Sweet Potatoes Pie- e Martha vs Benedetta

sweet potatoes pie- M. Stewart
 
 
Ultimo giro per lo Starbooks di ottobre, ma se mai ho acquisito un po' di "occhio", in quest'esperienza, scommetterei qualcosa sul fatto che il nostro saluto a Martha Stewart sia un arrivederci, invece che un addio: nel bottino di queste tre settimane di verifiche, infatti, contiamo ancora tanta curiosità, oltre al divertimento e alla soddisfazione per i risultati. Il che, a ben guardare, è ciò che si cerca in un manuale di cucina: affidabilità e ampia possibilità di utilizzo. E il Martha's American Food, sotto questo aspetto, si aggiudica il punteggio pieno. 
Come d'altronde gran parte dell'editoria anglosassone, mi verrebbe da aggiungere, a corollario di una riflessione che sto facendo da un po', grosso modo da quando ho smesso di acquistare libri italiani (salvo alcune eccezioni) per dirigermi esclusivamente verso il mercato straniero. E da quando, proprio parlando della Stewart, qualcuno di voi ha azzardato un paragone fra quest'ultima e la nostra Benedetta Parodi. Che con la Martha c'entra come i cavoli a merenda, sia chiaro: epperò, proprio queste distanze suggeriscono di andare oltre quello che si vede, per tentare un approccio alla questione che non sia il solito dare addosso a tizio- e magari anche a caio. 

 

Benedetta Parodi è conduttrice garbata, colta, autoironica, piacevole. Può non riuscire simpatica a tutti, come è ovvio, ma ha una dote che manca alla maggior parte delle conduttrici donna, vale a dire la capacità di prendersi in giro, al momento giusto. E già questo è un punto a suo favore. Ci aggiungo che non urla, non provoca, non è mai sopra le righe, lascia spazio agli ospiti e li valorizza tutti senza mai perdere il filo della conduzione- e vi assicuro che, per il livello medio della nostra televisione, questo è grasso che cola. 
il problema, semmai, è cosa c'èntrino con lei i suoi programmi: perchè tanto la Parodi è professionale nel suo lavoro, quanto i contenuti dei suoi appuntamenti televisivi sono la quintessenza del dilettantismo, nell'accezione deteriore del termine: l'esaltazione di una "non cucina", ottenuta per giunta attraverso scorciatoie al limite della scorrettezza, che ben si collocano nel più generale panorama dell'apparire italico, dove l'importante è millantare. Si millantano giovinezze che non ci sono, competenze che non ci sono, virtù che non esistono, che male ci sarà, a millantare anche di saper cucinare?
Nel programma della Stewart, per contro, questo è assolutamente bandito. Tutto ciò che viene proposto è all'insegna della credibilità: deve essere credibile la ricetta, devono essere credibli gli ingredienti, deve essere credibile la concezione stessa che ispira lo show: se di cucina si tratta, che cucina sia- e lo sia per davvero. 
Sono di corsa e non posso approfondire l'argomento come vorrei: ma credo che si sia capito dove voglia andare a parare. Non sulla bravura della Stewart, non sulla supposta non bravura della Parodi, ma sulle aspettative del pubblico. Perchè è questo quello che fa davvero la differenza ed è questo che noi troppo spesso dimentichiamo. 
 
 sweet potatoes pie- M. Stewart
 
Il pubblico statunitense, che pure non ha alle spalle una tradizione gastronomica così illustre come la nostra, non transige sulla soddisfazione delle sue aspettative: paga moltissimo, è vero, ma solo partendo da questo presupposto. E i programmi di cucina, anche quelli strutturati come veri e propri momenti di intrattenimento, devono comunque avere dei contenuti chiari e di sostanza: la pie di zucca con la frolla del supermercato e il ripieno della bustina lo so fare da solo, senza che ci sia bisogno che me lo dica tu- sembrano dire gli spettatori al di là dello schermo. 
Da noi, invece, è capitato il contrario. Ed è ovvio che gli autori del programma ci si siano buttati a pesce, a maggior ragione considerato che di tv commerciali si tratta. 
Tutto il nostro patrimonio, la nostra tradizione, i trucchi delle nostre nonne e ele ricette delle nostre mamme,i km zero, i proclami salutisti e gli eataly che nascono come funghi, puff, sono spariti di fronte alla promessa di una crostata perfetta, in 5 minuti. 
E lo stesso vale per la svolta dell'editoria italiana, che ha spinto sull'acceleratore dell'immagine, della grafica, della foto (cosa buona e giusta), tralasciando in molti casi  la parte dei testi (cosa sommamente no buona e no giusta): col risultato che la bella torta della foto, nella mia cucina si è ridotta ad un ammasso informe e impresentabile, anche se ho seguito tutto alla lettera. 
Riprendiamoci i contenuti, mi verrebbe da dire. Che è quello che facciamo noi, nel nostro piccolo, ogni mese, con questa iniziativa, sempre più seguita, sempre più attesa. E questo, forse, è già un bel passo avanti...
 
Di seguito, tutto qello che abbiamo provato per voi, in questa settmana:
 
La Apple Pie di Mary Pie: Zesty Crab Cakes
Andante con Gusto: Maple Bundt Cake
Ale Only Kitchen: Buffalo Chicken Wings
Vissi d'Arte e di Cucina: Pigs in a Blanquet
Le Chat Egoiste: Stuffed Mushrooms
Arricciaspiccia: Skillet Cornbread
e su Menuturistico la 
 
SWEET POTATOES PIE
 
sweet potatoes pie- M. Stewart
 
 
 
Impasto base per la pie (per due dischi)
 
360 g di farina
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di zucchero (circa 30 g)
250 g di burro freddo, tagliato a pezzetti
da 60 a 120 ml di acqua fredda
 
Mettere farina, sale e zucchero in un robot da cucina e iniziare ad amalgamarli, usando la funzione "pulse". Aggiungere il burro. Usare la funzione "pulse" fino a quando gli ingredienti si sono amalgamati per formare delle grosse briciole (circ 10 secondi). Spruzzare circa 60 ml di acqua sull'impasto e continuate sempre ad impastare nel robot, con questa funzione, fino a quando la pasta inizia ad essere compatta, senza essere bagnata o appiccicosa. Se fosse troppo asciutta, aggiungete un po' d'acqua, un cucchiaio alla volta, aggiungendo il successivo solo quando il precedente è stato assorbito. 
Dividere l'impasto in due dischi, avvolgeteli nella pellicola ed appiattiteli, dando loro la forma di un disco.
Teneteli in frigo, fino a quando diventano freddi- da un minimo di un'ora a tutta la notte. L'impasto può essere congelato e si conserva per un mese: quando decidete di utilizzarlo, è preferibile lasciarlo scongelare in frigo per una notte. 
 
Sin qui la Martha, ora arrivo io :-)
Dunque, questo è l'impasto base con cui negli USA si preparano le famose pies, una sorta di frolla all'acqua, con molto meno zucchero rispetto alle nostre. Tant'è che al tatto si ha una pasta croccante e friabile, e al gusto un sapore neutro, che è perfetto per accogliere i ripieni. 
La lavorazione è simile a quella della nostra frolla, nel senso che tutto ruota attorno alla temperatura del burro: non si deve scaldare, pena la non riuscita dell'impasto. Di solito, l'optimum è lavorare a mano, e con le mani fredde (basta bagnarle sotto il getto dell'acqua corrente, fredda ovviamente, e ricordarsi di asciugarle prima di iniziare a lavorare): ma se usate un robot da cucina, come la Stewart, dovete usare la funzione "pulse", quella cioè che fa lavorare il motore del robot ad intermittenza. Un po' come la funzione "spiga" del Bimby, per intenderci. 
Consiglio spassionatissimo: iniziate così, nel robot, lavorandolo con questa funzione. Appena si formano le bricioline, cioè poco dopo aver aggiunto i 60 ml d'acqua, trasferite l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato e proseguite a mano: vi ci vorranno due o tre minuti, al massimo- e in compenso avrete la pasta "sotto le mani": sentirete se è troppo umida o troppo asciutta ed eviterete di lavorarla troppo, col rischio di bruciare il burro e comprometterne il buon risultato.
 
sweet potatoes pie- M. Stewart
 
per il ripieno
2 patate dolci, bollite e pelate (circa 6-7 hg)
25 g di burro
150 g di zucchero di canna
2 cucchiai di sciroppo d'acero
1 cucchiaio di bourbon (facoltativo)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1/2 cucchiaino di cannella macinata
1/2 cucchiaino di sale
un pizzico di noce moscata grattugiata all'istante
250 ml di panna
2 uova, grandi, più un tuorlo
140 g di noci pecan, tostate e sminuzzate grossolanamente
1 cucchiaio di panna
 
panna montata, per servire
 
 
tortiera da 25 cm di diametro
1 disco di impasto base per pies
 
1. su un piano di lavoro leggermente infarinato, srotolate il disco di pasta e col mattarello appiattitelo fino a dargli la forma di un disco di circa 30 cm di diametro, allo spessore di mezzo cm circa. Eliminate la farina in eccesso. Stendete l'impasto in uno piatto da pie del diametro di 25 cm (io ho usato una tortiera per crostate, dal fondo estraibile, di 26 cm di diametro) in modo che fuoriesca dai bordi di circa un cm. Piegatelo intorno al bordo della tortiera, schiacciandolo per sigillarlo, e decorarlo con i rebbi di una forchetta. Coprire con pellicola trasparente e mettere in frigo da un minimo di mezz'ora al massmo di un giorno
 
2. Preriscaldare il forno a 190 gradi (grata al centro). Bucherellare con una forchetta il fondo dell'impasto, rivestirlo con carta da forno e riempirlo con fagioli secchi. Infornare e far cuocere fino a quando inizia a brunire, per circa 15 minuti. Eliminare la carta da forno e i fagioli e far cuocere per altri 8 minuti. Trasferire lo stampo su una gratella e lasciar raffreddare. 
 
3. Con un mixer elettrico, a bassa velocità, montare le patate e il burro fino a quando diventano morbidi. Aggiungere 110 g di zucchero di canna e proseguire con lo sciroppo d'acero, il bourbon (se lo usate), la vaniglia, la cannella, il sale e la noce moscata. Mescolare, fino ad amalgamare bene tutti gli ingredienti. Aggiungere la panna, un uovo intero e il tuorlo. Continuare a lavorare, con il mixer, fino ad avere un composto spumoso.
 
4. Cospargere la base della pie con il resto dello zucchero e disporvi le noci, tostate e sminuzzate grossolanamente. Versarvi sopra il ripieno di patate dolci. Sbattere leggermente l'uovo rimasto, aggiungervi la panna liquida, amalgmamare e con un pennello da cucina spennellare uniformemente i bordi della torta. Rimettere in forno e far cuocere dai 30 ai 40 minuti, fino a quando il ripeno sarà sodo. Far raffreddare su una gratella. Servire tiepido o a temperatura ambiente, decorato con un ciuffo di panna montata. 
 
Note mie
 
Si tratta di una preparazione tipica del Sud degli States, che è tradizione preparare per il Ringraziamento: quindi, aspettatevi sapori insoliti- e qui ci aggiungo un "finalmente", d'ufficio, visto che di cucina americana inchiodata ai soliti gusti non se ne può più. Per molti versi, ricorda la pumpkin pie, a cui si avvicina moltissimo anche nell'aspetto: ma, di nuovo, il riferimento è a sapori inusuali, dolciastri, speziati, così lontani dai nostri che possono non incontrare il favore di tutti. Da noi, per esempio, hanno proprio spaccato i pareri in due: mia figlia che pure è l'artefice di questa torta (tutta lei, la fece), non ne ha voluto assaggiare neanche un pezzetto; mio marito, in compenso, se la sarebbe mangiata tutta. E lo stesso è accaduto il giorno dopo in ufficio: non ne è avanzata neanche una briciola, ma ho il sospetto che le mandibole responsabili di tale razzìa siano quelle di due o tre colleghi- e non di tutti quanti. 
 
Ciò premesso, è un'ottima torta. Molto ben equilibrata nelle consistenze e nei sapori, morbida al punto da poter essere tranquillamente servita alla fine di un pasto (nasce per questo, in effetti), assolutamente nuova se anelate agli effetti speciali. Le patate dolci si trovano un po' dappertutto (da noi, anche al supermercato) e si cuociono esattamente come le altre: acqua fredda, portata poi a bollore. Tenetevi parchi col sale, ovviamente, trattandosi di un ripieno dolce: un cucchiaino basta e avanza.
 
 

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sara rossi 10/26/2012 16:15

Ciao! io sono una "novizia" nel mondo dei blog... Devo dire che fino a poco tempo fa rientravo a pieno in coloro che si ispiravano a Benedetta Parodi, perché avevo sempre poco tempo x cucinare, un marito "difficile" da accontentare, e le scorciatoie mi facevano utile (anche se devo dire che alla crostata con pasta frolla confezionata e farcitura di budino pronto non mi sono mai abbassata).
Da quando mi hanno riscontrato un'intolleranza al glutine però, volente o nolente, sono stata costretta ad abbandonare le vie facili, e a convertirmi alla cucina un po' "meno veloce", ma sicuramente più buona e sana. Sono così diventata lettrice assidua di voi foodblogger. Prima di quelle s-glutinose, poi via via anche delle altre. I primi esperimenti (a parte una torta di rose dalla consistenza marmorea :P ) sono venuti davvero bene, e mi sto facendo prendere dal sacro fuoco della passione! Sto saccheggiando il sito di Martha Stuart di ricette, sfogliando selvaggiamente i libri di Nigella in libreria, e il nuovo libro di Benedetta (che pur mi è stato regalato) è sulla libreria a prender polvere....
Con questo non rinnego la Parodi: alcune ricette non sono male (anche se nella nuova stagione de "I menù di B." non ho ancora visto un piatto che vorrei rifare), ma certo, con un po' più di tempo e senza prodotti già pronti, le cose vengono meglio. E vuoi mettere la soddisfazione??

emmetì 10/26/2012 12:47

la Nigella, a me sinceramente simpaticissima, credo brilli soprattutto per la leggerezza con cui affronta la vita, i figli, la sua cucina, la ciccia sui fianchi già per natura opulenti e le incursioni notturne nel frigo. e poco mi importa delle sue origini benestanti, del suo stupendo primo matrimonio e relativi figli, del suo secondo - altrettanto ricco - marito : in casa nostra, ormai è "La Naigellona", che piace pure all'ing di famiglia. Nobbuono per la Parodina : "tanto carina, poereta", direbbe la mia tata veneta. Ma quanto a lasciare i segno..be' risparmiatemela, grazie.

Anonymous 10/25/2012 14:42

Pienamente d'accordo con te, è da mesi che acquisto solo riviste di cucina straniere: saveur, feel good food, donna hay ecc... (che peccato però). E' giunto da poco sulle mie mensole plenty di y. ottolenghi, ora devo fare spazio per Martha!
guardo la parodi, interagisco con lei e ti assicuro che la "mando a ......" ogni 2 minuti e non la trovo nemmeno una brava conduttrice, direi che è volgare, cafona e presuntuosa
giò

Alessandra Gennaro 10/25/2012 10:26

passo di sicuro, appena ho un attmo di tempo. il gruppo di chi sperimenta è chiuso, mala partecipazione allo Starbooks può avvenire in molti modi: per esempio, mandandoci le ricette che avete preparato e che provengono da libri di cucina. Oppure, potete anche provare queste ricette qui e poi dirci che cosa ne pensate :-)
Grazie per la visita, ciao1

Alessandra Gennaro 10/25/2012 10:24

ormai, ti ha inventato un'idioma tutto tuo,,, il "larobiano" :-) mica da tutti, scusa..:-)

Alessandra Gennaro 10/25/2012 10:23

grazie, Monica! ti aspettiamo !

Alessandra Gennaro 10/25/2012 10:23

e io son troppo dalla parte tua :-)
volevo solo fartelo sapere :-), caso mai ci fosse ancora qualche dubbio, sai com'è :-)

Alessandra Gennaro 10/25/2012 10:22

è quello che dico io. Ed è quello che mi infastidisce. Un po' come quelli che fanno il ragù col bimby e poi si aspettano i complimenti. ecchecaspita, mi vien da dire, hai pesato gli ingredienti, hai schiacciato un po' di tasti- e quello è saper fare un ragù?solo che in quel caso, il boccale lo sporchi :-)

Anna--USA 10/25/2012 04:35

Ale...nonho ricevuto nulla. Ma le mail che mi hai mandato rimbalzano indietro? Non ho trovato nulla nemmeno nello spam.

Angela 10/24/2012 23:03

Ciao complimenti per l' iniziativa!NE HO PRESO VISIONE SUL BLOG DI ARRICCIASPICCIA
E SONO VENUTA A VEDERE COSA NE PENSAVATE VOI! MA CONTINA ANCHE IL MESE PROX E PUò, E SE SI POSSONO PARTECIPARE TUTTI......iL MIO BLOG HA ANCORA POCHI GIORNI E MI FAREBBE TANTO PIACERE SE VENISSI A FARE UNA CAPATINA DALLE MIE PARTI! CIAO ANGELA!

laroby 10/24/2012 22:10

Adoro il colore di questa torta, adoro le patate dolci da sempre, adoro te e adoro la martha....della Parodi parleremo un' altra volta anche se non mi sento di criticar la più di tanto...la trovo una persona simpatica, ne ha saputo sfruttare le opportunità che le sono state regallate ...che dire ? Beata lei... Tu sempre mito...è non aggiungo altro se non che avevo già messo post - it nel libro per questa ricetta ...:) ma che te lo dico a fare ???? :) ( le parole sballate sono colpa sempre di lui...l oggetto verso il quale ho un rapporto di amore e odio...)

laroby 10/24/2012 22:05

Mi piace :)

Monica Chiocca 10/24/2012 22:02

Ciao!!! è da solo un mese che ho creato il blog e vedevo spesso questa parola "starbooks" ...all'inizio non riuscivo a capire cosa significasse! alla fine sono arrivata qui e adesso mi è tutto chiaro!
complimenti per il blog perchè è davvero ricco di un sacco di ricette per ogni gusto!!
Mi unisco volentieri ai tuoi lettori!
a presto!!!

roberta 10/24/2012 22:01

Io son troppo di parte, dalla parte della Stewart e della buona cucina statunitense, e quindi, no comment. Volevo solo farti sapere che ho letto.

Serena | SereInCucina 10/24/2012 21:15

ti credo. davvero. vedere tanto ben di Dio che non viene sfruttato come si deve fa piangere il cuore. E prima ancora che per i libri, per la nostra educazione. Perchè il cibo è una cosa fondamentale. Suvvia! Per quanto fuori di casa si possa stare (e come sai io sono una maestra in questo, purtroppo) possibile che ci si debba fare vincere dalla stanchezza e non si possa concretizzare qualcosa? Possibile che noi per primi diamo adito di esistere ad una "non-cultura"? perchè se i libri di cucina di oggi sono quelli che sono, è perchè al primo posto salgono dei libri che potrebbero anche non essere considerati libri. con tutto il rispetto. è che evidentemente a noi italiani va bene così. E se uno prova a scostarsi dal coro, parla per invidia (e di cosa poi? di mangiare prodotti industriali? crusca di cavalli? o antibiotici nelle marmellate? e mi blocco perchè potrei andare avanti per ore). un bacino ale, e buona serata! sere

perladarsella 10/24/2012 21:05

Non c'è nulla di male a non aver passione per la cucina, anche se a mio parere chi non sa godere col gusto ha dei problemi anche con gli altri sensi (la Allende in Afrodita lo spiega molto bene).
Siccome però bisogna sopravvivere allora uno volente o nolente impara a farsi la pasta a burro (aglio e olio la domenica), l'ovino affrittellato e la braciolina all'olio. E va anche bene così, io questi non li condanno, li compatisco e basta.
Quelli a cui taglierei le mani son quelli che si comprano gli impasti in busta della Buitoni e poi son tutti contenti perché "mi son fatto il ciambellone da me, sentissi buono".
Ma allora se deve essere roba industriale compratelo già fatto, così almeno non sporchi nemmeno lo stampo!

Alessandra Gennaro 10/24/2012 20:13

Francesca, TU sì. Perchè ci sono dei dolci da urlo, guarda... e sarei proprio curiosa di vedere cosa ne uscirebbe, con le mani d'oro che ti ritrovi!

Alessandra Gennaro 10/24/2012 20:12

quello nuovo è arrivato oggi. Te lo porto a Torino, così te lo vedi- e vai in acido ancora di più :-)))

Alessandra Gennaro 10/24/2012 20:11

ma sei fortunatissima, ad avere un amico così! io li ho trovati solo su internet- e per anni mi sono accontentata di coltivare questa passione da sola, oppure con mia mamma. Poi è arrivato Giulio e da lì c'è stato tutto un mettere in comune conoscenze, spunti, riflessioni. a me non sembrava vero di avere un amico con cui condividere l'amore per la cucina... è andata che me lo son pure sposato, per inciso- e ora ce l'ho sempre fra i piedi che rompe :-)
Salutami il tuo amico e fagli tanti complimenti da parte mia!
ciao!

Alessandra Gennaro 10/24/2012 20:05

mi viene da piangere :-(
in primis, perchè il commento di ann è arrivato mutilo- per non parlare delle vagonate di mail che le mando e che non arrivano, sob.
ma ora avevo scritto una lenzuolata di commento ed è saltata la connessione.
Per ora, sintetizzo e mi associo alla dichiarazione di amore di Mapi- e poi torno :-)

Alessandra Gennaro 10/24/2012 19:41

La nonna della tua amica la voglio vedere io!!!
qui sotto, Ann, che è italo americana, ha focalizzato il bakground della sacralità del cliente: temo che il commento non sia leggibile per intero e me ne dispiaccio, ma il discrimine è proprio quello: noi esaltiamo chi fa il furbetto, loro puniscono severamente chi mente. Ti ricordi il caso Clinton- o meglio: le difficoltà che avevamo avuto noi Italiani nel comprendere i motivi per cui il Presidente degli USA era finito nel mirino dei suoi elettori e di tutto il Paese? Per noi, era una scappatella, un particolare "godereccio" su cui ironizzare, e nulla di più. Per loro, era un tradimento della fiducia, perchè in un primo tempo Clinton aveva negato tutto: ergo, aveva mentito.
Questo è il lato che più apprezzo ed ammiro della mentalità corrente americana: a volte può essere percepito come ingenuità, un po' troppo forzata, ma in realtà è proprio un modo di porsi diffuso praticamente ovunque. e per me, che odio il sottobosco e che sono una a cui le cose si leggono in faccia, ancor prima che riesca ad elaborarle sotto forma di pensiero :-) e che qui mi sento un pesce fuor d'acqua- è un approccio meraviglioso, credimi :-)
Grazie grazie grazie come sempre per i tuoi interventi :-)

Acquolina 10/24/2012 19:21

non so da che parte potrei stare per il gusto della torta ma per il libro in generale mi hai convinto, magari lo metto in lista per Natale :-D

mari ►☼◄ lasagnapazza 10/24/2012 19:02

Grazie! In effetti non sono molto pratica con le loro misure, ma penso che pur di fare subito uno di quei piatti mi impratichirò immediatamente ;)

Lara Bianchini 10/24/2012 18:46

è vero, Nigella entra in casa e molla la zeppa tigrata o lo stivale e si mette la ciabatta, un mito!!!! Sulla parodi vedo è già stato detto tutto, l'unica cosa che posso aggiungere è che durante le due puntate che ho visto io inquadravano il cuoco dietro...

๓คקเ 10/24/2012 18:32

Tranquilla Ale, tra i mariti urlanti il mio di sicuro non figurerà!!!! ;-)

๓คקเ 10/24/2012 18:31

...Which is why I love the States so much!!!! :-D

ema.arricciaspiccia 10/24/2012 18:15

Mi piace tantissimo questa Torta Ale!!! Ormai scoprire questi nuovi sapori americani mi piace troppo! Grazie grazie davvero! Senza te (l'ideatrice di questa meravigliosa iniziativa) e le altre fantastiche Starbookers avrei continuato ad ignorare un sacco di cose delle altre cucine e la cultura in cucina, come nella vita, è quella che ti fa crescere, guardare oltre e che ti permette di creare le basi per superarti. Questa avventura mi piace ogni giorno di più! Sono già in acido perché i miei libri non sono ancora arrivati...teoricamente sono in viaggio...ma io li voglio oraaaaaaaaa!!! Ti abbraccio forte Ale! Grazie di tutto <3

Alessandra Gennaro 10/24/2012 17:54

aiuto lo dico io, che mi prefiguro inseguita da orde di mariti urlanti :-)))
ma come si fa a resistere, me lo spieghi?? :-)

Alessandra Gennaro 10/24/2012 17:53

se hai voglia di assaggiare le patate dolci, il migliot modo per prepararle è con questa ricetta. Io le faccio anche come contorno, bollite e poi al forno, con burro e cannella, ma così non c'è storia!

Alessandra Gennaro 10/24/2012 17:52

magari no ;-)