Oggi vi propongo qualcosa di bello da vedere, che sia di buon auspicio per un bel fine settimana sereno, da poter dedicare anche all'arte e allo svago della mente. 

Si tratta di una mostra alle Scuderie del Quirinale, a Roma, che andrà aventi fino al 18 gennaio e che ha per tema il rinascimento fiammingo, periodo che, devo dire, personalmente mi piace moltissimo.

11 Memling - Madonna col bambino 

In mostra le opere di Memling, il pittore che è statoper tutta la II metà del 1400, il pittore più celebre di Bruges, culla dell'arte fiamminga, amatissimo anche da tutta la ricca e potente comunità italiana di mercanti e agenti commerciali italiani nelle Fiandre.  E' celebre sia per i monumentali trittici, sia per i ritratti , nei quali perfezionò incredibilmente l'arte dello sfondo in un ritratto che influenzerà, grazie alla conoscenza della sua opera anche in italia, molti artisti italiani del primo '500.

Vasari nelle sue Le vite de' più eccellenti pittori, scultori, e architettori, nel capitolo finale, che dedica ai "diversi artefici fiamminghi"  lo nomina tra i più celebri artisti, quale discepolo di Van Der Weyden di Bruxelles e dice che suo "abbiàn, come si disse, in Fiorenza, in un quadretto piccolo, che è in man del Duca, la Passione di Cristo."

Roma, "oltre a capolavori di arte religiosa provenienti dai più importanti musei del mondo, tra cui dittici e trittici ricomposti per la prima volta in occasione della mostra come il Trittico Pagagnotti (Firenze, Uffizi; Londra, National Gallery), il Trittico di Jan Crabbe(Vicenza, Museo civico; New York, Morgan Library; Bruges, Groeningemuseum) o il monumentale Trittico della famiglia Moreel (Bruges, Groeningemuseum) [...], la mostra presenterà una magnifica serie di ritratti tra cui Ritratto di giovane dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia, il Ritratto di uomo dalla Royal Collection di Londra - prestito eccezionale della Regina Elisabetta II -,

il celeberrimo Ritratto di uomo della Frick Collection di New York nonché il magnifico Ritratto di uomo con moneta romana (ritenuto l'effigie dell'umanista Bernardo Bembo) proveniente da Anversa". (Dal sito ufficiale della mostra)

Per tutte le informazioni necessarie per visitare la mostra, potete vedere qui. 

 

Risotto di zucca mantecato al taleggio

Memling. Rinascimento fiammingo a Roma e un Risotto di zucca mantecato al taleggio
ingredienti per 4/5 persone
riso (Roma per me) 400 g
zucca, decorticata e priva di semi 350 g
brodo vegetale 1 litro
scalogno 1
taleggio, privato della crosta 80 g
olio evo  
parmigiano reggiano 1 manciata abbondante
pepe  

zucca 

Preparate un litro di brodo vegetale e tenetelo in caldo

In un tegame io uso uno solo per il risotto , di coccio, mettete dell'olio evo e uno scalogno tagliato a fettina: appena lo scalogno diventa traslucido, aggiungete la zucca tagliata a fettine sottili e lasciatela ammorbidire per circa un quarto d'ora. Quando la polpa è bella tenera, aggiungete il riso e mescolatelo bene alla zucca. Dopo un paio di minuti aggiungete 1/2 bicchiere di vino bianco secco, lasciate e vaporare e continuate la cottura del riso come al solito, aggiungendo ogni tanto un mestolo di brodo vegetale.

Seguite i tempi di cottura indicati per il riso che avete scelto e quando arrivate a 4 minuti da fine cottura, aggiungete il taleggio, lasciate fondere e amalgamate bene; poi aggiungete una manciata abbondante di parmigiano reggiano e togliete dal fuoco, lasciate riposare un paio di minuti e servite, spolverando con un po' di pepe appena macinato.

zucca 

Come centro tavola un vaso con le mie splendide rose, che sono sbocciate, nonostante tutto, in questi giorni...

Cremoso morbido e e saporito: questo risotto è una gioia per il palato ed è perfetto per ravvivare giornate fredde e grigie, visto che è dotato di un meraviglioso color oro intenso che regala piacere anche agli occhi !

Buona giornata a tutti

Daniela

...E come promesso lunedì, eccovi la seconda parte delle mie fatiche "da pizzaiolo" per la gioia dei miei commensali e mia. 

Per questa pizza ho utilizzato un impasto indiretto, utilizzando la biga, un preimpasto ottenuto mescolando acqua, farina e lievito in modo da ottenere una pastella piuttosto asciutta.

Tendenzialmente si adopera con farine forti e si lascia fermentare fino a 24 ore, come nel mio caso.

Quando è passato il tempo scelto, si uniscono gli altri ingredienti necessari per il tipo di impasto che si desidera preparare. Una volta lavorato si lascia lievitare il tutto per una seconda volta prima del taglio nella pezzatura desiderata e della definitiva cottura.

Sul blog aveva già utilizzato questo metodo la Dani nel preparare la baguette, per il Kalach, la ciabatta italiana (dove c'è anche una spiegazione della differenza tra biga e poolish) e il pane di semola rimacinata ai semi di zucca o le Ensaïmada de Mallorca. Tra dolce e salato ce n'è per tutti i gusti...

 

II ricetta

Pizza con biga e malto

24h per la biga + dalle 24h alle 48h per l'impasto rinfrescato.

pizza 1 

 

Ingredienti

per la biga

 

Farina di Manitoba

275 g

Acqua

225 ml

Lievito madre secco

5 g

 

 

per il rinfresco

 

Farina 00

1 Kg

Farina di Grano Duro

500 g

Acqua

800 ml

Olio

3/4 cucc.

Lievito madre secco

1 cucc no

Malto d'orzo

1 cucc no

Sale 

50 g

Semola rimacinata

q.b.

 

Wow. La biga, il malto e la farina di grano duro insieme alla lievitazione naturale e lenta danno un sapore così fragrante a questa pizza che una volta provata non potrete più resistere.

Biga: Nell'impastatrice unite la farina il lievito e l'acqua e impastate per circa 5 minuti. L'impasto risulterà piuttosto grezzo.

Ponete la biga in un recipiente a riposare, coperta da un panno, in un luogo fresco (es. vicino a una finestra a Nord) alla temperatura di circa 18°C. Lasciarla così per 24h.

Rinfresco dell'impasto. Ciascuno rinfresca l'impasto in maniera differente. C'è chi aggiunge molto lievito, chi non lo aggiunge... poi c'è chi usa la biga in proporzioni diverse rispetto all'impasto finale, al 30%, al 50% o al 100%...

Tutto varia a seconda della preparazione, delle farine, del lievito, dell'acqua, del gusto e del tempo di lievitazione.

Io ho fatto così: mettete nell'impastatrice la biga, le farine, il lievito, l'olio, il malto (io lo uso in sciroppo) e l'acqua e impastate. infine aggiungete il sale e continuate a impastare per un totale di 15 min. Lasciate riposare su della carta da forno l'impasto, cosparso di semola per un'oretta. Procedete con le pezzature di 300g per persona o secondo i vostri tegami.

Lasciate riposare le pezzature, sempre cosparse di semola per 24h nei ripiani del vostro forno, luogo - quest'ultimo - dove avrete messo una conchetta di metallo piena alla metà di acqua bollente (che lascere raffreddare nel forno). Aprite il forno il meno possibile.

Trascorse le 24h potrete utilizzare il vostro impasto. Sempre allungandolo con le mani, dolcemente cercando di tirarlo il più possibile senza romperlo. Risulterà molto elastico. Usate la semola rimacinata per modellarlo. Lasciate riposare nei tegami per 15 min e farcite. Infornate a forno statico a 220°C o in ventilato a 200°C per circa 13 minuti (secondo gusto e spessore, premurandovi che il fondo e l'inteno siano ben cotti).

Vi dirò che l'ho trovato perfetto, se non fosse che le dosi del sale che avevo calcolato sono risultate a mio personale parere un poco poco eccessive. Il risultato non era di certo salato, ma si può ridurre la dose di sale a 45g.

Dentro la ricetta : la lievitazione e ...la seconda pizza fragrante!

E se vi avanza...

Congelatelo o lasciatelo lievitare, in forno, ancora 24h per gustarlo l'indomani come pizza o focaccia.

E' un ottimo impasto per focaccia (lasciando invariate le dosi del sale) e infornandolo dopo aver creato gli alveoli nella pasta con le dita e averlo cosparso d'olio e acqua (formate un piccolo stato al di sopra). Forno statico 190°C, per almeno 12 minuti, secondo gusto comunque.

A presto

Giorgia

Dentro la ricetta : la lievitazione e ...la prima pizza fragrante!

Una pizza, anzi due pizze a lunga lievitazione.

Nei giorni appena trascorsi, data l'allerta 2 diramata in tutta la Liguria e le raccomandazioni di strare a casa, ho avuto il tempo per testare due squisite ricette per la pizza. Un modo per distogliere la mente e gli occhi dagli orrori che ci capitano tutto intorno... 

Amo la piazza fragrante, rustica, sottile, leggermente croccante sul fondo... con quel sapore meraviglioso che ha solo un lievitato appena sfornato e quella crosta, sottile e fragrante che custodisce un interno morbido e profumatisimo. 

Sul ricordo di pizze buonissime, assaggiate qua e là per l'Italia, ho trovato la mia personale ricetta. Ricetta sempre in evoluzione, perchè mi piace sperimentare... molto.

Trovo poi, che il lievitato che...lievita per molto tempo e natulmente, sia oltre che più ricco di gusti, anche molto molto, molto più digeribile. 

Le ricette che vi propongo sono un poco insolite, ma vi assicuro - e i miei commensali pure - sono ottime. 

Perdonate se le foto sono solo "prima del forno" : quelle "dopo il forno" non ho fatto in tempo a scattarle....:-)

I Ricetta

Pizza fragrante e profumata

Lievitazione 48 h 

pizza 2 

Ingredienti per 6 persone

Farina 00
600g
Farina Manitoba
400g
Olio evo
40 g
Lievito madre essiccato (o eventualemente  lievito di birra fresco)
12 g
Sale marino fino
20 g
Acqua tiepida
250ml
Birra*
300ml
Zucchero di canna**
20 g
Patata media lessa
1
 

 

* di qualunque tipo o genere. Anche non alcolica. 

** meno raffinato è meglio è. In mancanza zucchero di barbabietola (ridurre dose). 

 

In un'impastatrice mettere le farine ed il lievito (in polvere) e mescolate.

Da parte misurate acqua tiepida (calda) e birra (temperatura ambiente), unitele, e aggiungete lo zucchero. Si formerà una bella schiumetta, mescolate per bene. 

Tagliate e pestate la patata privata della sua buccia. Misurare l'olio ed il sale. 

Unire alle farine metà dei liquidi (tranne l'olio), ed azionare l'impastatrice. Continuare ad unire i liquidi, dunque l'olio, la patata ed infine il sale. Impastare con impastatrice a spirale per 15 minuti, con impastatrice a forcella per 25. L'impasto sarà piuttosto morbido.

Ponetelo su della carta da forno, cosparsa di farina o semola rimacinata, in un tegame. Lasciate riposare in forno per 2 ore. Fate la prima piegatura a fagotto (quattro lembi verso il centro), capovolgetelo e lasciate riposare ancora. Ogni 4/5 ore potete effettuare delle piegature.

Trascorse 24h cominciate a dividere l'impasto facendo delle pezzature secondo i tegami che vorrete utilizzare. Piegate e lasciate riposare per altre 24h (eventualmente piegando ogni 6/8h). Finite le fatidiche 24h, stendete piano l'impasto in ciascun tegame, allungandolo dolcemente con le mani e cercando di non comprimerlo. In questa operazione potete aiutarvi con della farina o della semola rimacinata per evitare che si appiccichi al tegame o al piano di lavoro o alle vostre mani. Lo spessore può variare secondo gusta da 2mm a 7mm. 

Farcite.

Cuocete in  forno statico a 220°C o in ventilato a 200°C per circa 13 minuti (secondo gusto e spessore, premurandovi che il fondo e l'inteno siano ben cotti).

Se vi dovesse avanzare...

Potete stenderlo e congelarlo per poi farcirlo in un secondo momento e magiare un'ottima pizza fatta in casa. 

Potete congelarlo in pagnotte. 

Potete lasciarlo in frigo per una notte e usarlo il giorno dopo.

Potete cuocerlo come pane... è davvero buonissimo.

Per la seconda ricetta fate un salto qui mercoledì?   :-)

Giorgia

Quei giorni perduti a rincorrere il vento
a chiederci un bacio e volerne altri cento
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai

e tu che con gli occhi di un altro colore
mi dici le stesse parole d'amore
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai
fra un mese fra un anno scordate le avrai
amore che vieni da me fuggirai

venuto dal sole o da spiagge gelate
perduto in novembre o col vento d'estate
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai
io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai
amore che vieni, amore che vai.

Fabrizio De Andrè

Non so perchè ma scrivendo questo post, ripercorrendo i giorni appena trascorsi, mi è venuta in mente.

 

Giorni particolari questi di allerta 2 a Genova. Ho sfruttato l'occasione per studiare un po', stare in compagnia di persone che amo, rilassarmi, vedere dei bei film, cucinare un semplice ghiso (spezzatino), sentire la pioggia picchettare sulle finestre, mangiare un paio di piadine ottime, riscoprire i piaceri della crema di nocciole, assillare i miei ospiti e vicini con esercizi di canto, muti, vocalizzi e ripetizioni della stessa frase o inciso musicale per un'inusitata quantità di volte, ascoltare un poco di musica, aiutare l'amore a fare un piccolo cambio d'arredamento in camera e camminare con lui per gli umidi, colorati vicoli genovesi.

Quei giorni perduti a rincorrere il vènto... - Patè in crosta

In attesa di un'infornata di pane e pizza... con metodi nuovi (che non sempre vanno a buon fine... sob!), oggi, vi propongo una piccola ricetta goduriosa, per questi giorni uggiosi, che vi costerà poco e vi sazierà molto. 

Da amante dei patè e delle terrine non potevo che provare a farne alcuni secondo i miei gusti: questo è uno di loro.  

Io lo servirei come antipasto (in piccole porzioni) o come secondo. 

il patè è buonissimo anche da solo, servito in terrina - con la gelatina - o da spalare su crostini vari - magari integrali - ho voluto fare il tentativo della crosta e devo dire che l'ho molto apprezzato. 

con queste dosi otterrete circa 10 tortini del diametro di 8 cm.

 

Paté in crosta

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Ingredienti

per il patè

 

Fegatini di coniglio

300 g

Cipolle

1 media

Carote

1 media

Scalogno

1

Sedano

1/2 gambo

Castagne

4 (arrostite o al miele)

Burro

15 g

Pepe nero

una bella spolverata 

Sale

q.b.

Marsala

per sfumare

Miele (d'Acacia)

1 cucc no.

Brodo caldo

300 ml ca.

 

 

per la crosta

 

Farina

300 g

Acqua ghiacciata

100 m

Burro

150 g

Miele (d'Acacia)

2 cucc.

Latte

un goccio

Cannella

un pizzico

Noce Moscata

una spolverata

Sale

un pizzico

Mele

1/2 renetta verde

ob_0c1661_img-4460 

Il procedimento è più difficile - e lungo - da spiegare che da fare.

Dopo aver lavato e mondato le verdure, tagliatele a piccoli cubetti. Fate poi un bel soffritto nel burro, ponendo prima la cipolla, lo scalogno, dunque le carote e per ultimo il sedano. Mentre il soffritto cuoce, pulite i fegatini e privateli dei filamneti duri, quindi tagliateli  in quattro. Dalla pentola togliete i 2/3 del soffritto e mettetelo da parte. Abbassate la fiamma e ponete i fegatini a cuocere. Aggiungete dopo poco le castagne e se necessario un poco di brodo. Il tutto deve rimanere abbastanza succoso. Verso fine cottura aggiungete mile e sale e sfumate con il marsala, alzando un poco la fiamma. Non fate evaporare tutti i succhi. Macinatevi sopra un poco di pepe nero e lasciate riposare tappato.

Lavorate ora la farina con il burro, l'acqua, il miele, il sale e le spezie. Create una brisée piuttosto morbida, se necessario aggiungete un poco di latte. la pasta non si deve incollare ma deve risultare molto facile da lavorare. Lasciate riposare in frigo per un quarto d'ora. 

Frullate i fegatini. Aggiungete alcune cucchiaiate di brodo perché non risulti troppo spesso - dovendo andare in forno tenderà ad asciugarsi, quindi vi consiglio di renderlo bello morbido (ma sempre compatto), un poco più solido di una mousse o spuma. Aggiungete poi il resto del soffritto e mescolate con un cucchiaio. 

Stendete la pasta, tenendo ben infarinati tavolo e matterello, più sottile possibile (1/1,5 mm). Grazie alla presenza del miele si riesce a stendere molto bene. 

Io ho fatto delle mono porzioni, tagliando la pasta e mettendola in appositi formini. Se preferite usare una grande teglia vi consiglio quella per il plumcake, in tal caso usate la pasta più spessa (2,5/4 mm).

Mettete la pasta nello stampino desiderato. Riempite i vostri stampini foderati di pasta con il ripieno preparato fino a 5 mm dal bordo alto, ponete ora qualche fettina, tagliata sottilissima, di mela. Richiudete. La pasta deve riuscire a richiudere il tortino almeno nei bordi. 

Cuocete in forno statico a 180°C per 15 min. Controllate a vista la pasta, quando si dora è pronta!

Servite appena sfornato o tiepido!

Buon appetito, 

Giorgia

In attesa di un'infornata di pane e pizza... con metodi nuovi (che non sempre vanno a buon fine... sob!), oggi, vi propongo una ricettina goduriosa, per questi giorni uggiosi, che vi costerà poco e vi sazierà molto. 

Da amante dei patè e delle terrine non potevo che provare a farne alcuni secondo i miei gusti: questo è uno di loro.  

 

Io lo servirei come antipasto (in piccole porzioni) o come secondo. 

il patè è buonissimo anche da solo, servito in terrina - con la gelatina - o da spalare su crostini vari - magari integrali - ho voluto fare il tentativo della crosta e devo dire che l'ho molto apprezzato. 

 

con queste dosi otterrete circa 10 tortini del diametro di 8 cm.

 

Patè in crosta

 

 

 

Ingredienti

per il patè

 

Fegatini di coniglio

300 g

Cipolle

1 media

Carote

1 media

Scalogno

1

Sedano

1/2 gambo

Castagne

4 (arrostite o al miele)

Burro

15 g

Pepe nero

una bella spolverata 

Sale

q.b.

Marsala

per sfumare

Miele (d'Acacia)

1 cucc no.

Brodo caldo

300 ml ca.

 

 

per la crosta

 

Farina

 

Acqua ghiacciata

 

Burro

 

Miele (d'Acacia)

2 cucc.

Latte

un goccio

Cannella

un pizzico

Noce Moscata

una spolverata

Sale

un pizzico

Mele

1/2 renetta verde

 

 

 

Il procedimento è più difficile - e lungo - da spiegare che da fare.

Dopo aver lavato e mondato le verdure, tagliatele a piccoli cubetti. Fate poi un bel soffritto nel burro, ponendo prima la cipolla, lo scalogno, dunque le carote e per ultimo il sedano. Mentre il soffritto cuoce, pulite i fegatini e privateli dei filamneti duri, quindi tagliateli  in quattro. Dalla pentola togliete i 2/3 del soffritto e mettetelo da parte. Abbassate la fiamma e ponete i fegatini a cuocere. Aggiungete dopo poco le castagne e se necessario un poco di brodo. Il tutto deve rimanere abbastanza succoso. Verso fine cottura aggiungete mile e sale e sfumate con il marsala, alzando un poco la fiamma. Non fate evaporare tutti i succhi. Macinatevi sopra un poco di pepe nero e lasciate riposare tappato.

 

Lavorate ora la farina con il burro, l'acqua, il miele, il sale e le spezie. Create una brisée piuttosto morbida, se necessario aggiungete un poco di latte. la pasta non si deve incollare ma deve risultare molto facile da lavorare. Lasciate riposare in frigo per un quarto d'ora. 

 

Frullate i fegatini. Aggiungete alcune cucchiaiate di brodo perché non risulti troppo spesso - dovendo andare in forno tenderà ad asciugarsi, quindi vi consiglio di renderlo bello morbido (ma sempre compatto), un poco più solido di una mousse o spuma. Aggiungete poi il resto del soffritto e mescolate con un cucchiaio. 

 

Stendete la pasta, tenendo ben infarinati tavolo e matterello, più sottile possibile (1/1,5 mm). Grazie alla presenza del miele si riesce a stendere molto bene. 

Io ho fatto delle mono porzioni, tagliando la pasta e mettendola in appositi formini. Se preferite usare una grande teglia vi consiglio quella per il plumcake, in tal caso usate la pasta più spessa (2,5/4 mm). 

 

Mettete la pasta nello stampino desiderato. Riempite i vostri stampini foderati di pasta con il ripieno preparato fino a 5 mm dal bordo alto, ponete ora qualche fettina, tagliata sottilissima, di mela. Richiudete. La pasta deve riuscire a richiudere il tortino almeno nei bordi. 

 

Cuocetein forno statico a 180°C per 15 min. Controllate a vista la pasta, quando si dora è pronta!

 

Servite appena sfornato o tiepido!

 

Buon appetito, 

Giorgia

 

 

 

 

 

 

LE FOTOGRAFIE IN MOSTRA A TORINO FINO ALL'11 GENNAIO 2015

 

Fotografie dal mondo delle donne fotografe del National Geographic per raccontare situazioni sociali e ambientali: società e condizioni femminili, come le spose bambine e la nuova schiavitù del XXI secolo, paesaggi onirici o testimoniare il trattamento della natura e la tutela dell’ambiente.
Le fotografe in mostra: LynseyAddario, Jodi Cobb, Kitra Cahana, Diane Cook, Carolyn Drake, Lynn Johnson, Beverly Joubert, Erika Larsen, Stephanie Sinclair, Maggie Steber, Amy Toensing.

Women Of Vision. Le Grandi Fotografe Di National Geographic e poi Boldini Parisien d’italieWomen Of Vision. Le Grandi Fotografe Di National Geographic e poi Boldini Parisien d’italieWomen Of Vision. Le Grandi Fotografe Di National Geographic e poi Boldini Parisien d’italieWomen Of Vision. Le Grandi Fotografe Di National Geographic e poi Boldini Parisien d’italieWomen Of Vision. Le Grandi Fotografe Di National Geographic e poi Boldini Parisien d’italieWomen Of Vision. Le Grandi Fotografe Di National Geographic e poi Boldini Parisien d’italieWomen Of Vision. Le Grandi Fotografe Di National Geographic e poi Boldini Parisien d’italieWomen Of Vision. Le Grandi Fotografe Di National Geographic e poi Boldini Parisien d’italie

Palazzo Madama avvia la partnership con National GeographicItalia: Women of Vision, 11 grandi fotografe per 99 fotografie.

Ci sono storie, a questo mondo, che possono raccontare solo le donne. Un po' perché ci sono società in cui è ancora radicata la separazione di genere. Un po' perche' solo gli occhi di una donna possono afferrare che cosa significhi essere sottoposti a forme tanto brutali di sopraffazione fisica e psicologica.

A Torino, a Palazzo Madama, Corte Medievale, in Piazza Castello 

Per informazioni  palazzomadama@fondazionetorinomusei.it e nel sito ufficiale del museo.

 

Boldini Parisien d’italie a Milano

Dal 24 ottobre 2014 al 18 gennaio 2015, GAMManzoni. Centro Studi per l’Arte Moderna e Contemporanea di Milano (via Manzoni 45) ospita una mostra dedicata a Giovanni Boldini (Ferrara 1842 – Parigi 1931) tra i maggiori esponenti della pittura italiana e internazionale, colui che seppe interpretare i sogni di un mondo in bilico fra Otto e Novecento.

Nato a Ferrara sotto la guida del padre e cresciuto artisticamente a Firenze tra l'Accademia ed il Caffè Michelangelo, ritrovo dei macchiaioli. Dal 1871, anno in cui si stabilì pressoché definitivamente a Parigi, Boldini divenne uno dei pittori più apprezzati dall'alta società parigina. L'opera del virtuoso maestro e i suoi numerosi ritratti di esponenti dei ceti sociali più in vista della Ville Lumière sono oggi configurazioni di un mondo, quello dell'alta borghesia, che si ammira nello specchio della Belle époqueDal sito ufficiale di Boldini 

Women Of Vision. Le Grandi Fotografe Di National Geographic e poi Boldini Parisien d’italieWomen Of Vision. Le Grandi Fotografe Di National Geographic e poi Boldini Parisien d’italieWomen Of Vision. Le Grandi Fotografe Di National Geographic e poi Boldini Parisien d’italieWomen Of Vision. Le Grandi Fotografe Di National Geographic e poi Boldini Parisien d’italieWomen Of Vision. Le Grandi Fotografe Di National Geographic e poi Boldini Parisien d’italieWomen Of Vision. Le Grandi Fotografe Di National Geographic e poi Boldini Parisien d’italieWomen Of Vision. Le Grandi Fotografe Di National Geographic e poi Boldini Parisien d’italie

Informazioni sulla splendida mostra le potrete trovare nel sito ufficiale della GAMManzoni

E dopo questa full immersion di pura bellezza tra foto di donne e ritratt di donne, auguro a tutti una buona giornata

Danela