cinnamon cardamom buns

"Quanto dura, il Requiem di Mozart?"

Sto arrancando nella paglia e nel fango, in una sera di fine giugno, le gocce di pioggia che ancora tremolano sui rami degli alberi, le gambe intirizzite dal freddo di una stagione che tutto può essere, ma che estate certo non è. La sera ideale per starsene a casa con un libro e una tisana, a far passar le ore che ti aspettano dal rientro a casa del marito fra chiacchiere sonnacchiose e progetti fantasiosi, centellinando quei momenti tutti per me che, da qualche anno a questa parte, son diventati un miraggio. E invece, niente: la creatura ha promesso ad un amico che suona in orchestra di andarlo a sentire e pazienza se sua madre è appena rientrata da una giornata massacrante, fuori diluvia e il luogo del concerto è un'espressione geografica, arroccata sulle colline della periferia genovese, all'altro capo della città:

"io pure ho il raffreddore, mamma: ma ci vado lo stesso".

"in fuseaux e maglietta trasparente ?" replico io, inaugurando un trailer della arcinota telenovela "albaro come secondigliano" , fatta di "così, non esci" e "perchè non esco, che si veston tutte così?", in un crescendo datragedia greca che mi aggiudico con il colpo vincente del "vacci da sola", che stasera  funziona meglio di una bacchetta magica: dall'armadio spunta una mise accettabile e nel giro di due minuti si parte.

Si arriva un'ora dopo perchè, neanche a dirlo, mi son persa, inerpicandomi ogni volta per quella che secondo me è l'imboccatura giusta e che finisce sempre nello stesso punto: il raduno preferito di spacciatori, tossici, prostitute e tutto quanto fa hinterland genovese di notte, con tanto di uomo nudo che sbuca da non so dove, per piazzarsi dritto di fronte alla mia macchina, all'esatto incrocio dei fari col suo lato b. 

La creatura è in estasi, io sento che morirò a breve.

Alla fine, comunque, si arriva- ma ormai è troppo tardi per trovare parcheggio: mi sto rassegnando alla prospettiva di una serata a lume dei fari,con me a leggere qualcosa in macchina e la figlia in chiesa a godersi il concerto, quando veniamo salvate da un volenteroso abitante del quartiere che ci dice che dietro il cancello c'è posto.

"Dietro il cancello" significa in un'aia, fra sterrati, paglia e ovviamente fango, lo stesso che ora si è indurito sull'ultimo paio di ballerine e che prego Iddio che venga via senza bisogno di riti woodoo. Fa un freddo cane, ma la chiesa è riscaldata e siam comunque così tanti che il problema, semmai, è come faremo a respirare, schiacciati sulle panche come sardine, per un Requiem di Mozart del 27 di giugno, sui bricchi.

Nessun problema: ci pensa Mozart, a toglierci il fiato. E bastan poche note, per farmi mandare all'aria il programma su cui ho annotato tutta la durata dei singoli movimenti, le scarpe infangate, la stanchezza, il sonno e i progetti di un giovedì sera andato a monte. Son così felice, quando usciamo, che vado pure a prendere il marito in aereoporto, che intanto è subito qui e cosa vuoi che sia se allunghiamo un po': che intanto, son rinata. E, dopo il Requiem, non è certo da tutti...

 

CINNAMON & CARDAMOM BUNS

da Tessa Kiros- Falling Cloudberries

cinnamon cardamom buns

 

per circa 35 buns

per l'impasto

250 ml di latte tiepido

100 g di zucchero superfine (lo Zefiro)

25 g di lievito fresco

1 uovo, leggermente sbattuto

2 cucchiaini di cardamomo grattugiato

1 cucchiaino di sale

650 g di farina 00

 

per il burro alla cannella

2 cucchiaini di cannella in polvere

50 g di zucchero superfino + 1 cucchiaio per spolverare

80 g di burro morbido

 

1 uovo, leggermente sbattuto, per spennellare

 

In una terrina, mescolare il latte con lo zucchero e unire il lievito sbriciolato. Far riposare una decina di minuti, quanto basta per attivare il lievito, poi unire  l'uovo, il burro, il cardamomo e il sale e mescolare. Aggiungere la farina, poco per volta, incorporandola con un cucchiaio di legno: non appena l'impasto diventa facile da lavorare, trasferitelo su un piano di lavoro leggermente infarinato e proseguite a mano: all'inizio, sarà grezzo e appiccicoso, ma dopo circa 5 minuti diventerà soffice ed elastico.

Trasferirlo in una terrina, coprire con una pellicola trasparente e lasciar riposare per circa due ore, in luogo tiepido.

Per il burro alla cannella, mescolare lo zucchero e la cannella. Dividerlo in 4 porzioni e mettere da parte.

Appena l'impasto è lievitato, trasferirlo sul piano di lavoro e suddividerlo in 4 parti. coprirne tre con la pellicola o con un telo, in modo da non farle seccare al contatto con l'aria.

Infarinare leggermente la superficie e, col mattarello, stendere il primo pezzo in un rettangolo di circa 30 x 25 cm, spalmarlo con il burro e cospargervi sopra circa tre cucchiaini di mix di zucchero e cannella, in modo da ricoprire l'intera superficie. Arrotolare l'impasto in modo da formare una lunga salsiccia e mettere da parte.

Fare la stessa operazione con gli altri tre pezzi

Coprire due teglie da biscotti con carta da forno.

Praticare in ogni rotolo dei tagli a "v", procedendo diagonalmente, a destra e a sinistra, in modo alternato: la base dovrà essere di circa 5 cm. Disporli sulla teglia, in modo che la parte più larga poggi sulla superficie e schiacciarli leggermente con due dita, in modo da vedere il burro alla cannella che fuoriesce leggermente dai lati. Fare attenzione a lasciare spazio sufficiente fra uno e l'altro, perchè gonfiano in cottura.

Spennellarli col tuorlo d'uovo e cospargerli con un po' di zucchero.

Prerisscaldare il forno a 180 gradi e lasciar lievitare per mezz'ora i buns. Infornarli per circa 20 minuti, fino a quando saranno dorati: controllate che siano ben cotti anche sotto, prima di toglierli dal forno.

Si mangiano caldi, tiepidi o anche a temperatura ambiente: nel caso, conservateli in un contenitore a chiusura ermetica, in modo che non induriscano.

 

Collage buns

Note mie

 

1. l'insidia, in questa ricetta, è che il sapore di una spezia prevalga sull'altra. E' vero che la quantità indicata è la stessa, ma nella pratica sappiamo benissimo che possiamo utilizzare un cardamomo potente e una cannella sbiadita e viceversa. L'unico modo è regolarsi a occhio, conoscendo l'intensità delle spezie della propria dispensa: nel mio caso, siccome non avevo un cardamomo fresco, ho abbondato con quello e lesinato invece con la cannella.

2. ho fatto intiepidire il latte, anzichè utilizzarlo a temperatura ambiente, come da ricetta, per attivare il lievito. Poi, ho proceduto come da istruzioni. Il consiglio, comunque, è di partire con un po' meno liquido di quello indicato ed aggiungerlo semmai successivamente, qualora la farina dovesse assorbirlo tutto.

3. le dosi di lievito sono necessarie, perchè l'impasto è piuttosto grasso: se le diminuite, c'è il rischio che si arrivi il giorno dopo, e non è cosa.

4. per quanto riguarda la forma, non ho ancora capito bene come debbano essere: la foto del libro ne presenta tre, uno diverso dall'altro: il primo è piuttosto informe, il secondo è simile a un mini croissat, il terzo ad un cinnamon rolls, più piatto e schiacciato. Io ho fatto tanti triangolini , che poi ho schiacciato con le dita in modo da appiattirli un po'.

5. dove ho assolutamente sbagliato, invece, è nella cottura, per il semplice motivo che li ho dimenticati nel forno. Venti minuti dicre la ricetta e venti minuti devono essere, se li volete dorati comme il faut. Io li ho lasciati 5 minuti di più e son venuti come da foto: ancora morbidi, ma un po' troppo cotti.

6. l'unico punto su cui non concordo con l'autrice è la conservazione: son lieviati, quindi il giorno dopo hanno perso la loro fragranza e non c'è chiusura ermetica che tenga: io li ho congelati e li tiravo fuori a multipli di tre, ogni mattina: 5 minuti in forno caldo, ma spento, ed era come se li stessi sfornando in quel momento.

Ovviamente, perfetti per la colazione e per l'ora del tè. 

Buona giornata

Ale

 

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Di Daniela

Involtini di pesce spada

Certo che se c'è una cosa che mi fa impazzire, ormai da un numero infinito di anni, è il famoso balletto degli insegnanti che tutti gli anni si verifica puntualmente in questo periodo.  E molto spesso, da quando la mia primogenita è entrata in prima elementare, la cosa ci ha riguardato. Cominciando proprio con lei, alle elementari ha cambiato la terza insegnante, quella di tecnica per 5 volte: una all'anno, ovviamente. Senza contare malattie e sostituzioni e supplenze varie.

Poi, alle medie, ha cambiato 2 insegnanti di matematica e tre di italiano-storia. Al ginnasio ha mantenuto lo stesso staff , ma al liceo ha cambiato l'insegnante di matematica e quello di italiano. Oltre ai normali avvicendamenti ginnasio-liceo, ovviamente.

Poi Ginevra: lei ha passato tranquilla le elementari, ma alle medie lei e Carola, la bimba di Ale, hanno cambiato una insegnante di matematica all'anno e direi forse anche quella di tecnica. Al liceo  poi si è limitata a matematica, ma adesso è il turno della Microba e anche lei, dopo aver passato indenne le elementari e i primi due anni di medie, si è ritrovata alle soglie della terza media e quindi del primo esame scolastico importante della sua vita (dal momento che hanno tolto quello di V elementare) a cambiare in un colpo solo ben tre insegnanti e per essere più precise tre fra le più importanti : italiano, matematica e francese!!!

Ora, una delle tre andrà in pensione il prossimo mese, quindi ci può stare. Ma le altre due...  Possibile che non ci sia un modo di ovviare questi "inconvenienti"? E' davvero difficile per dei ragazzini cambiare radicalmente modo di affrontare una materia con un'insegnante diversa, che per di più non li conosce, che di loro non sa nulla e proprio l'anno dell'esame.  Stasera, quando la mamma di un compagno ci ha chiamato per avvertirci, lei ci è rimasta malissimo, dispiaciuta e un po' avvilita, con la sensazione di dover ricominciare da capo a creare un rapporto personale e diretto con chi la seguirà da settembre in avanti; poi subito a parlarne con le amiche "ma che dici, saranno brave, piaceremo, spiegheranno bene, ci capiranno, seguiranno il nostro metodo!".......

E ancora una volta noi speriamo vada tutto bene...

Involtini di pesce spada

da C.I. giugno 2008

pesce spada 

E' una ricetta leggera e molto gustosa, pur essendo facile e piuttosto veloce da preparare, ha un aspetto piacevole ed è originale.

Ingredienti per 6

800 gr di pomodori

780 gr (12 fette sottili) di pesce spada

200 gr di pane

150 gr di piselli freschi sgranati

4 filetti di acciughe sott'olio

un peperone

grana grattugiato

aglio

rosmarino (+ timo e maggiorana freschi per me)

prezzemolo

olio evo

sale e pepe

Collage involtini 

Lessate i piselli per 3 - 5 minuti, Arrostite il peperone sulla piastra o in forno e fateli raffreddare prima di pelarli. Incidete il fondo dei pomodori e immergeteli per 30 dìsecondi in acqua bollente, toglieteli, pelateli e tagliateli a spicchi eliminando i semi ( Io ho utilizzato i ciliegini e così mi sono limitata a tagliarli a metà visto che hanno la pelle sottilissima e pochissimi semi)

Mettete gli spicchi di pomodoro (o i mezzi pomodorini) in forno su una teglia rivestita con carta forno, salati e pepati, a 70 °C per 30/40 minuti (20 per i pomodorini) . Nel frattempo tagliate a pezzettoni i peperoni pelati.

Fate saltare i peperoni in padella con un filo d'olio con le acciughe e uno spicchio d'aglio per 3-4 minuti.  Eliminate l'aglio, raccogliete il resto nel bicchiere del mixer e frullate in crema con 70 gr di acqua (crema di peperone)

Private il pane della crosta e frullatelo finemente, poi profumatelo con due cucchiai abbondanti di prezzemolo e rosmarino (timo e maggiorana) tritati, unite un cucchiaio di olio sale e pepe.

Amalgamate il pane aromatizzato in una ciotola con due cucchiai di grana, gli spicchi di pomodoro (o pomodorini per me) sminuzzati e aggiustate di sale e pepe se serve.

Disponete su ogni fetta di pesce spada una cucchiaiata abbondante di farcia e arrotolate gli involtini. In una pirofila versate la crema di peperoni, unite i piselli e accomodatevi gli involtini; ungeteli di olio, spolverizzateli di grana  e infornateli a 230 °C per 18/20 minuti.

Sfornate e servite due involtini a testa. Completate a piacere con insalata, peperone e pepe macinato.

Sono squisiti,  teneri e saporiti. 

Buona giornata

Dani

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STRAWBERRIES MOHITO

Quando dico che se non scrivo il blog all'alba o giù di lì, il post rischia di saltare, non esagero: dalle otto in poi sono in ufficio, quando torno a casa sono troppo stanca per riuscire a concentrarmi sulla pagina (per inciso, chi ha deciso i gradi di concentrazione necessari per, potrebbe rendere l'atto dello stirare un'operazione di alto valore scientifico? ... che così magari mi restano delle speranze di condivisione con il resto della famiglia), poi c'è la cena e poi c'è tutto il resto, con tutti gli interstizi, anche quelli più invisibili, competamente occupati dal marito e dalla figlia. Per i quali io svolgo una serie di ruoli interscambiabili e pure compresenti, ai quali devo essermi votata con non so quale contratto capestro, visto che l'impegno non conosce tregua e la retribuzione è nulla.

Mi lamento e comincio a non poterne più, sia chiaro: ma ormai son male abituati e, chissà perchè, non c'è modo di raddrizzare la situazione.

Per dire: stamattina mio marito doveva partire per due giorni.

Quando parto io, mi porto avanti il giorno prima, per non fare rumore che maniman li sveglio; dopodichè, punto la sveglia, mi alzo, mi preparo, mi chiamo un taxi ed esco, il tutto trattenendo il respiro, per non disturbare. E, sia chiaro, cerco sempre di tornare in giornata, anche se questo comporta levatacce assurde al mattino e viaggi col buio, perchè se li lascio soli, finisce che mangiano precotti giapponesi (giuro) o pizze d'asporto.

Quando parte mio marito, invece...

STRAWBERRIES MOHITO

ore 01.00 del mattino:

"Ale?"

"......."

"Ale?", mi scuote

"mmmhhhhh" bofonchio... "dormivo"

"puoi mica mettere la sveglia, per domani?"

Allungo la mano verso quello che una volta si chiamava cellulare, aveva tre funzioni- acceso/spento/sveglia- e che ora è una specie di quadro di un'astronave per scienziati, per quanto riguarda la comprensione, e per bambini del pre asilo per quel che concerne le dimensioni dei polpastrelli (e chi ha un touch o come cavolo si chiama, ha già capito cosa intendo dire)

Impiego 5 minuti buoni per capire dove sta la sveglia e per accedere alla programmazione- e naturalmente mi è passato il sonno.

Lui, naturalmente, dorme.

Portandosi con sè il mistero dell'ora in cui la si sarebbe dovuta programmare, 'sta benedetta sveglia....

 

Ore 6.15

Dopo una notte a intermittenza, passata a controllare che la sveglia suoni al momento che ho ritenuto giusto, mio marito si alza un quarto d'ora prima, spontaneamente- e inizia a prepararsi

"stai pure a letto, che faccio da solo", mi dice.

Dopodichè

1. va in bagno e sembra di stare ad Iguassu, nel punto di maggior traffico delle cascate. Con la piccola differenza che ad Iguassu uno sta fermo, lui va avanti e indietro, entrando ed uscendo dalla camera- lasciando ogni volta la porta aperta.

2. a quel punto, mi alzo, chiudo la porta e gli dico teneramente che se non la finisce lo sprango lì dentro tipo rapunzel, con l'aggravante che a lui mancan pure le trecce per far arrampicare la mamma coi viveri. Dopodichè, tiro su le tapparelle, faccio sparire gli avanzi di pizza che la creatura ha ordinato ieri sera (frigo che trabocca di roba, ma tant'è), metto su l'acqua per il te, accendo il pc e.."Ale, puoi venire un momento?"

 

STRAWBERRIES MOHITO

3. bisogna fare il bagaglio, come ho potuto dimenticarlo?

"Fare il bagaglio", per mio marito, significa stare un quarto d'ora in meditazione davanti agli armadi (il plurale è d'obbligo, considerando che ha qualcosa come 70 camicie), per poi scegliere le schifezze più impensabili, quelle che gli nascondo dietro i nuovi acquisti e che lui, immancabilmente, non solo cerca, ma pure trova. Camicie a quadrettini fucsia, Oxford dal colletto liso, tutto quello che è sotto la voce "lo-porto-a-Masone" esercita su di lui un fascino irresistibile, appena deve pensare a cosa ficcare in valigia.

Io sto lì, prima ad assisterlo, poi a fare i piegamenti. Che non sono la sana ginnastica mattutina, ma tutte le operazioni di stivaggio, che conduco in modo che a me sembra intelligente, veloce e razionale.

Almeno fin quando il Pensatore non torna in sè e mi chiede cos'è quell'ammasso informe dentro la sua 48 ore.

4. Si ricomincia, con la differenza che la piega è andata a farsi benedire e ci vuole il ferro da stiro.

Mentre aspetto che si scaldi, guato il pc, che magari il titolo del post lo scrivo. Intanto, le camicie le ho piegate, il pigiama l'ho piegato, le cravatte, pure loro sono a posto, di sorprese non dovrebbero essercene più...

"Me la pieghi la Lacoste gialla?"

5. A valigia miracolosamente chiusa, chiedo se serve altro o posso andare a scrivere sul blog. Partono i sottotitoli ("sempre-dietro-a-questo-blog-sono-anni-che-non-si-cura-di- altro"), mentre mi rassicura che no, è tutto a posto, a parte che ha perso il passaporto. Replico che no, non lo ha più perso, perchè l'ho ritrovato- ma invece no: lo ha perso di nuovo, ma non devo preoccuparmi, perchè è autonomo e ci pensa da solo. "Vai pure a scrivere il tuo blog", dice, mentre tinte di coraggiosa abnegazione si diffondono sul suo viso. "prima, però, chiamami un taxi".

Quando finalmente è fuori, si alza la figlia.

Alle sette del mattino, del 26 di giugno.

STRAWBERRIES MOHITO

La supplico di tornare a letto, ma no: è incavolata, perchè facciamo troppo rumore e l'abbiamo svegliata. Tanto vale, far colazione (leggasi: che la mamma le prepari la colazione) e vorraiben scambiare due parole, almeno al mattino? le faccio presente che oggi andiamo a pranzo assieme, e possiamo scambiare 2000 parole lì, ma figuriamoci: si è addormentata sul più bello di Match Point, ieri sera, e bisogna che le dica come è andata a finire. Nel frattempo suonano alla porta: è il marito, che ha perso qualche altra cosa ed è tutto un tirar giù giacche e veloci, che il taxi aspetta, ma l'aereo no.

Alla fine, sono arrivate le sette e mezza- e io mi ritrovo con una camera che sembra devastata dai ladri, una cucina da riassettare, il resto della casa che richiede la manutenzione base e l'ufficio che mi aspetta, fra traffico e tutto il resto. E questo post da scrivere, che sto buttando giù di getto, con buona pace degli errori di stampa, degli anacoluti che mi scappano e delle ricette serie, che più che una roba veloce, oggi, non vi tocca...

 STRAWBERRY & MINT MOHITO 

 

STRAWBERRIES MOHITO

la ricetta proviene dall'ultimo libro di Lorraine Pascale, Fast Fresh anc Easy Food che, sin dal titolo, ha tutte le carte in regola per finire sul leggio della mia cucina e lì fermarsi, almeno fino alla fine di agosto. Cominciamo come si conviene, con un cocktail che può essere servito anche come aperitivo, oltre che in un dopocena. Al posto delle fragole, potete mettere anche lamponi o mirtilli e il tum può essere sostituito con altra soda o succo di limone, per una versione analcolica.

per 4 persone

3 lime

8 cucchiaini di zucchero di canna (demerara)

12 fragole

400 g di ghiaccio tritato (non lo avevo, non l'ho messo, ma è indispensabile)

menta fresca, una manciatina

250 ml di rum bianco

250 ml di Soda o di limonata

Tagliare in quarti i lime e metterne tre pezzi sul fondo di ciascun bicchiere (capienza, 350 ml, ovviamente da non riempire del tutto)

Aggiungere 2 cucchiai di zucchero e poi fare come si fa per un mohito classico: con l'apposito attrezzo (io lo chiamo "bacchetta", ma lo so che ha un nome più serio), schiacciate bene i lime, in mod che lo zucchero si intrida del loro succo. Aggiungere tre fragole a bicchiere, mondate e tagliate in pezzi grossi, e schiacciarle leggermente, sempre con l'utensile di cui sopra.

Riempire il bicchiere col ghiaccio tritato. Tenere da parte le foglie di menta iù piccole per la decorazione, tagliuzzare le altre e metterle nel bicchiere. Versare il rum in parti uguali nei singoli bicchieri e fare lo stesso con la soda o la limonata (ho usato la soda). Mescolare velocemente, aggiungere la menta tenuta da parte e servire.

Buona giornata

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L'Almanacco di MT

Il santo del giorno : San Massimo di Torino. Massimo guidò la diocesi di Torino, di cui è considerato il fondatore, nel periodo delle invasioni barbariche. Nato verso la metà del IV secolo, fu discepolo di sant'Ambrogio e di sant'Eusebio di Vercelli. Nonostante il suo carattere mite, che traspare dalle «Omelie» e dai «Sermoni» che ci sono pervenuti, propose ai sui fedeli un esempio di fermezza. «È figlio ingiusto ed empio - così li spronava a non lasciare la città - colui che abbandona la madre in pericolo. Dolce madre è in qualche modo la patria». Li esortava a anche a mantenersi irreprensibili nei costumi e a non confidare in superstizioni come l'invocazione della luna: «Veramente presso di voi la luna è in travaglio - scriveva con ironia -, quando una copiosa cena vi distende il ventre e il capo vi ciondola per troppe libagioni». La data della sua morte non è certa: avvenne tra il 408 e il 423. ( Da qui)

Auguri a tutti i tantissimi Massimo !

 "Scene of Gen. Custer's last stand, looking in the direction of the ford and the Indian village." A pile of bones--including the skeletons of cavalry horses--on the Little Big Horn battlefield--was all that remained, ca. 1877. From the National Archives.

"Scene of Gen. Custer's last stand, looking in the direction of the ford and the Indian village." A pile of bones--including the skeletons of cavalry horses--on the Little Big Horn battlefield--was all that remained, ca. 1877. From the National Archives.

Accadde oggi :

Quando un esercito dei bianchi combatte gli indiani e vince,

questa è considerata una grande vittoria,

ma se sono i bianchi ad essere sconfitti,

allora è chiamata massacro.

Chiksika
(fratello maggiore di Tecumseh)

il 25 giugno 1886 ebbe luogo nella pianura del Montana sulle sponde del fiume Little Bighorn, un'epica battaglia tra le forze dei Lakota (Sioux), Cheyenne e alcuni Arapaho con i capi Toro Seduto e Cavallo Pazzo, uniti contro il 7° cavalleria dell'Esercito degli Stati Uniti d'America al comando del generale  Custer,

E' stato lo scontro tra due mondi, due culture molto differenti: la cultura di basata sui cavalli e i bufali delle tribù delle pianure del nord, e la cultura industriale - agricola degli Stati Uniti, che è proveniva principalmente dalla costa orientale. Come sempre l'ora (in questo caso trovato nelle terre degli indiani) fu la causa scatenente. 

Lo scontro fu durissimo e si concluse con l'annientamento delle forze dell'esercito regolare e con la morte del generale Custer.  

Entro un anno però l'esercito americano "pacificò" i territori e prese il controllo dei territori contesi.

nell'ordine :Toro Seduto, Custer e Cavallo pazzo
nell'ordine :Toro Seduto, Custer e Cavallo pazzo
nell'ordine :Toro Seduto, Custer e Cavallo pazzo

nell'ordine :Toro Seduto, Custer e Cavallo pazzo

Non posso ignorare però che oggi, ben 162 anni fa , nacque il genio di Gaudì, come ci ricorda Goggle, in quel di Reus (spagna), architetto e artista di talento immenso che ha lasciato il segno più fore del suo passaggio nella splendida Barcellona, per la quale ha creato edifici come la Sagrada Famiglia, Parco Güell, casa Milà ed altri magnifici esempi del suo stile così particolare...del quale vi ho già mostrato un'immagine personale qui.... L'originalità e la bellezza....

L'Almanacco di MT
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Accade oggi : Vorrei estraniarmi dal dolore, dalla paura, dall'ansia per ciò che di brutto sta capitando, per dedicare la mia e la vostra atenzione ad una cosa bella :  Con un'anteprima ieri sera nel Parco della Tesoriera, a Torino, con centinaia di persone rimaste fuori (in programma, tra l'altro le sette variazioni in mi bemolle maggiore per violoncello e pianoforte e l'op. 47 Kreutzer) e alle 21 in piazza S. Carlo l'esecuzione della Nona Sinfonia da parte dell'Orchestra Sinfonica Nazionale Rai, ha preso il via oggi a Torino il Festival Beethoven, una kermesse gratuita mirata a fare amare al pubblico la grande musica e che il pubblico ha mostrato di gradire moltissimo. (Ansa) 

 

Immagine Ansa

Vengo dopo il tg : 21,10 La7D Un pesce di nome Wanda: un film capolavoro tra le commedie brillanti. Il cast è eccellente con John Cleese, Jamie Lee Curtis, Kevin Kline, Michael Palin, Maria Aitken, Tom Georgeson. La trama divertente, la sceneggiatura e la recitazione brillante... una storia di un furto e dei colpevoli... Per gli amanti della commedia un must imperdibile

20,40 , La1RSD un thriller del 2006 con un altro cast di attori celebri : The Sentinel, con Kim Basinger, Eva Longoria, Michael Douglas, Kiefer Shutherland. Una storia di intrecci, attentati e tradimenti alla Casa Bianca.

20,20 Rai Sport 2 finale maschile degli Europei 2013 di tuffi. 

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Ce l'ho sul comodino : Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio, e di questo ho sia le due version cinematografiche in dvd, sia il dvd della serie televisiva, sia il libro, sul mio comodino.

Non so come mai, ma i film tratti da questo bellissimo romanzo della Austen, del quele non mi stanco ai di leggere la brillantezza dei dialoghi, l'incisività delle personalità descritte, la capacità di mostrare in piccoli gesti o atteggiamenti i sentimenti più profondi di protagonisti, sono senmpre recitati da attori che io amo moltissimo. Sono stata conquistata  a prima vista dalla bellezza e dalla capacità d'attore di Sir L. Olivier (uno dei miei preferiti in assoluto) e adoro la rossa Greer Garson, mi piace moltissimo D Sutherland  e non mi dispiaciono Keira Knightley e Matthew Macfadyen  e (confesso) adoro pure Colin Firth !

Il libro invece è incredibilmente moderno e al di là del "voi" che si scambiano i protagonisti e delle ovvie leggi dell'educazione per noi oramai purtroppo sconosciute, Elisabeth è una ragazza forte, che non ama fingere e che non si controlla molto quando deve esprimere le proprie opinioni, con tutte le ingenuità e la falsa sicurezza in se stessa che ogni adolescente vive anche oggi. E la storia, lo scontro di personalità così ben definite, avvince chi legge oggi come 200 anni fa , quando il 28 gennaio 1813, miss Jane Austen lo pubblicava a sue spese.....

Buona serata
Dani

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Un gelato alla crema che sa veramente di crema ......

Un gelato alla crema che sa veramente di crema ... delizioso!


http://www.menuturistico.com/gelato-di-crema-e.chi-mi-ferma-pi%C3%B9

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Di Daniela

Gelato di crema...e chi mi ferma più?!?

Ah, bene, lo so cosa state pensando... lo so che è moralmente scorretto e perfino leggermente sadico, farvi iniziare la giornata con il pensiero di un bel gelato fresco, cremoso, al limite dell'assolutamente goloso.... Lo so e non posso che dichiararmi colpevole di vilipendio al decoro e al rigore di qualunque dieta stiate seguendo, sempre che, come me, siate nella fase iniziale di un rigido regime per rimediare alle smodatezze di un inverno o due molto pesanti....

Ma dal momento che io preparo per chi vaga per casa mia queste cose squisite, limitandomi a guardarli con gli occhi languidi mentre loro assaggiano e a girare loro intorno chiedendo "Com'è? Ti piace? E' buono? E' dolce abbastanza? Ci vuoi mica su un po' di panna?", non vedo perchè non condividere con voi anche questa tortura, sperando che tutti siate stati più controllati di me quando era il momento e che quindi possiate gustarvi questa delizia in santa pace!

Ovviamente anche per chi sta attento alla linea il gelato va bene... basta mangiarlo non dopo pranzo, ma "invece" del pranzo... e perchè no poi! 

Ortensie Collage 

Le mie ortensie, tutte diverse per tipo e sfumatura di colore.

Scusatemi, ho dovuto utilizzare una foto "bucolica" e un paio di "ommmmmmm" per distogliere la mia mente dalla gola :-)

Volevo dirvi ancora una cosa prima di passare alla ricetta: forse nella foto, per via della luce molto decisa non si nota, ma le due palline sul cono sono una alla crema e l'altra alla panna.. Oggi vi proporrò soltanto il gelato di crema, ma giovedì vi racconterò come ho preparato l'altro ... Comunque, visto il risultato ottenuto, mi sa che dovrò provare qualcosa d'altro :-) e sa il cielo chi mi ferma più.....

 

Gelato di crema all'Italiana

da Gelati, sorbetti ed altri peccati di gola di L. Castelucci

Gelato di crema...e chi mi ferma più?!?

Ingredienti

500 ml di latte

100 gr di zucchero

4 tuorli

1 baccello di vaniglia

qualche granello di sale

Gelato Collage

Aggiungo direttamente i miei suggerimenti al procedimento, per facilitarvi la creazione di questa eccellente e cremoso gelato...

Mettete su fiamma dolce una casseruola con il latte, il sale e il baccello di vaniglia. Io l'ho aperto e ho tolto con il coltello i semini e poi ho messo il baccello nel latte e i semi nello zucchero da usare con le uova. Mescolate di tanto in tanto, spegnete il fuoco prima che prenda bollore e mettete da parte.

Nel frattempo mescolate bene i tuorli con lo zucchero e i semi di vaniglia, fino a che non raggiungano una consistenza densa e un colore giallo chiaro. 

A questo punto, versatevi sopra il latte a filo e mescolando energicamente con la frusta. Versate ancora il composto nella casseruola e, su fuoco dolce, cuocetelo mescolando continuamente con un mestolo fino a che non accenna ad addensarsi, velando il mestolo,  senza levare bollore.  In sostanza, si tratta di preparare una crema inglese che, come sapete, se raggiunge la bollitura si "straccia" cioè forma dei grumetti dividendosi in una parte liquida e una, appunto, grumosa. Basta mantenere la temperatura sotto gli 85°C però perchè la crema si formi. Appena raggiunta la temperatura, o la velatura del cucchiaio nel caso non abbiate un termometro sottomano, togliete velocemente il composto dal fuoco e raffreddatelo immergendo il pentolino in una coppa con acqua e ghiaccio sempre mescolando, per evitare che la crema continui a cuocere rovinandosi. Non temete, però: anche se dovesse capitarvi, una bella passata con il frullatore ad immersione risolve piuttosto bene il problema...

Appena scesa la temperatura, fate raffreddare bene il tutto in frigorifero, per almeno una mezz'oretta. Versate poi il tutto nella vostra gelatiera, eliminando la vaniglia e seguendo le istruzioni. 

Una variante: mettete metà latte e metà panna e sostituite la vaniglie con la scorza grattugiata di mezzo limone

Buona giornata

Dani

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orata

Il letto è quello della creatura, ad essere precisi, ma il risultato non cambia: finchè Stefania non si leva dai piedi non imbarcherà il suo concentrato di grazia, bellezza e ultimamente anche fama planetaria, non ho il tempo di dedicarmi al blog. E neppure quello di raccontarvi un po' di retroscena di questa due giorni ligure, dalla presentazione ufficiale dello Starbooks (chi era, Giulio Cesare, con i trionfi?... e passi, se noi l'alloro lo mettiamo nell'arrosto) a tutte le chiecchiare, i progetti e le risate che inevitabilmente ci facciamo, ogni volta che ci si incontra.

Di conseguenza, ricetta veloce- anche se penso che fino a settembre troverete solo proposte di questo genere, considerato che, caldo o non caldo, siamo tutti stremati da un anno di lavoro, aneliamo alle ferie come il naufrago alla riva e piuttosto che disperdere quel che resta delle mie energie in cucina, fingo che fuori ci sia il sole e di non aver ancora osato metter via il piumone, nel mio letto .

E quando si dice "ricetta veloce" in casa mia si parla di pesce: non ho mai capito perchè, ma, eccezion fatta per qualche umido, per il resto non riesco a pensare al pesce come ad un ingrediente che abbia bisogno di preparazioni complesse e cotture elaborate: mi sembra che ne mortifichino la freschezza che, del pesce, è la qualità imprescindibile e indispensabile. Quindi, di solito, prendo e sbatto in forno: al massimo, mi industrio con qualche erba o qualche agrume, oppure con qualche salsina di accompagnamento, ma sempre cose veloci e leggere, sullo stile di quello che segue

ORATA AL FORNO AL LIME E AL CORIANDOLO

orata1

liberamente ispirata ad un vecchio numero di Sale e Pepe

... che ho perso, ovviamente, dopo aver letto il nome delle ricetta e aver deciso che l'avrei preparata all'istante. Quindi, ho lavorato di fantasia e il risultato eccolo qua

 

per 6 persone
1 orata del peso di circa 1 kg e mezzo
4 lime, non trattati
1 cucchiaio colmo di zucchero di canna
coriandolo fresco
olio extravergine di oliva
aglio
sale
peperoncino
 
Pulire l'orata, eviscerarla e sciacquarla bene sotto l'acqua corrente.
Con un coltello affilato, praticare dei tagli lingo i fianchi: serviranno per far penetrare nella carne del pesce il condimento.
Grattugiare la scorza di due lime e spremerne il succo; tagliare gli altri lime a fette e disporle nella pancia dell'orata, dopo averla leggermente salata.
Al succo e alla scorza dei lime unire 4 cucchiai di olio, il coriandolo tritato e mezzo spicchio d'aglio, anch'esso tritato.
Aggiustare di sale e peperoncino

Cospargere poi il pesce con questo condimento e lasciar riposare in frigo, coperto con pellicola trasparente, per una o due ore. Dopodichè,  infornare a 180 gradi per 30-40 minuti.

Buona settimana

ale

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