bellissimi i tuoi raviolini, ben fatti e cicciotti al punto giusto.  
Volevo anche rassicurarti e far da ambasciatrice per il nostro III giudice, perchè solo un problema di connessione ha frenato Elisa dal pubblicare un suo commento al tuo post: ma anche lei lo ha letto ed apprezzato come merita.
Un abbraccio e buona giornata
Dani

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di Daniela

 

2013-09-24 13.35.41 

Ci sono luoghi che semplicemente fanno parte della tua vita. Fanno parte della tua crescita, contribuiscono alla formazione del tuo gusto, influenzano la tua concezione del bello o anche semplicemente ti portano indietro con la mente a quando le vacanze d'estate erano  fatte anche da lunghe visite settembrine ai nonni con tutta la famiglia..

 

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Questa splendida piazza è uno di quei luoghi per me... e devo ringraziare una famiglia di amici carissimi se mi sono ritrovata ancora li, dove, l'ultima volta ero stata con il mio papà...

2013-09-24 13.38.31 

Vi mostro solo qualche foto, nulla rispetto alla bellezza che quasi ti toglie il fiato, che ti stordisce, che ti avvolge come se fosse l'essenza stessa della vita. Giusto una sbirciatina...

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Involtini dorati di prosciutto, spinaci e gorgonzola

da C.I, Settembre 2011

I luoghi del cuore e gli involtini dorati di prosciutto

Ingredienti per 4 persone

6 fette di prosciutto cotto un po' spesse (60 g cad)

270 g di spinaci lessati

145 g (6 fette) di pancarrè

100 g burro

75 g gorgonzola (90 per me) 

(1 manciata di pinoli, come aggiunta personale)

prezzemolo

sale, pepe

1 uovo

aglio

farina

PicMonkey Collage 

Tagliate a pezzi il pancarrè e frullatelo nel cutter con un ciuffo di prezzemolo ritato, fino ad ottenere una panure verde

Strizzate gli spinaci e sminuzzateli, quindi saltateli in padella con uno spicchio d'aglio e 30 grammi di burro.

Cuoceteli per 2 o 3 minuti salandoli leggermente, poi spegnete, togliete l'aglio e fateli raffreddare in una ciotola. Mescolate il gorgonzola con gli spinaci. Spalmate con il composto le fette di prosciutto poi ripiegatele in 3 richiudendole ad involtino. 

Tagliatele a metà, infarinatele, passatele nell'uovo sbattuto con un pizzico di sale, quindi nella panure verde.

sciogliete 35 gr di burro in una padella. Quando diventa color nocciola cuocete metà degli involtini, per poco meno di un minuto per lato.

Pulite la padella, rinnovate il burro e cuocete i rimanenti involtini.

Servite a piacere con pomodorini o insalatina

Suggerimenti personali:

Ho aggiunto una manciata di pinoli tostata al momento, per conferire una leggera croccantezza anche all'interno dell'involtino, unendola al composto prima di spalmarlo sul prosciutto.

Ho anche aumentato leggermente il quantitativo di gorgonzola per dare ancor più sapore al tutto, visto che in casa e siamo tutti golosi. Ma con il quantitativo indicato dalla ricetta è delicato e ottimo.

Squisito e croccante piatto unico.

Buona giornata

Dani

 

 

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Auguste Renoir , Etude. Torse de femme au soleil (Studio. Busto di donna, effetto di sole), 1875-1876. olio su tela

A Firenze, oltre alla mostra che vi ho segnalato ieri a Palazzo Sttrozzi, è stata inaugurata il 24 settembre a Palazzo Pitti l'esposizione intitolata "Impressionisti a Palazzo Pitti" che sarà presente fino al 5 gennaio 201.

Lo straordinario evento è frutto di uno scambio fra i due importanti istituti museali francese e italiano.

Infatti il Museo d’Orsay, nel segno della reciprocità, ha prestato i 12 capolavori impressionisti a seguito dell’importante contributo della Galleria d’arte moderna che ha reso possibile la realizzazione a Parigi, presso il museo de l’Orangerie dal 10 aprile al 22 luglio scorsi, della mostra “I macchiaioli des impressionistes italiens?"

Camille Pissarro , Un coin de jardin à L'Hermitage (Un angolo di giardino all'Hermitage), 1877, olio su tela Parigi, Musée d'Orsay

Camille Pissarro , Un coin de jardin à L'Hermitage (Un angolo di giardino all'Hermitage), 1877, olio su tela Parigi, Musée d'Orsay

19 capolavori dei maggiori protagonisti del movimento toscano, oltre al prezioso Album lo Zibaldone di Telemaco Signorini, sono usciti per tre mesi dalla galleria fiorentina, l’istituzione che possiede la più importante raccolta di opere del movimento macchiaiolo. Così la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti ha voluto dare il proprio sostanziale contributo a questo scambio culturale che mette in luce sincronicità del sentire e analogie di ricerca fra artisti francesi e italiani nella seconda metà dell’Ottocento.

Alphonse Maureau Rive de la Seine (Sulla riva della Senna)1877 circa

Due Degas, due Monet, due Cezanne, due Renoir, due Pissarro, un Fantin Latour oltre ad un’ opera di Paul Guigou in mostra potrebbero suggerire ulteriori strade di studio e ricerca tese a mettere in luce alcune possibili contaminazioni tra le due culture francese e toscana, che possono aver costituito un punto di riferimento essenziale anche per le esperienze del nostro novecento. [...]

Paul Camille Guigou , Lavandière (Lavandaia), 1860, olio su tela, Parigi, Musée d'Orsay

La mostra non intende dare una lettura critica né trovare corrispondenze tra i diversi modi di intendere il vero ma, semplicemente, esporre queste opere impressioniste e di altri esponenti di punta dell’ Ottocento francese come una rara occasione per riflettere sul pensiero culturale e filosofico che aveva portato a risultati così moderni già verso il settimo decennio dell’Ottocento.

Claude Monet , La Seine à Port-Villez (La Senna a Port-Villez), 1890 circa, olio su tela. Parigi, Musée d'Orsay

Risultati formali che in qualche misura possono avvicinare le idee da cui nascono le impressioni francesi a quello positivo che era sottinteso attraverso un procedimento analogico ai risultati della pittura macchiaiola. (dal sito ufficiale)

Enti promotori

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Toscana

Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Firenze

Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti

Museo d’Orsay

Firenze Musei

Progettazione : Mauro Linari

Cura: Simonella Condemi e Rosanna Morozzi

Altre informazioni utili qui

Immagini dei quadri da qui

 
 

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L'Avanguardia russa, la Siberia e l'Oriente. Kandinsky, Malevič, Filonov, Gončarova a Palazzo Strozzi

Si inaugurerà oggi a Firenze la mostra L'Avanguardia russa, la Siberia e l'Oriente. Kandinsky, Malevič, Filonov, Gončarova a Palazzo Strozzi che rimarrà aperta fino al 19 gennaio 2014. Eccovi la presentazione del sito ufficiale del Palazzo (Le fotografie dei quadri sono tratte da vari siti linkati nella didascalia e da qui)

 

In programma a Palazzo Strozzi dal 27 settembre 2013, L’Avanguardia russa, la Siberia e l’Oriente è la prima mostra internazionale a riconoscere l’importanza fondamentale delle fonti orientali ed eurasiatiche nel Modernismo russo, sollecitando il visitatore a seguire i sedicenti “barbari” dell’Avanguardia nella loro scoperta di nuove sorgenti d’ispirazione. Le figure in pietra del Neolitico, i rituali sciamanici siberiani, le stampe popolari cinesi, le incisioni giapponesi, le teorie teosofiche e antroposofiche e la filosofia indiana, sono alcuni degli elementi che hanno ispirato i nuovi artisti e scrittori russi nello sviluppare le loro idee estetiche e teoretiche, poco prima della Rivoluzione d’ottobre del 1917.

I. Mashkov, Ritratto di signora in poltrona,  museo di belle arti di Ekaterinburg.

La mostra intende evocare questa attrazione e paura, allo stesso tempo, della cultura russa per l’esotico, ma anche per l’ignoto, per “l’altro”, che poteva essere sia lo spirito della taiga, l’incontaminato territorio dei deserti e della steppa o l’incontro con l’esponente di un'altra cultura, quella orientale: un aspetto che si rivela fondamentale nel Modernismo russo sia nell’arte che in letteratura.

Wassily Kandinsky, Due ovali (Composizione n. 218), 1919, olio su tela, San Pietroburgo, Museo di Stato Russo, © Wassily Kandinsky, by SIAE 2012

 L’Avanguardia russa, la Siberia e l’Oriente è dedicata a questa complessa relazione fra l’arte russa e l’Oriente – sia questo l’Oriente russo o l’Estremo Oriente – assegnando un ruolo di rilievo agli artisti radicali russi che influenzarono lo sviluppo dell’arte moderna ormai un secolo fa. Artisti come Léon Bakst, Alexandre Benois, Pavel Filonov, Natalia Gončarova, Wassily Kandinsky, Michail Larionov e Kazimir Malevič erano profondamente consapevoli dell’importanza dell’Oriente per la loro arte e contribuirono a un ricco dibattito (“Oriente o Occidente?”) che lasciò un segno profondo e permanente sulla teoria come sulla loro pratica artistica.

Head - Kazimir Malevich.  foto da qui

Ma la mostra mette anche in relazione gli esponenti principali dell’Avanguardia russa con altri artisti dell’epoca, altrettanto significativi benché forse meno noti, come Nikolai Kalmakov, Sergej Konenkov e Vasilij Vatagin, di cui alcune opere sono esposte in Occidente per la prima volta. (da www.palazzo Strozzi.it) 

In programma a Palazzo Strozzi dal settembre 2013, L’Avanguardia russa, la Siberia e l’Oriente è la prima mostra internazionale a riconoscere l’importanza fondamentale delle fonti orientali ed eurasiatiche nel Modernismo russo, sollecitando il visitatore a seguire i sedicenti “barbari” dell’Avanguardia nella loro scoperta di nuove sorgenti d’ispirazione. Le figure in pietra del Neolitico, i rituali sciamanici siberiani, le stampe popolari cinesi, le incisioni giapponesi, le teorie teosofiche e antroposofiche e la filosofia indiana, sono alcuni degli elementi che hanno ispirato i nuovi artisti e scrittori russi nello sviluppare le loro idee estetiche e teoretiche, poco prima della Rivoluzione d’ottobre del 1917. La mostra intende evocare questa attrazione e paura, allo stesso tempo, della cultura russa per l’esotico, ma anche per l’ignoto, per “l’altro”, che poteva essere sia lo spirito della taiga, l’incontaminato territorio dei deserti e della steppa o l’incontro con l’esponente di un'altra cultura, quella orientale: un aspetto che si rivela fondamentale nel Modernismo russo sia nell’arte che in letteratura.
L’Avanguardia russa, la Siberia e l’Oriente è dedicata a questa complessa relazione fra l’arte russa e l’Oriente – sia questo l’Oriente russo o l’Estremo Oriente – assegnando un ruolo di rilievo agli artisti radicali russi che influenzarono lo sviluppo dell’arte moderna ormai un secolo fa. Artisti come Léon Bakst, Alexandre Benois, Pavel Filonov, Natalia Gončarova, Wassily Kandinsky, Michail Larionov e Kazimir Malevič erano profondamente consapevoli dell’importanza dell’Oriente per la loro arte e contribuirono a un ricco dibattito (“Oriente o Occidente?”) che lasciò un segno profondo e permanente sulla teoria come sulla loro pratica artistica. Ma la mostra mette anche in relazione gli esponenti principali dell’Avanguardia russa con altri artisti dell’epoca, altrettanto significativi benché forse meno noti, come Nikolai Kalmakov, Sergej Konenkov e Vasilij Vatagin, di cui alcune opere sono esposte in Occidente per la prima volta.
1. Vasilievich Kandinskij, Mosca, Piazza Rossa , 1916, Mosca, Galleria statale Tret’jakov     2. Pavel Filonov, Animali, olio su cartone, cm. 36x44, San Pietroburgo, Museo Statale Russo   3. Natal'ja Goncarova, Il vuoto, olio su tela, cm. 80x106, 1913-1914, Mosca, Galleria Statale Tretjakov   4.Kazimir Malevic, Supremus n. 58, San Pietroburgo, olio su tela, cm. 79,5x70,5, San Pietroburgo, Museo Statale Russo;
1. Vasilievich Kandinskij, Mosca, Piazza Rossa , 1916, Mosca, Galleria statale Tret’jakov     2. Pavel Filonov, Animali, olio su cartone, cm. 36x44, San Pietroburgo, Museo Statale Russo   3. Natal'ja Goncarova, Il vuoto, olio su tela, cm. 80x106, 1913-1914, Mosca, Galleria Statale Tretjakov   4.Kazimir Malevic, Supremus n. 58, San Pietroburgo, olio su tela, cm. 79,5x70,5, San Pietroburgo, Museo Statale Russo;
1. Vasilievich Kandinskij, Mosca, Piazza Rossa , 1916, Mosca, Galleria statale Tret’jakov     2. Pavel Filonov, Animali, olio su cartone, cm. 36x44, San Pietroburgo, Museo Statale Russo   3. Natal'ja Goncarova, Il vuoto, olio su tela, cm. 80x106, 1913-1914, Mosca, Galleria Statale Tretjakov   4.Kazimir Malevic, Supremus n. 58, San Pietroburgo, olio su tela, cm. 79,5x70,5, San Pietroburgo, Museo Statale Russo;
1. Vasilievich Kandinskij, Mosca, Piazza Rossa , 1916, Mosca, Galleria statale Tret’jakov     2. Pavel Filonov, Animali, olio su cartone, cm. 36x44, San Pietroburgo, Museo Statale Russo   3. Natal'ja Goncarova, Il vuoto, olio su tela, cm. 80x106, 1913-1914, Mosca, Galleria Statale Tretjakov   4.Kazimir Malevic, Supremus n. 58, San Pietroburgo, olio su tela, cm. 79,5x70,5, San Pietroburgo, Museo Statale Russo;

1. Vasilievich Kandinskij, Mosca, Piazza Rossa , 1916, Mosca, Galleria statale Tret’jakov 2. Pavel Filonov, Animali, olio su cartone, cm. 36x44, San Pietroburgo, Museo Statale Russo 3. Natal'ja Goncarova, Il vuoto, olio su tela, cm. 80x106, 1913-1914, Mosca, Galleria Statale Tretjakov 4.Kazimir Malevic, Supremus n. 58, San Pietroburgo, olio su tela, cm. 79,5x70,5, San Pietroburgo, Museo Statale Russo;

qui per le informazioni sui biglietti.

Buona giornata a tutti

Dani

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Di Daniela

da qui

Questa estate, sul finire, ci ha regalato una notizia, passata quasi sotto silenzio, che invece ho trovato molto emozionante. Nel 1977 la NASA lanciò nello spazio una sonda spaziale chiamata, non a caso, Vojager I, con lo specifico scopo di passare vicino ai due giganti del sistema, Giove e Saturno e poi abbandonare il sistema solare, portando in se un messaggio inciso su un disco dorato, che dovrebbe presentare, ad un eventuale popolo alieno, la vita sulla terra, seppure la vita del 1977 :-)

PicMonkey Collage 

Nel corso di questi 36 anni la navicella ha girovagato, per così dire, per il sistema solare, avvicinando i pianeti ed inviandoci, come la gemella vojager II (ma con orbita diversa), immagini incredibili e bellissime, riprese da distanze molto ravvicinate e quindi più dettagliate rispetto a quelle ottenute in precedenza....

Questa per esempio è Io, la luna di Giove, che si è scoperto essere vulcanica,

questa, invece, la grande macchia rossa di Giove, oggetto di studi approfonditi

 e questo il suo anello, di cui si ignorava l'esistenza, 

mentre questi

sono quelli di Saturno (vojager 2) e questo

è Nettuno, con le sue incredibili enormi tempeste con venti che raggiungono 1.500 miglia all'ora, i più intensi venti nel sistema solare (macchie scure) e le sue macchie bianche, nubi nella sua atmosfera.

Ebbene quest'anno e precisamente poche settimane fa, il 25 agosto, si è saputo che la Vojager I è riuscita a varcare gli "angusti" confini del nostro sistema solare per vagare tra gli altri sistemi planetari della nostra galassia.

P1TP3YLC-U1020381165512WvG--640x360@LaStampa.it[1]

foto da qui e qui

E' emoziozionante... lo spazio inesplorato, senza confini...impensabile! Fra le stelle! Sappiamo già che, data la scarsissima potenza delle sue batterie al plutonio, quando sarà a 25 miliardi di km dalla terra, approssimativamente nel 2025, perderemo il suo segnale. La speranza di chi l'ha concepita, con una tecnologia che oggi farebbe sbellicare dalle risa uno smartphone qualunque, è quella che una qualche nave aliena si trovi prima o poi davanti questo piccolo oggetto e riesca a ricavarne informazioni che spingano i suoi abitanti a cercar di comunicare con noi.

Certo, se decidessero di risponderci, probabilmente considerandoci trogloditi ci parlerebbero in un modo così elementare, che non comprenderemmo neppure... Ma tanto, come fa osservare in un suo articolo V. Sabadin, "la sonda impiegherà 40.000 anni per arrivare in un altro sistema planetario e in quell'epoca gli esseri umani non ricorderanno nemmeno più che una volta esistevano nastri a 8 piste e grammofoni a 16 giri". Certo, questo se ci saremo ancora e se ricorderemo di aver spedito, nell'immenso universo, una piccola scatola di latta con dentro vecchie notizie di noi.....

foto da qui

Da amante della fantascienza non posso non ricordare, a questo proposito, la trama di Star Trek: The Motion Picture... una sonda Vojager (V'ger) ne era protagonista... e si ritrovava sulla strada dell'Ammiraglio Kirk e... Vabbè, ma questa è un'altra storia :-)

pale-blue-dot 

Un utimo pensiero legato a questa fotonel 1990 Voyager 1 è voltato verso la Terra e le sue telecamere hanno ripreso questa immagine del nostro pianeta, da 3,7 miliardi miglia di distanza. Le bande di colore sono il risultato della dispersione della luce solare attraverso l'obiettivo. La Terra appare come un puntino blu all'interno della banda di luce rossa a destra nell'immagine. Quella che segue è la riflessione di Carl Sagan astronomo, divulgatore scientifico, autore di fantascienza statunitense e uno degli ideatori del golden record, nel guardarla.

“Our posturings, our imagined self-importance, the delusion that we have some privileged position in the Universe, are challenged by this point of pale light. Our planet is a lonely speck in the great enveloping cosmic dark. (I nostri atteggiamenti, la nostra immaginata auto-importanza, l'illusione che abbiamo di avere una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono sfidate da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta non è che un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico).” 

Null'altro da aggiungere.

Bruschette Corse 

La Bruschetta Corsa e...gli infiniti spazi siderali!!!!!

Da  Emilia Valli, 100 ricette con la frutta. Newton&Compton ed.

Ingredienti

300 gr di fichi freschi (del mio albero)

4 acciughe salate

2 cucchiai di parmigiano grattugiato

2 porri (cipolline fresche dell'orto per me)

un filone di pane raffermo (o pane azzimo in alternativa)

1 cucchiaio di olio

sale e pepe

DSCF1585a 

Affettate il pane, tagliandolo a fette un po' diagonali; sistemate queste fette su di una griglia e fatele tostare in forno scaldato a calore medio (r riscaldate dei rettangoli di pane azzimo). Sbucciate intanto i fichi, fateli a pezzi e raccoglieteli in una grande ciotola. Pestateli con un mestolo di legno o con una forchetta e riduceteli in crema; quindi incorporatevi il formaggio e l'olio, un pizzico di sale e uno di pepe. Pulite le acciughe: raschiatele per dissalarle, diliscatele e salatele; poi spezzettatele.

DSCF1556 

Quando le fette di pane saranno dorate, levatele dal forno e spalmatele con la crema di fichi. Sistematele su un vassoio e cospargetele di pezzetti di acciughe e di anelli sottili di porro (o, nel mio caso di sipolline fresche), spolveratevi del pepe macinato al momento e servite subito.

Non avrei mai pensato potessero essere così...intriganti! Eccellenti, fresche e originali.

Buona giornata

Dani 

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di Daniela

Una giornata di sole splendidamente settembrina: luce, temperatura e colori sono esattamente quelli che dovrebbero essere in questa stagione. L'invito ricevuto parla chiaro: 11,30, Ernesto Meda Loft, via Col di Lana 8, in zona Navigli.

Quindi, parto da casa per tempo, trovo tutto quello che devo trovare al posto in cui me lo aspetto, tram compreso; ho il tempo di guardarmi intorno con tranquillità e di godermi una città dove le lingue che ascolti parlare per strada e sui mezzi pubblici sono sempre più varie, indovino la fermata giusta. La strada è una strada come tante a Milano, scorro i numeri, trovo quello che cerco, svolto all'interno di un cortile e... bam! Mi ritrovo improvvisamente, come per magia, in un ambiente incredibile, quasi ottocentesco!

case di ringhiera 

Quattro cortili, uno che nasce dove il precedente si spegne, archi a dividerli, in alto case di ringhiera, un po' trascurate. Vecchie porte di botteghe o di attività industriali ormai dismesse da tempo, a testimoniare un'epoca diversa, alcune ristrutturate e recuperate, altre no.

Selciato per terra, tinte decise qua e la scrostate sui muri, segni di rimaneggiamento alle finestre originali: unica nota decisamente stonata le automobili... 

case di ringhiera 1 

Poi altro colpo di scena: sotto uno di questi archi una porticina; si apre e dentro, improvvisamente, eccoci ritornati nel XXI secolo: cucine super hightech, il bianco a dominare su vecchie travi a vista, che reggono il tetto e luminosissime vecchie finestre alte, in legno, acciaio e cristallo: davvero una scelta interessante e piacevole!

DSCF1359 

E qui è iniziato anche il buono, a far compagnia al bello e al pittoresco che finora ci hanno accompagnato, nella più classica delle concezioni di sempre: siamo entrati nella fase "Parmigiano Reggiano Academy". Un'esperienza piacevolissima! 

DSCF1376 

La mattinata è passata tra foto, informazioni e, soprattutto assaggi, che ci hanno raccontato la realtà di questo capolavoro di gusto e di passione che è il Parmigian\o. Il nostro ospite, Igino Morini, ci ha guidato, attraverso curiosità e notizie, nella realtà del consorzio che produce il formaggio e ci ha insegnato, prima con suggerimenti specifici e dettagli tecnici e poi praticamente, come si assaggia, si gusta e si riconosce ogni aspetto di questa delizia, compresa la sua stagionatura, passando attraverso un'attenta analisi organolettica e sensoriale. 

DSCF1360

Igino ci ha parlato delle tecniche di preparazione, della naturale esaltazione dei sapori del parmigiano, dei suoi tempi naturali di maturazione, delle cure e dei controlli, insomma di tutto quello che fa di questo formaggio, un'eccellenza italiana nota in tutto il mondo. 
DSCF1505 
Insieme agli altri foodblogger presenti siamo stati così bravi nel seguire le istruzioni e nello scoprire il gusto da meritare addirittura la coccarda che vedete qui sotto! 
coccarda_blogger
Anzi , se vi volete divertire ed imparare pure qualcosa di interessante, potreste andare sul sito ufficiale del Parmigiano Reggiano e tentare anche voi l'avventura dell'assaggio! 
L'incontro si è concluso con una bellissma esperienza, a cui non avevo mai assistito "in diretta" : l'apertura (e il successivo assaggio) di una forma del 2011, seguito da qualche utilissimo suggerimento sulla conservazione casalinga del parmigiano...
Collage Parmi
 Il profumo che si sprigiona dalla forma è intensissimo e il sapore... eccellente. 
Abbiamo concluso questa bella e godibilissima riunione catapultandoci, di nuovo, agli inizi del secolo scorso: siamo infatti stati ospiti dell'organizzazione nel quarto ed ultimo cortile della via, nelle Fonderie Milanesi, in un ambiente che era una vecchia fonderia d'arte e poi un'officina di un collezionista di moto d'epoca, ristrutturato come ristorante, dove abbiamo assaggiato ottimi piatti, tutti a base di parmigiano di varie stagionature, ben presentati ed originali.
PicMonkey Collage Ispirata da cotanto esempio, ho pensato perciò di concludere questo breve escursus sulla giornata accompagnandomi con un godurioso piatto, che credo incontrerà il gusto di tutti i golosi...
Gelato al parmigiano e miele con croccante al miele e sesamo
Il Parmigiano Reggiano, la  Milano nascosta e il gelato al parmigiano e miele, con croccante di sesamo
Una gustosa rivisitazione del gelato presentato da Ale un paio di anni fa.
Per il "gelato"
350 g  di panna da montare fresca
200 g di Parmigiano Reggiano (bollino ORO, oltre 30 mesi, per me)
1 cucchiaio colmo di miele rododendro (o acacia)
croccante al sesamo
semi di sesamo 3 o 4 cucchiai colmi
100 g zucchero
10 g miele di rododendro (o acacia)
DSCF1528 
Saltate i semini per 3 min in una padella antiaderente
Sciogliete zucchero e miele e quando l'insieme comincia a diventare dorata mettere i semi far cuocere 2 minuti per far si che lo zucchero si sciolga completamente. E' tutto pronto quando per la cucina si spande quello squisito "profumo di fiera" o di "baracconi" che ci accompagna fin da quando eravamo piccoli: così speciale che non si può non riconoscere! Rovesciate su carta forno il croccante di un bel color oro intenso, ricopritelo con un altro foglio di carta forno e rendete sottile a piacere schiacciandolo con il mattarello. Attenzione alle ustioni, mi raccomando, nel maneggiarlo.
Quando è tiepido si può lavorare agevolmente, dandogli forme particolari o tagliandolo con una lama affilata per ricavarne, come ho fatto io, forme regolari
DSCF1532 
In un pentolino, scaldate la panna fin quasi al punto di ebollizione su fuoco medio: aggiungete il miele, che richiama il sapore del croccante. Appena sciolto versatevi il Parmigiano tutto insieme e mescolate bene fino a far amalgamare e sciogliere tutti gli ingredienti. Togliete dal fuoco: filtrate il liquido e versatelo direttamente in un contenitore. Mettete in frigo per almeno sei ore o in freezer per circa un'oretta ed è pronto da gustare. L'ho accompagnato con triangoli di croccante, che rinforzano leggermente la parte dolce del tutto, aggiungendo ancora un tocco aromatico con il sapore deciso dei semi di sesamo. 
Per i golosi, pura stasi!
Buona settimana a tutti
Dani

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:-)

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