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Il contest di Elisa, che vi avevamo segnalato qui e che abbiamo trovato così piacevole ed interessante nel corso delle sue quattro edizioni a cui abbiamo fatto da giudici, chiude oggi , come programmato, con la proclamazione dell'ultimo vincitore per il tema  Food and Music . E' stata davvero un'avventura piacevole, che ha messo in evidenza, sottolineando con belle ricette e ottimi suggerimenti, il legame che esiste innegabilmente tra l'arte e il cibo.
Vi rimando da Elisa per il post sulla vincitrice, a cui vanno tutte le nostre congratulazioni e ringrazio a nome mio e di Ale la padrona di casa per averci reso partecipi di questa sua intrigante avventura culinaria.
Buona serata a tutti
Dani 

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L'Mtmag di oggi su mostre, cinema, balletto e lirica 


MOSTRE


Fino al 17 febbraio è possibile visitare a Roma, presso il MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, via Guido Reni, 4 A 00196 Roma una interessantissima mostra dal titolo L'Italia di Le Corbusier

"Architetto, scultore, pittore, geniale pensatore del suo tempo, padre della moderna urbanistica e maestro del Movimento Moderno: èLe Corbusier, dal 1920 pseudonimo di Charles-Édouard Jeanneret. 
A lui il MAXXI Architettura dedica la mostra L’Italia di Le Corbusier a cura di Marida Talamona. Realizzata in partenariato con laFondation Le Corbusier di Parigi, si avvale del supporto di un Consiglio scientifico composto da alcuni dei massimi esperti della vicenda lecorbuseriana. 
Oltre 600 disegni, schizzi, acquerelli, dipinti e fotografie originali per una esposizione che, seguendo un filo cronologico e tematico, documenta le molteplici influenze che l’Italia ha avuto sulla formazione e sul lavoro del maestro: dai primi viaggi agli inizi del Novecento ai progetti, mai realizzati, per il Centro Calcolo Olivetti di Rho e per l’Ospedale di Venezia degli anni Sessanta". 
“Il MAXXI Architettura – dice il Direttore Margherita Guccione - prosegue l'indagine su temi, forme e figure del XX e XXI secolo. In questo caso la scelta del rapporto tra Le Corbusier e l'Italia è una chiave di lettura che restituisce la poliedricità, molto contemporanea, della sua figura: architetto, urbanista, designer, pittore, scultore e homme de lettres ha letteralmente rivoluzionato il modo di pensare l'architettura investendo con la sua lezione l'intero pianeta."

Nel caso, poi, siate li nei paraggi, oltre alla mostra su Le corbusier, potrete anche ammirarne diverse altre, di cui una in particolare ha colpito la mia attenzione per originalità e curiosità, oltre che per bellezza, ovviamente.
Si intitola Modelli/Models. MAXXI Architettura Collezione: una piacevolissima esposizione di oltre 80 modelli di 60 autori, tutti perfettamente restaurati , che sono stati in qualche modo importanti per la storia della architettura in Italia dal 900 in poi, comprese alcune recenti acquisizioni interessanti di opere davvero particolari (c’è anche un modello della valle dei Templi del Gruppo Labirinto): è esposto al pubblico anche e per la prima volta , il modello per il grattacielo Peugeot a Buenos Aires, il Teatro di Cagliari e il padiglione di Osaka di Maurizio Sacripanti (1916-1996)

Ultima chicca? Una sezione particolare della mostra Models è dedicata al tema del modello virtuale : saranno così presentate elaborazioni al computer di 11 capolavori di Pier Luigi Nervi, che ha collaborato tra gli altri  anche con il citato di Le Corbusier, che creò splendide opere in Italia ed in europa dagli anni '20 al 79. Tra i suoi lavori c’è anche la realizzazione della sede centrale dell’UNESCO a Parigi…. A proposito, ma lo sapevate che quel palazzo si può anche visitare? La chiamano “Esposizione permanente Open Unesco” e dal momento che nel palazzo sono custodite opere di grandi artisti (Picasso, Mirò, fino agli splendidi giardini di Noguchi)  forse una visita sarebbe piacevole… Guardate qui e qui, nel caso doveste programmare una gita a Parigi...

Ancora  a Roma, ma qusta volta ai Musei Capitolini, fino al 5 maggio è visitabile la mostra L’età dell’equilibrio. Traiano, Adriano, Antonino Pio, Marco Aurelio
Questa esposizione il cui titolo dovrebbe fornire ispirazione ed essere di buon auspicio, dato il periodo che ci troviamo a vivere, "è il terzo importante appuntamento de I Giorni di Roma, progetto quinquennale di mostre dedicate alla lunga storia di Roma, dall'epoca repubblicana fino all'epoca tardo-antica.
L’esposizione intende approfondire la conoscenza di un periodo storico di grande splendore artistico e di grande equilibrio politico, 98-180 d.C.: dal principato di Traiano a quello di Marco Aurelio. Gli ottanta anni dei tempi aurei, o meglio definiti i Felicia tempora: il periodo del massimo splendore dell’impero romano raccontato attraverso le vite dei quattro imperatori scelti “per adozione”, dunque in virtù delle loro qualità personali e non per diritto di nascita, che hanno determinato il successo di un incomparabile equilibrio tra il potere dell’esercito, il potere del senato e quello dell’impero."   


lirica e balletto



Dal 1° al 5 febbraio (escluso il 4) al Carlo Felice di Genova, andrà in scena il Lago dei Cigni, balletto che certo non ha bisogno di presentazione, su musica di Čajkovskij, con il balletto sul ghiaccio di San Pietroburgo. 
E' questa infatti la novità: il palcoscenico del Teatro Carlo Felice sarà trasformato in un vero e proprio lago ghiacciato per ospitare il Balletto sul ghiaccio di San Pietroburgo che porta in scena Il Lago dei Cigni. Il balletto in due atti e quattro quadri di Vladimir Begichev e Vasily Geltser è ispirato a un’antica fiaba dello scrittore settecentesco Johann Karl August Musaus
Lo spettacolo sarà senza dubbio incantevole, danzato seguendo le linee del balletto classico per la scuola che è tra le più famose al mondo, quella di San Pietroburgo.
«Per completare il ritratto di un gruppo tanto particolare, non si tratta - precisa il Maestro Rassadin (coreografo della compagnia)  - di uno “show on ice” che inanella evoluzioni su evoluzioni di ex campioni internazionali del pattinaggio, ma di una speciale redazione del “Lago dei cigni”, fedele all’eredità accademica e assolutamente completa nella drammaturgia coreo-musicale.
Spero davvero di riuscire ad ammirarlo dal vivo...ma vi devo confessare che non vorrei perdermi neppure una delle incredibili performances o mostre di cui vi parlo ogni settimana......



Vi segnalo, in ultimo, un'altra delle mie opere preferite : Il barbiere di Siviglia, di G. Rossini. Già in replica dal 25 gennaio  all'antichissimo e splendido Teatro Malibran a Venezia, ha ancora tre date disponibili : il 1°, il 3 e l'8 febbraio.
Il successo di questa edizione è stato così grande che i biglietti scarseggiano....
Come sempre per le informazioni del caso leggete qui








mostre


Due sole segnalazioni per il cinema: la prima, per la serie "a volte ritornano" indipendentemente dall'età, il nuovo film di Arnold Schwarzenegger, ex governatore della Florida, che si ripropone con una storia tutta azione e thrilling con un po' di  ironia, come quelle che lo hanno reso celebre parecchi anni fa (qualcuna delle quali davvero azzeccata nel genere, come True lies o Gemelli o Total recall) anche se ora l'età incalza... Il film si intitola The Last Stand (l'ultima sfida).....

Qui i particolari



Ultima segnalazione per un grande attore con un film, Flight, uscito giovedì scorso. Si tratta di Denzel Washington che recita la parte del solito eroico pilota di linea che salva la vita a tutti i passeggeri del suo volo evitando una catastrofe. La storia però a differenza delle trame convenzionali ha qui  il suo punto di partenza...Ah dimenticavo un particolare non da poco: il regista è il grande Robert Zemeckis (Polar Express, Ritorno al futuro, Cast Away, Forrest Gamp.....)
Se amate il genere QUI le informazioni del caso




Buona giornata a tutti
Dani

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Lo Starbooks di Gennaio: Emily Ansara Baines, The Unofficial Downton Abbey Cookbook

Le Starbookers di Gennaio e le loro ricette
 
La Apple Pie di Mary Pie
 
Andante con gusto
 
Menuturistico
 
Arabafelice
 
Vissi di cucina
 
Lechategoiste
 
Arricciaspiccia
 
 
Ale only kitchen
 

 

Tiriamo le somme, dicevamo, come è consuetudine alla fine di ogni mese, quando ormai le ricette testate sono sufficienti a poter dare un giudizio attendibile sulla credibilità del libro in esame: perchè- è bene ricordarlo- l'obiettivo dello Starbooks è riportare i manuali di cucina al luogo a cui essi stessi per primi dichiarano di appartenere, vale a dire fra forno e fornelli, in quella prova del fuoco che, se non è l'unica che devono superare, è sicuramente la più importante. 

 

 

 

Questo mese è toccato a The Unofficial Downton Abbey Cookbook, libro dichiaratamente legato ad una serie televisiva e quindi fortemente a rischio: ci si aspettavano errori grossolani, forzature, approcci superficiali e frettolosi, tipici di chi ha intercettato l'onda giusta, dalla spiaggia, ed ora è ben deciso a cavalcarla. 
Invece, non è andata così e, nel complesso, siamo soddisfatte. 
Certo, non è un libro per tutti: e se è facile dire che non lo è per chi non ama la cucina inglese, è meno comprensibile sostenere il contrario- e cioè, che non lo è nemmeno per chi la ama troppo. La David, la Griegson, la Collistar, la Smith e la Berry sono lontane mille miglia, sia per la profondità dell'approccio che per la competenza tecnica. E questo, vorrei che fosse chiaro, da subito, senza dover scomodare le buon'anime della Acton o della Beaton. Se vi intendete di cucina britannica, lasciate stare: perchè il grande limite di questo libro è che è stato scritto da un' Americana, che non è riuscita a fondersi fino in fondo con la materia trattata. 
E' questo, il difetto che impedisce a The Unofficial di fare il salto di qualità- e lo dico con tutto il rammarico di questo mondo: perche la Baines si è preparata, ha studiato, ha contestualizzato benissimo le ricette, le ha raccolte con criterio, le ha suddivise con altrettanto scrupolo e le ha anche spiegate bene, tant'è che, a parte un caso, sono riuscite tutte, pur con i soliti accorgimenti, qua e là. 
Non solo: è anche un libro ben scritto. Così ben scritto che, come abbiamo detto più volte, non abbiamo mai sentito il bisogno dell'immagine che, per condivisibilissime scelte editoriali, non c'è: avrebbero stonato, nell'impianto generale dell'opera e, in ogni caso, non sarebbero state così essenziali, vista la capacità di scrittura dell'autrice. 
Ed è anche un importante fonte di aneddoti e di informazioni, su come ci si comportava a tavola in questi anni, su cosa si mangiava, su come lo si serviva: anche i passaggi più difficili, come il ridimensionamento del servizio alla russa, dai fasti dell'età vittoriana alle ristrettezze del dopoguerra, è affrontato con la sicurezza di chi si è documentato in modo attento e scrupoloso. 
La Baines, insomma, ha letto tanti libri, prima di scrivere il suo : e questo le fa sicuramente onore. Peccato, però, che non abbia letto a fondo il più importante- vale a dire quel Mastering The Art of Fresh Cooking con il quale Julia Child ha intonato uno dei più alti inni alla cucina francese. Mutatis mutandis, la Baine avrebbe potuto fare lo stesso, per la cucina britannica: se solo avesse messo da parte il sistema decimale, si fosse dimenticata del corn syrup e di tutti i contributi che l'industria alimentare contemporanea ha dato al nuovo, pessimo corso della cucina britannica. Se solo avesse osato ancora un po', trasferendo anche alla cucina la profondità del suo studio, saremmo di fronte ad un libro da tenere sul comodino. Invece, abbiamo un libro da tenere in cucina: che non è un male, per carità. Ma rispetto alle potenzialità, è un'occasione perduta. 
Trenta, senza lode
 
al secondo mercoledì di febbraio, con il nuovo Starbooks!

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Partiamo dalla ricetta, per una volta, perchè si tratta di un dolce "importante", che ha bisogno di un po' di attenzione. Il "giro" dalle altre Starbookers vi permetterà di intuire il giudizio che ci siamo fatte di questo libro, ma se proprio non potete fare a meno del mio, ci vediamo all'ora del tè ;-) per parlarne meglio.  Per ora, invece, soffermiamoci su questa Decadent Chocolate Cake , che è davvero una "signora" torta al cioccolato.
 

L'autrice sottolinea che questa torta, che in seguito venne resa famosa da Julia Child, era conosciuta in Europa da anni e preparata abitualmente dalle cuoche, dabbasso. Per il confronto fra le due versioni, rimando al prossimo mercoledì, visto che ancora una volta mi è toccato sacrificarmi per voi.

 

 

 

 
Rispetto alla versione del libro, la forma è diversa. L'originale prevede che sia una torta piatta e rotonda, come tutte quelle senza lievito: la consistenza è molto simile alla tenerina (altro prossimamente su questi schermi,ormai mi son lanciata sulla strada del martirio) e quindi andrebbe servita direttamente in teglia o sformata appena fatta raffreddare. Io, invece, me la son dimenticata nello stampo tutta la notte e quando si è trattato di sistemarla sul piatto di portata, maldestra come sono, ne ho rovinato il bordo. Siccome era anche la mattina di Natale e avevo tutti a casa, c'era pure un certo stess da prestazione, a complicare le cose: per cui, avevo deciso di non servire un bel niente e di mettere da parte il dolce, per una colazione inter nos. E' stato mentre lo sistemavo in un contenitore concavo che mi è venuta l'illuminazione e ho pensato di fare un simil pudding: e così, ho nuovamente svuotato il contenitore, l'ho rivestito di pellicola trasparente, l'ho riempito con i pezzi della torta, pressando bene con le mani in modo da compattare il tutto, senza lasciare spazi vuoti e l'ho messo in frigo per un po'. Basta poco, anche mezz'ora: il tempo di prendere la forma. Poco prima dell'arrivo degli ospiti, ho sformato il pudding su un piatto da portata rivestito da due fogli di carta da forno leggermente sovrapposti al centro, l'ho glassato, l'ho decorato (era Natale, semel in anno licet), ho tirato via dai lati la carta da forno (trucco per non far sporcare il piatto di portata) e ho rimesso in frigo. Mezz'ora a temperatura ambiente, prima di servire. E anche se era Natale, sembrava la fine del mondo :-)
 
 DECADENT CHOCOLATE ALMOND CAKE
with Sour Cream Icing
 
 
 


per 6-8 persone

per la torta
4 once (circa 120 g) di ottimo cioccolato fondente, sciolto
2 cucchiai di caffè macinato*
113 g di burro morbido, tagliato a cubetti
220 g di zucchero  ( 1 cup)
3 uova (tuorli e albumi)
1 cucchiaino di sale
60 g di farina di mandorle (1/2 cup)
1/2 cucchiaino di estratto di mandorla
75 g di farina 00, setacciata (1/2 cup)

per la glassa
8 once (circa 220 g) di ottimo cioccolato fondente, a pezzetti
1 cucchiaino di polvere di caffè espresso*
circa 300 g di panna acida (1 1/2 cup)
170 g di golden syrup
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia

 

 

 

Preriscaldare il forno a 180 gradi. Imburrare e infarinare uno stamppo rotondo di 20- 22 cm di diametro
 
Far sciogliere caffè e cioccolato a bagnomaria, mescolando bene. Montare il burro a crema con lo zucchero per qualche minuto, fino ad avere un composto soffice e spumoso. 
 
Da parte, sbattere i tuorli con l'estratto di vaniglia e aggiungerli al composto di burro e zucchero: amalgamare bene
 
Montare gli albumi con il sale 
 
Versare il cioccolato fuso intiepidito nel composto di burro e uova, mescolare bene e unirvi la farina di mandorle e l'estratto di mandorle. Immediatamente aggiungervi un quarto degli albumi a neve e incorporarli con delicatezza. Unire poi un po' di farina, setacciata, incorporarla all'impasto e procedere così, alternando albumi e farina, fino all'esaurimento di entrambi gli ingredienti. 
 
Versare l'impasto nello stampo, poi far cuocere in forno preriscaldato per 25- 30 minuti. La torta è pronta quando uno stuzzicadenti infilato al centro uscirà senza residui di impasto intorno. 
 
Lasciar raffreddare la torta per 15 minuti nello stampo, poi sformarla con delicatellza su una grata. Lasciarla completamente raffreddare, per 1 o 2 ore, dopodichè glassarla
 
Per la glassa
Far sciogliere a bagnomaria il caffè e il cioccolato, sempre mescolando. Togliere dal fuoco e lasciare intiepidire.
 
In una terrina, mecolare la panna acida, il corn syrup, il sale e l'estratto di vaniglia. Aggiungervi a poco a poco il cioccolato, sempre mescolando, fino ad ottenere una glassa liscia e lucida. Farla raffreddare in frigo, non più di 25 minuti, dopodichè spatolarla sulla torta e decorare con mandorle a lamelle 
 
 
 
Note mie
 
Come dicevo all'inizio, si tratta di una torta soffice, senza lievito e con poca farina: di conseguenza, è fondamentale incorporare aria durante la lavorazione. L'autrice non monta i tuorli, ma parte dalla lavorazione del burro, esattamentecome si fa col quattro quarti, altro dolce che tradizionalmente non prevede lievito. 
Ciò che è essenziale, oltre al montaggio, è setacciare la farina, anche tre volte e montare il giusto gli albumi: non troppo, perchè sennò smontano, quando li unite al composto, non troppo poco: appena potete girare la ciotola senza che gli albumi cadano, ci siamo. 
 
Per quanto riguarda le dosi, sono in cup e in once: ergo, non sono precisissime. Ma con questa conversione "allegra" il dolce riesce. 
 
Sul fronte degli ingredienti, il primo caffè, quello dell'impasto, è il caffè istantaneo (per loro, granulated coffee); quello della glassa è il nostro caffè vero (espresso coffee). In entrambi i casi, è tanto: io ho ridotto della metà e si sentiva parecchio. Però, a noi i dolci al caffè non fanno impazzire, quindi può essere dipeso anche da una questione di gusti. Il coniglio, comunque, è di iniziare con poco, poi assaggiare e vedere. 
 
La cottura è ok: il forno va in modalità statica, nel mio son bastati 25 minuti. 
Quello che l'autrice non dice è che sarebbe meglio rivestire la torta di carta da forno, prima di versare lo tampo: altrimenti, sformarla può essere più complicato del previsto. 
 
Per quanto concerne gli ingredienti della glassa, potete sostituire il corn syrup con 2 cucchiai di miele millefiori, belli pieni. Invece, è del tutto insostituibile la panna acida: il concetto è molto simile a quello di questa torta di Nigella e la vera differenza la fa proprio questo ingrediente. 
 
Per fare in casa la panna acida
 
100 ml di yogurt compatto, bianco, non zuccherato (quello greco è l'ideale)
100 ml di panna fresca liquida
un cucchiaino di succo di limone
 
Mescolare tutti gli ingredienti e far riposare a temperatura ambiente per 24 ore. 
 
 
E ora, passiamo alle Starbookers, che questo mese hanno preparato per voi
 
 
Le considerazioni finali sul libro, invece, oggi pomeriggio, che l'ufficio incombe. 
A dopo
Ale

 

 

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Oggi su teatro, mostra e cinema

teatro da www.casesicilia.com


 Da mercoledì 30 gennaio e fino al sabato febbraio 2, al Teatro Duse di Genova, in via Bacigalupo, nella zona dei teatri, dietro piazza Corvetto, sarà in scena  La leggerezza del TRIO  LESCANO.
Noi qui siamo estremamente fortunati, perchè abbiamo la possibilità di annoverare tra i nostri amici, artisti di talento che ci rendono partecipi della loro attività regalandoci divertimento, riflessione e bella musica . Anche in questo particolare caso, Simona Fasano, una delle tre attrici protagoniste e l'arrangiatore e qui anche clarinettista Edmondo Romano ci hanno coinvolto in questo spettacolo dove, attraverso la loro bravura e naturalmente con quella dei loro colleghi, ci racconteranno  una storia  piena di passione, che racconta le vicende del trio canoro più celebre di sempre, con tutte le ombre e le luci che attraversarono il periodo della loro straordinaria attività artistica. 
"La leggerezza del Trio Lescano porta sulla scena lo spaccato storico dell’Italia fascista e l’atmosfera musicale di quegli anni, quando lo swing iniziò a entrare nelle case degli italiani, soprattutto attraverso la radio. Protagonista di questo periodo fu il Trio Lescano, di cui lo spettacolo racconta gli anni del grande successo attraverso le esecuzioni "dal vivo" di alcune delle canzoni più famose: Tulipan, La gelosia non è più di moda, Ma le gambe, Non dimenticar le mie parole, Maramao perché sei morto, Pippo non lo sa. Un concerto-teatrale interpretato e cantato da tre attrici di oggi che fanno rivivere sul palcoscenico tre donne ebree di ieri esaltate dal regime e poi abbandonate nelle mani della Gestapo. Il tutto con l’accompagnamento in scena di un’orchestrina composta da tre musicisti impegnati a ricreare l’atmosfera e i ritmi dello swing."




Di diverso genere, ma speriamo carico di divertimento, arriva a Genova , al Politeama Genovese, sempre in Via Bacigalupo 2,  un altro trio celebre, Aldo Giovanni e Giacomo, che tornano per presentarci dopo 7 anni  il loro nuovo spettacolo,  Ammutta Muddica .
"Questo spettacolo si preannuncia originale fin dalla scelta del titolo: AMMUTTA MUDDICA. Si tratta di un modo di dire che in dialetto siciliano significa "Spingi, mollica!"ovvero: "Avanti, datti da fare!". Verrebbe quasi da pensare che sia un incoraggiamento utile per tutti, di questi tempi. In realtà "il titolo è nato spontaneamente durante le prove- racconta il trio-. Nessuno ma proprio nessuno aveva voglia di fare: dagli autori alla regia fino ai tecnici. A un certo bel momento abbiamo dovuto prendere in mano noi la situazione e imporci: Ammutta muddica, o tutti a casa!". 

mostre



E' un altro dei grandi film evento di questo inizio anno, molto attesi, che si presentano con un cast eccezionale (Hugh Jackman, Russell Crowe, Anne Hathaway, Amanda Seyfried, Eddie Redmayne, Samantha Barks,Sacha Baron Cohen, Helena Bonham Carter, Aaron Tveit) , splendide ambientazioni e musiche ( Claude-Michel Schönberg) altrettanto importanti, per la regia di Tom Hooper, quello del Discorso del re, tanto per capirci
Si tratta de Les Misérables, che uscirà giovedì 31 gennaio, l'addatamento cinematografico del musical scritto nel 1980 da Claude-Michel Schönberg (musiche) e Alain Boublil (testi), tratto dall'omonimo romanzo di Victor Hugo. 
Per tutte le informazioni del caso , leggete qui






MOSTRE


Chiusa a Vicenza, solo due settimane dopo la mostra dedicata al ritratto si riaprirà a Verona, in un’altra sede prestigiosa come il Palazzo della Gran Guardia, proprio di fronte all’Arena, la mostra Da Botticelli a Matisse: volti e figure. Il cuore dell’esposizione resterà lo stesso e una ottantina saranno le opere. E se alcune rientreranno nei musei di provenienza, altre, bellissime, giungeranno a sostituirle. Tanto che si può con certezza dire come la mostra a Verona potrà essere visitata da chi non l’avesse fatto a Vicenza ma anche da chi volesse rivederla con l’ingresso di altri capolavori. L'ambito che sarà arricchito a Verona sarà quello nordico, con dipinti rari di Memling, Van Eyck e il riferimento italiano di Antonello da Messina. (Linea d'ombra) 
Tra le altre opere esposte ci saranno quelle di Hans Memling, Van Eyck, Holbein, Antonello da Messina, Monet, Gauguin, Raffaello, Botticelli, Mantegna, Bellini, Giorgione, Tiziano, Dürer, Cranach, Pontormo, Rubens, Caravaggio, Van Dyck, Rembrandt, Velázquez, El Greco, Goya, Tiepolo, Manet, Van Gogh, Munch, Picasso, Matisse, Modigliani, Giacometti e Bacon.

"La mostra avrà un'impostazione non cronologica, ma sarà invece suddivisa in varie sezioni tematiche che cercheranno di mettere in relazione opere anche molto diverse tra loro per impostazione e contesto storico-artistico. Verrà così evidenziato come il ritratto e la figurasiano cambiate nel corso dei secoli al mutare della sensibilità dell'uomo." Informazioni più dettagliate qui

Per la seconda parte dell'Mtmag , vi aspetto giovedì mattina, come al solito
Buona giornata a tutti
Dani

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