Il colore è vita, è allegria e sa regalare emozioni forti: questa settimana vi ho presentato lunedì e mercoledì due mostre di grandi pittori che del colore e con il colore hanno fatto la loro arte. 

Quindi avevo voglia di aggiungere ancora qualche tonalità più alla mia portata, anzi alla portata del mio giardino... lo so che ogni tanto vi bombardo di foto di fiori, ma la primavera è un invito irresistibile per me.

Quindi, godetevi, se vi va, queste piccole note di natura e di musica (cosa meglio della primavera di vivaldi?) prima di dedicarvi ad assaggiare il piatto leggero e gustoso di oggi...

Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!
Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!

Ragù di pescatrice

Ragù di rana pescatrice e... un po' di colore!

 

400 g filetto di pescatrice

pepe bianco

scalogno

erba cipollina

10/15 pomodori ciliegini

10 capperi circa sotto aceto o dissalati

5 o 6 cucchiai di passata di pomodoro

olio evo

PicMonkey Collage 

Tagliate la pescatrice (o coda di rospo), dopo aver tolto la grande spina centrale, a pezzetti piuttosto piccoli : la polpa del pesce è soda, compatta e priva di lische, quindi è facile sia pulirla che tagliarla.

Mettete sul fuoco una padella con un filo d'olio evo e con uno scalogno tritato finemente; appena diventa traslucido, aggiungete il pesce e lasciatelo rosolare 3 o 4 minuti.

Appena l'acqua di che il pesce cede si asciuga, bagnatelo con mezzo bicchiere scarso di vino bianco secco.

PICT2515 

Ora l'unico piccolo trucco di questo ragù: per regalargli una consistenza un po' più densa e simile ad un ragù di carne, schiacciate con la forchetta qualche cubetto di pesce qua e là e il gioco è fatto!

Una volta evaporato anche il vino, mettete le cucchiaiate di passata, i pomodorini tagliati a quarti, i capperi e il pepe bianco. Fate cuocere per pochi minuti, per far ammorbidire i pomodori e amalgamare e rapprendere un po' il tutto, direi 8/10 minuti al massimo.

Appena pronto, togliete dal fuoco e mettete sopra l'erba cipollina tritata, a vostro gusto.

ragu pescatrice

E' un sugo veloce, buonissimo, leggero e saporito- Potete usarlo con gli spaghetti, naturalmente, ma è perfetto anche con la pasta fresca, tipo i ravioli di pesce, per esempio-

Buona giornata a tutti

Daniela

Quando ero bambino, mia madre mi diceva: “Se diventi soldato, sarai generale. Se diventi monaco, finirai papa”. Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso.

Pablo Picasso

La torta Bretone di Martha Stewart e "da Degas A Picasso: i capolavori della Johannesburg Art Gallery" a Pavia

Fino al 19 luglio, alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia, potremo ammirare la mostra "da Degas A Picasso: i capolavori della Johannesburg Art Gallery" -

Non credo sia difficile immaginare la bellezza di ciò che è esposto: le opere, più di 60 tra olii, acquerelli e grafiche, sono rappresentative del lavoro di alcuni tra i più grandi artisti dei XIX e XX secolo tra cui penso sia sufficiente nominare Degas, De Vlaminc, Rossetti, Mancini, Corot, Van Gogh, Courbet, Gaugain, Bacon, Cezanne, Signac, Warhol, Alma tadema e Picasso. 

"Il percorso espositivo, diviso in sezioni cronologiche e tematiche, permetterà ai visitatori di percorrere un viaggio nella storia dell’arte dalla metà del XIX secolo fino al secondo Novecento, spaziando dall’Europa agli Stati Uniti fino al Sud Africa in un racconto che si sposta tra momenti storici, luoghi e linguaggi artistici diversi."

La torta Bretone di Martha Stewart e "da Degas A Picasso: i capolavori della Johannesburg Art Gallery" a PaviaLa torta Bretone di Martha Stewart e "da Degas A Picasso: i capolavori della Johannesburg Art Gallery" a PaviaLa torta Bretone di Martha Stewart e "da Degas A Picasso: i capolavori della Johannesburg Art Gallery" a PaviaLa torta Bretone di Martha Stewart e "da Degas A Picasso: i capolavori della Johannesburg Art Gallery" a PaviaLa torta Bretone di Martha Stewart e "da Degas A Picasso: i capolavori della Johannesburg Art Gallery" a PaviaLa torta Bretone di Martha Stewart e "da Degas A Picasso: i capolavori della Johannesburg Art Gallery" a PaviaLa torta Bretone di Martha Stewart e "da Degas A Picasso: i capolavori della Johannesburg Art Gallery" a PaviaLa torta Bretone di Martha Stewart e "da Degas A Picasso: i capolavori della Johannesburg Art Gallery" a PaviaLa torta Bretone di Martha Stewart e "da Degas A Picasso: i capolavori della Johannesburg Art Gallery" a PaviaLa torta Bretone di Martha Stewart e "da Degas A Picasso: i capolavori della Johannesburg Art Gallery" a Pavia

La mostra, oltre a presentare un’ottima selezione di opere di grandi Maestri, consentirà al pubblico di scoprire l’affascinante storia della Johannesburg Art Gallery. Principale protagonista della nascita e della formazione della collezione museale fu Lady Florence Phillips (di cui sopra potete ammirare un ritratto dipinto da Antonio Mancini, nel 1909. Ndr.), moglie del magnate dell’industria mineraria Sir Lionel Phillips. Donna dal grande fascino, a sua volta collezionista, convinta che la sua città dovesse avere un museo d’arte, persuase il marito e alcuni magnati dell’industria a investire nel progetto. Determinata a portare avanti la sua idea, Lady Phillips vende un diamante azzurro regalatole dal marito per acquistare i primi lavori. Hugh Lane, altra grande personalità della scena culturale anglosassone, la aiuta nell’impresa, suggerendole possibili acquisizioni. Sin dalla sua apertura il museo presenta una selezione di opere di straordinaria qualità e modernità, un nucleo arricchitosi poi negli anni grazie a nuove acquisizioni e donazioni

Le parti in corsivo sono tratte dal sito ufficiale della mostra, dove sono presenti anche le informazioni necessarie per la visita. 

Video della Mostra, presente sul sito ufficiale http://www.scuderiepavia.com/

SteTorta al burro Bretone con composta di fragole

da Martha Stewart, Cakes

 

Anche quest dolce l'ho preparato, la prima volta, lo scorso anno per lo Starbook.

Martha Stewart presenta così la sezione del suo libro in cui inserisce la Breton Butter Cake:

Dolci ad un solo strato:

Anche se questi dolci mantengono un basso profilo, il loro sapore, fascino e versatilità risaltano particolarmente. Qualunque cosa voi desideriate, la troverete qui: limone, cioccolato, cocco o mela; casalingo o elegante, croccante o "appiccicoso". Nessuno di questi dolci richiede un tempo di preparazione eccessivamente lungo o l'uso di ingredienti particolari, così, appena ve ne viene voglia, basta iniziare a cuocerli.

La torta Bretone di Martha Stewart e "da Degas A Picasso: i capolavori della Johannesburg Art Gallery" a Pavia

Un suggerimento della Stewart è quella di presentarla tiepida, da sola o con una composta di fragole.

Eccovi entrambe le ricette

Breton Butter Cake with Strawberry Compote
Torta per 8 / 10 persone
225 g di burro non salato, temperatura ambiente, oltre a un pochino per ungere
225 g di zucchero
1 cucchiaio di estratto di vaniglia puro
6 grandi tuorli
305 g di farina
1/4 di cucchiaino di sale
1 grande uovo intero, leggermente sbattuto
Composta di fragole
225 g fragole
2 cucchiai di Grand Marnier
1 cucchiaio di buccia di arancia
118 ml di succo di arancia

mix foto 

Preriscaldate il forno a 180 gradi (nel mio forno 170 °). Mettete il burro e zucchero in una ciotola di miscelatore elettrico e fatelo lavorare dalla pala a foglia, fino a che non diventa chiaro e spumoso. Aggiungete la vaniglia e tuorli, uno alla volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta. Aggiungete la farina e il sale; lavorate per ottenere un composto omogeneo, ma per pochi minuti.

Trasferite la pastella in una tortiera da 23 cm con fondo amovibile, con una piccola spatola, "spalmante" la pasta lisciando bene la superficie. Eventualmente se non dovesse venire perfetta, rimandate la rifinitura al secondo passaggio.

Mettete la teglia in frigo per 15 minuti.

Togliete dal frigorifero. perfezionate la superficie, se necessario. poi lucidatela con l'uovo sbattuto. Con i rebbi di una forchetta, disegnate lo schema di linee incrociate. Spennellate nuovamente con l'uovo. Cuocete per circa 50 minuti. La torta diventerà di un bel colore dorato scuro.

breton cake 

Nel frattempo preparate la composta.

Unite fragole, Grand Marnier e scorza in una piccola ciotola. Mescolate e lasciate riposare 30 minuti.

Portate ad ebollizione il succo in una piccola casseruola a fuoco medio, abbassate la fiamma e lasciate cuocere finché il liquido si riduce alla metà, circa 20 minuti. Togliete dal fuoco, lasciate raffreddare. Versate sopra le fragole e mescolate per unire il tutto.

Servite la torta tiepida con la composta di fragole.

Eccellente!!! Profumata e golosissima...

Buona giornata

Daniela

Zucchine ripiene vegetariane e "Chagall. Love and Life" a Roma

Dopo l'esposizione dell'ottobre scorso a Milano, il maestro russo è in mostra con ben 140 sue opere, a Roma, al Chiostro del Bramante fino al 27 luglio.

Se l'esposizione milanese era una retrospettiva dell'autore dal 1908 all'85, in questa occasione si tratta del racconto, attraverso i lavori esposti, del suo amore per sua moglie, l'amatissima Bella e del grande dolore per la sua scomparsa prematura.

Le opere arrivano in Italia per la prima volta dall’Israel Museum di Gerusalemme e si tratta di disegni, olii, gouache, litografie, acqueforti e acquerelli e seguono il percorso di Chagall attraverso le varie correnti artistiche che ne hanno influenzato il lavoro nel tempo, mentre attraversava paesi diversi, ma anche guerre, rivoluzioni e catastrofi.

Si tratta di un uomo apolide, legato a tradizioni in parte ebree, in parte russe, ma anche coinvolto nella cultura occidentale, influenze tutte che è riuscito a legare mirabilmente e che si mostrano e si fondono in molte delle sue opere.

Zucchine ripiene vegetariane e "Chagall. Love and Life" a RomaZucchine ripiene vegetariane e "Chagall. Love and Life" a RomaZucchine ripiene vegetariane e "Chagall. Love and Life" a RomaZucchine ripiene vegetariane e "Chagall. Love and Life" a RomaZucchine ripiene vegetariane e "Chagall. Love and Life" a RomaZucchine ripiene vegetariane e "Chagall. Love and Life" a RomaZucchine ripiene vegetariane e "Chagall. Love and Life" a RomaZucchine ripiene vegetariane e "Chagall. Love and Life" a RomaZucchine ripiene vegetariane e "Chagall. Love and Life" a RomaZucchine ripiene vegetariane e "Chagall. Love and Life" a RomaZucchine ripiene vegetariane e "Chagall. Love and Life" a Roma

L’ambiente espositivo pone una particolare attenzione alla scenografia delle sale e una forte considerazione della comunicazione ai visitatori dei contenuti durante il percorso di mostra. In una sala la proiezione di quattro opere che prendono forma e si completano sulla parete permette al visitatore di osservare le fasi di composizione di un’opera di Chagall, come se il quadro stesse materializzandosi proprio in quel momento. Un sottofondo sonoro rende multisensoriale l’intera esperienza percettiva.

Inoltre, affinché tutti possano entrare a pieno nel mondo di questo grande del Novecento, ci si potrà immergere in un quadro dell’artista e comporre con dei magneti mobili su uno sfondo “classico” di un’opera di Chagall il “proprio Chagall”, all'interno della quale poi immortalarsi con uno scatto fotografico. E per “immedesimarsi” nella sua appassionante poetica, nell'ultima sala vi è la proiezione a parete di una delle sue opere più importanti La passeggiata (di cui in mostra è presente una gouache del 1919) che invita il visitatore a immergersi nell'atmosfera del dipinto e a immortalare il proprio viso al posto di quello degli amanti, per portare con se un ricordo personale della visita alla mostra e del grande amore di Marc e Bella, dei quali proprio quest’anno cade il centenario del matrimonio.

La mostra CHAGALL. LOVE AND LIFE attraverso le opere dell’Israel Museum illustra la sua arte, tra le più innovative del Novecento, nonché la poetica dell’artista ebreo più apprezzato e ammirato del secolo scorso. Parafrasando il titolo del libro della moglie Bella, le luci di Chagall risplendono ancora, di colui che non è mai stato un “artista tormentato”, anzi ha mantenuto fino alla fine della sua lunga esistenza ottimismo e gioia di vivere.

(Dal sito ufficiale della mostra, dove potrete trovare anche tutte le informazioni su orari, tempi e biglietti utili per la visita).

 

​Zucchine ripiene vegetariane

Zucchine ripiene vegetariane e "Chagall. Love and Life" a Roma
Ingredienti:
6 zucchine
1 uovo intero
80 g parmigiano 
1 patata lessa
250 g stracchino
1 cipollotto fresco
Pangrattato
Sale e pepe
olio evo
spezie varie: paprika, origano, timo, maggiorana, mentuccia o rosmarino a scelta o mescolate fra loro.

zucchini 

Per prima cosa tagliate le zucchine a metà e togliere la polpa con uno scovolino, mettendola in una ciotola a parte.

Aggiungete alla polpa delle zucchine il parmigiano (50 g, gli altri 30 teneteli da parte per spolverizzare i ripieni), l'uovo, lo stracchino, il cipollotto tritato finissimo e la patata lessa schiacciata. Amalgmste bene il tutto.

Aggiustate di sale e pepe e, se vi piace, unite anche alcuni aromi, che regalino personalità ai vostri ripieni: potrei suggerirvi paprika, origano, timo, maggiorana, mentuccia o rosmarino, ma la scelta è davvero infinita.

Dopo aver ben insaporito il composto, che deve essere morbido e vellutato, riempite con un cucchiaino o una sac a poche, le zucchine. 

Spolverizzatele con il pangrattato e il parmigiano, irrorateli con un giro d'olio e cuocetele per 15' a 180°/200°C a forno ventilato.

IMG_3860 

Servitele tiepide o fredde, accompagnate da un'insalata mista fresca, per un pranzo saporito e completo.

Questa ricetta è velocissima e molto semplice, ma il risultato é ottimo!

Buona giornata a tutti.

Daniela

E. Manet The Lemon, 1880 (Musée d'Orsay)

E. Manet The Lemon, 1880 (Musée d'Orsay)

Ode al limone

Pablo Neruda
 
Da quelle zagare 
disfatte
dal lume della luna,
da quell'effluvio di un amore esasperato,
affondato in fragranza,
uscì
dall'albero il giallo,
dal loro planetario
scesero a terra i limoni.

Tenera mercanzia!
Si gremirono rive,
mercati,
di luce, d'oro
silvestre,
e aprimmo
le due metà
del miracolo,
acido congelato
che stillava
dagli emisferi
di una stella,
e il liquore più profondo
della natura,
intrasferibile, vivo,
irriducibile,
nacque dalla freschezza
del limone,
dalla sua casa fragrante,
dalla sua agra, segreta simmetria.

Nel limone divisero
i coltelli
una piccola
cattedrale,
l'abside nascosta
aprì alla luce le acide vetrate
e in gocce
scivolarono i topazi,
gli altari,
la fresca architettura.

Così, quando la tua mano
strizza l'emisfero
del tagliato
limone sul tuo piatto,
un universo d'oro
tu spargi,
un giallo calice
di miracoli,
uno dei capezzoli odorosi
del petto della terra,
raggio di luce convertito in frutto,
il minuscolo fuoco di un pianeta.
G. Braque, limoni, 1929  - F. Casorati, limoni - C Monet, limoni a Bordighera - V.Van Gogh, natura morta con limoni , 1887 -  A.Renoir, tre limoni - Monet, limoni su un ramoG. Braque, limoni, 1929  - F. Casorati, limoni - C Monet, limoni a Bordighera - V.Van Gogh, natura morta con limoni , 1887 -  A.Renoir, tre limoni - Monet, limoni su un ramoG. Braque, limoni, 1929  - F. Casorati, limoni - C Monet, limoni a Bordighera - V.Van Gogh, natura morta con limoni , 1887 -  A.Renoir, tre limoni - Monet, limoni su un ramoG. Braque, limoni, 1929  - F. Casorati, limoni - C Monet, limoni a Bordighera - V.Van Gogh, natura morta con limoni , 1887 -  A.Renoir, tre limoni - Monet, limoni su un ramoG. Braque, limoni, 1929  - F. Casorati, limoni - C Monet, limoni a Bordighera - V.Van Gogh, natura morta con limoni , 1887 -  A.Renoir, tre limoni - Monet, limoni su un ramoG. Braque, limoni, 1929  - F. Casorati, limoni - C Monet, limoni a Bordighera - V.Van Gogh, natura morta con limoni , 1887 -  A.Renoir, tre limoni - Monet, limoni su un ramo

G. Braque, limoni, 1929 - F. Casorati, limoni - C Monet, limoni a Bordighera - V.Van Gogh, natura morta con limoni , 1887 - A.Renoir, tre limoni - Monet, limoni su un ramo

Limoncello

da 500 ricette di marmellate, confetture, conserve e liquori casalinghi

di P. Balducchi

Il mio giovane albero di limone non è che sia poi questo granchè: diciamo che per adesso, nonostante le mie assidue cure, la copertura invernale amorevolmente messa e poi tolta e tutto il concime  versato e calibrato con attenzione, fa dei limonci piccoli, numerosi, ma piccoli. Così per il limoncello sono dovuta ricorrere ai limoni della tata Bruna, che ne ha di splendidi e profumati, succosissimi anche se non enormi.

Questo che vi propongo è il sunto dei succhi di questo meraviglioso frutto, l'orgoglio della nostra terra e di molta parte dell'intero Paese, a cui è dedicata l'ode di Neruda (Montale l'ho già citato qui) che vi ho riportato sopra e a cui fior di pittori (e ve ne offro solo un piccolo assaggio) hanno reso omaggio nelle loro opere.

Di limoni, limoncino e limoncello...

Ingredienti

7 limoni non trattati ( i miei non grandissimi erano 10)

1 litro di alcool a 95 ° 

1 litro di acqua

800 g di zucchero

 

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Tagliate la parte gialla della buccia dei limoni, mettetela in un vaso con l'alcool, chiudetelo e lasciatelo riposare per 8 giorni agitando spesso il recipiente.

Trascorso questo tempo, fate bollire l'acqua; quando è tiepida, sciogliete lo zucchero e unte l sciroppo ottenuto alle bucce di limoni ed all'alcool.

Agitate molto bene, filtrate, imbottigliate, tappate e degustate dopo circa un mese, meglio se conservato lontano dalla luce.

Ottimo da bere freddissimo!!!.

 

Vi passo anche, in sovrammercato, le due vvariazioni a questa ricetta i base che l'autrice del libro illustra: si tratta del 

Limoncino

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7 limoni non trattati

500 g dialcool da liquore

250 g di zucchero

500 di acqua

1 baccello di vaniglia

4 chiodi di garofano

1 stecca di cannella

 

Sbucciate i limoni e mettete le scorze in un vaso a chiusura ermetica, insieme a 150 g di alcool, la vaniglia, la cannella, i chiodi di garofano e lasciate in infusione per 15 gg.

Trascorso questo tempo, fate bollire l'acqua con lo zucchero per qualche minuto e lasciate raffreddare.

Filtrate l'infuso, poi unitevi lo sciroppo e il rimanente alcool. 

Mescolate, poi imbottigliete, tappate e, dopo circa un mese, potrete degustare

Delizioso!

Buona giornata a tutti.

Daniela

Di seppioline con i carciofi e dei colori e della luce di Matisse nei suoi Arabesque...

“La preziosità o gli arabeschi non sovraccaricano mai i miei disegni, perché quei preziosismi e quegli arabeschi fanno parte della mia orchestrazione del quadro.”

http://www.scuderiequirinale.it/categorie/mostra-matisse-arabesque

 

Eccoci, ritemprati dopo qualche giorno di relax, ancora qui! Ricominciamo la nostra routine parlando di una mostra in corso a Roma alle Scuderie del Quirinale, che si intitola Matisse. Arabesque.

L'idea di riaprire con i colori e la luce del Maestro francese mi piace moltissimo: comunicano energia e si sposano benissimo con la primavera. 

"La révélation m'est venue d'Orient scriveva Henri Matisse nel 1947 al critico Gaston Diehl: una rivelazione che non fu uno shock improvviso ma - come testimoniano i suoi quadri e disegni -viene piuttosto da una crescente frequentazione dell'Oriente e si sviluppa nell'arco di viaggi, incontri e visite a mostre ed esposizioni.

Proposta dalle Scuderie del Quirinale, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, da Roma Capitale - Assessorato alla Cultura e Turismo, la mostra è organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo in coproduzione con MondoMostre e catalogo a cura di Skira editore. In esposizione oltre 90 opere di Matisse con alcuni capolavori assoluti - per la prima volta in Italia - dai maggiori musei del mondo: Tate, MET, MoMa, Puškin, Ermitage, Pompidou, Orangerie, Philadelphia, Washington solo per citarne alcuni.

Curata da Ester Coen, con un comitato scientifico composto da John ElderfieldRemi Labrusse e Olivier Berggruen,Matisse. Arabesque, vuole restituire un'idea delle suggestioni che l'Oriente ebbe nella pittura di Matisse: un Oriente che, con i suoi artifici, i suoi arabeschi, i suoi colori, suggerisce uno spazio più vasto, un vero spazio plastico e offre un nuovo respiro alle sue composizioni, liberandolo dalle costrizioni formali, dalla necessità della prospettiva e della "somiglianza" per aprire a uno spazio fatto di colori vibranti, a una nuova idea di arte decorativa fondata sull’idea di superficie pura."

Se volete avere ulteriori notizie, approfondendo sia i temi che tutto ciò che di pratico è collegato alla mostra, eccovi il link al sito ufficiale .

Ma nel frattempo non so resistere all'idea di mostrarvi una piccola anteprima di ciò che lì potrete ammirare...

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Seppioline ai carciofi

 

Ecco, dopo tutta questa bellezza e cultura e fascino, qualcosa di molto più quotidiano: è la seconda versione delle seppioline primaverili che vi ho preannunciato alcuni giorni fa, la versione con i carciofi, che qui da me è piaciuta moltissimo e che è forse ancor più leggera di quella con i piselli.

Delle virtù del carciofo non vi sto a dire, molti di voi avranno passato l'infanzia sapendo che il carciofo è un toccasana "contro il logorio della vita moderna" (perfino Elio e le storie Tese ce lo hanno confermato :-)) e il suo sapore si sposa benissimo con quello dei piccoli molluschi...

Di seppioline con i carciofi e dei colori e della luce di Matisse nei suoi Arabesque...

Ingredienti per 4 persone

600 g di seppioline pulite

3/4 carciofi

1 scalogno

1/2 bicchiere di vino bianco secco.

passata di pomodoro qb ( o pomodorini freschi se li preferite)

sale e pepe

carciofi 

Io uso i carciofi di Albenga, eccellenza ligure.

Preparate le seppioline, pulendole e lavandole.

Pulite i carciofi, eliminando il gambo e le "foglie" più esterne, eliminando, ovviamente la parte con le spine e, tagliandoli a metà, la peluria all'interno: metteteli in acqua acidulata per farli rimanere chiari mentre aspettate di utilizzarli.

Tagliate a fettine sottili uno scalogno in un tegame, fatelo appassire e poi unitele le seppioline.

Fatele insaporire e, quando diventano "opache" (occorrono pochi minuti), innaffiatele con il vino bianco, facendolo evaporare su fuoco vivace.

Evaporato, abbassate leggermente la fiamma e aggiungete i carciofi, che nel frattempo avrete tagliato a fettine sottili, nella padella, fateli insaporire un altro paio di minuti e poi la passata di pomodoro, a vostro gusto: non troppa, per non coprire i sapori, ma quanto basta per regalare un po' di colore al piatto. Se preferite potrete usare anche i pomodorini freschi, tipo ciliegini, lavati e tagliati a metà.

Salate, pepate e, se necessario, aggiungete un mestolo di acqua e incoperchiate.

Lasciate cuocere per circa 30/40 minuti, mescolando ogni tanto e aggiungendo un po' di liquido, se necessario. Assaggiate per essere certi della cottura, perchè dipende dalla dimensione delle seppie, che devono essere tenere: comunque una mezz'oretta totale di solito è necessaria. A me i carciofi piacciono morbidi, ma se li volete conservare un po' più croccanti, attendete qualche minuto prima di unirli alle seppioline.

Servitele subito, ancora calde.

Sono un eccellente piatto unico o un secondo leggero.

Se vi piace l'idea, potrete anche tenere il sughetto che si crea un po' più liquido e servire il tutto su crostoni di pane tostato... ma non se seguite una dieta rigida :-)!

Buona giornata.

Daniela