Lei non ha bisogno di presentazioni: abbiamo anche finito tutti gli aggettivi col segno "più" davanti, pure nella versione con i superlativi. Il suo contest per l'estate, invece, richiede qualche spiegazione, ma visto che già normalmente il mio neurone si inciampa, e a fine luglio lo fa ancora èoù spesso, è meglio che andiate a leggervi il regolamento direttamente alla fonte.
Così, concentro imiserevoli resti delle mie emergie per invitarvi nel modo più caloroso ed insistente possibile a partecipare a questa rutilante sifda dell'estate, approfittando dei vari meritati riposi per rispolverare il film del cuore e farsi ispirare da questo per una ricetta: conscia che, mai come in questo caso, ne vedremo davvero delle belle!
ciao
ale

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questa è la proposta di un nuovo amico dell'emmetichallenge, che ci auguriamo possa giocare con noi anche nelle prossime sfide e che ci ha inviato una ricetta estremamente attuale, specie per quanto concerne il gelato alla mozzarella, che è l'argomento di discussione che più appassiona i gourmands in questi ultimi tempi. Grazie a Giacomo, abbiamo l'opportunità di verificare con mano (e col palato) da che parte stare, se fra i detrattori o fra gli estimatori di questo piatto: a occhio, si tratta di una preparazione di tutto rispetto, ben strutturata e ben equilibrata, che trae un ulteriore punto di forza dall'accostamento col gelato al pomodoro, con un effetto finale divertente e interessante che conferma, ancora una volta, come siano da tener d'occhio anche gli "anche no", sempre prodighi di ricette e di consigli di spessore. 
Godetevela tutta!



Gelato caprese........ dolce!!!!

Per il gelato al pomodoro:
400gr polpa di pomodoro;
1 cucchiaino di basilico fresco tritato dinemente;
150ml latte fresco;
2 fogli gelatina;
2 tuorli;
2 albumi;
1 cucchiaino di miele;
180gr di zucchero.
Sbattere i tuorli con lo zucchero.
Far bollire il latte.
Mettere i tuorli nella casseruola con il latte e portare a 80°C.
Mettere a bagno la gelatina in acqua freddissima.
Frullare la polpa di pomodoro con miele e basilico.
Scaldarla ed aggiungere la gelatina strizzata.
Montare gli albumi a neve ben ferma.
Aggiungere agli albumi il pomodoro continuando a sbattere con le fruste ed
infine aggiungere la crema inglese.
Riporre il composto in un contenitore e metterlo in congelatore per circa 3
ore, mescolandolo ad intervalli di 40min.

Per il gelato alla mozzarella:
150ml latte fresco;
200gr mozzarella;
50ml panna fresca;
2 fogli gelatina;
2 tuorli;
70gr zucchero;
2 albumi;
1 cucchiaino di miele.
Frullare la mozzarellla con la panna fresca ed il miele.
Mettere la gelatina a bagno in acqua freddissima.
Portare ad ebollizione il latte.
Sbattere i tuorli con lo zucchero.
Aggiungere i tuorli al latte e portare a 80°C.
Togliere dal fuoco ed aggiungere la gelatina ben stizzata.
Montare gli albumi a neve ed aggiungere la crema ancora calda sempre sbattendo
con le fruste.
Aggiungere infine la crrema di mozzarella.
Riporre il composto in un contenitore e metterlo in congelatore per circa 3
ore, mescolandolo ad intervalli di 40min.

Per servire:
Biscotti frollini sbriciolati;
basilico fresco;
salsa di aceto balsamico.
Sbriciolare nel fondo del piatto i biscotti e adagiarvi sopra una quenelle di
gelato al pomodoro e una di gelato alla mozzarella.
Decorare con basilico e salsa di aceto balsamico.
Buon appetito!!!!
:-)

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ieri, oggi e forse anche. domani sono stata- sono-sarò di nuovo fuori Genova: quindi, no pc, no aggiornamenti dell'mtc in tempo quasi reale. 
Però, sta andando tutto bene: i vostri link arrivano e se non li vedete pubblicati è solo perchè avete fatto fare indigestione di gelati al povero Blogger. Basta che clicchiate in fondo, su "carica altro" e dopo qualche secondo vedrete tutto.
Domani, appena rientro a casa, provvedo con la sistemazione delle ultime ricette e con tutti i commenti. Ovviamente, dalla mezzanotte di ieri la sfida è chiusa e quindi se mai qualcuno volesse ancora postare un gelato, oltre ai 130 e passa che, nella vostra accaldata follia, ci avete inviato in queste due settimane, sarà giocoforza fuori concorso. 
Buona domenica a tutti
ale

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doughnuts



storti e male imbertuelati, ma ho seguito l'ispirazione delle dieci di sera e quando li ho infornati, fra una cosa e l'altra, era mezzanotte passata ed ero troppo stanca anche per rendermi conto che magari, due teglie is meglio che uan.  Ma va bene così, perchè queste sono Olimpiadi "storte" e mai come oggi sono intollerante alla retorica dello sport che affratella i popoli: uno sguardo agli scenari internazionali, uno alle cose di casa nostra, un altro a decisioni del comitato olimpico francamente incomprensibili (nessun minuto di silenzio, per commemorare le vittime di Monaco, a 40 anni esatti da quella tragica Olimpiade) e uno a quello che riescono a combinare sugli spalti le madri dei "piccoli campioni crescono" bastano e avanzano a smorzare ogni entusiasmo. Ovvio che le seguirò, ovvio che tiferò Vezzali e Pellegrini e mi godrò i volteggi delle ginnaste e mi commuoverò sulla maratona (sempre: sta' a vedere che è un'allergia pure quella): ma ormai son troppo vecchia, per esaltarmi e troppo amareggiata, per lasciarmi cullare dalle illusioni. Certo, spes ultima dea e chissà che da questi ragazzi non arrivi qualche Lezione di quelle tutte maiuscole, quali si sono succedute nel corso delle varie Olimpiadi, rendendole per questo uniche e memorabili. Me lo auguro, per me, per noi e per i nostri figli, sempre più bisognosi di esempi che infondano loro fiducia. Ma di illusioni, non ne voglio più.

DOUGHNUTS

doughnuts

dosi tratte da Women's Institute- Bread
450 g di manitoba
50 g di burro morbido
50 g di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino e mezzo di lievito secco istantaneo*
250 ml di latte parzialmente scremato
1 uovo medio, leggermente sbattuto
1/2 cucchiaino di essenza di vaniglia
zucchero per svolverare

Ho recuperato solo le dosi, dal primo libro che avevo sotto mano: questa ricetta, però, prevede una farcitura di marmellata e li frigge, per cui alla fine la forma e il ripieno son più simili ai bomboloni. Io, invece, ho dato la forma
di ciambelle e anzichè friggere, ho cotto in forno. 
* al posto del lievito istantaneo, ho usato una bustina di lievito secco "normale", quello cioè che ha bisogno di riposo per crescere. 

Ho preparato un primo impasto, mescolando l'uovo con lo zucchero, il latte tiepido, l'essenza di vaniglia; poi ho aggiunto circa 300 g di farina, con il lievito, ho mescolato in modo da formare un composto omogeneo, anche se molto morbido, e ho lasciato da parte per circa mezz'ora. 
Quando l'ho ripreso, iniziava a crescere, per l'effetto del lievito
Allora, sono passata all'impastatrice: ho versato tutto l'impasto lievitato, ho azionato alla velocità 1, 5 con la frusta k e ho iniziato ad aggiungere il burro a pezzettini. Alla fine, ho messo la frusta a gancio e ho aggiunto la restante farina, fino ad ottenere un composto morbido, ma che non si attaccava alle mani. A me ci è voluta tutta, ma dipende dal grado di assorbimento: è facile che se ne utilizzi di meno. In ogni caso, evitate di aggiungerne ulteriormente: la dose prevista è perfetta. 
Ho lasciato lievitare fino al raddoppio: è un impasto grasso, impiega di più e anzi, dopo tre quarti d'ora era ancora fermo lì. Poi è cresciuto e non ci son più stati patemi. 
L'ho poi versato sulla spianatoia, l'ho steso a circa mezzo cm di spessore col mattarello, ho ricavato una dozzina di doughnuts con l'apposito stampo (fotografato, quel tanto che basta per accendervi ancora qualche insano desiderio) e ho messo le ciambelline in una teglia da biscotti, rivestita di carta da forno. errore gravissimo, perchè ce ne vogliono due (a meno che non vogliate preparare delle robe da Urlo di Munch, come quelle che ho fatto io)
Ho lasciato lievitare un'altra ora e poi ho infornato a 200 gradi, modalità statica, 12 minuti: quando la superficie è leggermente dorata, sono pronti. 
Per la glassa, siccome sono sempre senza zucchero, mi sono arrangiata con un frosting al formaggio, stemperando burro, philadelphia e zucchero bianco di canna e poi montandoli con le fruste elettriche. Le proporzioni sono  quelle che trovate qui, senza l'aggiunta del colorante. Altrimenti, potete rivestirli col cioccolato fuso e della granella di nocciole, o con una glassa di zucchero aromatizzata in vari modi oppure passarli nello zucchero semolato, che intanto son buoni lo stesso. 
A stasera, tardi 
Ale


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Di Daniela



Ricordo benissimo, dalle nostre chiacchiere negli anni passati, che ci sono tanti di voi che, come me, adorano lo sport. So che molti lo praticano, diversi lo seguono solo, ma tutti avete dimostrato una passione ed un entusiasmo pari al mio: ed è con voi oggi che vorrei condividere l'emozione e l'attesa per l'apertura di domani dei XXX giochi Olimpici di Londra 2012.

foto da qui
Non so dirvi con quanto piacere aspetto di vedere la cerimonia di apertura, per scoprire le novità, i colori, le idee che la caratterizzeranno: con il piacere di paragonarla a ciò che ho già visto e la soddisfazione di confrontarla con la più bella cerimonia, secondo me, di tutti i tempi , quella delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 o con la complessa puntualità e maniacale precisione di quella di Pechino 2008, iniziata alle 8 e 8 dell'8 agosto 2008, in omaggio al numero fortunato cinese per eccellenza, simbolo di sorte propizia e prosperità,  tra superstizione e cultura millenaria. 

immagine da qui
Quest'anno la cerimonia, la cui direzione artistica è stata affidata a Danny Boyle, il regista premio Oscar di The Millionaire, con la collaborazione di Stephen Daldry, di Billy Elliot, sarà, come sostiene lo stesso regista stesso "imprevedibile ed inventiva come il popolo britannico stesso" (sic!) e ci presenterà in uno stadio nuovo  di zecca, un allestimento in cui saranno presenti prati, campi e fiumi con veri animali da cortile (tra cui 70 pecore) a far da scenografia allo spettacolo stesso, con inizio alle 21 al suono della più grande campana d' Europa, prodotta dalla Fonderia Whitechapel . Leggo che tra i protagonisti ci saranno Peter Pan e Mary Poppins, Lord Voldemort e Alice, i Duran Duran e soprattutto Sir Paul McCartney...né potrà mancare l'agente segreto più famoso del mondo al servizio di Sua Maestà.....il mitico 007!
Restiamo quindi in attesa di vedere che cosa ci offrirà Londra e se e quanto ci coinvolgerà o ci colpirà questa apertura ufficiale... sono attesi anche grandi personaggi, sportivi e non...e poi il giuramento degli atleti, i discorsi ufficiali... Insomma siamo tutti in attesa che il fuoco di Olimpia accenda il braciere londinese..... 

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Qui di seguito vi suggerisco un'idea fresca ed originale proposta da due eccellenti chef, i fratelli valtellinesi Monica e Paolo Apollonio, per prepararvi qualcosa da gustarvi durante questo evento tanto atteso: la potrete preparare prima e non vi farà perdere neppure un momento dello spettacolo!

fonti
http://www.quilondra.com/olimpiadi-2012/programma-cerimonia-apertura.html
http://www.cineblog.it/post/49571/olimpiadi-londra-2012-la-cerimonia-dapertura-diretta-da-danny-boyle-con-007-e-la-regina
http://sport.panorama.it/olimpiadi-londra-2012?gclid=CPO_m86esrECFUJL3wod5gIANQ
http://www.londra2012.coni.it/
http://www.london2012.com/

Composizione di caprino fresco con trota salmonata in manto di aneto e olio evo

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Si tratta di un aperitivo gustoso e semplice, accattivante nei colori oltre che nel profumo e sapore. Piacevole da presentare, può essere preparato, come vi dicevo con largo anticipo, semplificandoci, come sempre, le cose.

Partiamo con gli ingredienti 

100 gr di trota salmonata fresca
200 gr di caprino fresco
125 di panna fresca
5 gr di gelatina in fogli
erba cipollina, aneto, sale e pepe
olio extra vergine di oliva
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Mettete in ammollo la colla di pesce per una decina di minuti. Setacciate il caprino, per conferirgli cremosità e far inglobare aria.
Togliete 3o 4 cucchiai dal quantitativo di panna fresca e scaldateli in un pentolino, sciogliendovi poi dentro la colla di pesce ammorbidita e ben strizzata. Fatela intiepidir ed unitela al caprino. Montate la panna fresca senza farla diventare troppo sostenuta ed aggiungetela con delicatezza al composto di caprino e colla di pesce, aggiungendo l'erba cipollina tritata molto finemente (una decina di steli).
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Rivestite uno stampo da terrina (o da plumcake non troppo grande) con della pellicola trasparente, e ricoprite il fondo con ciuffetti di aneto fresco. Riempite alternando uno strato di formaggio e uno di trota salmonata per due volte, e richiudere bene con altra pellicola

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Riponete in frigorifero per almeno due ore. Per servirla, tagliatela a fette di circa due centimetri di spessore.
Adagiate nel piatto di portata e servitela con un giro di olio extravergine e una spolveratina di pepe nero, erba cipollina e aneto.
Consigli:
1- Fatela riposare nel frigo , se possibile, anche per mezza giornata, per migliorare ancora la sua compattezza.
2- Non montate eccessivamente la panna per evitare che si formino degli antiestetici "grumi" nel unirla al composto di formaggio
3- mettete i ciuffetti di aneto tutti nello stesso verso, per rendere più gradevole la presentazione e non eccedete per non coprire con il suo gusto la delicatezza della preparazione.
Buona giornata a tutti
Dani

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La ricetta che vedete nella foto proviene dal libro di Vefa Alexiadou sulla ucina Greca. Che però è dalla Dani. Che però è a Bormio. 
Anche la foto proviene dal mio profilo di Facebook, visto che gli originali si sono perduti chissà dove, nell'ultima delle disinfestazioni dell'hard disk che sono stati il sottofondo più adeguato a questi ultimi mesi di "se può andar male, lo farà".


Quello che è tutto mio, invece, è la disorganizzazione: che resta imperterrita, dopo oltre tre anni di blog, a ricodarmi come sarebbe tutto più facile se per ogni ricetta preparata, ogni foto scattata, archiviassi tutto nel blog e non chissà dove, nin un pc esposto a ogni tipo di virus e in una memoria che è solo un ricordo. 
Epperò, in mancanza di cavalli trottano gli asini, dicono qui a Genova. E in mancanza del libro di Vefa, ne recuperiamo un altro, in cui questo pane è descritto con la stessa dovizia di particolari (anzi, volendo con qualcosa in più) e sulla cui affidabilità metto la mano sul fuoco, dato che lo uso spesso. A differenza del pane che vedete nella foto, questo prevede anche due torciglioni di pasta che avvolgono la pagnotta vera e propria, in una delle forme tipiche dei pani di queste zone, che ricordano un po' anche quelle balcaniche: vi spiego tutto nel procedimento e nelle note mie. Non mi soffermo sulla bontà della ricetta, perchè credo che non sia il caso di spendere parole, quando sono superflue: e neppure insisterò, dicendovi che a Creta ne fanno una versione fritta da strapparsi i capelli. E neppure vi tedierò ulteriormente, inducendovi a pensare a cosa può diventare la classica insalata greca (quella con cetrioli, pomodori, cipolle, feta e olive) se accompagnata da una fetta di questo pane. Mi limito a lasciarvi la ricetta- e poi fate voi...


PANE GRECO ALLE OLIVE
da Ingram, C., Shapter, G., Il Pane fatto in casa

per due pagnotte
675 g di farina*
più altra per spolverare
2 cucchiaini di sale
25 g di lievito fresco **
350 ml di acqua tiepida
5 cucchiai di olio d'oliva***
175 g di olive nere snocciolate e tritate grossolanamente ****
1 cipolla rossa, tritata finemente
2 cucchiai di coriandolo o menta tritati

Procedimento

1. ungete leggermente due fogli di carta da forno e poneteli su due vassoi; setacciate insieme la farina e il sale in una terrina grande e fate un buco al centro
2. in un bricco sciogliete il lievito con metà dell'acqua; aggiungetelo al centro della farina con l'acqua rimasta e olio d'oliva; mescolate fino a fare un impasto morbido
3. rovesciate l'impasto su una superficie leggermente infarinata e impastate per 8-10 minuti, finchè non è liscio. Posizionate in una terrina leggermente oliata, coprite con della pellicola leggermente oliata e lasciate lievitare in luogo caldo, per un'ora o finchè non è raddoppiato di dimensione.
4. rovesciatelo su una superficie leggermente infarinata e giratelo. Tagliate via un quarto dell'impasto, copritelo con pellicola trasparente e mettetelo da parte
5. Stendete l'impasto grande rimanente sulla spianatoia fino a formare un cerchio, disponete sulla superficie le olive, le cipolle e le erbe aromatiche, poi afferrate i lati del cerchio ed attaccateli l'uno con l'altro. tagliate l'impasto a metà e date a ciascuna una forma ovale, di circa 20 cm di lunghezza. Ponete ogni forma su un vassoio.
6. prendete l'impasto messo da parte, dividetelo in 4 e arrotolatelo in modo da formare altrettante lunghe strische della lunghezza di circa un metro. Poi intrecciatele, (facendo una specie di torchon, senza tagliarle), tagliatele in 4 pezzi e disponeteli sulle pagnotte, due per ognuna, in modo da sormontare i due lati alle estremità. Immaginatevi una pagnotta oblunga, un po' simile ad un cake, ma lasciata sulla spianatoia, quindi più gonfia al centro e meno alle estremità: queste decorazioni di pasta vanno disposte simmetricamente a circa tre dita di distanza dal centro, verso le due etremità del pane, una a destra e l'altra a sinistra. 
7. lasciate lievitare in luogo caldo per circa 45 minuti o fino al raddoppio
8. scaldate il forno a 220 gradi
9. spolverate le pagnotte di farina e cuocetele per 35-40 minuti o finchè non sono dorate in superficie e suonano vuote se toccate alla base. 

Note mie
Parto dal procedimento, visto che ho fatto tutto diverso
1. intanto, ho preparato il lievitino, facendo sciogliere il lievito di birra in poca acqua tiepida, con due cucchiai di farina e un cucchiaino di zucchero. Ho messo da parte e ho lasciato lì, fin quando l'impasto non è cresciuto
2. ho usato l'impastatrice, nella quale ho versato subito tutta la farina, il lievitino e quasi tutta l'acqua. Ho messo la frusta k (ho il kenwood), ho impastato fino a quando si sono amalgamati tutti gli ingredienti, e poi ho aggiunto il sale, i restanti liquidi (la parte dell'acqua che non avevo messo e l'olio), a poco a poco, senza mai smettere di impastare. Quando i liquidi sono stati assorbiti dall'impasto, ho cambiato frusta, sono passata al gancio, ho azionato a velocità 1 e ho lasciato incordare. L'impasto è morbido, elastico e si lavora bene sulla spianatoia.
3. nella versione di Vefa non ci sono le cipolle, ma ci stanno divinamente. 
4. ho preparato due pagnotte, come quelle che vedete nella foto, senza aggiunte supplementari, non descritte dal libro. 
5. ho cotto a 220 gradi, modalità statica, per 40 minuti: nel forno, nella griglia sotto quella dove cuoceva il pane, ho sistemato una teglia piena per tre quarti di acqua tiepida, che ha mantenuto una buona umidità in cottura

per quanto concerne gli ingredienti
* farina: metà manitoba, metà 00 ( o 0, come volete)
** 10 g di lievito fresco bastano, specie con questo caldo. Semmai, aumentate un po' i tempi di lievitazione
*** usate l'extravergine
**** le olive greche (le kalamata) sono perfette. Al di là della fedeltà territoriale alla ricetta, si snocciolano che è un piacere. 
Buona giornata
ale

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Di Daniela

 
Ancora un delizioso dolce preparato dallo chef Bassi, con l'aiuto del giovane chef Gaetano Farucci, come sempre bravissimi, originali  e generosi di consigli per chi, come noi, ama la cucina senza essere un cuoco esperto.
 
serata dolci 20123
 
Anche questa volta  non ci hanno deluso, dedicando alla lezione una meravigliosa preparazione con mascarpone e frutta. 
Intanto, prima di parlarvi del dolce di oggi, eccovi le mie ultime foto di mestieri antichi che ci ha regalato la serata "Tradizioni e mestieri in piazza" di cui vi ho parlato settimana scorsa:
Alcune bravissime ricamatrici...
 
DSCF4554
 
e un giovane casaro, con qualcuno degli attrzzi del suo mestiere, seguito da alcuni dei risultati, davvero eccellenti , del suo lavoro....

 DSCF4481


DSCF4483

 

Ed ora la deliziosa:
 

Crema al mascarpone brulé con mele e lamponi (chef Bassi e Farucci)
 
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Ingredienti per 8 porzioni
per la base di mele
300 gr di mele golden
15gr di zucchero
5gr di succo di limone
4 dl di succo mela
chiodi di garofano
3 gr di cannella
per le fettine di mele
400 gr di mele golden
250 gr di acqua calda
150 gr di zucchero
400 gr di lamponi
per il mascarpone gratinato
130 gr di mascarpone
20 gr di zucchero a velo
15 gr di frumina
20 gr di tuorli d'uovo
10 gr di chiare d'uovo
25 gr di zucchero
qualche cucchiaio di zucchero di canna
facoltativo 1/2 bicchierino di liquore all'albicocca
 

Partiamo dalla base di mele: sbucciate le mele e dividetele in fettine sottili. Cuocetele nel succo di mela con vino bianco, zucchero e le spezie , fino a quando non diventino morbide. Frullatele, aggiungendo qualche goccia di limone per impedire l'ossidazione del composto e tenetele da parte al fresco.
Per il mascarpone brulé: In una ciotola mescolate il mascarpone con lo zucchero a velo, il tuorlo d'uovo e la frumina. Montate gli albumi a neve ben ferma con lo zucchero ed aggiungeteli al composto di mascarpone, mescolando accuratamente. Tenete in frigorifero la crema fino al momento di servire.
Per le fettine di mele: Aggiungete lo zucchero all'acqua e portate il tutto ad ebollizione in un pentolino; toglietelo dal fuoco, aggiungete anche qui qualche goccia di limone ed immergete velocemente le fettine sottilissime di mele lasciandole in infusione pochi istanti, giusto il tempo che si ammorbidiscano tanto da servire da decorazione al piatto.
 
Per la composizione del piatto, togliete le fettine di mela dallo sciroppo e disponetele a raggiera in 8 piatti fondi, versate al centro del piatto la zuppetta di mele  fredda, decoratela con i lamponi; ricoprire il tutto con la crema al mascarpone e cospargendola con un cucchiaino di zucchero di canna, far caramellizzare la superficie con l'apposito cannello  (come per la creme brulè).
 
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Consigli dello chef, con la consulenza diretta di chef Farucci:
1- se non preparate questa delizia per i bimbi, potreste aggiungere, mentre montate il mascarpone, anche 1/2 bicchierino di liquore all'albicocca. Da uno sprint in più al gusto (ma se preferite un altro sapore va bene ugualmente: il lampone sarebbe altrettanto perfetto, ad esempio).
2- al posto della frumina, perfetti anche amido di riso o maizena.
3- non dimenticate di aggiungere un cucchiaino di succo di limone, per impedire l'ossidazione della polpa delle mele (sempre per questo scopo, ottimi anche i coltelli in ceramica . N.d.r.)
Il nostro sommelier di fiducia, Emanuele Urbani, consiglia con questo dolce, un Goldtraminer, IGT (Indicazione Geografica Tipica) Vigneti delle Dolomiti,  o un Ramandolo, DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) friulano.
Buonissima giornata a tutti
Daniela
 

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Parto dal fondo, perchè il post sul vincitore dello Starbooks di giugno è rimansto nella pancia del blog e se non fosse perchè stanno arrivando le vostre segnalazioni in ordine sparso non so se e quando mi sarebbe venuto il sospetto di controllare (per la serie io amo la funzione "pianifica")

 
A farla breve, la sfida al fotofinish dello scorso mese è stata vinta da Patty di Andante con gusto, che ha battuto per un solo link Chiarina e  per due Sarah: stiamo comunque pensando a premi fedeltà, per le amiche che continuano a sotenere questo progetto con costanza, dedizione e fiducia e che ci hanno permesso di arricchire i nostri scaffali di titoli sempre nuovi e sempre testati. Un'ideina celo, datemi le ferie perchè prenda forma e poi vi dico.

 

Per luglio ed agosto ci fermiamo- ma riprendiamo a Settembre e mi auguro con qualche novità. Al momento, abbiamo volutamente proceduto col freno a mano tirato, perchè creare questa bibilioteca virtuale è un'impresa ciclopica, che richiede, oltre che tempo, anche una lucidità mentale che non sempre ho. Ma confido nelle vacanze per qualche illuminazione, fra un link e l'altro. Anche perchè nonostante il bassissimo profilo, la biblioteca funziona: lo vediamo dagli accessi alla pagina degli scaffali e lo constatiamo dai feed back delle amiche che stanno contribuendo a riempirli. Il che, da un lato ci riempie di soddisfazione e dall'altro ci impone di trovare un modo per incentivare l'iniziativa- senza dover di necessità restare inchiodate tutta la notte alla tastiera del pc. 
Il minimo che possiamo dirvi è un grazie- ma è un "grazie" a più voci, le nostre e quelle di tutti i lettori che trovano in queste nostre ricette uno strumento affidabile, immediato ed efficace. e se poi arriverà un'illuminazione settembrina, chissà :-)
-------------------------------o-----------------------------
 
E per la gioia di tutti gli MTC addicted, quelli che giocano, quelli che non giocano, quelli che fanno il tifo, quelli che "ci provo anch'io" e quelli che "non ce la posso fare", ecco a voi il mega pdf delle scaloppine, sempre a firma della nostra Giulia, che mentre gli altri si abbronzano sulla spiaggia, suda sette camicie, non solo per realizzare il pdf, ma per farlo come glielo dico io. Stavolta, si è superata, tanto che ora è in ambasce, per la pesantezza del file. Io l'ho scaricato senza problemi ma nel caso dovesse richiedere più tempo del normale, non preoccupatevi e riservate le vostre imprecazioni ad altre circostanze: amatevi di pazienza, perchè ne vale davvero la pena. Dire grazie a Giulia è sempre riduttivo, ma in attesa di qualche neologismo più efficace, di questo le tocca accontentarsi. ma qualcosa ci dice che sarà un altro "grazie" multiplo...


Potete scaricarlo cliccando qui sopra


buona settimana
ale
 

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Di Daniela

Ancora qualche foto a testimonianza della bella serata passata passeggiando per le vie del borgo antico ed elegante, testimone della storia millenaria del paese e della valle, assaggiando dolci semplici ma gustosi, di tradizione quasi altrettanto antica.

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ed ecco anche l'antico mestiere che vi mostro oggi

serata dolci 2012



La seconda ricetta che vi proporrò oggi, sempre tratta dalla lezione del magico trio composto dallo chef Bassi, accompagnato da Gaetano Farucci e dal sommelier Emanuele Urbani

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Godereccia e particolare eccovi la ricetta

Fichi fritti con zabaione al Porto e gelato.

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Ingredienti per 6 porzioni 
Per i fichi fritti
9 fichi maturi ma sodi
5 dl acqua
250 gr di zucchero
100 ml di Porto
per lo zabaione al Porto
40 gr di tuorli d'uova
20 gr di zucchero
120 ml di Porto
Per la pastella
125 gr di farina 00
sale qb
1 cucchiaio di olio d'oliva
1di birra
20 gr di tuorli d'uova
30 gr di zucchero
Per completare
6 palline di gelato
20 gr di lamponi
foglioline di menta
olio per friggere e qualche fico extra

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Per i fichi fritti : bollite l'acqua con lo zucchero e il Porto fino ad ottenere uno sciroppo denso. cuocetevi i fichi, pelati, per 2-3 minuti e quindi lasciateli raffreddare nello sciroppo.
Per lo zabaione al Porto : unite i tuorli allo zucchero e al Porto, montate il tutto a bagnomaria fino ad ottenere una crema spugnosa.
Per la pastella : preparate la pastella con la farina , l'olio, i tuorli, il sale e la birra. Montate gli albumi a neve insieme allo zucchero e amalgamateli con cautela in pastella
Per completare il piatto : scolate bene i fichi dallo sciroppo e passateli nella pastella
Friggeteli in olio ben caldo, facendoli dorare : asciugate i fichi fritti su della carta  da cucina e guarniteli nei piatti da porzione con zabaione al Porto e gelato.
Decorateli con qualche lampone e foglioline di menta fresca.

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I consigli di chef Bassi:
1- i fichi devono essere maturi, ma non troppo morbidi, altrimenti rischiano di sfarsi già nella prima immersione nello sciroppo al Porto. A questo proposito, la cottura nello sciroppo deve essere davvero breve, tanto poi i fichi devono rimanere a raffreddarsi nello sciroppo, lontano dal fuoco e quindi si insaporiscono bene ugualmente.
2- la pastella per friggerli non deve essere troppo densa, ma solo velarli , per non nasconderne il sapore. A cottura ultimata ancora si vedrà quindi il colore dei fichi.
3- nel preparare lo zabaione al Porto è indispensabile non superare i 40° per evitare di avere una stracciatella , invece che un composto ben gonfio, continuando sempre a mescolare durante tutta la cottura.
4- il gelato può essere di fichi, di prugne o fatto, secondo i gusti di chef Bassi, con le prugne secche. Purtroppo la temperatura non gli ha consentito di portarne un assaggio alla lezione, perchè rimanendo esposto sul bancone si sarebbe sciolto.... ma sarei davvero stata curiosa di assaggiarlo :-)

Il nostro amico sommelier, Emanuele Urbani con questo piatto ha consigliato un Moscato d'Asti, grazie a tutta una serie di spiegazioni tecniche, che la mia ignoranza in materia non mi ha permesso di cogliere appieno. Comunque, Moscato d'Asti per tutti!!!!
Dani

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cake aux fruits confits et whisky

 ...e poche chiacchiere, un po' perchè la ricetta incute rispetto, un po' perchè sto per affrontare il momento più alto dell'anno lavorativo, quello per cui tutti i miei colleghi si son dati malati fra ieri ed oggi, lasciandomi praticamente da sola a godermi la great experience delle gita dell'ufficio. Che è roba già impegnativa così, figuriamoci se ci si aggiungono 200 km, fra andata e ritorno, di cui 199, 5 tutti di curve, in un giovedì della fine di luglio. E preferisco non mettermi nei panni di chi verrà in macchina con me, perchè si sa che ho la guida nervosa sportiva e in certe situazioni diventi pure sportivissima....

...meglio procedere all'operazione svuota blog, con la ricetta di un cake che giace lì da almeno due anni e che nella mia versione ha sicuramente un che di invernale, visto che era stata preparata per non so quale occasione, nelle feste di Natale. L'originale, invece, è più trasversale, perchè prevede l'utilizzo di una quantità più variegata di frutti e magari se aveste quelli rossi, tipo i cranberries ed affini, riuscireste comunque a preparare un dolce più adatto agli afosi pomeriggi di luglio. Altrimenti, mettetelo da parte, ma con una spia che lampeggi nei paraggi, perchè merita di essere preparato, almeno una volta. E se non credete a me, riflettete sul nome del papà di questo cake- e spazzate via ogni dubbio...

CAKE AUX FRUITS CONFITS ET WHISKY

La fonte me la sono dimenticata e non ho il tempo materiale di spulciare i libri di Hermè che ho di là. In compenso, vi scrivo le solite Note Mie, in fondo.

NB: Fabiola, che è sempre di una gentilezza squisita, non solo ha cercato la ricetta originale, ma l'ha anche trascritta.  La trovate nei commenti, in calce al post. Più mi scervello, più credo che la ricetta qui sotto, invece, provenga da qualche rivista. Perchè non l'ho modificata più di tanto, se non nella scelta della frutta secca. In ogni caso, ne avete due, entrambe targate Hermè e quindi potete cimentarvi con entrambe!
per uno stampo da plum cake da 750 ml

  • 200 g di burro demi sel
  • 100 g di zucchero
  • 50 g di cassonade
  • 4 uova
  • 300 g di farina
  • ½ bustina di lievito chimico
  • 10 cl di rum 
  • 100 g di ciliegie secche ma morbide
  • 100 g di uvetta chiara
  • 100 g di uvetta
  • 65 g di albicocchie secche, tagliate a tocchetti di 1 cm
  • 125 g di melone, tagliato a tocchetti di 1 cm
  • 65 g de cranberries 

 La sera prima, mettete a bagno la frutta nel rum e lasciate riposare una notte.
Il giorno dopo, preparate il cake, secondo il procedimento che trovate qui: montate bene il burro con lo zucchero, fin quando il composto diventa spumoso e bianco, aggiungete le uova ad uno ad uno, sempre montando- e incorporando il successivo solo quando il precedente è stato assorbito dall'impasto- aggiungere la farina e il lievito setacciati e in ultimo la frutta secca scolata dal rum. 
forno a 200 gradi, che diventano 180 appena infornate il vostro cake e 40 minuti di cottura

Note Mie

gli ingredienti

il burro semi salato si trova, in qualche supermercato particolarmente fornito. Ma non è il caso di tagliarsi le vene, se la missione dovesse essere infruttuosa. Certo, i dolci col burro salato sanno un po' meno di burro: ma in questo caso, dovendo scegliere fra la versione normale e quella salata, opterei decisamente per la prima. 

Il cassonade è un tipo di zucchero molto diffuso in Belgio, indispensabile epr fare gli speculos. Qui ci sta benissimo ma potete sostituirlo con del normale zucchero di canna, bruno. 

Invece, è importante che la frutta secca sia morbida. A Genova, ormai ho un unico pusher, sul Mercato Orientale, che mi rifornisce di frutti disidratati che probabilmente vengono poi reidratati - non faccio domande, perchè di solito mando in confusione i bottegai: mal che vada, comunque, lasciateli a bagno il più possibile e vedrete che si ammorbidiranno per forza.

il rum: sono sicurissima di averci messo il whisky. Perchè a me nei dolci il whisky fa impazzire, mentre trovo il rum sempre un tantino banale. Ma Hermè è Hermè e se lo dice lui, seguitelo. 

Per quanto concerne il procedimento, vi suggerirei di non gettare via il rum della marinata. Potrebbe servirvi per aiutarvi ad incorporare la farina: ho parecchie ricette di cake che prevedono l'aggiunta di qualche cucchiaio di latte o di altro liquido, perchè l'impasto è piuttosto sostenuto, ma una spintarella ogni tanto non fa male

Non è il caso di infarinare i frutti per impedire che scendano verso il basso: se l'impasto è denso, non cadono. 

Ultima nota per la cottura: la ricetta dice di scaldare il forno a 200 gradi, poi di abbassare a 180 al momento di infornare. Di solito, per cuocere bene un cake, ci vogliono circa 40 minuti: vedrete che si rigonfierà e poi si spaccherà al centro, durante la permanenza nel forno. Fate la prova stecchino e quando esce umido è pronto. L'essenziale è che non abbia grumi di impasto intorno. Potrà capitare di dover prolungare la cottura, quando la superficie del dolce è già dorata: basta coprirla con un foglio di alluminio e continuare a cuocere il cake, senza problemi. 

Come vi dicevo, questo è un dolce che può interpretare bene ogni stagione: se usate mirtilli rossi, ciliegie e lamponi disidratati, oppure frutti di bosco disidratati, avrete un perfetto cake estivo. fichi e albicocche secche per l'autunno; uvette, datteri e noci per l'inverno- e così via, fino a svuotare la dispensa, con tocchi di gran classe. Mica da tutti, no?

Ci vediamo stasera, per la risposta ai vostri commenti e l'emmetichallenge. 
ciao


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