Pollaiolo a Milano,

Pollaiolo a Milano, Modigliani a Pisa e un Antipasto Chic per una cena di festa.

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Pollaiolo e Modigliani, due mostre da non perdere e un antipasto sfizioso da assaggiare...

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Piccola curiosità, se avete voglia di avere anche voi il ritratto, anche se fotografico, eseguito da grandi interpreti della fotografia, leggete il pezzo fino all'ultima parte in grassetto...

Questa straordinaria mostra, realizzata grazie al sostegno di Fondazione Bracco (Main Partner), ruota intorno al simbolo del museo, il celebre Ritratto di giovane donna dipinto da Piero del Pollaiolo intorno al 1470.

Considerato uno dei massimi capolavori della ritrattistica fiorentina del Rinascimento, questo dipinto su tavola viene esposto, per la prima volta nella sua storia, accanto alle sue tre “sorelle.” Raccogliendo varie tipologie di opere - come dipinti, disegni, sculture, gioielli e ricami -, la mostra si propone di mettere in luce il talento a tutto tondo dei fratelli Pollaiolo, così come la diversità di tecniche sperimentate nella loro bottega. 

L’importanza di questa esposizione risiede non solo nella elevata qualità delle opere riunite, ma anche nel contributo all’eterno dibattito sulle questioni attributive. Fino ad oggi, infatti, i critici hanno espresso opinioni divergenti sulla divisione di mani delle opere tra i due fratelli. Visitando la mostra Le dame dei Pollaiolo. Una bottega fiorentina del Rinascimento, avrete l’opportunità di scoprire l’innovativa lettura critica proposta dai curatori. Mentre Piero viene presentato come l’assoluto maestro della tecnica pittorica, Antonio viene celebrato per il suo indiscutibile primato nella scultura e per l’ingegno delle composizioni.

A corollario e a completamento della mostra sono previste molteplici iniziative diffuse sul territorio cittadino e rivolte a tutti. Esse consentono al pubblico di vivere approfondimenti legati al tema della bellezza femminile dal Rinascimento ad oggi. Tra le attività in programma sono previsti dibattiti e conferenze, spettacoli teatrali, itinerari speciali condivisi con i Musei della città, concerti e shooting fotografici. Questi ultimi – dal titolo “Ad ogni dama il suo profilo” - sono allestiti in alcuni luoghi simbolo della città e vedono impegnati protagonisti della scena nazionale accanto a giovani promettenti fotografi. Il pubblico femminile, invitato a disporsi di profilo, è protagonista di scatti che sono poi diffusi on line, sui media istituzionali del Museo e su alcune delle principali testate nazionali. Dal Sito uff del museo

In mostra nelle suggestive sale di Palazzo Blu di Pisa, una ricca e attenta selezione di opereprovenienti dal Centre Pompidou di Parigi insieme a magnifici capolavori provenienti dalle principali collezioni pubbliche e private, italiane e straniere ricreeranno l’atmosfera culturale in cui maturò la straordinaria ed entusiasmante esperienza della pittura dell’epocae la vicenda artistica di Modigliani dal periodo della sua formazione a Livorno fino al suo trasferimento a Parigi, nel 1906, nella costante e irrequieta ricerca del nuovo.

E’ nella Parigi della cultura avanguardista, dei fauves, tra amici quali Marc Chagall, Max Jacob, Georges Braque, Jean Cocteau che il dissoluto artista e tombeur de femmes, matura la sua poetica artistica, influenzato fortemente da Picasso, Toulouse-Lautrec e Cézanne.


Insieme alle opere di Modì, saranno presenti anche i grandi capolavori di artisti dell’epoca, suoi contemporanei e compagni di avventure a Montparnasse tra i quali Chaim Soutine, Pablo Picasso, Marc Chagall, Fernand Léger e tante figure popolari come Maurice Utrillo,Suzanne Valadon, André Derain o Raoul Dufy, Juan Gris e Gino Severini.

A completare il percorso espositivo, una significativa selezione di sculture di Modigliani e dei grandi scultori dell’epoca come il celebre Constantin Brancusi e ancora una eccezionale serie di fotografie scattate da Brancusi stesso.

La curatela scientifica è affidata a Jean Michel Bouhours, accreditato studioso di Modigliani e curatore del dipartimento delle collezioni moderne del Centre Pompidou di Parigi. Un’opportunità unica, dunque, per rivisitare una fondamentale stagione culturale che ha influenzato l’intera produzione artistica europea. (Dal sito di Palazzo Blu)

 

Bicchierini con petto d'anatra affumicato

da la Cucina del Corriere 12/2012

Pollaiolo a Milano, Modigliani a Pisa e un Antipasto Chic per una cena di festa.

Ingredienti per 4

300 g di petto d'anatra affumicato

200 g di foie gras

200 g di fornaggio fresco cremoso

200 g di spinaci

2 nocciole sgusciate

2 foglioline di prezzemolo

olio evo

sale e pepe qb

 

Tagliate il petto d'anatra a fette spesse circa 1/2 cm. Riducete il foie gras a piccoli parallelepipedi (Sic. Ma penso possano andare anche i soliti cubetti!  ndr)

Lavate molto bene gli spinaci, scolateli e raccoglieteli in una casseruolina con pochissima acqua, che appena copra le foglie; salateli leggermente, incoperchiate e fate cuocere da quando bolle l'acqua, per 4 o 5 minuti. Scolateli, passateli in acqua fredda quanto basta per intiepidirli, quindi strizzateli, raccoglieteli in una terrina, tritateli e conditeli con un cucchiaio di olio.

Spezzetate le nocciole in un mortaio battendole appena con il pestello. Lavate e asciugate le foglie di prezzemolo.

Disponete nei bicchieri, in successione, gli spinaci, il formaggio cremoso (lavorato con un cucchiaio per renderlo una crema), quindi le fettine di petto d'anatra e il fois gras. Completate la preparazione cospargendo con le nocciole, una macinata di pepe e le foglie di prezzemolo, quindi servite.

E' un antipasto perfetto anche per unìoccasione speciale, cene di Natale comprese: è molto chic!

PS la foto che vedete è una specie di collage tra il mio foie gras e l'immagine della rivista, una specie di prova: la sostituirò alla prossima cena speciale :-)

Sperando di avervi dato qualche suggerimento interessante, alle porte del fine settimana, auguro a tutti una buona giornata

Daniela

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paté

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Mia suocera era una

Mia suocera era una donna incredibile. Molto intelligente, sensibile, colta, figlia di musicista, nipote di pittori (zio e nonno), nata immersa nella musica e nell'arte, era, per sovrammercato, molto ironica e spiritosa, con un po' di coda di paglia ;-)...

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Ancora un dolce eccellente e profumato e un ricordo prezioso...

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Mia suocera era una donna incredibile. Molto intelligente, sensibile, colta, figlia di musicista, nipote di pittori (zio e nonno), nata immersa nella musica e nell'arte, era, per sovrammercato, molto ironica e spiritosa, con un po' di coda di paglia ;-) e molto buona, una dote rara e preziosa, che apprezzo infinitamente, come apprezzavo di lei anche le discussioni che qualche volta avevamo e il suo amore incondizionato e sconfinato di nonna, che le aveva guadagnato altrettanto amore dai suoi nipoti, creandole con loro un rapporto splendido.

Con tutto ciò, non aveva un carattere semplice: sapeva farsi rispettare, diceva sempre la sua, senza essere offensiva o pedante, era chiara e decisa, con una forte personalità... ma un po' pigra e amante delle sue comodità...

miste bellissime (9) 

La  prendevamo spesso in giro per questa cosa, perchè le dicevamo che la sua aria di "morbidezza" nel muoversi, le veniva dall'aria di Napoli, che lei aveva respirato per poco tempo alla nascita:diceva che era vero e ne era felicissima, e ci raccontava che già suo marito, per scherzare, la chiamava "donna Stena"... lei che era alta un metro e cinquanta, pesava un nulla, era bionda con occhi scuri, da cerbiatto, e metteva in riga tutti quanti... Anche il nome era particolare: si chiamava come la prima opera composta dal suo papà, cosa che la rendeva orgogliosissima.

E' difficile poter raccontare in poche righe tutto ciò che la rendeva speciale ai miei occhi, il suo incrollabile positivismo, la sua forza e la sua sensibilità, ma decisamente su un paio di cose non è che fosse proprio ferratissima: innanzitutto il suo adorato caffè. Faceva un caffè che era davvero terribile, con la sua piccola moka e addirittura lo trovava eccellente anche riscaldato. Era diventato la favola della famiglia, la mitica "crema d'Arabia della nonna"!! E poi la pizza... era terribile, ma lei sosteneva che, essendo nata, seppur di passaggio, a Napoli, non poteva che essere una pizzaiola provetta... No, non lo era proprio!!!

miste bellissime (6) 

Bene, una volta, anni fa, certo più di 10, ero incuriosita dal suo calendario Paneangeli, che a lei piaceva moltissimo e che aveva per ogni mese una ricetta dedicata.  C'era anche la torta di rose e io avrei voluto prepararla con lei... Ma si sa come vanno queste cose, "ma si, prima o poi la prepariamo", "si, appena abbiamo un attimo..." e così il tempo è passato, l'anno terminato e il calendario o meglio la parte delle ricette, lo ha dato a me, per "provare" qualcosa da farle assaggiare e io l'ho messo da parte e dimenticato.

Ma proprio l'altro giorno, mentre con Giorgia pensavamo di dedicare qualche ricetta ai lievitati, scartabellando fra le mie riviste mi è venuto in mano, a proposito.

Così adesso la ricetta della torta di rose l'ho provata, ne sono rimasta conquistata e la dedico a lei, che avrà sempre un posto speciale nel mio cuore...

Torta di Rose alle mele, cannella e uvetta al Brandy

La ricetta di oggi è preparata con il lievito di birra, ed è ricca e soffice, ma, se lo preferite qui potrete trovare la versione con lievito madre, altrettanto gustosa e profumata...

Torta di rose mela, uvetta al Brandy e cannella e una suocera da tenere nel cuore...

La ricetta originale è leggermente diversa: ho apportato qualche variazione nel ripieno e nella quantità di zucchero e ho scelto una rifinitura per l'insieme, ma per il resto ho seguito le istruzioni...

Ingredienti per una tortiera di 26 cm

farina00 500 g
burro 80 g 
zucchero 80 g
arancia 1 (buccia grattugiata)
estrattto di vaniglia 4 cucchiaini  
sale 1 cucchiaino raso
uova 2 intere
lievito 25 g fresco o 1 bustina tipo Mastro formaio Paneangeli
Per farcire  
cannella 1 cucchiaio
mela 1 (fuji o renetta)
zucchero 100 g (50g bianco, 50g di canna)
burro 100 g (ne bastano anche 80g)
uvetta  una manciata
brandy
1 bicchierino
per la rifinitura  
zucchero a velo  

 

rose 

Mettete a macerare in un contenitore con del brandy (1/2 bicchierino)

Setacciate la farina in una terrina larga e mescolatevi una bustina di lievito di birra disidratato a lunga lievitazione, come il mastro fornaio Paneangeli, oppure, sciogliete nel latte tiepido un cubetto di lievito fresco (25g)

Fate  un buco al centro della  farina e versatevi lo zucchero, l'estratto di vaniglia, il sale, la scorza di l'arancia, le uova e il burro morbidissimo.

Amalgamate il tutto con una forchetta, aggiungendo un po’ per volta il latte tiepido.

Lavorate l’impasto sul piano del tavolo infarinato per almeno 10 minuti, allargandolo con i pugni chiusi, riavvolgendolo e sbattendolo sul tavolo fino al completo assorbimento del liquido.

Se preferite, invece, usate la planetaria con il gancio per impastare e fate lavorare l'impasto a velocità medioalta per 10 minuti.

Rimettere l’impasto nella terrina infarinata, coprirla con un canovaccio umido e ponetelo a lievitare in luogo tiepido, fino a quando il suo volume sarà raddoppiato (1 ora e mezza circa).

Per la farcitura lavorare il burro a crema, aggiungendo gradatamente lo zucchero. Per gusto personale ho usato 50 g di zucchero semolato bianco e 50 g di canna..

Con un matterello stendete l’impasto ben lievitato in una sfoglia rettangolare (35x50 cm circa), spalmarvi la crema di burro, le fettine di mela non sottilissime e l'uvetta strizzata, e quindi arrotolate la sfoglia dal lato più lungo.

Tagliare il rotolo in 12 pezzi uguali e sistemarli in uno stampo (diametro 26 cm) imburrato e/o con la base foderata con carta da forno. Porre a lievitare una seconda volta in luogo tiepido per 20 minuti circa. Io ne avevo uno da 22 cm e così ho preparato una torta e due "rose" monoporzione in due pirottini da muffin in silicone.

Prima di infornarla spolverate sulla torta dello zucchero a velo che le darà un aspetto più lucido.

Cuocete per 20-30 minuti nella parte media del forno preriscaldato (elettrico: 200-220°C, ventilato: 190-210 °C, a gas: 210-230°C). 

L'interno è sofficissimo e burroso, l'esterno leggermente croccante...

Fate attenzione può dare dipendenza.... :-))))

Buona giornata 

Daniela

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clementine

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