Mohito alle fragole

STRAWBERRIES MOHITO

Quando dico che se non scrivo il blog all'alba o giù di lì, il post rischia di saltare, non esagero: dalle otto in poi sono in ufficio, quando torno a casa sono troppo stanca per riuscire a concentrarmi sulla pagina (per inciso, chi ha deciso i gradi di concentrazione necessari per, potrebbe rendere l'atto dello stirare un'operazione di alto valore scientifico? ... che così magari mi restano delle speranze di condivisione con il resto della famiglia), poi c'è la cena e poi c'è tutto il resto, con tutti gli interstizi, anche quelli più invisibili, competamente occupati dal marito e dalla figlia. Per i quali io svolgo una serie di ruoli interscambiabili e pure compresenti, ai quali devo essermi votata con non so quale contratto capestro, visto che l'impegno non conosce tregua e la retribuzione è nulla.

Mi lamento e comincio a non poterne più, sia chiaro: ma ormai son male abituati e, chissà perchè, non c'è modo di raddrizzare la situazione.

Per dire: stamattina mio marito doveva partire per due giorni.

Quando parto io, mi porto avanti il giorno prima, per non fare rumore che maniman li sveglio; dopodichè, punto la sveglia, mi alzo, mi preparo, mi chiamo un taxi ed esco, il tutto trattenendo il respiro, per non disturbare. E, sia chiaro, cerco sempre di tornare in giornata, anche se questo comporta levatacce assurde al mattino e viaggi col buio, perchè se li lascio soli, finisce che mangiano precotti giapponesi (giuro) o pizze d'asporto.

Quando parte mio marito, invece...

STRAWBERRIES MOHITO

ore 01.00 del mattino:

"Ale?"

"......."

"Ale?", mi scuote

"mmmhhhhh" bofonchio... "dormivo"

"puoi mica mettere la sveglia, per domani?"

Allungo la mano verso quello che una volta si chiamava cellulare, aveva tre funzioni- acceso/spento/sveglia- e che ora è una specie di quadro di un'astronave per scienziati, per quanto riguarda la comprensione, e per bambini del pre asilo per quel che concerne le dimensioni dei polpastrelli (e chi ha un touch o come cavolo si chiama, ha già capito cosa intendo dire)

Impiego 5 minuti buoni per capire dove sta la sveglia e per accedere alla programmazione- e naturalmente mi è passato il sonno.

Lui, naturalmente, dorme.

Portandosi con sè il mistero dell'ora in cui la si sarebbe dovuta programmare, 'sta benedetta sveglia....

 

Ore 6.15

Dopo una notte a intermittenza, passata a controllare che la sveglia suoni al momento che ho ritenuto giusto, mio marito si alza un quarto d'ora prima, spontaneamente- e inizia a prepararsi

"stai pure a letto, che faccio da solo", mi dice.

Dopodichè

1. va in bagno e sembra di stare ad Iguassu, nel punto di maggior traffico delle cascate. Con la piccola differenza che ad Iguassu uno sta fermo, lui va avanti e indietro, entrando ed uscendo dalla camera- lasciando ogni volta la porta aperta.

2. a quel punto, mi alzo, chiudo la porta e gli dico teneramente che se non la finisce lo sprango lì dentro tipo rapunzel, con l'aggravante che a lui mancan pure le trecce per far arrampicare la mamma coi viveri. Dopodichè, tiro su le tapparelle, faccio sparire gli avanzi di pizza che la creatura ha ordinato ieri sera (frigo che trabocca di roba, ma tant'è), metto su l'acqua per il te, accendo il pc e.."Ale, puoi venire un momento?"

 

STRAWBERRIES MOHITO

3. bisogna fare il bagaglio, come ho potuto dimenticarlo?

"Fare il bagaglio", per mio marito, significa stare un quarto d'ora in meditazione davanti agli armadi (il plurale è d'obbligo, considerando che ha qualcosa come 70 camicie), per poi scegliere le schifezze più impensabili, quelle che gli nascondo dietro i nuovi acquisti e che lui, immancabilmente, non solo cerca, ma pure trova. Camicie a quadrettini fucsia, Oxford dal colletto liso, tutto quello che è sotto la voce "lo-porto-a-Masone" esercita su di lui un fascino irresistibile, appena deve pensare a cosa ficcare in valigia.

Io sto lì, prima ad assisterlo, poi a fare i piegamenti. Che non sono la sana ginnastica mattutina, ma tutte le operazioni di stivaggio, che conduco in modo che a me sembra intelligente, veloce e razionale.

Almeno fin quando il Pensatore non torna in sè e mi chiede cos'è quell'ammasso informe dentro la sua 48 ore.

4. Si ricomincia, con la differenza che la piega è andata a farsi benedire e ci vuole il ferro da stiro.

Mentre aspetto che si scaldi, guato il pc, che magari il titolo del post lo scrivo. Intanto, le camicie le ho piegate, il pigiama l'ho piegato, le cravatte, pure loro sono a posto, di sorprese non dovrebbero essercene più...

"Me la pieghi la Lacoste gialla?"

5. A valigia miracolosamente chiusa, chiedo se serve altro o posso andare a scrivere sul blog. Partono i sottotitoli ("sempre-dietro-a-questo-blog-sono-anni-che-non-si-cura-di- altro"), mentre mi rassicura che no, è tutto a posto, a parte che ha perso il passaporto. Replico che no, non lo ha più perso, perchè l'ho ritrovato- ma invece no: lo ha perso di nuovo, ma non devo preoccuparmi, perchè è autonomo e ci pensa da solo. "Vai pure a scrivere il tuo blog", dice, mentre tinte di coraggiosa abnegazione si diffondono sul suo viso. "prima, però, chiamami un taxi".

Quando finalmente è fuori, si alza la figlia.

Alle sette del mattino, del 26 di giugno.

STRAWBERRIES MOHITO

La supplico di tornare a letto, ma no: è incavolata, perchè facciamo troppo rumore e l'abbiamo svegliata. Tanto vale, far colazione (leggasi: che la mamma le prepari la colazione) e vorraiben scambiare due parole, almeno al mattino? le faccio presente che oggi andiamo a pranzo assieme, e possiamo scambiare 2000 parole lì, ma figuriamoci: si è addormentata sul più bello di Match Point, ieri sera, e bisogna che le dica come è andata a finire. Nel frattempo suonano alla porta: è il marito, che ha perso qualche altra cosa ed è tutto un tirar giù giacche e veloci, che il taxi aspetta, ma l'aereo no.

Alla fine, sono arrivate le sette e mezza- e io mi ritrovo con una camera che sembra devastata dai ladri, una cucina da riassettare, il resto della casa che richiede la manutenzione base e l'ufficio che mi aspetta, fra traffico e tutto il resto. E questo post da scrivere, che sto buttando giù di getto, con buona pace degli errori di stampa, degli anacoluti che mi scappano e delle ricette serie, che più che una roba veloce, oggi, non vi tocca...

 STRAWBERRY & MINT MOHITO 

 

STRAWBERRIES MOHITO

la ricetta proviene dall'ultimo libro di Lorraine Pascale, Fast Fresh anc Easy Food che, sin dal titolo, ha tutte le carte in regola per finire sul leggio della mia cucina e lì fermarsi, almeno fino alla fine di agosto. Cominciamo come si conviene, con un cocktail che può essere servito anche come aperitivo, oltre che in un dopocena. Al posto delle fragole, potete mettere anche lamponi o mirtilli e il tum può essere sostituito con altra soda o succo di limone, per una versione analcolica.

per 4 persone

3 lime

8 cucchiaini di zucchero di canna (demerara)

12 fragole

400 g di ghiaccio tritato (non lo avevo, non l'ho messo, ma è indispensabile)

menta fresca, una manciatina

250 ml di rum bianco

250 ml di Soda o di limonata

Tagliare in quarti i lime e metterne tre pezzi sul fondo di ciascun bicchiere (capienza, 350 ml, ovviamente da non riempire del tutto)

Aggiungere 2 cucchiai di zucchero e poi fare come si fa per un mohito classico: con l'apposito attrezzo (io lo chiamo "bacchetta", ma lo so che ha un nome più serio), schiacciate bene i lime, in mod che lo zucchero si intrida del loro succo. Aggiungere tre fragole a bicchiere, mondate e tagliate in pezzi grossi, e schiacciarle leggermente, sempre con l'utensile di cui sopra.

Riempire il bicchiere col ghiaccio tritato. Tenere da parte le foglie di menta iù piccole per la decorazione, tagliuzzare le altre e metterle nel bicchiere. Versare il rum in parti uguali nei singoli bicchieri e fare lo stesso con la soda o la limonata (ho usato la soda). Mescolare velocemente, aggiungere la menta tenuta da parte e servire.

Buona giornata

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Silvia M. 06/27/2013 23:46

Cara, quando l'amato bene parte fa tutto da solo ma ovviamente alle 2 di notte sbattendo ante, cassetti, accendendo luci. Da quando abbiamo 2 piani dormo nello studio prima delle SUE partenze.

Elisa 06/26/2013 15:16

Ahahah! Non sentirti sola, ti faccio compagnia io! Li abbiamo viziati troppo, è quello il problema :/
Beviamoci su va! :D

p.s. che belle foto!!

Lara 06/26/2013 12:07

che dire... sei in ottimissima compagnia mi sembra, e tempo stasera mi sa che avremo fondato un nuovo club, sia pur non tanto esclusivo.... però il post l'hai scritto e come al solito bene ;-)

Mari 06/26/2013 11:48

Ahahah, ho riso dall'inizio alla fine anche se in realtà il discorso è abbastanza tragico. Qui vale mal comune mezzo gaudio? Con un inizio mattinata così è come aver vissuto un'intera settimana in due ore.

fabiola 06/26/2013 11:22

Cara Ale, benvenuta nel club delle filippine laureate

Stefania 06/26/2013 11:20

sarebbe una scena esilarente ... se non fosse tragico...

Roberta 06/26/2013 10:27

Allora: partiamo per Thiviers il primo di Aprile. Faccio io le valigie per entrambi e metto roba calda e pesante, perche' si era ancora in pieno inverno. Io resto a Thiviers, lui torna in Olanda, con la stessa valigia fatta da me. Ritorna dopo 18, ripeto 18, giorni e trova l'unica settimana di bel tempo e temperature nella media stagionale avuta fino ad ora. Si lamenta di non avere nulla di fresco e leggero da mettersi. Chiedo come mai. Risponde: " Non lo so, lo chiedo a te: perche' mi hai messo solo cose pesanti in valigia?".....Ogni commento e' superfluo....