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Una vera golosità, giuro! Il titolo dovrebbe continuare con: da gustare al calduccio.

Sì, perché finalmente è arrivato l'inverno, anche qui, a Genova!

 

Io non sono troppo entusiasta... del tipo che l'altro giorno c'era un vento che ti portava via e finito di studiare faccio una passeggiata per tornare a casa... e non rimango mezza afona?

Benvenuto inverno!!

Il periodo dell'anno in cui peso 10 kg in più, cinque grazie alle feste e alla mia incredibile golosità e cinque a causa dei vestiti. Altro che vestirsi a cipolla, vado in giro con 7 strati di roba... e sento freddo. Sì, sento freddo! Ma si può?!

 

Comunque sia, durante questi giorni ho sperimentato questa sorta di minestra... che poi minestra non è, ma è sana, calda e nutriente.

Minestra di carote e zucca profumata e croccante - una vera golosità

Ingredienti

per 2 persone

Carote 2 medie
Cipolla gialla mezza
Zucca 400 g
Fiore di zucca
o di zucchino
2 o 4 
Pepe o cannella una spolverata
Sale grosso un piccolo pugnetto
Olio di semi di zucca un cucc. e 1/2
Olio per friggere un poco
Semi di lino 1/2 cucc.
Semi di zucca (facolatitvi) 1/2 cucc.
Semi di girasole 1/2 cucc.
Semi di chia 1 cucc.no
Semi di papavero 1/2 cucc.no
Semi di sesamo 1 cucc.no
Farina  un cucc.

zucca
 

Preparazione

Gli ingredienti sembrano tanti, ma non vi spaventate, il procedimento è semplice.

In una pentola capiente fate bollire dell'acqua. Lavate e pulite per bene le verdure, dunque tagliatele in modo che abbiano dimensioni simili. Giunta l'acqua ad ebollizione buttate il sale e ponete zucca, carota, cipolla ed una patata, facoltativa, nella pentola. Cuocete sino a quando le verdure non saranno tenere. Eliminate l'acqua in eccesso. Continuate la cottura in modo che le verdure si sfaldino naturalmente. Intanto, in una padellina tostate i semi, fatelo in quest'ordine - e attenzione! i smei di lino tendono a scoppiettare, quindi eseguite le operazioni abbastanza rapidamente: zucca, girasole dopo 40 sec. circa lino, sesamo, altri 40 sec. papavero e chia, spegnete il fuoco.

Lavate e lasciate scolare in un colino i fiori di zucca o zucchino, in modo che perdano l'acqua si vegetazione e si rinvigoriscano. In un pentolino ponete poco olio di semi o d'arachidi, scaldatelo e quindi friggete i fiori. Fate scolare dall'olio su della carta assorbente e salate solo prima di servire. 

Quando la minestra sarà pronta impiattatela bella calda e guarnite con il fiore croccante, i semini tostati, l'olio di semi di zucca e una bella spolverata di pepe o di cannella - io la preferisco! 

 

Ottima!

 

Buona giornata e buon appetito,

Giorgia   

 

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“Una volta Monet prese tra le mani un temporale che batteva sul mare e lo gettò sulla tela: e quella che aveva così dipinto era proprio pioggia.”
Guy de Maupassant

Dal 3 di Ottobre è aperta alla GAM di Torino questa spettacolare mostra dedicata a Claude Monet: ecco la presentazione che ne ha fatto il sito ufficiale della mostra, dove troverete anche le informazioni necessarie per una visita.

"Dopo la mostra di Degas nel 2012 e quella dedicata a Renoir nel 2013, la collaborazione tra la Città di Torino e l’asse Musée d’Orsay e gruppo Skira si rinnova con una straordinaria esposizione dedicata a Claude MONET (1840-1926), capofila della grande stagione impressionista accanto a Manet, Renoir, Degas, Pissarro, Sisley e Cézanne.

Il Musée d’Orsay, che conserva la più importante collezione di opere di Claude Monet, ha concesso oltre quaranta capolavori per dare vita a una strabiliante mostra monografica incentrata sul maestro.

Sono presenti in mostra alcune opere di carattere eccezionale, mai presentate prima in Italia: un esempio su tutti è quello del grande frammento centrale della Colazione sull’erba, opera fondamentale nel percorso di Monet per la precoce affermazione di una nuova, audace concezione della pittura en plein air, rappresentativa di un passaggio cruciale che culminerà con l’Impressionismo.

Attorno a questa straordinaria opera, cui si lega anche il bellissimo ritratto a figura intera di Madame Louis Joachim Gaudibert, sono stati selezionati due prestigiosi nuclei di dipinti che documentano i luoghi che accolsero le fasi decisive della ricerca di Monet, da un lato gli studi dei riflessi della luce sull’acqua ad Argenteuil, dall’altro quelli legati alsoggiorno di Vétheuil, che riprendono nello studio della resa luminosa della neve il precoce motivo de La Gazza, anch’essa esposta.

dal sito www.mostramonet.it

La mostra documenta, proprio a partire da opere capitali come la Colazione sull’erba, momenti decisivi del percorso di Monet sino al 1886, anno in cui l’artista realizza l’emblematica figura intrisa di luce dello Studio di figura en plein air: donna con parasole girata verso destra, affiancando a essa capolavori come il dipinto Rue Montorgueil a Parigi. Festa del 30 giugno 1878, con l’immagine delle bandiere che si sfaldano nella luce parigina o Le ville a Bordighera (1884) che restituisce gli sfolgoranti colori che Monet registra nel suo primo soggiorno nella Riviera ligure.

A evocare la ricchezza dell’ultima parte della produzione dell’artista sono altre presenze d’eccezione, note al grande pubblico: le due straordinarie versioni della La cattedrale di Rouen. Il portale con tempo grigio (Armonia grigia) e La cattedrale di Rouen. Il portale e la torre Saint-Romain in pieno sole: qui il gioco di scelte cromatiche quasi antitetiche rimanda alla messa a punto di serie e ripetizioni che egli compone tra gli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta, mentre in Londra, il Parlamento, effetto di sole nella nebbia, l’architettura monumentale del parlamento inglese è ormai pressoché dissolta nella luce.

La mostra consente dunque di mettere a fuoco alcuni tratti decisivi della complessa evoluzione del percorso artistico di Monet, evidenziando la varietà e qualità della sua tecnica pittorica, concentrando lo sguardo su temi e innovative soluzioni che ne fanno uno dei padri indiscussi dell’arte moderna."

 

Pasta alla bottarga e tre!!! E Monet alla GAM di Torino.....
Pasta alla bottarga e tre!!! E Monet alla GAM di Torino.....
Pasta alla bottarga e tre!!! E Monet alla GAM di Torino.....
Pasta alla bottarga e tre!!! E Monet alla GAM di Torino.....
Pasta alla bottarga e tre!!! E Monet alla GAM di Torino.....
Pasta alla bottarga e tre!!! E Monet alla GAM di Torino.....
Pasta alla bottarga e tre!!! E Monet alla GAM di Torino.....
Pasta alla bottarga e tre!!! E Monet alla GAM di Torino.....
Pasta alla bottarga e tre!!! E Monet alla GAM di Torino.....

Pasta alla bottarga (n.3)

Ecco le due precedenti ricette di pasta con la bottarga: entrambe molto profumate e saporite.

Spaghetti alla bottarga e nocciole

Spaghetti alla bottarga e tonno

Ma siccome non c'è due senza tre, eccovi la terza versione, che questa volta viene da Marilisa, che ogni tanto ci regala qualcuna delle sue squisitezze!

E' una ricetta semplicissima, veloce e senza fronzoli, quasi una non-ricetta ottima. Provate.

Pasta alla bottarga e tre!!! E Monet alla GAM di Torino.....

Ingredienti per 3 o 4 persone

2 spicchi di aglio

olio evo

5 pomodori maturi pelati e tagliati a dadini

320 g di pasta corta (per noi fusilli)

100 g di bottarga di muggine

bottarga 

Mettete a cuocere in acqua bollente salata 320 g di pasta  e portatela a cottura.

Nel frattempo, soffriggete in una padella ampia, i due spicchi di aglio nell'olio evo, versateci sopra i pomodori ben maturi, sbucciati e tagliati a pezzetti, e fateli saltare per 5 minuti.

Sbucciate e tagliate a piccoli pezzi 80 g di bottarga e mettetela da parte.

Appena la pasta è cotta al dente, scolatela e versatela nei pomodori saltati preparati, mescolate bene il tutto e saltatela velocemente, aggiungendo la bottarga sminuzzata, .

bottarga 

Togliete la padella dal fuoco, e cospargete la pasta con gli ultimi 20 g di bottarga grattugiata.

Servite subito.

Buona giornata a tutti.

Daniela e Marilisa

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Dunque, vi ho detto in diverse occasioni che io sono genovese solo di adozione, e ligure per nascita... in realtà le mie origini sono interamente toscane, sia da parte di papà che di mamma ed, in particolare, sono molto legata a Colle val d'Elsa, un luogo che nella mia memoria corrisponde a lunghe giornate di settembre, a posti di incredibile bellezza, a storia antica "respirata", a molti amici dei miei, a parenti, cugini che frequentavo in quelle occasioni, a sapori incredibilmente buoni, a profumi (l'inebriante profumo del rosmarino del mio nonno!!!), di passeggiate nel bosco, di funghi trovati, di vipere, di terra rossa, di suoni, di animali, di aromi, di case e di tramonti che non se ne vanno più dal cuore...

Ho avuto un'immensa fortuna a poter crescere anche li, in contatto con una natura in cui mi riconosco appieno e con persone che ho molto amato e che molto mi hanno dato.

Tra queste, tra quelle che ho amato di più, c'era una coppia di cugini del mio papà, due persone fantastiche, la cui immagine è stampata nel mio cuore e nella mia mente. Nomi originali, come la loro personalità: travolgente e coinvolgente quella di lei, pacata, ironica e forte quella di lui.  Tre figli: due femmine ed un maschio, ma più grande, che era sempre indaffarato quando, da piccole, gli giravamo per casa.

Una abitazione splendida in un luogo da favola. Giornate intere passate ridendo e scherzando e... diciamolo pure, mangiando ciò che spesso producevano loro stessi, compresi dei salumi da cedimento emotivo totale!!!!

Oggi, ho il piacere di ospitare sul mio blog una ricetta che mi viene proprio da uno di quei tre figli: Marilisa, che si è prestata a regalarmi (promettendomene altre!) una sua versione particolare di un bel piatto di pasta che contamina, con lo stesso estro e vivacità che la descrivono, tradizioni diverse, unendo ingredienti liguri, siciliani con quel tocco di toscano, nei pomodorini del suo orto, che conquista.

Ve la giro: vedete voi!

Pasta alla Marilisa

Pasta alla Marilisa con pesto e datterini e...un po' di ricordi.

Ingredienti per per 4

350 g di cellentani (o altra pasta corta)

6/8 cucchiai di pesto alla genovese,

20 pomodori datterini 

100 g circa di ricotta siciliana cotta al forno

sale e pepe

pomodorini 

Ricetta semplicissima ma molto gustosa e profumata.

Mettete a cuocere in abbondante acqua bollente salata i cellentani, o qualunque altro formato di pasta vi piaccia.

Mentre attendete che sia cotta, per insaporire ancor più il condimento, prendete i datterini, lavateli, asciugateli, tagliateli a metà e conditeli con un filo d'olio e un pizzico di sale. Tagliate anche a dadini piccoli la ricotta siciliana e tenete da parte entrambi gli ingredienti.

Appena la pasta è pronta, scolatela e conditela con il pesto, mescolando bene. A questo punto unite i pomodorini e i dadini di ricotta, date ancora una bella mescolata e servite subito.

Naturalmente la ricotta potrete anche grattugiarla, se preferite, e la quantità di datterini, come del pesto e della ricotta, può variare secondo i vostri gusti.

E' un piatto ottimo per l'estate, con la presenza dei pomodorini crudi ed una contaminazione del nostro pesto particolarmente saporita e originale.

Per chi non è ligure, ma ama il pesto, qui troverete una disamina accurata e precisa, come sempre di Gunther sul pesto industriale che potete trovare facilmente in commercio: se non potete, o se non avete voglia, di prepararvelo, almeno che sia il migliore possibile!

Buona giornata a tutti

Daniela e Marilisa 

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Avrete notato, se seguito il blog da un po', che nel corso dei lunghissimi 6 anni (li compiremo tra 2 mesi scarsi) da quando è nato Menu Turistico, ci sono ricette che si ripresentano ciclicamente e moltissime versioni, una più deliziosa dell'altra, della stessa preparazione: è naturale, dopo tanto tempo, che si scovino nuovi modi di presentare piatti che piacciono!

Ovviamente, un classico della cucina italiana come le lasagne nel corso degli anni, hanno avuto modo di essere declinate in tutti in una grandissima varietà di modi e colori.

Queste sono, per ora, tutte le ricette di menu turistico che parlano di lasagne:

cupole di lasagne al branzino

lasagne ai cardi, salmone e caprino

cannelloni ...col cavolo

lasagne con crema di melanzane e caprino

lasagne di farina di grano saraceno con verza e casera

lasagne alla Portofino (1)

cannelloni alla Gianna

cannelloni alla bechamelle

lasagne di grano saraceno con spinaci

lasagne di grano saraceno con ragù di verdure

lasagne di ...polenta al ragù

Vi abbiamo già parlato tempo fa delle squisite lasagne alla Portofino, le lasagne al pesto al forno, per capirci, che sono l'unica concessione in deroga alla legge, non scritta, che prevede che non si debba mai cuocere il pesto. In questa seconda versione che vi propongo oggi, aggiungerò solo un piccolo, ma particolare ingrediente e vi darò un paio di suggerimenti che, nel corso del tempo, mi hanno permesso di realizzare,  con sempre maggior facilià e con risultati sempre più apprezzati, questa gustosissima versione ligure delle classiche lasagne alla bolognese.

Lasagne alla Portofino con pinoli croccanti

Lasagne al pesto, ma al forno, alla Portofino (2) !!! e taaaaante lasagne diverse...

per una teglia 30cm X 18cm - 6 persone 


400 g lasagne fresche

260 g  di pesto

2 manciate abbondanti di pinoli

90 g ca di parmigiano

per la bechamelle

100 gr di burro

1 litro di latte

100 gr di farina

sale pepe

per gratinare

parmigiano e qualche fiocchetto di burro

lasagne 

Preriscaldate il forno a 180°C.

Mettete sul fuoco una padella antiaderente e, quando è calda, versatevi dentro i pinoli, facendoli saltare, fino a che non si tostino bene.

Le lasagne potrete prepararle, come potete leggere qui, sia con pesto fatto in casa, come pure con quello confezionato, a seconda della vostra "posizione geografica" :-).

Con il burro la farina e il latte preparate una salsa bechamelle secondo la ricetta classica (questa è quella di Ada Boni e del suo Talismano della felicità): fondete il burro in una piccola casseruola e quando è fuso aggiungete tutta insieme la farina setacciata, facendola cuocere adagio per qualche minuto, mescolandola continuamente per evitare che prenda colore. Levate la casseruola dal fuoco e aggiungete il latte caldo mescolando con un cucchiaio di legno finché la salsa non raggiunge l'ebollizione. A questo punto salate la bechamelle, aggiungete, se piace un pizzico di noce moscata, mettete il coperchio alla casseruola, abbassate il fuoco girando di tanto e in tanto e lasciate cuocere per 10/15 minuti, fino a quando non avrà raggiunto la densità che desiderate. 

Lasciatela raffeddare, con la pellicola trasparente messa a contatto, e intanto dedicatevi alle lasagne. Fatele scottare in acqua bollente salata. 

Appena avrete gli ingredienti pronti, cominciate a preparare la teglia. Spalmate un po' di bechamella sul fondo e sui bordi  e fate il primo strato di pasta.

Personalmente, per la "salsa" con cui coprirle, adotto un sistema semplicissimo: per ottenere l'intensità di sapore, consistenza e colore che desidero, unisco, prima di utilizzarlo, il pesto con la bechamelle mescolando a poco a poco, fino al punto voluto.

Così il risulto è sempre quello che prediligo: è una soluzione semplice ma efficace.

PICT1401 

A questo punto partiamo: via alla prima copertura con il composto pesto-bechamelle, spolverata di parmigiano e due cucchiai di pinoli tostati: continuate così fino all'esaurimento degli ingredienti. Con queste dosi e per la teglia di 30 X 18, vengono fuori 5 strati.

Sopra l'ultimo, ancora pesto-bechamelle, pinoli e parmigiano, con qualche fiocchetto di burro.

Mettete la teglia nel forno già caldo a 180° (ventilato o 200°C statico) per 20 minuti.

Sono da provare.

Buona giornata

Daniela

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R. Magritte, 1960 olio su tela - collezione privata

Da poco ho scoperto un modo bellissimo di occupare una parte del fine settimana...

A Genova, il teatro Carlo Felice, organizza ogni domenica mattina alle 11, un aperitivo musicale, anzi un MusicAperitivo, che prevede un'ora di concerto con musiche di volta in volta diverse (ieri ad esempio abbiamo ascoltato 2 brani per orchestra di Bach e Gounod e i ragazzi del coro delle voci bianche che eseguivano alcune canzoni tra le più celebri dello zecchino d'oro), e, a seguire un aperitivo gradevolissimo. 

foto da qui

Un'occasione bellissima per avvicinarsi al Carlo Felice in modo informale, direi lieve, godendo del piacere di ascoltare musica eccellente eseguita da altrettanto eccellenti professionisti, magari seguendoli da vicino, (i concerti spesso si tengono nel primo foyer del teatro), senza la tipica distanza esecutore-pubblico del concerto tradizionale.

foto da qui

Insomma è davvero qualcosa da non perdere, da utilizzare anche per avvicinare alla musica i più giovani e mostrar loro qualcosa di diverso da ciò che abitualmente vedono. Tra l'altro il costo di tutto questo è decisamente abbordabile : 5 euro per gli adulti e 3 per i ragazzi fino ai 26 anni... 

Nel sito ufficiale del Teatro troverete tutte le informazioni del caso, anche sui prossimi concerti : Teatro Carlo Felice.

Intanto posso anticiparvi il programma di domenica prossima, 8 febbraio.

LE MIE PRIME QUATTRO STAGIONI
testo di Marisol Rozo
Ara MALIKIAN direttore e solista
Tony CONTARTESE voce recitante
Antonio Vivaldi
Le quattro stagioni
Orchestra del Teatro Carlo Felice

Spero che questa proposta vi entusiasmi quanto ha entusiasmato noi :-)!!

 

Risotto gamberetti e zucchine al profumo d'oriente

Solo vi prego di scusare la foto, fatta di sera, senza flash, di corsa, mentre i miei ospiti stavan aspettando il risotto.... è orribile, lo so, e non rende minimamente giustizia ad un risotto a dir poco profumato e squisito!

Uno squisito risotto gamberetti, zucchine e curry...al profumo d'oriente e un bel MusicAperitivo al Carlo Felice!!!!
Ingredienti per 4/5 persone

400 g di riso Carnaroli (o Arborio o vialone nano)

300 g di zucchine tagliate a fettine sottili

200 g di gamberetti puliti

1/2 bicchiere di vino bianco 

1 scalogno

1 litro di fumetto di pesce

paprica dolce

curry 

olio di oliva

maggiorana (1 rametto - io ho le foglioline fresche, ma va bene anche seccato)

salsa di soia (mezzo cucchiaino)

 

Pulite e sgusciate i gamberetti e preparate un fumetto utilizzando gli scarti (teste e carapaci), o in alternativa, anche se meno saporito, potete utilizzare un brodo vegetale

Fate dorare lo scalogno tritato in olio di oliva. Aggiungete il riso e fatelo tostare per qualche minuto.

Bagnatelo con il vino bianco e lasciatelo evaporare. 

Bagnate poi il riso con il fumetto di pesce, che deve essere bollente, unendo un paio di cucchiaini di paprica dolce, e portate il riso a cottura (seguite i tempi suggeriti dal produttore, ma occorreranno circa 16/18 minuti).

A circa metò della cottura unite le rondelline di zucchini e 3 o 4 di minuti prima dello scadere del tempo, unite anche i gamberetti (se per caso li aveste invece surgelati, uniteli qualche minuto prima).

Appena arrivato a cottura, togliete dal fuoco, unite il curry (secondo il vostro gusto e la "forza del vostro curry. Cominciate con mezzo cucchiaino e poi, casomai, aggiungete), la maggiorana tritata, e la soia. Infine mantecate con una noce di burro.

Si sprigionerà un profumo ottimo inebriante!  il sapore poi ci è piaciuto moltissimo, vagamente orientale, proprio come desideravo.

Un risotto squisito, insomma, al di là delle orribili foto!

Buona giornata a tutti

Daniela

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Oggi vi propongo qualcosa di bello da vedere, che sia di buon auspicio per un bel fine settimana sereno, da poter dedicare anche all'arte e allo svago della mente. 

Si tratta di una mostra alle Scuderie del Quirinale, a Roma, che andrà aventi fino al 18 gennaio e che ha per tema il rinascimento fiammingo, periodo che, devo dire, personalmente mi piace moltissimo.

11 Memling - Madonna col bambino 

In mostra le opere di Memling, il pittore che è statoper tutta la II metà del 1400, il pittore più celebre di Bruges, culla dell'arte fiamminga, amatissimo anche da tutta la ricca e potente comunità italiana di mercanti e agenti commerciali italiani nelle Fiandre.  E' celebre sia per i monumentali trittici, sia per i ritratti , nei quali perfezionò incredibilmente l'arte dello sfondo in un ritratto che influenzerà, grazie alla conoscenza della sua opera anche in italia, molti artisti italiani del primo '500.

Vasari nelle sue Le vite de' più eccellenti pittori, scultori, e architettori, nel capitolo finale, che dedica ai "diversi artefici fiamminghi"  lo nomina tra i più celebri artisti, quale discepolo di Van Der Weyden di Bruxelles e dice che suo "abbiàn, come si disse, in Fiorenza, in un quadretto piccolo, che è in man del Duca, la Passione di Cristo."

Roma, "oltre a capolavori di arte religiosa provenienti dai più importanti musei del mondo, tra cui dittici e trittici ricomposti per la prima volta in occasione della mostra come il Trittico Pagagnotti (Firenze, Uffizi; Londra, National Gallery), il Trittico di Jan Crabbe(Vicenza, Museo civico; New York, Morgan Library; Bruges, Groeningemuseum) o il monumentale Trittico della famiglia Moreel (Bruges, Groeningemuseum) [...], la mostra presenterà una magnifica serie di ritratti tra cui Ritratto di giovane dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia, il Ritratto di uomo dalla Royal Collection di Londra - prestito eccezionale della Regina Elisabetta II -,

il celeberrimo Ritratto di uomo della Frick Collection di New York nonché il magnifico Ritratto di uomo con moneta romana (ritenuto l'effigie dell'umanista Bernardo Bembo) proveniente da Anversa". (Dal sito ufficiale della mostra)

Per tutte le informazioni necessarie per visitare la mostra, potete vedere qui. 

 

Risotto di zucca mantecato al taleggio

Memling. Rinascimento fiammingo a Roma e un Risotto di zucca mantecato al taleggio
ingredienti per 4/5 persone
riso (Roma per me) 400 g
zucca, decorticata e priva di semi 350 g
brodo vegetale 1 litro
scalogno 1
taleggio, privato della crosta 80 g
olio evo  
parmigiano reggiano 1 manciata abbondante
pepe  

zucca 

Preparate un litro di brodo vegetale e tenetelo in caldo

In un tegame io uso uno solo per il risotto , di coccio, mettete dell'olio evo e uno scalogno tagliato a fettina: appena lo scalogno diventa traslucido, aggiungete la zucca tagliata a fettine sottili e lasciatela ammorbidire per circa un quarto d'ora. Quando la polpa è bella tenera, aggiungete il riso e mescolatelo bene alla zucca. Dopo un paio di minuti aggiungete 1/2 bicchiere di vino bianco secco, lasciate e vaporare e continuate la cottura del riso come al solito, aggiungendo ogni tanto un mestolo di brodo vegetale.

Seguite i tempi di cottura indicati per il riso che avete scelto e quando arrivate a 4 minuti da fine cottura, aggiungete il taleggio, lasciate fondere e amalgamate bene; poi aggiungete una manciata abbondante di parmigiano reggiano e togliete dal fuoco, lasciate riposare un paio di minuti e servite, spolverando con un po' di pepe appena macinato.

zucca 

Come centro tavola un vaso con le mie splendide rose, che sono sbocciate, nonostante tutto, in questi giorni...

Cremoso morbido e e saporito: questo risotto è una gioia per il palato ed è perfetto per ravvivare giornate fredde e grigie, visto che è dotato di un meraviglioso color oro intenso che regala piacere anche agli occhi !

Buona giornata a tutti

Daniela

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Post in tre puntate e mezzo.

[precedenti: 2 - El Relleno de humita (il ripieno di mais) ; 1 - La Masa (l'impasto); 3 - Preparazione

Chiudo quest'Ottobre felice dei risultati raggiunti e delle possibilità che mi si propettano innanzi. Quello appena passato è stato un mese ricco di avvenimenti, condito d'avventura e colmo di esperienze. La musica, fortunatamente, è il fil rouge della mia vita passata e delle sfide future. 

Un nuovo incarico richiede la mia attenzione e dedizione. Le audizioni e le varie domande di ammissione, nonchè i concerti ed i concorsi, necessiatano della mia concentrazione, del mio impegno e di tutta la professionalià che posso offrire. Non parliamo poi di tutto il resto... l'amore innanzi tutto e a seguire le lingue che devo imparare per bene, lo sport, la lettura, la casa, i concerti e le opere da andare ad ascoltare e vedere... eeee bhè perché no... la cucina. Non che ultimamente abbia molto tempo per essa, ma cerco di dedicarmici... e quando non lo faccio fisicamnete, quel poco di spazio che avanza nel mio cervellino, lo lascio inventare e lavorare di fantasia anche sul cibo. 

Oggi vi auguriamo un ottimo inizio di settimana con un'altra puntata sulle mitiche empanadas argentinas. Uno degli ultimi post su questo tema, presumo, mio malgrado. 

Nella puntata di oggi... vi svelerò la ricetta ed i segreti per un ottimo ripieno di carne!

 

 

 

 

 

Ingredienti

Macinata magra bovino 400 g
Macinata bovino/maiale 600 g
Cipollotti medi 3/4
Carote 1 media
Uova 2*
Burro 30 g 
Comino in polevere 1 cucc.no
Peperoni gialli 150 g
Pepe un cucc. no di mulinello
Peperoncino piccante a gusto
Paprika 1/2 cucc. no
Zucchero 2 cucc.ni
Sale q. b. 
Uva passa sultanina una manciata
Olive verdi 30*
Brodo di carne o verdura (leggermente salato) 1 l

* unità numerali

Si. servono una miriade di ingredienti, ma vi assicuro che il risultato vale la pena! 

Partiamo con la preparazione di tutti gli ingredienti, mondati, lavati, tagliati, pesati e misurati li disporrete opportunemente sul piano di lavoro per facilitarne la fruizione.

Per ogni ingrediente vi indicherò la preparazione, poi vi dirò come assembrare il tutto.

Preparare il brodo di carne o verdura a vostro piacimento - fate attenzione alla quantità di sale che utilizzerete.

Tagliate le olive a rondelle (se denocciolate) o a listelli.

Fate rinvenire l'uva passa in un poco di brodo o di acqua tiepidi.

Bollite dell'acqua, salatela e poi fate cuorere le uova per cira 5 min, di modo che risultino sode.

Portate a bollore altra acqua e fate cuocere le carote sino a che non saranno morbide, ma senza che si sfaldino.

Pulite i cipollotti ed il peperone. Tagliate il peperone ed i cipollotti a piccoli dadini. Dei cipollotti usate la parte bianca, ed una parte - quella più tenera ed interna - del gambo.

Preparate le spezie.

 

Procediamo con la cottura

In una bella casseruola fate sciogliere il burro, soffriggete le cipolle per 1/2 minuti e aggregate i peperoni, successivamente le carote e le olive. Abbassate il fuoco e fate cuorere lentamente la carne (5 min). Aggiungete a poco a poco il brodo (non vi servirà tutto il litro). Ora unite le uova tagliate a piccoli pezzi, l'uva, le spezie, lo zucchero e per ultimo il sale. Nel salare prestate attenzione al sale già presente nel brodo e nelle olive. Rimestate per bene e lasciate riposare e intiepidire.

Potete variare a vostro piacimento il ripieno, aggiungendo (le patate, ad esempio) e rimuovendo ingredienti.  Esso deve comunque risultare gustosissimo, non piccante, piuttosto umido e la carne dovrà essere tenera succosa.

E come sempre... Buon Appetito!!!

 

Giorgia

Ingredienti

Macinata magra bovino 400 g
Macinata bovino/maiale 600 g
Cipollotti medi 3/4
Carote 1 media
Uova 2*
Burro 30 g 
Comino in polevere 1 cucc.no
Peperoni gialli 150 g
Pepe un cucc. no di mulinello
Peperoncino piccante a gusto
Paprika 1/2 cucc. no
Zucchero 2 cucc.ni
Sale q. b. 
Uva passa sultanina una manciata
Olive verdi 30*
Brodo di carne o verdura (leggermente salato) 1 l

 

* unità numerali

 

 

Si servono una miriade di ingredienti, ma vi assicuro che il risultato vale la pena! 

Partiamo con la preparazione di tutti gli ingredienti, mondati, lavati, tagliati, pesati e misurati li disporrete opportunemente sul piano di lavoro per facilitarne la fruizione.

Per ogni ingrediente vi indicherò la preparazione, poi vi dirò come assembrare il tutto.

Preparare il brodo di carne o verdura a vostro piacimento - fate attenzione alla quantità di sale che utilizzerete.

Tagliate le olive a rondelle (se denocciolate) o a listelli.

Fate rinvenire l'uva passa in un poco di brodo o di acqua tiepidi.

Bollite dell'acqua, salatela e poi fate cuorere le uova per cira 5 min, di modo che risultino sode.

Portate a bollore altra acqua e fate cuocere le carote sino a che non saranno morbide, ma senza che si sfaldino.

Pulite i cipollotti ed il peperone. Tagliate il peperone ed i cipollotti a piccoli dadini. Dei cipollotti usate la parte bianca, ed una parte - quella più tenera ed interna - del gambo.

Preparate le spezie.

 

Procediamo con la cottura

In una bella casseruola fate sciogliere il burro, soffriggete le cipolle per 1/2 minuti e aggregate i peperoni, successivamente le carote e le olive. Abbassate il fuoco e fate cuorere lentamente la carne (5 min). Aggiungete a poco a poco il brodo (non vi servirà tutto il litro). Ora unite le uova tagliate a piccoli pezzi, l'uva, le spezie, lo zucchero e per ultimo il sale. Nel salare prestate attenzione al sale già presente nel brodo e nelle olive. Rimestate per bene e lasciate riposare e intiepidire.

 

Potete variare a vostro piacimento il ripieno, aggiungendo (le patate, ad esempio) e rimuovendo ingredienti.  Esso deve comunque risultare gustosissimo, non piccante, piuttosto umido e la carne dovrà essere tenera succosa.

 

 

E come sempre... Buon Appetito!!!

 

Giorgia

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Tralascio le mie considerazioni e i miei pensieri su questa alluvione che ha lasciato attoniti - e sicuramente anche un po' incazzati arrabbiati - noi genovesi.

Io sono fuggita da Genova, come previsto e sognato da settimane, per prendere aria, ritrovare la calma e soprattuto staccare un po' con gli impegni. 

Quindi, mentre io mi riprendo dagli sconvolgimenti e gli ultimi frenetici, freneticissimi!, impegni, in campagna con la mia dolce metà, vi offro la ricetta con cui abbiamo felicemente pasteggiato la scorsa domenica, uggiosa, grigia. Un primo piatto delizioso, saporito ed al contempo delicato - perfetto per questa stagione ballerina. Non ci crederete, ma la fame era così tanta, che ci siamo mangiati tutto, senza neppure scattare una fotografia. :(

La ricetta ha tutta l'energia, i colori ed i sapori della bella stagione e tutta la corposità dell'inverno ed è ottima per chiudere definitivamente il discorso ESTATE, e iniziare - si spera più felicemente della settimana appena trascorsa - con vitalità l'autunno e quindi l'inverno che ci aspettano.

 

Fior di tagliolini al limone marino e sabbia croccante

Tagliolini solari e la campagna per evadere...

Le dosi qui sono parecchio complesse perchè vanno anche secondo gusto personale.

Queste sono quelle che ho fatto io per 4 persone affamate (300 g di pasta fresca).

ingredienti

Tagliolini freschi

300 g

Burro

80 g

Limone

Metà della scorza di 1

Arancia

alcuni pezzetti di scorza

Zucchine

1 piccola e dolce

Fiori di zucchini

 

3/4 ben lavati ed asciugati

 

Pistacchi

5

Mandorle

6

Noci

1

Zucchero

q.b.

Bottarga

da grattuggiare a piacere

monterosso 377

Lavate bene le verdure e gli agrumi, asciugateli. Prelevate la scorza dal limone e dall'arancia, facendo attenzione a non incorporare il bianco (che risulta amarognolo). Togliete i pistilli dai fiori e lavate ed asciugate bene. Tagliate a piccoli dadini la zucchina e in piccoli pezzi i fiori. 

Ponete un pentola con acqua sul fuoco e portate a bollore. Contemporaneamente mettete una padella saltapasta molto capiente sul fuoco medio. Mettetevi il burro fatelo scioglire con le scorze e una volta disciolto il burro abbassate il fuco e fate andare per circa 2/3 minuti. Togliete le scorze, dopo averle un po' schiacciate con un cucchiaio di legno. Unite la zucchina ed i fiori. Fate lessare. Quando saranno belli morbidi spegnate il fuoco. 

Tritate ora, molto finemente al coltello, i pistacchi, i gherigli della noce e le mandorle.

Se l'acqua ha raggiunto il bollore abbassate un poco il fuoco, e salate poco. 

Buttate la pasta. Ritiratela un minuto prima che sia cotta conservando dell'acqua di cottura.

Finitela di cuocere nel salta pasta che avrete preventivamente messo sul fuoco a fiamma bassa, alzate quindi la fiamma e aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura. Aggiungete a gusto altro burro.

 

bottarga

 Servite calda su un piatto fondo, spolverate con il trito di frutta secca e grattuggiatevi sopra (eventuialmente a scaglie - con un affetta tartufi) un bel po' di bottarga (di muggine) sarda. 

 

 

In tavola con....

Accompagnate questo piatto con pane integrale, magari a lievitazione naturale.

Un vino perfetto da accostare è il Verdicchio dei Castelli di Jesi o Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico oppure un ottimo Colli Orientali del Friuli Riesling. Scegliete comunque un vino bianco fermo, assolutamente non salino nè effervescente (la bottarga è già sapida), di buon corpo e struttura, dolce, morbido e giustamente acido e con un buon bouquet fruttato. 

Buon appetito e buon week-end,

Giorgia

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La scuola è ormai ricominciata a pieno ritmo e con la scuola i magici impegni dei compiti: compiti a profusione, di ogni materia, dalle più amate alle più odiate e in ogni quantità... la mia adorata ex Microba oramai si è trasformata in una liceale molto compresa nel ruolo, impegnata in mille discussione con gli amici e presissima dai nuovi compagni, i nuovi insegnanti, i nuovi corsi... insomma tutto ciò che di nuovo un ingresso nel mondo verace dell'adolescenza comporta.  Naturalmente un certo riguardo per il look ha la sua importanza in tutto questo rinnovamento :-)!

Certo l'impegno comincia già a farsi sentire: l'approccio con greco e latino, new entry assolute, richiede parecchio tempo da dedicare alla scuola, ma devo dire che gli anni di conservatorio e in generale di studio della musica che ha già alle spalle, le hanno dato una naturale abitudine alla disciplina, aiutata probabilemente ;-) anche da fatto di essere la figlia n.3 e di aver sentito per anni gli strilli della mamma alle altre due sorelle, perchè facessero tutto il necessario per tempo :-)

Insomma, si ricomincia con le versioni, con le lezioni di violoncello, lo studio per orchestra, con i primi "mamma, posso uscire?", con le amiche e gli amici sempre intorno, con le solite e per me ormai abituali, richieste di maggior autonomia e con i vari tentativi di "tiro alla fune" per vedere fino a che punto la suddetta fune tiene...

In altre parole un'altra adolescente da aiutare nel suo traghettarsi fino all'età adulta... un lavoro affascinante e micidiale, ma del quale so già che poi, tra qualche anno, sentirò pure un po' la mancanza...

 Di Risotto al Bitto e Bresaola e ... di Liceali Audaci!

     

Ingredienti per 4 persone
riso carnaroli g 400
scalogno 1
olio di oliva 2 cucchiai
brodo vegetale 1 l 
vino bianco 1 bicchiere
burro (meglio se di malga) 1 noce
parmigiano reggiano 2/3 cucchiai
bresaola della Valtellina 100 g
formaggio bitto giovane DOP  100 g

risotto 

Preparate il brodo vegetale e mantenetelo caldo.

In una casseruola, meglio se di coccio o di rame, soffriggete lo scalogno con l’olio di oliva.
Non appena diventerà traslucido, versate il riso e fatelo tostare per qualche minuto muovendolo delicatamente con un cucchiaio di legno. A questo punto bagnatelo con il vino bianco, che lascerete evaporare, sempre "smuovendo" il riso con il mestolo.

Appena evaporato, cominciate ad aggiungere il brodo, poco alla volta, lasciandolo assorbire dal riso fino a porlarlo quasi a cottura.

Nel frattempo preparare la bresaola: mettetene da parte 4 fette, per preparare delle roselline per decoreare i piatti e tagliate il resto prima a striscioline e poi a quadratini. Ottenete cubetti anche dal bitto.

Quando mancano 4 o 5 minuti alla cottura, aggiungete il bitto, tagliato a dadini, lasciandolo fondere. Un attimo prima di togliere il risotto dal fuoco, aggiungete la bresaola e il parmigliano. Mantecate il tutto, lasciate riposare a fuoco spento per un paio di minuti e impiattate, decorando il piatto con una rosellina di bresaola. Per poterlo riprendere con maggior calma, ho tolto il riso dalla caseruola un momento prima del tempo, perciò è leggermente indietro di cottura: giusto il tempo per metterlo in posa :-)!

E' un primo piatto squisito: delicato, ma ricco di profumi e sapore.

Buona giornata a tutti

Daniela

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[Post precendente: La Masa (l'impasto)]

Oggi vi spiegherò come preparare un ottimo ripieno di choclo ovvero mais. Questa preparazione è ottima per farcire delle empaadas, ma può essere utilizzata - come tutti i ripieni di questo piatto tipico - per torte salate, tartelette salée, e simili.

In Italia, o per lo meno a Genova, manca un elemento abbastanza fondamnetale il choclo cremoso la deficienza può essere facilmente ovviata grazie a un paio di passaggi.

Dentro la ricetta del lunedì : le Empanadas - El relleno de humita (II)

Empanadas 2

Relleno de humita

  N.B.: Io ho preparato queste empanadas per un evento speciale, e con la stessa pasta ho ricavato due tipi differenti di empanadas (carne e choclo), per cui le dosi sono un po' eccessive, soprattuto se le si vuole servire come antipasto e non come piatto unico. Con il quatitativo di pasta che otterrete con la ricetta del primo post potrete sfornare un centinaio di empanadas del diametro - pre-chiusura - di circa 20 cm e spessore di 1/1,5 mm.  Per quanto riguarda il ripieno, le dosi vi serviranno per circa 50 empanadas

Detto ciò, tenendo conto di avere a tavola 4/5 commensali, se le volete servire come antipasto una/due a testa, con le specifiche sopra indicate - di consiglio di ridurre le dosi della pasta a 1/8 e del ripieno a 1/4, se invece le servirete come piatto unico potete ridurre a 1/2 (10 cad.) o 1/4 (5 cad.) la pasta e preparare il ripieno come da dosi o ridurlo a 1/2 (se pasta ridotta a 1/4). 

Ingredienti

   
Mais 400 g
Peperone giallo 250 g
Burro 80 g 
Cipolla 350 g
Carote 300 g
Sale q. b.
Pepe mezzo cucc.no
Peperoncino  un pizzico
Paprika mezzo cucc.no
Zucchero 2 cucc.ni
Pepe nero q.b.
Formaggio morbido (filante) [facoltativo] 150 g 
   
per il choclo cremoso  
Mais 400 g
Panna da cucina 200 cl
   
per la besciamella densa  
Burro 50 g
Farina 100 g
Latte 400 cl
Panna da cucina 50 cl
Amido di mais 1 cucc.
Noce moscata q.b.

Preparazione

choclo cremoso

Se non si possiedono 400 g di choclo blanco cremoso.

Nel mixer tritare il mais con la panna. Se si desidera si possono cercare di eliminare le pellicine con un colino abbastanza fine.

 

Preparare la besciamella densa

In una pentola media far sciogliere a fuoco basso il burro, appena è sciolto mettervi lentamente la farina e l'amido precedentemente setacciat, mentre mescolate rapidamnete con una frusta, in modo che non si formino grumi. Aggiungete ora il latte continuando a mescolare. Lasciate cuocere a fuoco lento per 2 minuti, sempre mescolando, quindi aggiungete la panna. Cuocete ancora avendo cura che non si attacchi, fino a che non raggiungerà una consistenza piuttosto densa. Lasciare intiepidire, dunque macinare o grattuggiare un po' di noce moscata e aggregarla alla salsa.

 

Procedere alla preparazione del ripieno.

 

relleno hum2

 

Bollite le carote, devono ammorbidirsi, non sfaldarsi. In una pentola piuttosto capiente, a fuoco basso, fate rosolare nel burro le cipolle tagliate alla metà e poi a rondelle, quando saranno appassite unite il peperone tagliato a piccoli cubetti e le carote anch'esse tagliate a cubettini. Quando il peperone sarà morbido aggiungete il mais, fate andare per un minuto , quindi aggiungete il composto di panna e mais, mescolate spesso. Dopo 8 minuti aggiungete la besciamella e fate cuoecere per altri 10/13 minuti - comunque sino a quando il mais non sarà ben morbido. Spegnate il fuoco, lasciate intiepidire e aggiungete le spezie, lo zucchero ed il sale. Le spezie sono in quantità a vostro gradimento (a parte per quelle indicate), fate in modo che il tutto risulti equilibrato, ricordandovi che non deve essere un ripieno piccante e che il pepe deve liberare un soave e misurato aroma, senza sovrastare il resto, se desiderate potete aggiungere ancora un poco di noce moscata.

 

Lasciate intiepidire ulteriormente ed il vostro ripieno sarà pronto! 

 

PicMonkey Collage empan3

Buon appetito!!

Giorgia

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