buon ultimo,  dieci bevande calde, leggermente alcooliche, di quelle che si preparano quando il grosso degli invitati ha ormai preso la strada di casa e si resta in pochi, accoccolati sui divani, i tacchi dimenticati chissà dove, le mani strette su tazze che fumano e che accompagnano le sommesse chiacchiere della notte. Di solito, io crollo al primo sorso- e infatti non è un caso che di solito proponga un tè: ma d'inverno, sono queste le bevande che si preferiscono, calde e corroboranti, che si centellinano insieme agli ultimi scampoli di una serata ben riuscita. Un consiglio: sceglietene una, in aticipo, e tenete pronti gli ingredienti che vi serviranno. Eviterete di perdervi nei meandri della dispensa, scoraggiando i vostri ospiti, e potrete tornare presto da loro, a godervi la parte più bella della festa..

1. Eggnog al bourbon
2. Zabaione al moscato
3. Caffé Viennese
4. Cider Mulled
5. Cioccolata calda viennese
6. Pomegranate Glogg
7. Santa's Little Helper
8. Vin brulè con biscotti speziati
9. Cioccolata calda speziata
10. Zabaione al brachetto con datteri

Ed è con queste bevande che vogliamo chiudere con voi il vecchio anno ed aspettare quello nuovo, nella stessa atmosfera di confidenze e di chiacchiere con cui siamo solite chiudere le feste con i nostri amici più cari. Riprenderemo nei prossimi giorni, all'alba di un 2012 che ci auguriamo possa essere migliore dei mesi che ci siamo lasciati alle spalle, per noi, per le nostre famiglie e per tutti voi che, in questo anno così difficile, siete stati un sostegno, un conforto e una risorsa insostituibile e inimmaginabile: se siamo riuscite a ritagliarci dieci minuti di serenità è stato grazie a Menuturistico e alle vostri voci ed è per questo che gli auguri di quest'anno nascono dritti dal profondo del nostro cuore. 
All'anno nuovo!
Ale & Dani

Ale

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Di Giorgia

CEZANNE. LES ATELIERS DU MIDI
Milano – Palazzo Reale
Sino al 26 febbraio 2012

Il tavolo di cucina – Natura morta con cesta, (1888-1890)olio su tela; 65x80 cmParigi, Musée d’Orsay, lascito di Auguste Pellerin, 1929© RMN (Musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski

Ecco pronta un'altro suggerimento per riempirci gli occhi di ciò che è bello, invece delle brutture che spesso ci troviamo a vedere intorno a noi. Questa volta riguarda Cezanne, un pittore che ha saputo fare della luce,  materia. 
La mostra, intitolata Cezanne:  Les atelier du midi è un omaggio al grande pittore francese e nel presentarvela vorrei riproporvi le parole che su di lui scrisse Emile Bernard con le quali si apre la mostra stessa: Più che un pittore, Cézanne era la pittura stessa divenuta vita. Non c’era un istante in cui egli vivesse al di fuori di essa: era come se, tra le dita, egli tenesse sempre il suo pennello.
A Cezanne, immenso artista non compreso dai suoi contemporanei, viene dedicata a Palazzo Reale, a Milano, questa mostra che ricostruisce il lavoro che egli svolse tra i due “Ateliers du Midi” (quelli provenzali di Jas de Bouffan, dove il maestro ha dipinto derettamente a parete le sue prime opere, per sfidare il padre,  e Lauves, l'atelier della maturità, dove dipinse negli ultimi anni solitari della sua vita), oltre ad alcune opere dipinte nei luoghi al pittore più cari come l’Estaque, Gardanne, Bellevue, Château Noir e


Bibémus, presentando in totale circa 50 opere provenienti dai più grandi musei del mondo quali Musée Granet di Aix-en-Provence, l’Ateneum Art Museum di Helsinki, la Tate National di Londra, il Chrysler Museum of Art di Norkolk, il Musée de l’Orangerie e il Petit Palais di Parigi, oltre al già citato Musée d’Orsay, il Princeton University Art Museum, l’Hermitage di San Pietroburgo, la National Gallery di Washington.  
 
Ma la parte del leone la fanno le 10 opere  direttamente provenienti dal Museo Dorsay, che ha concesso in prestito le sue opere grazie al lavoro di Rudy Chiappini, il curatore della mostra di Milano e di Denis Coutagne, ma grazie anche all'appoggio del Comitato Scientifico di cui fanno parte Guy Cogeval Direttore del Musée d’Orsay e Philippe Cézanne, pronipote dell’artista.
Zuccheriera, pere e tazza blu, 1865-1866olio su tela Parigi, Musée d’Orsay
(in deposito presso Musée Granet, Aix-en-Provence)
© 2011. White Images/Scala, Firenze

Il lavoro in studio, che l’artista univa ad un grande lavoro en plein air o, come amava ripetere, sur le motif, nel dipingere o nel rielaborare un ritratto, un paesaggio, una natura morta, varrà all'artista il titolo di "Padre" della pittura moderna, conferitogli dai più celebri artisti e storici dell'arte. 

La sua opera ha molto influenzato la pittura nel periodo successivo alla sua morte : da lui e dal suo lavoro prende spunto e vita il movimento cubista e il surrealismo oltre molte avanguardie artistiche del 900. 

La retrospettiva a lui dedicata l’anno successivo alla sua morte, avvenuta nel 1906, creo grandissima impressione e ispirò giovani pittori che rimasero influenzati dalla sua opera : tra loro, per far qualche nome, Modigliani e Picasso.

La rassegna presenta opere realizzate a partire dal 1860, con i temi  più cari e più congeniali a Cezanne come i ritratti, i paesaggi, le indimenticabili nature morte.

Chiudo citando un brano della presentazione della mostra: "Un grandissimo pittore, tenace e solitario, inventore di un linguaggio unico e fortemente riconoscibile, frutto di una disciplina ferrea, di una eccezionale intelligenza visiva, di un metodo studiato e ristudiato che ha per scopo la trasfigurazione della visione oggettiva in una pittura armonica ed essenziale."

Sede

Palazzo Reale, piazza Duomo, 12
20121 Milano

ORARI

  • Lunedì: 14.30-19.30
  • Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica: 9.30-19.30
  • Giovedì e Sabato: 9.30-22.30
La biglietteria chiude un'ora prima

INFORMAZIONI 

Infoline: 02.92800375 (dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 18.30)

PRENOTAZIONI SCUOLE (biglietti, visite guidate)

diritto di prevendita € 1,00 a persona
Ufficio scuole: 02.92800375 
dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 18.30;
pagamento: carta di credito o bonifico

PRENOTAZIONI GRUPPI (biglietti e visite guidate)

diritto di prevendita € 1,50 a persona
Ufficio gruppi: 02.92800375
dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 18.30;
pagamento: carta di credito o bonifico

PREVENDITA BIGLIETTI

diritto di prevendita € 1,50 a persona
Infoline: 02.92800375
(dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 18.30;
pagamento: carta di credito o bonifico)

  • Punti vendita Vivaticket nelle principali città italiane
  • Bookstore Skira presso il Design Supermarket della Rinascente (piano -1)

PREZZI DEI BIGLIETTI

  • Intero € 9,00
  • Ridotto € 7,50
  • Ridotto scuole € 4,50
  • Ridotto famiglia € 16,50

VIDEOGUIDE

Per i gruppi e le scuole (medie e superiori) con guida, in mostra è obbligatorio l'utilizzo delle videoguide.
I sistemi, per coloro che ne fossero sprovvisti, possono essere noleggiati direttamente in mostra.

  • Gruppi € 30,00
  • Scuole (a classe) € 15,00

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Più strutturate, rispetto alle idee salate, perchè la pasticceria è una roba seria- ma ugualmente semplici e semplificate, per poter chiudere in bellezza l'anno vecchio ed accogliere quello nuovo con altrettanta serenità.
Sono cinquanta ricette, la maggior parte delle quali si trovano sul blog o sono variazioni sul tema (vedi panne cotte e bavaresi, ai diversi sapori): domande, dubbi, perplessità tutte nei commenti e prima del 31 o la Dani o io vi rispondiamo.



Le panne cotte

Io son fissata con le monoporzioni, siano bicchierini o stampi, ma nulla vi impedisce di portare in tavola un unico dolce: in questo caso, però, è d'obbligo la guarnizione: sbizzarritevi un po', giocando con i colori e la vostra fantasia...

4. Panna cotta al whisky e pere con caramello salato

Le mousse
10.Mousse al cassis
11. Mousse all'Irish Coffee
12. Mousse agli agrumi 

Le Bavaresi

15. Bavarese al rum con salsa di cioccolato e torrone
16. Bavarese al cioccolato bianco con sciroppo di rosa 

I Budini

19. Bonet

I soufflè glacé e i semifreddi

23. Tazzine di cioccolato fondente con gelato al pistacchio
24. Parfait alla cannella con salsa di speculos

La piccola pasticceria

25. Bignè con crema pasticcera alla vaniglia e glassa al cassis
26. Bignè con crema pasticcera al cioccolato e fondent di cioccolato
27. Bignè con crema pasticcera alla nocciola e fondent gianduja
28. Bigné con crema pasticcera al cioccolato bianco e fondent alla rosa
29. Bignè con crema pasticcera al pistacchio e glassa al cioccolato fondente
30. Bigné con crema pasticcera alle pere e bourbon e glassa al cioccolato fondente
31. Bigné con crema pasticcera ai marroni con fondent alla vaniglia

Le meringhe

Il cioccolato


Per chiudere in bellezza





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così come mi vengono... sono prevalentemente "non ricette", tanto per non impazzire anche la sera dell'ultimo dell'anno e molte di esse o sono sul blog o sono variazioni sul tema. Se però avete urgenza di una ricetta, vi tocca portare pazienza e aspettare il mio ritorno, il 31: se non sarà troppo tardi, sarò felice di potervi aiutare.

Tartine

dischi di pan carrè o meglio ancora di crackers tipo ritz, farciti con
1. spuma di prosciutto e pepe rosa
2. spuma di mortadella e pistacchi
3. formaggi cremosi (philadelphia & mascarpone) con erba cipollina
4. gorgonzola, mascarpone e gheriglio di noce
5. rillette di salmone e aneto
6. rillette di sgombro, timo limone e capperi

Bruschette- Crostini

7. stilton e fichi secchi bagnati col Porto
8. roquefort e noci con miele di rosmarino
9. salsiccia cruda e stracchino
10. patè di fegatini con chicchi di melograno
11. tartare di vitello con uovo di quaglia
12. cipolle rosse spadellate e mele agrodolci
13. pane di segale con crema di rafano e salmone affumicato
14. pane di segale con brie e fichi caramellati
15. caprino e mostarda

Polpette
16.polpette di carne con salsa di pomodoro agrodolce
17.polpette di granchio con maionese al wasabi
18.polpette di salmone con panna acida
19.polpette di patate e speck
20.polpette ai gamberetti con salsa rosa
21.polpette di maiale con salsa di soia
22.polpette di tacchino con salsa di limone e capperi

Cotechino e lenticchie
23.Cestini di lenticchie con spuma di cotechino
24.cestini di pane ripieni di lenticchie speziate con rondelle di cotechino
25.mini vol au vent ripieni di lenticchie e cotechino
26.zuppetta di lenticchie con quenelle di cotechino (lessato e frullato con mascarpone light)

Mini quiches
27. ai porri e senape
28. alla trevigiana, ricotta e uvetta
29. alla zucca e funghi
30. ai finocchi e roquefort
31. al roquefort
32. al pesto con pomodorini

Tartare
33. di tonno, con basilico
34. di salmone, su fettine di mela verde
35. di manzo, con uova di quaglia
36. di pesce spada, con salsa all'arancia

Le Insalate
Da servire monoporzionate, già condite
37. Avocado, radicchio rosso, capperi, carciofi, cetriolini
38. Finocchi e arance
39. Mele verdi, sedano, noci e insalata verde
40. Macedonia di legumi assortiti con medaglioni di aragosta, conditi con vinaigrette al pompelmo
41. Waldorf salade
42. Cotechino, trevisana e sedano
43. Cappone, prosciutto di Praga e lamelle di tartufo nero, uva e indivia
44. Avocado, salmone affumicato, uova di quaglia e vinaigrette al lime
45. Avocado e pompelmo rosa
46. Anatra  melograno, arance e misticanza
47. Fagioli neri, peperoni, tacchino condito con olio e tabasco
48. Cannellini, cipolla rossa e gamberetti, conditi con olio e pepe nero di mulinello

Nel piattino

49. Capesante grigliate alla salsa di lampone
50. Capesante alla salsa di martini dry
51. Filetto di tonno in crosta di sesamo nero e glassa al balsamico
52. Cozze con curry e zenzero
53. Moscardini alla San Gennaro
54. Filetto mignon di maiale con salsa al mirtillo
55. Medaglione di aragosta in salsa leggera alla Normanna
56. Polenta bianca al nero di seppia con calamaretti


I Formaggi

57. Mini camembert al forno, guarniti con frutta secca
58. Palline di caprino alla lavanda
59. Palline di caprino al limone, mandorle e zenzero
60. Seirass fritto al profumo di lavanda

Le Zuppette

61. Crema di cavolfiore con crostino di gorgonzola
62. Crema di zucca al sesamo nero
63. Crema di fagioli di Pigna con baccalà
64. Passatina di ceci con scampi
65. Crema di lenticchie con salmone affumicato
66. Crema di topinambur alle nocciole
67. Crema di sedano rapa allo speck
68. Crema all'aglio, con scagliette di mandorle e sale nero di Cipro

La frutta

69. Kiwi e prosciutto crudo
70. Tonno affumicato e pesche sciroppate
71 .Crudo di orata e arancia rossa
72. Diavoli a cavallo
73. Datteri ripieni di mascarpone
74. Robiola, pere e miele di corbezzolo
75. Acciughe al mandarino
76. Pompelmo rosa e gamberetti


I Biscotti salati

77. Sablè al parmigiano
78. Sablè alla paprika
79. Sablè al cumino e limone
80. Sablè alla tapenade
81. Sablè ai pistacchi
82. Cantucci salati
83. Baci di dama al pesto
84. Grissini di focaccia alle olive verdi
85. Madeleines salate

I Patè

86. Patè di carne alle noci
87. Terrina rustica di carni miste
88. Patè di petto d'anatra con mele caramellate

Nel bicchierino
89. Gelato al Parmigiano con salsa di pere speziata al porto
90. Bavarese di pecorino con mele caramellate
91. Caprino e mostarda mantovana
92. Crumble di nocciole, bavarese di cardi, salsa di acciughe
93. Composta al mandarino, mousse di anatra allo xeres
94. Prosciutto al Madeira destrutturato
95. Patè di faraona con gelèe di melograno
96. Crumble di noci, mousse di roquefort al Porto e briciole di pain d'epices
97. Cappuccino di seppie al nero
98. Crema di patate con polpo alla ligure
99. Crema di peperoni con mazzancolle
100. Ceviche di dentice, verdure e gamberi con vinaigrette allo zenzero

A domani, con 50 idee dolci
Ale

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natale 2011

Ora che ci penso, non so se la Dani ha scattato qualche foto:la regola, nelle feste comandate, è di mettere via la macchina fotografica, assieme al pc e pazienza se le i piatti migliori resteranno solo nella memoria degli invitati: est modus in rebus, dicevano gli antichi e, con tutto il rispetto per menuturistico, non esiste intimare ai propri ospiti di attingere alle scorte della loro pazienza anche a Natale, perchè prima la foto- e poi si mangia. Stavolta, però, noi abbiamo fatto un piccolissimo strappo, ma solo perchè Babbo Natale ha incluso anche il blog, nel suo giro, regalandogli un nuovo obiettivo per la macchina fotografica. Non chiedetemi cosa sia, perchè ormai dovrete sapere benissimo che io e la fotografia non andiamo d'accordo, dietro o davanti all'obiettivo non fa differenza: il marito lo ha definito "per deficienti" e da allora cerca di spacciarlo come MIO regalo. Il che mi insegna a dover essere più chiara, nella prossima lettera a Babbo Natale, specificando che quella cosa che va a tracolla e desta le invidie delle amiche si chiama "borsa-di-gucci" e non "l'ennesimo-obiettivo-dello-stracavolo".

 
Anyway, abbiamo dovuto fare qualche foto, specialmente alla tavola della suocera, dalla quale per tradizione si festeggia la vigilia. Stavolta, ha interpretato il Natale in modo ultraclassico, con tovaglia rossa, tovaglioli verdi, centro tavola di pigne e segnaposti a forma di Babbo Natale. Il colpo d'occhio era questo

natale 2011

e questi i dettagli dei segnaposti
natale 2011

e del menu

natale 2011

A questo proposito, ecco che cosa intende la suocera per "cena di magro"
Spuma di tonno con crostini di pan brioche
Uova di quaglia con salsa tartara
Cappon magro arrivato in regalo e che ha sostituito il salmone affumicato
Spaghetti con le acciughe (piatto di tradizione della famiglia del cognato triestino)
Branzino al forno con patate arrosto e carciofi
Mousse agli agrumi della Parodi (più che "dulcis in fundo", "in cauda venenum")
Torta al cioccolato Too Much (di Julie Andrieu)
Friandises varie, fra cui i suoi strepitosi dolci al caramello (prossimamente, prometto che li pubblico), scorzette candite e cioccolatini.

natale 2011

Per la nostra tavola di Natale, invece, dovete far uso di un po' di immaginazione, perchè non abbiamo foto, se non quelle dei segnaposti: eravamo in dodici e ho deciso di cambiare tutto: tovaglia in lino, avorio, e runner, sempre in lino, grigi. Tovaglioli alternati, avorio e grigio, servizio avorio (il solito wedgwood, ma mi ha risolto tanti di quei problemi con gli abbinamenti che tornassi indietro me lo ricomprerei dieci volte), posate d'argento. Bicchieri del servizio buono, mischiati con dei bicchieri da tavola, trovati sotto l'albero la sera prima e della stessa sfumatura dei runner (quando si dice la perspicacia delle suocere). Come segnaposto, abbiamo legato i tovaglioli con due cordicelle intrecciate, a cui abbiamo unito una bustina con dentro le spezie per il vin brulè. Il segnaposto vero e proprio erano le "istruzioni per l'uso", scritte a mano, per 12 volte, da una  creatura stranamente docile e ancor più stranamente ispirata: 

" Fai bollire un litro di buon vino rosso. Immergi il sacchettino con le spezie e lascia sobbollire per 8 minuti. Il vin brulè è pronto quando tutto intorno ci sarà profumo di Natale. Bevilo, pensando a noi"

natale

Il menu prevedeva

Aperitivo
(primo errore: avevo detto "o terra o mare", giusto? Ma siccome i miei sono arrivati con due metri di salmone affumicato scozzese, che neppure stava nel frigo, come facevo a lasciarlo imputridire in dispensa???)
quindi:
Ccannoli di sfoglia con rillette di salmone affumicato
Bliny con panna acida (home made), salmone e caviale
Sablè sfogliate alle noci, con spuma di gorgonzola e mascarpone (non chiedetemi perchè siano venute sfogliate: è andata così)
Zuppetta di lenticchie piccanti con quenelle di cotechino vaniglia (gran figata, la rifaccio, la fotografo e metto la ricetta, giurin giuretto)

Cestino del pane
Panini al burro semplici e con semi vari (sesamo nero, paprika, semi di papavero)
Panini alla segale e mirtilli rossi per il secondo di carne

Antipasto
Terrina di anatra con mele caramellate, insalata del buon augurio e crostini con patè di anatra (la suocera, ovviamente: ricetta nei prossimi giorni, perchè è perfetta per Capodanno)

Primo
Pansoti (comprati: MAI PIU') al sugo di noci

Secondo

Carrè di maiale al forno, servito con chutney di mele, pere, zenzero e cipolle di Gordon Ramsay (fatto da mia madre, contemporaneamente a Ramsay: quando vi stupite di me, date un'occhiata alla generazione precedente...) e patate al forno
Insalata di rinforzo (sempre di Gordon Ramsay, sempre di mia madre), condita con maionese al dragoncello (strabuona)

Dolci
Bicchierino con "variazione di mirtillo": gelèe di mirtillo e sambuco-bavarese alla vaniglia- mousse al cassis
Stelle di Natale: mini savarin di panna cotta alla vaniglia su frolle di cannella, riempiti con pasta di speculos
Panne cotte al bourbon su crema al torrone e cioccolato
Pavlove affumicate, alla crema di  lapsang souchong
Il Panettone di Giorgio e Valeria, per volare dritti nel paradiso dei golosi. 
E tutto il resto, ad accompagnare caffè ed ammazzacaffé
Ieri, ovviamente, digiuno :-)
Ci sentiamo nei prossimi giorni
ciao 
Ale

 


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L'immagine scelta per gli auguri di quest'anno è l'albero di Natale che vorremmo: perchè è fatto di libri, anzitutto- e di tutto ciò che i libri rappresentano, per questa comunità di lettori che cucinano o di cuochi che leggono: pensieri in libertà, voglia di comunicare, di confrontarsi, di incontrarsi. Lo facciamo ogni giorno da più di due anni su questo spazio e se prima avevamo dei "visitatori", oggi possiamo dire di avere tanti amici. E' a voi che vanno tutti i nostri auguri, di un Natale sereno e pieno di tante cose belle, con tutto l'affetto di cui siamo capaci. 
Ale & Dani

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MT book club


Confermato per acclamazione il Gattopardo, vi lascio di seguito il calendario dei nostri appuntamenti. Se vi va, potremmo scegliere il giovedì sera, come giorno fisso per ritrovarci tutti qui: va da sè che, trattandosi di un salotto virtuale, sono ammessi commenti di ritardatari e anzi, il consiglio è quello di continuare a controllare il primo post, per non perdere nulla di quello che verrà detto, anche nei giorni successivi. 
Per quanto riguarda la scansione dei capitoli, farei questa proposta: i primi tre la seconda settimana di gennaio, dal 4 al 6 la terza e gli ultimi due, più un commento generale a tutta l'opera la quarta. Quindi, dovrebbe venire fuori il seguente calendario: 

Giovedi 12 gennaio: capp. 1-3
Giovedì 19 gennaio: capp. 4-6 
Giovedì 26 gennaio: capp. 7-8 e commenti finali.

Comincio io, per ovvi motivi- ma mi piacerebbe che la discussione proseguisse nei commenti, a suon di botte e risposte e confronti: dovremmo riuscirci perchè, a differenza delle rece, dove non sempre tutti hanno letto il libro di cui si parla, qui abbiamo tutti le stesse informazioni e le stesse conoscenze. 
Se avete altri suggerimenti, sono qui
Ciao 
Ale

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Visto che in quest'ultimo scorcio dell'anno in molti mi avete scritto, lamentando la mia "lontantanza" da questo blog e  più d'uno ha anche osato chiedere l'inosabile (e cioè un rientro da luoghi virtuali dove mi guarderò bene dal rimettere piede, rebus sic stantibus), cerco di farmi perdonare tornando all'antico- vale a dire alla parte della attività culinaria nella quale mi sono sempre trovata più a mio agio: che non è, come avrete ampiamente intuito in questi anni, la zona fornelli, bensì quella che la precede, vale a dire l'elaborazione del menu. 


Ho sempre sostenuto, con crescente convinzione, che il momento chiave per la riuscita di una cena sia proprio la stesura della successione delle portate: è un po' come la partitura di un'orchestra: una volta che c'è lo spartito, metà della fatica è andata. Poi, ovvio, bisogna procurarsi gli strumenti e gli strumentisti adatti, ma quando già si sa cosa cercare e soprattutto cosa si vuole ottenere, ci si orienta meglio su tutto. Va da sè che tutto quello che segue non è il Verbo di Escoffier, ma un prontuario di consigli e di punti di vista assolutamente personali: tuttavia, visto che continuo a smazzarmi ospiti a multipli di dieci, non vi dico dall'oggi al domani ma a volte anche sì, e visto che finora non siamo mai andati in tilt, nè noi, nè loro, ho deciso di raccontarvi come mi organizzo io, ogni volta che prevedo un invito.
Tornando al menu, i requisiti fondamentali che deve avere, almeno per me, riguardano sostanzialmente due cose: la prima, il bilanciamento delle portate; la seconda, la possibilità di lasciare che la padrona di casa nonchè cuoca possa stare a tavola con i suoi ospiti il maggior tempo possibile. Questo è un punto importante, almeno secondo me: non si ricevono gli ospiti come semplici cuoche, ma come padrone di casa. Il che comporta di necessità che si passi  del tempo anche  in cucina, ma non tutto e neppure la maggior parte di esso. Altro aspetto che spesso si trascura: prima dell'arrivo degli invitati, imponetevi almeno mezz'ora solo per voi. Fissate il parrucchiere il giorno prima, ma spegnete i fornelli in tempo per poter ricevere gli amici con un aspetto seppur vagamente decoroso- un vestito pulito, la calza perfetta, un filo di trucco. Agli ospiti, per contro, chiedete la puntualità: non in ritardo, ma neppure in anticipo, se non vogliono assistere ai cento metri nel corridoio, fra scarpiera- bagno- armadio e stanza della figlia "che-porca-vacca-carola-possibile-che-ogni-volta-che-mi-serve-qualcosa-sia-sempre-da-te" e altre amene variazoni sul tema. 




Altro requisito importante, al quale sono approdata a forza di organizzare cene, è di non eccedere con le portate, se si riceve seduti. Per cena, ho eliminato da tempo l'antipasto, conformemente all'osservanza stretta di una regola che si era finito per dimenticare, travolti dal desiderio di portare in tavola più e più cose, cucinate da noi; per pranzo, ho eliminato il secondo primo. Se venite a pranzo da me, quindi, aspettatevi un antipasto, un primo, un secondo con più contorni, un'insalata (ma non sempre), un predessert e un dessert importante, a cui seguono friandises, liquori e cioccolatini. 

In entrambi i casi, però, è essenziali l'aperitivo che è il modo migliore- sempre secondo me- per accogliere gli invitati. In primis perchè, grazie al cielo, non arrivano tutti insieme: e quindi, non c'è nulla di più imbarazzante che stare a chiacchierare con gli ospiti, senza avere nulla in mano; in secundis, perchè le feste impongono brindisi e credo che abbiate capito che, ultimamente, più se ne fanno e meglio è. Questo, però, non significa eccedere con i finger food: di nuovo, stiamo organizzando un pranzo, non un cocktail rinforzato. Tre o quattro proposte sono perfette, meglio se presentate in modo elegante e meglio ancora se in formato rigorosamente mignon: devono stimolare l'appetito, non annientarlo sul nascere. Per dire, qui a Genova è d'obbligo la focaccia- e guai se così non fosse: è fra le dieci cose più buone del mondo (azzardo un "per tutti", non solo per me) e guai a non servirla a tavola, specie se ci sono ospiti "foresti". Però, il presentarla già all'aperitivo è un de profundis per il resto delle portate: in teoria, un quadretto di focaccia non farebbe male a nessuno. In pratica, alzi la mano chi è riuscito a limitarsi ad uno solo, senza lasciarsi andare a scene da grande abuffata davanti al tagliere con fugassa e salamme. 
Insomma, rientrando in argomento: cose piccole, raffinate, limitate nel numero e che non prevedano contorsioni per poter essere gustate. I bicchierini non usano più, i cucchiai fanno tanto American Bar del II millennio. Preferite delle mini quiches salate, dei baci di dama, dei cannoli ripieni di spume varie, delle sablè, aromatizzate o anch'esse accompagnate da mousse, dei mini muffins farciti, delle piccole polpette, scodelline commestibili (penso alle chips o ai cestini di lenticchie, tanto per rimanere fermi alle proposte di questo blog), sempre senza esagerare, ma potendovi permettere di stupire. 
Altra sfera dove si può stupire è il cestino del pane: qui sì, che potete mettere la focaccia, assieme a panini di varie fogge e sapori, minimuffins, crackers e grissini, meglio se fatti a mano. In qualche caso, potete anche servire un pane apposito (se prevedete dei formaggi, per esempio, potete fare degli abbinamenti ad hoc; oppure se avete un secondo speciale e non volete che i vostri panini pensati per valorizzare al meglio quella portata vengano fagocitati prima, da commensali ignari): ma se variate la scelta, sarete ulteriormente apprezzati. 



E arriviamo dunque a questo benedetto menu e alla domanda cruciale che di solito ci si fa, cincischiando con carta e penna, davanti a un foglio ancora bianco: da dove comincio?
Dalla portata principale, è la risposta. E' questa che dà il "la" alla vostra composizione, è questa il pianeta attorno a cui ruoteranno, a mo' di satellite, tutte le altre portate. Da qui, discendono alcune regolette secondarie, la prima delle quali è non ripetere mai lo stesso ingrediente (fanno eccezione i tartufi e i funghi) e non sconfinare fra la terra e il mare. Lo so che esiste qualcosa che si chiama "mare e monti", ma visto che sono riuscita a rimuoverlo, gradirei che non mi venisse ricordato più. Un'altra regola importante è preparare gradatamente gli stomaci dei vostri commensali a ricevere tutto il cibo che avete intenzione di offrire: quindi, se avete deciso di puntare su un secondo robusto, non infliggete loro un antipasto grasso e una pasta ripiena condita nel sugo. Accompagnateli passo passo alla degustazione delle vostre proposte, in modo che ognuna di esse possa sempre trovare lo spazio e l'interesse che merita, nei vostri ospiti.


Altra cosa importante: non dimenticate mai le verdure. Sono sempre graditissime, sia che vengano servite come contorno, sia che facciano da complemento alle altre portate. Preparate una bella insalata, prima del dessert e portatela in tavola: vedrete che se ne serviranno tutti. 

Dulcis in fundo, naturalmente: e qui, attacco con una prece. Al cucchiaio. immaginatemi in ginocchio e con le mani giunte, atteggiamento supplice e sguardo lacrimevole. Fate sempre un dolce al cucchiaio, in chiusura di un pranzo in cui gli ospiti sono seduti a tavola. Per "al cucchiaio" intendo anche tutti i dessert che vanno mangiati con la forchetta, tipo le crostate ripiene di crema (non di marmellata) o le torte farcite: però, la preferenza va alle creme, alle bavaresi, ai budini, alle panne cotte, agli zabaioni, alle mousse. A seconda del menu, si possono anche scegliere dolci più strutturati, come i tiramisu, le charlotte, le crostate con la crema, i marquise, volendo anche i crumble (in un pranzo rustico, però): ma se la torta tout court è un must per i compleanni, nelle altre circostanze è meglio puntare su altro. Il motivo è presto detto: che non ce la si fa, a rimpinzarsi di carboidrati alla fine di un pranzo, meno che mai se non sono "veicolati" da creme o frosting o altri ingredienti che possano ammorbidirli un po'. Senza contare che l'ultimo atto di un pranzo sono le frinadises: piccola pasticceria, cioccolatini, marron glacè, fondant , mini meringhe e tutto quello che può giustificare un'ulteriore permanenza a tavola, nell'attesa del caffè. 

Se decidete di offrire dei liquori, qualche abbinamento classico sono i piccoli amaretti con il Porto e il Madeira, il passito con delle pastine di mandorle o dei biscotti secchi, il barolo chinato col cioccolato, (ve bene anche con il whisky e il rum e se avete dei sigari in aggiunta, tanto meglio- per gli ospiti, sia chiaro: per voi un po' meno, sempre che non condividiate anche questa passione): la raccomandazione, in ogni caso, è che si tratti sempre di prodotti di qualità, meglio ancora se fatti da voi: altrimenti, lasciate perdere.




E ora, qualche esempio pratico, con le ricette del blog. Immaginiamo di avere una quindicina di ospiti per il Pranzo di Natale e cominciamo, secondo copione, dalla portata principale. E' Natale, la cena di pesce l'avete magari fatta alla Vigilia, la tradizione strizza l'occhio alla carne e magari anche ad un pezzo importante. In più, non potete perdere troppo tempo, visto il numero di invitati e le cose da fare, quella mattina. Un filetto alla Wellington potrebbe essere l'ideale, perchè scenografico, ricco e da prepararsi con anticipo: potete portarvi avanti con la preparazione anche la sera prima, lasciandolo fasciato nella pellicola, senza il guscio di sfoglia a proteggerlo. Sul contorno, potete sbizzarrirvi con varie verdure, anche quelle da fare il giorno prima e conservare in frigo in contenitori ermetici. Per il pane, si può anche non esagerare: il filetto ha la crosta di sfoglia, quindi di solito si mangia quella. 
a questo punto, passate al primo: avete il forno a disposizione tutta la mattina, perchè il filetto richiede solo venti minuti di cottura, che va fatta mentre gli ospiti si mettono a tavola e mangiano l'antipasto e il primo. Quindi, potete scegliere un piatto al forno che ha il pregio di poter essere preparato in anticipo. Ho scelto i Maccheroni alla Rossini, che sono un piatto "tosto" ma che si sposa bene con il filetto, sia per il filo conduttore del tartufo- fungo, sia per la raffinatezza di entrambi. Se avessi messo la ricetta nel blog, vi avrei suggerito anche una lasagna ai cardi che avevo preparato lo scorso anno per Natale, ma in ogni caso una pasta al forno può andar bene. 
Un consiglio: fate porzioni piccole. C'è sempre tempo per un bis e anche per un ter. 
A questo punto, bisogna studiare un antipasto leggero o comunque suscettibile di essere presentato in piccole dosi: potrebbe essere una creme brulè al foie gras o un patè di carne alle noci con gelatina di sauternes (entrambi vanno serviti freddi) o un abbinamento di legumi con carne affumicata (penso ad un'insalata di lenticchie e speck o petto d'oca affumicato, condite con una punta di aceto ai lamponi, altro piatto che non ho mai messo nel blog ma che servo da una vita); oppure un'insalata storica, come la Waldorf o la Favorita (meglio se senza asparagi, per via della stagione), magari arricchendole con una julienne di salumi affumicati di selvaggina. O una gelatina di campari con del patè di petto d'anitra (perchè le migliori ricette che faccio, non le metto sul blog????). O una crema di patate con tartufo (si può replicare) oppure con dei mini bignè spruzzati di erba cipollina: insomma, di idee ce ne sono quante ne volete, l'importante è non presentare piatti troppo strutturati, con uova e farine varie. 

Infine, per quanto riguarda il dolce, con un menu così è obbligatorio un dolce al cucchiaio: va benissimo qualsiasi cosa vi venga in mente, perchè con la carne ci si può sbizzarrire più che col pesce: io sto sul classico e proporrei il budino di Natale di Paul Bocuse, che è una delle idee che mi sta frullando per la testa, per il pranzo di domenica. A seguire, panettoni, torroni, pandori e tutto quanto fa "Adesso è Natale"

Quindi, ricapitolando
Aperitivo
Tre o quattro, fra questi finger food


A tavola



Mancano ovviamente i vini: ma a cosa servono, sennò, i mariti???
Spero di esservi stata utile. a domani, per gli auguri ufficiali
ciao
ale


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Di Giorgia

venaria

Sempre per la nostra edicola delle cose da vedere qua e la nel nostro Paese, non posso non segnalarvi questa mostra “Moda in Italia. 150 anni di eleganza”, che è aperta dal settembre di quest’anno e  che doveva chiudere  i battenti il prossimo 8 gennaio, ma che invece è stata prorogata fino al 29 gennaio 2012.


da archivio fotografico Tirelli-Trappetti
L’allestimento è stato curato con la direzione artistica di Michele De Lucchi, in alcune sale  delle Arti rinnovate e nell’antico Teatro delle Commedie della Reggia di Venaria, per la prima volta aperti al pubblico proprio in occasione della mostra : per chi ancora non l’ha visitata, c’è quindi un doppio motivo di interesse.  La direzione artistica invece è stata affidata alla dottoressa Franca Sozzani direttrice di Vogue Italia, direttrice editoriale di una casa editrice, nonché autrice di numerosi libri di fotografia, moda, arte e design, e di Gabriella Pescucci,  premio Oscar ai migliori costumi per L'età dell'innocenza (The Age of Innocence) (oltre ad altre 2 candidature),  vincitrice di sette nastri d'argento (fra gli altria,  per La città delle donne (1980), Il nome della rosa (1987), Le avventure del barone di Munchausen (1990) e La fabbrica di cioccolato (2006) .) oltre a  due David di Donatello con e un BAFTA per C'era una volta in America (1985).

La mostra ci consente di ammirare abitiappartenuti a personaggi storici (potremo quindi essere irretititi dall’eleganza della Duse o della Cavalieri), come pure alle scene di film celeberrimi, come il famoso abito bianco della scena del ballo del Gattopardo, indossato dalla bellissima Angelica-Claudia Cardinale (ci servirà da preparazione per la nostra prossima lettura collettiva!) o quello di Livia Serpieri-Alida Valli, di Senso, o le scarpe disegnate da Ferragamo per la Monroe.
Gli abiti, quasi 200, provengono principalmente dalla collezione Tirelli Trappetti di Roma, ma sono stati messi a disposizione anche da diversi stilisti itaiani e da vari musei e raccontano la storia della moda in Italia dal 1861 ai giorni nostri.
abito attribuito alla Cavalieri : foto da qui
Il percorso espositivo descrive un secolo e mezzo di storia della moda secondo due macrosezioni che si sviluppano su due piani, inaugurando i nuovi spazi delle Sale delle Arti della Reggia, corrispondenti a due momenti diversi delle vicende della moda in Italia. 


L'allestimento di Michele De Lucchi è davvero entusiasmante:


negli scenografici ambienti della Reggia elimina la distanza con gli abiti esposti attraverso una combinazione di specchi, così che il visitatore si sente partecipe della scena e della storia rappresentata. Il percorso prevede uno specchio incorniciato all'inizio, quasi da camerino, che via via si farà più frammentato, destrutturato.
Il suggestivo e coinvolgente gioco di rimandi tra arti figurative, fotografia, cinema e musica, in costante dialogo con gli abiti esposti, è arricchito inoltre da un percorso olfattivo, ideato da Laura Tonatto appositamente per questa mostra, che regalerà sensazioni d’altri tempi evocando ricordi, atmosfere e ambientazioni uniche.

Se volete vedere altre foto di abiti fantastici , date un'occhiatina qui!



Informazioni:

Sale delle Arti della Reggia di Venaria
Venaria Reale
Piazza della Repubblica, Venaria Reale
Dal 17 settembre 2011 all' 8 gennaio 2012
 Chiuso il lunedì.
 Martedì - venerdì h 9-18; sabato e domenica h 9-20.
MOSTRA PROROGATA FINO AL 29 GENNAIO 2012

Da giovedì 22 dicembre a giovedì 5 gennaio (esclusi i giorni festivi) sono programmate visite guidate alle mostra Moda in Italia. 150 di eleganza alle ore 15.30 - 17, costo di 4 euro a persona (anziché 6), è necessaria la prenotazione 011 4992333

Cappucci : Oceano


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Di Daniela

Allora ragazzi come va? Come state? Siete caldi? (vi risparmierò un "ànchio", che solo i più attempati potrebbero comprendere:-)) State scalpitando dietro agli ultimi preparativi, pronti al rush finale? Belli tonici nell'attesa del giorno più magico dell'anno? Ecco, io no!!  Io sono riuscita ad acchiapparmi al volo una simpatica influenza spossante, con una signora febbre "stremante", occhi da pesce lesso e ossa tutte frantumate :-( Non male , vero? 
Sono uno spettacolo deprimente al momento! E siccome mi fanno male occhi e testa vi lascio subito con la ricetta del giorno.
Si tratta di una ricetta tradizionale mittel europea che mi ha sempre interessato, fino al punto di indurmi a comprare delle formine adatte all'uopo che, in realtà, ho sempre usato per altri scopi : finalmente eccole utilizzate come si deve!
La ricetta che ho seguito parlava di un solo Kugelhopf , ma io ho preferito farne diversi più piccoli, dalla monoporzione da buffet, per capirci, a quella leggermente più grande. Il commento : squisito! Ricorda un po' il sapore di una brioche, ed è perfetta a fine di un pasto importante, eccellente per Natale, ma veramente speciale anche a colazione e con un buon tè o magari una cioccolata calda... Un dolce a 360 gradi di gradimento, direi.... bè assaggiatelo e sappiatemi dire

Kugelhopf 
essendo un dolce tradizionale austriaco-alsaziano , ho preso la ricetta direttamente da qui

kugelhopf

Ingredienti
500 g di farina
200 g di burro
100 g di zucchero
25 g di lievito
25 cl di latte
2uova
sale
50 g di mandorle
50 g di uva secca fatta rinvenire nell’acqua tiepida (io ne ho messa 100 gr)
 zucchero a velo

kugelhopf  

Preparazione

• Preriscaldare il forno a 180° C
• Stemperare il lievito in circa 5 cl di latte tiepido
• Incorporare lo zucchero, il burro e un po’ di sale al resto del latte
• Formare una fontana con la farina e incorporarvi le uova e la preparazione fatta in precedenza
• Mescolare a fondo e lavorare la pasta fino a che non è omogenea
• Aggiungere il lievito e lavorare a lungo la pasta stirandola e gettandola a più riprese su un piano di lavoro leggermente infarinato (oppure usando il robot da cucina lavorare per almeno 10 minuti la pasta con il gancio a k )

kugellhopf

• Mettere la massa di pasta al fondo di una boule leggermente infarinata e ricoperta di un panno
• Lasciar lievitare la pasta per 1 ora in un luogo tiepido
• Rompere la pasta e incorporarvi l’uvetta  secca o ammollata nel latte o perfino nel rum, se piace.
• Imburrare generosamente lo stampo Kugelhopf e disporre le mandorle sul fondo, nelle scanalature

kughel 

• Mettere la pasta nello stampo ricoperta con un panno
• Lasciar lievitare la pasta fino a che raggiunge i bordi dello stampo
• Infornare il Kugelhopf per 45 minuti, coprendolo eventualmente con un foglio di alluminio al fine di evitare un’eccessiva doratura (se come me fate porzioni più piccole 25 minuti sono sufficienti)
• Servire il Kugelhopf cosparso di zucchero a velo
Vini d’accompagnamento suggeriti:
Crémant d'Alsace, Riesling o Gewurztraminer

Buonagiornata a tutti
Dani

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