menu ok 

Ecco l'altro piccolo pensiero per voi che, con Giorgia, abbiamo immaginato... Vi capiterà qualche volta, o magari vi sarà capitato solo in qualche occasione, di avere dubbi su cosa proporre per un pranzo con amici, oppure un po' più formale o per un'occasione particolare e di essere incerte su quale menu presentare, quale vino o magari che dessert abbinare a un certo piatto a cui tenete.

Bene, noi abbiamo pensato di offrirvi ogni tanto, un'idea per risolvere questo pensiero: vi proporremo una lista di piatti che segue un filo conduttore diverso di volta in volta, che secondo noi potrebbe funzionare, da presentare quando desiderate, accompagnato da qualche suggerimento anche per i vini. 

 "Poiché spesso avviene che dovendo dare un pranzo ci si trovi imbarazzai sulla elezione delle vivande, ho creduto bene di descrivervi in quest'appendice tante distinte di pranzi che corrispondano a due per ogni mese dell'anno, ed altre dieci da potersi imbandire nelle principali solennità, tralasciando in queste il dessert poiché, meglio che io non farei, ve lo suggerisce la stagione con le sue tante varietà di frutta. Così, se non potrete stare con esse alla lettera, vi gioveranno almeno come una scorta per rendervi più facile il compito della scelta"

Ci siamo attenute anche noi, seguendo il suggerimento del maestro Artusi nella appendice alla sua  "L'arte in cucina e la scienza di mangiar bene", a prodotti di stagione nella scelta degli ingredienti, che caratterizzano i piatti di ogni menù, prodotti quindi da utilizzare freschi per una maggior semplicità nel reperirli, oltre che per il loro sapore.

Naturalmente il tutto sarà secondo il nostro gusto, ma voi potrete, se ne avete voglia, suggerirci qualche variazione che vi ispira particolarmente, o che avete sperimentato con successo, dal momento che, come dice Veronelli, soprattutto per i vini la migliore regola è quella di andare contro le regole.  

La base dei nostri menu saranno le ricette già presenti nel blog, dalle più nuove alle più "antiche". Sperando di fare qualcosa che vi piaccia e possa rivelarsi utile ecco qui il primo appuntamento di questo nuovo genere: vi proponiamo un 

Menu Storico autunnale

I Menu di menu turistico: cominciamo con il Menu Storico autunnale!

Storico perchè parecchi tra i piatti proposti sono "piatti storici", che ci arrivano da lontano, compreso il risotto, un super classico della storia Valtellinese, o il lardo di Colonnata, caposaldo della storia delle alpi  Apuane...

Antipasti caldi

Crostino Rinascimentale

Stuzzichini al lardo di colonnata

Vino: un vino frizzante, del perlage dolce, fine e persistente con bouquet delicato, ampio, che ricordi i fiori d’acacia, i frutti di bosco e le mele acerbe, di buona struttura, leggermente aromatico, con retrogusto di crosta di pane e frutta fresca; come Spumante Ribolla Gialla, Franciacorta “Satèn”.

Antipasti freddi

Cracker di segale al rosmarino con castagne al miele e lardo

(per rinfrescare: ) Bocconcini d’uva alle noci

Vino: un vino frizzante, del perlage dolce, fine e persistente con bouquet delicato, ampio, che ricordi i fiori d’acacia, i frutti di bosco e le mele acerbe, di buona struttura, leggermente aromatico, con retrogusto di crosta di pane e frutta fresca; come Spumante Ribolla Gialla, Franciacorta “Satèn”.

Portata principale

Risotto bitto e bresaola

Vino: un vino frizzante, del perlage dolce, fine e persistente con bouquet delicato, ampio, che ricordi i fiori d’acacia, i frutti di bosco e le mele acerbe, di buona struttura, leggermente aromatico, con retrogusto di crosta di pane e frutta fresca; come Spumante Ribolla Gialla, Franciacorta “Satèn”

Oppure: vino rosso giovane, leggermente tannico, fresco di acidità, di buon corpo ma morbido, con un bouquet di bacche scure, ciliegie, prugne, come Merlot, Merlot Novello, Friuli Grave Merlot, Barbera del Monferrato, Rossese, Ormeasco di Pornassio Superiore, Ormeasco di Pornassio, Ormeasco Sciac-trà, Tempurìu.

 

Dessert

A scelta tra:

Strudel di Mele

Strudel di mele aperto al moscato

Torta alla Mazzini

Torta di Grano Saraceno alle mele

Crostata di mele al Rosmarino

Honey cake

Sbrisolone

Vino: vino dolce passito, buona struttura, dolce e molto morbido ma fresco di acidità, con bouquet fiorito, con sentori di miele, frutta gialla, confettura di albicocche o fichi e fiori bianchi; come: Moscato di Siracusa, Moscato di Cagliari, Moscato Giallo Passito, Vin santo di Montepulciano, Occhio di Pernice, Pantelleria Moscato Dorato, Picolit Colli Orientali del Friuli.

Frutta di stagione

In Tavola:

Non occorre altro pane, oltre a quello dei crostini, non essendo presente un secondo piatto. Comunque, se preparate i cracker di segale, potreste cuocerne qualcuno in più da mettere in tavola per sgranocchiare, perfetti anche se voleste servire dei formaggi a fine pasto.

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Per chiudere, un buon caffè e magari, un bacio di Alassio o con un biscottino adatto ad Halloween, vista l'occasione!

Buona giornata a tutti

Daniela e Giorgia

Autunno, finalmente : fresco. soleggiato, asciutto, insomma il tempo ideale! Dopo tutti i problemi che ci hanno perseguitato nelle scorse settimane, gli stress e le paure, non sembra vero di poter vedere il colore brillante e limpido del cielo, che in questi giorni ci illumina le giornate, regalando colori splendidi a ciò che ci circonda e un principio di tonalità rosso dorate adeguate alla stagione, giusto un principio...

Sembra di riuscire a respirare meglio, ad affrontare con più energia le sfide abituali...

Senza dubbio la zucca è la regina di questa stagione: i suo colore intenso, la polpa croccante, il sapore che ben si sposa con moltissime preparazioni, fanno si che si presenti continuamente sulla mia tavola, e se non è una vellutata, o "la zuppa più buona del mondo", o un soufflè, o uno sformatino (ho contato recentemente circa 20 piatti con la zucca nel blog, tra dolci e salati), che sono entrati di pieno diritto nella mia cucina come "classici", è, come in questo caso, un sandwich divertente.

Si tratta di una rivisitazione, che ho trovato su una vecchia Cucina Italiana della mozzarella in carrozza: qui invece parliamo di zucca in carrozza, anche se in realtà è proprio la zucca a formare lo scrigno dorato in cui si fonde il formaggio....

Zucca in carozza

da CI novembre 2010

 Autunno, finalmente e per festeggiarlo una gustosa "zucca in carrozza"!

 

Ingredienti per 5

zucca 10 fette (300g ca)
emmental (o sbrinz) 70/80g 
uova 2
farina  qb
pangrattato qb
olio d'oliva 50g
burro 40g
sale e pepe  
insalata fresca qb
facoltativo per la salsa  
aceto rosso  50g
vino rosso 100g
scalogno  1
peperone 1 piccolo o 1/2 grande

zucca 

Tagliate le fette di zucca ad uno spessore di circa 1/2 cm, il più uniformemente possibile, disponetele sulla leccarda del forno in un unico strato e mettetele a cuocere a 190 °C per 5 minuti: io le ho lasciate raffreddare nel forno socchiuso.

Passatele nelle uova sbattute, poi nella farina, unitele due a due farcendole con delle fettine spesse pochi millimetri, di emmental.  Passate il "sandwich" ancora nelle uova, nella farina, poi nuovamente nelle uova e, ultimo passaggio, in abbondante pangrattato.

Metteteli ora a cuocere in una padella con il burro e l'olio (io ho utilizzato solo olio di oliva), a fuoco medio, per circa 1 minuto e mezzo per lato. Per abitudine io salo la panatura e lo stesso faccio con il pepe, ma se voi siete abituati diversamente, questo è il momento di salare e pepare. 

La ricetta originale prevedeva una salsa al vino rosso di accompagnamento, preparata facendo ridurr di 2/3 un composto di 100g di vino rosso con 50 g di aceto rosso, uno scalogno tagliato a rondelle e un pizzico di sale, poi frullato al termine della cottura. Con questa salsa potrete condire l'insalata con la quale accompagnerete la zucca in carrozza.

zucca 

Io invece avevo un peperone rosso a disposizione e così ne ho tagliata una metà a fettine, dopo averlo pulito di fili e semi e lavato e, l'ho fatto stufare per una decina di minuti insieme ad uno scalogno tagliato a rondelle e poi frullato bene. 

E' un piatto unico delizioso, accompagnato da una insalatina fresca, per un pranzo goloso.

Buona giornata a tutti

Daniela

"Fortunatamente, per me la fotografia non è stata soltanto una professione ma anche un contatto tra le persone – uno strumento per capire la natura umana e fissare, se possibile, il meglio di ciascun individuo." Nickolas Muray

Ecco, come iniziare meglio un discorso sulla fotografia se non citando l'autore delle splendide immagini che sono in visione a Genova, in questi giorni in contemporanea alla mostra di Frida Kalho e Diego Rivera, a Palazzo Ducale? Considerando poi che Frida è presente anche qui...

Vi ho già ripetuto alla noia che la fotografia è una delle mie passioni più grandi e, lo confesso, il ritratto forse la branca che prediligo: studiare il viso delle persone che ami o di quelle che ti vedi intorno, intuirne l'essenza, comprenderne il carattere attraverso i segni che compaiono sulla loro pelle, con il tempo, mi affascina. Quindi ragione di più per apprezzare quei professionisti che della fotografia ed in particolare del ritratto,, hanno saputo fare un'arte: e Nicholas Muray è uno di questi.

Volti di personaggi più o meno celebri, svelano davanti al suo obiettivo la loro bellezza. il loro essere: in mostra qui il lavoro di 40 anni del celebre fotografo "a cominciare dai primi anni Venti, quando riceve il suo primo incarico dalla prestigiosa rivista Harper Bazaar e dopo qualche anno da Vanity Fair, fino a divenire uno dei più famosi ritrattisti d’America. Dal 1920 al 1940 Muray fa oltre 10.000 ritratti che comprendono attori, ballerini, stelle del cinema, politici e scrittori. Tra le foto più famose ci sono quelle a Marylin Monroe, Greta Garbo, Charlie Chaplin, Joan Crawford, Ruth St. Denis, Elizabeth Taylor, Carol Lombard, Anna Duncan, Marlene Dietrich, Martha Graham, Florence Reed, Gloria Swanson e Claude Monet."

Vedete bene che il gotha del fascino, intellettuale e fisico, del mondo dell'epoca, è presente nei suoi scatti: vale o no una visita? 

Qui troverete tutte le informazioni del caso

E data la bellezza del tempo soleggiato e piacevolmente fresco magari potreste unire un "salto" a sbirciare il luogo di origine della famiglia Picasso......

Le mummie di wurstel per Halloween e una mostra di foto splendideLe mummie di wurstel per Halloween e una mostra di foto splendideLe mummie di wurstel per Halloween e una mostra di foto splendideLe mummie di wurstel per Halloween e una mostra di foto splendideLe mummie di wurstel per Halloween e una mostra di foto splendideLe mummie di wurstel per Halloween e una mostra di foto splendideLe mummie di wurstel per Halloween e una mostra di foto splendideLe mummie di wurstel per Halloween e una mostra di foto splendideLe mummie di wurstel per Halloween e una mostra di foto splendide

Le mummie di Halloween

L'idea mi ha contagiato saltabeccando qua e la in rete, alla ricerca di tutt'altro, imbattendomi in un sito di paste alimentari pronte americano: tra una proposta su come utilizzare la loro frolla, piuttosto che la sfoglia o altro, ho trovato questa deliziosa e divertente idea, che ho prontamente riprodotto: per il brunch domanicale di fine ottobre sono state perfette e molto apprezate, e non necessariamente solo dai miei commensali più giovani....

Siccome, ovviamente, ero certa di avere in frigo ciò che non c'era, ho preparato la pasta di pane che ho utilizzato, con lievito per salati a lievitazione instantanea: i risultati sono stati ottimi ugualmente, ma se avessi avuto un lievito diverso o di birra o comunque a lunga lievitazione, avrei avuto più tempo per curare i dettagli delle mie squisite Mummie. Comunque, erano carine e buonissime anche così!

Le mummie di wurstel per Halloween e una mostra di foto splendide

 

ingredienti
wurstel 10
pasta di pane 250 g ca
emmental o parmigiano 50 g ca
senape e/o maionese qb
ketchup qb

mumme

  1. Preriscaldate il forno a 200°C
  2. Stendete la pasta di pane con il mattarello un rettangolo di pasta piuttosto sottile e tagliatela a strisce di circa 3 o 4 mm e lunghe più o meno 4 volte la lunghezza del wurstel.
  3. Tagliate delle fettine di emmental o di parmigiano reggiano, larghe quanto un wurstel e spesse pochi millimetri e posizionatene una sotto ogni "mummia". Se usate il parmigiano il formaggio si fonderà rimanendo più compatto, l'emmental sarà un po' più fuso, fuoriuscendo un po' dalle bende, ma sia sapore che "look" non ne risentiranno :-)

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  4. Avvolgete la pasta attorno ad ogni hot dog e fetta di formaggio, tirando dolcemente ogni "benda" e controllando che coprano tutto il wurstel, ma non troppo fittamente, per lasciare un piccolo spazio ad una estremità per formare il "viso" della mummia.    
  5. Appoggiate le mummie su una teglia da forno, con il formaggio in basso e infornate nel forno già caldo per circa 13 minuti, o comunque fino ad avere delle belle "bende" leggermente dorate. Poi disegnate con della senape o del ketchup il volto della mummia (essenzialmente due puntini per gli occhi)

 

mummie 

Serviteli tiepidi con una bella coppa di senape o ketchup o di maionese, se lo preferite.

Una delizia divertente

Buona giornata

Daniela

Sori sant'erasmo_2014_25[1]

 Ecco un'altra prova di ciò che mi accade spessissimo: ogni volta che per un qualsivoglia motivo mi concentro su un soggetto particolare, o sento parlare di qualcosa di particolare che mi interessa, a stretto giro di posta mi capita di trovarmi nuovamente a sentirne parlare. Così è stato anche nel caso di Pablo Picasso, il genio di Malaga.

Stavo preparando il post sulla mostra di Palazzo Reale a Milano, che devo dire mi entusiasma moltissimo, quando, per seguire un concerto della secondogenita, mi sono ritrovata a Sori, una delle piccole perle della riviera genovese.

Cartolina da... Sori (Ge) e la nascita di Picasso...

L'appuntamento era all'oratorio di Sant'Erasmo, una costruzione splendida e piena di storia e fascino, che risale al 1495 come la Confraternita a cui è legato. Con grandissimo piacere il priore della confraternita, il dottor Aldo Pezzana, con grande competenza, entusiasmo e cortesia, mi ha mostrato velocemente alcuni gioielli dell'oratorio, ad esempio lo splendido coro ligneo del 1700, ma poi mi ha parlato di due punti chiave di questa bellissimo borgo e cioè il vecchio ospedale, da anni trasformato in una abitazione civile e poi, soprattutto, la vecchia casa proprio di fianco all'oratorio, che è nientemeno che... la casa d'origine della famiglia di Pablo Picasso!

foto da qui

"Solaro a tetto, nel caruggio verso l'oratorio, da mezzogiorno Paolo Cavassa, da tramontana la strada, da levante gli eredi del quondam Giuseppe Cavassa, da ponente il vuoto". La proprietà stimata in lire 275.

Con questa indicazione viene rilevato nel “Catasto di Sori” del 1798 un appartamento (solaro) di proprietà di Anna Maria Fasce moglie di Picasso Tommaso e madre di Giovanni Battista.

Giovanni Battista Picasso si sposò con Isabella Musante, dalla loro unione nacquero sei figli, tra cui Tommaso (l’atto di nascita del 1787 è registrato nell’archivio della Parrocchia di Sori) che in giovane età emigrò con altri due fratelli, a Malaga in Spagna dove si sposò e dalla cui discendenza nacque il celebre pittore Pablo Picasso.

Questi dati, incrociati con il censimento della Repubblica Ligure del 1799 danno per certa la presenza di questa famiglia in Sori nei tempi e nei luoghi qui indicati.

 [...] Tutte queste indicazioni però ci conducono ad un gruppo di case che sta tra l’oratorio di S.Erasmo e l’angolo a ponente del Carruggio, là dove esso fa una curva a 90 gradi e si inerpica con maggior pendenza verso l’Aurelia.

Tenuto conto poi, che gli appartamenti in questione avevano a tramontana la strada e davanti un altro edificio, dell’ubicazione delle case vicine, del mare e di alcuni orti che appaiono ben evidenti sulla carta delle Riviere del Vinzoni, possiamo indicare con sufficiente precisione che la casa dei bisnonni di Picasso doveva trovarsi a tetto dell’attuale edificio contraddistinto dai numeri civici 25 e 31 Di Via S.Erasmo in Sori .

Ricerche effettuate dal Prof. Luigi Grasso

con la collaborazione del Sig. Aldo Pezzana

per la localizzazione dell’edificio.

Sori sant'erasmo_2014_38[1]

Molti documenti originali recuperati da Rafael Inglada di Malaga, un celebre e competente studioso del pittore, dimostrano senza alcun dubbio ciò che il documento sopra in corsivo afferma. La cosa era ben nota allo stesso artista, che nel che nel 1954, commissionò personalmente una ricerca nei paesi di Sori, Recco e Avegno per scoprire notizie certe sulle origini della sua famiglia, considerato anche che questo cognome risulta diffuso quasi esclusivamente in Liguria ed in particolare nella provincia di Genova.

Picasso, poi, intorno al 1897, preferì utilizzare proprio quel cognome materno, più originale per uno spagnolo, rispetto a quello più "comune", paterno, di Ruiz Blasco, che fu anch'egli artista, professore presso la scuola di belle arti, curatore per il museo di Malaga e suo primo maestro ("i miei amici di Barcellona mi chiamavano Picasso perché questo nome era più strano, più sonoro di Ruiz. E' probabilmente per questa ragione che l'ho adottato"), al di là dei suoi possibili contrasti con il padre.

Quindi, se mai doveste decidere di fare un salto a Milano per vedere la mostra, che ne dite di organizzare anche una passeggiata a Sori, per scoprire le radici del Maestro?

Buona giornata a tutti

Daniela

 

Fonti
http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=320&biografia=Pablo+Picasso
http://www.bluecult.it/easyMagazine/Articolo.asp?NewsID=12810
http://www.pablopicasso.org/
http://www.prioratoconfraternitegenova.it/index.php?option=com_content&view=article&id=156:sori-santerasmo&catid=42:confraternite&Itemid=123
http://www.santerasmosori.org/le-origini-di-picasso/
http://www.santerasmosori.org/a-proposito-della-casa-degli-antenati-di-pablo-picasso/
foto da
http://www.santerasmosori.org/immagini/nggallery/oratorio/oratorio-esterni
http://www.bluecult.it/easyUp/image/12810_picasso_1.jpg

Sono tornata, più svampita di prima se possibile dal bel week-end in campagna che vi avevo preannunciato... ho tantissime cose da fare! 

Prossimamente vi racconterò :)

Oggi vi propongo una ricettina facile facile, veloce veloce per una dolce pausa nell' andirivieni quotidiano!

 

 

2014-10-18 11.53.08

Crostata al profumo di limone e pinoli

 

 

Per la pasta frolla potete usare una delle due ricette qui:

http://www.menuturistico.com/.-e-dopo-gordon-la-torta-di-fragole-di-annelise-kompatscher

http://www.menuturistico.com/2014/02/temi-e-variazioni-crostatine-a-quattro-mani-guestroom.html

 

 

Per la pasticcera al limone:

Ingredienti

Latte

4 bicchieri non pieni

Scorza

di due limoni

Zucchero

75 g

Amido di Mais

15 g

Farina 00

20 g

Uova

2 tuorli

 

 

Pinoli

due belle manciate generose

 

In un pentolino portate ad ebollizione il latte con tutta scorza privata, come sempre, del bianco. Intanto setacciate le due farine. 

In una ciotola ponete i tuorli e un po' di zucchero, con la fruste iniziate a mescolare velocemente ed aggiungete piano il resto dello zucchero. Unite poi a quel composto le farine ben setacciate. Il tutto risulterà un po' denso e difficile da mescolare, non preoccupatevi! Tutto normale!

Spegnate la fiamma un avolta portato ad abolizione il latte e versatevi il composto preparato. Non muovete un muscolo per 30 secondi. Mescolate quindi con grazia la vostra crema. 

 

Cuocete la frolla nella tortiera (max 27 cm diametro) facendo attenzione che il fondo ben cotto, la cattura che dovrete dare non dovrà essere ultimata, ovvero la pasta frolla non dovrà risultare leggermente bruna.

Mettetevi ora la crema pasticcera ed spargete sopra i pinoli. Completate, quindi, la cottura su un piano basso del vostro forno a 180°C (statico), 160°C (ventilato). 

 

Servita con una spolverata di zucchero a velo. 

 

Ottima!

Buone merende,

Giorgia