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Per il piatto storico : il Brandacujun - un piatto super (e) tipico

Bentrovati cari amici! Oggi ho intenzione di presentarvi un piatto tipico della tradizione marinaresca ligure, sempre che non vi siate dimenticati di me e della mia voce blogghistica. 

Ho provato questo secondo antipastoso (o antipasto secondoso, in base ai vostri gusti e alle portate successive ;) )  durante un pranzetto speciale a casa della mia dolce metà (no, non l'ha prepatato lui.... per fortuna!). L'equilibrio nell'amalgama dei gusti mi ha subito rapita nonostante la semplicità e la delicatezza dei suoi ingredienti, che uniscono il mare alla terra "terrazzata" (10 punti al primo che mi trovi un sinonimo calzante di "terra"), caratteristici del nostro paesaggio ligure.

Narra la leggenda che i nostalgici marinai liguri in viaggio per le Americhe si portassero dietro lo stoccafisso nelle botti e nelle tasche qualche manciata di olive delle loro fasce. 

Una volta arrivati a destinazione, a stoccafisso ormai dimezzato, colmavano i barili puzzolenti di stoccafisso con il prodotto oltreoceanico più famoso ed economico: le patate. Il rollio delle navi aveva il compito di "brandare", ossia scuotere, mescolare, gli ingredienti, in modo che si fondessero i gusti e le consistenze. Una volta tirata fuori la ciotola dalle botti, piena della succulenta "sbobba", condivano, come erano soliti, con qualche oliva sgraffignata dalle tasche del vicino di branda. E tou lì, fatto il piatto!

 

Ecco a voi il........

 

Brandacujun

Per il piatto storico : il Brandacujun - un piatto super (e) tipico

Ingredienti 

per 4 persone

 

1 kg di Stoccafisso

una bella manciata di Pinoli

2 cucchiai di Olive taggiasche sott'olio extra vergine

Olio extravergine ligure di ottima qualità 

Sale

750 g circa di Patate 

Prezzemolo (un cucc. raso tritato)

Limone

Pepe bianco

 

ATTENZIONE! Tempo preparazione 1h e mezza + 3 notti di ammollo

stoccafisso 

foto di Wolfgang Meinhart, Hamburg 

Procedimento

Preparate lo stoccafisso con largo anticipo: ammollatelo nell'acqua per 3 notti.

Terminato questo periodo, tagliatelo a pezzi e ponetelo in una casseruola bassa e capiente con abbondante acqua fredda. Accendete il fuoco e portate ad ebollizione. Intanto pulite e pelate le patate, tagliatele a metà se medie e in quarti se grandi. Appena l'acqua bolle abbassate il fuoco e aggiungete le patate e continuate la cottura affinché diventino morbide. Tritate il prezzemolo pulito. Tostate i pinoli. 

Scolate. Pulite con accuratezza lo stoccafisso intiepidito da pelle e lische. Schiacciate le patate grossolanamente. 

Nella stessa pentola dove avete cotto precedentemente stoccafisso e patate metteto ora una modesta quantità di olio evo ligure (ancor meglio se d'olive taggiasche - potete usare una parte di quello gustosissimo dove sono immerse le olive). Scaldate leggermente ed aggiungete patate, pesce condendo con prezzemolo, olive taggiadche denocciolate tagliate alla metà, una spruzzata di limone, sale a gusto e un poco di pepe bianco.

Quanto il tutto è ben caldo girate il tutto con decisione utilizzando un cucchiaio di legno in modo da ottenere una texture piuttosto spezzetata ed omogenea, dopo un quarto d'ora circa togliete dal fuoco. Tenendo chiusa la pentola con un coperchio adatto, afferratela dai manici e cominciate a brandare ovvero sbattere vigorosamente. Ciò che dovete ottenere è un composto piuttosto omogeneo e ben mescolato in cui, però, siano ancora individuabili gli ingredienti che lo compongono. 

Servite abbastanza caldo, magari utilizzando un coppapasta per dare una forma a vostra scelta, versando poco olio a crudo di ottima qualità, accostandolo magari a qualche verdurina fresca a vostra scelta.  

 

Un piatto sano, davvero fantastico dal sapore delicato ed al contempo deciso!

Super consigliato!

 

Buon appetito e buona giornata,

 

Giorgia e metà 

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Una vera golosità, giuro! Il titolo dovrebbe continuare con: da gustare al calduccio.

Sì, perché finalmente è arrivato l'inverno, anche qui, a Genova!

 

Io non sono troppo entusiasta... del tipo che l'altro giorno c'era un vento che ti portava via e finito di studiare faccio una passeggiata per tornare a casa... e non rimango mezza afona?

Benvenuto inverno!!

Il periodo dell'anno in cui peso 10 kg in più, cinque grazie alle feste e alla mia incredibile golosità e cinque a causa dei vestiti. Altro che vestirsi a cipolla, vado in giro con 7 strati di roba... e sento freddo. Sì, sento freddo! Ma si può?!

 

Comunque sia, durante questi giorni ho sperimentato questa sorta di minestra... che poi minestra non è, ma è sana, calda e nutriente.

Minestra di carote e zucca profumata e croccante - una vera golosità

Ingredienti

per 2 persone

Carote 2 medie
Cipolla gialla mezza
Zucca 400 g
Fiore di zucca
o di zucchino
2 o 4 
Pepe o cannella una spolverata
Sale grosso un piccolo pugnetto
Olio di semi di zucca un cucc. e 1/2
Olio per friggere un poco
Semi di lino 1/2 cucc.
Semi di zucca (facolatitvi) 1/2 cucc.
Semi di girasole 1/2 cucc.
Semi di chia 1 cucc.no
Semi di papavero 1/2 cucc.no
Semi di sesamo 1 cucc.no
Farina  un cucc.

zucca
 

Preparazione

Gli ingredienti sembrano tanti, ma non vi spaventate, il procedimento è semplice.

In una pentola capiente fate bollire dell'acqua. Lavate e pulite per bene le verdure, dunque tagliatele in modo che abbiano dimensioni simili. Giunta l'acqua ad ebollizione buttate il sale e ponete zucca, carota, cipolla ed una patata, facoltativa, nella pentola. Cuocete sino a quando le verdure non saranno tenere. Eliminate l'acqua in eccesso. Continuate la cottura in modo che le verdure si sfaldino naturalmente. Intanto, in una padellina tostate i semi, fatelo in quest'ordine - e attenzione! i smei di lino tendono a scoppiettare, quindi eseguite le operazioni abbastanza rapidamente: zucca, girasole dopo 40 sec. circa lino, sesamo, altri 40 sec. papavero e chia, spegnete il fuoco.

Lavate e lasciate scolare in un colino i fiori di zucca o zucchino, in modo che perdano l'acqua si vegetazione e si rinvigoriscano. In un pentolino ponete poco olio di semi o d'arachidi, scaldatelo e quindi friggete i fiori. Fate scolare dall'olio su della carta assorbente e salate solo prima di servire. 

Quando la minestra sarà pronta impiattatela bella calda e guarnite con il fiore croccante, i semini tostati, l'olio di semi di zucca e una bella spolverata di pepe o di cannella - io la preferisco! 

 

Ottima!

 

Buona giornata e buon appetito,

Giorgia   

 

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Da www.comunicareorganizzando.it/mostra/impressionisti-i-protagonisti/ :

Nell’ambito del consolidato rapporto tra il Musée d’Orsay e il Complesso del Vittoriano – Ala Brasini – viene ospitata a Roma, dal 15 ottobre 2015 al 7 febbraio 2016, la mostra Dal Musée d’Orsay IMPRESSIONISTI. Tête à tête.

L’esposizione propone attraverso oltre sessanta opere, un ritratto della società parigina della seconda metà dell’Ottocento, attraversata dai grandi mutamenti artistici, culturali e sociali di cui gli impressionisti furono esponenti e testimoni.

Il fulcro della ricerca artistica diviene la rappresentazione della vita moderna. Scompare la pittura “storica”, “mitologica”, “religiosa” o “allegorica” e i quadri si popolano di immagini cariche di contemporaneità.

La mostra, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con il patrocinio della Camera dei Deputati, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Lazio, di Roma Capitale e dell’Ambasciata di Francia in Italia, è curata da Guy Cogeval, presidente dei Musées d’Orsay et de l’Orangerie con la curatela scientifica diXavier Rey, direttore delle collezioni e conservatore del dipartimento di pittura del Musée d’Orsay e di Ophélie Ferlier, conservatore del dipartimento di sculture del Musée d’Orsay.

La rassegna è organizzata da Comunicare Organizzando con il coordinamento generale di Alessandro Nicosia.

Edouard Manet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Frédéric Bazille, Camille Pissarro, Paul Cézanne, Berthe Morisot, Auguste Rodin: questi, tra i tanti, gli artisti in mostra al Complesso del Vittoriano, in una rassegna di oltre sessanta opere, tra dipinti e sculture.

Attraverso i volti, gli abiti, le posture e gli accessori dei personaggi ritratti e ancora attraverso i luoghi e le ambientazioni in cui essi sono inseriti, Dal Musée d’Orsay IMPRESSIONISTI. Tête à tête offre la possibilità di ricostruire l’ambiente culturale, i contesti sociali e gli stimoli artistici in cui operarono gli impressionisti e, soprattutto, di cogliere quella “rivoluzione dello sguardo” e quel rinnovamento stilistico di cui il movimento impressionista fu portavoce.

Come afferma Zola nel 1868, sono pittori che amano il loro tempo…cercano prima di tutto di penetrare figure prese dalla vita e le hanno dipinte con tutto l’amore che provano per i soggetti moderni.

 Capolavori in mostra

Il percorso della mostra si snoda facendo rivivere lo spirito di un’epoca, offrendo, da una precisa angolazione, un affresco della società francese negli anni del sorgere e dell’affermarsi del movimento impressionista. Artisti e letterati, famigliari ed amici, politici e uomini di affari, signore della borghesia, bambini e adolescenti, evocano mirabilmente episodi di un’esistenza che si svolge fra città e campagna, interni domestici e gite sul fiume. Le opere scelte per la mostra, alcune diventate vere e proprie icone dell’impressionismo, mettono in luce gli aspetti innovativi del movimento artistico ed evidenziano, allo stesso tempo, le connotazioni delle singole personalità. Tra i capolavori esposti Il Balcone (1890) di Manet, icona della borghesia parigina di fine Ottocento. Stéphane Mallarmé (1876) ritratto in un atteggiamento rilassato, capace di raccontare l’intimità tra due amici che si incontrano ogni giorno per discutere di pittura, letteratura, ma anche di gatti e perfino di moda femminile e la bellissima Angelina (1865).

Jentaud, Linet et Lainé (1871) in cui Degas si sofferma sui visi pensosi dei tre giovani industriali parigini che emergono dalla tavolozza scura illuminata dai bianchi della tovaglia, dei polsini, del giornale; dello stesso artista, il ritratto del nonno Hilaire de Gas (1857).

Bazille dipinge Il ritratto di Renoir (1867), con i piedi su una sedia, facendone il modello della sfrontatezza giovanile. Di Renoir tra i tanti, splendida L’altalena(1876) dove la luce inizia a diventare la protagonista delle opere. Di Cézanne è da segnalare Donna con caffettiera (1890-1895), l’Autoritratto (1875) e Il giocatore di Carte (1890-1892).

Rodin con Victor Hugo (1897) ci racconta come l’impressionismo riesca a penetrare anche l’immobilità della scultura.

Qui tutte le informazioni necessarie

Immagini invece da qui

Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.

Eccovi ora, come promesso, altri panini per decorare la tavola in modo gradevole e gustoso, cosa che certo non guasta! Potrete ritagliarli nelle forme che più vi piacciono: qui da me è stato tutto un fiorire di stelle, cuori e alberi di Natale, che poi l'artista di casa ha decorato a suo piacimento, solo per dare un tocco di colore, anche dove già semi di sesamo, lino e papavero, oltre che pepe rosa, avevano fatto il loro lavoro!

Ditemi se non sono carini come gli altri!

Panini morbidi per decorare la tavola delle feste n. 2

ricetta da Pan di pane

Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Di altri panini morbidi, con lievito madre, per decorare la tavola delle feste e di una mostra che ha sempre il suo fascino; a Roma, Impressionisti tête à tête.
Biga: 
10 g di pasta madre 
100 g di farina forte,
40 g di acqua.
Impastate e lasciate riposare per una notte coperta a temperatura ambiente , circa intorno ai 18°C.

Ingredienti:
150 g di Biga preparata la sera precedente
400 g di farina tipo 0 (meglio bio),
10 g di zucchero (se piace ma si può evitare),
220 g di latte vaccino o soia o semplicemente acqua,
50 g di burro a pomata o olio (arachide, soia o mais),
10 g di sale fine e
10-15 g di semi a piacere (sesamo, papavero, girasole, lino...) o pepe rosa, con ketchup, senape e maionese facoltative.

 PICT7247

Procedimento:
Tagliate a pezzi la biga in una ciotola con il latte, aggiungete lo zucchero e, gradualmente, la farina, mescolando con una spatola fino ad incorporate il tutto.
Quando l'impasto sarà ben amalgamato, aggiungete il burro a pomata ed il sale.
Impastate bene, fin che l'impasto apparirà liscio, omogeneo e ben incordato.
Mettete a riposare in un contenitore coperto fino al raddoppio di volume.

Ribaltate l'impasto lievitato sul piano di lavoro, e con un mattarello portatelo fino ad 1,5 cm di spessore. Ora. utilizzando un coppapasta della forma che più vi piace, ritagliate l'impasto e mettete le forme ottenute sulla piastra, rivestita con carta forno.

PICT7082 

Per fare aderire i semini ai panini, potete inumidire la superficie spennellandola con acqua, appoggiando poi i semini sopra. Coprite il tutto con la pellicola trasparente, leggermente unta e fate lievitare a 26-27°C..
Attendete fino a che avranno raddoppiato il loro volume.

panini di Natale 

Riscaldare il forno a 160 C°. Infornate i panini nella parte media del forno per 20 minuti circa. Dovranno prendere appena un po' di colore.
Metteteli a raffreddare su una gratella e decorateli poi a piacimento. Potrete aanche imbottirli, per un aperitivo morbido e saporito.
Buona giornata a tutti.
Daniela

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