e buon anno e pure buona Befana, perché stavolta son vacanze lunghe, quelle che ci aspettano. Tutta colpa di quei burloni dei Maya e delle loro false promesse. E così, visto che il mondo continua, ci tocca arrangiarci come si può, chiudendo i battenti fino al sette gennaio. E promettendovi di tornare, belle pimpanti e arzille come si conviene a due signore della nostra età, ad ogni anno che avanza. 
Nel frattempo, ci auguriamo che possiate trascorrere feste serene e giornate piene di cose belle: così che possiate essere pimpanti e arzilli pure voi, che sennò non ci sarebbe mica tanto gusto...
A lunedì 7 gennaio

Ale e Dani

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Di Daniela

Quando eravamo molto più giovani di adesso e i "fidanzamenti" e i successivi "abbandoni" erano all'ordine del giorno, in quelle compagnie talmente numerose da impiegare un tempo incredibile e molto spazio per riunirci tutti., i meneghini tra di noi, avevano un modo che ci piaceva molto per comunicare al resto de gruppo se una nuova storia era o no una cosa seria. Partendo dal presupposto che di solito questi graaaandi amori sbocciavano in estate, la frase "criptata" era : "Penso che taglieremo insieme il panettone" E qui veniva creato ad arte un attimo di pausa per consentire agli amici basiti  da una dichiarazione di intenti tanto definitiva e seriosa di porgere le loro congratulazioni!


albero



Oggi invece, per sapere se quest'anno taglieremo il panettone insieme ed intendo proprio tutti insieme :-) dovremo aspettare fino alla mezzanotte.... I Maya vituperati, saccheggiati e massacrati da poco scrupolosi conquistadores, dopo che già altre cause avevano provocato il loro drastico declino dopo secoli  di splendore, si sono presi la rivincita sul resto dell'umanità ponendo un punto fermo al loro calendario .
Quindi, sperando con tutto il cuore di essere lunedì perfettamente in grado di rivolgere a tutti  voi gli auguri per un sereno Natale :-) vi offro questo spettacolare antipasto originale nei sapori ma squisito.
Mi perdonerete se, nonostante l'assoluta bontà di questo piatto e la sua delicatezza, le foto e specialmente la prima, sono un'autentica schifezza. Ma li ho preparati di sera, li ho fotografati con il flash, di corsa e senza un minimo di grazia: decisamente le immagini  non rendono giustizia al sapore...

Blinis di farina di castagne con salmone affumicato
da un'idea di ELLE à Table.

blinis 3

Ingredienti per 4

6 fette di salmone affumicato
25 cl di panna fresca da montare
aneto
sale e pepe

Per i blini:
175 g di farina di castagne
175 g di farina 00
1/2 l di latte o di latticello
2 uova s
10 g di lievito
olio di arachidi

blinis2

Per i pancake: In una ciotola, schiacciate il lievito e diluitelo con un po' di latte caldo. Mettete le due farine in una ciotola e aggiungete gradualmente il resto del latte freddo, mescolando continuamente fino ad ottenere una pastella densa. Incorporate le uova una alla volta, mescolando bene il composto.
Ungete con l'olio padellino antiaderente e cuocete i blinis della dimensione di una frittella per un minuto o poco più per parte su fuoco moderato.
Montate  la panna montata. 
Disponete su ogni piatto a fetta di salmone affumicato 1 o 2 blinis e un po' di panna montata, cosparsa con aneto , pepe e un pizzico di sale

blinis salmone

Potete servirli tiepidi o a temperatura ambiente. Se volete mantenerli caldi mentre procedete con la cottura di tutti i blinis, potrete disporli su di un piatto, coprirli con un foglio di alluminio e appoggiare il piatto su  una casseruola di acqua bollente. Li ho provati per curiosità, un po' titubante; sono stati invece una rivelazione : non solo con il salmone creano un contrasto piacevolissimo ed inedito, ma sono eccellente anche mangiati con un cucchiaino di panna montata leggermente  salata, o "neutra," ed una noce o, insieme  allo zucchero a velo o un cucchiaino di ricotta o di panna leggermente dolcificata, possono essere degli squisiti dessert.
Insomma piacere allo stato puro :-))))
Buona giornata
Dani

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mtmagprova

Oggi su mostre e cinema 



Fortuny e Wagner.
Il wagnerismo nelle arti visive in Italia
A Palazzo Fortuny, San Marco 3780 – San Beneto, Venezia
Apertura al pubblico: 8 dicembre 2012 – 8 aprile 2013
Orario: Tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00 (biglietteria 10.00 – 17.00); chiuso il martedì, il 25 dicembre e l’1 gennaio
Nel periodo del bicentenario della nascita di Wagner, a cui anche la scala di Milano ha dedicato la sua inaugurazione, questa mostra a Venezia offre uno spaccato inedito su quanto Wagner e la sua estetica influenzarono l'arte in Italia tra la fine dell'800 e l'inizio del 900
La mostra "si sviluppa negli ambienti tra il piano terra, il primo e il secondo piano nobile di Palazzo Fortuny, presentando oltre 150 opere tra dipinti, incisioni, disegni e sculture, più una sezione documentaria con libri, riviste, illustrazioni e cartoline. A completamento del percorso espositivo, e per attestare l’influsso dell’immaginario wagneriano anche sugli artisti contemporanei, è presentata una selezione di opere di importanti autori internazionali come Joan Brossa, Anselm Kiefer, Antoni Tàpies e Bill Viola" da qui


RIFLESSI D'ORIENTE
2500 anni di specchi in Cina e dintorni
dal 23 novembre 2012 al 24 febbraio 2013 al MAO (Museo di Arte Orientale) di Torino, via San Domenico 11, 10122 Torino
La mostra "offre, attraverso manufatti realizzati nel corso di due millenni e mezzo, una panoramica sui significati e sul valore culturale e artistico delle raffigurazioni che appaiono sul lato "verso" degli specchi dell'Asia Orientale. Il perché di un'esposizione su questi capolavori di tecnica metallurgica lo spiega il curatore Marco Guglielminotti Trivel: «Lo specchio ha accompagnato la storia della Cina dal VII secolo aC fino al Novecento. I loro decori e le loro iscrizioni rispecchiano i costumi sociali, la concezione della cosmogonia, gli aspetti culturali delle varie epoche in cui furono prodotti»".  Per informazioni più precise su tempi e biglietti  leggete  qui


E' aperta al pubblico a Roma fino al 10 marzo 2012 una splendida mostra nella quale potrete ammirare opere finissime di gioielleria create, è proprio il caso di dirlo, in diversi millenni, incentrate sul tema dell'ambra, la splendida pietra lavorata in ogni possibile declinazione: confesso che la mia passione anche per la gioielleria antica e d'epoca mi spingerebbe ad una visita.... Il titolo è:
Luce dalle Terre dell’Ambra. Dalle rive del Baltico 
al Mediterraneo
Roma, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Piazzale di Villa Giulia 9 - Repubbliche Baltiche della Lituania, Lettonia ed Estonia e Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale 
La mostra è dedicata alla straordinaria pietra dalla luce simile al colore del sole, considerata da sempre magica e utile talismano contro molte malattie...
Per la prima volta saranno presentati al pubblico raffinati gioielli in ambra realizzati in Etruria, tra cui alcune preziose collane da Vulci, Veio e Capena. Nella mostra, a confermare l’eccezionalità dell’esposizione figureranno, quale importante elemento di raffronto, gioielli contemporanei prodotti nell’ambiente culturale baltico e straordinari testimoni della continuità nella tradizione millenaria di intagliare questa “pietra” preziosa per ricavarne veri e propri capolavori d’arte .
Per informazioni varie
 guardate qui

trappola per uccelli
Al Chiostro di Bramante, splendida sede in Roma si è aperta da un paio di giorni la mostra Brueghel. Meraviglie dell'arte fiamminga.

La mostra sui capolavori della dinastia Brueghel che ripercorre la storia e l’eccezionale talento della più importante stirpe di artisti fiamminghi attivi tra il XVI e il XVII secolo, attraverso oltre 100 opere tra dipinti, disegni e grafiche. Le opere, provenienti da importanti collezioni private e musei italiani e stranieri - tra cui il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Tel Aviv Museum of Art, il la Pinacoteca Ambrosiana di Milano e il Museo di Capodimonte di Napoli - presentano al pubblico le relazioni e il percorso artistico di quattro generazioni di pittori della nobile stirpe.

Ho visto alcune delle opere esposte in foto e devo dire che sono davvero capolavori tra i più celebri dei Brueghel, pittori che amo particolarmente: vi cito alcuni titoli: Le sette opere di misericordia di Pieter Brueghel il Giovane, come la La danza nuziale e la Trappola per uccelli oppure Natura morta con tulipani e rose in vaso di vetro, del J.Brueghel il vecchio o l'Allegoria dell'udito di Jan Brueghel il giovane... Insomma vale proprio la pena...Ah, ci sono anche I sette peccati capitali di Bosch e Il ciarlatano, della sua scuola ....



Ultima segnalazione : ancora a Roma, a Palazzo Braschi, Piazza di San Pantaleo, 10, la mostra Canova, il segno della gloria
"L’Esposizione propone 79 disegni in mostra, 15 acqueforti, 6 modelli originali in gesso, 4 tempere, un dipinto ad olio, due terrecotte e due marmi.
È l’idea la vera protagonista della mostra “Canova. Il segno della gloria”!
Patrocinata dall’Istituto di Ricerca per gli Studi su Antonio Canova e il Neoclassicismo e curata da Giuliana Ericani, la mostra “Antonio Canova. Il segno della gloria” approfondisce la storia e l’opera artistica di Antonio Canova sin dai suoi albori fino al consolidato successo. Si analizza il suo stile neoclassico, le caratteristiche dei suoi lavori ed il rapporto che il Canova ha avuto con altri artisti con i quali ha collaborato
."da qui

Per le solite informazioni utili guardate qui



mostre





Oggi esce nelle sale l'ultimo film di animazione della Walt Disney: si intitola Ralph Spaccatutto e promette di essere, come spesso capita ai film Disney, divertente e rilassante anche per mamme e papà. La storia è  quella di un ex cattivo dei videogames stufo di essere sempre vituperato e non amato, che decide di uscire dal videogioco per ricevere la ricompensa e l'affetto che tanto desidera.
Viene presentato come un film davvero ben fatto dove  intelligenza, divertimento e capacità di arrivare dritti al cuore di bambini (M.Cappi), sono le sue migliori caratteristiche






Curiosità


Avete ancora qualche piccolo dubbio sul regalo di Natale perfetto? Peccato , vi siete fatti soffiare da sotto il naso l'idea che ci voleva!!! Infatti  nel corso della vendita [da Sotheby's] è stato infatti battuto un disegno preparatorio di Raffaello Sanzio, “Testa di Giovane Apostolo”, schizzo preparatorio della celeberrima “Trasfigurazione”. All’annuncio del lotto si è scatenata una vera gara al rialzo: partita da una stima iniziale di 10 milioni di sterline, dopo diciassette minuti l’opera è stata aggiudicata per 29,7 milioni di sterline, pari a 36,6 milioni di euro. Il disegno del grande pittore italiano ha così stabilito un nuovo primato, diventando l’opera di Raffaello su carta più costosa mai battuta a un’asta e superando il disegno “Testa di Medusa” venduta per 29,2 milioni di sterline.  (Da qui)
Vedete a volte cosa ci si lascia scappare per un nulla !!! Non so chi sia il fortunato acquirente, ma speriamo che la metta a disposizione di tutti noi in un museo e non la chiuda in una cassaforte ....

foto da qui

Vi va di sapere come è stata costruita la tour Eiffel magari vedendo il tutto in in 3D?  Potrete essere presenti ai lavori, se darete un occhiata alla ricostruzione virtuale che troverete qui
Un'animazione basata su fonti d'archivio, disegni e mappe francesi fa rivivere le prime fasi di edificazione del simbolo di Parigi
Quasi un viaggio a ritroso nel tempo, interessante e divertente !
Ah a proposito: dovesse mai interessarvi, per prepararvi a venerdì 21 e alle sue letali conseguenze, date un'occhiatina, sullo stesso sitoanche alle  5 fini del mondo mai avverate!! Scoprite quali sono le cinque fini del mondo mai avverate più curiose di tutti i tempi.  Un po' di relax prenatalizio! :-)

Buona giornata a tutti
Dani

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Perchè, diciamocelo, il bicchierino è morto. 
Lo è da un po' di anni, almeno nei buffet della gente che conta: e lo è, grosso modo, da quando a casa mia se ne è completata la collezione. Possiedo centinaia di bicchierini, in tutti i materiali e in tutte le fogge, molti ancora nelle loro confezioni, moltissimi sparsi per tutta la casa, e tutti accomunati dallo stesso destino di essere passati di moda. Da troppo poco per essere vintage, oltretutto, maledizione a me e a quando finisco le collezioni


E così, ci tocca modernizzarci, per stare al passo coi tempi, in primis, e perchè, detto inter nos, la prima a non poterne più dei bicchierini ero io. Perchè occupano un sacco di spazio, dallo stoccaggio, al frigo, al tavolo del buffet, implicano un numero imprecisato e pure elevato alla enne di cucchiaini et forchettine e, come se non bastasse, si aggiungono alla montagna delle cose da lavare, quando la musica è finita, gli amici se ne vanno etc etc. 
Ovvio che non li abbia inventati io, 'sti "pasticcini di paté": basta dare un'occhiata a Pasticceria Salata di Montersino, per vedere che lui li faceva già da un sacco di tempo e chissà quanti altri prima e dopo di lui. Solo che io li faccio con le mie ricette e quindi li semplifico al massimo, nella tempistica e nella preparazione. In più, a Genova non si sono ancora visti, per cui finora abbiamo anche l'effetto sorpresa: e quando non ci sarà più, amen: rimaneggeremo qualcos'altro ;-)

PASTICCINI DI PATE'



Partiamo dall'essenziale- e cioè uno stampo in silicone per monoporzioni e un freezer. Senza queste due cose, vi presto i bicchierini. 

E prendiamo una ricetta collaudata, come per esempio quella del patè di prosciutto al Madera.  
Per prima cosa, dovete preparare la gelatina al Madera: fatela come da ricetta e versatene pochi ml sul fondo di ogni stampino. Lo spessore lo potete vedere dalla foto, circa un terzo dello stampo, ma non di più. 
Lasciate raffreddare per una decina di minuti a temperatura ambiente, poi mettete lo stampo in frigo, fino a quando la gelatina si rassoderà completamente. Come sempre, i tempi dipendono dalla quantità di colla di pesce impiegata. Personalmente, preferisco metterne poca e lasciare più tempo nel frigo. per poca, intendo un po' di più di quella indicata nella ricetta (lì si parla di bicchierini, la stabilità la dà anche il contenitore): diciamo 2 g ogni 100 ml di liquido. E poi 24 ore nel frigo. 

Quando la gelatina è indurita, preparate la mousse, come da ricetta. Mettetela in un sac a poche e riempite il resto degli stampi, fino in cima. Con una spatola, pareggiate bene, per evitare le bolle d'aria (nei paté della foto, vedete bene dove sono rimaste e dove no: pressate meglio di quanto ho fatto io e non ne resteranno): dopodichè, mettete in freezer, fino a un'ora prima dell'uso. 

Calcolate un minimo di un'ora di permanenza nel freezer, reparto fast freeze: se no, non vi si sformano. 

Sformatele e lasciatele a temperatura ambiente per una mezz'ora. dovrebbero riprendersi subito. Dopodichè, tostate dei tondini di pan brioche o di pancarrè morbido, del diametro leggermente maggiore dei pasticcini di paté, volendo velatelo con poco burro fuso e tenete in frigo fino a dieci minuti prima dell'arrivo degli ospiti. Evitate di piazzare il vassoio con i paté proprio sotto una fonte di calore, stile lampada da terzo grado, perchè potrebbero sciogliersi: ma normalmente non succede: anche perchè finiscono in un fiat. 

Potete prepararli con tutte le ricette di paté di questo mondo: io ne faccio un'altra, velocissima, preparando una gelatina di moscato di Pantelleria, in cui aggiungo del'uva passa, precedentemente ammollata in acqua calda. Verso negli stampi (a mezza sfera, vanno bene anche quelli), lascio rassodare in frigo e poi completo con del buon caprino non stagionato, eventualmente allungato con pochissima panna, nella quale faccio sciogliere un grammo di colla di pesce ogni 100 g di caprino. Che van via come ciliegie, l'ho già detto sopra...

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mtmagprova

Secondo quello spiritosone di mio marito, l'unica filosofia Zen che appartiene alla sottoscritta è quella dell'omonimo quartiere di Palermo. Secondo me, se ne potrebbe anche parlare, specie nei periodi in cui mi faccio contagiare da quel filone di letture che propongono un approccio al nostro vivere quotidiano alla luce delle filosofie orientali. Lo Zen e il tiro con l'arco, Centouno storie Zen, lo Zen e la manuntenzione della motocicletta son tutti testi consunti, sugli scaffali della mia libreria e giuro che, quando li ho in mano, mi riprometto ogni volta di non disperdere energie, di godermi l'attimo e di concentrarmi sugli obiettivi,  che non sia mai che riesca a dimagrire, una buona volta. Insomma: per tutta la durata della lettura, sono convinta, determinata, decisa. E lo resto, eh, sia chiaro. Per un po', lo resto. Convinta, determinata, decisa. Che col cavolo che disperdo energie nei cinque minuti, che guai a distogliermi da ciò che voglio davvero, che un bel respiro e passa tutto. 
Dopodichè, entro in camera della creatura. 
E passa tutto.


Ma da oggi le cose cambieranno. Perchè, finalmente, è stato tradotto anche in italiano il Manuale di Pulizie di un monaco buddista, a firma di tal Keisuke Matsumoto, di professione bonzo -blogger, visto che è lui a curare blog e pagina FB del tempio di Tokyo dove mangia, prega e -udite udite- fa le pulizie. E le fa alla maniera zen, vale a dire muovendosi sul doppio binario dell'incombenza pratica e dell'elevazione spirituale, caricando i lavoro di casa di un meta significato, che le rende propedeutiche alla pulizia della mente e al raggiungimento della felicità. «Ritorniamo a fare le pulizie di casa"- è il grido di Keisuke-  riappropriamoci di quei saperi concreti che abbiamo perso o affidato ad altri. Perché la cura delle cose è cura di se stessi"., prosegue, sintetizzando in queste poche righe la sua filosofia. Per carità, l'Occidente ci era già arrivato, e pure da mo': basti pensare a S. Benedetto, all'ora et labora, al perfetto dominio della natura realizzato nei chiostri. Ma, come sempre, noi lo facciamo dalla prospettiva sbagliata, quella che vede il lavoro come una punizione, già nel nome. I Romani lo chiamavano negotium (da nec-otium, non sto in ozio, termine neutro, privo di qualsiasi valenza morale), la cultura cristiana sceglie labor, che di tutti i termini è il più pesante da sopportare. Labor è infatti la fatica, sia fisica che morale, con sfumature che rasentano l'angoscia- la stessa che mi prende, di fronte alle pile di biancheria da stirare o all'idea platonica del casino che prende forma, ogni giorno, in qualsiasi stanza di casa mia. Per il buddismo, invece, i lavori domestici sono un'altra straordinaria occasione per meditare e ricercare se stessi: affrontarli non è più un dovere fine a se stesso, ma un'opportunità per rimanere concentrati sul presente, la sola dimensione temporale che abbia un senso, per questa filosofia: "In Giappone nelle scuole elementari e medie, sono gli scolari a occuparsi della pulizia dei locali, cosa che, all’estero, non accade. Nel nostro Paese, fare i servizi di casa è un concetto che non si riferisce semplicemente a togliere lo sporco dalle superfici, ma è in stretta relazione con lo spazzar via le nubi dalla nostra anima", osserva Matsumoto, regalandoci anche una confidenza: la sua attività preferita è scopare il giardino zen, con una scopa di bambù. Non solo lo fa tutte le mattine, ma si rivitalizza pure, indicando come fonte principale della sua rinascita quotidiana non  il giardino zen, che non celo, non la scopa di bambù, che non celo neppure quella, ma la monotonia dell'atto. Come dire, non abbiam più scuse...

Se volete saperne di più, potete leggere il bell'articolo de Il Corriere, a firma di Roberta Scorranese, a cui va anche il merito di avermi fatto recuperare dai meandri della memoria un libro delizioso, letto parecchi anni fa e finito chissà dove, intitolato Lo Sporco degli Altri, a firma di tal Louise Rafkin, sociologa e futura giornalista di costume che, costretta a cercar lavoro, si era messa a fare le pulizie nelle case. Nelle intenzioni, si sarebbe dovuto trattare di un impiego temporaneo, in attesa del classico "qualcosa di meglio". Nei fatti, la ragazza si appassionò così tanto a questo lavoro che finì per fare a donna delle pulizie per cinque anni, accettando incarichi che non solo la portarono in giro per gli USA e pure a Tokyo (toh, ritorna...), ma che permisero al suo occhio allenato di rivalutare lo sporco, considerandolo una ineffabile chiave per comprendere le persone. Come dicevo, è una lettura che risale a parecchi anni fa, quindi non aspettatevi dettagli o recensioni "fresche". Ma il ricordo che conservo è quello di un libro piacevolissimo, arguto, spiritoso, ma sempre molto aderente alla realtà: anche qui, le faccende dicasa diventano uno strumento, non per la conoscenza di se stessi, ma per quella degli altri, in una prospettiva che èpiù nelle nostre corde e che, in ogni caso, ha il merito di riscattare le fatiche di casa dalla sfera del "che mi tocca fare" per restituire loro un senso più alto. 


Il collegamento è tenue, ma il film mi è piaciuto così tanto che non posso fare a meno di consigliarlo: sto parlando di The Help, di Tate Taylor, uscito nelle sale cinematografiche lo scorso anno, anch'esso tratto da un libro, l'Aiuto, di Katryn Stockett. Mia figlia  è la cinefila di casa e quando insiste perché vinca le mie reticenze e guardi un film con lei, c'è sempre un perché. Se non lo aveste ancora visto, approfittate delle prossime vacanze per recuperarvi un DVD o spulciate nelle repliche su Sky: ne vale davvero la pena.


E infine, se il buongiorno si vede dal mattino, questa sarà una grande edizione di Masterchef. I giudici sono strepitosi: affiatati, televisivi, consapevoli di essere diventati dei personaggi ma ancora sufficientemente ironici da non crederci troppo e da trovare il tempo di scherzarci su. E il cast, grazie al cielo, sembra finalmente selezionato con criteri coerenti con una sfida di cucina: niente storie strappalacrime, niente bisogni di riscatto, niente"tengo famiglia nell'anticamera dello studio". insomma, la Defilippi non abita qui, almeno stando a quanto si è visto. Il che, per quelli come noi, equivale già ad un bel passo avanti....
Buona giornata
ale

ps sono tutto il giorno in trasferta, scarico i commenti e rispondo quando torno




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Di Daniela
 

Ancora non mi era capitato di vedere in giardino l'effetto che freddo, neve e vento combinati insieme possono fare. Piante ripiegate su se stesse, oleandri più simili a salici piangenti o a palme,  foglioline di rose con tanto di ghiaccioli appesi: questo è stato lo spettacolo che venerdì mattina si è presentato guardando dalla finestra .... causando peraltro molta delusione nelle due figlie numero 2 e 3 , che speravano in una coltre bianca decisamente più consistente, perchè questa non è stata sufficiente per far chiudere la scuole :-)
 
galav rose 2


galav rosa

galav. rosmarino

galav melagrana

galav melograno
 
Devo dire che tutto ciò mi ha preoccupato non poco: ho lottato durante tutta la bella stagione per salvare alcune delle mie piante, attaccate da un fungo in un certo numero. Ma per fortuna il fenomeno del ghiaccio è durato molto poco: già oggi la temperatura era molto più elevata e le mie piante rimarranno un po' turbate, come è successo finora quest'anno, per stabilire in quale stagione dell'anno esattamente si trovano al momento.......
 

Limoncini di pane
di Sara Papa da Alice n12/2012
 

 

panini limone 
Ingredienti
500 g di farina 1
60 g di succo di limone
la scorza di 1 limone e 1/2
250 g di acqua
50 g di lievito madre (o
15 g di lievito di birra)
10 g di sale
Per lucidare:
1 uovo
15 g di latte
sale 
 
DSCF6918
 
Sciogliete il lievito di birra nell'acqua tiepida. Unite il lievito alla farina e al sale e impastate bene gli ingredienti amalgamate tutti gli ingredienti. Aggiungete il succo di limone e la scorza grattugiata e amalgamate ancora. Formate un panetto e lasciate riposare per 45 minuti in luogo caldo. Spezzate l'impasto in porzioni del peso di 50-60 g ciascuna, date loro una forma ovale, quindi comprimete leggermente le estremità dei panini e ruotateli sopra una grattugia , oppure bucherellate con uno stecchino la superficie per dar loro l'aspetto di un limone. 
 
Lucidateli con una miscela ottenuta mescolando l'uovo con il latte e un pizzico di sale. Fate lievitare i limoncini per circa un'ora in luogo caldo e poi cuoceteli in forno già caldo a 220 °C con vapore, mettendo 4 o 5 cubetti di ghiaccio sul fondo del forno: occorreranno circa 20 minuti.

 
DSCF6923
Sfornateli, lasciateli raffreddare e serviteli.  L'autrice  suggerisce di gustare questi profumati e morbidi panini con le ostriche, i frutti di mare e i salumi in genere, ma sono ottimi anche con la marmellata perchè non sono eccessivamente sapidi. 
Però io personalmente li ho gustati con un olio toscano meraviglioso imbottigliato il 12 dicembre, che la mia "solita" amica Sabrina mi ha portato proprio ieri e con una spolveratina di fleur de sel..... Un sapore da urlo!
Buona giornata a tutti.
Dani

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