la Colonna sonora di Venerdì 31 maggio 2013

 

 

 

il Santo del giorno: santa Petronilla, santa veneratissima perchè considerata- udite udite- figlia di S. Pietro. Ovvio che non ci sia un microgrammo di verità, in questa credenza, che però bastò ai Francesi per accaparrarsi la Santa come loro proteettrice, sostenendo, con uno dei loro strampalati sillogisimi, che come lei era la figlia di San Pietro, anche la Francia doveva essere considerata figlia primogenita della Chiesa romana- tiè tiè. Di fatto, il culto di questa donna, di cui si sa poco o nulla, si diffuse praticamente ovunque, nell'Alto Medioevo e ricevette un ulteriore impulso dal pellegrinaggio in pompa magna fatto da Carlo Magno nella cappella a lei dedicata. I suoi simboli sono la palma (del martirio) e le chiavi (eredità del padre).

 

Accadde oggi

1884: John Harvey Kellogs brevetta i corn flakes, come espressione più alta di quella dieta salutista di cui questo promotore della riforma della sanità fu un promotore acceso e pure un po' accanito, viste le sue frequentazioni assidue della Chiesa degli Avventisti del Settimo giorno e rivoli limitrofi. Fu il pimo a sostenere che tutti i mali del mondo discendono dalla carne, intesa in tutti i suoi significati, e dedicò tutta la vita a cercare proteine alternative, sul fronte alimentare. Su quello sessuale, non trovò altra via che l'astinenza. E mentre John studiava, il fratello William si dedicav a fondare l'azienda di famiglia, dove da quel giorno vennero prodotti i cereali per la colazione più famosi nel mondo. La pace nella famiglia Kellog fu turbata per sempre (il mmotivo del contendere fu l'aggiunta di un po' di zucchero ai corn flakes), ma da allora tutte le famiglie statunitensi affrontarono le giornate col sorriso. Sempre William inventò i rice Crispies, ma in un altro giorno dell'anno : per cui, rimandiamo a quando ci toccherà e passiamo ad altro

 

Accade oggi

A proposito di salute: oggi è la giornata mondiale contro il tabacco. La sensibilizzazione contro il fumo è inizita ormai quasi settant'anni fa,ma le vittime sono ancora troppe: 6 milioni nel mondo, 83000 in Italia e il dato più sconfortante è che, da noi, il fumo è in aumento, in special modo fra i giovani al di sotto dei 18 anni. Un giorno senza fumo non cambia le cose, ma può aiutare a sensibilizzare le autorità nella attuazione di una camapagna mirata, dove il divieto si accompagna a spiegazioni e a proposte alternative vere. Noi la sosteniamo anche da qui, con tutto l'appoggio possibile.

 

Vengo dopo il Tiggì

A parte un Dirty Dancing visto, rivisto e stravisto, non c'è nulla di particolarmente interessante. D'altronde, è venerdì e se siete fra quelli che il giorno dopo possono dire addio alla sveglia, è una serata buona per mettere il naso fuori di casa- e cercarsi un cinema, magari... Oppure...

 

Ce l'ho sul comodino

Diego De Silva- sono contrario alle emozioni

Se seguite MT, dovreste conoscere la mia passione per questo autore e per il suo personaggio più riuscito, quel Vincenzo Malinconico che torna ad aessere il protagonista di questo breve romanzo, che si legge in una sera e che, stando alla quarta di copertina, è "lo scoppiettante sproloquio di un uomo che soffre per amore e che invece che piangere,si ride addosso- e "un romanzo vorticoso, fatto di pezzi di bravura, comici, filosofici, sempre folgoranti" e mille altri aggettivi, di cui francamente non ho bisogno: l'ho preso a scatola chiusa, lo consiglio a voi, allo stesso modo. Perchè non c'è cosa migliore che accordare fiducia, a chi se la merita. E Da silva, se a merita sempre, tutta

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salmone 3 

Vi confesso che quando finiamo di "sistemare" tutte le foto dell'Mtc, mi sento come se avessi assaggiato tutto personalmente.. a forza di vedere foto, spesso splendide e comunque sempre ricche di dettagli, aver letto ricette con spiegazioni precise e rigorose e aver dovuto immaginare, di conseguenza, aromi e sapori, mi sento proprio sazia ! :-)

Unendo questo al più che lecito desiderio di riacquistare una linea decente e al fatto che ieri la mia socia ha postato una cosa di una golosità inenarrabile, mi trovo costretta a presentarvi una ricetta decisamente light, molto light, ma gustosissima, che ho preso in prestito dalla mia amica Araba Felice... una garanzia indiscussa !

Ancora una volta affronto il pesce, questa volta un bellissimo filetto di salmone, che , dopo aver, per la prima volta da sola! privato della pelle, vi presento cotto secondo le indicazioni di Stefania.

Eccovi il risultato:

 Filetto di salmone all'Araba

(salsa d Soia, agrumi e semi di sesamo)

salmone 

Ingredienti per una persona
un filetto di salmone fresco
2 cucchiai di olio di semi
1 cucchiaino di salsa di soya
1 cucchiaio di succo d'arancia
1 cucchiaio di succo di limone
semi di sesamo
pepe bianco 
3 o 4 gocce di salsa salsa Worcestershire
sale
DSCF9822 
E' un piatto rapidissimo e molto gustoso, con note un po' orientaleggianti (che nella foto ho cercato di sottolineare visivamente con il fiore per me orientale per eccellenza, la peonia), grazie alla salsa di soia e al gusto del sesamo.
La Stefi lo propone fatto al forno , ma è ottimo anche in padella avrete l'avvertenza di far cuocere il pesce 2 minuti per lato, tre, se dovesse essere molto spesso. Sarà un po' meno light forse,  ma ancor più rapido.
Per prepararlo, unite tutti gli ingredienti per la salsina: l'uso dell'olio di semi credo lo abbia preferito per mantenere un sapore delicato che non copra quello del pesce, così come io ho aggiunto per lo stesso motivo il pepe bianco invece del nero, più aggressivo. Diversamente, anche un olio di oliva leggero va bene. Confesso che la mia propensione per il saporito mi ha indotto ad aggiungere qualche goccia di Worcestershire, per dare un aroma un po' più deciso alla salsina. Se non avete una arancia da spremere, data la stagione, sostituite il succo con lo stesso quantitativo di limone. 
Fatto questo deliscate e spellate il filetto di salmone. Pressate sulla superficie i semi di sesamo, anche tostati, se preferite e adagiatelo in una teglia coperta con un foglio di carta forno. Versate delicatamente la salsina sul filetto (porterà via qualche semino che voi riaggiungerete) e mettete il tutto in forno a 190° circa per 10/15 minuti.
Mi hanno spiegato che per sapere se il salmone è cotto, bisognerebbe infilare nel centro del filetto una piccola sonda di metallo, anche un grosso ago, lasciarlo li per 3 o 4 secondi e poi estrarlo portandolo alle labbra, per sentirne la temperatura: se è tiepido, il pesce è cotto.
Servitelo con la sua salsina di accompagnamento.
Buona giornata a tutti
Dani
 

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salmone

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DSCF9822

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Colonna sonora del 30 maggio

 

 

Il Santo del giorno : Santa Giovanna d'Arco. Tutto si sa della vita della giovane contadina francese: di come si arruolò, sostenendo di essere stata chiamata da Dio a liberare la Francia, di come combattè valorosamente, riconosciuta da tutti sul campo come la Pulzella Giovanna e seppe richiamare moltissimi volontari che combatterono intorno a lei e con lei e a cui lei imponeva un trattamento pietoso nei confronti delle popolazioni che sconfiggevano.

Anche circa la sua prigionia e morte è già stato detto tutto. Fu arrestata, abbandonata dal re di Francia che non la difesa, venduta agli inglesi, processata e condannata come strumento del diavolo.

La 19enn pulzella di Orleans venne briuciata viva a Rouen proprio il 30 maggio 1431 e le sue ceneri disperse perchè non potessero essere venerate.

Giovanna d'Arco all'incoronazione di Carlo VII in un dipinto di Jean-Auguste-Dominique Ingresnel Museo del Louvre a Parigi

 

Oggi è nato : Pietro il Grande, Zar di tutte le Russie

 

Accadde oggi: Nel 1992 un fortunatissimo signore New York vince al Lotto la bellezza di 30 milioni di dollari , indovinando tutti e sei i numeri usciti. Quando sui dice che la fortuna non conta niente nella vita.. :-)

Ma muore anche, a Parigi, nel 1778 Volter, al secolo Francois Marie Arout . Quando si dice che intelligenza, studio e volontà non contano niente nella vita ... :-)

 

Accade oggi : (ANSA) - ROMA, 29 MAG - L'università sforna laureati più giovani e più in corso. L'età della laurea passa, infatti, dai 26,8 anni del 2004 ai 24,9 nel 2012: 23,9 gli anni dei laureati di primo livello, 25,2 per i magistrali e 26,1 per i magistrali a ciclo unico. E' quanto emerge dal XV profilo dei laureati presentato oggi da Almalaurea. L'indagine mostra anche che per il complesso dei laureati migliora la regolarità negli studi: i laureati in corso, poco meno del 10% nel 2001, sono diventati il 41% nel 2012.

Quindi, quei pochi che sono rimasti a studiare, come informa uno studio Istat pubblicato la scorsa settimana, lo fanno con maggior regolarità, senza rimanere fuori corso. Peccato che siano così pochi e che abbiano poi così poche chances.

 

La ricetta del giorno : Blackberry-Red Wine Gelatin

 

Vengo dopo il tiggì :

alle ore 21,25 sul canale 28 del digitale (TV2000) verrà trasmesso un telefilm della serie Sherlock Holmes. A chi piace il genere questo "il segno dei quattro" è uno tra i più belli della saga del detective più celebre del mondo. 

Su Iris alle 21 c'è Maybe Baby, una commedia inglese del 2000 con Rowan Atkinson (mister bean) e Emma Thompson., la mia attrice inglese preferita. E' una commedia piuttosto divertente con un epilogo forse non all'altezza. Ma qualche risata, almeno scappa.

e al termine sempre su Iris e ancora per gli amanti del thriller c'è Franzy, il celebre film di Alfred Hitchcock, in cui per la prima volta è presente qualche scena un po' osè, rarissima nel genio dei gialli. La trama non ve la racconto, ovviamente, ma è sufficientemente inquietante per aver voglia di vederlo ancora :-)

 

Ce l'ho sul comodino :  Alexander Pushkin : La dama di picche.  Prima riga del libro: "La dama di picche indica una segreta malevolenza".

Un racconto splendido (1834) dove in pochissime pagine Pushkin è riuscito a riunire tutto l'animo russo della sua epoca e molti dei difetti umani universali.  E' presente l'aspetto religioso, venato da un velo di superstizione e di fatalismo, ci sono l'Amore, la crudeltà, la paura, la cupidigia e la sfortuna, il tutto presentato con sottile ironia e con un colpo di teatro finale bellissimo.

Ripeto, un libro che va letto 

 

Buona serata a tutti

Dani

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crostatine alla nutella

elenco delle cose che non si fanno

1. non si usa la Nutella

2. non la si usa cotta

3. non la si usa nelle crostatine, quando si hanno decine di barattoli di marmellata aperti per metà che languiscono in frigo da non si sa quanto

E allora, perchè l'ho fatto?

In primis, perchè in casa mia la Nutella c'è e ancor grazie, che se ci fossero solo le creme Novi o Lindt o altre robe simili ma "più buone", saremmo tutti ciccia, brufoli e pure alleggeriti nel portafoglio, con quello che costano. Invece, quelle stanno ai piani alti della dispensa, la Nutella è a portata di cucchiaio, che uno soddisfa, due son già troppi e tertium non datur.

In secundis, perchè quella naturista della creatura disdegna le crostate con la marmellata (diteglielo voi, che non sa cosa si perde, su...)

In tertiis, perchè era da un sacco di tempo che volevo provare una frolla di knam che mi incuriosiva parecchio, per il gran numero di tuorli che conteneva. Sette, per la precisione- su un quantitativo di farina-burro-zucchero assolutamente normali. Ci giravo intorno da un po' e pensavo che l'occasione migliore sarebbe stata giusto una crostata semplice semplice.

Bastava solo aspettare il momento buono.

Se non che, quando il momento buono è arrivato- l'ennesimo inquilino a sorpresa, che si ferma a dormire da noi senza preavviso e al mattino non ho mai niente di pronto per colazione- di immolare sette tuorli per una frolla non ho avuto il coraggio.

E ho deviato saggiamente sulla frolla di Roux, che è sempre garanzia di successo. Magari non sarà un genio come Knam, ma brutte sorprese non ne nasconde. Anzi, in questo caso, ha superato le aspettative, con una frolla delicatissima e facile da lavorare. Tagion per cui, vinco le remore legate a una ricetta "arrangiata" con quello che c'era- e condivido

 

CROSTATINE ALLA NUTELLA

con frolla di Michel Roux

crostatine

per 8 crostatine

pasta frolla di Michel Roux ( da Dessert)

250 g di farina 00

200 g di burro a pezzetti, leggermente morbido

100 g di zucchero a velo, setacciato

un pizzico di sale

2 tuorli

 

La lavorazione di Roux parte dalla farina, dal burro e dallo zucchero, tutti assieme. Si versa la farina sulla spianatoia, si fa un buco al centro, vi si mettono lo zucchero, il sale e il burro a pezzetti e si lavora con la punta delle dita, un po' per volta, recuperando via via la farina, dal centro verso l'esterno. Le uova si aggiungono subito dopo e si amalgamano, prima usando sempre la punta delle dita e poi, una volta che l'impasto è omogeneo, impastando con il palmo della mano.

L'autore raccomanda una lavorazione breve- tre o quattro "schiacciate", non di più- e poi il riposo in frigo, prima dell'uso.

Ora vi dico una cosa io- e siete ovviamente liberi di non crederci. Se lavoro la frolla a mano, non ho mai bisogno di farla riposare. Il motivo è presto detto: mi accorgo subito quando è pronta. E siccome basta anche una manciata di secondi di lavorazione in più per surriscaldare il burro, è facile che uno non possa sorvegliare l'impasto, se questo è affidato alle macchine

In ogni caso, è sempre meglio rivestire lo stampo dell'impasto e poi lasciarlo riposare, per il tempo necessario (minimo mezz'ora: in questo modo, eviterete di maneggiarlo di nuovo, col rischio di scaldarlo di nuovo troppo.

Per quanto riguarda il ripieno, potete sbizzarrirvi: io ho stemperato la nutella con un po' di ricotta, per evitare che seccasse troppo con la cottura nel forno, ma è ovvio che possiate metterci dentro qualsiasi cosa.

In forno statico a 170 gradi per 15 minuti- meglio sfornarle quando sono ancora chiare o a malapena "abbronzate". Più riposano, più guadagnano in sapore. Si conservano per 3-4 giorni in una scatola di latta, ermeticamente chiusa.

Buona giornata

Ale

 

 

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La Colonna sonora di mercoledì 29 maggio

 

 

Il Santo del giorno- Santa Bona da Pisa, ovvero l'assistente dei pellegrini che, nel XII secolo, si mettevano in marcia lungo il Cammino di Santiago, affrontando tutti i rischi dei viaggi per terra, a quell'epoca. Bona, una giovane suora pisana entrata in convento a soli sette anni, si prende cura di loro, mettendo più volte a repentaglio la sua vita tanto che, alle soglie della vecchiaia, decide di riposarsi un po' e di tornarsene alla quiete del chiostro. Tant'è, la vita monastica non fa per lei e di lì a poco si rimette in cammino, per quello che però sarà il suo ultimo viaggio: stremata dalla vita di stenti e dalle punizioni corporali che si autoinfliggeva, la Santa cadde lungo la via. Ma San Giacomo, che vegliava su di lei con benevolenza e simpatia, decise di accordarle il favoere dell'ultimo pellegrinaggio, trasportandola in volo fino a Compostela e ritorno e assicurandole così la devozione imperitura delle assistenti di volo, di cui Santa Bona è patrona.

 

Accadde oggi

1985: sotto la pressione dei tifosi juventini, nel disperato tentativo di sfuggire all'assalto degli Hooligans che ha sfondato la debole rete di protezione fra i due settori degli spalti, crolla uno dei muri dello stadio Heysel, a Bruxelles, pochi minuti prima dell'inizio della partita fr Juventus e Liverpool, che disputano qui la finale della Coppa dei Campioni. Trentanove i morti, per la stragrande maggioranza italiani, del tutto scorporati da qualsiasi legame con le tifoseria organizzata, vittime inermi di un'aggressione che, da allora, è diventata il simbolo più spaventoso e più devastante della violenza negli stadi. La Rai trasmise in diretta le scene della strage, commentata da un Bruno Pizzul attonito, sgomento, incapace di piegarsi alle scellerate regole del The Show must go on che non vollero che si sospendesse nè la partita, nè il collegamento. "Da allora, il 29 maggio di Da allora, il 29 maggio può solo essere un momento di dolore, di silenzio, di riflessione. La tragedia dell'Heysel e le sue vittime non saranno mai dimenticate - si legge oggi sul sito della Juventus -: per ognuna di loro è stata posizionata una stella nello Juventus Stadium, una parte del J-Museum è loro dedicata e i famigliari possono accedervi in qualsiasi momento. Ma questi piccoli gesti non nascono solo dal desiderio di onorare la loro memoria. Vogliono essere un monito, per tutti. Perché ognuno di noi ha il dovere di ricordare. Perché una simile follia non dovrà più accadere. Mai più".

 

Accade oggi.

Poche ore fa, a Milano, all'età di 84 anni, stroncata da una grave malattia è morta Franca Rame, "attrice e donna coraggiosa", come la ricorda Repubblica, una vita spesa fra il teatro e l'impegno civile. La vogliamo ricordare con la notizia della ratifica della Convenzione di Istanbul contro il femminicidio e la violenza sulle donne, votata ieri all'unanimità dalla Camera dei Deputati. Un passo doveroso, che ci auguriamo sia solo il primo lungo una strada dove il cammino da percorrere è ancora lungo, ma che è stata aperta anche dal coraggio della testimonianza che ha sostenuto Franca Rame nella sua lotta per l'affermazione dei diritti delle donne, contro ogni forma di abuso, di prevaricazione, di violenza.

 

La ricetta del giorno

Riso con gamberi alla salsa di sedano

per 4 persone

300 g di riso Roma

20 code di damberi

5 coste di sedano

1 patata piccola

1 spicchio d'aglio

1 ciuffo di prezzemolo tritato

5 cucchiai di olio extravergine di oliva

 sale e pepe

 

Lavate il sedano ed eliminate i filamenti dal gambo; lavate e sbucciate la patata e tagliatela a tocchetti. Fateli lessare in acqua leggermente salata (patate e sedano assieme) e quando sono teneri, frullateli, fino ad ottenere una crema liscia. Se è il caso, potete aggiungere anche un po' di acqua di cottura.

Sbucciate l'aglio e fatelo dorare in padella, con 4 cucchiai di olio. Aggiungete le code di gambero, cuocetele per qualche minuto, scolatele dall'olio e tenetele in caldo.

Cuocete il riso al dente in abbondante acqua salata, scolatelo, mettetelo in una terrina, conditelo con la salsa al sedano, il prezzemolo tritato, sale e pepe. Mescolate bene e in ultimo aggiungete le code di gambero calde. Irrorate con un filo d'olio e servite

 

Vengo dopo il Tiggì

Piatto ricco, perchè stasera ce n'è davvero per tutti i gusti. Si parte con Alien 3 (Iris, 21.02), per chi proprio non se ne può perdere una puntata (e ve lo lascio volentieri: ho visto il primo, e basta e avanza); e vi lascio anche Batman Begins (Italia 1, 21.10), ma solo perchè l'ho già visto: se vi manca, guardatelo, perchè ne vale la pena, visto che si tratta di uno degli omaggi meglio riusciti fatto dal cinema all'eroe dei fumetti. Vi lascerei anche The Queen- la Regina (Rai Movie, canale 24, h. 21.10), se non fosse per l'interpretazione da oscar (da intendersi in senso letterale: lo ha preso) di Helen Mirren nei panni di Elisabetta II, colta in uno dei momenti più delicati del suo Regno, subito dopo la morte di Diana Spencer e la ridda di sospetti e maldicenze più o meno fondate che si abbatterono sulla Real Casa. Ma se siete in cerca della chicca, datemi retta e non perdetevi Il Cappello a cilindro,  alle 21.10 su TV2000, una delle più memorabile interpretazioni della mitica coppia rappresentata da Fred Astaire e Ginger Rogers, che si sfidano a colpi di tip rap, sulle musiche di un ispitato Irving Berlin. Classica commedia degli equivoci, con tutti gli interpreti in stato di grazia. Assolutamente imperdibile.

 

Ce l'ho sul comodino

G. K. Chesterton, L'Innocenza di Padre Brown

E così, si spiega anche la colonna sonora di questo almanacco, con l'indimenticato Renato Rascel nei panni di un delle figure più riuscite della narrativa poliziesca di tutti i tempi, quel Padre Brown a cui dovette molta della sua fortuna G.K. Chesterton, nato proprio il 29 maggio di oltre un secolo fa (1874). Scrittore prolifico, dalla penna incisiva e caustica, uomo di profonda spiritualità e di ancor più vasta cultura, Chesterton creò padre Brown nel 1911, un piccolo sacerdote dell'Essex, che si mostra a chi lo incontra come un mix di stupidità "tutta essexiana" e "santa semplicità". Scarpe grosse e cervello fino, si potrebbe anche dire, se non fosse per la peculiarità del metodo investigativo del nostro, che cerca sempre di andare alla radici dell'animo umano, per spiegarne l'agire e, se possibile, perdonarlo e comprenderlo. " Nessun uomo può essere veramente buono, finchè non conosce la propria malvagità", è la sua ferrea convizione, che si traduce oggi in un messaggio positivo e di speranza.

 

A domani

Ale

 

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beef cobbler

Di Cobbler dovremmo aver già parlato, da qualche parte, per cui ve la faccio breve e mi limito a dire che con questo termine gli Anglosassoni indicano delle preparazioni cotte al forno, la cui superficie è rivestita di un impasto a base di farina e burro, non sbriciolato, nè steso in modo unfirome, ma sistemato a piccole manciate. una sorta di via di mezzo fra il crumble (briciole) e il pie (impasto steso), nato nelle colonie britanniche degli Stati Uniti, spesso associato a preparazioni dolci. Quello che vi propongo oggi, invece, è salato e riguarda un signor piatto unico, perfetto per le sere invernali, quando fuori infuria la tempesta e c'è bisogno di qualcosa di corroborante per tirarsi su.

Praticamente, ieri sera.

E anche se ora spunta il sole e qui si annuncia un'infilata mai vista di giorni di bel tempo, un'occhiata alle previsioni (vedi alla voce: come ci siamo ridotti) mostra uno stock di nuvolette sparse qua e là. Per cui, condivido volentieri la consolazione di ieri sera- e cominciamo

BEEF COBBLER

d Gordon Ramsay's Great British Pub Foob

beef cobbler

Ovvero: spezzatino di carne al vino rosso, ricoperto di scones al Cheddar. di seguito, la ricetta, in fondo le mie note.

 

Ingredienti per 4- 6 persone

900 g di carne di manzo, adatta per il brasato

3 cucchiai di farina

sale e pepe nero

2- 3 cucchiai di olio extravergine di oliva

2 cipolle, pelate e tagliate a pezzetti

1 spicchio d'aglio, sbucciato e sminuzzato

4 fette di bacon, private della cotenna e tagliate a pezzetti

600 ml di vino rosso

2 carote, mondate

2 pastinaca, mondate (omesse del tutto)

2 porri, mondati

2 gambi di sedano

600 ml di brodo di manzo

2 foglie di alloro

foglie di timo fresco

 

per gli scones

250 g di farina autolievitante, più altra per impastare

1/2 cucchiaino di sale fino

50 g di burro, a tocchetti

150 g di cheddar di media stagionatura (io parmigiano reggiano)

circa 150 ml di latte intero, più un po' per spennellare

 

Procedimento

Prerisscaldare il forno a 150 gradi.

Tagliare la carne a tocchetti.

Mescolare la farina col sale e col pepe e passrvi la carne, scrollando via quella in eccesso. non gettatela via, perchè servirà come ulteriore addensante per la salsa.

Mettere 2 cucchiai d'olio in un tegame che possa andare anche in fondo, sufficientemente capiente da contenere tutta la carne: scaldarlo e far rosolare i pezzetti di manzo, per qualche minuto, da tutti i lati. Togliere la carne dal tegame e tenere in caldo.

Sempre nello stesso tegame, aggiungere il restante olio e farvi soffriggere il bacon, con la cipolla e l'aglio. Mescolate con frequenza e fate cuocere per 6-8 minuti, fino a quando prenderanno un colore dorato.

Unire la farina rimasta e far tostare, a fiamma alta, per un minuto o due

Aggiungere quindi il vino, portare a bollore e far ridurre di un terzo

Nel frattempo, tagliare a pezzetti piuttosto grossi le carote e la pastinaca e il porro e il sedano in fette di 4 cm. Aggiungerli al vino e, subito dopo, unire anche il brodo.

Versare di nuovo i pezzi di carne nel liquido di cottura, aggiustare di sale e di pepe e unire l'alloro e il timo.

Infornare per 2 ore e mezza, fino a quando la carne diventa tenera, mescolando a metà cottura. Scremare eventuali tracce di grasso in superficie e se la salsa dovesse risultare troppo liquida, versarla in una casseruola e farla ridurre sul fuoco, fino a che non si addensa.

Assaggiare ed aggiustare di sale, poi versare di nuovo il liquido sulla carne e sulle verdure. Tenere al caldo.

Aumentare la temperatura del forno a 200 gradi e preparare gli scones

Setacciare la farina e il sale, in una grande terrina. Unire il burro a tocchetti e incorporarlo alla farina con la punta delle dita, fino ad ottenere un impasto sbriciolato. Aggiungere poi il formaggio grattugiato e tanto latte quanto basta ad ottenere un impasto morbido, ma facile da lavorare.

Trasferitelo sul piano di lavoro, leggermente infarinato e impastate a mano per qualche minuto. Col mattarello, stendetelo poi ad uno spessore di un cm /un cm e mezzo e con un coppapasta rotondo ritagliate tanti cerchi, continuando a reimpastare i ritagli fino ad esaurimento della pasta.

Spennellateli con un po' di latte, disponeteli sulla superficie dello stufato e rimettete in forno, a 200 gradi, per 20 minuti o fino a quando gli scones saranno dorati.

 beef cobbler

Note Mie

Il punto di forza di questo piatto è la cottura lenta, al forno, a bassa temperatura. L'ideale sarebbe cuocerlo nella ghisa, ma vi ci vuole un tegame molto grosso: il mio, ahimè, non è bastato e ho dovuto infornare in questa pirolifa ikea che però ha fatto il suo dovere fino in fondo. Ma la ghisaè un'altra cosa, mi sa...

Per quanto riguarda la scelta della carne, fatevi consigliare dal macellaio. A Genova, il pezzo che usiamo di solito per queste preparazioni è il "matamà" (come dite voi... etc etc): già che ci siete, fatevelo pure tagliare a cubetti.

A occhio, a me c'è voluto un po' più di olio, perchè nella fase della rosolatura, la farina ne ha assorbito un bel po'. Però, potete poi risparmiare successivamente, facendo stufare la cipolla nel grasso della pancetta: in quel caso, dopo aver tolto la carne dalla padella, aggiungete prima il bacon, in modo che possa trasudare il suo grasso. Dopodichè, aggiungete la cipolla

Ho tagliato le verdure a tocchettini molto piccoli (una specie di mirepoix, se fossi una precisa): la ricetta prevede pezzi grossi. Non avevo la pastinaca, ne ho fatto a meno: volendo, potete sostituirla con della scorzonera, in stagione- e ora, non lo è. In ogni caso, nessuno si è lamentato per l'assenza, da me...

Il liquido ci vuole tutto, perchè assorbe parecchio. Al limite, se non volete rischiare di doverlo addensare sul fornello, potete mettere 100 ml in meno di brodo. Ma tenete conto che nella fase finale, la temperatura del forno sale a 200 gradi e son comunque 20 minuti, che il nostro spezzatino passa lì sotto. Per cui, non rischierei.

Gli scones sono deliziosi: io ho messo il parmigiano e del prezzemolo tritato (avessi avuto ancora del timo, avrei aggiunto quello), ma potete anche sbizzarrirvi in altro modo. Per esempio, con del pepe. O con del chiodo di garofano e della noce moscata, che col vino "è la morte sua". Restano un po' umidi sul fondo, perchè sono sempre a contatto con il liquido di cottura, ma il buono sta anche lì.

Secondo me, questo è un piatto a cui il riposo potrebbe giovare. Ne è avanzata metà teglia (riempie moltissimo) e se la famiglia non si ribella, stasera glielo ripropino per cena e vi so dire. In ogni caso, un signor stufato, con una preparazione insolita, che lo rende adatto anche per qualche cena un po' più pretenziosa.

Ah, ho usato un Nero d'Avola- e anche questo, ha avuto un suo perchè...

Buona giornata

Ale

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