Coconut Lime Drizzle cake

coconut lime drizzle cake

Ieri mattina, non avevo voglia di lavorare. 

Ero in ufficio, con pc acceso, pratiche aperte sulla scrivania, agenda piena di sottolineature, post-it appiccicati dappertutto, con frasi minacciose a ricordarmi le scadenze- che a casa mia niente fa miracoli come il senso di colpa, ma invano. Per quanto mi imponessi di concentrarmi, non ci riuscivo.

Per cui, una volta fatto il minimo, quel tanto che bastava a tenere a bada i sensi di colpa per quella mattina, ho deciso che tanto valeva andarsene a casa, in anticipo di un'ora sull'orario consueto. Il tempo di far su le mie cose e spegnere tutto, ed ero nel corridoio, pronta a saltare sul primo ascensore e a cercare fuori da lì uno stimolo a combinare qualcosa.

Se non che, sento singhiozzare, nella stanza vicina.

Da noi, capita spesso. Lavoro in un luogo di sofferenza e, anche se in teoria saremmo quelli che ci mettono una pezza, in pratica è tutto un rimestare negli errori passati, le cui conseguenze, il più delle volte, si fanno sentire forte e chiare anche nel presente. E piangere, quindi, ci sta. E non è neanche detto che sia un pianto di dolore: spesso, è uno sfogo di tensione, di emozioni troppo a lungo represse, talvolta anche di sollievo. In tutti i casi, comunque, non c'è nulla di plateale o di forzato: nessuno entra nei nostri uffici con la lacrima in tasca e tutti chiedono scusa, quando si accorgono di non riuscire più a mantenere la padronanza di sè. E se mai c'è un momento in cui provo disagio, è proprio in questi casi, quando avverto la morsa di un ruolo che, soprattutto in queste circostanze, non va oltrepassato e mi sento spettatrice non richiesta di una questione privata. La sollecitudine con cui offro fazzoletti e bicchieri d'acqua, in realtà, è un modo per fugare al più presto un imbarazzo che, prima ancora che dell'altro, è mio.

E' per questo che l'occhiata che ho lanciato ieri mattina, all'indirizzo dei singhiozzi, non aveva nulla di allarmato o di allarmante: "fammi controllare che vada tutto bene ", è il riflesso condizionato, dopo tanti anni- e, soprattutto, fammelo controllare da qui, a debita distanza, con tutta la discrezione di questo mondo.

Cosa sia successo, poi, non lo so: quello che so è che nel giro di cinque minuti ero di nuovo in ufficio, a raccogliere lacrime e sfoghi e sofferenze, in un crescendo di desolazione e di impotenza: la scorta di fazzoletti, il bicchier d'acqua, la pausa di un caffè per rallentare il flusso del dolore non sarebbero serviti a niente- e meno che mai servivano le mie parole, che suonavan distanti, pure a me.

Almeno finchè non mi son ritrovata a parlare di torte di mele. O meglio: del "tempo buono" che ci si regala quando si cucina- e quando si cucina tutti assieme, per preparare qualcosa che poi si mangia, tutti assieme. Del potere terapeutico di certi gesti, della magia di una condivisione che ha la capacità di recuperare il meglio di ciascuno, di farlo riaffiorare dalle macerie della cattiveria umana, di trasformarlo in un serbatoio di risorse positive, per potersi rituffare nella miserie di una vita ingrata- e, magari, per farlo diventare un punto di partenza, per un domani migliore. 

"me la dà, la ricetta?" è stato il primo segno di un ritorno al presente, la prima reazione ad un contatto fino a quel momento cercato invano, il primo sintomo di una volontà di risalire,  attraverso un elenco di ingredienti, di spiegazioni, di trucchi per una torta di mele che diventava la strada per ritrovare affetti e fiducia.

E così, mentre parlavo di farine e di lieviti, di  granelli di zucchero sotto le fruste, di forno statico e prova stecchino, le lacrime lasciavano posto a espressioni serene e, alla fine, anche a sorrisi.

"Se si lascia abbracciare, poi le faccio sapere come è andata", è stato il congedo frettoloso, con le porte dell'ascensore che si chiudevano su un foglietto sventolato a mo' di saluto.

"Se fa quest'effetto, la vogliamo anche noi", ha ammiccato un collega, stringendomi un braccio.

Invece, si beccano questa...

 

COCONUT LIME DRIZZLE CAKE

 

coconut lime drizzle cake

 

ho ripreso da qui la base della Lemon Drizzle Cake. E poi, sono andata a estro.
 
per la torta
200 g di burro morbido
250 g di zucchero
3 uova medie, leggermente sbattute
la scorza grattugiata di 2 lime
200 g di farina autolievitante 
50 g di cocco disidratato
1/2 cucchiaino di lievito
50 ml di latte intero
50 ml di latte di cocco
 
per lo sciroppo al lime
100 g di zucchero
il succo di due lime
la scorza grattugiata di un lime
un bicchierino di rum bianco (facoltativo)
 
per il frosting al cocco
200 g di philapdelphia o altro formaggio simile
70 g di burro
70 g di zucchero a velo
scorza di lime e cocco disidratato per decorare
qualche goccia di rum bianco (facoltativo)
qualche goccia di lime (facoltativo)
 
 
Per la torta
 
Preriscaldare il forno a 180 gradi, modalità statica
Mettere il burro, lo zucchero, le uova e le zeste di limone in un'ampia terrina e setacciarvi sopra la farina e il lievito, poi aggiungere il latte, sempre senz mescolare. 
Con un cucchiaio o con le fruste elettriche incorporate tutti gli ingredienti, fino a formare un composto morbido e liscio. 
Versatelo in uno stampo (diametro 22 cm) precedentemente imburrato, e coperto di carta da forno, livellando in superficie e infornatelo per 50-60 minuti (meno, nel mio forno: fate la prova stecchino)
 
Per lo sciroppo
 
Nel frattempo, preparate lo sciroppo, mischando lo zucchero con il succo e le zeste di lime, a freddo. 
Poco prima che di estrarre la torta dal forno, mettete lo sciroppo sul fuoco, in un casseruolino dal findo spesso, a fiamma media: aggiungete il rum e portate a bollore. Lasciate sobbollire per uno o due minuti. I
Appena la torta è pronta, toglietela dal forno e, lasciandola nella teglia, mettetela su una gratella. Punzecchiate la superficie della torta con un lungo stuzzicadenti o con i rebbi di una forchetta e poi versatevi rapidamente lo sciroppo, facendo attenzione a distribuirlo su tutta la superficie in modo che  penetri uniformemente all'interno della torta. 

Lasciate raffreddare completamente prima di sformare il dolce dallo stampo.

 

Per la glassa al cocco e al lime

Con le fruste elettriche, montare il burro con il formaggio e lo zucchero a velo, fino ad ottenere un composto soffice e spumoso. Se vi piace, potete aggiungere un pochino di rum bianco (due cucchiaini, non di più, per evitare che il liquido prevalga e la glassa si smonti), oppure qualche goccia di lime

Quando la torta è completamente fredda, stendete la glassa sulla sua superficie, livellandola con una spatola e mettete in frigo, perchè si stabilizzi. Prima di servire, spolverate generosamente la glassa con del cocco disidratato e della scorza di lime, grattugiata al momento.

La torta va servita a temperatura ambiente

 

 

coconut lime drizzle cake

 
Note mie
 
Partiamo dagli ingredienti
  • ovviamente, i lime si intendono non trattati. Meno ovviamente, si dovrebbe usare una grattugia in microplane, perchè non c'è confronto con quelle tradizionali. La scorza degli agrumi  viene via senza sforzo e quindi mantiene tutti gli aromi intatti. 
  • il burro deve essere morbido, ma non acquoso. 
  • uova e latte a temperatura ambiente
  • per quanto riguarda il lievito, se non avete la farina autolievitante usate una bustina intera di lievito per dolci. Intera, perchè se fate caso, la ricetta prevede l'aggiunta di un cucchiaino supplementare. Quindi, deve crescere bene

Procedimento

  • è quello che gli Inglesi chamano "all-in-one": si mettono tutti gli ingredienti in una terrina e si mescolano, tutti in una volta. Complicatissimo, direi :-)
  • è fondamentale che lo stampo sia rivestito di carta da forno e se la fate trasbordare un po' è meglio. Vi aiuterà a sformare la torta che, una volta impregnata di succo, resterà un po' umida e quindi più esposta al rischio di spatasciamenti vari. 

Cottura

  • nei dolci col lievito, preferisco sempre il forno a modalità statica. Se usate il ventilato, 170 gradi per 30 minuti- e poi fate la prova stecchino. Deve uscire umido, ma non bagnato o meno che mai con i grumi di impasto attaccati sopra. Per il mio forno, come ho detto, 50 minuti sono troppi. 

Sciroppo

  • un'altra cavolata: nella ricetta originale è a freddo, quindi si tratta solo di mescolare gli ingredienti.  Io l'ho leggermente addensato sul fuoco, ma basta solo farlo sobbollire, un minuto. Gli Inglesi usano il caster sugar, che è uno zucchero a "grana" più fine del nostro zucchero semolato e che, quindi, si scioglie più facilmente. L'equivalente italiano è lo Zefiro- o qualsiasi altro zucchero sulla cui confezione sia scritto "fine" (da non confondersi con lo zucchero a velo). Se però non lo trovate, è lo stesso: vorrà dire che impiegherete  un minuto o due di più, per farlo sciogliere.
Coconut Lime Drizzle cake

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cristiana 07/05/2013 22:41

Son contenta di venire continuamente rimandata a questo post...benché cercassi l'origine del tutto....ma evidentemente non c'è o nasce proprio da quello che hai scritto qui...dal potere aggregante che ha il cibo in ogni cultura...la torta la proverò...un abbraccio cri

Glu-Fri 07/05/2013 16:12

Perché ai colleghi la torta acida ?....Io vorrei essere la collega detto per inciso, perché amo i dolci acidi e perché con le lacrime ho giá dato....

Eleonora 07/05/2013 08:48

e che dire di più?! bisogna farla. Punto! :D

Raffaella 07/05/2013 08:41

... e la cosa bella è che, in fondo, i sorrisi non sono stati e non resteranno solo delle persone alle quali li hai, pur inconsapevolmente, donati.
Sei una persona di cuore, deliziosa, speciale. E questo, credimi, lo si sente anche a chilometri di distanza. Quello che sei lo regali a tutti.
Ti abbraccio forte, buon fine settimana!

fabiola 07/05/2013 07:46

bene bene ho 5 lime che giacciono in frigo reduci spellati della bavarese Moijto di Mariella
Devo solo cercare nel libro di Santin una base adeguata all'inzuppo ma senza lievito: a casa mia è forbidden
grazie
ciao