il rimanente burro in una casseruola, a fiamma bassa per due o tre minuti, poi aggiungere il latte, la melassa (o lo sciroppo d'acero) e il rosmarino. Mescolare il composto fino a quando il burro si è amalgamato, portarlo a leggero bollore e poi, mantenendo costante la temperatura, far cuocere per 10 minuti, mescolando continuamente, fino a quando si addensa e diventa di color caramello. Eliminare il rosmarino, versare il caramello sul biscotto nella teglia, livellarlo bene e cospargerlo con il sale.

Rompere il cioccolato in tanti pezzi, metterlo in un recipiente resistente al microonde e farlo sciogliere alla massima potenza, per 45 secondi Lasciarlo raffreddare leggermente e poi versarlo sul caramello. In frigo per un'ora. Una volta assestato, tagliare in 16 pezzi.

E ora, leggete attentamente queste note, perchè non ho seguito la ricetta alla lettera.

per quanto riguarda la teglia
questi pezzi di chiamano propriamente "squares", quindi sarebbe meglio usare una teglia quadrata, piuttosto piccola, con il bordo di 2-3 cm max. Però, non è detto che dobbiate per forza tagliarli in pezzi squadrati, anzi: v edete voi che cosa avete in casa e regolatevi di conseguenza. Quello su cui non transigo :-) è il rivestimento con carta da forno: il docle deve poter essere estratto facilmente dalla teglia, per poter essere tagliato: potete anche fare questa operazione senza sformarlo, ma col richio di rovinare il fondo dello stampo, con la lama del coltello. Altro consiglio: imburrate bene i bordi.
per quanto riguarda l'impasto base
è il classico impasto da shortbread- farina, burro, zucchero: gli Anglosassoni lavorano il burro morbido e non fanno riposare l'impasto, io continuo a trattarlo come una frolla, a maggior ragione se non ci sono indicazioni precise come in questa ricetta. Uno di questi giorni, vi posto degli shortbread alla cannella fatti con il metodo tradizionale del burro montato, tanto per rendervi conto della differenza: in questa ricetta, però, l'autrice non menziona affatto l'operazione del montaggio, anzi: "the mixture will be sandy"- "sabbiosa", dice ad un certo punto- e quindi, questa per me è frolla. E quindi, come per tutte le frolle, un'oretta di riposo in frigo gliela faccio fare, sempre dopo averla stesa nella teglia
cottura
anche in questo caso, regolatevi col vostro forno. A me, ci sono voluti tutti perchè il mio forno, in modalità statica, cuoce lentamente, ma non sempre c'è coincidenza con quello che dicono le ricette: regolatevi ad occhio: appena la frolla inizia a indorare leggermente, toglietela dal forno e lasciatela raffreddare
preparazione del caramello
quello della ricetta è un procedimento che ricorda più il dulce de leche che non il nostro caramello- e difatti la crema che si ottiene è molto meno "compatta", se mi passate il termine, del caramello vero e proprio. Inoltre, è estremamente facile da preparare. Seguite le indicazioni della Gizzie e andrà tutto bene
composizione del dolce
qui, invece, ho qualche perplessità sui tempi di raffreddamento. Ossia, secondo me, il caramello necessita di più tempo per rassodare di quello indicato dalla ricetta: per cui, se mi date retta, una volta steso quest'ultimo sulla base, lo lasciate a temperatura ambiente per un'oretta- oppure in frigo per mezz'ora e poi procedete col cioccolato, che io fondo a bagno maria
quello che la ricetta non dice
un trucco per tagliare la torta in pezzi senza impazzire è questo: appena avete versato il cioccolato sul caramelo, mettete in frigo e lasciate riposare per una ventina di minuti. Dopodichè, se il composto ha iniziato a rassodarsi, con la lama di un coltello fate tante incisioni, in lungo e in largo, per segnare le tracce dei tagli successivi, premendo leggermente, fino a toccare il caramello. Poi rimettete in frigo, fino al completo rassodamento. Quando dovrete tagliare il dolce, basterà posizionare il coltello nei solchi già tracciati, evitando in questo modo di screpolare lo strato di cioccolato.
Ci si mette più a scriverlo che a prepararlo.
Ciao
ale


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santa giulia

Santa Giulia, nel sud della Corsica. Mare e cielo blu intenso. Paradiso per i windsurfers. Che altro aggiungere?
Buona serata
Dani

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Di Daniela
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Lo so, lo so, sono un po' noiosa con questa voglia di ricercare sempre prodotti che diano alle ricette un qualcosa in più, possibilmente cercando tra i produttori, nei vari luoghi dove mi trovo, qualche ingrediente migliore o più "di nicchia", come si dice oggi, rispetto a ciò che si trova in giro abitualmente. E così una volta di più, trovandomi in Valtellina, ho cercato l'eccellenza, che in queso caso mi si è presentato sotto forma di mulino.... si, proprio un mulino, di quelli antichi quelli che vanno a ritmo tranquillo, dello scorrer dei fiumi, che lasciano ad altri super tecnologia e velocità ed offrono un prodotto speciale, antico quasi quanto la nostra storia, ma ancora così attuale...
Si tratta del Mulino Osmetti, in funzione a Grosotto dal 1700 circa, ma che dal 1868, paga la pesante Tassa sulla macinazione, come attesta questa licenza originale dell'epoca
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che recita"LICENZA DI ESERCIZIO N. 4
Il Sig. Osmetti Giovanni e Pietro fratello di Giovanni, è autorizzato a esercitare per l'anno 1869 il mulino denominato Torcesini, situato a destra del corso d'acqua appartenente agli stessi, fornito di 3 palmenti destinati alla macinazione promiscua, purchè presti la cauzione di lire 35,00 e paghi il diritto di licenza in lire 9,50 e si uniformi alle disposizioni delle vigenti leggi e regolamenti. Tirano, 16 Dicembre 1868"
Non potete immaginare il fascino del posto.
Collage di Picnik
All'interno la signora Anna, la proprietaria, mi mostra i suoi "3 palmenti" e si scusa con me per il disordine, perchè, mi spiega, sta aspettando la visita di figli e nipotini, e sta cucinando per loro....
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A me, in verità sembra tutto perfetto e mentre le chido il permesso di fotografare questo che, di dieci che erano, è rimasto l'ultimo mulino ancora in attività, lei mi dice che dal 1963, hanno dovuto convertirsi all'elettricità:"...ma la velocità delle macine è sempre quella sa? non è cambiata per niente..." perchè, mi spiega è proprio la lentezza con cui le macine girano a dare alla farina che loro producono quella qualità superiore, più sapore e digeribilità, perché non la brucia e non modifica il valore nutritivo delle proteine.
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Quando la signora mi apre la porta di legno che chiude il setaccio per la farina, vengo circondata da una nuvola di impalpabile polvere con la consistanza del borotalco (niente battute spiritosissime pliiiiiiiiis! Questa nuvola qui fa solo bene!!! :-))) che a differenza della farina industriale ha un colore leggermente più scuro, mentre la salutare crusca
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viene espulsa di lato.
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Poi è toccato alla macina "dedicata" al grano saraceno,
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che, mi ha spiegato la signora Anna, viene passato tra le macine 2 volte, per avere la consistenza che lei preferisce
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così da eliminare tutti "gli scarti" e renderlo più piacevole al palato
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L'ultima macina è quella per la farina gialla che anche qui subisce una o due macinature a seconda della finezza che deve raggiungere..... E stata davvero una visita interessantissima : ho visto cose che non conoscevo e aavvertito la passione per quel lavoro antichissimo e faticoso, ho ammirato vecchi oggetti
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e ho capito la gioia che dà sapersi parte di una tradizione centenaria. Aggiungete a tutto questo che la signora Anna e il marito mi hanno conquistato con la loro cortesia e affabilità, tanto che ad un certo punto mio marito fuori in attesa, ha cominciato ad immaginare scene apocalittiche con se stesso sommerso da giganteschi sacchi di farina, pesantissimi, tutti da portare rigorosamente in spalla , o al più a dorso di mulo, fino a casa.... E invece ancora una sorpresa: la signora ha voluto assolutamente vendermene solo pochi chili, al massimo un paio a tipo di farina, perchè, mi ha spiegato ancora una volta, "la farina cambia con il cambiare dell'umidità: e se quando torna nella sua bellissima Genova non le rende come spera?" Ho cercato di rassicurarla, spiegandole che le mie doti di cuoca non sono così pazzesche da avvertire, nella farina, la variazione dell'umidità.... ma lei ha insistito e così la nostra visita si è conclusa con un : "beh, così avrete un motivo per tornare a trovarci, no?" E come darle torto....
TORTA DI GRANO SARACENO
Da "più dolci" di settembre
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Ingredienti
4 uova
100 gr di burro
200 gr di zucchero
200 gr di farina di grano saraceno
50 gr di panna fresca
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
scorza grattugiata di un arancia
zucchero a velo
fecola
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In una ciotola sbattete a crema il burro con metà zucchero. A parte montate i tuorli con lo zucchero restante. Unite i 2 composti ed aromatizzate con la scorza d' arancia. Incorporate la farina il sale il lievito e la panna. In un altra ciotola montate a neve ferma gli albumi con un cucchiaio di zucchero semolato. Amalgamate delicatamente gli albumi all'impasto, mescolando dall'alto verso il basso per non smontare la preparazione. Versate tutto nello stampo unto e spolverizzato con la fecola. cuocete in forno a 180° per 45 minuti. Quando la torta sarà cotta sfornate e sformate sulla granella a raffreddare. Decorate la torta spolverizzandola con zucchero a velo. Questa torta può essre servita come base per mille diverse preparazioni : potete presentarla farcita nella maniera più classica con marmellata di mirtilli o di frutti di bosco
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o di albicocche. Ma sarà perfetta e golosissima anche con una crema alla Nutella,
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o una super classica crema inglese, servite a parte in una salsiera, e eccellente ricoperta con una glassa reale bianchissima o panna montata
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per creare un piacevole contrasto di colore con la torta stessa.
Non sottovalutrei neppure lo zucchero a velo colorato: guardate un po' cosa ho scovato per decorare le torte di ogni tipo?
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Insomma sbizzarritevi come volete e buon appetito!!
Dani


Buckwheat cake
I bought this exellent Buckwheat flour in an ancient mill, that works Since 1700. Visit was a great experience because I had never seen one still active. And the flour, believe me, is really special !!!
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Ingredients
4 eggs
100 g butter
200 g sugar
200 g buckwheat flour
50 g of fresh cream
1 packet of yeast
1 pinch of salt
grated zest of one orange
icing sugar
starch
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In a bowl whisk to cream the butter with half the sugar. Whip the egg yolks with remaining sugar. Add the two compounds and flavored with the peel 'orange. Stir in the flour, salt, baking powder and cream. In another bowl mounted stiff egg whites with a tablespoon of sugar. Mix the egg white mixture gently, stirring from top to bottom so as not remove the preparation. Pour into greased mold and dusted with starch. Bake at 180 degrees for 45 minutes. When the cake is cooked and baked on deformed grain to cool. Decorate the cake with powdered sugar sprinkle. This cake can be applied concurrently served as the basis for thousands of different dishes: stuffed you can submit it in the most classic blueberry jam or berries or apricots. But it will be perfect and even with a luscious cream with Nutella, or a super classic custard, served separately in a gravy boat and covered with an excellent white royal icing or whipped cream to create a pleasing color contrast with the cake itself. Look 'what I discovered to decorate cakes of all kinds:colored sugar icing!!!
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Be imaginative!!!!
Bon appetit
Dani

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Di Daniela
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Ci sono serate meravigliose che ti tengono fuori di casa fino a tardi solo per ammirare ciò che ci circonda: sono serate magiche, dove il cielo è talmente stellato e terso che ti sembra di non aver mai visto così tante stelle tutte in una volta, oppure la luna piena e luminosa illumina tutto rivelando o creando scorci che con il sole non noteresti mai e poi ci sono serate come quella che mi è capitato di osservare qualche giorno fa. Eravamo ancra al mare, e la giornata era stata veramente brutta : pioggia intermittente, tuoni e colpi d'aria violenti, mare grosso, insomma tutto ciò che fa burrasca. Poi, improvvisamente verso sera, inattesa, arriva la tramontana. In un attimo il cielo si apre e nell'ora blu tanto amata dai fotografi e dai poeti il vento trasporta verso l'alto mare ciò che resta della buriana che fino a poco prima aveva infuriato sulle nostre teste e così alle spalle, sui monti il cielo diventa a poco a poco stellato e limpido, ma in fondo, verso l'orizzonte ancora i lampi illuminano tratti di notte improvvisamente. Pensate che non abbia provato la tentazione di fotografarli? Sbagliato! Non vi dico fino a che ora sono rimasta sveglia per provare a rendere quanto di meraviglioso stavo vedendo. Ecco il risultato:
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ciò che mi piace in questo scatto sono le piccole luci che si intravedono alla sinistra dei lampi sono le...lampare, involontario gioco di parole, le barche che partono al tramonto
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per pescare con le loro luci fortissime durante la notte
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e che in quest'altra foto si intravedono mentre si allontanano verso il mare aperto, mentre la lucina che appare a destra del lampo qui sotto è quella della boa del parco marino.
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nell'ultima la luce si libera e scarica in mare tutta la sua potenza
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Non è stato uno spettacolo meraviglioso? E' vero che le foto non riescono a rendere giustizia alla grandiosità di un simile evento, specialmente a mano libera e con un obbiettivo "normale", però sono particolarmente contenta di aver condiviso con voi la bellezza della natura "scatenata".
Però va da se che dopo una serata spesa fino a tardi a cercare di catturare con la mia Fuji la bellezza effimera del lampo (e non vi posso dire quante foto ho scattato prima di catturare queste immagini!) la mattina dopo ho dormito un po' di più e per pranzo ho preparato una cosa veloce e leggera ma gustosissima come questi 3 piatti di bresaola, per i quali mi sono ispirata a 3 ricette del nostro chef E. Pini
BRESAOLA CON JULIENNE DI MELA
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dosi per 4 persone:

350 gr. bresaola tagliata a fette sottili
200 gr. lattughino
100 gr. mela tagliata in julienne (piccoli fiammiferi)
3 cucchiai olio extravergine
2 cucchiai aceto di mele
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Preparazione:
Disporre sui piatti il lattughino, addossarvi la bresaola, quindi cospargere con la julienne di mele. Condire con la vinegrette all'aceto di mele (sale, pepe bianco, aceto di mele, olio)

BRESAOLA AL CARPACCIO
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Dosi per 4 persone:

350 gr. bresaola tagliata a fettine
150 gr. carciofini (o porcini) sott'olio affettati
150 gr. formaggio casera a dadini
3 cucchiai olio extra vergine
1 cucchiaio d'aceto rosso
1 cucchiaio di senape dolce
sale e pepe quanto basta
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Preparazione:
Adagiare sui piatti le fettine di bresaola tagliata sottile.
Disporre sopra i carciofi o i porcini affettati e i dadini di formaggio casera.
Condire con la salsa alla senape: aceto, sale, senape e olio.

ROSE DI BRESAOLA CON CAPRINO FRESCO E OLIO BUONO
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dosi per 4 persone:

350 gr. bresaola tagliata sottile
150 gr. caprino fresco tagliato a rondelle
foglie di lattughino
3 cucchiai olio extravergine
pepe
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Preparazione:
Disporre sui piatti una 1/2 fetta di bresaola, guarnire al centro con una rondella di caprino. Arrotolare la fettina intorno al caprino come se fosse un petalo. fare lo stesso con un un'altra1/2 fettina. Disporre le roselline al centro del piatto decorare con qualche foglia di lattughino.
Condire con un filo d'olio e una spruzzata di pepe al mulinello.
Buon appetito
Dani


Bresaola with apple julienne
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serves 4 people:

350 gr. Bresaola thinly sliced
200 gr. lettuce
100 gr. apple cut into julienne strips (small matches)
3 tablespoons extra virgin olive oil
2 tablespoons cider vinegar

Preparation:
Arrange the lettuce on plates, put on bresaola, then sprinkle with sliced apples. Season with vinegrette apple vinegar (salt, white pepper, cider vinegar, oil)

Bresaola AL CARPACCIO
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Serves 4:

350 gr. Bresaola sliced
150 gr. artichokes (or porcini) in oil
150 gr. casera cheese, diced
3 tablespoons extra virgin olive oil
1 tablespoon red wine vinegar
1 teaspoon sweet mustard
salt and pepper to taste

Preparation:
Lay the slices on plates of thinly sliced dried beef.
Arrange artichokes over or sliced mushrooms and diced cheese dairy.
Season with the mustard sauce: vinegar, salt, mustard and oil.

ROSE OF Bresaola with goat cheese and good olive oil
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serves 4 people:

350 gr. Bresaola thinly sliced
150 gr. goat cheese cut into slices
lettuce leaves
3 tablespoons extra virgin olive oil
pepper

Preparation:
Place dishes on a 1 / 2 slice of dried beef, garnish the center with goat cheese. Roll the slices around the goat like a petal. do the same with an other 1 / 2 slice. Arrange the roses in the center of the plate garnish with a few leaves of lettuce.
Season with a little oil and a dash of fresh pepper
Bon appetite
Dani

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polpo al vino rosso

L'altro giorno, Stefania raccontava di tutti gli impegni che lei profonde ogni giorno e da anni per far girare l'economia: in pratica, il marito risparmia e lei spende quello che hanno messo da parte, con uno spirito di dedizione alla causa veramente lodevole. Sul finale del post, ho pianto.
Io ho fatto lo stesso, fino a quando mi manteneva mio padre. Che è uno che, nella vita, si è sempre fatto un mazzo tanto, distinguendosi anche lui per abnegazione e volontà, in un'epoca in cui quello che oggi verrebbe incasellato come "bieco sfruttamento del lavoro minorile" rappresentava l'unico antidoto al morire di fame. Lui, naturalmente, ce lo ha sempre raccontato, soprattutto quando constatava la mia disinvoltura nello spend...ops, nell'amministrare il denaro, e a me un po' di sensi di colpa son venuti, lo confesso: almeno fino a quando ho capito che se spendevo così tanto e così spesso non era per assecondare i desideri di una ragazza viziata, ma solo perchè stavo completando un piano di economia domestica, iniziato con la generazione precedente e che trovava in me l'anello ultimo e definitivo: "dò un senso ai tuoi sacrifici, papà" è stata l'illuminazione di una volta- e che poi mi è toccato ripetere per una vita, davanti ai suoi amici d'infanzia, sollecitata da un padre ormai rassegnato al prenderla sul ridere, almeno con questa figlia.
Da quando mi sono sposata, però, ho fatto un passo avanti. Nel senso che io non spendo i risparmi di mio marito, ma lo anticipo addirittura, diventando io stessa, con le mie spese, causa del suo risparmio. Per onestà, confesso che io non mi ero resa conto di essere l'artefice dell'ennesima, illuminata manovra del risanamento dell'economia familiare, anzi: mi sembrava solo di non riuscire a trattenermi dall'impulso di comprare cose inutili, che finivano nel carrello della spesa solo perchè scontate. E' stato il genio del marito che, un giorno, vedendomi arrivare carica di borsine, dopo un raid al supermercato preannunciato come " prendo un kg di zucchero e arrivo", lo ha spinto a chiedermi quanto gli avessi fatto risparmiare, questa volta. Il che, nella mia mente, è stato come avere una folgorazione: dentro di me, non albergava lo spirito depresso della casalinga schiava del 3x2, bens' quello di Adam Smith che mi guidava impavida, dagli scaffali alle casse. E da allora, gli altri fanno la spesa, io sono in missione


polpo al vino rosso


Tanto per dire, un po' di tempo fa ho fatto un salto a Milano dalla Genny: avevo i minuti contati, per cui mentre ero in treno ripassavo mentalmente una scaletta delle cose da fare, di quelle iper-stra-schematizzate, del tipo ore 9.00 arrivo in stazione, ore 9,01, breve saluto, ore 9,02 operativa al massimo e sapevo che anche per lei era così. E infatti, ore 9,00 arrivo treno, ore 9,01, breve saluto, ore 9,02 operative al massimo. Al Catai, dietro la Stazione centrale.
Da cui sono uscita con i seguenti prodotti:
1. una scatoletta di latte di Cocco, che a Genova lo pago 2 euro e qui uno
2. il wasabi in pasta, che figurati se non sai dove metterlo, l'anno scorso ho fatto il gelato e i bicchierini col cioccolato bianco e guarda già che ci sono prendo anche
3. il wasabi in polvere, che questo dove lo metto? boh, per ora in dispensa, poi qualche idea verra..
4. i semi di sesamo nero, 1 euro e venti ?????? sì, lo so che sono tanti, ma 1 euro e 20, come si fa a non comprarli???
5. la teriyaky- che questa la trovo anche qui e anche allo stesso prezzo, ma già che ci sono... intendo dire, il Risparmio è una Categoria, vuoi mettere il Tempo Risparmiato?
6. le perle di Tapioca, ma solo perchè al mattino avevo comprato una rivista di cucina che ne parlava e combinazione- combinazione- eccole lì....
7. il riso per fare il sushi, perchè piace alla creatura
8. l'agar agar in polvere- che quello me lo ero dimenticato e Santa Genny che mi ha rincorso alla cassa con la bustina...
9. la nigella- che non ho ancora capito cosa sia e dove metterla, ma la Genny ha detto che serve per la Cucina Indiana e tanto è bastato.
10. 20 g di tè matcha a 3,90- e lo so che per me sa di refrescume e la fatica che ho fatto a smaltire i 10 g di Peck ha dell'erculeo, perchè ha avuto il potere di rovinare tutto quello con cui entrava in contatto, ma a occhio stavo risparmiando qualcosa come 20 euro, se non di più... potevo lasciarlo lì????
11. una busta da non so quanti quintali di cocco grattugiato che scade dopodomani, per cui preparatevi ad un proliferare di ricette col cocco
12. del sesamo verde, su cui gradirei che non faceste domande, di nessun tipo- e neppure telefonate a NAS o cose varie.
Infine, mezzo kg di miscela di spezie, che ci siamo divise in stazione, alla faccia della polizia, dei cani e dei ferrovieri tutti: perchè, quando si tratta di risparmio, questo e altro....

POLPO IN SALSA DI VINO ROSSO
(sale e pepe, agosto 2010)

polpo al vino rosso

Rosolate uno spicchio d'aglio in una casseruola con 20 g di burro e un filo di olio ed eliminatelo quando inizierà a prendere colore. Disponete nella casseruola un polpo pulito di circa 1,5 kg, facendolo insaporire per qualche istante e irroratelo con un bicchiere di vino rosso. Unite due foglie di alloro e fate cuocere il polpo a fuoco dolce per circa un'ora, rigirandolo di tanto in tanto e aggiungendo poca acqua, se necessario. Quando il polpo sarà tenero e la salsa della giusta consistenza, togliete dal fuoco, regolate di sale, profumate con una macinata di pepe e un ciuffo di basilico sminuzzato e servite con crostoni di pane tostati.
ciao
ale

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Immagine 274
La Torre di Londra.... secoli di storie oscure, tormentate e intriganti : vi aleggiano spiriti affascinanti di re, regine, principi e nobili di antiche casate...Ah scusate, a furor di popolo devo parlarvi anche dei corvi, elemento essenziale della storia di Londra : una leggenda recita che, se tutti i corvi lasciassero la Torre (la Torre Bianca), la monarchia e l’intero regno cadrebbero. Anche questo in effetti contribuisce al suo fascino, insieme ad antiche cerimonie e leggende antiche, che rimane vivo ancora oggi...
Anzi, lo sapevate che si può assistere alla "Chiusura delle Porte" ogni sera? Io l'ho scoperto da poco leggendo qui questo annuncio "The Ceremony of the Keys:

.Immagine 278
Be part of this 700 year old ancient ceremony! The Ceremony of the Keys is the traditional locking up of the Tower of London and has taken place on each and every night, without fail, for at least 700 years. The importance of securing this fortress for the night is still very relevant because, although the Monarch no longer resides at this royal palace, the Crown Jewels and many other valuables still do!"
Potreste perdervela, nel caso di un viaggetto a Londra? Io no davvero.....
Buona serata
Dani

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Di Daniela
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Ci sono persone che nella vita degli altri riescono ad avere un'importanza fondamentale, anche se non fanno parte della famiglia e non sono propriamente amici. Sono però figure importanti ,a cui ogni tanto la mente torna quando è in vena di "ti ricordi..." con gli altri o anche semplicemente con se stessa. Bene, noi che abbiamo passato, da sempre, e per tanti anni, la maggior parte delle nostre vacanze estive a Monterosso, ne abbiamo una di queste persone, nel cuore: Carlo.
Carlo
Definirlo non è facile, perchè Carlo è stato prima il bagnino, poi nel corso degli anni, è diventato il proprietario dello stabilimento balneare dove noi stavamo e stiamo, ed ha contribuito, in qualche modo, alla nostra educazione: nessuno di noi avrebbe mai osato sfidarlo, ne disubbidirgli, ma nessuno di noi, se in difficoltà, avrebbe potuto dubitare del suo aiuto. Un uomo particolare, ombroso, generoso, forte fisicamente (sono leggendarie alcune sue "gesta" e salvataggi in mare anche quando ormai bagnino non era più), e intelligente, ma spesso solare e aperto, un po' guascone, col sorriso pronto e le ire funeste, che altro che il Pelide! Non c'è più da molti anni ormai, e negli ultimi anni della sua vita ha sofferto molto, ma noi eravamo sempre i suoi ragazzi, quelli del "piccionaia sotto l'ombrello !!" quelli che lui ha protetto e aiutato tante volte e, per noi, un sorriso c'era sempre. A me piace ricordarlo così, in queste giornate di fine estate, davanti al suo mare, dedicandogli il dolce della sua terra di adozione, cercando nei ricordi il suo sorriso.
Baci grandi e grazie di tutto, Carlo.

MONTEROSSINA A MODO MIO
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Per non smentire quanto ho scritto, la torta l'ho preparata con la mia amica Giulia, che Carlo sa bene chi fosse e che dice sempre di non essere capace a far nulla ma invece se la cava benissimo in cucina! Abbiamo lavorato e chiacchierato .....e assaggiato per un'intera mattina e questo è stato il risultato raggiunto dai nostri sforzi congiunti....(che i rispettivi creaturi hanno spazzolato nello spazio di un nanosecondo)
Per una teglia di 20/22cm
Pasta frolla secondo Knam
75 gr di zucchero
75 gr di burro
150 gr di farina 00
un pizzico di sale
1 uovo piccolo
3 gr di lievito
un punta di vaniglia in polvere
Crema pasticcera
1 litro di latte
8 tuorli
140 gr di zucchero
90 gr di farina
1 fettina di buccia di limone (rigorosamente solo il giallo)
40 gr di cioccolato fondente
Pan di Spagna
75 gr di zucchero
75 gr di farina
18 gr di fecola
1 puntina di vaniglina
3 uova
Per l'assemblaggio
Qualche cucchiaiata di marmellata di albicocche
30/40 gr di cioccolato fondente
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Piccola premessa: nella ricetta originale, la crema pasticcera è solo chiara, e la parte fondente è creata dalle scaglie o gocce di cioccolata fondente messe sopra per farle sciogliere in cottura. Io consigliata anche dalla mia aiutante di eccezione abbiamo deciso di prepararne un po' anche al cioccolato, rafforzandola poi con il fondente aggiunto in ultimo. Voi osservate e scegliete quello che preferite: il risultato è comunque eccellente!
Preparate il pandispagna nel solito modo: montate a spuma (a lungo) le uova con lo zucchero, aromatizzate con la vanillina, setacciate la fecola e farina e incorporatele, poi versatele nello stampo di 0 20/22 cm, unto ed infarinato a 175° per 20/24 minuti. Sfornate e raffreddate.
Mentre cuoce preparate la frolla, mescolando velocemente gli ingredienti. Fatene poi una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e mettetela in frigo a riposare per almeno 30/40 minuti. Preparate ora la crema pasticcera. Ho seguito le dosi della ricetta che vi ho proposto con il fresco di lamponi, ma voi potete prepararla come siete abituati. Io ho fatto così: ho scaldato il latte con i pezzetti di buccia di limone e 20 gr di zucchero, quindi ho lasciato in infusione per una mezzoretta, e poi ho filtrato. Ho montato i tuorli con lo zucchero rimasto, poi ho incorporato la farina stemperando con il latte caldo versato a filo. Ho cotto tutto a fuoco moderato fino all'ispessimento della crema.
Appena pronta la vostra crema pasticcera dividetela in 2 parti (io ne lascio un po' di più bianca) e rimettetene una metà vicino al fuoco o sul fuoco bassissimo, facendo sciogliere dentro il cioccolato fondente tagliato in scagliette sottili con un coltello. Qui la cosa va a gusti: potete farlo più scuro per aumentare il contrasto con la crema bianca, ma a me è sembrato giusto questo insieme di sapori. Mettete i due composti a raffreddare coperti da pellicola trasparente a contatto.
Passiamo ora all'assemblaggio del dolce. Tirate fuori dal frigo la pasta frolla, dividetela in 2 parti di cui una un po' più grande e mettetene una tra 2 fogli di pellicola da cucina. Tiratela con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia molto sottile. Togliete uno dei due fogli di pellicola e con l'aiuto dell'altro fodetate la vostra tortiera rotonda imburrata e infarinata o coperta dalla carta forno (la pellicola ovviamente una volta foderata la tortiera, va tolta !!!). Sarebbe meglio che voi utilizzaste uno stampo da poter poi portare in tavola, perchè la monterossina non è facile da sformare. Sono perfetti anche quelli di alluminio, se non avete ospiti importanti!
Riprendete il vostro pandispagna e tagliatelo con un coltello ben affilato in modo da creare un disco molto sottile dello spessore di 1/2 centimetro: non occorre che il taglio sia perfetto, me deve poter entrare all'interno della scatola di pasta frolla creando un fondo molto sottile e morbido.
Prendete le cucchiaiate di marmellata e stendetele in modo uniforme creando solo un velo sul fondo della scatola di pastafrolla e sopra mettete il disco sottile di pandispagna.
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Su questa base rovesciate prima la crema bianca e sopra quella nera, spargendo sopra quest'ultima le scagliette di cioccolato fondente.
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Considerate che le creme devono raggiungere almeno un dito e mezzo di spessore, per poi avere da cotte questo aspetto.
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Ora riprendete l'altro pezzo di frolla, mettete anche lui tra due fogli di pellicola trasparente e tiratelo in sfoglia quanto più possibile sottile: poi procedete come prima, togliendo uno dei due fogli e con l'aiuto dell'altro, lasciandolo esterno, adagiate la frolla sopra le vostre 2 creme e schiacciando leggermente i due fogli di frolla sui bordi della tortiera, sigillandoli bene. Lucidate la superficie del dolce con un po' di latte , o con un tuorlo sbattuto.
Infornate a 180° per 35 minuti circa, dipende dal vostro forno, finchè non avrà raggiunto un bel colore dorato.
Appena fredda se volete potete cospargerla con un po di zucchero a velo e di qualche scaglietta di cioccolato o lasciarla così. Assaggiatela e sappiatemi dire
Buon appetito
Daniela


MONTEROSSINA MY WAY
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A small premise: in the original recipe, the custard, I think, is only white, and the dark part is created by melting chocolate flakes or drops put on the custard to dissolve in cooking. We decided to prepare a bit dark chocolate, then reinforcing it with dark chocolate drops added on top. Choose the one you prefer: the result is still excellent!

Ingredients for a pan 20/22cm

Pastry in Knam style

1/3 cup sugar

5.3 tbsp butter

1 1/3 cup flour 00
a pinch of salt
1 small egg

o.4 tsp of yeast
a hint of vanilla powder

Custard
1 liter (34 fl oz ) of milk

8 egg yolks

5/8 cup sugar

3/4 cup flour
1 slice of lemon peel (yellow part only)

1.4 oz dark chocolate (60 or 70% cocoa)
Sponge

1/3 cupsugar

2/3 cup flour
18 g (o.6 oz) potato flour

a pinch of vanilla

3 eggs

Assembly

A few tablespoons of apricot jam

1.4 oz dark chocolate

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Prepare the sponge in the usual way: mounted foam (long) eggs with sugar, flavored with vanilla, sifted flour and potato starch and incorporate, then pour in the mold of 7,8 (or 8,6 )in. greased and floured at 347F° for 20/24 minutes. Baked and cooled.
While the sponge is cooking, prepare the pastry by mixing the ingredients quickly. Wrap in plastic wrap and refrigerate until firm, 30 minutes. Prepare custard now. Heat the milk with lemon peel and 1.5 tbsp of sugar, left to infuse for half an hour, and then filter it. Put the egg yolks with remaining sugar, Whip the egg yolks with remaining sugar, then incorporate the flour mixed with hot milk. I cooked over moderate heat until the cream thickened.
When ready, divide your custard it into 2 parts : put an half on low heat again, melting in the dark chocolate, cut into thin slivers with a knife. You can do it darker to increase the contrast with the white cream. Put the two custards to cool covered with plastic wrap.
Now assemble the dessert. Take the pastry from the fridge, divide it into 2 parts 1 bigger then the other and a put this between 2 sheets of plastic wrap. Pull it with a rolling pin until you get a very thin dough. Remove one of two sheets of film and with the help of the other cover your round greased and floured cake pan (using the external sheet of film and then take it off!). Would be better if you can use a mold you can then bring to the table, because Monterossina cake is not easy to pull out of shape. (In Monterosso they use aluminum shape) .
Take back your sponge and cut with a sharp knife to create a much thinner thickness of 1 / 2 centimeters (is not necessary that the cut is perfect) Take 2 spoonfuls of the jam and lay them evenly, creating only a thin layer on pastry on the box’s bottom and put on it the thin disk of sponge cake.
On this basis, pour the white cream and then the dark, spreading it over the dark chocolate drops.
Now resume the other piece of pastry, put itself between two sheets of plastic wrap and pull dough as thin as possible: then proceed as before, removing one of the two sheets and with the help of other, leaving it outside, put the pastry over cream, slightly pressing the two sheets of pastry on the edges of the cake, sealing it well. Sprinkle top with a little 'milk or a beaten yolk.
Bake at 356 F° for 35 minutes, depending on your oven, until it reaches a nice golden color.
When cool, if you want you can sprinkle with a little icing sugar and some chocolate drops. Taste it and let know if you like it!!!!
Bon appetite
Dani

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