Les articles avec le tag zucca

Una vera golosità, giuro! Il titolo dovrebbe continuare con: da gustare al calduccio.

Sì, perché finalmente è arrivato l'inverno, anche qui, a Genova!

 

Io non sono troppo entusiasta... del tipo che l'altro giorno c'era un vento che ti portava via e finito di studiare faccio una passeggiata per tornare a casa... e non rimango mezza afona?

Benvenuto inverno!!

Il periodo dell'anno in cui peso 10 kg in più, cinque grazie alle feste e alla mia incredibile golosità e cinque a causa dei vestiti. Altro che vestirsi a cipolla, vado in giro con 7 strati di roba... e sento freddo. Sì, sento freddo! Ma si può?!

 

Comunque sia, durante questi giorni ho sperimentato questa sorta di minestra... che poi minestra non è, ma è sana, calda e nutriente.

Minestra di carote e zucca profumata e croccante - una vera golosità

Ingredienti

per 2 persone

Carote 2 medie
Cipolla gialla mezza
Zucca 400 g
Fiore di zucca
o di zucchino
2 o 4 
Pepe o cannella una spolverata
Sale grosso un piccolo pugnetto
Olio di semi di zucca un cucc. e 1/2
Olio per friggere un poco
Semi di lino 1/2 cucc.
Semi di zucca (facolatitvi) 1/2 cucc.
Semi di girasole 1/2 cucc.
Semi di chia 1 cucc.no
Semi di papavero 1/2 cucc.no
Semi di sesamo 1 cucc.no
Farina  un cucc.

zucca
 

Preparazione

Gli ingredienti sembrano tanti, ma non vi spaventate, il procedimento è semplice.

In una pentola capiente fate bollire dell'acqua. Lavate e pulite per bene le verdure, dunque tagliatele in modo che abbiano dimensioni simili. Giunta l'acqua ad ebollizione buttate il sale e ponete zucca, carota, cipolla ed una patata, facoltativa, nella pentola. Cuocete sino a quando le verdure non saranno tenere. Eliminate l'acqua in eccesso. Continuate la cottura in modo che le verdure si sfaldino naturalmente. Intanto, in una padellina tostate i semi, fatelo in quest'ordine - e attenzione! i smei di lino tendono a scoppiettare, quindi eseguite le operazioni abbastanza rapidamente: zucca, girasole dopo 40 sec. circa lino, sesamo, altri 40 sec. papavero e chia, spegnete il fuoco.

Lavate e lasciate scolare in un colino i fiori di zucca o zucchino, in modo che perdano l'acqua si vegetazione e si rinvigoriscano. In un pentolino ponete poco olio di semi o d'arachidi, scaldatelo e quindi friggete i fiori. Fate scolare dall'olio su della carta assorbente e salate solo prima di servire. 

Quando la minestra sarà pronta impiattatela bella calda e guarnite con il fiore croccante, i semini tostati, l'olio di semi di zucca e una bella spolverata di pepe o di cannella - io la preferisco! 

 

Ottima!

 

Buona giornata e buon appetito,

Giorgia   

 

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Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico a Firenze e un risotto con zucca, gorgonzola ed aceto balsamico, delizioso.

Il 14 marzo sarà inaugurata a Palazzo Strozzi a Firenze la mostra intitolata Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico, che rimarrà aperta fino al 21 giugno.

Questa mostra, nata in collaborazione con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, la National Gallery of Art di Washington e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, e curata da Jens Daehner e Kenneth Lapatin, ci mostrerà "attraverso eccezionali esempi di statue bronzee, la mostra racconta gli sviluppi artistici dell’età ellenistica (IV-I secolo a.C.), periodo in cui, in tutto il bacino del Mediterraneo e oltre, si affermarono nuove forme espressive che, insieme a un grande sviluppo delle tecniche, rappresentano la prima forma di globalizzazione di linguaggi artistici del mondo allora conosciuto. L’utilizzo del bronzo, grazie alle sue qualità specifiche, permise di raggiungere livelli inediti di dinamismo nelle statue a figura intera e di naturalismo nei ritratti, in cui l’espressione psicologica divenne un marchio stilistico.

La mostra vede riuniti alcuni tra i maggiori capolavori del mondo antico provenienti dai più importanti musei archeologici italiani e internazionali come il British Museum di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, la Galleria degli Uffizi e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Museo Archeologico Nazionale di Atene, il Musée du Louvre di Parigi e i Musei Vaticani.
Statue monumentali di divinità, atleti e condottieri sono affiancate a ritratti di personaggi storici, in un percorso che conduce il visitatore nell’analisi delle tecniche di produzione, fusione e finitura del bronzo e alla scoperta delle affascinanti storie dei ritrovamentidi questi capolavori, la maggior parte dei quali avvenuti in mare oppure attraverso scavi archeologici che pongono i reperti in relazione ad antichi contesti come santuari, case private, cimiteri, spazi pubblici.

Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico a Firenze e un risotto con zucca, gorgonzola ed aceto balsamico, delizioso.
Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico a Firenze e un risotto con zucca, gorgonzola ed aceto balsamico, delizioso.
Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico a Firenze e un risotto con zucca, gorgonzola ed aceto balsamico, delizioso.
Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico a Firenze e un risotto con zucca, gorgonzola ed aceto balsamico, delizioso.
Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico a Firenze e un risotto con zucca, gorgonzola ed aceto balsamico, delizioso.

Durante l’età ellenistica – dalla morte di Alessandro Magno nel 323 a.C. alla fondazione dell’Impero romano nel 31 a.C. – l’uso del bronzo portò una ventata di sperimentazione e innovazione artistica in Grecia e in tutto il Mediterraneo. Gli scultori abbandonarono il canone classico, sostituendo le forme idealizzate con rese realistiche di stati fisici ed emotivi. Superiore al marmo per resistenza alla trazione, riflettività e capacità di riprodurre i più piccoli dettagli, il bronzo si adattava a composizioni dinamiche, sensazionali rappresentazioni di nudo ed espressioni grafiche di età e carattere. Ottenute da leghe di rame, stagno, piombo e altri elementi, le statue bronzee furono prodotte a migliaia in tutto il mondo ellenistico. Si concentravano in spazi pubblici e luoghi aperti: ritratti onorifici di regnanti e cittadini popolavano le piazze delle città, mentre immagini di dei, eroi e umani affollavano i santuari. Sono pochi, tuttavia, i bronzi conservati, che i musei generalmente espongono come capolavori isolati. Questa mostra senza precedenti, riunisce una cinquantina dei bronzi più importanti, inserendoli in un contesto più ampio. Diverse opere strettamente collegate si possono ammirare fianco a fianco per la prima volta. 

A integrare e ampliare questa esplorazione dei bronzi antichi a Palazzo Strozzi, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze presenta la mostra Piccoli grandi bronzi. Capolavori greci, etruschi e romani (21 marzo-21 giugno), nella quale figura la straordinaria collezione di piccole sculture bronzee riunite dai Medici e dai Lorena nel corso di tre secoli (dal sito ufficiale della mostra, dove potrete trovare anche gli orari e le informazioni necessarie per organizzare una visita)

foto da :Alinaritoscananews24Arte.it,

 

Risotto zucca, gorgonzola e aceto balsamico

Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico a Firenze e un risotto con zucca, gorgonzola ed aceto balsamico, delizioso.

Il piatto nasce da un'idea dello chef Marta Grassi (da più cucina n.85), che ho leggermente rivisitato per dosi e procedimento, seguendo il mio solito modo di preparare un risotto alla zucca.

Ingredienti per 4 persone

350 g di riso Carnaroli

300 g di zucca decorticata e pulita

1 scalogno

1/2 bicchiere di vino bianco seco

brodo vegetale

50 ml di latte

100 g di gorgonzola

aceto balsamico di Modena invecchiato IGP

burro qb 

pepe appena macinato

Preparate un litro circa di brodo vegetale.

Tagliate a fettine lo scalogno e fatelo rosolare in una noce di burro in un tegame, meglio se di coccio. Mettete a cuocere la zucca, tagliata a pezzetti e lasciatela andare fino a quando non sarà praticamente sfatta. Frullatela con il frullatore ad immersione. Aggiungete ora il riso e fatelo scaldare per qualche minuto e poi aggiungete il vino bianco. Lasciate evaporare per pochi minuti.

Aggiungendo a mano a mano il brodo vegetale bollente, portate il riso a cottura. Nel frattempo sciogliete il gorgonzola nel latte e create una crema morbida. 

Togliete il risotto dal fuoco, una volta cotto e mantecatelo con una noce di burro.

PICT1609 

Servitelo subito, accompagnandolo con la crema di gorgonzola e l'aceto balsamico. Per questa ricetta, in cui il sapore dell'aceto balsamico deve regalare una nota aromatica intensa, ho scelto quello invecchiato, prodotto dal Consorzio tutela dell'aceto balsamico di Modena: il suo gusto si sposa perfettamente con il dolce della zucca e il sapore deciso del gorgonzola.

E' originale, nella sua nota aromatica regalata dall'aceto, e buonissimo, oltre che estremamente gradevole alla vista, nonostante le mie foto non gli rendano minimamente giustizia.

Buona giornata a tutti

Daniela

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Oggi vi propongo qualcosa di bello da vedere, che sia di buon auspicio per un bel fine settimana sereno, da poter dedicare anche all'arte e allo svago della mente. 

Si tratta di una mostra alle Scuderie del Quirinale, a Roma, che andrà aventi fino al 18 gennaio e che ha per tema il rinascimento fiammingo, periodo che, devo dire, personalmente mi piace moltissimo.

11 Memling - Madonna col bambino 

In mostra le opere di Memling, il pittore che è statoper tutta la II metà del 1400, il pittore più celebre di Bruges, culla dell'arte fiamminga, amatissimo anche da tutta la ricca e potente comunità italiana di mercanti e agenti commerciali italiani nelle Fiandre.  E' celebre sia per i monumentali trittici, sia per i ritratti , nei quali perfezionò incredibilmente l'arte dello sfondo in un ritratto che influenzerà, grazie alla conoscenza della sua opera anche in italia, molti artisti italiani del primo '500.

Vasari nelle sue Le vite de' più eccellenti pittori, scultori, e architettori, nel capitolo finale, che dedica ai "diversi artefici fiamminghi"  lo nomina tra i più celebri artisti, quale discepolo di Van Der Weyden di Bruxelles e dice che suo "abbiàn, come si disse, in Fiorenza, in un quadretto piccolo, che è in man del Duca, la Passione di Cristo."

Roma, "oltre a capolavori di arte religiosa provenienti dai più importanti musei del mondo, tra cui dittici e trittici ricomposti per la prima volta in occasione della mostra come il Trittico Pagagnotti (Firenze, Uffizi; Londra, National Gallery), il Trittico di Jan Crabbe(Vicenza, Museo civico; New York, Morgan Library; Bruges, Groeningemuseum) o il monumentale Trittico della famiglia Moreel (Bruges, Groeningemuseum) [...], la mostra presenterà una magnifica serie di ritratti tra cui Ritratto di giovane dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia, il Ritratto di uomo dalla Royal Collection di Londra - prestito eccezionale della Regina Elisabetta II -,

il celeberrimo Ritratto di uomo della Frick Collection di New York nonché il magnifico Ritratto di uomo con moneta romana (ritenuto l'effigie dell'umanista Bernardo Bembo) proveniente da Anversa". (Dal sito ufficiale della mostra)

Per tutte le informazioni necessarie per visitare la mostra, potete vedere qui. 

 

Risotto di zucca mantecato al taleggio

Memling. Rinascimento fiammingo a Roma e un Risotto di zucca mantecato al taleggio
ingredienti per 4/5 persone
riso (Roma per me) 400 g
zucca, decorticata e priva di semi 350 g
brodo vegetale 1 litro
scalogno 1
taleggio, privato della crosta 80 g
olio evo  
parmigiano reggiano 1 manciata abbondante
pepe  

zucca 

Preparate un litro di brodo vegetale e tenetelo in caldo

In un tegame io uso uno solo per il risotto , di coccio, mettete dell'olio evo e uno scalogno tagliato a fettina: appena lo scalogno diventa traslucido, aggiungete la zucca tagliata a fettine sottili e lasciatela ammorbidire per circa un quarto d'ora. Quando la polpa è bella tenera, aggiungete il riso e mescolatelo bene alla zucca. Dopo un paio di minuti aggiungete 1/2 bicchiere di vino bianco secco, lasciate e vaporare e continuate la cottura del riso come al solito, aggiungendo ogni tanto un mestolo di brodo vegetale.

Seguite i tempi di cottura indicati per il riso che avete scelto e quando arrivate a 4 minuti da fine cottura, aggiungete il taleggio, lasciate fondere e amalgamate bene; poi aggiungete una manciata abbondante di parmigiano reggiano e togliete dal fuoco, lasciate riposare un paio di minuti e servite, spolverando con un po' di pepe appena macinato.

zucca 

Come centro tavola un vaso con le mie splendide rose, che sono sbocciate, nonostante tutto, in questi giorni...

Cremoso morbido e e saporito: questo risotto è una gioia per il palato ed è perfetto per ravvivare giornate fredde e grigie, visto che è dotato di un meraviglioso color oro intenso che regala piacere anche agli occhi !

Buona giornata a tutti

Daniela

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Autunno, finalmente : fresco. soleggiato, asciutto, insomma il tempo ideale! Dopo tutti i problemi che ci hanno perseguitato nelle scorse settimane, gli stress e le paure, non sembra vero di poter vedere il colore brillante e limpido del cielo, che in questi giorni ci illumina le giornate, regalando colori splendidi a ciò che ci circonda e un principio di tonalità rosso dorate adeguate alla stagione, giusto un principio...

Sembra di riuscire a respirare meglio, ad affrontare con più energia le sfide abituali...

Senza dubbio la zucca è la regina di questa stagione: i suo colore intenso, la polpa croccante, il sapore che ben si sposa con moltissime preparazioni, fanno si che si presenti continuamente sulla mia tavola, e se non è una vellutata, o "la zuppa più buona del mondo", o un soufflè, o uno sformatino (ho contato recentemente circa 20 piatti con la zucca nel blog, tra dolci e salati), che sono entrati di pieno diritto nella mia cucina come "classici", è, come in questo caso, un sandwich divertente.

Si tratta di una rivisitazione, che ho trovato su una vecchia Cucina Italiana della mozzarella in carrozza: qui invece parliamo di zucca in carrozza, anche se in realtà è proprio la zucca a formare lo scrigno dorato in cui si fonde il formaggio....

Zucca in carozza

da CI novembre 2010

 Autunno, finalmente e per festeggiarlo una gustosa "zucca in carrozza"!

 

Ingredienti per 5

zucca 10 fette (300g ca)
emmental (o sbrinz) 70/80g 
uova 2
farina  qb
pangrattato qb
olio d'oliva 50g
burro 40g
sale e pepe  
insalata fresca qb
facoltativo per la salsa  
aceto rosso  50g
vino rosso 100g
scalogno  1
peperone 1 piccolo o 1/2 grande

zucca 

Tagliate le fette di zucca ad uno spessore di circa 1/2 cm, il più uniformemente possibile, disponetele sulla leccarda del forno in un unico strato e mettetele a cuocere a 190 °C per 5 minuti: io le ho lasciate raffreddare nel forno socchiuso.

Passatele nelle uova sbattute, poi nella farina, unitele due a due farcendole con delle fettine spesse pochi millimetri, di emmental.  Passate il "sandwich" ancora nelle uova, nella farina, poi nuovamente nelle uova e, ultimo passaggio, in abbondante pangrattato.

Metteteli ora a cuocere in una padella con il burro e l'olio (io ho utilizzato solo olio di oliva), a fuoco medio, per circa 1 minuto e mezzo per lato. Per abitudine io salo la panatura e lo stesso faccio con il pepe, ma se voi siete abituati diversamente, questo è il momento di salare e pepare. 

La ricetta originale prevedeva una salsa al vino rosso di accompagnamento, preparata facendo ridurr di 2/3 un composto di 100g di vino rosso con 50 g di aceto rosso, uno scalogno tagliato a rondelle e un pizzico di sale, poi frullato al termine della cottura. Con questa salsa potrete condire l'insalata con la quale accompagnerete la zucca in carrozza.

zucca 

Io invece avevo un peperone rosso a disposizione e così ne ho tagliata una metà a fettine, dopo averlo pulito di fili e semi e lavato e, l'ho fatto stufare per una decina di minuti insieme ad uno scalogno tagliato a rondelle e poi frullato bene. 

E' un piatto unico delizioso, accompagnato da una insalatina fresca, per un pranzo goloso.

Buona giornata a tutti

Daniela

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Vi volevo raccontare un sacco di cose, ma ovviamente sono la solita ritardataria e mi riduco a scrivere il post ora e per di più di fretta...

La settimana è stata davvero intensa, ricca di esperienze positive e negative che mi hanno dato la possibilità di imparare molto e mettermi tanto in discussione.

Ho viaggiato da sola, destreggiandomi -talvolta non troppo bene.. - tra aerei, treni e taxi. Se mi guardo indietro sento di avere fatto tantissime esperienze, di volerle raccontare ma di non sapere bene da dove partire.

 

Dato che qui si parla di viaggi e cucina, di certo posso narrarvi delle mie ultime esperienze eno - gastronomiche e culturali.

La destinazione del mio viaggio era l'Austria, in particolare Deutschlandsberg, un bellissimo paese immerso nel verde a mezz'ora da Graz, dove tutti gli anni - da vent'anni - si tiene un conosciuto concorso internazionale intitolato al grande Ferruccio Tagliavini. Vi dico già che non ho reso giustizia, con il mio operato artistico, né al nome del cantante, né alla possibilità che mi era stata offerta, sopratutto a causa della mia cretinaggine disorganizzazione.

Nel luogo ho passato una piacevole settimana. Visitando i dintorni a piedi, tra meravigliose strade che percorrevano colline e valli sensazionali. Scoprendo Graz e i sapori austriaci, osservando i loro costumi, le loro abitudini, i loro visi, le loro posture, il loro modo di comunicare, i loro fiori, il loro ordine, la loro pulizia, il loro rispetto, il loro senso di cittadino, la loro gentilezza e la loro sgradevolezza, ascoltando la loro lingua, il loro intercalare, i suoni ed i rumori delle cittadine.

 

Ho assaggiato la vera Wiener Schnitzel, la sua salsa d'accompagnamento, le Kartoffeln, il Kürbiskernöl, le fantastiche confetture fatte in casa, il vino Haydn ed il liquore Mozart.

Kürbiskernöl - L'Oro Nero

Un olio miracoloso, dall'odore ricco, dolce e pastoso, dal colore intenso e scuro, tra il verde - controluce - ed il rosso cupissimo. Un sapore rotondo, corposo, pieno, di frutta secca, profumato nelle note di testa, acidino solo in fondo. 

E' una specialità Austriaca: olio di semi di zucca. Se vi capita di averlo sotto mano 

provatelo! Ottimo! Ricco acido oleico e linoleico (omega3), selenio, minerali e vitamina E. 

Pare consenta di abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, ridurre le carenze di estrogeni nel periodo successivo alla menopausa, ridurre l’ipertrofia alla prostata negli uomini. E' anche un fortecardioprotettivo, riduce la pressione arteriosa e presenta funzione diuretica, lassativa e digestiva.

Si utilizza come dressing per insalate, nelle zuppe - specialemente quella di zucca -, sulle carni grigliate, nei cibi per donare una nota "nocciolata" e nel gelato alla vaniglia. 

 

Ingredienti

per 3 persone

350 ml di panna

3 tuorli d'uovo

100 g di zucchero

3 cl di olio di semi di zucca 

Semi di zucca, olio di semi di zucca e glassa di aceto balsamico per guarnire

 

 

Procedimento

Montate la panna da una parte e i tuorli con lo zucchero da un altra. Poi incorporate i tuorli alla panna sbattendo sempre con le fruste. Aggiungete l'olio e continuate a mescolare. Ponete in frigo per tre ore. Dunque mescolate ogni ora. Servite guarnendo con olio e semi di zucca e aceto balsamico. 

 

 

Salsa di Mirtilli Rossi 

Accompagnamento ideale per la Wiener Schnitzel, questa composta ha un gusto meraviglioso ed avvolgente, giustamente acido e decisamente fruttato e profumato. Il colore vivacissimo. E' ottima da gustare con carni e fritture di terra. 

 

Ingredienti 

340 g di mirtilli rossi freschi

375 g di zucchero

250 ml di acqua

un cucc. di liquore all'albicocca (facoltativo)

spezie (facoltative)

 

Procedimento

Lavare ed asciugare i mirtilli rossi. In una pentola versare acqua e zucchero e mescolare bene, a fuoco medio, portando ad ebolizione. Dunque spegnere il fuoco e aggiungere i mirtilli, mescolando sempre con cura. RIccandere il fuoco e portare di nuovoa ebolizione, lasciare quindi che i mirtilli si cuociano e sfaldino. Dopo massimo 15 minuti togliere la pentola dal fuoco e lasciare raffreddare. Riporre in frigo. 

 

In austria si serve a temperatura amiente.

Buon appetito. 

Giorgia

 

 

N.B.: non ho fatto in tempo a caricare le mie foto per cui questa volta mi sono accontentata di immagini di repertorio tratte da internet. Dall'URL dell'immagine risalirete ai proprietari. 

 

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...solo un filo "appesantito" dalla fastidiosissima forma influenzale con nasi colanti, occhi lucidi e fazzoletti strategicamente posizionati, per tentare di respirare un po' meglio e che sta attanagliando tutta la famiglia... Però è stato ugualmente divertente e coinvolgente.

fedi 

foto elaborata dall'originale 

In realtà mi sono sempre chiesta se per caso non sia già stata studiata e resa nota una legge delle probabilità, il cui enunciato suoni più o meno così: quando in una famiglia c'è una data che riveste una qualche importanza, chessò un anniversario, un compleanno o una ricorrenza particolare, automaticamente, col tempo, questa sarà circondata da una miriade di altre ricorrenze parimenti importanti. Come dire: il 24 gennaio, per esempio è il mio anniversario di matrimonio: per un bel po' di anni si è limitato ad essere la data più "celebrata" di gennaio (Epifania a parte). Poi, nel giro di pochissimo tempo è stato circondato da, in ordine sparso: il compleanno della Microba, il compleanno del fidanzato di mia figlia, il compleanno della figlia di una delle mia amiche più care e quello di un caro amico di mio marito.

Così festeggiamo, quando possiamo, insieme, o rincorrendoci con telefonate e messaggi... Preparo pranzetti e dolci perchè, naturalmente, tutti hanno un loro menù preferito, che comprende spesso piatti un po' insoliti, diciamo, per un festeggiamento, come zuppe o empanadas, ma si sa, alla gola non si comanda....

Così oggi, condivido con voi una delle mie ricette di famiglia più amate e "segrete": è la zuppa della mia nonna paterna, la nonna Amelia, la zuppa più buona del mondo, per me, la più gustosa e saporita tra tutte quelle che cucino ciclicamente o assaggio.  Perciò direttamente da Colle Val d'Elsa (SI), e da un anno imprecisato, ma non vicino, del '900, eccovi la nostra 

Zuppa della Nonna

La zuppa più buona del mondo e il we dei festeggiamenti...

Per quel che riguarda gli ingredienti, ve la passo proprio così, come me l'ha passata mia mamma, che l'ha avuta dalla nonna... cioè "a occhio"!

Ingredienti per 6 persone (circa)

4 patate medie

1 cipolla bianca o dorata

1 gambo di sedano

1 carota

3 zucchini

1 manciata di fagiolini

1 mazzetto di bietole

1 pezzo di zucca (300 g circa)

2 pomodori da sugo

1 cavolo verza di media grandezza... approssimativamente 6 / 7 hg

400 g fagioli secchi 

zuppa 

Come sempre, io preferisco utilizzare la pentola di coccio quando si tratta di zuppe...

A parte. in una pentola di acqua fredda, mettete a cuocere i fagioli, tenuti a bagno almeno 12 ore a rinvenire, coperti da due dita abbondanti d'acqua. Non salate subito, ma attendete quasi la fine della cottura, che sarà di circa 1 ora / 1 ora e mezza, senza mai mescolare e con il coperchio.

Preparate un soffritto con sedano, carota e cipolla tagliati grossolanamente. Tagliate a dadini patate, carote, zucchini, fagiolini, e zucca e a pezzi le bietole e versatele nel soffritto dorato ad appassire per circa 15-20 minuti, mescolando bene e spesso. Unite i pomodori pelati e privati dei semi e fate insaporire il tutto per altri 5 minuti.

Nel frattempo tagliate a fettine sottili la verza, rimuovendo la parte centrale più dura e sciacquatela abbondantemente. 

Appena è trascorso il tempo, versate nella pentola la verza e, ancora mescolando spesso, fate appassire anche lei per altri 10 minuti.

A questo punto passate con il passaverdura una parte dei fagioli cotti e versate il purè ottenuto all'interno della pentola; per ultimo, unite anche i fagioli rimanenti insieme all'acqua di cottura. Mescolate il tutto, mettete il coperchio e lasciate cuocere per almeno 1 ora e mezza/2, aggiustando di sale.

Servite calda o tiepida, con un giro di olio extravergine di oliva e una macinata di pepe nero e accompagnata da crostini di pane abbrustolito.

Lo ripeto, per me è la zuppa più buona del mondo e i miei amici condividono l'entusiasmo.

Provatela in una fredda giornata invernale: è fantastica

Buona settimana a tutti

Dani

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Dolcezza color Arancio - Le Mie Amate Zuppe cap. 2: Vellutata di Zucca

 

Adoro la zucca.

E non sono l'unica!

Su MT sia Ale che Dani dato la loro versione di questa intramontabile - ed insostituibile - ricetta!

La mia è una non-ricetta! Sì, perché, proprio per il fatto che amo il sapore autentico della zucca, uso pochissimi ingredienti per la mia vellutata.

Iniziamo quindi:

Vellutata di Zucca

 

Vellutata di Zucca

Ingredienti

- 800g zucca

- 500g carote

- brodo di verdure

- cipolla

- sale q.b.

- olio

- brodo vegetale

facoltativi:

- semi di papavero

- crostini

 

 

Procedimento:

Preparare, se non lo avete già fatto, il brodo di verdure.

Lavare e pelare la zucca, le carote e la cipolla. Tagliare il tutto grossolanamente.

In una pentola abbastanza capiente versare circa 500 ml di brodo, scaldare, dopo 5 minuti mettere le verdure.

Fare cuocere a fuoco medio per 15 minuti. Controllare di tanto in tanto la consistenza della zucca e delle carote. Cercare di non aggiungere altro brodo per evitare che la vellutata diventi troppo.... brodosa... . Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare un poco. Togliete l'acqua in eccesso.

Una volta tiepido, con il minipiner, frullate tutto affinché si crei una consistenza cremosa.

Rimettete sul fuoco basso per 10 minuti, girando spesso e facendo attenzione che non si bruci.

Salate. Servite. Potete condirla con un filo d'olio e/o dei semi di papavero, che danno un gradevole aroma, io li apprezzo molto in questa preparazione.

I più golosi possono guarnire con dei crostini!

 

 

Vellutata di Zucca

 

 

Buon appetito!

Giorgia

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Di Daniela
 
Prima di cominciare con la ricetta, una piccola precisazione: pur essendo una delle preparazioni migliori che abbia mai gustato con il filetto di maiale, la foto non le rende minimamente giustizia....ma confesso che non è stato facile sottrarre proditoriamente un piatto ai 4 che stavano seduti a tavola, in attesa del mio arrivo per iniziare a pranzare... Ho fatto più in fretta che ho potuto ed il risultato è tutto qui. A volte mi sembra di far la parte dell'affamatrice di creature indifese che (già vessate duramente a scuola da insegnanti insensibili alla delicatezza delle loro anime, che le costringono a seguire 6 ore di lezioni) appena arrivate a casa non possono lanciarsi come pantere sul piatto, ma devono attendere quei 10 minuti di prammatica per consentirmi di fare una foto!!
Da questo orecchio proprio non ci sentono; e così dovrete adattarvi a vedere brutta una preparazione che, invece, mi ha dato moltissima soddisfazione, a considerare la velocità con la quale,  le suddette creature e il di loro padre, le hanno fatte sparire. Quindi, dandomi fiducia e considerando che il sapore, giuro, è tutta un'altra storia, vi do le dosi per questo mix niente male di verdure leggerissime unite a carne tenera dal condimento un po' più ricco. Volete provare, fidandovi più delle mie parole che dei vostri occhi? :-)
P.S. Per farvi passare sopra la foto, vi ho proposto un'altra semplicissima ricetta per sfruttare le verdure come antipasto.  Vi sembra uno scambio equo :-)?
 
Filetto di maiale al curry su tortino di patate e zucca
da C.I novembre 2011
filetto do maiale

Ingredienti per 6 persone

700 gr di tranci di filetto di maiale
450 gr di patate
180 gr di zucca
50 gr di cipolla
30 gr di sedano
30 gr di carote
2 cucchiai di yogurt bianco naturale
3 cucchiai di panna fresca
curry
vino bianco
burro
prezzemolo
olio extra vergine di oliva
sale e pepe

 
DSCF9328

 

Lavate le patate e lessatele per 15 minuti da quando l'acqua comincia a bollire, poi scolatele, lasciatele intiepidire, pelatele e grattugiatele grossolanamente.

 

Pulite la zucca e grattugiate anch'essa grossolanamente. Mescolate le patate e la zucca, salatele e distribuitele in 6 stampini di metallo (10 cm di diametro e 2 cm di altezza) imburrati e foderati di carta forno, anch'essa imburrata. In mancanza di stampini di metallo ho usato 2 pirofile della dimensione monoporzione in ceramica che hanno richiesto una cottura di un paio di minuti più lunga di quella prevista cioè 17/18 minuti in forno a  200 °C invece dei 15 richiesti dalla ricetta originale.
 
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Tagliate intanto sedano, carota e cipolla in dadini di piccole dimensioni e rosolateli per un paio di minuti in una noce di burro e un cucchiaio di olio, poi unite il filetto, coperchiate, riducete la fiamma e lasciate stufare per 3 minuti. Quindi scoperchiate, salate, pepate, sfumate con mezzo bicchiere di vino, coprite di nuovo e cuocete per 3 minuti. Unite 2 cucchiai di yogurt, 3 di panna, un ciuffo di prezzemolo tritato e la punta di un cucchiaino di curry. Lasciate bollire per meno di 1 minuto, poi aggiustate di sale e pepe e spegnete. 
Disponete i tortini nei piatti, accomodatevi sopra i tranci di filetto e completateli con la loro salsa di cottura, decorando a piacere con foglioline di maggiorana.  Servite subito
 
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Sformatini di patate e zucca al taleggio



Però.. però non finisce mica qui! Se volete trasformare le verdure in un ottimo antipasto potreste fare così:  sistemate un po' di filetti di zucca e patate sul fondo di un classico monoporzione di alluminio.  Aggiungete al centro un pezzetto di gorgonzola (o di taleggio)  e copritelo con altri filetti di zucca e di patate fino a riempire completamente lo stampino, pressandole leggermente.


 

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Infornate gli stampini a 200 °C per 15/16 minuti, finché non vedrete le verdure leggermente colorite.

 

 

 

 

Sfornateli, lasciateli intiepidire. nel frattempo fate fondere a bagnomaria  il taleggio. Sformate i vostri sformatini su un piatto, e versategli sopra un paio di cucchiaiate di formaggio fuso.  Servite subito.
 
 
 
 
Buona giornata
Dani

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Di Daniela

Sono appassionata di storia, ormai lo sapete tutti... anzi a questo proposito ho in mente un paio di ricette storiche che spero vi piaceranno...ma è un'altra "storia". Oggi vorrei parlarvi invece di bottoni. Ora, capisco che l'argomento possa lasciare un po' sconcertati perchè i bottoni, salvo quelli che si attaccano per strada a persone che non han voglia di parlare, o quelli rigorosamente importanti per materiale o epoca, difficilmente sono argomento di conversazione o di storia.
Invece quelli di oggi si... mi spiego meglio.
Per i motivi noti dei giorni scorsi, ho dovuto fare un lavoro piuttosto accurato in garage. Ho buttato via molti oggetti, alcuni mi erano cari, altri meno, ma tutti erano parte di ricordi. Naturalmente c'erano molte cose di cui non ricordavo neppure più l'esistenza, quelle che si mettono via con il solito "Appena ho un attimo di tempo le guardo meglio" e invece l'attimo di tempo non arriva mai. Così rimangono lì, in attesa che il caso o un trasloco o un altro qualunque motivo le facciano riaffiorare dal dimenticatoio. Così è stato per un sacchetto di quelli della spesa, banalissimo, nascosto in un angolo in mezzo a fango ed altro. Volevo buttarlo senza neppure dedicargli 10 secondi del mio "arrabbiatissimo" tempo e invece all'utimo momento l'ho aperto, tanto perchè "non si sa mai". Sono venuti fuori ben più di un centinaio di bottoni di tutti i tipi: grandi piccoli, colorati, bianchi, di madreperla, di plastica di osso, di tartaruga vera o finta che fosse, di metallo, di stoffa, elaborati, lisci e chi più ne ha più ne metta!

bottoni A

Quindi sacchetto recuperato, portato in casa ed attentamente analizzato insieme alle due piccole e alla cognata, passata un momento a salutarci.
Ed è stato come aprire un album di foto di famiglia!! Erano bottoni che mia suocera aveva tenuto per motivi diversi, nel corso degli anni. Una specie di memoria visiva dei suoi abiti preferiti, del tailleur indossato alla prima comunione di mio marito, quello della sua mamma indossato per un matrimonio,
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quello del cappotto messo per il battesimo di un nipotino,  quello tenuto perchè che aveva un punto di colore "così particolare, che mi piacerebbe ritrovare";
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uno tenuto per la foggia, uno solo per le dimensioni, 

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"quello era della giacca del nonno" che i bimbi di allora ricordano per l'eleganza, "quello era in un abito della nonna, che mi ricordo perchè mi sembravano cappellini cinesi!",

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in un via libera di ricordi che si accavallavano e che richiamavano momenti di epoche diverse, con persone amate, che nella memoria sono sempre i più sereni... Una caccia al tesoro, insomma, un pomeriggio bellissimo, cominciato con rabbia, sciolto in una specie di bolla nello spazio e nel tempo...

Pirofile di verdure ai tre colori
da CI novembre 2011
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Per 4 persone
725 gr di patate lessate
400 gr di broccoli
250 gr di polpa di zucca lessata
20 gr pangrattato
1 tuorlo grana grattugiato
noce moscata
olio evo
sale
pepe nero e bianco
latte per il porzionatore
burro per le pirofile
100 gr di taleggio (opzionale)
una manciata di pistacchi (opzionale)

le tre verdure colorate

Dividete i broccoli in cimette, tuffatele in acqua bollente con un filo di olio e lessatele per 6-7 minuti. Infine salatele e lasciatele per qualche minuto nella loro acqua, poi scolatele, frullatele e passatele al setaccio. (acqua salata per il verde) Passate tutte le patate con lo schiacciapatate; mettetene 435 gr in un ciotola e conditele con sale, pepe nero, noce moscata, 2 cucchiai di olio e il tuorlo. Mescolate 90 gr di patate con la polpa di zucca, anch’essa schiacciata, sale, pepe bianco e 15 gr di grana grattugiato. Amalgamate le patate rimaste con i broccoli frullati e condite con sale, pepe nero e pecorino grattugiato. Lasciate riposare i tre composti (bianco, arancione e verde) per 10 minuti, poi unite il pangrattato al composto di zucca.

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Distribuite i 3 composti colorati a palline in 4 pirofile, unte con un po’ di burro; per una perfetta presentazione, usate un porzionatore per gelato, che intingerete nel latte ogni volta che farete una pallina. Spolverizzate di grana grattugiato e informate le pirofile sotto il grill per 5.-8 minuti
bicchierini alle 3 verdure

Fin qui la ricetta originale ora una mia interpretazione: Se avete la fortuna di possedere anche voi questi bellissimi bicchieri che possono essere messi in forno, (ri-grazie Gambetto's family!!!!!) potreste servire questo ottimo contorno come fosse  un gelato, accompagnato da una crema di taleggio al posto di una panna semimontata o di cioccolato bianco fuso, e una sbriciolata di pistacchi di bronte; 

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così, oltre ad essere divertente come presentazione, lo potreste trasformare in una portata da buffet, un antipasto colorato o un secondo leggero e gustosissimo... E chissà che i bimbi non assaggino, in questo modo, la verdura con più gusto!
Buona giornata a tutti
Dani

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Di Daniela

Oggi ho osato una preparazione che non avevo mai  provato prima nella sua versione classica salata:  un soufflé  alla zucca! Lo avevo preparato dolce, al cioccolato, creato da Knam, ma ero meno "consapevole" dei rischi e, devo dire, mi affidavo totalmente alla bravura del maestro per la riuscita.
Questa volta invece volevo provare un nuovo attrezzo e così, dopo aver letto bene su C.I. l'articolo dal titolo "Un soufflée praticamente perfetto",  mi sono lanciata nella realizzazione. Ho seguito pedissequamente le varie indicazioni su tempi e modi e alla fine ho ottenuto un risultato che mi ha gratificato moltissimo :-), e che in famiglia ha incontrato grandi consensi.

L'unica personalizzazione è stata, come vi dicevo, l'utilizzo di forme diverse rispetto alla classica, il divertimento, insomma, nel provare qualcosa di nuovo: devo dire che lo  stampo in ceramica è stato un ottimo contenitore, ma io ero veramente curiosa di  utilizzare,  per questa squisitezza, i bicchieri che vedete nella prima foto, adatti al forno, regalo super-gradito della famiglia "Gambetto", amici deliziosi e gentilissimi. Confesso che avevo una certa titubanza, per paura che si frantumasse tutto alla prova dei fatti, per aver sbagliato, ovviamente io, la temperatura, piuttosto che l'altezza nel forno. Invece, come vedete, è stato un successone! Il soufflé si è alzato perfettamente (anzi per un attimo ho temuto che salisse pure troppo!) e, una volta estratto dal forno, è rimasto bello gonfio e  semplicemente delizioso all'assaggio...con sopra la crema di gorgonzola :-)... Vi lascio immaginare la delizia!
Come piatto può essere interpretato in modi diversi: se il soufflé è piuttosto piccolo, come quello servito nel mio bicchiere, per esempio,  potrebbero essere un super antipasto, in una "taglia maxi" , invece, diventa un eccellente secondo. Versatile e squisito, insomma!

Posso aggiungere la mia solita amatissima nota storica? Sapete come nasce il bagnomaria ? Sulla sua invenzione ci sono versioni diverse: "alcuni la attribuiscono ad un'alchimista dell'antichità, Miriam, sorella di Mosè e Aronne, altri ad un'alchimista dell'alto Medioevo, Maria la Giudea, sull'esistenza della quale non c'è accordo. La prima menzione di quest'ultima versione è di Zosimo di Panopoli, autore nel IV secolo dei più antichi testi conosciuti sull'alchimia. Si dice che Maria la Giudea abbia sperimentato il metodo del bagno in acqua (Balneum Mariae in latino medievale) per imitare le condizioni naturali e riscaldare lentamente miscele di varie sostanze (elisir) e produrre in questo modo oro o altri metalli preziosi." (da wikipedia) .
Curioso vero? Alchimia e donne del passato.... per un soufflé perfetto!

Soufflé di zucca con salsa al gorgonzola
da C.I.novembre 2011
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Ingredienti per 4  persone 
350 gr di latte 
200 gr di polpa di zucca lessata 
130 di gorgonzola dolce 
40 gr di farina 
40 gr di burro
6 uova 
grana grattugiato 
sale e pepe 
noce moscata burro e pangrattato per gli stampi

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Imburrate 4 stampini da soufflé con burro morbido (in modo che aderisca bene alle pareti) poi spolverizzateli con grattato. Sciogliete il burro in una pentolina; quando è fuso, unite la farina, poi 200 gr di latte, mescolando. Quando la bechamelle comincia ad addensarsi, aggiungete sale, pepe, noce moscata, poi un cucchiaio di grana. Fuori dal fuoco unite 6 tuorli e amalgamateli bene. Terminate incorporando anche la polpa di zucca, passata con lo schiacciapatate. Montate a neve gli albumi con un pizzico di sale quindi incorporateli al composto mescolando delicatamente con una spatolina con movimenti dal basso verso l'alto. Riempite per 3/4 con il composto gli stampini e infornateli a bagnomaria, 180 °C per 10-12 minuti  (forno statico) I miei hanno avuto bisogno di qualche minuto in più direi 15/16; regolatevi a seconda del vostro forno: la crosticina superiore deve risultare ben dorata.  L'acqua che userete per immergere gli stampi ovviamente deve essere come sapete già bollente, dentro il forno deve mantenere un lieve "friggere" e deve arrivare circa a metà degli stampini.

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Sciogliete intanto a bagnomaria il gorgonzola  in 130 gr di latte, mescolando sempre. Una volta sciolto il formaggio fate raffreddare la salsa mescolandola, in modo che si rapprenda un po'.
Servite la salsa con i soufflé appena sfornati.
Buona giornata e un grazie super a Mario e Signora!!!
Dani

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