Da appassionata di fotografia quale sono da immemorabile tempo, quando mi capita d vedere la presentazione di una mostra come questa mi precipito a scoprire di che si tratta. Non si può resisere certamente al fascino del geniale artista, uomo dalla personalità eccentrica e certo non comune: vi ho già raccontato delle sue origini liguri e, spesso vi ho segnalato mostre che lo coinvolgono.

Ma questa volta, nella mostra di This is Picasso, non è il pittore al centro dell'ennesima esposizione, ma è l'uomo, l'istrione, il personaggio che ha saputo creare, fotografato da un amico, D.D.Duncan . Eccovi la recensione di Panorama:

Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...

"Nel settembre dello scorso anno il fotoreporter americano David Douglas Duncan, classe 1916, ha donato alla città di Camaiore, in provincia di Lucca, una cartella di materiali del suo archivio nominata "Picasso per Camaiore". La città dove la prima moglie di Duncan ha vissuto fino alla morte propone oggi il prezioso tesoro donato dal fotografo in una mostra dal titolo This is Picasso: fotografie di David Douglas Duncan, aperta al pubblico a Villa Le Pianore fino al 13 settembre. 

Oltre a un disegno autografato da Picasso, l'esposizione comprende un'ampia selezione di stampe e provini a contatto degli scatti, in parte inediti, risalenti agli anni dell'intenso sodalizio tra l'artista spagnolo e il fotografo americano. Incontratisi la prima volta nel 1957, attraverso Robert Capa. "Mi recai a La Californie, l'enorme casa-laboratorio di Picasso vicino a Cannes - ha raccontato Duncan - Mi presentai dicendo che ero amico di Capa e che desideravo salutare il maestro. Venni ricevuto dalla moglie Jaqueline Roque, tutta vestita di nero, dalla testa ai piedi. Rimasi sorpreso per quanto fosse piccola. Mi prese per mano e mi condusse al piano di sopra, dove c’era lui, nudo dentro la vasca da bagno. Gli chiesi il permesso di fotografarlo e lui acconsentì. Quella fu la prima volta". A quegli scatti ne sono seguiti molti altri, nel corso di 17 anni di intensa e duratura amicizia, interrotta solo, nel 1973, dalla morte del pittore. 

Le fotografie di Duncan raccontano un Picasso privato: quasi sempre circondato dalle sue opere d’arte, lo vediamo immerso nel processo creativo, nel suo studio o nel grande giardino; o sorridente e rilassato, spesso vestito solo con i celebri calzoncini taglia XXL; o in momenti di intimità familiare  con la moglie Jacqueline e i figli Paloma e Claude; o ancora con gli amici o l'inseparabile bassotto Lump. Della lunga amicizia con Picasso sono rimaste molte fotografie, raccolte in ben sette libri." (Dal sito di Panorama)

Spettacolo incredibile!

Il Rossini Cocktail per un aperitivo très chic!!! E ancora Picasso, ma questa volta nel ruolo di modello...

ROSSINI COCKTAIL

Il cocktail è nato intorno alla metà del XX secolo, forse all'Harry's bar a Venezia, dal suo creatore, Cipriani. La dedica al mio amatissimo Gioacchino è evidente nel nome e il sapore deliziosamente frizzante, come il colore vivace, si sposa perfettamente con la musica brillante del grande compositore: così dopo

La citronette

I tournedos

I maccheroni

non mi rimane che lasciarvi con il pocker rossiniano regalato dalla riccetta di un aperitivo rinfrescante e stagionalissimo, nonchè leggero.

 

Ingredienti

1/3 di fragole frullate

2/3 di vino Prosecco (che potete sostituire con champagne, se preferite)

Qualche goccia di succo di limone

sciroppo di zucchero qb (ma con le fragole dolci come sono adesso, si può anche omettere)

qualche cubetto di ghiaccio

 

rossini 

 

Preparate il frullato di fragole, mettendo nel bicchiere del vostro frullino i frutti lavati e asciugati e frullando per un paio di minuti: io le frullo insieme ai cubetti di ghiaccio, giusto qualcuno per non annacquare il frullato. Le fragole devono essere naturalmente belle fredde, appena tirate fuori dal frigo e  così pure il prosecco. 

Filtrate la polpa delle fragole e mettete in frigo. Preparate lo sciroppo di zucchero con 1 parte di zucchero e metà di acqua: fatelo sciogliere su fuoco basso e appena completamente trasparente e di consistenza fluida, fatelo raffreddare allontanandolo dalla fiamma. A questo punto preparate il cocktail.

Diciamo pure che l'esecuzione non è decisamente complicata: si devono versare tutti gli ingredienti nel flute e mescolare delicatamente.
Servire freddo... e bere rapidamente
Alla vostra salute
Daniela

1509012_1668628626704274_6541506240377510345_n L'Orchestra Giovanile Regionale Ligure, diretta dal M° V. Marchese

Giugno sta arrivando al termine e con lui le torme delle cure di studenti e studentesse e di mamma di studentesse, almeno per questo primo semestre... 

E' una prova durissima arrivare a questo punto, quando la maggior parte degli amici sono da tempo in vacanza, ancora con "cose da fare", esami da affrontare e lezioni da seguire, per i ragazzi che frequentano il Conservatorio e, ovviamente, per le madri di detti ragazzi, che hanno un surplus di incoraggiamenti, supporti e fiducia da sparpagliare ogni giorno intorno a questi studenti oramai un po' sulle ginocchia...

Ma si sa, se la passione chiama, la fatica non pesa troppo e la tensione si cerca di imparare a dominarla, per non farsi schiacciare dall'ansia.

L'orchestra in concerto al casinò di San Remo, prove generali

Naturalmente, bisogna trovare un modo piacevole di nutrirsi, di mangiare ciò che è indispensabile e salutare, ma di concedersi anche qualche piccolo extra zuccherino, per trovare e conservare energie che cominciano a scarseggiare decisamente.

La ricetta di oggi ha assolto perfettamente al suo compito: buona, dolce e nutriente. Un viatico speciale per le residue prove da affrontare :-)

Dolce alla stracciatella e crema di caffè

Dolce alla stracciatella e crema di caffè...

Questo dolce è una personale rielaborazione molto personale di un'idea trovata su Elle a table tempo fa. E' incredibilmente cremoso e fresco, e molto goloso per gli amanti del caffè e del cioccolato..... 

Per base e strati

100 g di biscotti digestive

30 g di zucchero di canna

25 g di burro

50 g 25 burro 10 g zucchero canna + 65 bisc e 15 zucc

 

per la crema di caffè

125 g di mascarpone

10 g di zucchero

20 g di caffè forte

 

per la crema stracciatella

20 cl di panna da montare

120 g di mascarpone

120 g di gocce di cioccolato (fondente al 70%)

20g di zucchero

stracciatella 

Preparazione:

Rivestite con la pellicola alimentare un contenitore che possa essere chiuso, delle dimensioni di 12 x 12 cm o il alternativa 14 cm di diametro, profondo 6 cm.

Per la crema di caffè, sciogliete lo zucchero nel caffè forte. Quando è tiepido, mescolate energicamente con la frusta il caffè dolce al mascarpone  e mettete a riposare la crema così ottenuta in frigo, mentre vi dedicate alla stracciatella.

Per la stracciatella, montate con la frusta il mascarpone con la panna fresca e i 25 g di zucchero.  Aggiungete le gocce di cioccolato e mescolate. Riponete anche questa crema in frigo.

Tritate i biscotti o semplicemente schiacciateli con il doso di un cucchiaio, unite lo zucchero di canna e mescolate bene. Da questa quantità, prelevatene circa 60 g ed unitela a 25 g di burro fuso, mescolando bene.

Versate sul fondo del vostro contenitore con la pellicola il composto di biscotti, zucchero e burro e schiacciate con il dorso di un cucchiaio per creare il fondo della torta. Fate riposare per una ventina di minuti in frigo.

Ora è tutto pronto e possiamo cominciare con gli strati.

Versate sullo strato di biscotti, uno strato formato dalla metà della crema stracciatella preparata e lisciatela con il dorso di un cucchiaio. 

Create uno strato di biscotti sbriciolati e zucchero di canna non troppo spesso, giusto la quantità necessaria per coprire appena la superficie della crema e poi versate sopra la crema al caffè. Spianate bene la superficie prima di aggiungere un secondo strato di biscotti sbriciolati. 

Terminate con il secondo strato di crema stracciatella e chiudete il tutto ripiegando verso l'interno i bordi della pellicola trasparente.

Lasciate riposare in frigo per almeno 4 ore.  Sformate il dolce, togliete la pellicola e decorate la superficie con qualche briciola di biscotti avanzata e scaglie di cioccolato.

Prima di servire, con il caldo di questi giorni, consiglierei una mezz'oretta in freezer, per facilitare il taglio.

Questo dolce è incredibilmente cremoso e buono, ma molto ricco, per cui la dimensione che vi suggerisco è perfetta per 4 persone.

Buona giornata a tutti

Daniela

Nello splendido Palazzo Cipolla a Roma si può visitare fino al 26 luglio 2015 una mostra dedicata allo stile che a Roma ha trovato la sua espressione più pura e celebrata: il Barocco.

"Il percorso espositivo spiega in modo sintetico e chiaro l’evoluzione dell’arte barocca dalla sua nascita nei primi due decenni del Seicento, alla sua massima ‘esplosione’ figurativa sotto il pontificato di Urbano VIII e continua con l’attenzione riservata all’urbanistica da papa Alessandro VII Chigi, che diede alla città di Roma un nuovo ‘volto’...

Manifattura dei Gobelins, Nicolas Poussin e Charles Le Brun, Mosè bambino calpesta la corona del faraone, 1680-1685 ca., lana, seta e oro; Parigi, Mobilier National et Manufactures des Gobelins, de Beauvais et de la Savonnerie

L’esposizione vanta tra i prestatori alcuni dei musei più prestigiosi al mondo: Musée du Louvre, The State Hermitage Museum, Kunsthistorisches Museum, Museo Nacional del Prado, Victoria & Albert Museum, Musei Vaticani, Musei Capitolini e Galleria degli Uffizi. (da qui)

 

il trailer della mostra

"La pittura, la scultura, l’architettura e l’urbanistica raggiunsero allora i massimi livelli; l’esposizione mira a svelarne il fascino attraverso la ricostruzione del percorso creativo dell’artista, dall’idea progettuale – sono esposti, tra l’altro, studi, bozzetti, schizzi, piante e sezioni architettoniche – fino all’opera compiuta, anche oltre il perimetro della mostra.

G.L. BERNINI, Ritratto di Costanza Bonarelli, 1636-38 ca.

Il percorso raccoglie quasi 200 opere tra dipinti, sculture, disegni, medaglie e oggetti, dislocate e contestualizzate in uno spazio visivo ispirato alle inquiete architetture di Borromini. Tra le opere più ricercate c’è il disegno riferibile a Ciro Ferri tratto dagli affreschi di Pietro da Cortona per palazzo Pamphilj a piazza Navona e il Contro-progetto del colonnato di piazza San Pietro di Gian Lorenzo Bernini." (da qui)

Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, Santa Maria Maddalena Penitente con due angeli

Troverete sul sito ufficiale della mostra tutte le informazioni necessarie, compresi tuttie gli eventi satellite organizzati intorno a questa splendida esposizione.

 

Insalata fresca di zucchine e pinoli. 

La semplicità di un'Insalata fresca di zucchine e pinoli per godere dell'opulenta bellezza del Barocco Romano...

Eccovi una "non ricetta" fresca e perfettamente adatta alla stagione, oltre che eccellente anche per una dieta estiva... 

Ingredienti per 3 persone

6 o 8 zucchine piccole e tenere

50 g di Parmigiano reggiano dop

1 manciatina di pinoli

limone

sale 

pepe bianco

olio evo

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Tagliate le zucchine a fettine sottili con una mandolina, unite il parmigiano tagliato a scagliette e i pinoli (qui sono al naturale, ma potete anche saltarli se li volete più croccanti).

Condite con una citronette al pepe bianco (mescolate un cucchiaio di limone per ogni due cucchiai di olio evo, sale e pepe bianco).

Fresca da provare, pronta in due minuti!

Buona giornata

Daniela e Marilisa.

Ieri era il primo giorno d'estate: giornata qui da noi perfettamente in tema, con il sole, non troppo caldo e alla sera, perfino una piacevole brezza a rinfrescare l'ambiente. Ho pensato di festeggiare l'inizio della nuova stagione con qualcosa di fresco e colorato. Cosa di meglio di un cocktail internazionale caraibico!

C'è un mondo, tutto un intero mondo, di ricette dedicate ai grandi cocktail che io decisamente ignoro... sono, vergognosamente, praticamente astemia ed ho imparato a bere, "allenandomi" con molta cura, solo pochi sorsi di bevande molto aromatizzate, dove il gusto dell'alcol rimane attutito proprio dalle note aromatiche degli altri componenti... Insomma sono scandalosamente incapace di gustare e di godermi un bel cocktail come si deve, a patto che non sia analcolico o straordinariamente leggero.

Uno dei pochi distillati che non mi crea troppi problemi è il rum, che ho imparato a conoscere a Cuba, in viaggio di nozze, e che, unito alla frutta, regala un aroma delicato e non troppo aggressivo ai cocktails.

Ho visto questa ricetta dalla mia amatissima Martha Stewart e ho deciso di provare a vedere se riuscivo ad apprezzare l'unione fragola rum: ebbene, sono decisamene riuscita! E' fresco, leggero, profumato e pure colorato, cosa che certo non disturba!

Per la mia solita fastidiosa curiosità, mi sono documentata anche sull'origine del daiquiri e wikipedia racconta questo:

US Cavalry in Cuba 1898

Già in voga negli USA ai primi del Novecento, si può bere anche come corroborante e dissetante. Le sue origini vengono fatte risalire al 1898, quando vi fu la guerra tra Stati Uniti e Spagna, dopo l'affondamento della nave Maine, nel porto dell'Avana. Secondo gli storiografi, un marine sbarcò in un piccolo villaggio nei pressi di Santiago di Cuba, precisamente a Daiquiri.

E. Hemingway

Qui per placare la sete entrò in una baracca che fungeva da mescita. Rifiutandosi di bere rum liscio, lo fece allungare con succo di lime e poi lo corresse ulteriormente con un po' di zucchero. Nacque così il Daiquiri.

Un'altra leggenda riportata da Elfloridita.net, sposta la sua data di nascita pochi anni più tardi, nel 1905, quando alcuni ingegneri americani impegnati nei lavori in una miniera, lo inventarono e gli diedero il nome della spiaggia cubana Daiquiri. Successe che l'ingegnere Pagliuchi visitò una miniera di ferro ad est di Cuba chiamata Daiquiri. Qui fa domande all'ingegnere americano Jennings S. Cox, venuto a Cuba dopo il conflitto del 1898, sul funzionamento della miniera per poterne esplorare altre.

Cox’s Daiquiri recipe

Alla fine della giornata, Pagliuchi propose di bere qualcosa. La leggenda narra che Cox aveva a disposizione solo rum, dei lime e dello zucchero. Miscelarono gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio e Pagliuchi fece: "Come si chiama questo cocktail?". "Non ha un nome...potrebbe essere un rum sour", rispose Cox. Pagliuchi concluse: "Questo nome non è degno di un cocktail così fine e delizioso come il nostro. Lo chiameremo Daiquiri".

Improvvisamente l'estate scorsa

Il Daiquiri è celebre per essere stato uno dei preferiti dallo scrittore Ernest Hemingway, assieme al mojito ("My mojito at La Bodeguita, my daiquiri at El Floridita"), viene anche ripetutamente citato nel film "Il Nostro Agente all'Avana" (1958).

 

Il nostro agente all'Avana 1958

Viene citato inoltre in "Improvvisamente l'estate scorsa" (film del 1959, diretto da Joseph L. Mankiewicz) da Katharine Hepburn che lo offre a Montgomery Clift. Un Daiquiri è uno degli elementi chiave nel giallo Assassinio allo specchio di Guy Hamilton, dal romanzo di Agatha Christie.

Assassinio allo specchio, 1980

E viene anche citato nel padrino parte II, quando Fredo lo ordina mentre e a colloquio con il fratello Mike"

Fredo e Mike, il  Padrino

fonti:

wikipedia

gustopedia

How to drink

Per il piatto storico : Daiquiri (alla fragola)
Ecco la ricetta riconosciuta e approvata dalla IBA (International Bartenders Association) per il Daiquiri, un aperitivo caraibico super classico.

DAIQUIRI 
Before Dinner Cocktail

  • 4.5 cl White rum
  • 2.5 cl Fresh lime juice
  • 1.5 cl Simple syrup
Shake and strain into a cocktail glass.

Io oggi vi offro la più "morbida" versione di M Stewart, ingentilita dall'uso delle fragole. Anzi per la verità ve ne offro due... 

Prima versione

Ingredienti per 4 persone (tra parentesi le dosi originali della Stewart).

2 lime

55 g di zucchero, più 2 cucchiai (1/4 di tazza)

500 g di fragole (4 tazze - 16 once)

148 ml di rum bianco (142 g ca - 2/3 di tazza )

450 g di cubetti di ghiaccio (2 tazze)

daiquiri 

Grattugiate la scorza di un lime (o un po' più di uno, se è piccolo): dovete ricavarne circa un cucchiaio.

Mescolate bene la scorza con 2 cucchiai di zucchero e mettete da parte.

Spremete i lime per ottenere circa 56/60 g di succo.

Adesso mettete nel frullatore le fragole con il succo di lime, lo zucchero, il ghiaccio e il rum e frullate il tutto molto bene.

Inumidite il bordo dei bicchieri in cui servirete il daiquiri e passateli nello zucchero di lime che si attaccherà, profumando il tutto.

Versate il cocktail nei bicchieri : io l'ho filtrato nel colino per via dei semini e ho decorato con fragole e goglioline di lime.

Freschissimo e...inebriante

PICT4053 

Ah, per la II versione.... dovrete attendere qualche giorno :-)

Buona giornata

Daniela

Modigliani e le donne: direi un'accoppiata meravigliosa. Uomo di grande fascino, morto solo trentacinquenne, pittore geniale, con un grande amore, che morì suicida due giorni dopo la sua morte, fece del ritratto, e della figura femminile in generale, uno dei suoi cavalli di battaglia.

Questa mostra, che è in corso a Napoli e sarà visitabile fino al 9 agosto, è un esperimento molto particolare.

"In occasione e in preparazione del centenario della morte del grande Artista livornese (1920-2020), l’Istituto Amedeo Modigliani presenta la prima sezione di un’opera di altissimo valore e pregio, mai rappresentata e organizzata prima, sull’intera produzione artistica di Modigliani, dal titolo: “Les Femmes”, interamente realizzata con l’ausilio delle moderne tecnologie.

La mostra presenta 50 opere di Amedeo Modigliani, delle quali l’Istituto possiede i diritti di utilizzo, riprodotte ad altissima definizione su uno speciale supporto montato su pannelli retroilluminati a LED, grazie a un processo che ha consentito l’assoluto rispetto delle dimensioni e dei colori dell’originale.

Arricchiscono e contestualizzano storicamente la mostra oltre 90 tra foto e documenti d’epoca, spesso inediti, relativi alla vita del grande Artista italiano.

Un corredo tecnologico di video, filmati, animazioni in compositing e App, rende infine questa mostra un evento straordinario di comunicazione e di divulgazione culturale, raggiungendo il grande pubblico con i nuovi metodi di fruizione esperienziale applicati al bene culturale.

La maggior parte delle opere sono esposte nell'Agorà Morelli ed in parte nel Tunnel Borbonico.

Pane arabo con pasta madre per un panino perfetto e di Modigliani e les femmes.Pane arabo con pasta madre per un panino perfetto e di Modigliani e les femmes.Pane arabo con pasta madre per un panino perfetto e di Modigliani e les femmes.Pane arabo con pasta madre per un panino perfetto e di Modigliani e les femmes.Pane arabo con pasta madre per un panino perfetto e di Modigliani e les femmes.Pane arabo con pasta madre per un panino perfetto e di Modigliani e les femmes.Pane arabo con pasta madre per un panino perfetto e di Modigliani e les femmes.

Le opere all'interno del Tunnel Borbonico sono esposte all'interno di una cisterna seicentesca che non è ancora aperta ai turisti; in particolare, la cisterna costituisce la parte inferiore del ricovero che ha ospitato l'ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L'interno ricovero sarà aperto nei prossimi mesi ai turisti.

Costi: Il costo per la mostra all'interno dell'Agorrà Morelli è di 10 euro; le opere all'interno del Tunnel Borbonico possono essere ammirate solo in occasione degli eventi serali organizzati dalla Fondazione Modigliani."

Il testo da qui, dove potrete trovare anche alcune informazioni pratiche

Qui invece, il sito ufficiale della mostra, che offre molte interessanti notizie 

 

Panini di pane arabo con pasta madre

Da Patrizia di Pan di Pane

Pane arabo con pasta madre per un panino perfetto e di Modigliani e les femmes.
Ingredienti:
500 gr di farina di grano tenero tipo 0,
270 gr di acqua,
120 gr di lievito Madre solida o esuberi, 
20 gr di olio e
12 gr di sale fino
 
panini  pane arabo 
Sciogliete il lievito nell'acqua, mescolando bene ed iniziate ad inserire la farina. Fate assorbire bene ed aggiungete il sale. Impastate un attimo e lasciate qualche minuto l'impasto a riposare coperto da una ciotola a campana (in modo da coprirlo e non lasciarlo seccare).
Riprendete ad impastare inserendo l'olio, facendo sempre qualche breve pausa. Si incorderà perfettamente senza fatica ed in breve tempo anche lavorandolo a mano.
Coprite bene e fate riposare a temperatura ambiente (24-27°C) per circa 1 ora circa (ma possono essere anche un paio).
Ripiegate l'impasto se vi sembra che abbia bisogno di un rinforzo e dividete in panetti da 120 grammi circa, creandone 8
Fate le palline, con il metodo di mozzatura della mozzarella, cioè tenete in mano con pollice ed indice ad anello e spingete l'impasto all'interno con l'altra mano poi chiudete stringendo.
Mettetele a riposare coperte con della pellicola trasparente leggermente unta fino a raddoppio del volume.  
Se per motivi organizzativi volete prolungare questa lievitazione potete metterli in frigorifero anche per un'intera notte.
Riscaldate intanto il forno a 240°C, lasciando all'interno la placca di cottura in modo che si riscaldi parecchio.
Prendete ora le singole palline e, sul piano infarinato, stendetele con il mattarello ottenendo una forma ovale.
Mettete a riposare gli ovali gli uni sugli altri, infarinandoli leggermente per non farli attaccare tra loro.
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Cottura:
Quando il forno arriva alla temperatura corretta, attendete qualche minuto perché si stabilizzi bene,
Estraete veocemente la placca e mettete 4-5 ovali alla volta a cuocere, richiudendo subito lo sportello per non perdere calore.
Cuocete per 5-8 minuti. Vedrete che si gonfieranno come palloncini. Fate però attenzione che non prendano colore altrimenti si seccheranno. Nel caso capitasse, basta che sistemiate la placca del forno più verso il basso.
Procedete in questo modo fino a cuocere tutti i panini. 
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Per farcirli, basta tagliarli a metà, perché si presenteranno naturalmente come tasche vuote, pronti da essere farcite a vostro gusto.
Si conservano avvolti in un sacchetto di carta fino al raffreddamento. Poi, mell'improbabile caso vi avanzino, dovrete tenerle in un sacchetto o scatola di plastica per non farle asciugare e mantenerle morbide. Su questo però non posso testimoniare, perchè i miei panini sono scomparsi in un lampo!
Buona giornata
Daniela