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Da www.comunicareorganizzando.it/mostra/impressionisti-i-protagonisti/ :

Nell’ambito del consolidato rapporto tra il Musée d’Orsay e il Complesso del Vittoriano – Ala Brasini – viene ospitata a Roma, dal 15 ottobre 2015 al 7 febbraio 2016, la mostra Dal Musée d’Orsay IMPRESSIONISTI. Tête à tête.

L’esposizione propone attraverso oltre sessanta opere, un ritratto della società parigina della seconda metà dell’Ottocento, attraversata dai grandi mutamenti artistici, culturali e sociali di cui gli impressionisti furono esponenti e testimoni.

Il fulcro della ricerca artistica diviene la rappresentazione della vita moderna. Scompare la pittura “storica”, “mitologica”, “religiosa” o “allegorica” e i quadri si popolano di immagini cariche di contemporaneità.

La mostra, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Lazio, di Roma Capitale e dell’Ambasciata di Francia in Italia, è curata da Guy Cogeval, presidente dei Musées d’Orsay et de l’Orangerie con la curatela scientifica diXavier Rey, direttore delle collezioni e conservatore del dipartimento di pittura del Musée d’Orsay e di Ophélie Ferlier, conservatore del dipartimento di sculture del Musée d’Orsay.

La rassegna è organizzata da Comunicare Organizzando con il coordinamento generale di Alessandro Nicosia.

Edouard Manet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Frédéric Bazille, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Berthe Morisot, Auguste Rodin: questi, tra i tanti, gli artisti in mostra al Complesso del Vittoriano, in una rassegna di oltre sessanta opere, tra dipinti e sculture.

Attraverso i volti, gli abiti, le posture e gli accessori dei personaggi ritratti e ancora attraverso i luoghi e le ambientazioni in cui essi sono inseriti, Dal Musée d’Orsay IMPRESSIONISTI. Tête à tête offre la possibilità di ricostruire l’ambiente culturale, i contesti sociali e gli stimoli artistici in cui operarono gli impressionisti e, soprattutto, di cogliere quella “rivoluzione dello sguardo” e quel rinnovamento stilistico di cui il movimento impressionista fu portavoce.

Come afferma Zola nel 1868, sono pittori che amano il loro tempo…cercano prima di tutto di penetrare figure prese dalla vita e le hanno dipinte con tutto l’amore che provano per i soggetti moderni.

 Capolavori in mostra

Il percorso della mostra si snoda facendo rivivere lo spirito di un’epoca, offrendo, da una precisa angolazione, un affresco della società francese negli anni del sorgere e dell’affermarsi del movimento impressionista. Artisti e letterati, famigliari ed amici, politici e uomini di affari, signore della borghesia, bambini e adolescenti, evocano mirabilmente episodi di un’esistenza che si svolge fra città e campagna, interni domestici e gite sul fiume. Le opere scelte per la mostra, alcune diventate vere e proprie icone dell’impressionismo, mettono in luce gli aspetti innovativi del movimento artistico ed evidenziano, allo stesso tempo, le connotazioni delle singole personalità. Tra i capolavori esposti Il Balcone (1890) di Manet, icona della borghesia parigina di fine Ottocento. Stéphane Mallarmé (1876) ritratto in un atteggiamento rilassato, capace di raccontare l’intimità tra due amici che si incontrano ogni giorno per discutere di pittura, letteratura, ma anche di gatti e perfino di moda femminile e la bellissima Angelina (1865).

Jentaud, Linet et Lainé (1871) in cui Degas si sofferma sui visi pensosi dei tre giovani industriali parigini che emergono dalla tavolozza scura illuminata dai bianchi della tovaglia, dei polsini, del giornale; dello stesso artista, il ritratto del nonno Hilaire de Gas (1857).

Bazille dipinge Il ritratto di Renoir (1867), con i piedi su una sedia, facendone il modello della sfrontatezza giovanile. Di Renoir tra i tanti, splendida L’altalena(1876) dove la luce inizia a diventare la protagonista delle opere. Di Cézanne è da segnalare Donna con caffettiera (1890-1895), l’Autoritratto (1875) e Il giocatore di Carte (1890-1892).

Rodin con Victor Hugo (1897) ci racconta come l’impressionismo riesca a penetrare anche l’immobilità della scultura.

Qui tutte le informazioni necessarie

Immagini invece da qui

Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.

Eccovi ora, come promesso, altri panini per decorare la tavola in modo gradevole e gustoso, cosa che certo non guasta! Potrete ritagliarli nelle forme che più vi piacciono: qui da me è stato tutto un fiorire di stelle, cuori e alberi di Natale, che poi l'artista di casa ha decorato a suo piacimento, solo per dare un tocco di colore, anche dove già semi di sesamo, lino e papavero, oltre che pepe rosa, avevano fatto il loro lavoro!

Ditemi se non sono carini come gli altri!

Panini morbidi per decorare la tavola delle feste n. 2

ricetta da Pan di pane

Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Biga: 
10 g di pasta madre 
100 g di farina forte,
40 g di acqua.
Impastate e lasciate riposare per una notte coperta a temperatura ambiente , circa intorno ai 18°C.

Ingredienti:
150 g di Biga preparata la sera precedente
400 g di farina tipo 0 (meglio bio),
10 g di zucchero (se piace ma si può evitare),
220 g di latte vaccino o soia o semplicemente acqua,
50 g di burro a pomata o olio (arachide, soia o mais),
10 g di sale fine e
10-15 g di semi a piacere (sesamo, papavero, girasole, lino...) o pepe rosa, con ketchup, senape e maionese facoltative.

 PICT7247

Procedimento:
Tagliate a pezzi la biga in una ciotola con il latte, aggiungete lo zucchero e, gradualmente, la farina, mescolando con una spatola fino ad incorporate il tutto.
Quando l'impasto sarà ben amalgamato, aggiungete il burro a pomata ed il sale.
Impastate bene, fin che l'impasto apparirà liscio, omogeneo e ben incordato.
Mettete a riposare in un contenitore coperto fino al raddoppio di volume.

Ribaltate l'impasto lievitato sul piano di lavoro, e con un mattarello portatelo fino ad 1,5 cm di spessore. Ora. utilizzando un coppapasta della forma che più vi piace, ritagliate l'impasto e mettete le forme ottenute sulla piastra, rivestita con carta forno.

PICT7082 

Per fare aderire i semini ai panini, potete inumidire la superficie spennellandola con acqua, appoggiando poi i semini sopra. Coprite il tutto con la pellicola trasparente, leggermente unta e fate lievitare a 26-27°C..
Attendete fino a che avranno raddoppiato il loro volume.

panini di Natale 

Riscaldare il forno a 160 C°. Infornate i panini nella parte media del forno per 20 minuti circa. Dovranno prendere appena un po' di colore.
Metteteli a raffreddare su una gratella e decorateli poi a piacimento. Potrete aanche imbottirli, per un aperitivo morbido e saporito.
Buona giornata a tutti.
Daniela

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Sintetica al massimo la nota di Rai 5 : Ritrovato un sarcofago di un sacerdote del dio egizio della XXIIesima dinastia nella riva ovest di Luxor in una buca tra le rocce, lo ha annunciato il ministro delle Antichità egiziane Mamdouh el Damati. Costruito in legno e dipinto, sono presenti geroglifici che mostrano il defunto portare offerte agli dei Anubi e Hathor.

Più approfondita e vasta la presentazione dell'Ansa:

Il ministro delle Antichità egiziane Mamdouh el Damati ha annunciato la scoperta di un sarcofago di un sacerdote del dio egizio Amon Ra della XXIIesima dinastia nella tomba del vizir Amenhotep-Huy nella riva ovest di Luxor. Il ministro ha aggiunto che il sarcofago - scoperto da una missione spagnola - è in buono stato ed è stato trovato in una buca tra le rocce, nascosto da pietre.

Secondo il direttore del dipartimento delle Antichità dell'Alto Egitto Soldan Eid, il sarcofago è fabbricato in legno stuccato e dipinto e mostra un uomo con una tipica parrucca tripartita ed una corona di fiori, nastri colorati e una barba posticcia, mentre il petto è decorato con una collana. Inoltre le due mani incrociate tengono probabilmente due steli di papiri. Sul sarcofago sono presenti geroglifici e scene che mostrano il defunto che porta offerte agli dei Anubi e Hathor. 

In ogni caso, comunque venga descritta, questa è certamente una scoperta emozionante: le ottime condizioni del sarcofago, i suoi colori ancor vivaci, a dispetto dei millenni trascorsi da quando è stato fabbricato, creano una porta virtuale con il mondo straordinariamente affascinante degli antichi egizi. Questo sacerdote del più potente tra gli dei dell'antico Egitto, ci rivelerà, suo malgrado, ancora qualcuno dei segreti del suo mondo, che non smette mai di stupirci...

Foto tratte dal sito http://www.ansa.it/
Foto tratte dal sito http://www.ansa.it/
Foto tratte dal sito http://www.ansa.it/
Foto tratte dal sito http://www.ansa.it/

Foto tratte dal sito http://www.ansa.it/

E dopo le emozioni dalla storia antica, passiamo a quelle più semplici, che ci regalerà tra poco una bella tavola di Natale, ricca di colori e sapori intensi. Qui un piccolo suggerimento, che mi viene dal blog di Patrizia e che trovo davvero grazioso, oltre che buonissimo!  Oggi vi presento i primi, lunedì prossimo ve ne proporrò altri ugualmente graziosi.

Eccoli:

Panini per decorare la tavola delle feste

da un'idea di Pan di Pane

Di una scoperta emozionante a Luxor e di panini decorativi per la tavola di Natale...

Biga: 

10 g di Pasta Madre (solida o liquida o semisolida),

100 g di farina forte,

40 g di acqua.

Impastate e lasciate riposare per una notte coperta a temperatura ambiente meglio sui 18°C circa.

(Se si vuole utilizzare il lievito di birra, metterne un grammo fresco o 1/3 di grammo secco per preparare la biga. Poi aggiungetene 3 g fresco o 1 g secco nell'impasto finale)

Ingredienti:

150 g di Biga (come sopra),

500 g di farina di grano tenero tipo 0,

260 g di acqua,

20 g di olio,

10 g di sale fine e

10-20 g semi a piacere (sesamo, papavero, girasole, lino...).

PICT7066 

Tagliuzzate la biga in una ciotola con l'acqua, aggiungete gradualmente la farina, mescolando con un cucchiaio o una spatola ed incorporatela alla biga. 

Iniziate ad impastare, e quando l'impasto sarà liscio ed omogeneo, aggiungete il sale e l'olio. Continuate fino a quando il composto sarà ben incordato.

Date un giro di pieghe e mettete a riposare in un contenitore coperto fino al raddoppio del volume.

Ribaltate sul piano di lavoro, abbassate lo spessore della pasta, utilizzando un mattarello, fino a circa 1 cm o poco meno.

Con un bicchiere o un coppapasta, di  9 cm di diametro, ritagliate 16 dischi. Ri-impastate gli avanzi e procedete fino ad esaurire l'impasto.

PICT7040 

Se volete decorare i panini con i semi aromatici, prima di tagliarli, bagnate i dischi spennellandoli con dell'acqua, appoggiateli poi su uno strato di semini (che metterete su un piattino), e premete leggermente per farli aderire bene.

Con una spatola con la lama di 6 cm incidere fino in fondo 3 tagli incrociati al centro. (mettendo la faccia decorata dai semini all'ingiù)

Prendere ad una ad una le 6 punte che si sono formate e tirarle verso l'esterno a formare la stella.
Potete anche ripiegarle leggermente sopra l'impasto, senza estrarle totalmente, per avere un effetto decorativo differente.

Potete anche lasciarli lisci senza semi se preferite.

Mettete i panini così ottenuti sulla piastra da forno rivestita con carta da cottura, ce ne stanno 8 per ogni teglia, potete utilizzare 2 teglie e cuocere contemporaneamente o fare 2 cotture sfruttando la stessa teglia.

Coprite con della pellicola trasparente e fate lievitare a (a 26-27°C).

Ora attendete che raggiungano il raddoppio di volume o poco più per cuocere.

Riscaldare il forno a 160-170 C, prima d'infornare spruzzateli con un po' di acqua od olio e cuocete a forno statico per circa 15-20 minuti. Dovranno essere leggermente dorati. 

PICT7071 

Sfornate e fate raffreddare su una gratella. Potrete utilizzarli come segnaposto, come porta candele, per creare un centrotavola originale o addirittura come porta tovagliolo!

Buona giornata

Daniela

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L'’iniziale disorientamento di fronte alla natura si spiega con ciò, che si comincia con lo scorgerne soltanto le ultime ramificazioni, senza risalire alla radice. Una volta però che uno se ne sia reso conto, può riconoscere anche nella più lontana fogliolina la manifestazione dell’'unica legge che regola il tutto e trarne vantaggio”.

Paul Klee, Diari, n. 536

 

30.10.2015  -  14.02.2016 

Dopo la mostra dedicata al rapporto tra l’opera di Alberto Giacometti e la statuaria arcaica, il MAN_Museo d’Arte della Provincia di Nuoro prosegue la propria programmazione rivolta ad analizzare aspetti poco indagati della produzione dei più importanti artisti del XX secolo con una mostra dedicata a Paul Klee (1879-1940). 

Inedito in Sardegna, Klee è uno degli autori più complessi e originali del secolo scorso. Con questa rassegna, realizzata dal Museo MAN con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Provincia di Nuoro e della Fondazione Banco di Sardegna, con il patrocinio dell'Ambasciata di Svizzera in Italia, curata da Pietro Bellasi e Guido Magnaguagno, con il coordinamento scientifico di Raffaella Resch, si intende esplorare un elemento fondamentale nell’opera dell’artista, ovvero la percezione della presenza di un principio vitale, generativo, insito nella materia delle cose. 

In senso specifico Klee non ha mai parlato di “animismo”, tuttavia la sua opera appare permeata di uno spirito animato avvertito in tutta larealtà materiale ed evocato dall’azione creativa dell’artista. “Creatura superiore” (Diari, n. 660), l’artista, attraverso il proprio sguardo vivificatore, porta alla luce l’elemento generatore presente nei diversi mondi che popolano il cosmo, nascosto sotto la superficie delle cose. Che siano uomini, bambini, animali, oggetti, paesaggi o architetture, i mondi di Klee obbediscono tutti alla medesima legge della natura, che l’artista indaga e imita. 

Un unico principio vitale governa l’intero ordine naturale, dalle cose grandi a quelle infinitesimamente piccole. Questo principio sembra palesarsi in molte opere dell’artista, in particolare nei disegni e negli acquarelli degli anni Venti e Trenta. Opere come Feigenbaum (Fico), del 1929, o Im Park (Nel parco), del 1940, presenti in questa mostra, o ancora l’importante dipinto Wohin? (Dove?) del 1920, proveniente dalle collezioni della Città di Locarno, esposto nel 1937 all’interno della mostra “Arte degenerata”, organizzata dal regime nazionalsocialista tedesco. 

La rappresentazione del mondo animale offre una serie di parabole, di favole morali, dove l’animale è innalzato al ruolo di essere umano, nei suoi vizi e nelle sue virtù. Ecco che nel disegno Tierfreundschaft (Amicizia tra animali) del 1923, ad esempio, un cane e un gatto si accompagnano bonariamente in una tranquilla passeggiata, incarnando il senso di amicizia che può nascere tra due esseri umani. 

Lo studio delle opere architettoniche rivela l’interesse di Klee verso la percezione della forma e la comprensione dell’elemento organico, vivo, dentro di essa, evidente in alcuni acquarelli come Americanisch - Japanisch (Americano - giapponese), realizzato nel 1918, dove a svettanti palazzi stilizzati è affiancata l’icona dell’occhio. “Una volta che si è compreso l’elemento numerico del concetto di organismo”, scrive Klee, “lo studio della natura procede più spedito e con maggiore esattezza” (Diari 536). 

Immagini da www.zoemagazine.net
Immagini da www.zoemagazine.net
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Immagini da www.zoemagazine.net
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Immagini da www.zoemagazine.net

Immagini da www.zoemagazine.net

Ma il principio generativo insito in tutte le cose è ravvisabile soprattutto in quelle opere che, in maniera dichiarata, evocano o imitano ilmondo dell’infanzia, come in Hier der bestellte Wagen! - Ecco la carretta richiesta, del 1935, ma anche nel finissimo dipinto Getrübtes – Turbato, del 1934, proveniente dalle collezioni della GAM di Torino, o ancora in quei lavori dove le figure sono rappresentate con tratti semplici, stilizzati, alla maniera dei bambini, come nel dipinto Gebärde eines Antlitzes (Espressioni di un volto), del 1939, proveniente dalla collezione del Museo del Territorio Biellese. 

Forme di vita organiche e spiriti della materia animano i diversi soggetti presenti nelle opere di Klee. Un’immagine che sembra trovare una sintesi formale in un’opera come Figurale Blätter (Foglie figurate), un lavoro del 1938 dove alcune figure antropomorfe, come piccoli feti, vivono rannicchiate all’interno di foglie–incubatrici. 

Artista immerso nello spirito del suo tempo, dove si avvicendano eclatanti scoperte scientifiche, Kleerecepisce gli sconvolgimenti provocatidalle teorie della relatività e della fisica quantistica, così come le evoluzione degli studi psicoanalitici, rielaborandoli in maniera indipendente all’interno di una visione magico-fenomenica dell’universo. 

Dalla sito Ufficiale della mostra www.museoman.it dove potete trovare tutte le informazioni utili.

 

Pane semplice con il lievito madre

Paul Klee. Mondi animati (a Nuoro) e un pane semplice e fragrante con il lievito madre

Ingredienti

Per il preimpasto

20 g di lievito madre

100 g di acqua

100 g di farina

Sciogliete il lievito madre nell'acqua, aggiungete la farina, amalgamate e lasciate riposare per tutta la notte.

Per il pane

tutto il preimpasto (220 g circa)

400 g di farina

1 cucchiaino di miele o malto

150/180 g di acqua ca

12 g di sale

pane5 

Preparate il preimpasto come detto sopra e lasciatelo riposare al riparo tutta la notte.

Mettete il preimpasto in una bacinella, unitevi 130 g di acqua e scioglietela mescolando con una frusta. 
Aggiungete la farina, il sale e il malto (o il miele) , lavorate bene il tutto, aggiungendo acqua fino a che l'impasto non diventi morbido e liscio: la quantità può variare, a seconda della farina e di altri fattori esterni. Io ne ho adoperata un totale di 180 g.

Lavorate l'impasto energicamente  fino a quando non sarà liscio e ben lavorato, o, se usate la macchina, fino a quando l'impasto non si incorderà: deve risultare una pasta morbida ma che non si attacchi alle dita. Incidete la superficie con un taglio a croce, coprite con un panno umido e lasciate lievitare il tutto in ambiente tiepido e lontano dalle correnti, per almeno 3 ore (io l'ho lasciato 4 ore e mezzo).

Riprendete l'impasto e rovesciatelo su una superficie foderata con carta forno, dando la forma arrotondata di una pagnotta, praticando quattro incisioni sulla superficie e spolverando di farina.

Lasciate lievitare ancora per 2 o 3 ore, sempre in luogo tiepido e riparato. 

Preriscaldate il forno a 220°C. e, prima di infornare il pane, inserite un tegamino con due dita di acqua bollente sulla base del forno per umidificarlo.

Trascorso il tempo, fate scivolate la pagnotta con la carta forno sulla leccarda che avrete lasciato riscaldare nel forno,  e infornate subito il pane per circa 40 minuti. 

Io ho fatto fare la seconda lievitazione, pensando non crescesse così bene, all'interno di un cerchio in acciaio di 20 cm... questo è il risultato :-) Alto, con la crosta croccante fuori e dentro morbidissimo!!! Una delizia fragrnte che è sparita nel giro di 10 minuti, appena uscita dal forno! Squisito!!!! :-)

Buona giornata

Daniela

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Per celebrare gli ottant’anni di relazioni diplomatiche tra Cuba e la Santa Sede il Palazzo della Cancelleria di Roma, appartenente alla Santa Sede, ospita dal 18 ottobre al 17 novembre un’importante mostra di dipinti e sculture dell’artista cubano Alfredo Sosabravo. 
L’esposizione, organizzata dalla Bettini & Co Gallery e dall’Ambasciata di Cuba presso la Santa Sede, è curata da Eriberto Bettini e si avvale in catalogo di un testo critico di Luciano Caprile.
Le opere esposte riguardano principalmente gli ultimi quindici anni di Sosabravo che riesce a catturare l’osservatore attraverso il racconto di un mondo fantastico dove la memoria maya o azteca si confronta con la nostra quotidianità. 
Lo possiamo constatare in una delle opere più recenti intitolata “Los hombres crucificados” del 2014. Nella circostanza il suo variegato paesaggio arcaico, popolato dai suoi tipici personaggi, viene attraversato da notizie di giornali o da immagini di automobili, mentre “El beso de la mujer araña” del 2003 si confronta coi magici riti della sua terra. Quindi “Paisaje interior” del 2008 raccoglie nella testa del protagonista i pensieri figurati e le fughe nell’onirico. Nella circostanza verranno anche presentate alcune sue sculture realizzate nel bronzo e nel vetro di Murano che talora comportano interessanti e seducenti combinazioni dei due elementi. 

Della Treccia argentina all'olio di oliva e di una mostra di A. Sosabravo a Roma
Della Treccia argentina all'olio di oliva e di una mostra di A. Sosabravo a Roma
Della Treccia argentina all'olio di oliva e di una mostra di A. Sosabravo a Roma
Della Treccia argentina all'olio di oliva e di una mostra di A. Sosabravo a Roma
Della Treccia argentina all'olio di oliva e di una mostra di A. Sosabravo a Roma
Della Treccia argentina all'olio di oliva e di una mostra di A. Sosabravo a Roma
Della Treccia argentina all'olio di oliva e di una mostra di A. Sosabravo a Roma

L’inaugurazione si terrà sabato 17 ottobre (su invito) alle ore 18 nella Sala del Vasari. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 10 alle 12,30 e dalle ore 15 alle 18,30. 
Dal 18 Ottobre al 17 Novembre 2015
Palazzo della Cancelleria, Piazza della Cancelleria 1 - ROMA Ingresso gratuito - Da qui

Questa è la pagina ufficiale della mostra www.bettinigallery.it, mentre, se voleste ammirare qualche opera particolare dell'artista cubano, così particolare anche nelle sue realizzazioni in bronzo o in vetro (per realizzarle si è avvalso della collaborazione con Ars Murano e conla Fonderia Bonvicini di Verona), potreste dare una sbirciatina qui per fare un "bagno" nei colori brillanti e pieni di luce di Sosabravo.

E per rimanere in tema latino-americano...

 

Treccia argentina all'olio di oliva

Da Pan di Pane di P. Tentori

Della Treccia argentina all'olio di oliva e di una mostra di A. Sosabravo a Roma

Ingredienti: 

150 g pasta madre rinfrescata

200  g di acqua,

5-8 g di malto, zucchero o miele,

400 g di  Farina tipo 0 (bio),

10-12 g di sale,

15 g di olio EVO per l'impasto + 20 g da spennellare sulla superficie della treccia prima dell'ultima lievitazione

semi vari (lino, girasole, papavero, sesamo) facoltativi


Emulsione da spennellare dopo la cottura: 

20 g di acqua,

3 g di sale (mezzo cucchiaino) e

20 g di olio EVO.

Sbattere bene con una forchetta e spennellarlo sulla treccia subito dopo la cottura.

PICT3278Impastate, a mano o con l'impastatrice, sciogliendo prima la pasta madre e il malto (zucchero o miele) con l'acqua ed aggiungendo successivamente la farina ed il sale: l'impasto deve essere sodo e non appiccicarsi alle mani. Quando sara quasi incordato aggiungete l'olio. Portate ad incordatura ottenendo un impasto liscio ed omogeneo.

Mettere in una ciotola unta a lievitare, in luogo caldo 26-27°C, coprendo il contenitore. Attendete il raddoppio del volume dell'impasto.

Rovesciate sul piano infarinato, sgonfiate delicatamente e ripiegate l'impasto.

Attendete 10-20 minuti e stendetelo con un mattarello o con le mani, sempre con delicatezza.

Con una rotella da pizza tagliate la pasta in 9 o 12 strisce [al di là del fatto che io non so contare, evidentemente,  e quindi, nell'entusiasmo, di strisce ne ho tagliate 13 :-)], lasciandole unite nella parte alta.

Unite le strisce 3 a 3 (o 4 a 4) e create una treccia. Disponete la treccia su una teglia foderata con carta forno e spennellate la superficie con l'olio evo.

treccia 

Spostatela delicatamente sulla teglia da cottura foderata con carta da forno e lasciatela lievitare in un luogo tiepido.

Preriscaldate il forno in modalità statica a 160°C e posizionate la grata nella parte bassa.

Appena giunge a temperatura, infornate e dopo una decina di minuti, alzate la temperatura a 175/180°.

Cuocete per altri 25/30 minuti (per un totale di 35/40min), secondo il vostro forno, finché la treccia non raggiungerà un bel colore dorato chiaro.

Estraete dal forno e, appoggiando il pane su una gratella, spennellate bene su tutta la superficie l'emulsione con l'olio d'oliva  (20g olio,20g acqua e 3g sale), mentre il pane è ancora caldo.

Come suggerisce Patrizia, si possono aggiungere semi a piacere sul pane prima di cuocerlo, oppure unire all'emulsione di olio delle erbe aromatiche tritate. Se poi non avete voglia di preparare la treccia potreste anche creare dei semplici nodini con le strisce di pasta.

PICT3290 

Lasciate sulla gratella a raffreddare completamente.
Morbido, fragrante, irresistibile sia solo che in accompagnamento a tavola......

Buona giornata a tutti.

Daniela

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Poche parole da aggiungere, e molte immagini da vedere, per questa interessantissima mostra in corso a Genova a Palazzo Ducale fino al 10 aprile.

Monet, Gladioli, 1876

Le opere provengono dal Detroit Institute of Arts  e sono oltre 50, esposte secondo un percorso cronologico che abbraccia un periodo che va dall'origine del movimento impressionista fino ad un capolavoro di Picasso del 1960, Donna seduta.

immagine da qui

Il genio dei pittori le cui opere sono esposte, è impressionante: possiamo ammirare tele di Van Gogh, Matisse, Monet, Modigliani, Degas, Manet, Courbet, Otto Dix, Degas, Picasso, Gauguin, Kandinsky, Cézanne, Renoir, tanto per citarne alcuni. 

Degas, Violinista e giovane donna, 1871

Le opere sono tutte esposte nell'appartamento del Doge e danno una ottima visione d'insieme dell'arte europea dell'epoca con qualche riflessione più dettagliata su Degas e Picasso, entrambi presenti con ben 6 opere di grande bellezza, e su Cézanne di cui sono esposte 4 tele. 

Cézanne - Mont Sainte-Victoire, 1904 -1906

Informazioni di ogni genere, tempi, orari, costi ecc ecc le troverete qui sul sito

Buona giornata 

Daniela

Crostini in variazione

Oggi mi sono preparata questo vizietto. Io adoro il pâté de canard.

L'ho acquistato qui in svizzera perchè ne vado ghiotta ma non lo mangio quasi mai, quindi ho colto l'occasione.

Ve lo propongo in due abbinamenti... ovviamente tralasciando il fatto che sia buonissimo mangiato da solo su un poco di pane appena tostato.  Per il pane, se avete voglia di prepararvelo direttamente, ecco qui un paio di ricette che potrebbero adattarsi splendidamente:

pane ai 5 cereali (G Purnell)

pane alla farina di segale e fiocchi d'avena (P.Hollywood)

pane alla farina di farro e segale (P.Hollywood)

tanto per citare i primi che mi vengono in mente....

 Si può servire come antipasto o come piatto unico. 

Crostini in variazione - J'adore...e una meravigliosa mostra in corso a Genova, "Dagli impressionisti a Picasso".

Ingredienti per porzione

2 "fettine" di pâté de canard

un quarto di un avocado ben maturo

olio evo

2 cucc.ni di mayonese leggera

mezzo limone

un quarto di cipolla rossa di tropea

2 fette di pane alla segale o integrale (vanno bene, anzi benissimo i pani di segale integrale - per intenderci: quelli neri che vendono in cassetta)

insalata quercia 

aceto di mele

sale aromatizzato

un ottavo di mela verde

Crostini in variazione - J'adore...e una meravigliosa mostra in corso a Genova, "Dagli impressionisti a Picasso".

Preparazione (ovvero come comporre il piatto)

Lavate, asciugate e quindi tagliate l'insalata. Preparate il condimento da una parte: olio evo, aceto di mele e sale aromatizzato (se non lo avete aggiungete delle spezie a vostro piacimento).

Preparate ora l'avocado: sbucciatelo (a mano è meglio), tagliatelo in modo da ottenere dei cubetti. Ponetelo ora in una terrina e aggingete il succo di mezzo limone (anche un quarto va bene), la mayonese, un pizzico di sale e la cipolla tagliata finissima a piccolissimi cubetti. Mescolate il tutto con una forchetta, schiacciate qualche cubetto di avocado in modo da ottenere una crema che leghi i cubetti fra di loro. Sbucciate l'ottavo di mela verde (se è biologica e la buccia non è troppo dura potete lasciarla) e tagliatela a triangolini sottili (2 mm circa).

Prendete le 2 fette di pane dello spessore max di un centimetro e tostatelo in padella.

Su una fetta adagiate l'avocado in una buona quantità - dovrà sposarsi con il patè che ha un gusto piuttosto incisivo - e dunque il patè.

Sull'altra spalmate il patè e adagiatevi sopra la mela.

Servite con un po' di insalata - che avrete condito - d'accompagnamento.

 

Buon appetito!!!

 

Giorgia

 

Preparazione (ovvero come comporre il piatto)

Lavate, asciugate e quindi tagliate l'insalata. Preparate il condimento da una parte: olio evo, aceto di mele e sale aromatizzato (se non lo avete aggiungete delle spezie a vostro piacimento).

Preparate ora l'avocado: sbucciatelo (a mano è meglio), tagliatelo in modo da ottenere dei cubetti. Ponetelo ora in una terrina e aggingete il succo di mezzo limone (anche un quarto va bene), la mayonese, un pizzico di sale e la cipolla tagliata finissima a piccolissimi cubetti. Mescolate il tutto con una forchetta, schiacciate qualche cubetto di avocado in modo da ottenere una crema che leghi i cubetti fra di loro. Sbucciate l'ottavo di mela verde (se è biologica e la buccia non è troppo dura potete lasciarla) e tagliatela a triangolini sottili (2 mm circa).

Prendete le 2 fette di pane dello spessore max di un centimetro e tostatelo in padella.

Su una fetta adagiate l'avocado in una buona quantità - dovrà sposarsi con il patè che ha un gusto piuttosto incisivo - e dunque il patè.

Sull'altra spalmate il patè e adagiatevi sopra la mela.

Servite con un po' di insalata - che avrete condito - d'accompagnamento.

 

Buon appetito!!!

 

Giorgia

 
Crostini in variazione - J'adore...e una meravigliosa mostra in corso a Genova, "Dagli impressionisti a Picasso".

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Della cucina provenzale abbiamo già molte volte parlato: è una cucina che ha molto in comune con quella ligure,sia nei sapori che nella semplicità dei piatti che propone.

Qui da noi potete trovare ad esempio la ricetta della pissaladiere, della Soupe au Pistou, della Socca e della Tapenade, ma tantissimi sonoi piatti celebri che si preparano nella splendida provenza, dalla brandade, alla bouillebaisse e delle Papalines d'Avignon... e tra le più note c'è anche la fougasse.

E' un pane semplice, condito e nel mio caso, preparato con erbette profumate, che fa venir voglia di mangiarlo anche così, da solo, senza bisogno di companatico: soffice, ma racchiuso da una crosticina dorata e leggermente croccante, con una forma gradevole a spiga di grano beneaugurante, decora la tavola, oltre che appagare il palato !

E' una preparazione antica, che risale ai romani (il suo nome deriva da focus) e le sue tracce ci riportano intorno al II sec. a.C. quando Catone nei suoi scritti parla del Libum, primo antenato di questa delizia. Cibo di marinai e pescatori la focaccia pare debba la sua nascita ai lunghi tempi d’attesa che i fornai dovevano affrontare durante le notti di lavoro, ore ingannate infornando direttamente sulla base del forno pezzi di pasta non lievitata, che una volta cotti venivano mangiati in compagnia.(Taccuini storici)

Anche la fougasse veniva utilizzata dai fornai provenzali assicurarsi che il forno a legna fosse alla giusta temperatura, prima di cuocere il pane e quindi, essendo la prima ad uscire dal forno, serviva per lo spuntino mattutino degli apprendisti panettieri...

Potete prepararla farcendola con tutto ciò che vi piace, aggiungendo formaggi o acciughe o lardo, o olive o qualunque altra cosa vi stuzzichi all'impasto, ma così, semplice e leggera è comunque perfetta per accompagnare qualunque pietanza.

PS: va da se che qui potrete trovare anche la ricetta perfetta per la focaccia genovese, per la quale non c'è alcun bisogno di spendere neppure una parola!!!!

Fougasse alla farina di farro ed erbe aromatiche

dal blog Pan di Pane

Per i piatti storici: la Fougasse alle erbe aromatiche (con pasta madre!).

Per il prefermento: 

80 gr di Pasta Madre solida + 175 gr di farina 0 bio + 195 gr di acqua,
(oppure 2 gr di Lievito di birra + 225 gr di Farina 0 Bio + 225 gr di acqua + una punta di zucchero.)
Mescolare bene e lasciare riposare a temperatura ambiente 8-10 ore (preferibilmente intorno ai 20°C ), devono apparire in superficie bolle e una bella schiuma indice di una bella attività!

Ingredienti:
450 gr di prefermento (come sopra),
100 gr di acqua,
200 gr di farina di farro bio,
75 gr di farina 0 bio,
20 gr di olio EVO e
12 gr di sale fine

PICT3897 

Procedimento:

Naturalmente il riposo si intende fatto in ambiente tiepido e privo di correnti: il forno, per esempio in inverno, a temperatura ambiente in estate.

In una ciotola sciogliete il prefermento con l'acqua e lasciare cascare le farine a pioggia. Mescolate bene fino a far assorbire tutto il liquido. Lasciate riposare 20-30 minuti.

Aggiungete nella ciotola 20 gr di olio evo e fare delle pieghe all'impasto,

PicMonkey Collage pieghe 

2 volte ogni 15 minuti , l'impasto si irrobustirà velocemente. Lasciate riposare l'impasto un'ora nella ciotola coperta. Tagliate in due l'impasto e lasciate riposare ancora per 30 minuti sul piano di lavoro, coprendoli entrambi con pellicola leggermente unta o un telo infarinato.

Ungete due teglie, appoggiate al centro di ognuna un pezzo d'impasto e con i polpastrelli allargateli  leggermente, partendo dal centro e spostandoli a poco a poco verso l'esterno, cercando di fare in modo che l'impasto abbia uno spessore uniforme.

Dopo un piccolo riposo, con una spatola incidete dei tagli profondi fino alla teglia.
Ancora una ventina di minuti di riposo e tirate delicatamente l'impasto, aprendo i tagli fatti precedentemente e allargando la fougasse per tutta a teglia.

Lasciate riposare per l'ultima volta il tutto ancora per circa  un'ora.

Spennellate con olio evo e con erbette a vostra scelta prima di infornare (per me origano, maggiorana, rosmarino e timo).

PICT3907

In totale quindi, dall'inizio dell'impasto all'infornata, vi occorreranno circa 3 ore. Ovviamente con temperatura esterna estiva, il tempo complessivo, si ridurrà leggermente.

Infornate a 240°C con fono statico per 20-25 minuti, a metà cottura invertite la posizione delle teglie. Appena sfornate, spennellatele con una emulsione di pari quantità di acqua e olio, e se vi piace, anche con una piccola manciata di sale grosso.

Il risultato saranno due fougasse morbide, profumatissime e molto leggere, oltre che gradevoli alla vista.

Buona giornata a tutti

Daniela

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C'era una volta una deliziosa giovane signora bionda, con tre figli, piuttosto belli, in verità, due bimbe e un maschietto.... Negli anni questi bimbi sono cresciuti e hanno regalato alla signora bionda sei nipotini, altrettanto carini e piuttosto vivaci. Di questi nipotini, due in particolar modo hanno ereditato dalla nonna la passione per la musica, che arrivava loro dal suo papà, musicista raffinato e compositore appassionato d'arte in ogni sua sfaccettatura.

Le bimbe hanno iniziato ad apprezzare, attraverso la nonna, la musica lirica in particolare, imparando a conoscere le arie più celebri di moltissime opere, con una spiccata predilezione per Rossini e per la Callas e la musica classica in generale, leggendo spesso insieme gli spartiti del bisnonno, sia i suoi originali che quelli che lui aveva apprezzato particolarmente e che si sono salvati da un paio di alluvioni e da diversi traslochi...

Lei raccontava loro la sua vita, tra un papà musicista e un nonno ed uno zio pittori, e loro la ascoltavano affascinate, mentre lei descriveva ambienti e stili di vita lontani nel tempo e nello spazio, ma così simili nell'amore per il bello e per l'arte...

Poi, nel tempo, hanno cominciato loro a raccontarle la loro esperienza, le speranze e la gioia nell'entrare nel mondo che lei tanto amava... Purtroppo ci ha lasciato troppo presto per riuscire a vedere con quanto entusiasmo si sono lanciate sul sentiero che lei ha tante volte descritto con gioia, ma non dubito che in qualche modo loro riescano ancora a sentirla vicina e a trarre da lei ispirazione e sostegno.

Oggi, nel giorno del suo compleanno, voglio dedicarle una ricetta semplicissima che, ad una golosa come lei, sicuramente piacerebbe, poichè sa coniugare morbidezza e dolcezza con sapori decisi e forti, cosa che Stena con il suo piacere per le cose semplici e gustose, sono certa apprezzerebbe.

Dedicati ad una donna dallo spirito indomabile.

 

Mini panini morbidi con pasta madre

Di Panini morbidissimi con il lievito madre, accompagnati da un eccellente salame, dedicati ad un compleanno speciale.

Però riesco ogni tanto a preparare qualcosa di buono per le mie artiste a tutto tondo, e quando occorrono dei panini imbottiti, nulla è più assoltamente soffice e delizioso di questi perfetti

PICT3760 

Se come me li preparerete con una temperatura esterna piuttosto elevata, ricordate che i tempi di lievitazione si accorciano un pochino, e la cottura è più sopportabile se fatta di mattina prestissimo...ma la soddisfazione nel morderli e gustarli, vale qualche piccolo sacrificio!!!!

Qui vi avevo già proposto la versione con il lievito di birra, ottima e soddisfacente. 

Ma ho voluto provare anche la versione pasta madre, che, confesso, ha il suo perchè, con di una soffice morbidezza che conquista!

La ricetta originale viene dal blog di Patrizia, ma, strada facendo, ho apportato qualche cambiamento, che mi ha dato molta soddisfazione: ecco il risultato

 
Ingredienti per 15 panini :
1 tuorlo d'uovo (13/15 g ca)
50 g di yogurt bianco greco
150 g di acqua circa,
100 g di pasta madre
330 g di farina Manitoba
30 g di olio extravergine d' oliva
30 g di zucchero di canna
9 g di sale 
semi di sesamo, lino, papavero e girasole

PicMonkey Collage 

Sciogliete bene il lievito madre nell'acqua, ma utilizzandone solo 120 g (tenendone da parte 30 g) e aggiungete il tuorlo d'uovo. Iniziate gradualmente ad incorporarvi la farina con lo zucchero, lo yogurt e il sale e per ultimo l'olio. Impastate bene fin che l'impasto apparirà liscio, omogeneo e ben incordato. Deve risultare morbido. Se vedete che sono necessari, aggiungete ora gli ultimi 30 g di acqua (per me è stato sufficiente aggiungerne solo 10 g).
Lasciate riposare l'impasto per 30 minuti, coperto. Riprendetelo e apritelo, stirandolo delicatamente, per poi ripiegarlo come con un foglio di carta in tre parti. Lasciatelo riposare ancora, dandogli forma sferica e mettendolo in una ciotola unta e coperta a lievitare.

Senza titolo 

Quando l'impasto sarà raddoppiato (3 ore ca.), rovesciatelo su un piano, allargatelo leggermente stirandolo con le mani. Con un tagliapasta tagliate 15 pezzi da circa 50 g ognuno, fateli riposare sul piano 15 minuti, poi formate delle palline. Appoggiatele sulla placca coperta da carta da forno, non troppo vicine , perchè gonfiandosi tendono ad "appicccicarsi" le une alle altre.

PICT3752

Se volete mettere sulla superficie dei semini, potete farlo ora. Inumidite con un po' d'acqua la superficie delle palline di pasta, utilizzando delicatamente un pennello, e fate aderire bene i semi esercitando una leggera pressione. Personalmente ho usato semi di lino, di papavero, di sesamo e di girasole... e non so quale mi sia piaciuto di più!!

PICT3751

Ora attendete che raddoppino il loro volume (circa 3 ore).

Portate il forno ad una temperatura di 170/175°C  e infornate per 20-25 minuti

panini 

Sono la cosa più soffice da mordere, imbottiti come vi piace, con i salumi, anche i più saporiti: anzi per l'occasione, in omaggio alla assoluta golosità di colei a cui il post è dedicato, li ho provati con una delle più deliziose e ghiotte specialità di Terre Ducali...

terre ducali 

lo Strolghino di culatello!!! Un sapore unico pieno, deciso e armonico, speziato quel che basta per regalare un gusto unico... da amare fin dalla prima fetta! Ve ne parlerò ancora, ma vi assicuro che è una gioia assoluta per il palato, specialemnte con un pane così poco sapido e morbido... 

mini panini morbidi con pasta madre

Sono da provare. Assolutamente.

Buona giornata

Daniela

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La rosa di fuoco

La Barcellona di Picasso e Gaudí

 

19 aprile – 19 luglio 2015

"Effervescente e ammaliante, estrosa e ribelle, Barcellona all’inizio del Novecento era “la rosa di fuoco”. Un fervore nuovo infiammava la scena artistica e culturale, dove spiccavano gli astri di Picasso e Gaudí, sullo sfondo di una rovente tensione sociale che alimentava conflitti e attentati.
A siglare l’ascesa di Barcellona era stata l’Esposizione Universale del 1888, che celebrava lo sviluppo economico e urbanistico della capitale catalana e contribuiva a diffondere idee di rinnovamento e di modernità. 
Una straordinaria fioritura in campo artistico, architettonico, musicale e letterario cambiò il volto della città, sul modello della Parigi Art Nouveau. A Barcellona il giorno continuava la notte e la vita culturale esplodeva come un fuoco d’artificio nell’eccentrico clima della fin de siècle. Forti conflitti sociali accompagnarono, però, questa crescita, culminando nel 1909 nella cosiddetta “settimana tragica”, segnata da violenti scontri tra esercito e popolazione, che decretò la fine di questa stagione irripetibile. 
La rosa di fuoco. La Barcellona di Picasso e Gaudí racconterà questi anni fecondi e inquieti e l’effervescente fucina di artisti che li animò, lasciando un’impronta profonda nella storia dell’arte del Novecento. Le invenzioni di Lluís Domènech e soprattutto di Gaudí, visionario innovatore delle forme architettoniche e del design d’interni, si avvicenderanno ai capolavori dei protagonisti della pittura e scultura catalana, come Ramon Casas, Santiago Rusiñol, Joaquim Mir, Hermen Anglada Camarasa, Isidre Nonell, Juli González e il giovane Picasso, che mettono in scena con stili differenti un’istantanea della vita moderna, dall’atmosfera bohemien dei caffè e dei ritrovi notturni, alle effigi di gitane e miserabili virate in blu, toccanti icone della solitudine che il progresso si lasciava dietro. 
Un caleidoscopio di dipinti, opere grafiche, gioielli, fotografie, sculture, modelli architettonici e teatrali testimonierà come tutte le arti siano state percorse dal medesimo fuoco di rinnovamento.

Mostra a cura di Tomàs Llorens e Boye Llorens, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara"

Immagini dal sito ufficiale http://www.palazzodiamanti.it/
Immagini dal sito ufficiale http://www.palazzodiamanti.it/
Immagini dal sito ufficiale http://www.palazzodiamanti.it/
Immagini dal sito ufficiale http://www.palazzodiamanti.it/
Immagini dal sito ufficiale http://www.palazzodiamanti.it/
Immagini dal sito ufficiale http://www.palazzodiamanti.it/
Immagini dal sito ufficiale http://www.palazzodiamanti.it/
Immagini dal sito ufficiale http://www.palazzodiamanti.it/
Immagini dal sito ufficiale http://www.palazzodiamanti.it/
Immagini dal sito ufficiale http://www.palazzodiamanti.it/

Immagini dal sito ufficiale http://www.palazzodiamanti.it/

Per ammirare tanta bellezza l'appuntamento è a Palazzo dei Diamanti a Ferrara e, sul sito ufficiale della mostra, da cui ho tratto la sua descrizione, potrete trovare anche tutti i particolari legati a prezzi e orari.

 

Ed ora, come sempre dopo tanta magnificenza, bellezza, fuoco e passione, uno spuntino gratificante e godurioso, da sgranocchiare da solo o accompagnato da qualunque cosa vi venga in mente: si tratta di un suggerimento legato al pane Cafone, delle sorelle Simili, su come utilizzare il disavanzo di rinfresco del lievito madre, invece di buttarlo via.

Si tratta per la precisione di deliziosi

 

Crackers a lievitazione naturale

da Pane e roba dolce ( ed. Vallardi Cucina)

I Crackers a lievitazione naturale delle Simili e "La rosa di fuoco. La Barcellona di Picasso e Gaudí" a Ferrara!

Ingredienti:
300 gr di lievito madre, rinfrescato dalla sera precedente
60 gr di burro morbido
30 gr di strutto
250 gr di farina
120 gr di acqua tiepida
2 cucchiaini di sale

A piacere potete aggiungere semi di ogni tipo, magari tostati, che vi piacciano, piuttosto che erbe aromatiche varie, che profumano ulteriormente queste già fragranti delizie.

PICT2804 

"Sul tavolo (o nella ciotola del mixer) fare la fontana con la farina, mettete al centro il lievito, a pezzetti, il condimento e il sale.

Aggiungere l'acqua, sciogliere e amalgamare il tutto, lavorando (a mano) almeno 8/10 minuti (anche qualcosa meno se fatto con l'impastatrice)

La pasta dovrà essere non troppo soda.

Fate lievitare per 3 o 4 ore, finchè si sarà un poco gonfiata. Tirarla molto sottile, tagliarla a piccoli quadrati o rettangoli, forarli con i rebbi di una forchetta e cuocere in forno a 190° per circa 10 minuti.

Nell'impasto si possono aggiungere anche semi tostati"

Ecco, allora i semini io li ho aggiunti una volta tagliati i crackers e non erano tostati: sono venuti ottimi.

Non preoccupatevi se anche la pasta non dovesse essere tirata sottilissima o se non fosse proprio perfettamente uniforme, o se vi capitasse di tagliarli in modo irregolare: il risultato sarà comunque delizioso, perfino se i crackers dovessero essere un pochino più spessi!

Si conservano bene se tenuti in scatole di latta, ma dubito che riusciranno ad arrivare anche solo fino al giorno dopo...

Buona giornata e a tutti.

Daniela

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... così posso aggiungerci, al volo, anche un paio di notizie storiche!

sorelle Simili 

La ricetta l'ho presa dalla mia attuale Bibbia per il pane con lievito madre e cioè  “Pane e roba dolce. Un classico della tradizione italiana. delle sorelle Margherita e Valeria Simili.

Quella che vi riporto più in basso è la versione che le mitiche sorelle forniscono nel loro libro sull'origine del pane:

Il nome pare che derivi da "oppan Cafòn" pane con le funi, perché gli uomini che lo portavano a Napoli scendevano dal Vesuvio legati con delle funi e a queste funi si mantenevano legati per non perdersi in città
Totalmente a fermentazione naturale è molto profumato e vale senz'altro la pena farlo anche se un poco laborioso.
Originariamente si facevano delle grandi pagotte rotonde di 2 kg, ma adesso a Napoli si trova anche in filoni di circa 1 kg.
Considerando che noi usiamo dei forni casalinghi è consigliabile farlo nella pezzatura più piccola. Rotondo è più bello


"Pane e Roba dolce" delle Sorelle Simili

 

Ho trovato però anche un'altra spiegazione dell'origine del nome in un articolo di Marco Mioli:

"Nei salotti buoni di Napoli oltre che nella stessa corte borbonica, la lingua ufficiale e anche quella più utilizzata era il francese, un po’ perché Napoli era capitale importante e crocevia di diverse culture, un po’ perché a quell’epoca di fatto il francese era la lingua della diplomazia come oggi è l’inglese.
Ma la Napoli più autentica, quella del Rione Sanità o dei Quartieri Spagnoli parlava e utilizzava un'altra lingua che era chiamata “cafone” forse proprio per evidenziarne l’origine più plebea ma certamente per rappresentarne meglio l’anima più partenopea.
Poiché tutto, da sempre a Napoli, è collegato al vivere stesso di tutti i giorni, questo modo di esprimersi “cafone” diventò anche un pane ossia appunto il pane “cafone” ovviamente venduto a prezzi bassissimi proprio per contrastare anche da un punto di vista commerciale le altre forme di panificazioni presenti fra cui non poteva mancare anche quella del pane cosiddetto francese.
Il pane “cafone” semplice e modesto ha ripercorso in un certo qual modo la storia stessa di Napoli arrivando nel tempo e col cambiare degli eventi ad essere di fatto uno dei tanti emblemi della cucina partenopea e ancora di più della napoletanità a 360°, quindi non solo limitata alla zona della città ma allargata, di fatto, a tutte le zone del mondo ove sono presenti importanti gruppi originari del capoluogo della Campania.
Quindi non vi dovete stupire se anche a New York o in Australia è possibile trovare in alcuni ristoranti questo particolare tipo di pane rustico a forma allungata nella tradizione stessa di tutte le forme di pane considerate più o meno casereccio delle varie zone o regioni del nostro Paese.
La ricetta del pane “cafone” è semplicissima e antica quanto Napoli e anche il prezzo è tuttora molto basso. Ormai questo tipo di pane è una forma quasi d’identità culturale ritrovabile in molte rassegne fieristiche come Sapeur di Forlì ove appunto questo pane “cafone” era in bella evidenza negli stand partenopei."

Comunque, quale che ne sia l'origine o la forma, questo meraviglioso pane senza neppure un filo di grasso e dalla lievitazione molto lunga e naturale, mi ha conquistata!

 

Il pane Cafone delle sorelle Simili

da Pane e roba dolce (ed:Vallardi)

Yuhuuuuuu, ho fatto il pane con il lievito madre!! E cosa ho scelto? Lo storico Cafone napoletano!!

1° rinfresco:
65 gr. Lievito Madre
75 gr. farina di forza (per me manitoba)
40 gr. acqua
Lavorare bene e fare riposare 3 ore al caldo

2° rinfresco:
180 gr. lievito madre (cioè impasto precedente)
90 gr. farina di forza
45 gr° acqua
Lavorare bene e fare riposare 3 ore circa al caldo

Impasto
315 gr. di lievito madre (cioè impasto precedente)
850 gr farina di forza
500 gr.acqua
25 gr sale

PICT2791 Impastate a lungo battendo finchè l'impasto sarà molto teso e fate riposare per 30 minuti.

Ora ci si offrono due alternative per la pezzature:

Prima possibilità

  • Dividete l'impasto in due parti e fate la preforma a filone stretto col pollice, mettetelo steso in verticale davanti a voi e fate di nuovo un filone stretto. Fate riposare 15/20 minuti, poi formate una palla rotonda semplicemente inserendo sotto le due punte appena accennate e arrotondando brevemente. 
  • Mettete un canovaccio su di un vassoio, cospargetelo di farina e metteteci uno dei pani, tenendo la chiusura sotto, cospargete ancora di farina e coprite con un canovaccio; poi copritelo con della plastica per proteggerlo dall'aria, ma senza avvolgerlo troppo perchè deve crescere. Fate lo stesso con il secondo pezzo e fate lievitare in ambiente caldo per 8-10 ore.​  
  • Scaldate il forno a 240° e subito prima di infornare abbassate a 200°. Capovolgete i pani sulle teglie e cuocete per circa 45 minuti

pane

​Seconda possibilità

  • Se olete invece fare un unico pane, semplicemente evitate di dividere l'impasto. E' meglio che non rischiate di capovolgerlo. Invece di metterlo su di un canovaccio, mettetelo subito sulla teglia  che avrete foderato prima con carta stagnola, poi con carta forno e spolverato di farina.
  • Prolungate il riposo fino alle 12 ore.
  • Per ciò che riguarda il forno mantenete la stessa temperatura di 200°, ma cuocetelo almeno per 55/60 minuti.

Tenuto conto che questo è il primo pane "ragionato" con pasta madre, ne sono assolutamente estasiata. La crosta è croccantissima, la mollica profumata e morbida e si mantiene fresco e perfetto (al limite con una passatina di pochi minuti in forno) per almeno un paio di giorni.

Io per questioni di praticità ne ho fatto un solo pane grande, con altrettanto grande soddisfazione!!!

Potete immaginarlo con salumi o con del buon formaggio? :-) Semplicemente da provare!

Buona giornata a tutti

Daniela

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Il pane di campagna (ai 5 cereali) di G.Purnell e... l'influenza che stordisce.

Davvero non posso crederci: in questo periodo sono stanca, sono talmente stanca che faccio fatica non solo a muovermi, ma anche ad immaginare di muovermi... Arrivo sempre all'ultimo momento su tutto e quasi mi sembra di non riuscire a concludere tranquillamente tutto ciò che dovrei, che in verità non è mai poco...

La colpa è tutta di questa stupidissima influenza che ha messo ko in momenti diversi tutta la famiglia, come migliaia di altre persone e io, che sono sempre l'ultima a crollare quando tutti gli altri bene o male si sono ripresi, questa volta l'ho proprio presa bene, con tutti i crismi del caso, dal naso colante, ad una tosse bella cavernosa e sconquassante, alla febbre alta: tutto come da copione. 

E ora che in teoria è passata (a parte qualche strascico di tosse) mi però rimasta addosso una estrema stanchezza, fastidiosa e debilitante, dalla quale faccio proprio fatica ad uscire....

Anche la cucina, per quanto possibile data la frequenza e il numero dei miei commensali, ne risente e non riesco a fare un granchè... Questo pane eccellente è stato una delle poche eccezioni del fine settimana, impegnato tra l'atro anche dai premi dell'Mtc, ma la sua bontà e leggerezza mi ha convinto a "girarvelo".

(l'immagine proviene da qui)

Pane di campagna ai 5 cereali

di G. Purnell da Cracking Yolks & Pig Tales

Il pane di campagna (ai 5 cereali) di G.Purnell e... l'influenza che stordisce.
Ingredienti

350 - 500 ml di acqua tiepida 55-58°C

25 g di lievito fresco, sbriciolato

25 g di black treacle (melassa scura)

50 ml di olio di semi di girasole (io oliva)

450 di farina per pane di campagna (per me ai 5 cereali)

15 g sale

pane 5 cereali 

Iniziamo dal cos'è il black treacle o melassa nera : ve ne ho già accennato parlandovi del pane di Paul Hollywood con la farina di segale e fiocchi d'avena e aggiungo che si può trovare in ogni drogheria ben fornita. Volendo, se proprio non la trovate , potreste sostituirla con sciroppo d'acero o miele, ma il sapore che otterrete sarà ovviamente un po' diverso: la melassa nera è molto aromatica.

PICT1593 

Ecco il procedimento:

mettete 350ml di acqua tiepida in una ciotola e scioglietevi dentro completamente, mescolando, il lievito sbriciolato. Aggiungete la melassa, e l'olio e mescolate ancora con una frusta finchè tutto non sia completamente mescoolato. Lasciate questo composto 5 minuti a fermentare.

Mettete la farina e il sale nella cotola del mixer con il gancio per impastare e avviatelo a bassa velocità. A poco a poco, aggiungete alla farina il composto con il lievito, e aumentate la velocità  fino alla media, aggiungendo se necessario ancora un po di acqua tiepida, fino ad ottenere un impasto morbido e liscio (per me non è stao necessario aggiungere altra acqua). Fatelo lavorare per 5 minuti.

PICT1572 

Dopo aver staccato bene, con l'aiuto di una spatola, la pasta dai bordi della ciotola, ricoprite il tutto con la pellicola trasparente e lasciate riposare in un ambennte tiepido e al riparo da correnti d'aria per 20 minuti, fino al raddoppio delle dimensioni.

Rovesciate l'impasto su una superficie infarinata, e infarinatelo leggermente. Qui c'è una piccola discrepanza tra ciò che suggerisce lo chef e ciò che ho fatto io: invece di dividere il tutto in 4 parti, ho preferito dividerlo solo in due, e messa ognuna in una ciotola, ricoperta con la pellicola trasparente, lasciatele riposare per 5-10 minuti.

Ungete e infarinate 2 forme da plumcake e mettete in ogni forma un impasto e infarinatelo leggermente, ricopritelo nuovamente con la pellicola e metteteli a riposare in luogo tiepido per altri 40 minuti. Se invece desiderate una crosta più consistente e una mollica più leggera, mettete le due forme in frigo per 24 ore.

PICT1576 

Intanto riscaldate il forno a 190°C.

I tempi indicati da Purnell sono pensati per 4 pani più piccoli, io li ho leggermente aumentati per la mia pezzatura leggermente maggiore.

Togliete la pellicola dalle forme e infornatele a metà altezza, schizzando l'interno del forno con dell'acqua per creare vapore, e cuocete per 15 minuti. 

Abbassate la temperatura a 170°C e cuocete per altri 15-18 minuti. 

Togliete le forme dal forno e battendo sul fondo del pane sformato dovreste sentire un suono sordo, di vuoto. Io ho rimesso i pani in forno nudi. per altri 5 minuti.

Lasciate raffreddare i pani per 15 minuti prima di servirli.

Morbido e delizioso oltre che aromatico. 

Buona giornata a tutti

Daniela

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