Una mostra più che interessante è in corso a Reggio Emilia, presso Palazzo Magnani, fino al 14 giugno: si tratta di una esposizione di opere di Piero della Francesca e di alcuni altri immensi geni che come lui si sono dedicati ad uno studio particolare "della teoria e della pratica del disegno prospettico e architettonico dei secoli XV-XVI". E quando dico geni intendo proprio menti grandiose come quelle di Lorenzo Ghiberti, Leon Battista Alberti, Domenico Ghirlandaio, Giovanni Bellini, Francesco di Giorgio, Albrecht Dürer, Antonio da Sangallo il Giovane, Baldassarre Peruzzi e Michelangelo tra gli altri...

"Attorno al Maestro di Sansepolcro aleggia da sempre un velo di mistero e di enigmaticità dovuto sia ai pochi documenti che lo riguardano, sia alla singolarità del suo linguaggio espressivo che coniuga, magicamente in equilibrio perfetto, la plasticità e la monumentalità di Giotto e Masaccio con una straordinaria capacità di astrazione e sospensione. Un’essenzialità e purezza di forme che trovano fondamento nei suoi interessi matematici e geometrici mirabilmente espressi nei trattati che ci ha lasciato: l’Abaco, il Libellus de quinque corporibus regularibus, il De Prospecitva pingendi e il da poco scoperto Archimede. "

Ecco, intorno a questo concetto, la scoperta del mondo di Piero della Francesca si sviluppa la mostra, che penso proprio sia estremamente interessante, come vi dicevo e come si intuisce anche guardando il video che vi propongo, tratto dal il sito ufficiale  della mostra, dove potrete anche recuperare ogni informazione dettagliata, compresi orari ecc ecc.

Splendide opere...

dal sito di Palazzo Magnani (http://www.palazzomagnani.it/2015/01/video-mostra-piero/)

Ci voleva proprio una bella mostra e un bel dessert in coppia: oddio, il dessert è un po' particolare, ma per gli amanti deli sapori decisi è una delizia, e mio marito non fa eccezione: adora il gorgonzola in qualunque forma possibile e immaginabile, e questa, vinta la prima titubanza l'ha conquistato. L'ho preparata la prima volta per un vecchio Starbooks e ve la propongo volentieri, con il suo incipit:

"Questa curiosa combinazione di sapori vi sorprenderà, come è capitato agli amici ignari che ho invitato ad assaggiarlo.Uno di questi  ne è stato così conquistato, che ha conquistato che ha continuato a mangiarlo finché non ha ripulito completamente il contenitore. Mi piace servirlo con delle pere al forno. Non soltanto hanno un gusto molto buono insieme, ma la combinazione assolve il doppio compito di essere un dessert e un piatto di formaggio. 
Alcuni utili suggerimenti:
potete sostituire il Roquefort con il vostro formaggio blu preferito con eccellenti risultati (infatti io ho usato il gorgonzola). 
Inoltre se il vostro miele fosse molto forte usate una quantità leggermente ridotta rispetto a quella indicata .
Ultima nota state attenti quando preparate la crema, perchè non avendo lo zucchero, cuoce molto in fretta"

 

Gelato al blue cheese e miele

 David Lebovitz, da The Perfect Scoop

Gelato al blue cheese e miele per un dessert originale e la mostra su Piero della Francesca...
Ingredienti per 750 ml di gelato
 
90-125 ml di miele saporito(per me 90 ml di acacia)
115 gr di gorgonzola
250 ml di latte intero 
4 rossi d'uovo grandi 
250 ml panna fresca 
 
 
Scaldate il miele in un padellino e tenetelo da parte (se lo preparate in questa stagione questo passaggio è superfluo perchè la  temperatura esterna rende il miele già abbastanza fluido).
Spezzettate il formaggio in una grande ciotola. In un'altra ciotola mettete i rossi d'uovo. Scaldate il latte in un. pentolino e appena caldo versatelo a piccole dosi sopra le uova mescolando continuamente, poi rimettete il tutto nel pentolino e riportatelo sul fuoco. Fatelo cuocere a fuoco medio mescolando continuamente, facendo attenzione a toccare il fondo della pentola, finché la crema non si sarà addensata e velerà il cucchiaio (non deve bollire).
Versate la crema preparata sopra il formaggio e mescolate per farlo sciogliere (se anche ne rimane qualche pezzetto a me non dispiace).
Unite la panna fresca e il miele e, mescolando, fate raffreddare il tutto su una ciotola con il ghiaccio.
Appena svanito il calore, mettete il composto nel frigo per una mezz'ora e, quando completamente freddo, mettetelo nella vostra macchina per il gelato, seguendo le istruzioni riportate.
Se siete amanti del gorgonzola questo gelato è fantastico!!!! Servitelo con del miele e delle noci spezzettate e sentirete che meraviglia di sapori. 
Originale, inaspettato e godurioso: più di così!
Buona giornata
Daniela

Il pasticcio di carne in crosta di melanzane e una sagra golosa.

Se qualcuno di voi vive a Genova o nei dintorni ed è veramente goloso, gli consiglierei proprio di fare un salto, durante il prossimo week end  (28 e 29 marzo) alla Sagra della farinata dop dii Pegli. 

Il solo pensiero devo dire mi "stende"! La farinata è una dei piatti poveri più buoni del mondo: quando ero una ragazzina, era il piatto per eccellenza da "sbranare" per una merenda con gli amici e ancora adesso, se ci penso, ho in mente il profumo fantastico in cui eravamo immersi mentre facevamo la coda per accaparrarcene una bella fetta, per una merenda iper golosa!

Penso proprio che farò un salto anche io perchè, per quanto ogni tanto la prepari per la mia famiglia devo dire, pur se non si dovrebbe, con ottimi risultati, mangiarla bella calda, preparata da altri, assai esperti, per me non ha decisamente prezzo!

Nel frattempo, nell'attesa di godere di tanta golositò, vi propongo una piccola cosa da gustare come piatto unico, che preparo spessissimo perchè qui piace da pazzi:

 

Pasticcio di carne in crosta di melanzane

Il pasticcio di carne in crosta di melanzane e una sagra golosa.

400 g di polpa di manzo tritata

3/4 patate medie 

350 g di bietole o spinaci bolliti

3 uova

sale

2 mozzarelle di bufala 

1 manciata abbondante di parmigiano reggiano grattugiato 

pangrattato

olio evo

paprica forte

1 cipollotto

2 melanzane piuttosto grandi

le foglioline di 2 0 3 rametti di maggiorana (o timo o origano freschi, secondo il gusto personale)

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Tagliate la melanzana a fette e fatele grigliare velocemente su una piastra. Mettetele da parte.

In una ciotola capiente mescolare bene la carne trita con le patate bollite e schiacciate come per purè, le bietole (o spinaci), bolliti, strizzati e appena tagliati, le uova intere, il parmigiano, la paprica (secondo il proprio gusto, giusto per dare un sapore un po' più deciso), il cipollotto tritato finemente e un paio di rametti di foglioline di maggiorana fresca, spezzettate..  

Aggiustate di sale.

Stendete sui bordi e sul fondo di una pirofila, o in pirofile monoporzione, le fettine di melanzana appena grigliate. 

Ungete il fondo della o delle pirofile e cospargetelo di pangrattato. Ricoprite il fondo e i lati con le fettie di melanzzana grigliata. Versate all'interno il ripieno, livellatelo con il dorso di un cucchiaio e ripiegate sopra le fette di melanzana.

Ricoprite con fettine di mozzarella di bufala.

Infornate per 25/30 minuti a 190°C., dipende come sempre dal vostro forno, terminando con 3 o 4 minuti di grill, per dorare la mozzarella.

Togliete dal forne e servite il pasticcio tiepido.

Piatto unico saporito e semplice. Come spesso mi accade, le foto non rendono giustizia alla sua bontà.

Buona giornata

Daniela

Da piccola non ero golosa o particolarmente interessata al cibo. Sono sempre stata di quelle bimbette magrette, tutte gambe, con un sacco di capelli scuri, piuttosto sportiva e brava a scuola. Il cibo non rientrava nei miei interessi, mangiavo giusto per poter essere poi libera di andare a giocare. Passavo lunghi pomeriggi con le amiche al parco o nella piazza vicino alla mia casa, dove potevo pattinare liberamente o andare in bicicletta. Mia mamma e le altre mamme stavano li, con noi, sedute su panchine ombreggiate, lavorando a maglia o chiacchierando tra loro o, ancor meglio, facendo entrambe le cose con grande abilità. Ricordo che la mia, in particolare, era bravissima e molto veloce e mi faceva golfini carinissimi... la sua manualità è tutt'ora pazzesca...

Non mi importava cosa mangiavo, come vi dicevo, ricordo solo chenon amavo i dolci, non mi piaceva la cioccolata e, tra i cibi sfiziosi, amavo i toast, che naturalmente erano preparati con il contagocce a casa, e la pizza, che si mangiava rigorosamente solo in pizzeria e molto raramente.

Quando mi portavano al ristorante, poi, facevo impazzire mio padre, perchè ordinavo sempre un piatto di pasta condita nel modo più semplice possibile... Lui, amante del buon cibo e della tavola e della convivialità, tutte le volte mi faceva un bel discorso prima di entrare, perchè io assaggiassi qualcosa di particolare, provassi gusti nuovi e leggermente diversi dal solito: io dicevo "si, certo, stai tranquillo papà!" e poi niente, proprio non ci riuscivo. Così cominciai a rimanere con la nonna, con mia grande gioia, quando loro andavano a pranzo fuori casa :-)!!

Figlia e nipote di toscani doc, per parte sia di papà che di mamma, con la fortuna di poter gustare, tra l'altro, salumi, carni, verdure e olii eccellenti, ne sono rimasta conquistata e mi sono portata dietro il retaggio fino ad ora, anche se, sfortunatamente :-), verso i 30 anni il mio approccio con il cibo è radicalmente cambiato: ho imparato a gustare molto di più quello che offre la cucina, un po' per via delle responsabilità acquisite di mamma, un po', penso, per naturale evoluzione...

Su una cosa però ero implacabile fin da piccola: il menù per il mio compleanno. Ci tenevo moltissimo e ho chiesto per anni a mia mamma di prepararlo per me, nonostante mi prendessero sempre in giro, in famiglia, per la mia ripetitività. Ma io, amando quei piatti, non desideravo mangiare altro e anche se non era proprio un insieme perfetto, lo chiedevo implacabile ogni volta: vi risparmierò primo e dolce, ma il secondo non poteva essere che questo che vi propongo oggi, ovvero... 

 

seppioline con piselli

 

Di seppioline con i piselli e di compleanni passati...

Ingredienti per 4 persone

600 g di seppioline pulite

800 g di pisellini freschi (già sgranati)

1 scalogno

1/2 bicchiere di vino bianco secco.

passata di pomodoro qb ( o pomodorini freschi se li preferite)

sale e pepe

 

Semplicissimo, di stagione e eccellente, questo piatto è squisito e saporito, anche se, come spesso accade con alcuni ingredienti, le mie foto non gli rendono giustizia.

Le seppie piccolissime, come le mie o più grandi tagliate ad anelli, si cucinano in mille modi (ve ne presenterò un altro paio di versioni a breve) e sono leggere, buone e adatte anche alle diete, che in questa stagione cominciano a diventare presenze incomode sulle nostre tavole .....

piselli

Preparate le seppioline, pulendole e lavandole e sgranate i piselli freschi.

Tagliate a fettine sottili uno scalogno in un tegame, fatelo appassire e poi unitele le seppioline.

Fatele insaporire e, quando diventano "opache" (occorrono pochi minuti), innaffiatele con il vino bianco, facendolo evaporare su fuoco vivace.

Evaporato, abbassate leggermente la fiamma e aggiungete i pisellini nella padella, fateli insaporire un  altro paio di minuti e poi la passata di pomodoro, a vostro gusto: non troppa, per non coprire i sapori, ma quanto basta per regalare un po' di colore al piatto. Se preferite potrete usare anche i pomodorini freschi, tipo ciliegini, lavati e tagliati a metà.

Salate, pepate e, se necessario, aggiungete un mestolo di acqua e incoperchiate.

Lasciate cuocere per circa 40 minuti, mescolando ogni tanto e aggiungendo un po' di liquido, se necessario.

Servite subito, ancora calde.

Sono un eccellente piatto unico o un secondo leggero.

Se vi piace l'idea, potrete anche tenere il sughetto che si crea un po' più liquido e servire il tutto su crostoni di pane tostato... ma non se seguite una dieta rigida :-)!

Buona giornata.

Daniela

Anelli di totani, con ceci e bietole e la primavera in arrivo...

Sta arrivando: ormai sta arrivando, anche se in punta di piedi e non ancora sicura, come la descrive il nostro poeta, Fabrizio De Andrè .

Io me ne accorgo, come sempre, dal giardino e anche se quest'anno ho avuto rose per quasi tutto l'inverno, l'arrivo dei narcisi, prime sicure avvisaglie della stagione, mi racconta di un cambiamento inarrestabile nell'aria...

Quindi, nonostante il tempo atmosferico ancora non ne sia convinto, in realtà dovremo adattarci al cambiamento incipiente e cominciare a pensare a colori... e a profumi, ovviamente...:-), adeguati: cominciamo da qualche mazzo di bietoline fresche...

 

 Anelli di totano con ceci e bietole 

Anelli di totani, con ceci e bietole e la primavera in arrivo...

Questa ricetta mi è stata suggerita da una amica, Elisa, che quanto a fantasia, esperienza e capacità nel trattare i prodotti del mare, è incredibile!

Ho trovato questo suo suggerimento delizioso... potrete prepararlo con totani freschi, tagliando ad anelli le teste, o, se preferite, anche con quelli surgelati.

Così pure, l'ideale sarebbe usare i ceci preparati da voi, mettendo in ammollo per 24 ore i ceci secchi e cuocendoli fino a renderli morbidi. Ma, se avete fretta o siete un po' pigri, potrete utilizzare anche quelli in scatola, rinunciando ad un po' di sapore... ma ottenendo comunque un piatto unico eccellente.

Stesso discorso per il pane casereccio: se vi fa piacere, per qualcosa di completamente casalingo, potrete preparerlo voi, così come potrete comprarlo dal fornaio.

Insomma, tempi di preparazione che variano seguendo le vostre esigenze ...

 

Ingredienti per 5 persone ca.

650 g di anelli di totano

500 g di bietole

1/2 bicchiere di vino bianco

250 g di ceci lessati

pane casareccio

Anelli di totani, con ceci e bietole e la primavera in arrivo...

Preparate i ceci bolliti secondo la vostra abitudine.

Fate rosolare per 5 minuti gli anelli di totano con dello scalogno in una ampia padella. Appena rosolati, sfumate con un mezzo bicchiere di vino bianco e poi aggiungete le bietole, tagliate in pezzi, non troppo grandi, procedendo con la cottura per 15 minuti.

Unite 5 o 6 cucchiai di passata di pomodoro.

ceci bietole 

Quando anche le bietole saranno morbide, aggiungete i ceci bolliti, fate insaporire bene il tutto per 10 minuti. Si creerà un gustoso sughetto rosso, che completerà perfettamente il piatto, mentre lo servite. Se preferite preparare qualcosa più vicino ad una zuppa, potete anche passare la maggior parte dei ceci, lasciandone solo qualcuno intero, come "decoro". Scegliete voi.

Aggiustate di pepe e sale (a me piace aggingere un pizzico di paprika forte) e servite subito su crostoni di pane casareccio affettato e abbrustolito.

totani 

Semplicemente da provare. Un piatto unico, come vi dicevo, eccellente.

Buona giornata

Daniela

Ieri, come capita spessissimo utimamente, abbiamo goduto di una mattinata con aperitivo piacevolissima al Carlo Felice. Abbiamo assistito e per me era la prima volta, alle prove di un'opera, in questo caso la Fedora di Giordano, ispirata dal dramma di Victorien Sardou (alla cui opera è ispirata anche Tosca), che andrà in scena dal 21 al 29 di questo mese, per la regia di Rosetta Cucchi e la direzione del M° Valerio Galli.

E' stato interessantissimo vedere dal vivo le interazioni tra il direttore d'orchestra e i musicisti nella fossa, i costanti contatti con i cantanti, la presenza del banco della regia, illuminato, nella platea, la regista, che si muoveva sul paco dando indicazioni ai protagonisti, come pure al coro, per eseguire i movimenti collettivi o i gesti che facciano risaltare i sentimenti espressi dal canto...

Insomma, un lavoro molto impegnativo e coinvolgente, a cui capita di rado di pensare, abituati spesso solo ad ammirare, o a criticare, i lavori completamente rifiniti, che vediamo di volta in volta sul palco: ne avevo avuto un'anticipazione dalle parole di Dario Argento, ma vedere dal vivo ha, come sempre, tutto un altro sapore...

R. Magritte, 1960, La corda sensibile

L'ora che ci era stata concessa per seguire le prove è volata, ci ha incuriosito l'allestimento e piaciute le voci dei cantanti: come sempre un'esperienza originale e coinvolgente, come tutte quelle cui abbiamo assistito durante i MusicAperitivi, i concerti della domenica mattina al Carlo Felice, un'iniziativa che ci piace moltissimo e che non ci ha ancora deluso o annoiato neppure una volta! 

 

Insalata di carciofi con aceto balsamico invecchiato e parmigiano (e parmigiano e un'alternativa al pecorino)

Un antipasto fresco: Insalata di carciofi con aceto balsamico invecchiato e parmigiano reggiano (e un'alternativa al pecorino)...e un MusicAperitivo interessante!

Più che una ricetta, un suggerimento, basato sull'utilizzo di tre straordinarie eccellenze italiane che, possiamo ben dire, il mondo ci invidia.

Si tratta dell'aceto basamico, del parmigiano reggiano e i carciofi di albenga .

Per ciò che mi riguarda ho utilizzato l'aceto balsamico invecchiato del Consorzio per la tutela dell'aceto balsamico di Modena, il parmigiano Reggiano invecchiato 36 mesi, Grand Cru, dell'Azienda Bertinelli .

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Ingredienti per 4

2 carciofi di Albenga 

aceto Balsamico di Modena igp invecchiato

parmigiano reggiano Grand Cru 36 mesi 

olio evo

sale e pepe

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Pulite i carciofi e metteteli nell'acqua acidulata con una fetta di limone. Intanto tagliate a scaglie sottili il parmigiano reggiano e disponetelo in una cotola. Tagliate a fettine anche i carciofi, uniteli alle scaglie di parmigiano conditeli con olio e sale.

Servite l'insalata subito, come antipasto o come piatto unico, per uno spuntino veloce, aumentando un po' le dosi, eventualmente :-).

Accompagnate con l'aceto balsamico, che ognuno utilizzerà a piacere, secondo il proprio gusto.

PicMonkey Collage 

Se preferite, potrete sostituire il parmigiano con dell'ottimo pecorino (romano, leggermente piccante o toscano, più dolce) e poi accompagnato dall'aceto balsamico.

In ogni caso è un piatto incredibilmente saporito, fresco ed energetico.

Buona giornata a tutti

Daniela