Sori sant'erasmo_2014_25[1]

 Ecco un'altra prova di ciò che mi accade spessissimo: ogni volta che per un qualsivoglia motivo mi concentro su un soggetto particolare, o sento parlare di qualcosa di particolare che mi interessa, a stretto giro di posta mi capita di trovarmi nuovamente a sentirne parlare. Così è stato anche nel caso di Pablo Picasso, il genio di Malaga.

Stavo preparando il post sulla mostra di Palazzo Reale a Milano, che devo dire mi entusiasma moltissimo, quando, per seguire un concerto della secondogenita, mi sono ritrovata a Sori, una delle piccole perle della riviera genovese.

Cartolina da... Sori (Ge) e la nascita di Picasso...

L'appuntamento era all'oratorio di Sant'Erasmo, una costruzione splendida e piena di storia e fascino, che risale al 1495 come la Confraternita a cui è legato. Con grandissimo piacere il priore della confraternita, il dottor Aldo Pezzana, con grande competenza, entusiasmo e cortesia, mi ha mostrato velocemente alcuni gioielli dell'oratorio, ad esempio lo splendido coro ligneo del 1700, ma poi mi ha parlato di due punti chiave di questa bellissimo borgo e cioè il vecchio ospedale, da anni trasformato in una abitazione civile e poi, soprattutto, la vecchia casa proprio di fianco all'oratorio, che è nientemeno che... la casa d'origine della famiglia di Pablo Picasso!

foto da qui

"Solaro a tetto, nel caruggio verso l'oratorio, da mezzogiorno Paolo Cavassa, da tramontana la strada, da levante gli eredi del quondam Giuseppe Cavassa, da ponente il vuoto". La proprietà stimata in lire 275.

Con questa indicazione viene rilevato nel “Catasto di Sori” del 1798 un appartamento (solaro) di proprietà di Anna Maria Fasce moglie di Picasso Tommaso e madre di Giovanni Battista.

Giovanni Battista Picasso si sposò con Isabella Musante, dalla loro unione nacquero sei figli, tra cui Tommaso (l’atto di nascita del 1787 è registrato nell’archivio della Parrocchia di Sori) che in giovane età emigrò con altri due fratelli, a Malaga in Spagna dove si sposò e dalla cui discendenza nacque il celebre pittore Pablo Picasso.

Questi dati, incrociati con il censimento della Repubblica Ligure del 1799 danno per certa la presenza di questa famiglia in Sori nei tempi e nei luoghi qui indicati.

 [...] Tutte queste indicazioni però ci conducono ad un gruppo di case che sta tra l’oratorio di S.Erasmo e l’angolo a ponente del Carruggio, là dove esso fa una curva a 90 gradi e si inerpica con maggior pendenza verso l’Aurelia.

Tenuto conto poi, che gli appartamenti in questione avevano a tramontana la strada e davanti un altro edificio, dell’ubicazione delle case vicine, del mare e di alcuni orti che appaiono ben evidenti sulla carta delle Riviere del Vinzoni, possiamo indicare con sufficiente precisione che la casa dei bisnonni di Picasso doveva trovarsi a tetto dell’attuale edificio contraddistinto dai numeri civici 25 e 31 Di Via S.Erasmo in Sori .

Ricerche effettuate dal Prof. Luigi Grasso

con la collaborazione del Sig. Aldo Pezzana

per la localizzazione dell’edificio.

Sori sant'erasmo_2014_38[1]

Molti documenti originali recuperati da Rafael Inglada di Malaga, un celebre e competente studioso del pittore, dimostrano senza alcun dubbio ciò che il documento sopra in corsivo afferma. La cosa era ben nota allo stesso artista, che nel che nel 1954, commissionò personalmente una ricerca nei paesi di Sori, Recco e Avegno per scoprire notizie certe sulle origini della sua famiglia, considerato anche che questo cognome risulta diffuso quasi esclusivamente in Liguria ed in particolare nella provincia di Genova.

Picasso, poi, intorno al 1897, preferì utilizzare proprio quel cognome materno, più originale per uno spagnolo, rispetto a quello più "comune", paterno, di Ruiz Blasco, che fu anch'egli artista, professore presso la scuola di belle arti, curatore per il museo di Malaga e suo primo maestro ("i miei amici di Barcellona mi chiamavano Picasso perché questo nome era più strano, più sonoro di Ruiz. E' probabilmente per questa ragione che l'ho adottato"), al di là dei suoi possibili contrasti con il padre.

Quindi, se mai doveste decidere di fare un salto a Milano per vedere la mostra, che ne dite di organizzare anche una passeggiata a Sori, per scoprire le radici del Maestro?

Buona giornata a tutti

Daniela

 

Fonti
http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=320&biografia=Pablo+Picasso
http://www.bluecult.it/easyMagazine/Articolo.asp?NewsID=12810
http://www.pablopicasso.org/
http://www.prioratoconfraternitegenova.it/index.php?option=com_content&view=article&id=156:sori-santerasmo&catid=42:confraternite&Itemid=123
http://www.santerasmosori.org/le-origini-di-picasso/
http://www.santerasmosori.org/a-proposito-della-casa-degli-antenati-di-pablo-picasso/
foto da
http://www.santerasmosori.org/immagini/nggallery/oratorio/oratorio-esterni
http://www.bluecult.it/easyUp/image/12810_picasso_1.jpg

Sono tornata, più svampita di prima se possibile dal bel week-end in campagna che vi avevo preannunciato... ho tantissime cose da fare! 

Prossimamente vi racconterò :)

Oggi vi propongo una ricettina facile facile, veloce veloce per una dolce pausa nell' andirivieni quotidiano!

 

 

2014-10-18 11.53.08

Crostata al profumo di limone e pinoli

 

 

Per la pasta frolla potete usare una delle due ricette qui:

http://www.menuturistico.com/.-e-dopo-gordon-la-torta-di-fragole-di-annelise-kompatscher

http://www.menuturistico.com/2014/02/temi-e-variazioni-crostatine-a-quattro-mani-guestroom.html

 

 

Per la pasticcera al limone:

Ingredienti

Latte

4 bicchieri non pieni

Scorza

di due limoni

Zucchero

75 g

Amido di Mais

15 g

Farina 00

20 g

Uova

2 tuorli

 

 

Pinoli

due belle manciate generose

 

In un pentolino portate ad ebollizione il latte con tutta scorza privata, come sempre, del bianco. Intanto setacciate le due farine. 

In una ciotola ponete i tuorli e un po' di zucchero, con la fruste iniziate a mescolare velocemente ed aggiungete piano il resto dello zucchero. Unite poi a quel composto le farine ben setacciate. Il tutto risulterà un po' denso e difficile da mescolare, non preoccupatevi! Tutto normale!

Spegnate la fiamma un avolta portato ad abolizione il latte e versatevi il composto preparato. Non muovete un muscolo per 30 secondi. Mescolate quindi con grazia la vostra crema. 

 

Cuocete la frolla nella tortiera (max 27 cm diametro) facendo attenzione che il fondo ben cotto, la cattura che dovrete dare non dovrà essere ultimata, ovvero la pasta frolla non dovrà risultare leggermente bruna.

Mettetevi ora la crema pasticcera ed spargete sopra i pinoli. Completate, quindi, la cottura su un piano basso del vostro forno a 180°C (statico), 160°C (ventilato). 

 

Servita con una spolverata di zucchero a velo. 

 

Ottima!

Buone merende,

Giorgia

 

 

 

Oggi vi segnalo questa mostra, attualmente aperta fino al 25 gennaio a Palazzo Strozzi a Firenze, a  cura di E. Carmona

E' una mostra  molto interessante perchè guarda all'opera di Picasso sotto un punto di vista leggermente diverso dall'usuale e cioè secondo l'influsso che la forte e geniale personalità del grande artista ha avuto su tutta l'arte del XX secolo e in particolare confrontando il suo lavoro con quelli di Joan Miró, Salvador Dalí, Juan Gris, Maria Blanchard, Alfonso Ponce de León, Julio González o Joachin Torres Garcia.

La mostra si snoda per il periodo 1910 - 1963 e propone al pubblico circa 90 opere tra quelle di Picasso e quelle di altri artisti, tra dipinti, sculture, disegni, incisioni e un film di José Val del Omar e nasce  da una collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid.

Tra le opere esposte in ben 9 sezioni, sono presenti celebri capolavori come il Ritratto di Dora Maar (1939), Il pittore e la modella (1963) e Testa di donna (1910) di Picasso, Siurana, il sentiero (1917) di Miró, Arlecchino (1927) di Salvator Dalì e inoltre i disegni, le incisioni e i dipinti preparatori di Picasso per il grande capolavoro Guernica (Testa di cavallo (schizzo per Guernica))  (1937), che fuori di Spagna non sono mai stati esposti in numero così elevato.

Picasso e la modernità spagnolaPicasso e la modernità spagnolaPicasso e la modernità spagnolaPicasso e la modernità spagnolaPicasso e la modernità spagnolaPicasso e la modernità spagnolaPicasso e la modernità spagnola

Qui sopra vedete scorrere alcune dell splendide opere esposte: direi che anche in questo caso una visita sarebbe veramente da fare.....

Per informazioni su orari e biglietti guardate qui

Buona giornata a tutti

Daniela

Tralascio le mie considerazioni e i miei pensieri su questa alluvione che ha lasciato attoniti - e sicuramente anche un po' incazzati arrabbiati - noi genovesi.

Io sono fuggita da Genova, come previsto e sognato da settimane, per prendere aria, ritrovare la calma e soprattuto staccare un po' con gli impegni. 

Quindi, mentre io mi riprendo dagli sconvolgimenti e gli ultimi frenetici, freneticissimi!, impegni, in campagna con la mia dolce metà, vi offro la ricetta con cui abbiamo felicemente pasteggiato la scorsa domenica, uggiosa, grigia. Un primo piatto delizioso, saporito ed al contempo delicato - perfetto per questa stagione ballerina. Non ci crederete, ma la fame era così tanta, che ci siamo mangiati tutto, senza neppure scattare una fotografia. :(

La ricetta ha tutta l'energia, i colori ed i sapori della bella stagione e tutta la corposità dell'inverno ed è ottima per chiudere definitivamente il discorso ESTATE, e iniziare - si spera più felicemente della settimana appena trascorsa - con vitalità l'autunno e quindi l'inverno che ci aspettano.

 

Fior di tagliolini al limone marino e sabbia croccante

Tagliolini solari e la campagna per evadere...

Le dosi qui sono parecchio complesse perchè vanno anche secondo gusto personale.

Queste sono quelle che ho fatto io per 4 persone affamate (300 g di pasta fresca).

ingredienti

Tagliolini freschi

300 g

Burro

80 g

Limone

Metà della scorza di 1

Arancia

alcuni pezzetti di scorza

Zucchine

1 piccola e dolce

Fiori di zucchini

 

3/4 ben lavati ed asciugati

 

Pistacchi

5

Mandorle

6

Noci

1

Zucchero

q.b.

Bottarga

da grattuggiare a piacere

monterosso 377

Lavate bene le verdure e gli agrumi, asciugateli. Prelevate la scorza dal limone e dall'arancia, facendo attenzione a non incorporare il bianco (che risulta amarognolo). Togliete i pistilli dai fiori e lavate ed asciugate bene. Tagliate a piccoli dadini la zucchina e in piccoli pezzi i fiori. 

Ponete un pentola con acqua sul fuoco e portate a bollore. Contemporaneamente mettete una padella saltapasta molto capiente sul fuoco medio. Mettetevi il burro fatelo scioglire con le scorze e una volta disciolto il burro abbassate il fuco e fate andare per circa 2/3 minuti. Togliete le scorze, dopo averle un po' schiacciate con un cucchiaio di legno. Unite la zucchina ed i fiori. Fate lessare. Quando saranno belli morbidi spegnate il fuoco. 

Tritate ora, molto finemente al coltello, i pistacchi, i gherigli della noce e le mandorle.

Se l'acqua ha raggiunto il bollore abbassate un poco il fuoco, e salate poco. 

Buttate la pasta. Ritiratela un minuto prima che sia cotta conservando dell'acqua di cottura.

Finitela di cuocere nel salta pasta che avrete preventivamente messo sul fuoco a fiamma bassa, alzate quindi la fiamma e aggiungete qualche cucchiaio di acqua di cottura. Aggiungete a gusto altro burro.

 

bottarga

 Servite calda su un piatto fondo, spolverate con il trito di frutta secca e grattuggiatevi sopra (eventuialmente a scaglie - con un affetta tartufi) un bel po' di bottarga (di muggine) sarda. 

 

 

In tavola con....

Accompagnate questo piatto con pane integrale, magari a lievitazione naturale.

Un vino perfetto da accostare è il Verdicchio dei Castelli di Jesi o Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico oppure un ottimo Colli Orientali del Friuli Riesling. Scegliete comunque un vino bianco fermo, assolutamente non salino nè effervescente (la bottarga è già sapida), di buon corpo e struttura, dolce, morbido e giustamente acido e con un buon bouquet fruttato. 

Buon appetito e buon week-end,

Giorgia

Paul Cézanne, Still Life With Apples (Stillleben mit Äpfeln), c. 1890 - The Hermitage, St. Petersburg

Lo confesso, ho un debole per le torte di mele! Adoro le mele, uno dei pochi frutti che posso gustare, date le mie noiose e gravose allergie e che quindi ha un posto di grande rilevanza nel consumo di frutta di casa. Così capita che spesso ne prepari una e che, nel corso degli anni, ormai quasi sei, di vita di Mt, se ne siano accumulate parecchie e tutte diverse in qualcosa.

Quindi se avete voglia di dare un'occhiata per trarre una qualche ispirazione potrete trovare:

strudel

strudel aperto di mele con moscato

torta di mele bretone

torta  di mele (Kompatscher)

tortino di mele della Valtellina

apple pie

torta di mele al latte condensato

muffins allo strudel

crema al mascarpone brulè con mele e lamponi

cake con mele e uvetta

crostata di mele al rosmarino (Knam)

Mini sbrisolone di mele (Knam)

pie di mirtilli e mele alla cannella

frittelle di mele

oltre alle 

gelatina di mele

gelatina di mele verdi 

confettura di mele e uvetta

Che ne dite sono abbastanza? Senza considerare, ovviamente tutte quelle salate!

Devo dire che poi, da quando ho conosciuto e iniziato a consumare le mele della Valtellina, questa passione per il bel frutto mi ha conquistata ancor di più perchè nulla vale di più di assaggiare qualcosa di appena colto dall'albero! In particolare questa ricetta viene da un libro decisamente interessante uscito da poco Huckleberry: Stories, Secrets, and Recipes From Our Kitchen di Zoe Nathan, che mi ha rivelato un mondo che non conoscevo, quello dell'Huckleberry caffè, un locale di Santa Monica in California e della sua chef, Zoe Nathan appunto, giovane e intraprendente proprietaria del locale insieme a Josh Loeb, suo compagno anche nella vita.  

libro 

Vi confesso che mi è piaciuta moltissimo la presentazione del locale che loro stessi danno e cioè: "Both have long shared a desire to open a local, artisan bakery and café where friends, family and enthusiastic food lovers could come together and eat delicious food in a warm, casual atmosphere." (Entrambi hanno a lungo condiviso il desiderio di aprire un locale , una pasticceria e caffè dove amici, famiglia e entusiasti amati del cibo possano venire tutti insieme per assaggiare cibo delizioso in un'atmosfera calda e informale".

La ricetta che vi presento oggi, secondo me, ricalca perfettamente questa definizione, meglio di mille parole : è una torta deliziosa e graziosa da guardare, che io ho preparato in porzioni singole, invece che come torta grande. Credetemi è una gioia assaggiarne una!!

 

Torta di grano saraceno alle mele di Hucleberry

da Huckleberry: Stories, Secrets, and Recipes From Our Kitchen di Zoe Nathan

Torta di grano saraceno alle mele di Hucleberry e... torte di mele di ogni tipo!

Una piccola precisazione prima di iniziare: l'autrice dice che la scelta delle farine può essere variata mantenendo le proporzioni: io ho messo al posto della farina di mais quella di farro.

Mi raccomando tenete da parte i torsoli di mela, mentre le pulite, perché vi serviranno per la glassa!  

Ingredienti per una torta di 25 cm

per la torta

burro 225 g a temperatura ambiente
zucchero 340 g più 2 o 3 cucchiai (300 g per me)
sale 1 cucchiaino
estratto di vaniglia 1 cucchiaio
uova 6
3 mele grandi o 4 medie 1 pelata e grattugiata, le altre pelate e tagliate a fettine sottili (3o4mm)
farina di mandorle 150 g
farina di grano saraceno 75 g
farina di mais (farro per me) 55 g
lievito in polvere 2 cucchiaini

per la glassa

zucchero 100 g
acqua 120 g
sale un pizzico
baccello di vaniglia 1raschiato (opzionale) o 1 cucchiaino di estratto
torsoli di mela i 3 0 4 tenuti da parte pulendo le mele

torta di mele

1. Preriscaldate il forno a 180 ° C

2. In una boule mescolate con la frusta il burro a temperatura ambiente con lo zucchero fino ad ottenere un composto soffice e spumoso, lavorandolo per almeno un paio di minuti. Aggiungete la mela grattugiata, la vaniglia e le uova, mescolando bene il composto con un mestolo in legno o, in alternativa, mettete tutto nel mixer e fate lavorare dalla pala a k. Quindi aggiungere la farina di mandorle, quella di grano saraceno, la 00, quella d mais e il lievito. Mescolare con cautela, fino a quando avrete incorporato il tutto, senza esagerare nel lavorarla.

3. Rovesciate il preparato in una teglia singola da 25 cm, imburrato e ricoperto con carta forno, anche lei imburrata (o in formine da muffin, nel mio caso, fino a 3/4) e ricopritelo con le fettine di mela disposte in cerchi concentrici per la torta singola o come vi suggerisce la fantasia per la versione piccola. Cospargete le superficie con lo zucchero rimasto. Cuocete la torta grande per circa 1 ora e 15 minuti, o fino a quando lo stuzzicadenti infilato nella torta non esce pulito. Lasciate raffreddare per circa 15 minuti nello stampo. (Per le mie monoporzioni il tempo di cottura è stato di 30 min in forno a 180°C non ventilato).

torta mele 

4. Nel frattempo, preparate la glassa, mescolando zucchero, acqua, sale, semi di vaniglia e torsoli di mela insieme in un pentolino. Attendete che lo zucchero si sciolga, per circa 2 minuti e poi togliete dal fuoco lasciando in infusione il tutto.

5. Se come me avrete usato le monoporzioni passate direttamente al punto 7, altrimenti seguite il 6.

6. Posizionate un piatto da portata di dimensioni adeguate sulla parte superiore della teglia con la torta. Rovesciate con cautela la torta sul piatto. Quindi togliete la tortiera. Staccate delicatamente la carta forno dalla torta facendo attenzione a non romperla. Appoggiare ora un altro piatto sul fondo della torta e capovolgetela nuovamente.

7. Mentre la torta è ancora calda, spennellate tutta la parte superiore e i lati con la glassa e guarnire con il baccello di vaniglia.

Questa torta è eccellente se consumata il giorno stesso, ma se ben avvolta con la pellicola alimentare, si conserva a temperatura ambiente per un massimo di due giorni.

Deliziosa oltre ogni dire.

Potete immaginarne la bontà?

Buona giornata 

Daniela