Collage di tagliatelle

... ragazzi, siamo sfinite. 

quante ne sono arrivate, non lo sappiamo più. E' dal numero cento che abbiamo iniziato a confonderci e io è da giovedì scorso che ho tirato i remi in barca, lasciando la Dani a tirare le somme, mentre gli ultimi tiravano km di sfoglie, sommergendola di una pioggia di ricette. In più, ci si è messo lo spam della posta privata, che ha infilato nella posta indesiderata le ultime due ricette che, neanche a dirlo, sono una più bella dell'altra e ci permettono davvero di chiudere col botto questa fantasmagorica tornata. 
Senza volerlo, le firme di questi ultimi contributi sono significative, se mi passate il termine: la prima è Giulia, una nuova amica che  in questi giorni  inizia a muovere i suoi primi passi sul blog. Ieri ha pubblicato la sua prima ricetta e oggi partono da qui tutti i nostri auguri: l'emmetichallenge ha tenuto a battesimo blog straordinari e siamo sicure che anche l'avventura di Giulia le darà un sacco di soddisfazioni. 
La seconda è Flaminia, una cara amica che ritorna all'MTC dopo una brutta burrasca che si è abbattuta sulla rotta della sua vita. Le sue tagliatelle che profumano di casa e di ricordi sono un piccolo passo verso quella serenità che le auguriamo si avvicini, ogni giorno di più. 
Insieme, chiudono una delle sfide più belle che ricordiamo: e se la lista delle ricette la dice lunga sull'abilità dei concorrenti, noi ci portiamo nel cuore altre ricchezze, che magari non trapelano dalle vostre foto, ma che vi rendono i concorrenti più speciali di tutti. 
Grazie davvero- e a domani, per i premi

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TAGLIATELLE CHE TORMENTO.. CHE PASSIONE !!!






Per essere una che ha vissuto per 30 anni della sua vita con una Tata abruzzese che in ogni occasione si cimentava nelle più svariate preparazioni con la pasta fresca dalle lasagne, alle paste ripiene di ogni forma e dimensione, confesso ahimè, con il rammarico delle occasioni perdute, di non avere mai imparato nulla e di aver goduto di tanta grazia senza preoccuparmi che un giorno io stessa avrei avuto voglia di realizzarla.
Ma è inutile piangere sul latte versato … e così in genere vado avanti arrangiandomi con la sfoglia Rana e le fettuccine di Campofilone  visto che per rendere l’idea ho molti problemi anche con quegli infernali rulli della macchina per la pasta figuriamoci con il mattarello con cui non ho steso niente che superi i 26 cm di diametro…
Potete immaginare come mi sono sentita quando ho visto la sfida di gennaio, un brivido mi è sceso lungo la schiena; se pur mi sono tornate in mente tante immagini di sfoglie stese ad asciugare e fettuccine dalla lunghezza incredibile che quasi non si riuscivano a servire nei piatti senza battezzare con il sugo l’intera tovaglia…
Sarà stato il gusto della nostalgia che mi ha fatto rimboccare le maniche ! Ho cominciato studiando a fondo il post di Ale e andandomi a guardare tutti i filmati che ho trovato su you-tube dalle sorelle Simile ad una nonnina emiliana che tira una sfoglia lunga quanto un tavolo per 12 persone.
E’ stata dura e sono ancora molto lontana dagli standard della memoria, ma devo ammettere che una certa soddisfazione c’è stata.
Appena fatte tanta era la voglia di provarle che ho fatto un sughetto facile facile, stile Parodi, con una bella scatola di pelati un po’ di olio e sale ed erano già una delizia.
Per il giorno successivo invece avevo in programma qualcosa di più sfizioso

Tagliatelle alla fonduta di parmigiano e carciofi croccanti

Ingredienti (dose per 4 persone)

  • 400g di tagliatelle fresche all’uovo (realizzate come da ricetta di Ale io ho usato una farina biologica e ¼ di semola e quindi ce ne è voluta un po’ di meno inoltre ho aggiunto un cucchiaio di olio nell’impasto)
  • 3 tuorli d’uovo
  • 1,5 dl di panna
  • 150 gr parmigiano grattugiato
  • qualche foglia di mentuccia (nepitella)
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • 4 carciofi romaneschi (mammole)
  • Olio di arachide
  • Farina q.b.

Preparazione

Preparate i carciofi (possibilmente romaneschi) puliti, passati nell’acqua acidulata con limone, scolati ben bene asciugati e tagliati in  spicchi sottili. In una padella scaldate l’olio di arachide e friggete i carciofi infarinati. Fate bollire in una pentola abbondante acqua salata e cuocetevi le tagliatelle. Intanto mescolate in un tegame la panna e i tuorli con il parmigiano e fate addensare a fuoco moderato sempre  mescolando. Scolate le tagliatelle al dente e versatele nel tegame con la crema d’uova preparata e cospargete di foglioline di mentuccia. Mescolate bene e servite subito le tagliatelle condite con un poco di pepe appena macinato e cospargendole con i carciofi croccanti.

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tagliatelle degli studenti o tagliatelle di grano duro al ragù (ahi) di soia e cotechino


per la pasta 

500 gr di farina di grano duro
1 cucchiaio di olio evo
pochissima acqua per impastare

l'impasto deve risultare secco ed avere l'aspetto di una pietra..infatti mi sono dannata per stenderlo, tra l'altro si vede dalle foto, il mio minimattarello, ma vivo in casa da studente e con altri studenti, e questi sono i mezzi più potenti che ci possiamo permettere :)

per il sugo

50 gr di soia da reidratare per persona
1 fettina spessa 1 cm di cotechino per persona
sedano (abbondante)
carota
cipolla
passata di pomodoro
sale 
pepe
olio evo
parmigiano

porre il cotechino a bagno in acqua bollente per 30 min.
ridurre in briciole gli odori ( a Napoli li chiamiamo cosi sedano, carota, cipolla ) metterli in una pentola con il fondo spesso con poco olio, ad appassire lentamente, trascorsi 30 min, porre il granulare di soia precedentemente reidratato e fare rosolare brevemente, spellare il cotechino e tagliare le fette necessarie, ridurre a cubetti e porre in pentola con il resto,fare cuocere qualche minuto ed aggiungere la passata. Aggiustare di sale. Il sugo è pronto quando la passata si riduce ed il sugo risulta denso. 
far bollire la pasta pochi istanti e quando sale a galla scolare e mescolare al sugo, pepe e parmigiano e una fronna di vasinicola completerebbe il tutto....ma non è stagione!!!!

abbinamento stampalato, che ho scelto per far riflettere su alcuni alimenti che sono spesso oggetto di pregiudizi, come ad esempio la soia considerata un alimento per galline, ma che possono dare qualche soddisfazione visto che   tutti i cannibali presenti hanno divorato il piatto ( 2 maschi bianchi in età riproduttiva ) :)

grazie!!!!

A presto



Giulia

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bicchierini al cassis


Leggete bene: non "un compleanno da ricordare": un compleanno "da non dimenticare". Sembra lo stesso concetto, ma in realtà è ben diverso. E in mezzo, c'è una lunga e brutta storia, che qui sopra non ho mai raccontato ma che sono in molti a sapere, specie quando si avvicina la fatidica data del 27 gennaio. 

Fino ai quarant'anni l'ho sempre festeggiata: mi piacciono le ricorrenze, mi piace aver la casa piena di amici e se mai ha un senso questa passione per la cucina è proprio nelle feste che lo ritrovo in tutta la sua pienezza. E pazienza se, ad ogni compleanno, c'era sempre qualcosa che andava storto, sempre più storto, sempre molto storto: io continuavo ad ostinarmi a celebrare questa data, nella convinzione che la mia tenacia l'avrebbe avuta vinta, su una sorte avversa e bastarda, che di tutte le date del calendario andava a scegliere proprio quella lì, per ricordare a me e a tutte le persone che mi sono care che lei e le sue diottrie erano in ottima salute. 
Fino al giorno dei miei 40 anni. Quando il colpo è stato così brutale, così violento, così ingiusto, che mi sono arresa. 
Il mio compleanno, da allora, è il ricordo di una madre che singhiozza. E si strappa i capelli, e si graffia la faccia e capisce che tutto quello che ha letto sui banchi del liceo, dello strazio delle madri che soffrono per i loro figli non è letteratura, ma è una pagina del libro della vita. La più brutta, la più infame, la più lacerante, una perversione della natura, per chi la legge, un buco nero di disperazione, per chi la deve vivere, fino alla fine. 
Da quel fatidico 27 gennaio 2006, avevo smesso di festeggiare. "Ne ho sempre 39", rispondevo, quando la solita panacea del tempo e i nuovi binari di una nuova vita mi avevano restituito anche la voglia di farci qualche battuta su. Ma di festeggiare, neanche a parlarne: le cadenze dei controlli sono gioco forza regolari e quindi è intorno a questa data che da sei anni si sciolgono un po' di verdetti (tanto per non girarci troppo intorno: oggi pomeriggio). Perder tempo a organizzare il compleanno, quando tutte le tue energie sono concentrate su quello che ci sarà scritto su un tracciato è cosa che non mi si addice. Meno che mai se la mala sorte non ha smesso di ricordarsi di me e delle persone che mi gravitano intorno, sempre in questo stesso periodo. Mi sembra di non potermelo permettere, capito?, di non dovermi concedere questo lusso, quasi che mi fossi riempita i polmoni di aria, prima di immergermi in una lunga apnea, e non potessi lasciarne sfuggire neanche un po'.
In più, c'è sempre lo spettro del ricordo.
E, peggio ancora, il terrore dei "buoni consigli". Di chi minimizza. Di chi "non è così che si fa". E di chi, in tutti questi anni di assoluto dolore,ha fatto l'"amico del sabato sera", glissando bellamente sull'unica data dell'anno che non veniva santificata con una cena e ripresentandosi puntualmente sulla porta di casa nostra, dalla settimana successiva in poi. 
Quest'anno, in questa data, la mia casa si è di nuovo riempita di amici- e non del sabato sera. Dopo la festa a sorpresa, qui sul web, me ne hanno organizzata un'altra, reale, prendendo treni, aerei, macchine e pure moto, sfidando la pioggia, la neve e- per quelli del venerdì- pure la terra che ha tremato, forse indispettita dallo spiegamento di forze sceso in campo per l'occasione. Qualcuno è rimasto sull'autostrada, travolto dalla bufera, qualcun altro ha dovuto prendere un treno al volo, qui a Genova, per accorrere in soccorsi più importanti, qualcuno è rimasto a casa, alle prese con malanni di stagione, con arretrati da smaltire, con traslochi e altre cause di forza maggiore che non ci hanno impedito di pensarli e di sentire la loro mancanza, come non mai. In mezzo c'ero io- frastornata, incredula, commossa- e c'era mio marito, il primo ad essere contagiato dall'ondata di calore, affetto, amicizia sincera che ci è stata dimostrata. 

"non te lo devi dimenticare, questo compleanno- quando sarai giù di morale": così mi scriveva, l'altro ieri, la mia amica Licia, che addolcisce le tisane senza zucchero della mia colazione, con le sue mail mattutine. Lo rileggo da un po', questo messaggio- e ogni volta annuisco, convinta sempre di più che abbia ragione: non è un compleanno da ricordare, ma è il compleanno da non dimenticare: perchè se è vero che sei anni fa ho scoperto il vero significato della parola dolore, oggi ho scoperto il vero significato della parola amicizia. e mi fermo qui, prima che la mia tastiera dia un senso alla parola "diluvio".
A tutti, a chi c'era e a chi no, a chi ha scritto messaggi , e mail, auguri su facebook e altrove, un grazie immenso, dal profondo del cuore. 

BICCHIERINI DI MIRTILLO, VANIGLIA E CASSIS

bicchierini al cassis


 per 10 bicchierini

per la gelatina al mirtillo
150 ml di succo di mirtillo
6 g di colla di pesce

per la bavarese alla vaniglia
4 tuorli d'uovo
250 ml di latte
150 g di zucchero
1 baccello di vaniglia
10 g di colla di pesce
250 g di panna fresca

perla meringa al cassis
3 albumi
240 g di zucchero
240 g di acqua
1 bicchierino di cassis
4 g di colla di pesce

per la gelatina al mirtillo

Ho ammollato la colla di pesce in acqua fredda, l'ho strizzata bene, l'ho fatta sciogliere in un pentolino in cui avevo versato il succo di frutta, portandolo quasi a bollore. Ho mescolato bene con una frusta, fuori dal fuoco, ho filtrato, ho lasciato raffreddare a temperatura ambiente per una decina di minuti, poi ho riempito il fondo dei bicchierini e ho messo in frigo per circa 6 ore. 

per la bavarese
ho prepararo la crema inglese: 

ho fatto ammollare la colla di pesce in acqua fredda. 
ho montato i tuorli con lo zucchero, mentre portavo il latte a bollore, con dentro la stecca di vaniglia tagliata a metà. Dopodichè, ho versato a filo e a poco a poco il latte sui tuorli, sempre mescolando, per evitare che l'impatto con tutto il liquido bollente facesse cuocere le uova, poi ho rimesso sul fuoco, a fiamma bassa, e ho portato a80 gradi. Ho tolto dal fuoco, ho aggiunto la colla di pesce e l'ho fatta sciogliere, mescolando con una frusta. 

Ho  lasciato raffreddare, mescolando ogni tanto per evitare che la crema si rapprendesse e, quando la temperatura è scesa a 25 gradi, ho aggiunto la panna semimontata. Ho riempito i bicchierini come da foto e ho rimesso in frigo, per altre 3 ore.


per la meringa italiana al cassis
ho preparato uno sciroppo di zucchero, facendo bollire acqua e zucchero in un casseruolino, fino alla temperatura di 120 gradi. 
Nel frattempo, ho iniziato a montare gli albumi e poi ho versato un po' per volta lo sciroppo, senza mai smettere di montare. 
Nel frattempo, ho scaldato il cassis e vi ho fatto sciogliere la colla di pesce, mescolando bene con una frusta. L'ho versato a poco a poco nella meringa e ho continuato a montare, fino al completo raffreddamento. In ultimo, un niente di colorante in pasta, rosa o lilla, a seconda di quello che avete, tanto per creare un minimo di contrasto cromatico. 
Messo in una sac à poche, ho riempito i bicchierini fino all'orlo e poi in frigo, fino al momento di servire.

bicchierini al cassis

note mie

gelatina al mirtillo

Parto subito dall'ingrediente, che è un succo di mirtillo comprato. In teoria, avrei dovuto fare una purea di mirtilli e poi passarla al setaccio. In pratica, non è stato possibile per biechi motivi legati alla stagionalità: mi rifiuto di comprare mirtilli in questa stagione, a meno che non mi servano per decorazioni o altro, perchè quelli che si trovano ora sono solo quelli "americani", tondi, grossi e immancabilmente acquosi. Quindi, ho ripiegato su un succo al 100% di frutta, senza altre aggiunte strane-e ho usato quello. 
Le dosi della gelatina sono un po' più abbondanti del solito, trattandosi di un liquido, ma sono sempre più basse di quelle che si leggono spesso. E' il solito problema: a me non piacciono le mattonelle, per cui tendo a mettere meno addensante di quello richiesto, aumentando la permanenza in frigo. Non preoccupatevi se non addensa subito: lasciatelo al freddo, anche tutta la notte e vedrete che al mattino avrete uno strato di gelatina al mortillo consistente, ma morbido.

La Bavarese (che poi è maschile, ma tant'è)
i tuorli andrebbero pesati, ma non lo faccio mai. quello che faccio sempre, per contro, è usare uova di grandezza media: con queste dosi, ci siamo
Invece, due cose importantissime: 
- la prima: non montate mai i tuorli con le fruste elettriche, ma usate le fruste normali. E' un trucco che ho imparato in un corso di pasticceria e che serve per quelli come me, che non usano mai il termometro da cucina. l'indicatore per la temperatura giusta, una volta che avrete rimesso la crema sul fuoco ad addensarsi, sono le bollicine: quando spariscono, siamo arrivati a 80 gradi circa. Ma questo si può vedere con più facilità se non si usano le fruste elettriche, che incorporano tanta aria e creano la schiiuma, specie quando si aggiunge il latte caldo. Al massimo, potete usarle per far prima, quando montate i tuorli con lo zucchero. Ma appena iniziate ad aggiungere il latte, usate o una frusta a mano o un cucchiaio. 
- la seconda: se non volete che la bavarese diventi bicolore, con uno strato più chiaro sul fondo ed uno più scuro in cima, dovete aggiungere la panna solo quando la crema inglese è fredda. I pasticceri dicono 25 gradi: quindi, a meno che non abitiate in Siberia o non abbiate l'impianto di riscaldamento rotto, quasi a temperatura ambiente. Per accelerare il processo di raffreddamento, potete immergere il fondo della casseruola dove avete cotto la crema inglese in un recipiente più grande, pieno di acqua e ghiaccio. Oppure, ve lo dimenticate sul tavolo, con l'avvertenza di dare una mescolata ogni tanto, per evitare che la crema addensi.

Per quanto riguarda la meringa italiana, l'inserimento della colla di pesce vale solo se non consumate il dessert entro poche ore. In tal caso, è inutile aggiungere addensanti, perchè la meringa regge bene da sola. Ma se invece preparate il dolce il giorno prima per il giorno dopo, è meglio dare un po' di struttura con la gelatina.
Buona giornata
Ale


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Collage di tagliatelle


Umili scuse, pubbliche genuflessioni e se volete mi inginocchio anche sui ceci neri e sul sale blu di Persia, da tanto son mortificata per il ritardo con cui pubblico non una, non due, non tre ma ben quattro ricette di tagliatelle che, neanche a dirlo, sono arrivate al nostro indirizzo con tutto l'anticipo di questo mondo. 
L'unico sollievo è che se io son colpevole, queste due signore qui sono complici delle mie distrazioni. 
Esattamente come sono complici del'espressione trasognata e rilassata di questo strano lunedì post compleanno, loro e le loro risate (per quella che c'era) e la pasta di speculos, la marmellata di mani di buddha e il pain d'epices ai fichi secchi che hanno solo alleviato il rammarico per la sua assenza. 
Domani vi racconto un po' di spetteguless, di questo fantasmagorico fine settimana che mi è stato regalato dagli amici più cari che ho trovato qui sul web: ma ora, godetevi queste proposte che non hanno nulla da invidiare alle altre già pubblicate. 
Qui, trovate le tagliatelle di Sandra e qui le tre interpretazioni di Cristina & Andrea
E a mercoledì, per i premi e la proclamazione del vincitore
Buona serata
Ale

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TAGLIATELLE AL BALSAMICO CON PARMIGIANO & PERE




eccomi. Sembrerà strano ma abbiamo preparato queste tagliatelle subito dopo aver letto l'avvio di questo MTC, nel senso: la sera stessa. Ma non mi decidevo ad inviare la ricetta. Mi sembrava di fare la solita mamma che coinvolge il figlio, anche se in questo caso il figlio si è assolutamente coinvolto da solo e anche con delle idee niente male.... Poi ho visto la pubblicazione di altre mamme e di altre "manine sante" e mi sono decisa.
Queste tagliatelle sono un pochino (ma proprio poco) più spesse di quello che dovrebbero essere, ma lui ha insistito per fare tutto da solo e più di così non ho insistito per continuare a tirare la sfoglia.

Sono buone, non stufano, come avrei pensato, e sono state proprio divorate.

Per la pasta ho usato le dosi consigliate nel post di Alessandra ed ho aggiunto 2 cucchiai da caffè di aceto balsamico e 2 da minestra di parmigiano.
Ho fatto poi saltare in padella una pera abate sbucciata e tagliata a cubetti con una noce di burro ed ho unito le tagliatelle cotte al dente, facendo saltare ancora per due minuti il tutto.
A piacere si può aggiungere altro parmigiano.

E bravo Andrea!


TAGLIATELLE AL CAFFE' CON SALSA DI MANDORLE




Eccomi con la seconda proposta, sempre partorita da quella mente geniale che ho in casa.... mio figlio Andrea!
Questa volta abbiamo fatto un paio di esperimenti, vi tralascio i dettagli di quelli riusciti male, perchè troppo dolci o addirittura stucchevoli.

Questo invece è si un po' dolce, ma assolutamente piacevole.
Abbiamo deciso che, in piccole dosi, lo proporremo alla prossima cena con amici. Anzi, abbiamo provveduto subito ad organizzarne una.
Come mi disse una volta un amico: non bisogna aspettare l'occasione, bisogna crearla!
Detto fatto, preso alla lettera.

Per la sfoglia ci siamo attenuti scrupolosamente alle dosi indicate da Alessandra con la sola aggiunta di un cucchiaio da minestra di caffè solubile, con il caffè in polvere non ci piaceva il retrogusto.
La pasta è stata cotta come al solito al dente e poi fatta saltare in padella con un bicchiere di latte e 4 cucchiai da minestra di granella di mandorle.
Volgiate perdonare la mancanza di indicazioni precise sul peso degli ingrdienti, ma presi dal sacro fuoco della massaia, ci siamo dimenticati di prendere nota, quindi ho ricostruito in questo modo.
Io non ho aggiunto sale nel "sughetto" ma solo nell'acqua di cottura.

Naturalmente anche questa ricetta è frutto di un lavoro di coppia non esattamente suddiviso in maniera equa..... Andrea ha voluto fare tutto lui e alla fine mi ha detto: dopo la frutta (pere e aceto balsamico) c'è il caffè e alla fine la mamma pulisce.

Per decenza ometto i miei pensieri successivi.......

TAGLIATELLE DI MUFFINS AI DUE PECORINI E NOCI




Questo mese pensavo di aver chiuso con l'MTC, due ricette le ho presentate, divertita mi son divertita, quindi si prova qualcuna tra le altre proposte, si aspetta la proposta del mese prossimo, e basta.
Però mi mancava qualcosa.....
Navigando tra le tagliatelle, ma anche nei mesi precedenti, mi sono accorta che ogni persona che ha partecipato più di una volta, ha lasciato il segno, nel senso che ha uno stile tutto suo ed io, ultimamente, ho provato a fare il gioco di coprire sul video i nomi per indovinare gli autori, proprio dallo stile.
Perchè c'è l'artista, la molecolare, l'esotica, l'alcolica (es. Mapi....) e io? Chi mi conosce sa che sono "la donna muffin" (non si accettano battute sul fisico).
MI piacciono, li adoro, in qualsiasi forma, dolce, salata, neutra. Ho provato a fare muffins con quasi tutte le ricette che ho preparato. Ci ho messo veramente ogni tipo di ingrediente e non saprei scegliere il mio preferito. Ho una tendenza più verso il salato che il dolce, ma in forma di muffin mangerei melassa pura....
Quindi ecco cos'era il vuoto che mi rendeva irrequieta... dovevo fare le tagliatelle con i muffins!!!! Prima ho provato a pensare ai muffins di tagliatelle (e non è detto che non ci faccia un altro pensierino) ma alla fine ho preparato:

Tagliatelle e muffin ai due pecorini e noci

Preparare una sfoglia come da indicazioni delle sorelle Simili (o Alessandra)
cuocere in abbondante acqua salata, scolare al dente e saltare in padella con cubetti di pecorino giovane, per amalgamare il tutto.

Per i muffins:

100 gr di farina
50 gr di pecorino stagionato tagliato a cubetti piccolissimi
1 uovo
8 gherigli di noci sbriciolati grossolanamente
mezza bustina di lievito

mescolare in due ciotole distinte le parti secche e quelle liquide, unirle e colare negli stampini appositi per mini-muffin
cuocere in forno per 30 minuti a 200°

Servire una porzione di tagliatelle, contornata da 4/5 mini-muffins

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Ebbene si una bolognese che non sa usare il mattarello per fare la pasta fresca.
A casa mia c'erano una mamma fantastica ed una nonna ancora piu' brava a « tirare » la pasta.la nonna faceva taglioline in brodo che non necessitavano cottura tanto erano sottili,bastava il calore del brodo.Ma allora io ero troppo piccola,poi durante l'adolescenza hanno pensato tristemente di scomparire tutte e due ed era finita!!
Poi arrivo' il 68..fuori le donne dalle cucine ,in piazza a manifestare,a studiare,viaggiare od al lavoro ,ho seguito la moda e non mi sono piu' dedicata alla cucina.Studi ,laurea in Medicina Veterinaria ed incontro con Mauro.Altro fatto decisivo per non farmi prendere in mano il mattarello che comunque avevo in eredita' nascosto da qualche parte.
Mauro mi racconto' che a sua nonna il nonno aveva imposto che si consumasse in famiglia un mattarello al giorno la volta in cui lei oso' portare in tavola un piatto di maccheroni..prese il lembo della tovaglia e butto tutto a terra:-))Pensate mi sia balenata solo un attimo l'idea di diventare come la nonna di Mauro?
Poi si parte per la Francia,sposina novella mi diverto ad entrare in cucina ed imparare da amiche francesi a cucinare,quindi niente mattarello:-))
Arriva l'Imperia WWWWW ,per gli amici francesi e per la famiglia andava benissimo,con un ottimo ragu' bolognese ,od al prosciutto,quelli lo so fare tutto passa:-)
Improvvisamnte l'Italia si desta..casalinghe e non andate ai vostri mattarelli,fate corsi per stendere la sfoglia ed io oramai stanca ed ancora in Francia continuo a rifiutarmi:-)
Ieri sera una voglia mi era venuta e guardando tutte le splendide ricette gia' presenti in MTCellenge ho deciso di lanciarmi.L'unico colore che mancave era un bel rosa carico,tagliatelle con la barbabietola penso e comincio ancora per il momento con l'intenzione di sfidare me stessa ,sperando che qualche cromosoma mi aiutasse!!Niente ,oltre tutto la pasta alla barbabietola si presenta particolarmente difficile da gestire,si deve usare tanta farina per tirarla,nonostante il riposo é appiccicosa.Notate tra l'altro che l'unico mattarello che possiedo ora é in silicone,perfetto per torte,quiche ed altro ma non certo per le tagliatelle vista anche la lunghezza.Quindi rinuncio ed uso la mia amata Imperia:-)
Dopo questo sproloquio di giustificazioni per la mia ignoranza ecco il risultato.

Tagliatelle alla barbabietola con fonduta di fontina e noci.

Ingredienti
per 4 persone

Per la pasta
200 gr di farina
100 gr di farina di semola
1 uovo
150 ger di polpa di barbabietola cotta al forno.(meno umida di quella lessa)

Per la salsa

Fontina messa a bagno a coprire qualche ora nel latte e poca panna.
Noci tritate grossolanamente
Pepe

Passare con il passaverdure la bietola.
Mescolare e lavorare parecchio tempo la pasta finche 'non diventi elastica ed omogenea .lasciare riposare un oretta.Passare i pezzetti di pasta con l'Imperia 7/8 volte nel buco piu' grande.Ripassarla poi nel medio e per finire nel penultimo.
Lasciare asciugare e tagliare.Se volete fare a mano questa operazione e dare l'impressione di averle fatte a mano,liberissime,io ho tagliato con la macchina.

Per la salsa altro non é che una fonduta con gherigli di noci tritati e pepe.
Cuocere la pasta e condire con la salsa ovvio:-)


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di Daniela

Al termine di una settimana infinita, passata tra avvenimenti piacevoli, altri decisamente meno, festeggiamenti ed incontri interessantissimi, alternati a tensioni e stress vari, ci aspetta un'altra settimana faticosa da un diverso punto di vista.
Siete pronti per il grande freddo?  Sembra infatti che nei prossimi giorni sconteremo pesantemente tutte le temperature simil-primaverili che abbiamo avuto da dicembre e fino ad ora. La perturbazione sta arrivando dalla Francia e a poco a poco investirà tutta l'Italia, con temperature che saranno ancor più rigide di quelle di quest'ultimo we che già si aggiravano, perfino qui a Genova, sui 3/4 gradi e non ci lascerà fino al prossimo sabato. Certo è una prospettiva non proprio rosea...
Quindi, nel caso abbiate un po' più di tempo da passare in casa, avendo magari la possibilità di scegliere un buen retiro al calduccio, invece di un'uscita all'aperto, :-)) potreste impegnarvi nel preparare qualcosa di morbido e saporito. 
Questi panini sono ottimi e molto gustosi e si prestano ad essere imbottiti con qualunque salume, per me un'eccellente salame di cinghiale, regalo del papà (cacciatore) di un'amica, ma sono perfetti anche con un po' di dolcissima nutella... la scelta, si sa, talvolta può rivelarsi ardua......

 Panini di grano saraceno, noci e pinoli
panini

Ingredienti
300 g farina di manitoba
100 g farina di grano saraceno
100 g farina integrale
Sale quanto basta
20 g di noci circa
20 g di pinoli circa
200 ml di latte
100 g burro
25 g di lievito di birra

panini

Il procedimento è il solito : fate sciogliere il lievito in 100 ml di latte tiepido e un cucchiaino di zucchero e lasciate riposare coperto per una decina di minuti.  Appena inizia a fare le bolle e ad aumentare  di volume va bene.
Mettete il burro e la farina nell'impastatrice e fatela partire ( o iniziate a lavorarli a mano a vostro piacere)  aggiungendo il lievito sciolto nel latte .
Appena la massa avrà assorbito il liquido, aggiungete poco per volta gli altri 100 ml di latte a temperatura ambiente, sempre continuando a lavorare il tutto, in modo da avere una pasta liscia e morbida.
Ponete l'impasto a riposare in un luogo tiepido e coperto da un canevaccio, fino al raddoppio del volume (circa 1 ora e 1/2 circa).
Trascorso questo tempo riprendetelo, aggiungete anche gli altri ingredienti (pinoli e noci spezzettate e il sale ) impastando a lungo per far in modo che siano ben distribuiti e fatene palline non molto grandi (ma potete scegliere ovviamente la vostra pezzatura preferita) . Disponetele. ben distanziate fra di loro, sulla teglia  ricoperta di carta forno e lasciatele lievitare ancora per una mezz'ora in un luogo tiepido, coperte con un panno.
Trascorso il tempo necessario, infornate i panini a circa 200 °C per 12 minuti : devono essere solamente dorati, non scuri.
Se invece, come ripetiamo sempre , volete surgelarli per utilizzarli in un altro momento riducete a 10 i minuti, tenuto conto che poi, una volta scongelati, per farli riprendere perfettamente, occorre passarli in forno per un paio di minuti.
Buona giornata
Dani

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Ve la ricordate, Mariella? Il coniglio all'Ischitana, la storia del Danubio... si affaccia troppo poco, qui alla finestra dell'emmetichallenge, ma ogni volta lascia il segno. E lo fa anche questa volta, con un piatto di tagliatelle che sprizzano creatività da tutti i pori e che, come capita sempre con le sue ricette, non hanno bisogno di tante parole, per essere presentati: leggere ingredienti ed istruzioni e correre in cucina per prepararli è, praticamente, tutt'uno: e questa volta, non fa eccezione!




CORIANDOLI  E STELLE FILANTI CON FONDUTINA AL MONTASIO


Ovviamente, è stata l’imminenza del Carnevale ad ispirarmi e l’idea mi èpiaciuta così tanto che mi son detta: “chissenefrega se le mie foto fanno piangere, ci provo lo stesso!”
Per le tagliatelle:
300 g. di farina 0
3 uova
Un pugno di spinaci
Mezza barbabietola lessa
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
Ho impastato la farina con le uova ed ho diviso in 4 pezzi  il panetto
così ottenuto. Un pezzo l’ho impastato con gli spinaci cotti, frullati e strizzati, uno con la barbabietola ugualmente frullata e strizzata, uno con il concentrato di pomodoro e il quarto l’ho lasciato “nature”. Inevitabilmente, una volta aggiunti i “coloranti”, è stato necessario aggiungere un po’ di farina, per ottenere la giusta consistenza. Ho fatto riposare i 4 impasti ricoperti di pellicola per mezz’ora. A questo punto, mi sono accinta al compito più difficile: tirare la sfoglia… Si,perché, da terrona qual sono, questa cosa della sfoglia mi manca proprio nel DNA. Son cose che si imparano dalle mamme e la mia, a questo proposito, mi ha lasciato in eredità la sua Pastamatic, tanto per capirci… Sudando le proverbiali sette camicie, ho fatto le tagliatelle e le ho messe ad asciugare. Il giorno dopo, mi son dedicata ai coriandoli. Ci sarebbe voluto un coppa pasta minuscolo,ma,benché la mia cucina ( come quelle di molte di voi, ne sono certa) trabocchi dei più impensabili parafernalia dedicati alla cucina, succede sempre che,nel momento topico, la mia ridondante attrezzatura si riveli carente di uno specifico attrezzo. Ed anche questa volta  è successo. Ma il bisogno aguzza l’ingegno,no? Solo che, se si possiede una mente perversa, si partoriscono soluzioni che esito a raccontare, per timore che chiamiate la neuro…Vabbè…in pratica, ho preso un tubetto (inteso come formato di pasta), ci ho infilato dentro la punta del mio spilucchino di ceramica ed ho cominciato a girarlo, in modo da assottigliare il bordo del tubetto,fino a renderlo, non dico affilato come una lama, ma comunque capace di tagliare una verdura. Munita di tale ipertecnologico strumento, ho tagliato dei coriandoli da un peperone rosso,uno giallo, una zucchina e una barbabietola. Ho lessato un pugno di piselli,li ho frullati, messi in uno squeezer e depositato delle gocce sul bordo del piatto, dove avevo già disposto i coriandoli di verdura. Grattugiare il Montasio con la grattugia a fori grossi, metterlo in una casseruolina e coprirlo a filo col latte. Dopo un’ora, far fondere lentamente il formaggio, aggiungendovi un cucchiaio di vino bianco e una noce di burro, maneggiato con un cucchiaio di farina. Lessare le tagliatelle, condirle con la fonduta ed impiattare.
ciao
Mariella

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... chi se non la coppia più folle, più creativa, più travolgente di questa sfida??? Non vi dico le risate- e la fatica per trovare un modo per fare arrivare un "pacco" così pesante da Treviso a Genova, nella posta elettronica di due che già credono di aver dato tutto se riescono ad accendere il pc. Ogni volta, un fallimento, almeno fino all'illuminazione finale (ebbene sì, il genio del mattarello esiste- e io l'ho incontrato), per cui grazie alla potenza di YouTube ce l'abbiamo fatta. 
Tanta e tale è stata la concentrazione, che ci siamo dimenticate la ricetta: la Vale, si è dimenticata di spedirla, io mi son dimenticata di chiedergliela, nelle circa 700000 e mail accorate che ci siamo spedite in questi giorni. A parziale discolpa, invoco le date: ieri, era il mio compleanno, oggi è il suo. e vi assicuro che se mai c'è un momento in cui credo a numeri e stelle è proprio questo, mentre mi accingo a pubblicare la ricetta che non c'è- e rido già di prima mattina. 
Ma l'emmetichallenge è anche questo: per cui, in attesa che a Treviso aprano un occhio e corrano in soccorso, godetevi lo spettacolo: ne vale davvero la pena!!

TAGLIATELLE AL RADICCHIO TARDIVO DI TREVISO CON SUGO DI SALAMELLA
(sottotitolo: le tagliatelle... DA OSCAR!!!)

Il sugo: Giorgio
Le tagliatelle: Valeria
Al mattarello: Valeria
Montaggio & Regia: Giorgio









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