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Da www.comunicareorganizzando.it/mostra/impressionisti-i-protagonisti/ :

Nell’ambito del consolidato rapporto tra il Musée d’Orsay e il Complesso del Vittoriano – Ala Brasini – viene ospitata a Roma, dal 15 ottobre 2015 al 7 febbraio 2016, la mostra Dal Musée d’Orsay IMPRESSIONISTI. Tête à tête.

L’esposizione propone attraverso oltre sessanta opere, un ritratto della società parigina della seconda metà dell’Ottocento, attraversata dai grandi mutamenti artistici, culturali e sociali di cui gli impressionisti furono esponenti e testimoni.

Il fulcro della ricerca artistica diviene la rappresentazione della vita moderna. Scompare la pittura “storica”, “mitologica”, “religiosa” o “allegorica” e i quadri si popolano di immagini cariche di contemporaneità.

La mostra, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Lazio, di Roma Capitale e dell’Ambasciata di Francia in Italia, è curata da Guy Cogeval, presidente dei Musées d’Orsay et de l’Orangerie con la curatela scientifica diXavier Rey, direttore delle collezioni e conservatore del dipartimento di pittura del Musée d’Orsay e di Ophélie Ferlier, conservatore del dipartimento di sculture del Musée d’Orsay.

La rassegna è organizzata da Comunicare Organizzando con il coordinamento generale di Alessandro Nicosia.

Edouard Manet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Frédéric Bazille, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Berthe Morisot, Auguste Rodin: questi, tra i tanti, gli artisti in mostra al Complesso del Vittoriano, in una rassegna di oltre sessanta opere, tra dipinti e sculture.

Attraverso i volti, gli abiti, le posture e gli accessori dei personaggi ritratti e ancora attraverso i luoghi e le ambientazioni in cui essi sono inseriti, Dal Musée d’Orsay IMPRESSIONISTI. Tête à tête offre la possibilità di ricostruire l’ambiente culturale, i contesti sociali e gli stimoli artistici in cui operarono gli impressionisti e, soprattutto, di cogliere quella “rivoluzione dello sguardo” e quel rinnovamento stilistico di cui il movimento impressionista fu portavoce.

Come afferma Zola nel 1868, sono pittori che amano il loro tempo…cercano prima di tutto di penetrare figure prese dalla vita e le hanno dipinte con tutto l’amore che provano per i soggetti moderni.

 Capolavori in mostra

Il percorso della mostra si snoda facendo rivivere lo spirito di un’epoca, offrendo, da una precisa angolazione, un affresco della società francese negli anni del sorgere e dell’affermarsi del movimento impressionista. Artisti e letterati, famigliari ed amici, politici e uomini di affari, signore della borghesia, bambini e adolescenti, evocano mirabilmente episodi di un’esistenza che si svolge fra città e campagna, interni domestici e gite sul fiume. Le opere scelte per la mostra, alcune diventate vere e proprie icone dell’impressionismo, mettono in luce gli aspetti innovativi del movimento artistico ed evidenziano, allo stesso tempo, le connotazioni delle singole personalità. Tra i capolavori esposti Il Balcone (1890) di Manet, icona della borghesia parigina di fine Ottocento. Stéphane Mallarmé (1876) ritratto in un atteggiamento rilassato, capace di raccontare l’intimità tra due amici che si incontrano ogni giorno per discutere di pittura, letteratura, ma anche di gatti e perfino di moda femminile e la bellissima Angelina (1865).

Jentaud, Linet et Lainé (1871) in cui Degas si sofferma sui visi pensosi dei tre giovani industriali parigini che emergono dalla tavolozza scura illuminata dai bianchi della tovaglia, dei polsini, del giornale; dello stesso artista, il ritratto del nonno Hilaire de Gas (1857).

Bazille dipinge Il ritratto di Renoir (1867), con i piedi su una sedia, facendone il modello della sfrontatezza giovanile. Di Renoir tra i tanti, splendida L’altalena(1876) dove la luce inizia a diventare la protagonista delle opere. Di Cézanne è da segnalare Donna con caffettiera (1890-1895), l’Autoritratto (1875) e Il giocatore di Carte (1890-1892).

Rodin con Victor Hugo (1897) ci racconta come l’impressionismo riesca a penetrare anche l’immobilità della scultura.

Qui tutte le informazioni necessarie

Immagini invece da qui

Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.

Eccovi ora, come promesso, altri panini per decorare la tavola in modo gradevole e gustoso, cosa che certo non guasta! Potrete ritagliarli nelle forme che più vi piacciono: qui da me è stato tutto un fiorire di stelle, cuori e alberi di Natale, che poi l'artista di casa ha decorato a suo piacimento, solo per dare un tocco di colore, anche dove già semi di sesamo, lino e papavero, oltre che pepe rosa, avevano fatto il loro lavoro!

Ditemi se non sono carini come gli altri!

Panini morbidi per decorare la tavola delle feste n. 2

ricetta da Pan di pane

Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Biga: 
10 g di pasta madre 
100 g di farina forte,
40 g di acqua.
Impastate e lasciate riposare per una notte coperta a temperatura ambiente , circa intorno ai 18°C.

Ingredienti:
150 g di Biga preparata la sera precedente
400 g di farina tipo 0 (meglio bio),
10 g di zucchero (se piace ma si può evitare),
220 g di latte vaccino o soia o semplicemente acqua,
50 g di burro a pomata o olio (arachide, soia o mais),
10 g di sale fine e
10-15 g di semi a piacere (sesamo, papavero, girasole, lino...) o pepe rosa, con ketchup, senape e maionese facoltative.

 PICT7247

Procedimento:
Tagliate a pezzi la biga in una ciotola con il latte, aggiungete lo zucchero e, gradualmente, la farina, mescolando con una spatola fino ad incorporate il tutto.
Quando l'impasto sarà ben amalgamato, aggiungete il burro a pomata ed il sale.
Impastate bene, fin che l'impasto apparirà liscio, omogeneo e ben incordato.
Mettete a riposare in un contenitore coperto fino al raddoppio di volume.

Ribaltate l'impasto lievitato sul piano di lavoro, e con un mattarello portatelo fino ad 1,5 cm di spessore. Ora. utilizzando un coppapasta della forma che più vi piace, ritagliate l'impasto e mettete le forme ottenute sulla piastra, rivestita con carta forno.

PICT7082 

Per fare aderire i semini ai panini, potete inumidire la superficie spennellandola con acqua, appoggiando poi i semini sopra. Coprite il tutto con la pellicola trasparente, leggermente unta e fate lievitare a 26-27°C..
Attendete fino a che avranno raddoppiato il loro volume.

panini di Natale 

Riscaldare il forno a 160 C°. Infornate i panini nella parte media del forno per 20 minuti circa. Dovranno prendere appena un po' di colore.
Metteteli a raffreddare su una gratella e decorateli poi a piacimento. Potrete aanche imbottirli, per un aperitivo morbido e saporito.
Buona giornata a tutti.
Daniela

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Non esiste che la figura, il paesaggio è nulla, non dovrebbe che essere un accessorio. Il paesaggio dovrebbe essere usato solo per rendere più intelliggibile il carattere della figura.
H.Toulouse-Lautrec

Douglas Cooper, Toulouse-Lautrec

Museo dell’Ara Pacis, Nuovo spazio espositivo Ara Pacis
Dal 4 dicembre 2015 all’ 8 maggio 2016

 

La mostra, consentirà di portare a Roma il fiore della raccolta di opere di Toulouse-Lautrec conservata al Museo di Belle Arti di Budapest (Szépmű vészeti Múzeum), uno dei più importanti in Europa, con capolavori che vanno dal Medioevo al Novecento.

In occasione dell’esposizione romana, curata da Zsuzsa Gonda e Kata Bodor, circa 170 litografie della collezione (tra cui otto affiches di grande formato e due cover degli album della cantante, attrice e scrittrice francese Yvette Guilbert con circa 10 litografie) lasceranno Budapest per essere esposte al Museo dell’Ara Pacis dal 4 dicembre 2015 all’8 maggio 2016.

Attraverso questa esposizione sarà possibile conoscere a tutto tondo l’opera grafica di Toulouse-Lautrec: manifesti, illustrazioni, copertine di spartiti e locandine, alcune delle quali sono autentiche rarità perché stampate in tirature limitate, firmate e numerate e corredate dalla dedica dell’artista

Nel sito ufficiale del museo dell'Ara Pacis, troverete anche tutte le informazioni necessarie per raggiungere la sede espositiva e per orari e biglietti.

Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.
Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.

Un dolce semplice ma perfetto per il freddo, accompagnato dalla tazza di tè o da un caffè nero, per ritagliarsi un momento di competo relax...

 

 

Treccia dolce (con uvetta, pinoli e nocciole)

Ho trovato questa ricetta mentre, come spesso mi accade ultimamente, girovagavo per il web alla ricerc di una ricetta dolce da preparare utilizzando gli esuberi di pasta madre.... 

L'ho trovata davvero deliziosa e devo dire molto semplice da preparare, ma equilibrata e perfettamente soffice e golosa, semplice anche da arricchire seguendo il proprio gusto.

Ecco cosa ne è venuto fuori. 

Grazie mille dell'idea Sophia!

Toulouse-Lautrec al Museo dell’Ara Pacis e una deliziosa e profumata treccia dolce con lievito madre.

Ingredienti:

400 gr di farina manitoba
100 gr di farina di farro (o integrale)
200 gr di lievito madre
2 tuorli d’uovo bio
120 gr di zucchero di canna
40 gr di burro
60 gr di olio di semi di mais
200 gr di latte intero
1 cucchiaino di sale

Uvetta, pinoli, nocciole, cannella e zucchero di canna a piacere per il ripieno (facoltativo)

treccia dolce 

Procedimento:
Impastare la farina con il lievito madre (rinfrescato la sera precedente). Unire i due tuorli, lo zucchero di canna ed il latte leggermente tiepido.
Impastare bene ed aggiungere per ultimo olio e burro a pezzetti, infine il sale.
Far lievitare in una ciotola coperta per circa 12 ore in un luogo al riparo da correnti d'aria (perfetto anche il forno spento e chiuso)
Trascorso il tempo dividere l’impasto in 3 parti uguali.

Prendete la prima e lavoratela appena, allargandola e disponendo all'interno, se vi fa piacere uno degli ingredienti scelti per il ripieno che, ripeto, sono facoltativi. Chiudetela a formare un salsicciotto e tiratela lavorandola bene: otterreteun filoncino lungo circa 50 cm.
Fate lo stesso con le altre due parti e quindi formate la treccia posizionandola su una teglia ricoperta da carta forno. Ho ottenuto una treccia lunga 40 cm.

Personalmente ho riempito i tre filoncini uno con zucchero di canna e cannella, uno con  l'uvetta anmmorbidita nel cognac e acqua per circa mezz'ora, e uno con pinoli e nocciole spezzettate grossolanamente.

Far lievitare altre 3 ore in luogo tiepido e poi spennellatela con una chiara d'uovo leggermente sbattuta e magari, come me, con un po' di granella di zuccherino 

Infornare per 30 minuti circa a 200 °C . Se vi si dovesse colorire troppo la superficie, potrete coprirla per gli ultimi 10 minut con un foglio di carta forno o di alluminio.

Estraetela dal forno e fatela raffreddare prima di servirla. La crosticina che si forma in superficie è sottile, fragrante e dorata, mentre l'interno rimane morbidissmo e profumato.

Vi lascio immaginare l'aroma e il sapore...

Buona giornata

Daniela

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Ciò che ho tentato in arte nessuno lo tentò prima di me. L’opera mia segna una tappa formidabile nello svolgimento progressivo, nel complicato ingranaggio delle umane arti.
La furberia più terribile che ritorna di là dagli orizzonti inesplorati per fissare nella metafisica esterna, nella terribile solitudine d’un inspiegabile lirismo: un biscotto, l’angolo formato da due pareti, un disegno evocante un che della natura del mondo scimunito e insensato che ci accompagna in questa vita tenebrosa.

G. De Chirico, Articolo apparso in “Cronache d’attualità”, Roma, 15 febbraio 1919

 

Indigestione di bellezza, di originalità, di personalità incredibilmente potenti, pienamente convinte dei loro mezzi, per una mostra che sarebbe meraviglioso poter visitare. La presentazione che segue è tratta dal sito ufficiale della mostra, dove troverete, come sempre, anche le informazioni necessarie per organizzare una visita.

A cento anni dalla loro creazione tornano a Ferrara i rari capolavori metafisici che Giorgio de Chirico dipinse nella città estense tra il 1915 e il 1918. La mostra, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie di Stoccarda in collaborazione con l’Archivio dell’Arte Metafisica e curata da Paolo Baldacci e Gerd Roos celebra questa importante stagione dell’arte italiana e documenta la profonda influenza che queste opere ebbero in quegli anni su Carlo Carrà e Giorgio Morandi, e poco dopo sulle avanguardie europee del Dadaismo, del Surrealismo e della Nuova Oggettività. Quando l’Italia entra nella prima guerra mondiale, de Chirico e suo fratello Alberto Savinio lasciano Parigi per arruolarsi e alla fine di giugno del 1915 vengono assegnati al 27° Reggimento di Fanteria di Ferrara. Il soggiorno nella città emiliana determina cambiamenti profondi, tanto nella pittura di Giorgio e nei temi ispiratori dei suoi quadri quanto nelle creazioni di Alberto, che a Ferrara abbandona decisamente la musica per dedicarsi solo alla scrittura. [...]

Il percorso espositivo, che comprende circa ottanta opere provenienti dai principali musei e collezioni di tutto il mondo, ha il suo fulcro nel nucleo di tele realizzate da de Chirico nella stretta forbice temporale degli anni ferraresi. Scandita in sezioni cronologico-tematiche, la rassegna è arricchita da una selezione di dipinti, ready made, acquerelli, disegni, collage e fotografie degli artisti che si ispirarono al maestro italiano, nei quali sarà possibile leggere sorprendenti riprese e citazioni.  [...]

La pittura di De Chirico è una nuova visione, nella quale lo spettatore ritrova il suo isolamento e intende il silenzio del mondo.

René Magritte

La mostra, la prima in senso assoluto dedicata all’indagine e all’approfondimento delle peculiarità artistiche e culturali di questo periodo cruciale per l’arte italiana ed europea, presenta la più completa rassegna che si sia mai potuta vedere dei capolavori dipinti da de Chirico e Carrà nel 1917 a Villa del Seminario, l’ospedale psichiatrico militare per la cura delle nevrosi di guerra, dove i due artisti furono ricoverati nella primavera-estate del 1917 sviluppando un intenso sodalizio di lavoro. Per la prima volta dopo quarantacinque anni si potranno vedere allestiti uno accanto all’altro gli originali dei grandi manichini di Giorgio de Chirico del 1917-18 insieme alla serie quasi completa delle opere metafisiche di Carrà. [...]

L’influenza capillare della pittura metafisica sulle avanguardie europee del dopoguerra – avvenuta soprattutto tramite la diffusione della rivista «Valori Plastici» e le mostre itineranti organizzate dal suo editore Mario Broglio – è documentata da una serie importante di opere di Man Ray, Raoul Hausmann, George Grosz, René Magritte, Salvador Dalí e Max Ernst, che realizzarono straordinari capolavori ispirati ai temi e alle iconografie ferraresi di de Chirico e di Carrà. 

Il signor de Chirico espone nel suo studio al 115 di Rue Notre-Dame-des-Champs una trentina di tele la cui arte interiore non deve lasciarci indifferenti. L'arte di questo giovane pittore è un'arte interiore e cerebrale che non ha alcun rapporto con quella dei pittori che si son rivelati in questi ultimi anni. Non viene né da Matisse né da Picasso, e non deriva dagli impressionisti. Questa originalità è talmente nuova che merita di essere segnalata. Le sensazioni molto acute e molto moderne del signor de Chirico prendono in genere una forma architettonica. Sono stazioni ornate da un orologio, torri, statue, grandi piazze deserte; all'orizzonte passano treni delle ferrovie.

Guillaume Apollinaire su "L'Intransigeant" del 9 ottobre 1913

De Chirico, Carrà, Ernst, Magritte, Ray, Dalì, da www.palazzodiamanti.it
De Chirico, Carrà, Ernst, Magritte, Ray, Dalì, da www.palazzodiamanti.it
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De Chirico, Carrà, Ernst, Magritte, Ray, Dalì, da www.palazzodiamanti.it

 

 

Crema di sedano e porro

Da Delia's complete illustrated cookery course

 

Ingredenti per 4 persone:

350 g di gambi di sedano piliti e tritati, tenendo da parte le foglie

110 g di patate pelate e tagliate a dadini

2 porri non troppo grandi puliti e tagliati a fette (solo la parte bianca)

25 g di burro

570 ml di brodo di pollo o vegetale

150 ml panna

150 ml latte

sale e pepe

 

In una padella abbastanza grande fate sciogliere il burro a fuoco basso. Poi tagliate il sedano e aggiungetelo nel tegame con le patate e porri scolati. Mescolate bene, facendo ricoprire le verdure dal il burro, coprite e lasciate cuocere per circa 15 minuti. 

Quindi aggiungete il brodo con i semi di sedano e un pizzico di sale.

Portate a leggera ebollizione, coprite e cuocete ancora una volta molto delicatamente per 20-25 minuti o fino a quando le verdure sono davvero teneri. Riducete il tutto in una passata morbida utilizzando il frullatore a immersione o con un passaverdure e poi rimettetela nella padella, mescolando delicatamente la panna e il latte. 

Portare la zuppa di nuovo a bollore, controllate il condimento, aggiungendo più sale e pepe, se necessario. 

Poi, appena prima di servire, tagliate le foglie di sedano che avete messo da parte e mescolateli nella crema  per dare un tocco di colore in più.

Deliziosa e dal sapore particolare. è perfetta per le serate fresche che ci aspettano....

Buona giornata a tutti

Daniela

 

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L'’iniziale disorientamento di fronte alla natura si spiega con ciò, che si comincia con lo scorgerne soltanto le ultime ramificazioni, senza risalire alla radice. Una volta però che uno se ne sia reso conto, può riconoscere anche nella più lontana fogliolina la manifestazione dell’'unica legge che regola il tutto e trarne vantaggio”.

Paul Klee, Diari, n. 536

 

30.10.2015  -  14.02.2016 

Dopo la mostra dedicata al rapporto tra l’opera di Alberto Giacometti e la statuaria arcaica, il MAN_Museo d’Arte della Provincia di Nuoro prosegue la propria programmazione rivolta ad analizzare aspetti poco indagati della produzione dei più importanti artisti del XX secolo con una mostra dedicata a Paul Klee (1879-1940). 

Inedito in Sardegna, Klee è uno degli autori più complessi e originali del secolo scorso. Con questa rassegna, realizzata dal Museo MAN con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Provincia di Nuoro e della Fondazione Banco di Sardegna, con il patrocinio dell'Ambasciata di Svizzera in Italia, curata da Pietro Bellasi e Guido Magnaguagno, con il coordinamento scientifico di Raffaella Resch, si intende esplorare un elemento fondamentale nell’opera dell’artista, ovvero la percezione della presenza di un principio vitale, generativo, insito nella materia delle cose. 

In senso specifico Klee non ha mai parlato di “animismo”, tuttavia la sua opera appare permeata di uno spirito animato avvertito in tutta larealtà materiale ed evocato dall’azione creativa dell’artista. “Creatura superiore” (Diari, n. 660), l’artista, attraverso il proprio sguardo vivificatore, porta alla luce l’elemento generatore presente nei diversi mondi che popolano il cosmo, nascosto sotto la superficie delle cose. Che siano uomini, bambini, animali, oggetti, paesaggi o architetture, i mondi di Klee obbediscono tutti alla medesima legge della natura, che l’artista indaga e imita. 

Un unico principio vitale governa l’intero ordine naturale, dalle cose grandi a quelle infinitesimamente piccole. Questo principio sembra palesarsi in molte opere dell’artista, in particolare nei disegni e negli acquarelli degli anni Venti e Trenta. Opere come Feigenbaum (Fico), del 1929, o Im Park (Nel parco), del 1940, presenti in questa mostra, o ancora l’importante dipinto Wohin? (Dove?) del 1920, proveniente dalle collezioni della Città di Locarno, esposto nel 1937 all’interno della mostra “Arte degenerata”, organizzata dal regime nazionalsocialista tedesco. 

La rappresentazione del mondo animale offre una serie di parabole, di favole morali, dove l’animale è innalzato al ruolo di essere umano, nei suoi vizi e nelle sue virtù. Ecco che nel disegno Tierfreundschaft (Amicizia tra animali) del 1923, ad esempio, un cane e un gatto si accompagnano bonariamente in una tranquilla passeggiata, incarnando il senso di amicizia che può nascere tra due esseri umani. 

Lo studio delle opere architettoniche rivela l’interesse di Klee verso la percezione della forma e la comprensione dell’elemento organico, vivo, dentro di essa, evidente in alcuni acquarelli come Americanisch - Japanisch (Americano - giapponese), realizzato nel 1918, dove a svettanti palazzi stilizzati è affiancata l’icona dell’occhio. “Una volta che si è compreso l’elemento numerico del concetto di organismo”, scrive Klee, “lo studio della natura procede più spedito e con maggiore esattezza” (Diari 536). 

Immagini da www.zoemagazine.net
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Ma il principio generativo insito in tutte le cose è ravvisabile soprattutto in quelle opere che, in maniera dichiarata, evocano o imitano ilmondo dell’infanzia, come in Hier der bestellte Wagen! - Ecco la carretta richiesta, del 1935, ma anche nel finissimo dipinto Getrübtes – Turbato, del 1934, proveniente dalle collezioni della GAM di Torino, o ancora in quei lavori dove le figure sono rappresentate con tratti semplici, stilizzati, alla maniera dei bambini, come nel dipinto Gebärde eines Antlitzes (Espressioni di un volto), del 1939, proveniente dalla collezione del Museo del Territorio Biellese. 

Forme di vita organiche e spiriti della materia animano i diversi soggetti presenti nelle opere di Klee. Un’immagine che sembra trovare una sintesi formale in un’opera come Figurale Blätter (Foglie figurate), un lavoro del 1938 dove alcune figure antropomorfe, come piccoli feti, vivono rannicchiate all’interno di foglie–incubatrici. 

Artista immerso nello spirito del suo tempo, dove si avvicendano eclatanti scoperte scientifiche, Kleerecepisce gli sconvolgimenti provocatidalle teorie della relatività e della fisica quantistica, così come le evoluzione degli studi psicoanalitici, rielaborandoli in maniera indipendente all’interno di una visione magico-fenomenica dell’universo. 

Dalla sito Ufficiale della mostra www.museoman.it dove potete trovare tutte le informazioni utili.

 

Pane semplice con il lievito madre

Paul Klee. Mondi animati (a Nuoro) e un pane semplice e fragrante con il lievito madre

Ingredienti

Per il preimpasto

20 g di lievito madre

100 g di acqua

100 g di farina

Sciogliete il lievito madre nell'acqua, aggiungete la farina, amalgamate e lasciate riposare per tutta la notte.

Per il pane

tutto il preimpasto (220 g circa)

400 g di farina

1 cucchiaino di miele o malto

150/180 g di acqua ca

12 g di sale

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Preparate il preimpasto come detto sopra e lasciatelo riposare al riparo tutta la notte.

Mettete il preimpasto in una bacinella, unitevi 130 g di acqua e scioglietela mescolando con una frusta. 
Aggiungete la farina, il sale e il malto (o il miele) , lavorate bene il tutto, aggiungendo acqua fino a che l'impasto non diventi morbido e liscio: la quantità può variare, a seconda della farina e di altri fattori esterni. Io ne ho adoperata un totale di 180 g.

Lavorate l'impasto energicamente  fino a quando non sarà liscio e ben lavorato, o, se usate la macchina, fino a quando l'impasto non si incorderà: deve risultare una pasta morbida ma che non si attacchi alle dita. Incidete la superficie con un taglio a croce, coprite con un panno umido e lasciate lievitare il tutto in ambiente tiepido e lontano dalle correnti, per almeno 3 ore (io l'ho lasciato 4 ore e mezzo).

Riprendete l'impasto e rovesciatelo su una superficie foderata con carta forno, dando la forma arrotondata di una pagnotta, praticando quattro incisioni sulla superficie e spolverando di farina.

Lasciate lievitare ancora per 2 o 3 ore, sempre in luogo tiepido e riparato. 

Preriscaldate il forno a 220°C. e, prima di infornare il pane, inserite un tegamino con due dita di acqua bollente sulla base del forno per umidificarlo.

Trascorso il tempo, fate scivolate la pagnotta con la carta forno sulla leccarda che avrete lasciato riscaldare nel forno,  e infornate subito il pane per circa 40 minuti. 

Io ho fatto fare la seconda lievitazione, pensando non crescesse così bene, all'interno di un cerchio in acciaio di 20 cm... questo è il risultato :-) Alto, con la crosta croccante fuori e dentro morbidissimo!!! Una delizia fragrnte che è sparita nel giro di 10 minuti, appena uscita dal forno! Squisito!!!! :-)

Buona giornata

Daniela

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Per festeggiare il sessantacinquesimo anniversario della nascita dei Peanuts, creati dal disegnatore americano Charles Schulz nel 1950, e in occasione dell’attesissima uscita del film “Snoopy & Friends – Il film dei Peanuts” (nelle sale italiane a partire dal prossimo 5 novembre), presentiamo in collaborazione con BIC Licensing una mostra davvero unica dedicata al gruppo di bambini più amato della Storia del Fumetto, che gode del prestigioso patrocinio del Charles M. Schulz Museum di Santa Rosa (California). Per tutta la durata della mostra saranno organizzati incontri e tavole rotonde con esperti e studiosi, eventi e laboratori di disegno.
L’impacciato Charlie Brown, la scorbutica Lucy, il tenero Linus, l’intraprendente Piperita Patty, il solitario Schroeder e naturalmente l’insuperabile Snoopy, più tutti gli altri membri della compagnia, svelano ai visitatori i segreti del loro successo grazie all’esposizione di tavole originali del grande Charles Schulz, pannelli biografici, divertenti photoset, statue, installazioni multimediali, video, volumi, riviste, quotidiani d’epoca, gadget, giochi, documenti, comic books, manifesti cinematografici che raccontano un successo lungo sessantacinque anni. Nella mostra il visitatore potrà leggere più di 500 strisce, rivedere le scene più belle dei cartoni animati, scattarsi divertenti fotografie in compagnia del suo personaggio preferito e scoprire nuovi contenuti del film “Snoopy & Friends”!
IL FANTASTICO MONDO DEI PEANUTS dedica a questo incredibile fenomeno di editoria e costume un doppio percorso tematico e cronologico che illustra al visitatore come le storie dei Peanuts si sono evolute nei contenuti  grazie a preziosi documenti, a cominciare da alcune rarissime tavole originali disegnate da Schulz provenienti da importanti collezioni private fino ai quotidiani americani su cui venivano pubblicate le strisce e i primi comic book americani.
Grazie ai pezzi unici provenienti dall’archivio della Fondazione Fossati si potranno inoltre ammirare i volumi pubblicati in Italia (come il primissimo libricino “Arriva Charlie Brown” pubblicato da Milano Libri nel 1963), i numeri più importanti delmensile Linus, che già nella testata porta evidente l’influenza dei nostri eroi e che ne ha ininterrottamente pubblicato le strisce per molti anni, fino ai View-master che negli anni Settanta permettevano di vedere le strisce “animate” e a colori, così come testi monografici, saggi, libri e articoli.
La mostra segue anche un itinerario tematico dedicato all’approfondimento dei grandi “temi” dei Peanuts: l’imperdibile partita a baseball, i concerti beethoveniani di Schroeder, le sedute psicanalitiche di Lucy, le chiacchierate filosofiche sul muretto, gli sfottò a Charlie Brown, le serate passate ad arrostire le “toffolette” (ossia i marshmallow) sul fuoco, la copertina di Linus, gli amori difficili (Lucy che non riesce a conquistare il biondo Schroeder oppure l’inconfessata sbandata di Charlie per la bella ragazzina dai capelli rossi) e tantissimi altri, in centinaia di strisce che si potranno leggere in mostra per immergersi nell’atmosfera giusta, introdotte da speciali didascalie firmate da importanti esperti di ogni settore.
[...]

Una sezione a parte è invece dedicata a Snoopy, il simpatico e intraprendente bracchetto che con il suo universo immaginifico ha conquistato generazioni di lettori diventando, insieme a Charlie Brown, vero e proprio testimonial della serie: ecco quindi svelati i segreti della sua cuccia rossa (al cui interno trova posto un tavolo da biliardo o e un Van Gogh), raccontati i retroscena del suo interminabile romanzo scritto a macchina e soprattutto rievocate le mitologiche battaglie aeree all’inseguimento del maledetto barone Rosso che tanto tormenta i suoi voli di fantasia.

Non manca poi un terzo percorso dedicato alla figura e alla vita di Charles Schulz: sono infatti moltissimi gli elementi tratti dal proprio vissuto che l’autore ha inserito nelle sue strisce.
A testimoniare quanto l’animazione sia importante nell’universo dei Peanuts un’installazione multimediale realizzata appositamente da GlobalMedia permetterà ai visitatori di scoprire in tempo reale quanto i cartoni fossero strettamente connessi alle strisce disegnate da Schulz seppure con qualche modifica: con un clic si potranno vedere le strisce trasformarsi in cartoni animati! Si potrà anche vedere la prima apparizione animata dei Peanuts all’interno dello spot pubblicitario girato dalla Ford nel 1959, qualche estratto dello storico lungometraggio “A boy named Charlie Brown” (1969), di “Snoopy cane contestatore” (1972) e dello speciale televisivo che segnò il vero debutto in animazione da protagonisti “A Charlie Brown Christmas” (1965). E poi il cinema: grazie alla collaborazione di 20th Century Fox si potranno ammirare contenuti video, manifesti e cartonati dell’attesissimo film “Snoopy & Friends – Il film dei Peanuts” nelle sale italiane a partire dal 5 novembre.
Non mancheranno poi le simpatiche costruzioni in Lego realizzate dall’Associazione BrianzaLug.
La mostra è gemellata con la doppia esposizione  “50 ANNI DI linus – CINQUANT’ANNI DI CULTURA DEL FUMETTO” realizzata dal Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona (www.cfapaz.org – info@cfapaz.org), dedicata alla rivista che ha cambiato la percezione del fumetto in Italia e che ha consacrato nel nostro Paese i personaggi di Schulz. I visitatori della mostra milanese avranno diritto al biglietto ridotto alla mostra di Cremona e viceversa.

(dal sito ufficiale della mostra, dove trovate anche altre informazioni utili )

Champignons farcis

da un'idea di

 

Ingredienti

18 champignon di taglia media

2 cucchiai. cucchiai di olio di oliva

sale e pepe

Ripieno:

100 g di prosciutto cotto

50 g di prosciutto crudo

1 uovo

50 g di Emmental grattugiato 

1 spicchio d'aglio

2 cucchiai di pangrattato

1 cucchiaino erba cipollina tritata

1 cucchiaino cucchiai di olio di oliva

4 pizzichi di noce moscata grattugiata

sale e pepe

 

"Champignons Agaricus". Con licenza CC BY-SA 2.5 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Champignons_Agaricus.jpg#/media/File:Champignons_Agaricus.jpg

Tagliate i gambi degli champignon, quindi risciacquate le cappelle e asciugatele. Salatele e pepatele, conditele con olio d'oliva e mettetele da parte. Tritate i gambi. 
Preparate il ripieno. Tritate finemente i due diversi prosciutti. Mettete il composto in una padella antiaderente con i gambi tritati, uno spicchio d'aglio schiacciato e l'olio. Mettete sul fuoco alto e fate saltare per 2 minuti, mescolando con un mestolo. 
Rompete l'uovo in una ciotola, quindi aggiungete la metà del pangrattato, l'emmenthal, il contenuto della padella, l'erba cipollina tritata, sale, pepe e noce moscata. Mescolate bene. 
Accendete il forno a 180 °C . Riempite le cappelle dei funghi con il ripieno e disponeteli in una pirofila,che li possa contenere tutti. Cospargete con il restante pangrattato. Versate 3 cucchiai di acqua in fondo alla teglia e infornatelo. Cuocete per 30 minuti, bagnando regolarmente con il fondo di cottura. 
Servite questi funghi a piacere caldi o freddi, accompagnati da un'insalata di cipolline fresche o un'insalata verde. Si accompagnano molto bene anche con arrosti di carni bianche.

Buona giornata a tutti

Daniela

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Poche parole da aggiungere, e molte immagini da vedere, per questa interessantissima mostra in corso a Genova a Palazzo Ducale fino al 10 aprile.

Monet, Gladioli, 1876

Le opere provengono dal Detroit Institute of Arts  e sono oltre 50, esposte secondo un percorso cronologico che abbraccia un periodo che va dall'origine del movimento impressionista fino ad un capolavoro di Picasso del 1960, Donna seduta.

immagine da qui

Il genio dei pittori le cui opere sono esposte, è impressionante: possiamo ammirare tele di Van Gogh, Matisse, Monet, Modigliani, Degas, Manet, Courbet, Otto Dix, Degas, Picasso, Gauguin, Kandinsky, Cézanne, Renoir, tanto per citarne alcuni. 

Degas, Violinista e giovane donna, 1871

Le opere sono tutte esposte nell'appartamento del Doge e danno una ottima visione d'insieme dell'arte europea dell'epoca con qualche riflessione più dettagliata su Degas e Picasso, entrambi presenti con ben 6 opere di grande bellezza, e su Cézanne di cui sono esposte 4 tele. 

Cézanne - Mont Sainte-Victoire, 1904 -1906

Informazioni di ogni genere, tempi, orari, costi ecc ecc le troverete qui sul sito

Buona giornata 

Daniela

Crostini in variazione

Oggi mi sono preparata questo vizietto. Io adoro il pâté de canard.

L'ho acquistato qui in svizzera perchè ne vado ghiotta ma non lo mangio quasi mai, quindi ho colto l'occasione.

Ve lo propongo in due abbinamenti... ovviamente tralasciando il fatto che sia buonissimo mangiato da solo su un poco di pane appena tostato.  Per il pane, se avete voglia di prepararvelo direttamente, ecco qui un paio di ricette che potrebbero adattarsi splendidamente:

pane ai 5 cereali (G Purnell)

pane alla farina di segale e fiocchi d'avena (P.Hollywood)

pane alla farina di farro e segale (P.Hollywood)

tanto per citare i primi che mi vengono in mente....

 Si può servire come antipasto o come piatto unico. 

Crostini in variazione - J'adore...e una meravigliosa mostra in corso a Genova, "Dagli impressionisti a Picasso".

Ingredienti per porzione

2 "fettine" di pâté de canard

un quarto di un avocado ben maturo

olio evo

2 cucc.ni di mayonese leggera

mezzo limone

un quarto di cipolla rossa di tropea

2 fette di pane alla segale o integrale (vanno bene, anzi benissimo i pani di segale integrale - per intenderci: quelli neri che vendono in cassetta)

insalata quercia 

aceto di mele

sale aromatizzato

un ottavo di mela verde

Crostini in variazione - J'adore...e una meravigliosa mostra in corso a Genova, "Dagli impressionisti a Picasso".

Preparazione (ovvero come comporre il piatto)

Lavate, asciugate e quindi tagliate l'insalata. Preparate il condimento da una parte: olio evo, aceto di mele e sale aromatizzato (se non lo avete aggiungete delle spezie a vostro piacimento).

Preparate ora l'avocado: sbucciatelo (a mano è meglio), tagliatelo in modo da ottenere dei cubetti. Ponetelo ora in una terrina e aggingete il succo di mezzo limone (anche un quarto va bene), la mayonese, un pizzico di sale e la cipolla tagliata finissima a piccolissimi cubetti. Mescolate il tutto con una forchetta, schiacciate qualche cubetto di avocado in modo da ottenere una crema che leghi i cubetti fra di loro. Sbucciate l'ottavo di mela verde (se è biologica e la buccia non è troppo dura potete lasciarla) e tagliatela a triangolini sottili (2 mm circa).

Prendete le 2 fette di pane dello spessore max di un centimetro e tostatelo in padella.

Su una fetta adagiate l'avocado in una buona quantità - dovrà sposarsi con il patè che ha un gusto piuttosto incisivo - e dunque il patè.

Sull'altra spalmate il patè e adagiatevi sopra la mela.

Servite con un po' di insalata - che avrete condito - d'accompagnamento.

 

Buon appetito!!!

 

Giorgia

 

Preparazione (ovvero come comporre il piatto)

Lavate, asciugate e quindi tagliate l'insalata. Preparate il condimento da una parte: olio evo, aceto di mele e sale aromatizzato (se non lo avete aggiungete delle spezie a vostro piacimento).

Preparate ora l'avocado: sbucciatelo (a mano è meglio), tagliatelo in modo da ottenere dei cubetti. Ponetelo ora in una terrina e aggingete il succo di mezzo limone (anche un quarto va bene), la mayonese, un pizzico di sale e la cipolla tagliata finissima a piccolissimi cubetti. Mescolate il tutto con una forchetta, schiacciate qualche cubetto di avocado in modo da ottenere una crema che leghi i cubetti fra di loro. Sbucciate l'ottavo di mela verde (se è biologica e la buccia non è troppo dura potete lasciarla) e tagliatela a triangolini sottili (2 mm circa).

Prendete le 2 fette di pane dello spessore max di un centimetro e tostatelo in padella.

Su una fetta adagiate l'avocado in una buona quantità - dovrà sposarsi con il patè che ha un gusto piuttosto incisivo - e dunque il patè.

Sull'altra spalmate il patè e adagiatevi sopra la mela.

Servite con un po' di insalata - che avrete condito - d'accompagnamento.

 

Buon appetito!!!

 

Giorgia

 
Crostini in variazione - J'adore...e una meravigliosa mostra in corso a Genova, "Dagli impressionisti a Picasso".

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I capolavori dal Museo Provinciale dello Henan - uno dei maggiori musei nella Repubblica Popolare - per raccontare il passaggio dalla dinastia Han – periodo in cui l’odierna Cina comincia a prendere forma - all’Età dell’Oro della dinastia Tang (581 d.C. – 907 d.C.).

In mostra oltre 100 pezzi, tra i quali una veste funeraria di 2.000 listelli di giada intessuti con fili d’oro, ad illustrare lo straordinario clima di prosperità e di apertura culturale del periodo, quando la capitale dell'Impero era l'odierna Xi'An.

Info e orari qui

 

I Tesori della Cina Imperiale e un antipasto sfizioso: Caprino in finta caprese destrutturata - buono e semplice
I Tesori della Cina Imperiale e un antipasto sfizioso: Caprino in finta caprese destrutturata - buono e semplice
I Tesori della Cina Imperiale e un antipasto sfizioso: Caprino in finta caprese destrutturata - buono e semplice
I Tesori della Cina Imperiale e un antipasto sfizioso: Caprino in finta caprese destrutturata - buono e semplice
I Tesori della Cina Imperiale e un antipasto sfizioso: Caprino in finta caprese destrutturata - buono e semplice
I Tesori della Cina Imperiale e un antipasto sfizioso: Caprino in finta caprese destrutturata - buono e semplice
I Tesori della Cina Imperiale e un antipasto sfizioso: Caprino in finta caprese destrutturata - buono e semplice
I Tesori della Cina Imperiale e un antipasto sfizioso: Caprino in finta caprese destrutturata - buono e semplice
I Tesori della Cina Imperiale e un antipasto sfizioso: Caprino in finta caprese destrutturata - buono e semplice
I Tesori della Cina Imperiale e un antipasto sfizioso: Caprino in finta caprese destrutturata - buono e semplice
I Tesori della Cina Imperiale e un antipasto sfizioso: Caprino in finta caprese destrutturata - buono e semplice
I Tesori della Cina Imperiale e un antipasto sfizioso: Caprino in finta caprese destrutturata - buono e semplice

Una non ricetta per gustare un ottimo caprino fresco. 

La mia generossisima amica ticinese M. mi ha donato - tra le tante cose - un caprino fresco di qui, precisamente della val Verzasca, una valle stupenda e suggestiva che sta a una decina di km da dove lavoro. 

Erano - e sottolineo erano - squisiti!! 

 

Caprini in caprese scomposta

I Tesori della Cina Imperiale e un antipasto sfizioso: Caprino in finta caprese destrutturata - buono e semplice

Ingredienti per porzione

1 caprino freschissimo (quantità da variare a seconda della fame e della dimensione del caprino)

4/5 pomodorini datterini

insalatina verde fresca

una fetta di pane alla segale o integrale

olio evo

aneto 

pizzico di sale (per me no, il caprino è abbastanza sapido, ma per chi preferisce mangiare la verdura a parte è necessario condire insalata e pomodori)

I Tesori della Cina Imperiale e un antipasto sfizioso: Caprino in finta caprese destrutturata - buono e sempliceI Tesori della Cina Imperiale e un antipasto sfizioso: Caprino in finta caprese destrutturata - buono e semplice

Preparazione

Ve la devo proprio scrivere??!

Comunque.... lavate e tagliate insalata e pomodorini.

Diponete il tutto su un piatto a vostro piacimento. Condite con un ottimo olio extravergine italiano - magari di corpo, come quello romano. Aggiungete un poco di aneto (o spezie a vostro piacimento - ecco alcuni esempi: origano, rosmarino in polvere, salvia in polvere, peperoncino, basilico fresco) sul caprino. Condite eventualmente le verdure. Ho usato il pane alla segale (e consigliato l'integrale) perchè hanno un sapore un po' più deciso, dolce e aromatico che ben si sposa con il sapido e intenso dolce e, inolte, contenendo una più bassa percentuale di farina raffinata risultano più digeribili, anche questo però può essere variato.  

 

Buona giornata!!

 

Giorgia

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E' stata prolungata fino al 25 ottobre la mostra che si tiene a Mantova, nello splendido Palazzo Te, costruito tra il 1525 il 1535 da Giulio Romano per volere di Federico II Gonzaga, un' interessante mostra  intitolata "GUARDANDO ALL’URSS : Realismo socialista in Italia dal mito al mercato" , curata da Vanja Strukelj, Francesca Zanella e Ilaria Bignotti.


"Per la prima volta a Palazzo Te a Mantova, un progetto espositivo che indaga le relazioni, gli scambi, gli sguardi e i "fuochi incrociati” tra arte italiana del secondo dopoguerra e arte sovietica del realismo socialista, riflettendo su affinità elettive e divergenze culturali e linguistiche, in una mostra di grande respiro internazionale e ricca di documenti, video e fotografie, manifesti e libri, poco o per nulla conosciuti al pubblico.
La mostra riconduce il visitatore agli anni della frontale contrapposizione politica tra comunisti e democristiani, quelli di don Camillo e Peppone, di Dio ti vede e Stalin no. Agli anni in cui per metà degli italiani l’URSS era il mito, il paradiso della giustizia sociale e il demonio per l’altra metà. 
Gli anni in cui grandi intellettuali italiani (Levi, Calvino, Moravia tra i tanti) compivano il loro pellegrinaggio laico a Mosca. Gli anni in cui lunghe code si formavano all’Hermitage per ammirare Guttuso. 
Lo fa in modo del tutto originale: al centro di questa proposta è infatti la riflessione sull’immagine mitica dell’URSS nell’Italia del secondo dopoguerra e sul ruolo assunto dall’iconografia realista nella sua diffusione e veicolazione. [...]
Grazie ai prestiti della Galleria Tret’jakov, in mostra saranno presenti opere di Nikolaj Andreev, Aleksandr Dejneka, Sergej Gerasimov, Vera Muchina, Pëtr Končalovskij, Grigor’evič Nisskij, Viktor Popkov.[...]

Cheese cake alla confettura di mirtilli e la mostra GUARDANDO ALL’URSS : Realismo socialista in Italia dal mito al mercato
Cheese cake alla confettura di mirtilli e la mostra GUARDANDO ALL’URSS : Realismo socialista in Italia dal mito al mercato
Cheese cake alla confettura di mirtilli e la mostra GUARDANDO ALL’URSS : Realismo socialista in Italia dal mito al mercato
Cheese cake alla confettura di mirtilli e la mostra GUARDANDO ALL’URSS : Realismo socialista in Italia dal mito al mercato
Cheese cake alla confettura di mirtilli e la mostra GUARDANDO ALL’URSS : Realismo socialista in Italia dal mito al mercato
Cheese cake alla confettura di mirtilli e la mostra GUARDANDO ALL’URSS : Realismo socialista in Italia dal mito al mercato
Cheese cake alla confettura di mirtilli e la mostra GUARDANDO ALL’URSS : Realismo socialista in Italia dal mito al mercato
Cheese cake alla confettura di mirtilli e la mostra GUARDANDO ALL’URSS : Realismo socialista in Italia dal mito al mercato

La mostra è organizzata dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te presieduto da Graziano Mangoni, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, del Consolato Generale della Federazione Russa a Milano, della Regione Lombardia, del Sistema Mantova per EXPO, del Museo Civico di Palazzo Te e della Galleria del Premio Suzzara, con il contributo del Comune di Mantova e della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Mantova, e con il sostegno di TEA Energia, Generali Italia Agenzia Pezzoli, Coop Consumatori Nordest e Berman Spa." (Estratto da qui)

Qui invece il sito ufficiale

 

Cheese cake alla confettura di mirtilli

ricetta dello chef Diego Fratton

Cheese cake alla confettura di mirtilli e la mostra GUARDANDO ALL’URSS : Realismo socialista in Italia dal mito al mercato

Ingredienti per una teglia 22/24 cm

per la base

50 g di zucchero

125 g di biscotti secchi, non frollini

100 g di burro fuso

per la crema

90 g di zucchero

3 uova

125 g di robiola

buccia di 1/2 limone, grattugiata

60 g di farina

250 ml panna fresca

100 g di marmellata di mirtilli

mirtilli 

Sciogliete il burro ed aggiungete lo zucchero per la base di biscotto. Tritate finemente i biscotti ed amalgamarli con burro e zucchero. Stendete il composto ottenuto in una teglia con i bordi alti, foderata con carta forno. Lasciatela raffreddare un po' in frigo, mentre preparate la crema.

Con lo sbattitore elettrico, montate lo zucchero con le uova intere; unite la robiola, la buccia di limone, la farina e la panna liquida. La crema deve avere una consistenza a nastro.

Mettete il composto ottenuto nella tortiera e cuocete in forno ventilato, preriscaldato a 170°C per 20 minuti; poi abbassate a 140°C e cuocete per ulteriori 25 minuti. Lasciate raffreddare e servite ricoperta dalla marmellata di mirtilli.

Vi posso suggerire altre due eccellenti confetture da utilizzare? Quella ai 3 frutti di bosco o quella, un po' più audace,  "de vieux garçon" ai frutti di bosco, lamponi e kirsh.

Sapore estivo e freschezza perfetta per il prossimo autunno.

Buon fine settimana a tutti
Daniela

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Dal 31 luglio al 10 gennaio

A Palazzo Reale a Milano, la natura dai greci ai romani

Nella mostra "MITO E NATURA. Dalla Grecia a Pompei", vasi dipinti, terrecotte votive, statue, affreschi e oggetti di lusso, dal VIII sec. a.C. al II sec. d.C, sono esposti in 6 sezioni per raccontare il mondo classico

 

Pomodori ripieni di riso per una cena leggera di fine estate...e Natura, Mito e Paesaggio dalla Magna Grecia a Pompei (VI sec. .C. - I sec d..C.) a Milano
Pomodori ripieni di riso per una cena leggera di fine estate...e Natura, Mito e Paesaggio dalla Magna Grecia a Pompei (VI sec. .C. - I sec d..C.) a Milano
Pomodori ripieni di riso per una cena leggera di fine estate...e Natura, Mito e Paesaggio dalla Magna Grecia a Pompei (VI sec. .C. - I sec d..C.) a Milano
Pomodori ripieni di riso per una cena leggera di fine estate...e Natura, Mito e Paesaggio dalla Magna Grecia a Pompei (VI sec. .C. - I sec d..C.) a Milano
Pomodori ripieni di riso per una cena leggera di fine estate...e Natura, Mito e Paesaggio dalla Magna Grecia a Pompei (VI sec. .C. - I sec d..C.) a Milano
Pomodori ripieni di riso per una cena leggera di fine estate...e Natura, Mito e Paesaggio dalla Magna Grecia a Pompei (VI sec. .C. - I sec d..C.) a Milano
Pomodori ripieni di riso per una cena leggera di fine estate...e Natura, Mito e Paesaggio dalla Magna Grecia a Pompei (VI sec. .C. - I sec d..C.) a Milano
Pomodori ripieni di riso per una cena leggera di fine estate...e Natura, Mito e Paesaggio dalla Magna Grecia a Pompei (VI sec. .C. - I sec d..C.) a Milano
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Pomodori ripieni di riso per una cena leggera di fine estate...e Natura, Mito e Paesaggio dalla Magna Grecia a Pompei (VI sec. .C. - I sec d..C.) a Milano
Pomodori ripieni di riso per una cena leggera di fine estate...e Natura, Mito e Paesaggio dalla Magna Grecia a Pompei (VI sec. .C. - I sec d..C.) a Milano
Pomodori ripieni di riso per una cena leggera di fine estate...e Natura, Mito e Paesaggio dalla Magna Grecia a Pompei (VI sec. .C. - I sec d..C.) a Milano

L'allestimento è a cura di Francesco Venezia.

Vasi dipinti, terrecotte votive, statue, affreschi e oggetti di lusso come argenterie e monili aurei saranno ordinati cronologicamente (dal VIII sec. a.C. al II sec. d.C) e per temi in 6 sezioni nelle sale di Palazzo Reale, con un’attenzione maggiore sulla produzione artistica magnogreca e in generale dell’Italia meridionale, a quella ellenistica e romana. Un focus particolare viene dedicato ai reperti archeologici di area vesuviana con una selezione di capolavori di pittura parietale pompeiana.

Le prime raffigurazioni di età arcaica (nella sezione Lo spazio della natura) rappresentano una natura selvaggia: rocce, alberi, caverne ma soprattutto frequenti scene marine come nel caso del famoso naufragio, dipinto in maniera grandiosa e inquietante, del vaso della fine del VIII secolo a.C. dal Museo di Ischia decorato con una famosa scena di naufragio dipinta in maniera grandiosa e inquietante. Il mare e la sua fauna sono celebrati anche più tardi su monete tarantine di V secolo e nelle celebri pitture funerarie di Paestum e continueranno ad apparire su grandi vasi a figure rosse della Magna Grecia di V e IV secolo a.C. Caratteristici i cosiddetti piatti da pesce provenienti dall’Apulia (odierna Puglia), con realistiche rappresentazioni di diverse specie, tutte ben riconoscibili e ancora oggi presenti nell’Adriatico.

Ben presto nell’arco del tempo il rapporto dell’uomo con l’ambiente si sviluppa in senso simbolico (la natura come segno e metafora) come dimostra l’eccezionale lastra funeraria detta del Tuffatore dal Museo di Paestum. Emerge inoltre il valore metaforico di singole piante o animali (palma, alloro, ulivo) in specie nella ceramografia greca e magnogreca de V e IV secolo a.C. L’arte figurativa elabora le storie di Dioniso legate al vino, quelle di Demetra legate al grano e all’alternarsi delle stagione nonché di Trittolemo, l’essere divino che ha insegnato all’uomo a seminare. Tra le opere della sezione La natura coltivata dono degli dei, la statua di Trittolemo dal Museo di Santa Maria Capua Vetere e le lastre votive (pinakes) di Locri, splendidi esempi di bassorilievi in terracotta di V e IV secolo a.C. rappresentano magnifiche raffigurazioni delle divinità della vite e del grano.

La mostra prosegue nella sezione Il giardino incantato raccontando come di diffonda il gusto per una rappresentazione decorativa di una natura esuberante che evoca giardini magici riferiti alla vita beata dopo la morte e alla rinascita in un mondo incantato. La natura è raffigurata in maniera più ornamentale che realistica e in composizioni di grande eleganza. I motivi naturalistici presenti sui vasi a figure rosse del IV secolo a.C. (eccezionali in mostra gli esemplari della collezione Intesa Sanpaolo e del Museo Archeologico Nazionale di Napoli) si tramandano fino ad epoca romana su vasi, dipinti, elementi architettonici e d’arredo, su argenterie e su rilievi marmorei come il notissimo Rilievo Grimani prestato dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, con pecora e i suoi cuccioli in un ricco ambiente naturale.

In mostra sarà anche esposto il celebratissimo “Vaso blu” (I sec. d.C.) da Pompei ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, un prezioso reperto lavorato nella stupefacente tecnica del vetro-cammeo, con scene di amorini vendemmianti in bianco su fondo blu. L’opera, ottenuta eccezionalmente per l’esposizione, ritornerà a Napoli dotata di una nuova vetrina antisismica e antisfondamento grazie al supporto di Fondazione Bracco.

Le opere della quinta sezione della mostra Il paesaggio documentano come con l’affinarsi delle conoscenze naturalistiche, il paesaggio dipinto faccia il suo ingresso nell’arte di età ellenistica. Sia nella corte macedone che ad Alessandria, la raffinata produzione artistica è caratterizzata da scene paesistiche come sfondo di cacce regali e da storie mitiche, nonché da rappresentazioni di paesaggi campagne idilliache con alberi, rovine, pastori.

Il gusto per il paesaggio giunge a Roma, dall’inizio del I secolo a.C., con importanti testimonianze nelle decorazioni delle abitazioni non solo dell’aristocrazia ma anche della ricca borghesia di età imperiale. Un esempio sono le storie di Ulisse dei Musei Vaticani affreschi con grandiose scene mitiche sullo sfondo di ampi paesaggi di rocce, piante, animali ed anche le pitture provenienti dalle case pompeiane con scene mitologiche ora al Museo Archeologico di Napoli.

Nell’ultima sezione (Il verde reale e il verde dipinto) sono radunati spettacolari esemplari di pittura illusionistica di giardini che specialmente nel I secolo d.C. decoravano le domus romane, per decorarle e per amplificarne gli spazi. In mostra saranno affiancati ad oggetti d’arredo, come piccole sculture e puteali che ornavano gli spazi verdi ed erano riprodotti nelle pitture. Molti anche gli affreschi notissimi o meno noti (molti restaurati per l’occasione) che, assieme ad alcune celebri pitture con scene di ville e paesaggi marini, documentano il tono lussuoso delle dimore campane.
Tra questi, straordinariamente ben conservati, sono gli affreschi della Casa del Bracciale d’oro da Pompei.

Un genere che nasce nel mondo ellenistico-romano e avrà molta fortuna nella pittura moderna è quello della “natura morta”. Dalle città vesuviane ci sono giunti affreschi di grande gusto coloristico che rappresentano frutti riprodotti insieme a vasellame e ad animali. Alcuni esemplari di semi, di frutti e di pani da Ercolano e Pompei ci riportano alla realtà alimentare di età romana con un sorprendente gioco di specchi fra la natura dipinta ed i suoi modelli reali. Il percorso espositivo si conclude con uno sguardo all’influenza che i modelli delle lussuose ville marittime edificate lungo le coste laziale e campana dall’aristocrazia ebbero sulle grandiose dimore lacustri costruite nel corso delle romanizzazione nell’Italia del Nord. (Il mediterraneo ai piedi delle Alpi). I ricchi ceti municipali ricostruirono sulle rive dei laghi prealpini il modello delle coste campane, ridisegnando anche l’ambiente naturale.(Estratto da qui)
 

E ora, dopo tanta natura meravigliosa in fiore e storie di giardini estivi, ecco qualcosa di adatto ad una pranzo di fine estate...

Pomodori ripieni di riso

Pomodori ripieni di riso per una cena leggera di fine estate...e Natura, Mito e Paesaggio dalla Magna Grecia a Pompei (VI sec. .C. - I sec d..C.) a Milano

ingredienti per 4 persone:

8 pomodori maturi,

2 cucchiai di parmigiano grattugiato (Campirossi),

2 cucchiai di pecorino,

un bel ciuffo di basilico,

uno spicchio di aglio,

16 cucchiai di riso.

1 fetta di scamorza o una mozzarella facoltative

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Per prima cosa scegliete un riso adatto per i pomodori: l'ideale è un riso da minestra. tipo originario o ribe o balilla o l'integrale, se volete mantenervi su un riso non raffinato.

Scegliete dei bei pomodori tondi, se possibile tutti uguali per dimensione, ben maturi e sodi, tagliate la calotta superiore, svuotateli, togliendo i semini,, la polpa al centro e l'acqua di vegetazione, salateli e metteteli capovolti su di un tagliere,

Mettete tutta la polpa che avrete recuperato dallo svuotamento in una insalatiera e passatela con un passaverdura. Unite ora il riso, il, parmigiano grattugiato, il pecorino grattugiato, il basilico spezzettato, uno spicchio di aglio tritato finissimo, olio, sale e una macinata di pepe fresco, o un izzico di peperoncino fresco. Il segreto per una buona riuscita di questo piatto e tutto qui: dovete lasciare il riso nel pomodoro per almeno 3 ore. Riprendete, passate le tre ore, i pomodori e riempiteli con il composto: il liquido che avanzerà dovrete usarlo per la cottura del riso, quindi tenetelo da parte.

Sistemate i pomodori ripieni nella teglia, e irrorateli con il liquido che avete tenuto da parte. Altro segreto per la riuscita: ricordate ogni 10 minuti ca di bagnare i pomodori con il sughetto che rimarrà sul fondo del tegame, la cottura sarà più morbida e omogenea.

Se volete potrete utilizzare a questo punto i formaggi, mettendo o all'interno del pomodoro alcuni dadini o ricoprendoli con una fettina unica di formaggio, per renderli ancor più saporiti. Ricoprite con la calotta dei pomodori tagliata all'inizio, se vi piace, ed infornate per 45 minuti a 200°.

Ottimi, morbidi e profumati, piatto unico saporito e piacevole alla vista: meglio di così!

Buona giornata a tutti

Daniela e Marilisa

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Da appassionata di fotografia quale sono da immemorabile tempo, quando mi capita d vedere la presentazione di una mostra come questa mi precipito a scoprire di che si tratta. Non si può resisere certamente al fascino del geniale artista, uomo dalla personalità eccentrica e certo non comune: vi ho già raccontato delle sue origini liguri e, spesso vi ho segnalato mostre che lo coinvolgono.

Ma questa volta, nella mostra di This is Picasso, non è il pittore al centro dell'ennesima esposizione, ma è l'uomo, l'istrione, il personaggio che ha saputo creare, fotografato da un amico, D.D.Duncan . Eccovi la recensione di Panorama:

Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...
Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...
Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...
Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...
Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...
Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...
Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...
Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...

"Nel settembre dello scorso anno il fotoreporter americano David Douglas Duncan, classe 1916, ha donato alla città di Camaiore, in provincia di Lucca, una cartella di materiali del suo archivio nominata "Picasso per Camaiore". La città dove la prima moglie di Duncan ha vissuto fino alla morte propone oggi il prezioso tesoro donato dal fotografo in una mostra dal titolo This is Picasso: fotografie di David Douglas Duncan, aperta al pubblico a Villa Le Pianore fino al 13 settembre. 

Oltre a un disegno autografato da Picasso, l'esposizione comprende un'ampia selezione di stampe e provini a contatto degli scatti, in parte inediti, risalenti agli anni dell'intenso sodalizio tra l'artista spagnolo e il fotografo americano. Incontratisi la prima volta nel 1957, attraverso Robert Capa. "Mi recai a La Californie, l'enorme casa-laboratorio di Picasso vicino a Cannes - ha raccontato Duncan - Mi presentai dicendo che ero amico di Capa e che desideravo salutare il maestro. Venni ricevuto dalla moglie Jaqueline Roque, tutta vestita di nero, dalla testa ai piedi. Rimasi sorpreso per quanto fosse piccola. Mi prese per mano e mi condusse al piano di sopra, dove c’era lui, nudo dentro la vasca da bagno. Gli chiesi il permesso di fotografarlo e lui acconsentì. Quella fu la prima volta". A quegli scatti ne sono seguiti molti altri, nel corso di 17 anni di intensa e duratura amicizia, interrotta solo, nel 1973, dalla morte del pittore. 

Le fotografie di Duncan raccontano un Picasso privato: quasi sempre circondato dalle sue opere d’arte, lo vediamo immerso nel processo creativo, nel suo studio o nel grande giardino; o sorridente e rilassato, spesso vestito solo con i celebri calzoncini taglia XXL; o in momenti di intimità familiare  con la moglie Jacqueline e i figli Paloma e Claude; o ancora con gli amici o l'inseparabile bassotto Lump. Della lunga amicizia con Picasso sono rimaste molte fotografie, raccolte in ben sette libri." (Dal sito di Panorama)

Spettacolo incredibile!

Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...

ROSSINI COCKTAIL

Il cocktail è nato intorno alla metà del XX secolo, forse all'Harry's bar a Venezia, dal suo creatore, Cipriani. La dedica al mio amatissimo Gioacchino è evidente nel nome e il sapore deliziosamente frizzante, come il colore vivace, si sposa perfettamente con la musica brillante del grande compositore: così dopo

La citronette

I tournedos

I maccheroni

non mi rimane che lasciarvi con il pocker rossiniano regalato dalla riccetta di un aperitivo rinfrescante e stagionalissimo, nonchè leggero.

 

Ingredienti

1/3 di fragole frullate

2/3 di vino Prosecco (che potete sostituire con champagne, se preferite)

Qualche goccia di succo di limone

sciroppo di zucchero qb (ma con le fragole dolci come sono adesso, si può anche omettere)

qualche cubetto di ghiaccio

 

rossini 

 

Preparate il frullato di fragole, mettendo nel bicchiere del vostro frullino i frutti lavati e asciugati e frullando per un paio di minuti: io le frullo insieme ai cubetti di ghiaccio, giusto qualcuno per non annacquare il frullato. Le fragole devono essere naturalmente belle fredde, appena tirate fuori dal frigo e  così pure il prosecco. 

Filtrate la polpa delle fragole e mettete in frigo. Preparate lo sciroppo di zucchero con 1 parte di zucchero e metà di acqua: fatelo sciogliere su fuoco basso e appena completamente trasparente e di consistenza fluida, fatelo raffreddare allontanandolo dalla fiamma. A questo punto preparate il cocktail.

Diciamo pure che l'esecuzione non è decisamente complicata: si devono versare tutti gli ingredienti nel flute e mescolare delicatamente.
Servire freddo... e bere rapidamente
Alla vostra salute
Daniela

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