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Non esiste che la figura, il paesaggio è nulla, non dovrebbe che essere un accessorio. Il paesaggio dovrebbe essere usato solo per rendere più intelliggibile il carattere della figura.
H.Toulouse-Lautrec

Douglas Cooper, Toulouse-Lautrec

Museo dell’Ara Pacis, Nuovo spazio espositivo Ara Pacis
Dal 4 dicembre 2015 all’ 8 maggio 2016

 

La mostra, consentirà di portare a Roma il fiore della raccolta di opere di Toulouse-Lautrec conservata al Museo di Belle Arti di Budapest (Szépmű vészeti Múzeum), uno dei più importanti in Europa, con capolavori che vanno dal Medioevo al Novecento.

In occasione dell’esposizione romana, curata da Zsuzsa Gonda e Kata Bodor, circa 170 litografie della collezione (tra cui otto affiches di grande formato e due cover degli album della cantante, attrice e scrittrice francese Yvette Guilbert con circa 10 litografie) lasceranno Budapest per essere esposte al Museo dell’Ara Pacis dal 4 dicembre 2015 all’8 maggio 2016.

Attraverso questa esposizione sarà possibile conoscere a tutto tondo l’opera grafica di Toulouse-Lautrec: manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali sono autentiche rarità perché stampate in tirature limitate, firmate e numerate e corredate dalla dedica dell’artista

Nel sito ufficiale del museo dell'Ara Pacis, troverete anche tutte le informazioni necessarie per raggiungere la sede espositiva e per orari e biglietti.

Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.

Un dolce semplice ma perfetto per il freddo, accompagnato dalla tazza di tè o da un caffè nero, per ritagliarsi un momento di competo relax...

 

 

Treccia dolce (con uvetta, pinoli e nocciole)

Ho trovato questa ricetta mentre, come spesso mi accade ultimamente, girovagavo per il web alla ricerc di una ricetta dolce da preparare utilizzando gli esuberi di pasta madre.... 

L'ho trovata davvero deliziosa e devo dire molto semplice da preparare, ma equilibrata e perfettamente soffice e golosa, semplice anche da arricchire seguendo il proprio gusto.

Ecco cosa ne è venuto fuori. 

Grazie mille dell'idea Sophia!

Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.

Ingredienti:

400 gr di farina manitoba
100 gr di farina di farro (o integrale)
200 gr di lievito madre
2 tuorli d’uovo bio
120 gr di zucchero di canna
40 gr di burro
60 gr di olio di semi di mais
200 gr di latte intero
1 cucchiaino di sale

Uvetta, pinoli, nocciole, cannella e zucchero di canna a piacere per il ripieno (facoltativo)

treccia dolce 

Procedimento:
Impastare la farina con il lievito madre (rinfrescato la sera precedente). Unire i due tuorli, lo zucchero di canna ed il latte leggermente tiepido.
Impastare bene ed aggiungere per ultimo olio e burro a pezzetti, infine il sale.
Far lievitare in una ciotola coperta per circa 12 ore in un luogo al riparo da correnti d'aria (perfetto anche il forno spento e chiuso)
Trascorso il tempo dividere l’impasto in 3 parti uguali.

Prendete la prima e lavoratela appena, allargandola e disponendo all'interno, se vi fa piacere uno degli ingredienti scelti per il ripieno che, ripeto, sono facoltativi. Chiudetela a formare un salsicciotto e tiratela lavorandola bene: otterreteun filoncino lungo circa 50 cm.
Fate lo stesso con le altre due parti e quindi formate la treccia posizionandola su una teglia ricoperta da carta forno. Ho ottenuto una treccia lunga 40 cm.

Personalmente ho riempito i tre filoncini uno con zucchero di canna e cannella, uno con  l'uvetta anmmorbidita nel cognac e acqua per circa mezz'ora, e uno con pinoli e nocciole spezzettate grossolanamente.

Far lievitare altre 3 ore in luogo tiepido e poi spennellatela con una chiara d'uovo leggermente sbattuta e magari, come me, con un po' di granella di zuccherino 

Infornare per 30 minuti circa a 200 °C . Se vi si dovesse colorire troppo la superficie, potrete coprirla per gli ultimi 10 minut con un foglio di carta forno o di alluminio.

Estraetela dal forno e fatela raffreddare prima di servirla. La crosticina che si forma in superficie è sottile, fragrante e dorata, mentre l'interno rimane morbidissmo e profumato.

Vi lascio immaginare l'aroma e il sapore...

Buona giornata

Daniela

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E' gravissima la ferita inferta al patrimonio artistico italiano a Verona, con la scomparsa di 17 quadri, alcuni di grandissimo valore, al Museo civico di Castelvecchio. Tra le opere trafugate, sei dipinti del Tintoretto e capolavori di Peter Paul Rubens, Pisanello, Mantegna, Jacopo Bellini, Giovanni Francesco Caroto, Hans de Jode e Giovanni Benini. Il valore stimato delle opere rubate è compreso tra i 10 e i 15 milioni di euro. Un crimine destinato a innescare interrogativi e polemiche sulla effettiva tutela del "petrolio" nazionale, il patrimonio artistico. Per il sindaco di Verona Flavio Tosi si è trattato di un furto su commissione. L'autorità giudiziaria ha delegato il Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dei Carabinieri a seguire le indagini. Al momento, nessun commento è giunto dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Che, ironia della sorte, ieri è intervenuto all'inaugurazione al Quirinale di una mostra dedicata a due opere trafugate e recuperate dal Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale dei carabinieri e in giornata è atteso a Sarajevo.

Al Museo Civico di Castelvecchio, più che un furto, è andata in scena una vera e propria rapina. La cui dinamica, dopo una giornata di verifiche, la illustra a Repubblica in serata il capo dell'Ufficio Stampa del Comune, Roberto Bolis. "Erano in tre, due armati, a volto coperto. In quel momento, verso le 19,30, poco prima della chiusura, al museo era in corso il passaggio di consegne tra il personale, che di giorno è di almeno 11 persone, ma che a quell'ora è ridotto alla sola cassiera, e l'agente della vigilanza notturna. La guarda giurata ispeziona le sale per verificare che non ci sia nessuno, quindi torna all'ingresso e manda via la cassiera. Ecco, il furto è avvenuto in quel passaggio". Un varco, una falla, in chiusura ma a museo ancora aperto, quando i sistemi di allarme, in particolare i sensori volumetrici, collegati con la centrale operativa dell'istituto di vigilanza, non sono ancora attivati. I tre hanno immobilizzato la guardia giurata e imbavagliato la cassiera con nastro adesivo. Mentre due ladri costringevano il vigilante ad accompagnarli nelle sale dove hanno rubato i quadri, il terzo piantonava la cassiera. Alcune tele sono state rimosse dalle cornici e arrotolate, altre no. Per allontanarsi, i tre hanno utililizzato l'auto della guardia giurata, probabile che poi abbiano trasbordato le opere su un'altra vettura." Dal sito di Repubblica, articolo di Paolo Gallori.

Eccovi le immagini delle opere rubate, secondo l'ordine dell'elenco 

Immagini da http://www.artribune.com/
Immagini da http://www.artribune.com/
Immagini da http://www.artribune.com/
Immagini da http://www.artribune.com/
Immagini da http://www.artribune.com/
Immagini da http://www.artribune.com/
Immagini da http://www.artribune.com/
Immagini da http://www.artribune.com/
Immagini da http://www.artribune.com/
Immagini da http://www.artribune.com/
Immagini da http://www.artribune.com/
Immagini da http://www.artribune.com/
Immagini da http://www.artribune.com/
Immagini da http://www.artribune.com/
Immagini da http://www.artribune.com/
Immagini da http://www.artribune.com/

Immagini da http://www.artribune.com/

  1. «Madonna col bambino, detta madonna della quaglia» di Antonio Pisano detto Pisanello;
  2. «San Girolamo penitente» di Jacopo Bellini;
  3. «Sacra famiglia con una santa» di Andrea Mantegna;
  4. «Ritratto di giovane con disegno infantile» e
  5. «Ritratto di giovane benedettino» di Giovanni Francesco Caroto;
  6. «Madonna allattante»,
  7. «Trasporto dell’arca dell’alleanza»,
  8. «Banchetto di Baltassar»,
  9. «Sansone» e
  10. «Giudizio di Salomone» di Jacopo Tintoretto;
  11. «Ritratto maschile» della cerchia di Jacopo Tintoretto;
  12. «Ritratto di ammiraglio veneziano» di Domenico Tintoretto;
  13. «Ritratto di ammiraglio veneziano» della Bottega di Domenico Tintoretto;
  14. «Dama delle licnidi» di Peter Paul Rubens;
  15. «Paesaggio» e
  16. «Porto di mare» di Hans de Jode e
  17. «Ritratto di Girolamo Pompei» di Giovanni Benini

 

Non c'è molto da aggiungere... Speriamo che in qualche modo queste meravigliose opere possano essere ritrovate per riavere il loro posto nel meraviglioso patrimonio artistico del nostro Paese...

 

Torta soffice al cioccolato con confettura di frutti di bosco.

 

Del furto rocambolesco al museo di Castelvecchio e di una torta al cioccolato golosa.

La ricetta della torta l'ho trovata in questo post di Barbie72, che la propone semplice.  

A me è piaciuta l'idea di aggiungere una leggera nota acida, con la confettura di frutti di bosco regalano al goloso sapore di cioccolato della torta: la ricetta è qui su MT, ma potete usare ciò che più vi piace per aggiungere sapore alla vostra

Ingredienti per una tortiera da 24 cm:

260 gr di farina per dolci (oppure 200 gr di farina 00 e 60 gr di amido o fecola)

una bustina di lievito vanigliato per dolci

un pizzico di sale

55 gr di burro morbido

3 uova a temperatura ambiente

2 cucchiaini di estratto di vaniglia (oppure scorza di mezza arancia)

250 ml di latte a temperatura ambiente

330 gr di zucchero

115 gr di cioccolato fondente extra amaro

torta soffice al cioccolato 

Preriscaldate il forno a 180°C statico

Fate fondere in cioccolato nel microonde o a bagno maria e tenetelo da parte. 

In una ciotola capiente mescolate la farina, il lievito per dolci e il sale.

Lavorate a crema il burro morbido, e poi aggiungete un pò alla volta 260 g di zucchero, prelevati dai 330 preparati: otterrete delle briciole.

Aggiungete 3 tuorli e amalgamate.

Ora, aggiungete il cioccolato fuso, poi gli ingredienti secchi, alternandoli con i 250 ml di latte.

Montate a neve gli albumi e, quando sono a neve ferma, aggiungete gradatamente 70 gr di zucchero fino ad avere una massa soda e lucida.

PICT6970 

Aggiungete gli albumi all'impasto, mecolando dall'alto verso il basso per non smontare il composto.

Mettete nello stampo da 24 cm, imburrato ed infarinato.(ma la quantità "regge2 anche una tortiera da 25 0 26 cm)

Cuocete in forno a 175 gradi per 40 minuti a forno statico. Fate comunque la prova stecchino prima di estrarla dal forno.  Lasciatela raffreddare su una gratella.

Appena sarà fredda dividetela a metà orizzontalmente e spalmate generosamente l'interno con la confettura di frutti rossi o di frutti di bosco  

Spero perdonerete l'incredibile bruttezza delle foto, che non rende affatto giustizia alla bontà della torta! Ma io e il flash proprio viaggiamo su terreni distanti, in universi paralleli probabilmente, e non riusciamo a capirci: vi chiedo un atto di fiducia, quando vi dico che la realtà è decisamente più accattivante :-). Stamani ho aggiunto un paio di foto con luce naturale... Un po' più aderenti alla realtà...

PICT6989

Forse quest'ultima rende un po' meglio l'idea: è una torta semplicemente deiziosa... soffice. alta, dolce ma non troppo, con un ricco strato di voluttuosa marmellata, cosparsa di semplice zucchero a velo... Una golosità assoluta!

Buona giornata a tutti

Daniela

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Addio ad una grande voce... ed un pane di farro saporito per profumare di buono la cucina...

Ho tre figlie, come spesso ho raccontato nel corso di questi anni passati con voi chiacchierando su menu turistico, e con loro ho naturalmente attraversato mondi meravigliosi che mi hanno entusiasmato, ho rivisitato emozioni che ricordavo ancora di quando io ero piaccola, un miliardo di anni fa, e ho potuto godere anche di piccole gioie, di piccole scoperte che hanno reso loro felici e me emozionata.

Ricordo ancora, per esempio, la prima volta che la mia bimba n.1 ha sperimentato la magia del cinema.... Era il 1991 ed era appena uscito nelle sale cinematografiche uno dei capolavori a cartoni animati di Walt Disey, La bella e la bestia. Lei adorava, come molte bimbe, le storie di principesse, di eroi e di buone e belle fanciulle dai lunghi capelli e così ho pensato di portarla a vedere una fiaba che amavo anche io quando ero piccola, e così siamo andate al cinema insieme.

Lei era piccolissima e, una volta seduta sulla sua poltrona nella grande sala, aspettava tutta emozionata di vedere lo schermo illuminarsi, come le avevo spiegato... ma avevo scordato di dirle che si sarebbero spente le luci e saremmo rimaste al buio!

Così appena la sala si oscurò, lei con una certa preoccupazione si strinse ame, appoggiandomi la testina sull'avambraccio e rimase immobile con gli occhi sgranati ad aspettare l'inizio della storia.... Ricordo ancora come iniziava: qualche nota, le immagini del paesaggio e una voce meravigliosa che ìniziava a raccontare le vicende di un giovane principe; dalla prima parola io la riconobbi immediatamente e la mia piccoa iniziò a rilassarsi, presa dal fluire di toni dolci e caldi, di una musicalità preziosa, che incantava... era la voce di Nando Gazzolo.

Da qualche giorno quella splendida voce si è spenta, lasciando una folla di ricordi dei momenti che aveva saputo accompagnare, accarezzare con la sua perfetta dizione, il suo stile personale e la sua morbidezza così avvolgente. Non importa se leggesse poesie, spot, storie, favole, o regalasse spessore recitativo a visi di grandi attori stranieri: la si riconosceva tra mille ed era bellissimo abbandonarsi al suo suono ed apprezzare le corde che sapeva toccare e le sfumature che poteva rendere quasi tangibili.

Grazie, grazie mille per tutte le emozioni che ci ha regalato, che ci hanno accampagnato fin da piccoli e fino a toccare i cuori dei nostri bambini.

Buon viaggio, Maestro.

Addio ad una grande voce... ed un pane di farro saporito per profumare di buono la cucina...

Pane di farro con pasta madre

Da Pan di Pane

"Il farro è un cereale tra i più digeribili in quanto quasi privo di glutine. Questo però lo rende più delicato per le normali operazioni che utilizziamo per panificare. Dovremo stare attenti a non strapazzare troppo l'impasto con lunghe sollecitazioni ed eventualmente cuocere in contenitori che ne contengano il rilassamento dell'impasto (non avendo il glutine che ne mantiene una buona struttura).
Questo pane è cotto quindi in uno stampo per pan carrè o per plum cake, ma va bene anche una pentola".

Ecco per dirla tutta quando ho letto lincipit al post di Patrizia, non avevo compreso in pieno la questione della struttura che non si mantiene senza glutine, visto che la mia esperienza nell'utilizzo delle farina alternative alla classica bianca è ancora piuttosto scarsa. Così ho seguito pedissequamente le indicazioni e alla fine ho ottenuto un pane ottimo, leggero e molto saporito, con la crosticina croccante e un interno morbido.

A dirla tutta era la mia terza prova, seguendo varie ricette, per preparare pane con la farina di farro che apprezzo particolarmente: le altre prove sono state assicuramente negative... ma questa è decisamente tutta un'altra storia!

 

Ingredienti 

180 gr di pasta madre solida,
420 gr di acqua fredda di rubinetto,
500 gr di Farina di Farro tipo 0 bio,
12 gr di sale,
40 gr di olio E.V.O. 
20 gr di semi oleosi a piacere o spezie.

PICT6884

Sciogliete il lievito in acqua, sbattere facendo formare un po' di schiuma.
Aggiungete la farina a pioggia con  il sale, impastate per 5 minuti circa, senza stressare troppo l'impasto. Fate riposare l'impasto e poi fate delle pieghe all'impasto (si chiamano Stretch & Fold) direttamente nella ciotola, dopo aver versato l'olio all'interno della ciotola e sulle mani, ogni 30 minuti. quando l'olio sarà completamente assorbito e la pasta liscia e lucida, versatela all'interno della forma da plumcake e lasciatela lievitare per almeno 5 o 6 ore. Ho detto versate, perchè l'impasto è piuttosto morbido e un po' appiccicoso.

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Qui è importante sottolineare che il ivello dell'impasto, deve essere inferiore alla metà della forma, perchè cresce molto e per la mancanza di glutine, non si sostiene se non ha la parete dello stampo a cui appoggiarsi. Così è successo a me :-), ma in realtà l'unico problema sono stati due piccole sbordature laterali, tipo capitello ionico, che sono rimaste deliziosamente croccanti!!!  Ma, se volete avere un pane dalla forma perfetta, controllate l'altezza dell'impasto.
Quando sarà competamente lievitato inumidite la superficie e spargete sopra dei semini a piacere (io ho messo dei semi di lino), cosa che rende ancora più saporito il pane. 

da wikipedia

Inserire la pentola o lo stampo, meglio se foderato con carta forno leggermente unta. a forno caldo quando avrà raggiunto i 240°C. Dopo 20-25 minuti calare la temperatura a 200°C fino a fine cottura (1 ora totale). A metà della cottura togliere il coperchio della pentola o del contenitore. Per gli ultimi 10 minuti create uno sfiato socchiudendo il portello del forno (solito mestolo inserito), per far fuoriuscire l'umidità e rendere fragrante la crosta.

Lasciare raffreddare su una gratella prima di tagliare, se riuscite a trattenervi dall'assaggiarlo subito !

Buona giornata a tutti.

Daniela

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KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

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KONICA MINOLTA DIGITAL CAMERA

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