Edwardian Tikka Masala Chicken per lo Starbooks di Gennaio

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Il primo post che ho scritto su Menuturistico iniziava così: "Io ho un segreto, che mi porto dentro da oltre vent'anni". 

 

E proseguiva: "Deve trattarsi di qualcosa di assolutamente raccapricciante, viste le reazioni di sdegno- anzi, che dico: di puro orrore- che ho suscitato, negli astanti, ogni volta che mi sono azzardata a preparare il terreno, con estrema cautela, per vedere se mai potevo confidarmi con qualcuno. e così, per non creare turbative inutili, ho tenuto per me questa cosa, coltivandola negli anni con un affetto speciale- quello che, di solito, si riserva a chi, a torto o a ragione, è considerato qualche piano al di sotto della nostra granitica eccellenza"

 

 

 
Non c'è voluto molto tempo, però, perchè i buoni propositi di cui sopra finissero nel dimenticatoio e cominciassi a declamare i fasti della mia adorata cucina inglese: già la ricetta d'esordio era rigorosamente targata UK e, in seguito, fu tutto un mitragliamento di carrot cake, shortbread, scones, sally lun bunse tutti i piatti che avevano contribuito a far nascere in me quella convinzione e a farle mettere radici, negli anni. 
 
 
All'epoca, ero la sola- e basta dare un'occhiata ai commenti che ricevevo per fugare ogni dubbio. Oggi, invece, il web è tutto un pullulare di ricette anglosassoni, molte delle quali rigorosamente britanniche, tutte accolte da grida di entusiasmo, sospese fra il "chi lo avrebbe mai detto" e "io l'ho sempre sostenuto". Non so se ho parte di merito, in questo felice cambiamento di rotta: ma se così fosse, sarei la donna più orgogliosa dell'universo mondo: perchè non c'è soddisfazione più grande che veder arrivare nel tuo caruggio chi fino ad allora lo aveva misconosciuto o disprezzato. E se per il tuo caruggio nutri un affetto speciale, che ti deriva dall'infanzia e da questa mamma strana che mi è toccata fortunatamente in sorte, allora la soddisfazione è piena. 
 
E si rinnova pure, a dirla tutta: basta intercettare qualche giudizio positivo in merito, ed ecco che mi illumino d'immenso, quasi che i complimenti allo sheppard pie fossero rivolti a me personalmente e non ad un pur ottimo stufato di agnello. Per cui, non vi sto a dire come mi sono illuminata in queste vacanze, a mano a mano che registravo l'entusiasmo delle Starbookers, alla prova con un libro scelto da me, che sulla carta rappresentava un rischio grosso, esattamente come capita a quelle pubblicazioni che puzzano di operazione commerciale lontano un miglio. 
 
Sto parlando, ovviamente, di The Unofficial Downton Abbey Cookbookvale a dire la raccolta delle ricette di tutti i piatti che si presume fossero serviti nell'inghilterra edoardiana che fa da sfondo alla serie televisiva che ha ormai conquistato mezzo mondo e che ha dato il via ad una caccia parallela, da parte degli editori di mezzo mondo, agli indizi più insospettabili e più risibili che possano giustificare il benché minimo legame con il conte di Grantham e la sua famiglia, quel tanto che basta dapoter schiaffare Higcleare Castle in copertina e assicurarsi un picco di vendite altrimenti insperato. 
 
Questo era il dubbio della vigilia: che si trattasse dell'ennesimo bidone. E ora, mi piacerebbe potervi far vedere le nostre facce del giorno dopo, ilari, distese, felici- e magari anche un po' ingrassate, una volta che il libro ha passato il vaglio delle prime prove. 
 
La prima, anzitutto, è stata quella della lettura: non so se ve ne siete accorti, ma qui allo Starbooks i libri si leggono. Anzi: la leggibilità è uno dei parametri preliminari, che magari non inficia il giudizio tecnico, ma contribuisce di molto al responso finale. E The Unofficial... è un libro che si legge- e si legge con grande piacere. Perchè, ancor prima che essere una raccolta di ricette, è un libro di storia della cucina. La sua autrice, infatti, non proviene da una formazione pratica, ma letteraria ed è questo il taglio che ha dato alla sua seconda opera, nata dopo i fasti della precedente, The Unofficial Hunger Games Cookbook, che sin dal titolo presenta numerose analogie con l'ultima fatica. Centrale, come dicevo, è la ricostruzione storica: dell'ambiente edoardiano e, principalmente, degli usi e dei costumi della vita domestica di quei tempi, soggetta ad una serie di cambiamenti o di assestamenti che trovarono nella cucina e nella sala da pranzo scenari di profondo interesse: sono questi gli anni del consolidamento del servizio alla russa, del trionfo dell' afternoon tea, della consuetudine con ingredienti e piatti tipici delle grandi colonie britanniche, del cibo che continua a scandire la divisione delle classi, che qui si semplifica in un "Upstairs- Downstairs" la cui efficacia quasi visiva è più eloquente di mille trattati. 
Emily Ansara Baines ripercorre tutte queste tappe, in un'opera che trasuda serietà, senza per questo smettere di essere deliziosa: l'organizzazione del materiale segue quell'Upstairs- Downstairs che ai tempi era una regola universale e si suddivide poi in tanti paragrafi, destinati ora alle singole portate, ora ai singoli pasti della giornata. Ogni ricetta è accompagnata da una breve nota introduttiva e corredata, alla fine, da note gustose sull'etichetta in voga a quei tempi o su qualche trucco per garantirsi una migliore riuscita delle ricette. Che, naturalmente, ci sono riuscite al primo colpo, a conferma di come uno studio serio e approfondito abbia sempre la meglio su qualsiasi altra scorciatoia o qualsiasi altro escamotage. 
Quanto meno, per noi Starbookers...
 
Eccovi la carrellata delle nostre prime proposte
 
Patty- Andante con gusto : Grief Apple Tarte
Stefania- Araba Felice: Creamy Russet Leek Soup
Ale- AleOnlyKitchen: Soupe à l'Oignon
Mapi- La Apple Pie di Mary Pie: Grilled Duck Breasts with Blackberry Sauce
Cristina- Vissi di cucina: Classic Vanilla Rice Pudding
 
 e qui da noi
 
EDWARDIAN TIKKA MASALA CHICKEN 

 


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Anche se il piatto è di chiarissima ispirazione coloniale , non è opportuno mettere la mano sul fuoco sull'origine indiana di questo pollo: in Gran Bretagna, lo hanno definito nientemeno che "The Britain's true national dish", il vero piatto nazionale britannico e c'è chi sostiene che la sua terra natìa sia addirittura la Scozia e precisamente un'osteria di Glasgow, dove esso vide la nascita, poco più di due secoli fa. D'altro canto, la presenza della panna nel condimento la dice lunga, più di mille elucubrazioni: tuttavia, il mix di spezie e la marinatura nell'acido dello yogurt stemperano moltissimo la parte grassa del condimento, di per sè indebolita dalla lunga cottura. Ne esce un secondo gustosissimo, profumato, molto più leggero di quanto possa sembrare ed estremamente facile da preparare. L'unica difficoltà è il reperimento delle spezie, perchè ci vorrebbero tutte, specie il garam masala: oggi si trovano piuttosto facilmente ma, qualora non le aveste a portata di mano, sintonizzatevi sulle note pungenti e piccanti e non vi allontanerete troppo dall'originale.

 


1 cup di yogurt (245 g) intero
2 cucchiai di succo di limone
2 cucchiaini di cumino in polvere
1 cucchiaino di cannella
2 cucchiaini di pepe di Cayenna, in polvere
2 cucchiaini di pepe nero, in polvere
1 cucchiaino di peperoncino, in polvere
1 cucchiaio di zenzero fresco, macinato
1/2 cucchiaino di sale

3 cosce di pollo senza ossa e senza pelle, tagliate in pezzi di media grandezza
4 lunghi spiedi (o 4 stuzzicadenti lunghi)

per la salsa

1 cucchiaio (15 g)  di burro
1 spicchio d'aglio, tritato
1 peperoncino, tritato
1 cucchiaino di coriandolo fresco, tritato
1 cucchiaino di cumino in polvere
1 cucchiaino di paprika
1 cucchiaino di garam masala
1/2 cucchiaino di sale
8 once (circa 220 g) di salsa di pomodoro
1 cup (245 g)  di panna
1/4 cup (5 g) di cilantro tritato


Preparazione

 

 

 

 

1. In una capiente casseruola di alluminio, mescolare lo yogurt, il succo di limone, il cumino, l cannella, i due pepi, il peperoncino, lo zenzero e il sale. Aggiungere il pollo, coprire e lasciar marinare in frigo per almeno un'ora. Più a lungo lo si lascia, migliore sarà il sapore.

 

 

 
2. Preriscaldare il grill al massimo. Ungere leggermente la griglia. Scolare il pollo dalla marinatura, scartandola. Far grigliare circa 5 minuti per parte, infilzato sugli spiedi. 
 
3. Preparare la salsa. 
Far sciogliere il burro in una grande padella. Farvi saltare l'aglio e il peperoncino per 1-2 minuti. Insaporire con tutte le altre spezie e lasciar sobbollire per 3-5 minuti. Aggiungere la salsa di pomodoro e la panna e far cuocere  fuoco lento per 25-30 minuti, fino a che si addensa. 
 
4. Togliere il pollo dagli spiedi, aggiungerlo alla salsa e far sobbollire per altri 5-7 minuti, con l'avvertenza che sia sempre ben coperto da quest'ultima. Togliere dalla padella, cospargere di cilantro e servir, accompagnato da riso basmati e pane naan.

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ristoranti indiano 08/04/2013 18:42

Va bene. Che una buona ricetta di takka masala. Grazie miam miam

cecilia 02/28/2013 13:19

Ho provato a fare il tuo EDWARDIAN TIKKA MASALA CHICKEN un vero successo!! Strepitoso! Consiglio a tutti di farlo.
Grazie per l'ottima spiegazione e traduzione della ricetta
cecilia

๓คקเ 01/20/2013 20:05

E quindi preparerò questo piatto!!! :-D

ema.arricciaspiccia 01/20/2013 10:20

Ok! Ce l'ho fatta a passare finalmente :)!
Eccertochesi che siamo venute nel tuo caruggio Super Ale! Questo libro è una bomba e mi ha aperto rizzanti sulla cucina inglese che mai avrei pensato possibili! Ho sempre adorato gli inglesi e ora amo anche la loro cucina!
E ora passo a commentare l'incipit: ma ormai è un dato di fatto che tu sia avanti e di brutto anche, questa è solo l'ennesima riprova!
Spaziale questo pollo superspeziato! Lo adoro! E già te lo dissi ;)!
Un bacione Ale!!!

Anonymous 01/18/2013 10:55

Ma quanto bello è stato il tuffo nella "preistoria" con la lettura della inaugurazione del blog.... ! commovente ! (grazie di esistere e scusa la scarsa originalità)
Maria Chiara

Anonymous 01/17/2013 16:09

libro interessantissimo e serio a quanto pare! bello leggervi, come sempre
ciao
crisg (non riesco ad accedere al mio account....)

Francy BurroeZucchero 01/17/2013 13:56

Non conosco molto della cucina inglese, pur essendoci andata diverse volte. Ma l'altro giorno guardando l'ennesima puntata di Jamie's Great Britain ( quella dove Oliver va in giro per la sua amata Inghilterra per scoprire e riscoprire ciò che rende grande questa cucina) ho pensato che sì.. proprio ho una bella lacuna e che la cucina inglese merita proprio una chance.
provvederò!
baci
Francy

Alessandra Gennaro 01/17/2013 07:19

yes, you can :-)

sul resto, non posso che essere d'accordo. La cucina britannica ha conosciuto una involuzione a partire dal secolo scorso, giusto a causa dell'introduzione di tutti i precotti del mondo, con gli effetti devastaanti che son sotto gli occhi di tutti. Io per prima ricordo l'orrore della tomato soup in busta (neanche in lattina!!!) e mia figlia, che pure è nipote della nonna e figlia mia, è tornata quest'estate dal Devonshire raccontandomi di una serie di schifezze fino ad allora mai conosciute, fra cui "una roba che usano al posto del burro e che si chiama margarina :-)

Ora, però, stanno recuperando. Jamie Oliver, che è il più famoso (ma io ci aggiungerei anche Nigel Slater, Linda Collister e Mary Berry) stanno facendo da anni un'opera di recupero della tradizione e del cibo cucinato. E' probabile che si tratti di un ritorno obbligato: l'obesità infantile sta toccando picchi allarmanti anche lì ed è inutile che ce la raccontiamo: una torta intera, fatta in casa, non avrà mai gli effetti di due merendine (non fosse altro perchè dopo due fette di torta sei sazio e dopo due merendine sei dipendente).

Non solo: recuperano in modo intelligente, aprendosi alle altre tradizioni. Fino alla I guerra mondiale, l'aristocrazia guardava solo alla cucina francese. E' dai temppi di Carlo II, tornato in patria dopo la forzata permanenza in Francia, che la Corte si era aperta a queste delizie, facendole ben resto diventare un accessorio inconfondibile di uno status sociale. Ma a parte questo, il popolo britannico è sempre staato impermeabile ad altre influenze. Oggi, invece, guardano alla cucina italiana con grandissimo interesse- e, vivaddio, non agli spaghetti di grano tenero, lunghi un metro (mi è toccato cucinare anche quelli), ma alle materie prime: olio d'oliva, vino, parmigiano e così via.

Quello che mi fa rabbia è vedere che noi Italiani ci siamo incamminati nella direzione contraria. anzichè valorizzare il nostro patrimonio, lo stiamo disprezzando, in virtù di un'ignoranza crassa e di un'importanza dell'apparirre di fronte alla quale tutto soccombe. Il precotto, in cucina, è come il botulino che stira lerughe. Non importa se non sei giovane, no? l'essenziale è sembrarlo. E in cucina, uguale: non importa se non sai cucinare: l'essenziale è farlo credere. Il risultato è lo stesso: plastica, col retrogusto amaro di un'occasione perduta.

Mi fermo qui, ma andrei avanti per ore :-)

Alessandra Gennaro 01/17/2013 07:05

avevo fatto outing, da subito... che intanto lo sapevo, che non avrei resistito!!!
E vai di garam masala che, come dicevo prima, ci vuole proprio!

Alessandra Gennaro 01/17/2013 07:04

temo di sì. Ma forse, anche per altri motivi :-D

Alessandra Gennaro 01/17/2013 07:04

mi ricordo!!! è da lì che è nato tutto!! :-)

Alessandra Gennaro 01/17/2013 07:03

Edoardo era talmente diverso da sua madre che bastò la sua incoronazione per decretare l'inizio di una nuova epoca e far finire quella precedente. E anche se morì nel 1910, la sua influenza sui costumi e sulle arti rimase, tanto che si parla di età edoardiana sicuramente fino all'affondamento del Titanic (1912) e per gran parte degli storici anche fino all'inizio della I guerra mondiale. C'è anche chi prolunga, fino al 1918, anche se fra mille perplessità: quello che è certo è che le condizioni di vita successive al conflitto erano così mutate che lo stile in voga ai tempi dell'ex sovrano sembrò, ancor prima che superato, decisamente irrispettoso. Nella serie tv, lo percepici bene, il cambiamento: tutti quei riferimenti al "dopo la guerra, niente è più come prima" non son solo tristi frasi fatte, ma proprio il riflesso di una mutata prospettiva, che in Inghilterra si avvertì sensibilmente, forse lì più che altrove.

Credo che il titolo della ricetta si riferisca all'età in cui essa prese campo- e non al re. la storia di questo piatto è estremamente controversa: c'è chi o fa risalire alla Persia di 5000 anni fa, chi all'estro di un cuoco indiano degli anni Sessanta, che corresse con 'aggiunta di panna nella salsa un piatto di pollo ritenuto troppo speziato da un cliente dal palato fine. Altri parlano ancora di Glasgow (e sarà un caso, che il Tikka masala sia una delle ricette preferite di Gordon Ramsay??): insomma: confusione più totale. Quello che è certo è che in Gran Bretagna è un piatto amatissimo: visto che il libro è una rassegna delle principali ricette dell'Inghilterra di quegli anni, non poteva mancare!

Araba Felice 01/17/2013 06:23

Beh, potrebbe essere pure un certo livello...di anestesia :-)

La Gaia Celiaca 01/17/2013 02:26

avevo giurato che sarei andata a letto, ma non ho resistito... almeno il tuo me lo volevo leggere ;-)
con la cucina british ho un rapporto ambivalente. mi piacciono molto dolci di ogni tipo (ho un libretto di dolci dei castelli e residenze del national trust che non mi tradisce mai, ad esempio) ma su alcuni piatti passo la mano. trovo splendide le incursioni coloniali, con tutte le contaminazioni che ne derivano, sulle quali non sono per niente purista, ma, almeno per la mia esperienza inglese, mi pare che la cucina di ogni giorno spesso non sia di grande qualità, soprattutto perché intossicata da tutto quel già-pronto, già-fatto, pre-cotto, pre-preparato che ormai sta prendendo piede anche da noi. insomma, il problema non è la cucina inglese, ma la sua fast-foodizzazione (se mi passi il termine orribile). non dico americanizzazione perché in realtà anche la cucina americana (martha docet) può essere ottima, ma i macaroni&cheese in busta saranno sempre una schifezza.

sul cilantro siamo in sintonia. i semi di coriandolo mi piacciono, il coriandolo in foglie, che peraltro ho pure coltivato sul mio balcone, perché mi ero rotta di trovarlo sempre nelle ricette e mai al mercato, molto meno.

questi spiedini mi fanno voglia. io il garam masala me lo sono fatta a mano tritando le spezie con un trita-spezie. è stato una gran palla, però adesso ce l'ho, anche se andrebbe fatto ogni volta fresco perché a star lì polverizzato perde parecchio aroma, col tempo.

insomma, cilantro ce l'ho, garam masala pure. il pollo è in freezer.
ma un polletto indian-british non me lo toglie nessuno.
anche perché non avendo partecipato a questo giro posso rifare felicemente tutte le vostre, vero?

MarinaM 01/17/2013 01:01

carissima,
arrivo a commnentare per ultima perché mi sono imbarcata in una cosetta un po' lunga che mi porta via tanto tempo, sob.
alluuura. su Downton Abbey non dico più nulla, è la mia serie preferita degli ultimi 50 anni. :-) e questo libri mi fa venire una voglia tremendissima di averlo, maledetta!!!!!!
MA... a rigor di storia visto che la storia comincia nel 1912 non sarebbe proprio cucina edoardiana essendo Edward VII morto nel 1910. me evidentemente per estensione visto che siamo ancora vicini. poi guarda caso ieri sera leggevo una corposa bio proprio di Edward VII e lì dice che lui amava moltissimo solo la carne di agnello, il resto si bo', bah, ok, ma l'agnello era la sua carne preferita.
comunque la scelta di questo starbook è fantastica, adesso vi leggo tutte se non schiatto sulla tastiera. smack
ps anche io adoro la cucina inglese...

cristina b. 01/16/2013 22:56

non ci posso credere... il tuo primo post, non l'avevo mai letto! lo sai che mi hai fatto un bellissimo regalo? :)))
il garam masala ce l'ho, me l'ha regalato un'amica indiana e mi sa che questo sarà il suo primo utilizzo!
un abbraccio, fantastica donna
xoxoxox

fantasie 01/16/2013 22:55

Be', so che non ti farà piacere, ma in tera sicula, quando io proclamo il mio amore per la cucina inglese, viene accolto con un grido di orrore e sgomento, oltre che come un outing da non confessare assolutamente... Cioè siamo più abituati a dire e ad accettare "sono gay" che dichiarazioni d'amore verso la cucina anglosassone!
Detto questo, qui ce lo possiamo dire e come vedo, anche accettato alla grande... non è che facciamo parte di un gruppo segreto di autoaiuto?

Patty 01/16/2013 21:31

Scusa Anna se te lo dico qui, ma tu sei mitica...Pensavo che queste riunioni Star Trek fossero dei miti metropolitani invece posso dire di conoscere qualcuno che ci va! Fantastica....sei un mito di donna!

laroby 01/16/2013 21:06

anch'io adoro la cucina inglese scoperta grazie ad un'amica (english of course!) anni fa...e mi ricordo di aver condiviso proprio con te ,anni fa, questa predilizione in un commento...mai e poi mai avrei pensato che anni dopo avrei fatto parte dello starbooks ma non solo! le tua ricetta mi piace così come la tua "introduzione" al libro che, è una vera chicca...complimenti come sempre cara ale!!!

Anna--USA 01/16/2013 20:20

per le piccole quando erano proprio piccole gli abiti alla marinara, per esempio, sailor dress. per me, come si dice in italiano gown with overdress in italiano come si traduce, abito lungo, con quella vestaglia (?) di tessuto piu' leggero sopra, cioe' un abito da sera o per il te' a seconda del materiale. E poi le gonne, adoro la forma delle gonne lunghe dell'epoca, fatte con diversi pannelli, li chiamate godets in italiano? e le bluse, i corsetto...ma cose semplici, il mio e' solo un hobby.
non so bene i termini di cucito in italiano, se mi senti parlare di cucito in italiano penseresti che non so attaccare nemmeno un bottone!
Infatti il film Titanic con Di Caprio, la storia mi faceva venire il latte alle ginocchia, ma i costumi!...
adesso pero' sono impegnata a fare le divise di Star Trek (Next Generation) perche' in Giugno andiamo alla convention dei fans. quindi tutti in divisa, io, marito e prole, dal maggiore alla piu' piccola :)

Alessandra Gennaro 01/16/2013 19:50

ecco. appunto. (vedi risposta precedente)

Alessandra Gennaro 01/16/2013 19:50

pure le creature con la stessa passione? mi sto seriamente preoccupando.. prima la spazzatura, poi la cucina indiana...

Alessandra Gennaro 01/16/2013 19:49

c'è anche qui, la ricetta del Lancastershire hot pot... e ora che ci penso, avrei potuto prepararlo per stasera, visto che sto facendo uno "spezzatino senza idee"... per il resto, con me sfondi mille porte aperte. E ripassare la lingua è un ulteriore motivo per convertirsi a questa cucina. Magari non proprio del tutto, ma per la parte buona, sì :-)

Alessandra Gennaro 01/16/2013 19:46

aggiornamenot delle 19.44: per amor di scienza e solo per quello, ho sacrificato la pausa pranzo al ristorante indiano sotto l'ufficio. E lì, sorpresa, il chicken tikka masala c'era. Potevo non ordinarlo? (assieme al basmati e all'onion nan, ovviamente: se mi devo sacrificare, tanto vale farlo a 360 gradi- e facciamo anche 361, che mi son dimenticata il lassi alla rosa) comunque: fa-vo-lo-so. Speziatissimo, molto di più di questa versione, ma comprensivo di peperoni rossi e cipolle stufate. Meraviglioso

Alessandra Gennaro 01/16/2013 19:44

e quindi??? :-)

Alessandra Gennaro 01/16/2013 19:43

rido, perchè se il commento avesse portato la mia firma, avrei conclus: ora che ho conosciuto meglio entrambe, ho capovolto il giudizio :-)
sempre detto, che sei troppo buona :-)

Alessandra Gennaro 01/16/2013 19:43

e io farò incetta di libri, laprox pausa pranzo in libreria... me lo posso far scappare, questo titolo??? :-)

Alessandra Gennaro 01/16/2013 19:42

il garam masala è indispensabile: quindi, sono d'accordissimo! provare subito!!!

Alessandra Gennaro 01/16/2013 19:41

Anne, ma tu sei donna dalle mille sorprese...gli abiti dell'epoca edoardiana... noi stiamo sognando, sui vestiti di Lady Crowley e delle sue figliole, pensa un po'... ma cosa hai cucito, di preciso? ora sono curiosissima...

Alessandra Gennaro 01/16/2013 19:40

e oltretutto, lo facciamo pure apposta :-)